domenica 15 gennaio 2012

PRIMAVERA ESTATE AUTUNNO INVERNO E ANCORA PRIMAVERA di KIM-KI DUK

Orbene come ormai tutti saprete,è mia convinzione reputare che il cinema come qualsiasi cosa e qulasiasi persona abbia una netta distizione tra alto e basso.Una eccessiva democratizzazione ci porterà ipocritamente a pensare che non sia proprio così.Siamo liberi di coltivare le nostre opinioni e fino a quando non prenderò il potere con il nome di Stalin II ,bè continuate,non mi disturba.Questo non vuol dire che in quella particolare forma di cultura ritenuta bassa non vi siano momenti altissimi di cinema,sarebbe inopportuno e assai riduttivo da parte mia fare questa considerazione,tuttavia è altresì chiaro che sostanziali differenze siano evidentissime.
Questo sublime capolavoro ci giunge dalla corea del sud,è un'opera che appare semplice ,ma non come è vezzo da noi confonde la semplicità con il semplicismo.La storia divisa in stagioni che metaforicamente richiamano quelle della vita, vede protagonisti un bimbo e il suo maestro,un monaco.Vivono su una sorta di casa galleggiante,immersi in una natura che non è umanizzata scioccamente,ma è oltremodo regale nel suo distacco e magnifica nel suo manifestarsi attraverso le chiari acque,le candide nuvole,la vita e talora la sofferenza degli animali.
Il bambino cresce ,da ragazzo conosce l'amore e il sesso.In quanto giunge in cerca di cure una dolce e delicata fanciulla che strapperà da quel rifugio il ragazzo per portarlo verso il mondo.Che non viene mai mostrato,loro vivono in uno spazio impreciso e perpetuo,nulla a che fare con la deviazione del paese e i ritmi insostenibili della pseudo modernità.Purtroppo il ragazzo per gelosia uccide la sua donna e torna dal maestro ,nel loro rifugio.Qui tenterà il suicidio ma salvato dalla sua guida spirituale dovrà ritagliare nel legno una lunghissima preghiera per salvare la sua anima.
Giungeranno due poliziotti con il compito di imprigionarlo,tuttavia lasceranno che il giovane finisca di scrivere la sua preghiera,poi lo portano sulla terra ferma.Anni dopo toccherà all'allievo occuparsi di un bimbo.
Un film bellissimo,di purissima e incontaminata poesia-che orribile parola,ma in questo caso usata a fin di bene-non solo nella formalità tecnica visiva dell'opera,ma anche nell'intenistà emotiva seppure non sfoci mai e poi mai in melodramma.Un racconto nobilissimo sui grandi temi dell'uomo:la vita,l'amore,l'insegnamento e l'eredità che lascia all'allievo qualora diventasse maestro .Il ciclo della vita che si ripete e che ogni volta ci dona morte,sofferenza,ma anche sottilissime e profondissime gioie.
Film di altissima qualità,che ha colpito molto anche un materialista (storico e dialettico),come me.
Opera che è nella sua natura superiore a moltissime altre,non c'è nulla da aggiungere

4 commenti:

Elio ha detto...

Siamo ovviamente d'accordo. Pellicola meravigliosa del Kim Ki-duk più elegante e raffinato.

babordo76 ha detto...

manifesto anche la mia ignoranza,di questo autore avevo visto solo samsara e tanto tempo fa.Poi non conosco altro.Mi rifarò

Elio ha detto...

E non schivare i primi lavori, che secondo me potrebbero piacerti anche di più. L'isola e Bad Guy su tutti.

babordo76 ha detto...

li cercherò,mi piace lo stile orientale