sabato 15 novembre 2014

LIEBSTER BLOG AWARD

liebsterblogaward


Cioè: questo è un meme. Ci sono delle regole ,eccole

* Ringraziare la persona che ci ha nominato linkandone il post o il blog,
* Esporre il logo del meme 
* Rispondere alle 11 domande stabilite dalla persona che ha dato il premio

Ringrazio quindi Fabrizio Borgio , ( rammentandovi di leggere i suoi bellissimi libri, vi invito a leggere il suo ultimo lavoro: Vino Rosso Sangue) di http://iltaccuinogiallo.wordpress.com.

Ecco le 11 domande

1) Cosa pensi della blogsfera?

Bè,mi ha fatto conoscere la mia dolce metà, giusto? Quindi ne penso tutto il bene possibile. Ci sono dei bloggers  che amo leggere. Sono amici. Non credo sia un mezzo rivoluzionario,ma che faccia bene anche ai morti di fama, sai qualche buon samaritano lascia un commento nel quale esalta quelle tre cazzate che scrivi e ti senti un Re. Cosa penso della blogsfera? Che è un teatro dell'assurdo e una fiera dei miracoli. Poi io ho tipo 4-5 blog,quindi ne penso tutto il male e tutto il bene possibile. Bloggers siate seri quando scrivete,ma non prendetevi troppo sul serio,ok?

2)Credi nell'Europa come identità politica?

No. Penso che non sia stata preparata una cultura europea che unisca i vari popoli che formano l'Europa, ma che essa sia nata solo su basi economiche. Nondimeno non penso nemmeno che si possa tornare indietro e che le forze politiche anti europeiste siano una bruttissima ammassata dei peggiori reazionari e qualunquisti. Tuttavia reputo l'Europa debolissima come entità che sia capace di agire in modo autonomo dall'America , penso sia vecchia dal punto di vista delle strategie in politica estera e sopratutto un'Europa che accetta i fascisti ucraini, in chiave anti russa, proprio non mi piace. 
Metti pure il problema che noi italiani manco ci sentiamo italiani,cosa vuoi che ci sentiamo? Europei? Tuttavia il tema è complesso,complicato,questi anni non mi piacciono ,ma spero nel futuro. Sopratutto compagni, non lasciamo che la marmaglia fascista prenda e snaturi temi che a noi riguardano assai, come avviene anche nel campo dell'anti imperialismo. Ecco vorrei una nuova europa meno sottoposta alle istanze imperialiste travestite da missioni di pace, sostegno alle rivoluzioni colorate,ecc...Molto più cooperativa con i Bric.

3) Il tuo miglior pregio?
Amo l'umanità, mi commuovo per la gioia degli altri. 

4) Il tuo peggior difetto?

Sono sarcastico in modo antipatico,a volte. E sono un testone,

5)Come vedi la letteratura di genere nel prossimo futuro?

Come sempre : tantissime cazzate ad opera di presunti geni, tanti applausi ai fenomeni del momento e poi: ti arriva un romanzo come la Morte Mormora, e rimani folgorato. All'estero fino a quando King continuerà a scrivere,tutto bene. Gradirei che il genere diventi sempre più modo di parlare di cose serie e profonde a livello politico,sociale,morale,travestendolo da romanzo horror o simili. Non me ne frega un cazzo dei romanzi di genere puro e di quelli scritti da italiani ambientati in America.

6) La tua idea di cultura

Non credo alle contaminazioni alte e basse, non credo che sia tutto "cultura", mi fa specie che in molti la critichino reputandola roba da accademici e poi si riferiscano al loro lavoro come: " la cultura dei..."
La cultura serve per elevarci, farci conoscere cose profonde e complesse. Ci porta a domandarci dove sbagliamo,quanto siamo ignoranti ,ma sopratutto la cultura è: VITA. 
E in quanto tale ci fa vivere meglio: una visita ai musei, una sera all'opera, un film sovietico, o comunque un grande film, ci aiutano a vivere meglio. Ci strappano le catene della mediocrità, ci fa ragionare bene. 
Per me l'intellettuale e la cultura hanno il compito di prendere dei proletari e insegnare a loro la bellezza dell'arte, delle avanguardie, nessuno nasce ignorante per rimanerlo fino alla fine della sua vita. Questo capita nel sistema capitalista. Dove trovi dei  borghesi che osannano il traaaaashhhh e il cinema poppppolare, per mantenerti nella tua ignoranza. Dicendoti che vivi bene così: pochi e brutti libri, orribili films. 
No,invece la cultura per me deve essere conquistata dai proletari . E deve essere sempre legata alla realtà socio politica e parlare degli uomini, non di eroi o peggio super eroi

