domenica 17 febbraio 2013

ROMERO :IL SIGNORE DEI MORTI

Talora, mentre il mondo scorre fuori dal mio negozio, mi metto a fantasticare su altre vite che potrei vivere, cose nuove e diverse, la popolarità, il lavoro creativo e artistico contro quello da piccolo e mediocre specie di giornalaio, mi piace spaziare nei territori lontani e fastosi dell'egocentrismo occhialuto.
Che poi non riguarda per forza cose irrealizzabili, ad esempio ogni sera  oltre ad organizzare il mio funerale con tanto di corteo, (chi c'è ,chi non c'è, e queste mie menate da sole riempiono metà della mia vita quotidiana),l'altro pensiero dicevo è il mio viaggio a Roma e poi viviamo lì va, che la mia zona ormai la conosco benissimo,bellissima terra,però è inutile negarlo la nostra capitale ha un fascino tutto suo e particolare, ed è anche la Patria del nostro cinema. Dai fasti della Hollywood sul Tevere,alle grandi produzioni nostrane,ai deliranti film di genere ,fino all'oscurità e al declino.
Però è bello camminare in una città e dire:oh,qui hanno girato questo e l'altro, qui c'è stato Gregory Peck e Audrie Hepburn. Magari superando le bestemmie e gli autisti folli che popolano una mattina qualunque a Roma.
Il cinema, il cinema! Senza togliere niente alle altre arti,bè io reputo che esso sia quello che segni di più l'immaginario collettivo, formi le coscienze,sappia trasportarci lontano..Si anche un buon disco o un meraviglioso concerto, un grande libro fanno lo stesso,ma è una magia che seppure vissuta in gruppo è legata  all'individuo. Spesso coi film invece ti senti una cosa sola con gli altri che assistono a quella storia,le emozioni sono comuni,a parte il solito gruppo di dissidenti da spedire in Siberia.
Così da bambino, oltre il poliziotto e il veterinario,volevo fare il regista. Anzi il regista di film horror, e badate bene non ne avevo visto mezzo, se non le pubblicità e bastavano quelle per  spaventarmi a morte.
Il regista...Bastano due lezioni e fai i film di Harlin,tanti si fermano li.,altri invece oltre alla passione per accendere e spegnere la mdp, sentono il bisogno di dire qualcosa. Usare un mezzo così potente e popolare per dare alla gente oltre che lo spettacolo,anche un momento di riflessione,una presa di posizione precisa, una visione meno conformista e consolatoria della nostra esistenza.
Per questo le volte che mi capita di pensar a me come una sorta di regista cinematografico,vorrei esser come George A Romero. Perchè è stato innovatore magnifico del genere horror,spostando l'azione dagli antichi castelli ,dalle umide catacombe,alla città moderna nel cuore profondo dell'impero yankee. Raccontando le problematiche esistenzialiste e politiche di un'umanità solitaria,smarrita,sconfitta,devastata da pazzia e dal ritorno dei morti. Ecco,a me piacerebbe scrivere cose alla Romero, perchè credo che il genere debba essere portatore di messaggi ribelli e di contestazione,anche semplici e rozzi,ma lo dovrebbe fare.
Qui ci occuperemo , come meglio possiamo della trilogia zombesca, i successivi capitoli verranno analizzati di volta in volta.
Chi è George Andrew Romero?Dove è nato? Come sono nate le tre opere che hanno segnato profondamente il cinema horror dagli anni 70,fino ai giorni nostri?
Nasce il 4 febbraio, esattamente lo stesso giorno di un altro grande appassionato di horror come Alice Cooper, da padre cubano emigrato e madre di origine lituane. Bellissimo "impasto" di culture e tradizioni diverse, come talora capita negli Stati Uniti. Fin da ragazzino, come tanti altri ragazzini che crescendo avrebbero fatto cinema o scritto libri, è un tipo piuttosto timido e solitario, ha una grandissima passione per i fumetti,cinema, come tanti di noi trova uno straordinario rifugio  in quei mondi fantastici e si sa..La fantasia aiuta molto i ragazzini, sviluppa in loro il pensiero,la capacità di andare oltre alle cose,ai pregiudizi, creare vite e mondi diversi da quello che vediamo non è solo fuga e irresponsabilità,ma è anche mettere in scena la nostra visione del mondo e della vita,come vorremmo che fosse.


