lunedì 19 dicembre 2016

I TRASCURABILI 2016

Questo, per quanto mi riguarda, è il vero post natalizio. Voglio fare un regalo a chi è rimasto ancora ai tempi in cui uno dovrebbe- per forza- scrivere male di film che non gli sono piaciuti. Magari, per sembrare giovane, con un linguaggio sarcastico, pungente, ricco di parolacce, e un finto slang popolare,  per mascherare la natura borghese dell'eccitato critico "mo spaccotutto".
Io credo che la vita vada vissuta per le cose belle, per goderne ed essere umanamente felici. Il resto è meglio lasciarlo a marcire nel dimenticatoio, nella spazzatura della storia. Ci porta solo rabbia, rancore, dà origine a polemiche sterili.
Dovremmo far conoscere agli altri le cose che ci emozionano, ci divertono, fanno piangere o ridere, c'è in giro troppo cinema per perder tempo con quello che non amiamo.
Però, appunto, è Natale tra poco, sicché a quelli che si interrogano sul perché non faccia mai critiche negative ( rammento che non sono un critico cinematografico e non faccio recensioni, ma semplici riflessioni indisciplinate da spettatore attivo e anche attivista, va) metterò di seguito le pellicole italiane ed estere che codesto anno mi hanno parzialmente o del tutto deluso, o semplicemente : viste, e dimenticate dopo due secondi.
Trascurabili in questo senso, non strettamente brutti, ma pellicole che a me non hanno lasciato nulla.

Per spirito patriottico comincio con i titoli italiani.


Qualcosa di nuovo


La cosa nuova forse è la crisi post mezza età, con tanto di toyboy. Interessante, peccato sia il solito, pleonastico, cinema di Cristina Comencini. Il film è una commedia dal buon potenziale rovinata da una visione modernista delle relazioni umane, immaginate o vissute male, in un salotto romano. Personaggi ridicoli, ripetitivi, meccanici, e una storia che vorrebbe esser piccante, irriverente, si spezza contro la mediocrità assoluta dell'insieme. Brave come sempre le due protagoniste, meno il fanciullo.


Quo Vado




Il fenomeno economico del 2016 in ambito di incassi nazionale, è nella sostanza una pellicola assai dimenticabile, di quelle che non lasciano traccia dopo la visione. Sicuramente meglio dei cinepanettoni, e con almeno due battute assai divertenti e una canzone dedicata alla prima repubblica che rimane in testa, manca il cinema. Si gioca in modo ambiguo sui luoghi comuni italici, a volte centrando l'obiettivo, spesso a vuoto.





Un paese quasi perfetto


Altra commedia che , come quella di Zanone, è parte integrante del cinema pleonastico. Non bello, non brutto,  si ride, ma nemmeno tanto da ricordarsi battute e personaggi. Opere che escono in un 2016 dove invece parte della commedia mainstream ha tentato un piccolo spostamento verso qualcosa di buono.





Un Bacio


Il cinema è rappresentazione della realtà, c'è finzione, alterazione della realtà, anche. C'è la poetica di un regista che, è suo diritto, ci propone un prodotto specchio del suo pensare, vivere, o anche di esigenze economiche.
Il problema è quando la costruzione, la rappresentazione, la finzione, stridono in modo evidente con ciò che vediamo e che dovrebbe "travolgerci". Questo succede con quello che reputo forse il peggior film italiano di questo 2016, no scherzo! Il peggiore è quello della Comencini!
Non ci appassiona mai ai personaggi, alle loro storie, perché "scritti" e si vede che sono solo dei personaggi, nonostante l'impegno dei protagonisti, una certa aria alla "noi siamo infinito", non fa che peggiorare le cose . Adolescenti che interpretano giovani secondo una visione adulta, non si sa quanto, ma sicuramente incapace di nascondere il trucco, la corda, il senso di "veder un film",perché non vi è una vera strada, una direzione decisa.  Suona tutto falso e anche i numeri musicali, risultano appiattiti, poco palpitanti, studiati, ma come se fossero contorno di uno dei tanti talent.







Queste le pellicole italiane che non mi hanno entusiasmato per nulla. In un anno dove, peraltro, si riconferma l'assoluta eccellenza del nostro cinema nazionale. Avremo modo più avanti di scriverne come merita.
Ora andiamo all'estero, managgfoster e clooney!







Voler raccontare la crisi economica, i segreti sporchi dell'alta finanza, l'equilibrio tra umano e cialtrone che contraddistingue una certa tv. Quante cose! Ne avessero indovinata una. Il plot economico-thriller è un concentrato di grigie ovvietà, si banalizza le contraddizioni del capitale, si punta sul voler coniugare spettacolo e sostanza e niente. Manca tutto
Una ripetizione stanca, che tenta di darsi un tono, occasione sprecatissima




Remember


Bella idea messa in scena in modo un po' ridicolo, vedi il finale e la descrizione di alcuni personaggi. Il tramonto di un ex grande regista? Non esageriamo, capita a tutti di sbagliare. Qui purtroppo l'idea di base e un ottimo Plummer non vengono aiutati da una regia televisiva, piatta, senza mordente e alcuni attori non del tutto in parte. L'idea di raccontare in modo altro l'olocausto e la vendetta, naufraga sopratutto negli ultimi minuti.






Room

Una storia durissima, un trailer che ci faceva ben sperare. Invece ci troviamo di fronte a una pellicola che par dire cose importanti nella prima parte, ma che naufraga nella seconda. Seguendo le leggi del cinema "trattenuto", così il ritorno a casa non fa esplodere nessun processo di analisi e riflessione sul come uscire da certe orribili situazioni, non si frantuma e non ci si fa male,  lasciando una serie di potenzialità su carta.






The boy

Un horror d'atmosfera che tenta un discorso interessante sulla maternità che finisce come un Venerdì 13 dei poveracci. Basta cosi, direi.







1001




l'apoteosi di sto cazzo di cinema "trattenuto"Mortacci sua!










2 commenti:

Kris Kelvin ha detto...

Siamo più o meno d'accordo, a parte qualche titolo che a me è piaciuto di più (Remember), ma insomma siamo lì. L'unico appunto lo faccio su Zalone, che a mio avviso non è affatto trascurabile: è cinema "usa e getta" fatto e pensato per un largo consumo nel più breve tempo possibile, e quindi da questo punto di vista è riuscitissimo... oltretutto, non si incassano 65 milioni di euro per caso (questo film l'ha visto davvero chiunque, e non è un dato da sottovalutare)

babordo76 ha detto...

Si, certo è cinema fast food che riesce benissimo nel suo intento. Come spettatore di codesto cinema non so che farmene, pur rispettando la formula scelta. E non tollerando la cultura del consumare subito, digerire in fretta e dimenticare ancor più velocemente, in nessun ambito.
Poi c'è tutto un discorso economico e di markenting riuscitissimo, ma sono quelle bolle economiche, quei miracoli apparenti che non mi dicono nulla a livello personale.
Il discorso sulle masse che attira è lungo, complesso, e lo farò dopo capodanno va!
Remember ha un'idea avvincente ma ppi perde colpi durante tutta la visione