7) se tu diventassi presidente del consiglio quale sarebbe la tua prima riforma?
Sei imprenditore, sei un capitalista? Ecco se proprio tu volessi portare la tua azienda all'estero, non ci sarebbero problemi. Parti tu e comincia da zero. Il resto rimane qui : gestito dallo stato.


8)La regione che ti stuzzica di più per curiosità.

Non ho mai visto le Marche e mi manca il sud, a parte Napoli che ho visto.

9) Cosa pensi dei premi come questo che hai ricevuto?

Che mi piacciono assai

10)Social preferito?

Facebook e blog

11) Riassumiti in 4 aggettivi

Generoso,buono,sincero e l'ultimo mettetelo voi.


11 cose su di me

1) sono un romantico
2)Non riesco a star zitto quanno se parla de politica,'tacci vostri
3)Sono interista e quindi abbiate compassione
4)Amo la vita da bohemien
5)Amo visitare musei, mostre
6)Ironia e autoironia sono fondamentali per me
7)Amo l'umanità e credo che alla fine il genere  umano sia migliore di quello che tutti pensano
8)Odio il cinismo e il cattivismo da happy hour di certo cinema 
9)Credo nel matrimonio  e non vedo l'ora di sposarmi
10) Molto spesso vedo i protagonisti dei films come persone vere
11) Sono molto cortese e gentile


11 domande

1) Dovessi riscrivere il finale di un libro che hai letto,quale libro sarebbe?

2)Preferisci la cena a casa da solo o con la tua dolce metà o scoprire nuovi ristoranti?

3) Cosa non tolleri assolutamente della tua città 

4) Pensi che l'happy end sia solo un'illusione da film americano?

5)Se tu potessi viaggiare nel tempo,ecco come speri di riuscirci se non ci sono più le cabine telefoniche? E dove vorresti andare?

6)Secondo te tutti i criminali possono esser rieducati o per alcuni è giusta la pena di morte?

7) L'amore è una cosa meravigliosa? Come la libereresti dai consigli del cazzo della posta del cuore di riviste e simili?

8)Cosa è la felicità?

9)La canzone che ultimamente è diventato un tormentone per te

10) Un regista con cui ti piacerebbe collaborare o conoscere per due chiacchiere

11)Cosa significa : libertà,democrazia,civiltà? E si possono imporre?

Passo volessero partecipare a Sauro, Mons Verdeux, Andrea Brunelli
E a tutti quelli che vorrebbero partecipare


venerdì 14 novembre 2014

LA NOTTE di MICHELANGELO ANTONIONI

Esistono film che sono talmente importanti,fondamentali,ricchi di significati,che intimoriscono e spiazzano gli spettatori. Anche quelli indisciplinati,anzi sopratutto loro. Perché, sinceramente, ora ..che posso scrivere? Questo film , secondo capitolo delle celeberrima trilogia sulla incomunicabilità, è talmente perfetto sia come mero oggetto filmico,che a livello di indagine sociale attraverso un privato che diventa politico e pubblico, ( e questa cosa a mio avviso è sempre stata ignorata dai detrattori del cinema  " borghese" di Antonioni, questi miopi ideologicamente che reputano film politici solo quelli girati in ambienti proletari,senza notare le contraddizioni che esplodono ogni volta che l'intellettuale Giovanni si trova a confrontarsi con i cumenda, c'è la lotta di classe tra l'intellettuale che sa riconoscere la vita e la sua fallibilità,le incertezze, le debolezze e il pensiero pragmatico del "quanto vuole,quanto cosa,ghe pensi mi". In questo un borghese mette in tavola le contraddizioni totali in seno alla sua classe). da togliere ogni mia parola da blogger che scrive di cinema.




