martedì 20 agosto 2013

IL SOSPETTO di THOMAS VINTERBERG

Il gruppo giudica e condanna l'individuo sulla base delle suggestioni,percezioni, fantasie , di menti deboli e personalità fragili. Non cerchiamo il confronto,la spiegazione,la motivazione, ci limitiamo a dire qualcuno quello che altri avrebbero fatto nei nostri confronti o della società e poi mettiamo in moto la macchina della diffamazione a fin di bene, (nel senso che questi credendo alla parola della persona, senza contraddittorio, senza ascoltare le ragioni altrui, ma fidandosi ciecamente della parola o facendosi trascinare emotivamente di fronte ad accuse forti su temi scabrosi), che stritola l'individuo. Perchè siamo tutti inquisitori, siamo sempre pronti a condannare e a non dare possibilità alcuna di recuperare, di riscattarsi,ma cosa ben peggiore : si ritiene normale dimenticare. Si, ti abbiamo definito un mostro,cattivo,repellente,essere umano,ma sai una cosa? Non era così. Si, vabbè...capita eh? Ah,ti senti mortificato e ferito? Perchè le accuse erano infondate?Ma sai...mettiti nei nostri panni ci vengono a dire queste cose, che sono anche gravi...Su, su , non rompere che la vita è bella !
La leggerezza nell'accusa, la forza devastante delle parole e dei silenzi colpevoli,la presunzione di essere un gruppo immacolato e che gli altri siano tutti dei bastardi falsi e quindi:proteggiamoci!

Questo è il modo in cui funziona la nostra società. Tutti siamo rimasti vittime di accuse infondate e tutti abbiamo accusato. Tutti, io decisamente meno. Però la tentazione è fortissima.






                                               


Lukas è il ben voluto maestro d'asilo in un paesino della Danimarca . Una piccola comunità dove tutti si conoscono, un piccolo paradiso sembrerebbe... Sembrerebbe.
Infatti per la bugia di una bambina, offesa perchè il suo amico e maestro rifiuta un suo regalo : un cuore, la sua vita viene completamente distrutta e sconvolta.
L'accusa è infamante: pedofilia. I bambini non mentono mai, questo quello che pensa l'isterica e detestabile direttrice dell'asilo e a ruota madri,maestre,i bambini suggestionati dai racconti dei grandi cominciano a denunciare . Così quello che era un amico, un compagno, diventa un mostro. Del tutto innocente, del tutto estraneo ai fatti, lui è la vera e unica vittima. Però il gruppo ha deciso che è colpevole. Perchè? I bambini non mentono mai.
Invece bimbi e anziani sono maestri di bugie e coglionate, sappiatelo!  Ipocritamente però tendiamo a dimenticarlo, che fa sempre bene alla nostra sporca coscienza fare i paladini dei piccoli e dei moribondi.

Come fai a fermare una squallida bugia se a dirla è una bambina? Come ti difendi dalle accuse infamanti di un gruppo che ti giudica pubblicamente, basandosi sulle parole di una bimbetta isterica?  Qualcuno accuserà il film di misoginia , poichè le donne in questo film son le prime ad attaccare il povero Lukas. In parte è vero, sono più sensibili a certi argomenti e si lasciano andare a giudizi preventivi,ma credo che chiunque di fronte a un'accusa tanto pesante e infamante abbia i suoi 15 minuti di giustizialismo. Ho trovato ridicola la direttrice. Un misto di suggestione,debolezza,vigliaccheria. Del resto anche i maschi non son da meno. Lukas perde l'amicizia di uomini che conosce da una vita, non vogliono che vada a fare la spesa in un determinato posto, gli ammazzano la cagnolina, rendono difficile la vita al figlio

                                  


Fino al finale che dovrebbe essere riparatore. Oh,sai che effettivamente è come dicevi tu: una bugia! E la gente dimentica. I nemici di ieri  tornano ad essere tuoi amici. Come se nulla fosse.
Solo che gli esseri umani mica si possono riprogrammare,resettare , facilmente. E una vita stritolata dall'odio meschino e vigliacco delle masse purificatrici , mica torna come prima.

Film bellissimo diretto da un solidale di Von Trier, autore già dello splendido Festen e co fondatore dell'unico movimento cinematografico degno di nota negli anni 90, il Dogma, è una pellicola che dovrebbe essere vista e assimilata da moltissime persone e anche da noi stessi. Spesso feriamo e facciamo male alle persone anche senza vera cattiveria,ma per una sorta di leggerezza dovuta alla mancata capacità di mettersi nei panni altrui, sulle scie delle nostre debolezze e paranoie, per cattiveria nei confronti di altri che riteniamo ingiustamente fortunati e sulla spinta della suggestione e del gruppo.
Davvero dovremmo riflettere su noi stessi e sulle dinamiche sociali che ci spingono a prendercela con i Lukas o a giudicare negativamente persone su travisamenti, fraintendimenti e altro.
Siamo debolissimi ,come esseri umani, cerchiamo di vivere senza far del male. Durissimo, ma necessario
Madds Mikkelsen titanico, giganteggia,memorabile

4 commenti:

hetschaap ha detto...

Parlate tutti benissimo di questo film e io ancora non l'ho visto. Ma sono convinta che vada visto perché l'argomento è importantissimo. E hai ragione: è più facile condannare che capire. Siamo bravissimi a giudicare, a scagliarci contro chi è più debole, ad isolare ed infamare. Nessuno di noi è esente da questo meccanismo perverso. Chi più, chi meno ma ci cadiamo tutti, prima o poi. E il gruppo, in questo caso, è tremendo. Sentirsi parte di un gruppo che si rafforza e si fomenta generando odio è terribile. E credo che film del genere siano essenziali, un modo per mostrare certe cose, esorcizzarle ed aiutarci a scoprire meccanismi che, altrimenti, resterebbero sommersi. Questo è il vero cinema impegnato, quello che ha una fortissima valenza educativa ed etica.

babordo76 ha detto...

esatto. Il cinema necessario che ti porta a riflettere su cose che capitano davvero e che colpiscono le persone.
Distrugger una vita ci vuole poco,anche con atti non così eclatanti come la pedofilia.
A me è capitato due volte: una con una ex cliente del mio negozio la quale passava ore da me a sputtanare le altre persone,con maledicenze inopportune. L'ho gentilmente allontanata e lei è andata in giro a dire che l'ho spintonata e malmenata.Siccome io so cosa sono e cosa non sono, questa cosa mi ha infastidito. Non sono uno che mette le mani addosso alle donne e per cui ho avvertito i suoi parenti e morta lì.Ma il fatto che ci fosse in giro questa voce falsissima , mi ha davvero colpito. Perchè io sono tante cose , ma non un violento .

Altri casi invece sono i giudizi alla cazzo sparati da gente per sentito dire, perchè si presta attenzione a chi è troppo debole per cercare un confronto e queste cose capitano spesso.
Io l'ho sempre detto e lo ripeto:avete un problema con me, un'incomprensione,parliamone subito,chiariamo le cose,ma non lasciamole alle voci di corridoio

Fabrizio Borgio ha detto...

Tema a dir poco scottante, difficile, che solo chi possiede una mano salda e le idee chiare, si può permettere di trattare senza scadere nel melodrammatico o nel didascalico. Forse, una certa freddezza scandinava è un elemento utile nel gestire la cosa.

babordo76 ha detto...

si,è un film in bilico sul disastro perchè è facile sbagliare. Ma appunto la grande scuola danese riesce a portare sullo schermo una storia fondamentale e da vedere assolutamente.
Con un finale amarissimo e dolorosissimo basato sulla espressività di Madds