La passione per il cinema , nata in piena pre-pubertà guardando una serie inglese girata dai registi Micheal Powell ed Emeric Pressburger, lo porta a studiare arte,design, teatro al Carnagie-Mellon institute.
Fino a quando,e questo lo sanno anche i muri, al suo quattordicesimo compleanno riceve in regalo una telecamera dallo zio. Diventerà la sua inseparabile compagna . Comincerà a girare film amatoriali, indipendenti,con amici .Tanto che la sua passione lo porterà addirittura ad essere arrestato perchè per girare il suo corto "Man from the meteor"getta da un palazzo un manichino in fiamme.
Partecipa al concorso "Future Scientist" nel 1954 con un altro lavoro di stampo fantascientifico: Earth Bottom.
Molto probabilmente la generazione cresciuta negli anni 50 e che avrebbe rivoltato e cambiato per sempre il genere horror nella splendida stagione del New Horror, (si io preferisco assolutamente questi film e questi registi alla successiva ondata di film horror degli anni 80, spesso troppo cazzona e disimpegnata), è stata fortunata a crescere in un mondo che dopo la guerra avvertiva i primi sintomi della cold war tra ovest ed est,visto che il cinema di fantascienza americano in quel periodo ci diede dentro con terrificanti immagini di mostri creati dall'atomica e con suggestive storie horror a fumetti, il mitico Racconti della Cripta. Quindi da una parte una certa predisposizione a rileggere la realtà e i suoi problemi usando l'immaginazione e il genere,dall'altra la passione pura , il divertimento,per il macabro e la sua quintessenza incontaminata,lo schock e i meccanismi della paura .Senza nessun altro obiettivo che spaventare.
Non potevano crescere meglio quei ragazzini e infatti...
Tornando al premio vinto, bè questo lo rende un po' popolare nel mondo dei corti, tenendo conto della giovanissima età, direi che è una bella soddisfazione.
Comincia a frequentare i set - tra questi anche quello di Intrigo Internazionale ,dove ottiene la stima del Re della Suspense:Alfred Hitchcock), e continua a girare corti,spot,trailer per film importanti,il suo nome circola e si fa conoscere,non arriva il successo.
Con alcuni amici crea la Image Ten Production.

Negli anni sessanta il mondo era attraversato da movimenti giovanili più o meno con consapevolezza politica , sono tempi di comunismo libertario,di attacco ai costumi conservatori,della legge 300,statuto dei lavoratori,delle manifestazioni contro la guerra in vietnam,dei Black Panther,si voleva un mondo migliore, si lottava e molti sono stati ammazzati dal Potere democratico e liberale,lo stesso che all'estero finanziava e sosteneva le peggiori dittature fasciste.
Naturalmente quando ci sono questi mutamenti radicali anche l'arte ne risente.
Il contesto storico e politico è fondamentale per dare una mossa o conservare la scena artistica nazionale,per questi motivi Romero non poteva che rivoluzionare e creare una nuova strada per il genere horror.
Non più castelli,non più dame in pericolo e nobili perversi,ma uno sguardo durissimo e amaro sul genere umano,sulla legge,parliamo de La notte dei morti viventi, (che tratteremo sempre in questo post in seguito)
Costante del cinema di Romero è quindi la dimensione sociale, i personaggi non agiscono mai per propria volontà ma sono il frutto delle problematiche di quel periodo politico e storico. La protagonista de La Stagione della Strega, riflette il ruolo della donna negli anni 70, fra contestazione e ribellione al ruolo che deve subire e tentativi di rottura con quel mondo .Questo è solo un esempio.
Certo non manca nemmeno l'omaggio colorato,splatteroso,ironico ai fumetti horror che leggeva da bambino con il cult Creepshow, scritto da Stephen King, tuttavia il cinema del regista americano è attraversato da forti tensioni politiche e sociali,attenzione alle relazioni difficili tra i personaggi,una certa solitudine cattiva e straziante che accompagna i suoi , potremmo chiamarli..Anti eroi?Forse.
Una carriera piena di alti e bassi,grossi successi e clamorosi insuccessi, tuttavia immaginare il cinema senza Romero è assolutamente impossibile.

LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI

Come nascono le legende ? Quale il trucco da usare , quale incantesimo o patto con demoni, per girare una pellicola destinata a essere presa come punto di riferimento per l'avvenire del genere? Idolatrata e venerata da gente che sarebbe diventata poi parte fondamentale per l'horror americano e non solo. Perchè molti ti diranno che basti crederci, dare tutto sè stesso al progetto, metterci passione,serietà,tempo, costanza, ma non credo che sia questo. Una bella americanata come idea, ma quante persone ci hanno messo impegno,anima e tutto quello che vuoi, ma non hanno mai girato una pellicola memorabile o degna di essere rimembrata dalle masse di appassionati.
Molti, moltissimi,quindi partiamo da un interrogativo per me importante : cosa c'è all'origine di una pellicola di culto?
Dovremmo un po' spostarci con la nostra immaginazione a mo di macchina del tempo e arrivare nel 1968,.
Anno cruciale e importante perchè di netto cambiamento,di rigenerazione della pelle da serpente della borghesia, che doveva staccarsi dai vecchi ormai inutili dopo la guerra e i giovani che cominciavano a porsi in modo diverso e più aggressivo verso la vita e i suoi piaceri o problemi, compravano,facevano la moda in musica e non solo. Era un sottosopra clamoroso dove istanze rivoluzionarie si mischiavano a ribellismo spontaneista. Cambia il mondo,cambia il cinema. Hollywood dopo il disastro economico di Cleopatra, del 1966, cercava nuove vie di produzione, per questo dedicò massima attenzione alla Nuova Hollywood. Non vi fu nessuna conquista rivoluzionaria,solo che in quel contesto storico e politico,doveva andare così.

Quindi non penso che Romero e John Russo,che collaborò attivamente alla stesura della sceneggiatura avessero in mente di fare un film politico e militante. Le cose capitano , vanno oltre alla volontà del suo autore,sono figlie del tempo,di tutto quello che capita intorno.
Certamente George non è insensibile a tematiche più profonde e impegnate rispetto ad altri suoi colleghi ed è inutile evitare di riscontrare questa sua passione soffocandola dietro il discorso del " è solo un film".

La storia la conosciamo tutti:Barbara con il fratello si reca al cimitero per deporre dei fiori sulla tomba del padre. Il quotidiano irrompe nei gesti naturali dei due, nei discorsi che fanno comprendere un rapporto non del tutto risolto con il padre,e nel divertimento da parte del fratello di spaventare la sorella con discorsi terrificanti.
I due vengono assaliti da uno strano individuo che uccide il ragazzo. Barbara riesce a scappare e a nascondersi in una vecchia casa isolata. Viene raggiunta da un giovane di colore, Ben, un afro americano deciso e forte, la figura del classico eroe però non affidato a un bolso e mascellato male Wasp,ma a uno che appartiene a una minoranza da secoli tormentata in America.
Già questa presa di posizione delinea un netto e violento cambiamento di rotta, una presa di posizione chiara in un periodo in cui si sparava a Martin Luther King,Malcolm X,i Kennedy. Un paese in fiamme, in aperta e sconclusionata rivolta.


Ben presto verranno raggiunti da altri poveracci che cercano rifugio dagli attacchi di misteriosi individui, i quali prima ammazzano la gente e poi la divorano.Chi viene morso  però diventa come loro. Il mondo sta finendo? L'apocalisse è vicina. Tutta la pellicola grazie al bianco e nero ,tetro e cupo, porta lo spettatore all'interno di una macabra,feroce,cinica,crudele,parabola sulla fine della nostra epoca e la nascita di una nuova carne, (toh ti cito Cronenberg, così siamo tutti contenti),questo lo noti anche da come viene descritto il rapporto tra la gente asseragliata in casa. Collaborazione, che si trasforma in litigi violenti,divergenze forti,vigliaccherie. Il peggio che gli uomini  e le donne in pericolo possano dare. In questo caso il bianco e nero , nato da esigenze probabilmente economiche, ha una sua valenza oltre e altra:come se noi vedessimo dei vecchissimi filmanti su una razza primitiva, incapace di difendersi,di riconoscere il nemico, (l'omicidio finale da parte di un aiutante dello sceriffo ai danni dell'unico sopravvissuto), che implode cannibalizzandosi o autocannibalizzandosi visto che la gente mangia sè stessa in un banchetto di morte e dolore,rinascendo come cadavere che ..insomma non è che possano durare a lungo eh!

Il naturale processo di decomposizione bloccatosi per un momento potrebbe riprendere,ma anche no. 

Oggi tutto è innovazione,visionario,capolavoro,cult,spesso esagerando per un malinteso senso di libertà d'opinione e democrazia degli interventi. Il soggettivismo più radicale, i salti e capovolte per giustificare cambi repentini di opinione, insomma : un brutto momento.
Non tutto è perduto, altrimenti cosa ci scrivevo a fare un articolo sui blog da leggere eh?