La crisi di una coppia è inserita in un contesto di crisi sociale e morale che colpisce ogni persona  . Le città stesse sembrano luoghi di chiusura agli altri, di paranoia, non vissute , quasi come la natura leopardiana , esse sono indifferenti e distaccate dal destino anonimo dei suoi cittadini. Un malessere che esplode-ironicamente- nel pieno del Boom economico e che non riusciamo mai a comprendere, ma solo ad intuire.
Perché Giovanni e la sua dolce metà - si non rammento più il nome del personaggio della Moreau..ah Lidia!- sono in crisi? A cosa è dovuta questa malinconia che uccide ogni reazione? L'abitudine,la vita quotidiana, si è l'incomunicabilità,ma questa da cosa nasce?



In questo riconosco , ( ora dopo anni di attacchi virulenti e feroci contro il suo cinema), la grandezza di Antonioni. L'essere umano non soffre tanto per cose legate a un suo benessere materiale, comprare,avanzare nella classe sociale, sono tutte cose effimere. Certo ti appagano materialmente,ma non colmano il disagio di una persona industrializzata,massificata,divisa in classi e sottomessa ad esse. E poi l'amore. Non conta? Non ha una sua importanza fondamentale? E quanto sappiamo amare? Cosa conosciamo circa l'amare,a parte che esso sia un verbo?

 

Pensavo a questo, ieri sera, mentre vedevo il film. Perché il cinema non è solo il piano sequenza da 15 minuti o il 3d usato da dio, disprezzo quel modo di pensare e fare cinema,esso deve parlare al nostro cervello,cuore,anima e non a sola una parte di questi. Sopratutto deve avere personaggi, storia, messaggio e la Notte ha tutto : Giovanni, Lidia, Valentina, ( figlia in crisi dell'industriale interpretata benissimo da una bravissima Monica Vitti, prima delle commedie), sono persone che sento in qualche modo vicine. Certo le vedo come se fossero dietro un vetro,ma percepisco il loro dolore .
La festa dei sciuri,così piena di gente e vuota di esseri umani,è una potentissima e ancora attualissima metafora dell'occidente liberal-capitalista e delle sue cittadinanze.



Si accusa di fare cinema borghese,noioso, lo dicevo anche io,invece Antonioni è un grande umanista amareggiato che guarda con partecipe e freddo distacco l'umanità,mai odiata o giudicata,ma mostrata nel suo essere così mendace nel voler essere felice e così sola.
Anche se la scena finale , bellissima e commovente, della lettera letta da Lidia e il rapporto sessuale che ultima il film dà spazio a una maggior speranza,una svolta. Forse attraverso i sensi,attraverso un contatto umano, è possibile che abbiano trovato un modo per comprendere quanto male si siano fatti e ricominciare? Non lo so.
So solo che questo film mi ha conquistato e che dovrò approfondire il cinema di Antonioni.

domenica 9 novembre 2014

TORNERANNO I PRATI di ERMANNO OLMI

Dopo il meraviglioso, intenso,bellissimo , " Il Giovane Favoloso", ecco un'altra ottima pellicola italiana, questa volta diretta da un maestro del nostro cinema : Ermanno Olmi.
E che ritorno, che lezione di cinema!
Olmi è uno dei miei registi preferiti perché sa riprendere il Reale, sopratutto le pieghe piccolissime,minimali,impercettibili, nella e della storia umana. Non enfatizza mai, non aggiunge ulteriori elementi, certo ci si potrebbe lamentare di una certa noia,ma è la lamentela dei fessi e quindi passiamo oltre. Mi piace discutere con chi ha capacità minime per farlo.



Non sono moltissimi i film ambientati durante la prima guerra mondiale, io sono molto affezionato a due pellicole in particolare: Uomini Contro di Rosi e La Grande Guerra di Monicelli.  La prima è una vera e propria lezione politica e militante, chi ha la fortuna di essere comunista- perché è una fortuna- saprà coglierne tutto il valore, mentre la seconda è un classico assoluto della nostra Commedia, quando univamo tragedia e umorismo.
Olmi sceglie una strada diversa. Non si ride affatto in questa pellicola,perché la guerra non è nota per aver un grande senso dell'umorismo,ma la critica all'assurdità di questo tragico evento è ben visibile e motivata. Certo non sostiene una sana ideologia progressista, non ne ha nemmeno bisogno. Basta solo il primo piano di un soldato con la febbre, l'angoscia di un sergente che ha sbagliato a dar un ordine ai suoi uomini, il suicidio di un soldato.
Questo è tra i migliori film sulla morte. Leopardiano in un certo senso, poiché alle immagini crude della morte e assordanti,stordenti,per i colpi di cannone,mortaio, fa da contraltare o contro canto- se vi garba maggiormente come definizione- lo splendore della natura. Gli animali, la neve, le montagne, che non sono scenario di guerra, ma altro e oltre.



