domenica 4 novembre 2012

TREE OF LIFE di TERENCE MALIK

Cosa ,anzi quale..Meglio,dico:"Quale è la natura del cinema d'autore?Cosa serve?"
La sua natura essenzialmente è quella di cercare le avanguardie tra le masse che seguono il cinema,cogliere tra l'infinità di possibili,potenziali,spettatori,alcuni di essi,gente con sensibilità particolare,con istinti ad andare oltre verso l'altro.Serve a crearti una tua personalità di spettatore attivo,attento,non solo un bambinone che deve applaudire e ridere ora,ma che interagisce con quello che vede.Che abbia la voglia di perdersi nelle immagini non semplici,ma nelle possibili sfumature-mo da quando ci sta quel libro ..non sono di grigio e nemmeno 50 le sfumature di cui sto parlando-è dar atto a te che possiedi:intelligenza,sensibilità,spirito critico e di osservazione.Una sfida,ecco.Ma non per farti male o umiliarti,solo per dirti:guarda che tu non sei quel mangia pop corn,quel sempliciotto disciplinato dalla cultura dell'intrattenimento imperialista.Puoi fare e sei di meglio.
Non è facile,non può esserlo e quindi molti si perdono per strada.Non c'è niente di male,si vive lo stesso.Però,esigo e pretendo,rispetto per chi fa un certo tipo di cinema.Può anche non piacerti per nulla,ripeto,questo però non ti autorizza a usare la tua grassa ,grossa,ignoranza per offendere qualcosa che non hai assolutamente capito.Non possiedi i mezzi,non metterti a giudicare chi li possiede.
Capita ,invece, che la democratizzazione dell'opinionismo spinga diversi a credersi critici e dotti dispensatori di giudizi popolani,veraci,genuini.Io non sopporto questo supermercato del sempliciottismo armato.Va di moda,ma credo si debba sempre usare il metro della propria preparazione e del rispetto per quelli che si sforzano di fare cose non di facile comprensione immediata.Il tutto e subito vi ha fottuto il cervello eh!
Non vuol dire subire la lezione senza intervenire,ma comprendere il livello del nostro argomento e abbinare una risposta al problema  di un certo impegno.
Non amo il cinema di Jodorowsky,ma dire che fa schifo e morta lì ,non è il massimo.Il suo essere mistico e visionario non mi convince,tuttavia non possiamo mica prender a pernacchie un'Opera come La Montagna Sacra.Abbiamo bisogno di tempo e interlocutori portati alla discussione per poter spiegare cosa ci convince o no.

Parliamo ora di questo film di Malik. Ha profondamente diviso,come il cinema d'autore fa sempre,gli spettatori.Molti ,giustamente,lo reputano un capolavoro e altri lo considerano un tedioso pistolotto religioso-filosofico che in realtà nasconde una banalità da messaggini nei cioccolatini.Ho notato però che chi critica questo film usa ironie e altre armi,tipiche di chi non ha capito cosa cazzo stia guardando e allora:'nammo famo caciara va!
Non tutti,alcuni.


Dovremmo parlare di Malik,ma scriverò uno speciale su di lui.Non che sia tra i miei autori preferiti alla follia,ma è sicuramente un grandissimo cineasta.Particolare,con un linguaggio e una cifra artistica personalissima .
In fin dei conti cosa differenzia l'Autore dal Artigiano?La complessità e diversità della proposta e dello sguardo.
Questo film poteva essere un ottimo dramma famigliare.Come se ne girano tanti,con scene madri,conflitti,non  dico che sarebbe stato poco originale,a me di essa frega un cazzo,ma comunque un modo "conosciuto e famigliare" di girare e rapportarsi allo spettatore. Malik invece usa questa traccia,ma per fare altro.Per simboleggiare lo scontro tra una Grazia che si trova sparsa nel mondo,sottile e fragile,spesso muta spettatrice degli eventi eppure fondamentale e alla fine necessaria per mantenere un giusto e sano equilibrio,e la forza potente,trascinante,alta,indifferente della Natura.Il dramma della perdita famigliare così non può essere veramente al centro di un racconto a noi noto,perchè il regista ci dice altro:tu sei piegato al volere della Grazia e non puoi comprendere il percorso crudele della Natura,ma se ti fermi ed osservi cosa sei al confronto con l'Universo?Che si rigenera,nasce,si espande anche nella morte?Quindi con le sue immagini di spazio,universo,profondità marine,dinosauri e poi alla fine noi. Le domande sono semplici,ma possiedono la lucidità filosofica di chi con quella domanda non si aspetta nemmeno una risposta.Poichè la Vastità o come cantava Don Backy,l'Immensità non hanno risposte sicure da offrire.La Natura agisce,infatti il film è un flusso di immagini che rapiscono lo spettatore.Non la storia,non i personaggi,perchè il regista non li considera troppo.Siamo puntini sospesi nel vuoto.
Il film quindi ci presenta la famiglia:una mamma adorabile,dolce,affettuosa,tenerissima,ma incapace di dare ai figli le armi necessarie per sopravvivere.Un padre duro,severo,ambizioso e poco comprensivo e i figli.In particolare Jack così ribelle e altri che sono invece più remissivi.
Da grande dopo la morte del fratello,vediamo Sean Penn,vive in una grande metropoli,fa un lavoro probabilmente di successo,eppure non riesce a superare i suoi problemi con il padre e la famiglia.
Il finale è straordinaria intensità,una presentazione cristiana del paradiso,visto come una spiaggia con il mare calmo e la gente che tranquillamente passeggia.Ci si rivede da bambini,si rivede i genitori e tutto l'odio e il rancore si scioglie,una semplice pacca sulla spalle ora che le sofferenze legate alla Grazia e alla ricerca di essa sono svanite.
Il Cinema ,con la C maiuscola,la sua forza e potenza come quella della Natura è rappresentato in questa splendida,memorabile ,pellicola.Nondimeno cosa sarebbe se non incontrasse la Grazie dei nostri occhi?Che fissano affascinati e persi le immagini potentissime di universi,mari profondi,spazi ignoti.
Ma sinceramente,al di là di tutto e del soggettivismo un tanto al chilo:Grazie Malik!

4 commenti:

Andrea Lanza ha detto...

non ho visto il film ma commento perchè poi dici che mi disinteresso! Odio Malik comunque ma i dinosauri mi stimolano assai.

babordo76 ha detto...

^_^

i dinosauri lui li ha messi solo per te !

Giampaolo ha detto...

Per ora è l'unico film di Malick che ho visto.....
bella fotografia che in un certo senso tiene incollati allo schermo ma son quei film che si possono vedere una volta e poi ciao ciao.
Comunque non mi è sembrato un film riuscito, almeno visto nella durata di due ore (se non erro c'è una director's cut molto più lunga e forse più sensata).
Credo che ogni film vada criticato per il genere al quale appartiene senza fare troppo i critici snob solo cinema d'autore o senza fare troppo i critici trash, solo film culi e tette e sangue.
Ciao!

babordo76 ha detto...

e infatti:questo film è bellissimo.Giudicato nella sua categoria di film d'autore ,è assolutamente splendido.