lunedì 13 ottobre 2008

L'INGORGO di LUIGI COMENCINI

Film assai strano e diseguale,non perfettamente riuscito eppure" doveroso ".Certo il disfattismo realista e veritiero è anche alla base di certe scivolate populiste tipiche di un non popolo,come quello italiano.Vi è da dire ,in difesa della pellicola,che proprio denunciando la vera situazione italica si possono evidenziare metodi altri e alti di cambiamento sociale e politico(la piazza di un grillo,non avrà mai la forza e lo spessore politico della piazza dell'11 ottobre.Partendo da punti che si potrebbero ritenere uguali,in realtà si approda su posizioni del tutto diverse.)La commedia italiana è stata anche questo:attraverso ironia e simbolismi si denuncia il male che da anni infetta lo stato italiano,puntando non solo sulla sua classe dominante,ma anche su quelle fette di cittadinanza che con il loro squallido comportamento portano il paese verso un ingorgo di cialtronerie pericolose e mal assortite.Non è cambiato molto da ieri ad oggi,la sostanza del paese denunciata in questa pellicola è pur sempre identica,se non peggiorata da una forte mancanza di sinistra non codardamente pacifista,ma come deve essere guerrigliera e anti compromessi.Così la scena disgustosa e insostenibile dello stupro illuminato con i fari della macchina,da quattro schifosi padri di famiglia reazionari è ancora oggi il simbolo forte e possente del paese.Illuminano con eccitazione da farabutti le violenze atroci su persone che vengono da altri paesi,ad esempio.O il pacifismo inutile del tizio che ha l'opportunità di fare l'unica azione valida,cioè bruciare la feccia fascista e invece colto da ripensamento- potrebbe forse coinvolgere altre macchine- lascia che i malfattori stupratori possano vivere in pace.Si chiude questo episodio con la ragazza violentata che cerca la mano e la trova del ragazzo.Una fine sentimentale e di comodo,che pesca nel peggior "tirem inanz",pecca pesante del film.Un film che offre ruoli e spunti interessanti non ai soliti grandi nomi del cinema italiano,che peraltro non mancano:sordi, mastroianni, tognazzi, ma che punta invece su storie interpretate da validissimi attori non famosissimi o di richiamo.Le storie del padre napoletano,dei 4 padri di famiglia,la donna con il bimbo affetto da una malattia che lo condanna a un sonno senza sogni.Piccoli e strazianti passaggi di lacerante urgenza.Meno convincenti invece i nomi di richiamo,chiamati a fare loro stessi,bravi epperò non memorabili.Soggettivamente ho trovato molto toccante la partecipazione di Ingrassia,quel suo essere un disperato poveraccio in punto di morte che spera in un ribaltamento della sua assistenza,quella sua solitudine così "reale" fanno del suo piccolo ruolo un grande momento di riflessione sulla vita umana Queste son le commedie sociali,quelle che pongono dibattiti e riflessioni e che denunciano attraverso amarissimi simbolismi la fine infinita del nostro paese Mi piange il cuore quando leggo le puttanate di un Giusti su Salemme.Da ferocissimo anti democratico lo spedirei in siberia,condannando lo a visionare solo vecchi film sovietici Ricostruire una critica non modaiola,giovanilis ta,revisionista,è una cosa assolutamente necessariaSi è confuso il salvare dall'anonimato alcune pellicole e alcuni nomi di settore,con l'assoluzione dei peccati generalizzata del cinema di genere e di tutti i suoi autori. Il tempo del film di comenicini aveva la ricerca attraverso il linguaggio popolare,anche se non lo era nemmeno per un po' considerando il simbolismo forte di questa imperfetta pellicola-di un metodo di condanna del potereOra ci accontentiamo di sbiadite risatine reazionarie, si vede che a Giusti piace questo

3 commenti:

il Russo ha detto...

Un'autentica "prima visione" questo blog, da tenere d'occhio!

l'incarcerato ha detto...

Ma sei il Viga che conosciamo già??

babordo76 ha detto...

eh,si russo!
Ogni tanto gira di qua ...Un po' di cinema e militanza non fa mai male!

Si incarcerato sono io,il viga di splinder!