Sicuramente non è una pellicola facile,seppure nella sua assoluta semplicità,perché ti spinge a sostenere la snervante attesa che qualcosa succeda, come nel bellissimo romanzo Il Deserto Dei Tartari, si sofferma molto e giustamente sulla vita da trincea fatta di gesti meccanici, febbre, morale basso, tedio , e poi ti colpisce con il realismo delle esplosioni . Ti pare davvero di esser con quei poveri cristi.
Dimenticati,gettati per interessi di capitale, di errate idee circa la superiorità di un popolo sugli altri , morire -spesso con poco onore e nullo eroismo, checché ne dicano i libri e le commemorazioni ufficiali-  per non ottenere nulla in cambio. Forse una medaglia.



Sopratutto Olmi film la morte non solo come atto fisico, brutale, ma come elemento superiore che toglie la vita anche quando stai ancora respirando.Bellissima la scena dell'arrivo delle lettere. I nomi che rimbalzano come eco tragico di chi non ce l'ha fatta. L'elenco di nomi e cognomi di esistenze spezzate e scordate.
C'è quasi da star male: cotanta pulcretudine in un film tanto breve quanto intenso.
Senza enfatizzare e cercare a tutti i costi la scena madre. Ma solo con la potenza assoluta dell'immagine, ( una volpe, un coniglio, un albero, il silenzio della montagna, le montagne), del suono ( attenti alle esplosioni: sono devastanti),elementi essenziali nel cinema.
Probabilmente codesta pellicola sarà l'ultima fatica del maestro, speriamo assolutamente di no,ma se così fosse: Grazie Ermanno. Per i tuoi film e per i tuoi messaggi morali,etici,cosa rarissima nel tempo dei pirla cinici un tanto al chilo.

mercoledì 29 ottobre 2014

HER di SPIKE JONZE

L'immaginazione fa di tutto per creare mondi lugubri,cupi,apocalittici, ma non tiene mai conto di una costante , nella storia degli esseri umani
Quale sarebbe codesta costante o costanza umana? Quella degli affetti. Tu prendi un uomo fallo vivere in qualsiasi tempo, sotto qualsiasi regime, pure in mezzo all'apocalisse totale,ma il genere umano non smetterà mai di cercare e dare amore.
Ora che sappiamo questa piccola e banale verità, dovremmo comprendere cosa voglia significare: dare amore,e quindi : cercarlo.
Voi lo sapete? Avete una brillante teoria in merito?Mi piacerebbe confrontarle insieme. Credo che da anni stiamo dando troppo spazio, ( per vigliaccheria,comodità, debolezza,per darci un tono,quello che pensi e vuoi tu), a un certo disfattismo e cinismo per paura di metterci in gioco , di condividere la nostra vita o i nostri pensieri. Tutto questo ci fa vivere una sorta di utilizzo dei sentimenti come se fossero dei bisogni fisiologici del momento ,caricati di regole e significati immaginari e irreali,spesso ripresi da pessimi film e telefilm di successo. O da ridicole riviste.
Io credo che l'amore, in tutte le sue varianti,sia invece la radice comune del genere umano. 


Ed essendo questa radice, questa base ,da dove parte tutto, ( gratificazioni e frustrazioni), non abbia regole precise. Sopratutto legate all'oggetto del nostro sentimento.
 L'amore che ci fa ridere e tremare il sangue nelle vene  per la donna, il cane, una città,ogni cosa, non dovrebbe esser tema di scontro da parte di alcuno.  Certo,esistono diversi gradi e scalini,forse,ma non si può e non si deve considerare l'innamoramento , l'affettuosità, il benessere di una persona, di serie a o serie b ,rapportandolo all'oggetto di cosi tanto trasporto emotivo.
Per questo ieri sera, posso dire, ho visto una delle storie d'amore più belle e intense che mi sia mai capitato di visionare: SUA- Her di un regista che non ho mai apprezzato moltissimo,ma che con le sue ultime due sue fatiche , non dico mi abbia fatto cambiare idea,ma sicuramente stimo e apprezzo assai: Spike Jonze.

Oltretutto portando il sentimento dell'amore allo stadio della parola,e dando alla parola l'importanza fondamentale di " creare" la verità e la realtà. Non tanto il fatto concreto, tangibile,è l'elemento del reale,quanto l'averlo immaginato e detto. Perché noi uomini siamo parole dentro a un corpo. E non un corpo che usa le parole.
Questa supremazia della parola,dell'immaginazione, mi piace assai. E l'amore ha molta immaginazione,eh!

Theodore è appena uscito da una relazione , vive solo, sicuramente non è allegrissimo. Però cerca un contatto, non vuole rimanere troppo solo. In parte questo sollievo avviene facendo sesso con sconosciute attraverso le chat vocali,ma non basta. Non riesce però a superare il trauma della rottura e in parte ha paura di impegnarsi davvero,con una donna.  Theo è un uomo sensibile, tanto che fa un lavoro meraviglioso: scrive lettere per avvenimenti importanti, aiutando persone che non sono in grado di metter nero su bianco un loro sentimento.
Un giorno attiva , grazie a una nuova offerta, una " mente artificiale" programma di ultima generazione che ha la funzione di tenere compagnia al genere umano.
Lui la crea secondo le sue esigenze., il risultato è : Samantha.


La vicinanza di una voce, il fatto di parlare quotidianamente con qualcuno, comincia a rendere il solitario Theo, un uomo sul procinto di innamorarsi. Perché spesso è quello che capita. Il potere della comunicazione e complicità,è proprio li che cominciamo a smettere di inventare assurde scuse su quanto si stia bene da soli, su quanto ci bastiamo, e ci abbandoniamo all'avventura della conoscenza di un'altra persona, che pare essere lì apposta per noi. Non è così, non è tanto lei, o io,quanto la voglia di ritrovarci all'interno di un noi. E questo capita a Theodore e Samantha
Si,ma lei non esiste! Lei è una voce che esce da sto smartphone o come si chiama. Il massimo della solitudine, dello squallore. Lui vive una vita irreale,fittizia,la sua è follia.
Perché ? Non diciamo tutti che l'amore ci porti alla follia? Che renda folle ogni uomo e donna? Quindi per quale motivo dobbiamo criticare e giudicare un uomo che si è innamorato di un sistema operativo? Sopratutto quando questo sistema, dal bel nome di Samantha, sviluppa velocemente anche emozioni,riflessioni,sentimenti,paure e gioie. Peraltro ben recitate da una convincente Micaela Ramazzotti?

Lo stesso valga, cari rompicoglioni che tentate vanamente di elevarvi a possessori di coscienze immacolate, per chi ama il suo cane, la sua chitarra eccetera eccetera. Come io non giudico e classifico il dolore altrui,perché non è una gara, lo stesso valga per l'amore


Non manca il conflitto all'interno di questa relazione, ( lei sente la mancanza di un corpo e cerca di superare questo problema "affittando" una ragazza per fargli far sesso con Teo e provare attraverso costei ,cosa proverebbe una donna "vera"), ed esattamente come in quel clamoroso capolavoro che è  " La vita di Adele",qui ci troviamo di fronte alla nascita,l'evoluzione e la fine di un rapporto sentimentale. E ancora una volta abbiamo la conferma: che siano due donne, un uomo e un sistema operativo, un cane e il suo padrone, l'amore è identico per tutti. Anche le sofferenze, le devianze, le disillusioni, i rancori,e gli abbandoni. Come le infinite gioie,il paradiso a portata di mano.
Certamente Teo alla fine avrà vissuto un sentimento talmente potente e profondo da renderlo un uomo migliore,pronto a unirsi con una donna vera. Per amore, solo per amore, come canterebbe Vecchioni.

E a noi non rimane che il piacere di aver visto un buonissimo film, con i suoi difetti e tentennamenti, ma forte e preciso nel ricordare che siamo parole che scintillano nel buio,desiderio di vivere e rivivere nei pensieri e nelle parole degli altri e che nonostante tutto, siamo straordinari . E meritiamo di viverci la nostra vita.