Vale per Night of living dead il titolo e nomea di capolavoro ,cult,innovativo? Si, assolutamente.
Il film rielabora,snatura,smonta,ricompone,rigenera, tutto quello che era stato fatto precedentemente e lo porta a un livello di pessimismo crudo e glaciale, per un certo senso, davvero urticante e disturbante.
In realtà dovremmo correggere l'idea che sia il primo horror ambientato in un epoca moderna,forse..Nel senso che L'Occhio Che Uccide, L'uomo dagli occhi a raggi x, Carnival of souls, sono film che ambientano le loro storie nelle epoche moderne e sono di inizi anni 60,tuttavia è anche vero che il primo è un thriller orrorifico, il secondo una macabra storia di fantascienza e il terzo un sublime racconto paranormale,forse solo questo si avvicina per genere e per l'elemento paranormale del film romeriano.
Nondimeno, c'è qualcosa di paranormale nel ritorno in vita dei morti?Forse. Perchè la sua spiegazione scientifica ce la mettono pure,e lo stile di Romero cerca di dare grosso peso al fattore Realismo, come se fosse in anticipo massimo sui tempi, una sorta di documentario in diretta sulla fine del mondo. Eppure è anche un sottile e sublime lavoro metacinematografico,perchè gioca con i mezzi, i fini, i meccanismi del genere. Guardate la fauna umana. Per la prima volta ci viene descritta la deriva di un gruppo di uomini sotto la pressione del pericolo e non c'è nessuno che sia eroico,leader salvatore della patria. L'eroe potrebbe essere Ben il nero proletario,ostacolato dal codardo padre di famiglia, (che però è l'unico ad avere l'idea giusta,ma siccome tutti lo odiano, giustamente, non viene per nulla preso in considerazione), però oltre a non valutare molto bene le scelte non conclude in gloria la sua carriera, questo perchè sacrificabile all'interno di un vasto discorso di classe, ( lui proletario ,mentre Harry Cooper è un borghese e infatti gli scontri più duri scoppiano tra di loro,con tanto di battaglia finale per la conquista di un fucile e relativa fine pellegrina,per il bianco), di razza ,(il nero è sempre colpevole e quindi gli si deve sparare in testo proprio per quel motivo: è nero), mostrando apertamente l'ipocrisia assoluta e totale della società americana
La coppia bella e giovane sembra perfetta per un happy end, per salvarsi come messaggio di speranza in un mondo nuovo,e si vede che c'ha la casella dei messaggi troppo piena eh,perchè il buon dio te li fa crepare in modo anche stupido,assai stupido.
Quindi i personaggi e le situazioni vengono completamente smontate e rifatte.
Notevole anche l'idea di prendere gli zombi, già apparsi in pellicole come White Zombi e I Walk with a zombie degli anni 30-40, toglierli l'alone esotico alle origini del mito e trasformarli in concittadini che mangiano altri concittadini. Genera immediatamente terrore e paura. I mugolii che lanciano, il modo di camminare,(anche se lo zombi del cimitero, che compare all'inizio è abbastanza spedito eh),sanno usare rudimentalmente qualche attrezzo,giusto per spaccare la testa alla madre.
Il film distrugge i pilastri della ipocrita società occidentale:famiglie, (la bimba che mangia il padre e uccide la madre),società, (repressione contro le classi meno abbienti e il razzismo,ad esempio),mostrandosi come un portentoso attacco alla reazione e a una certa America.

Ma come è nato questo capolavoro?

Dopo aver lavorato a lungo nel campo della pubblicità, filmati pubblicitari, Romero e Russo decisero d produrre un vero e proprio film. Leggenda vuole che in teoria non sapessero cosa girare,la prima idea di fare un western naufragò perchè troppo costosa e impegnativa, quindi venne girato un horror,poichè pensarono che fosse più semplice e che il mercato in quel periodo volesse pellicole di quel genere.
L'idea iniziale fu di spendere non oltre i 6000 dollari,idea balzana che portò la ricerca di nuovi finanziatori. 
Per il cast vennero usati amici,parenti,finanziatori stessi,membri della troupe Per esempio "Mr Cooper" Karl Hardman si occupò anche del trucco.. Lavorarono sopratutto di notte,visto anche il titolo del film
L'opera girata in 35 mm e in bianco e nero all'origine , secondo l'idea di Romero, doveva esser girata in 16 mm e a colori poi vuoi per ragioni economiche ,vuoi che il regista decise di spendere i soldi in più per altra pellicola si decise per il bianco e nero,che io preferisco sempre e comunque.
In tutto venne speso 114 .000 dollari, non tanto nemmeno all'epoca.

La fonte di ispirazione per il film viene dal capolavoro di Richard Matheson: IO SONO LEGGENDA.

Solo che sostituirono il singolo individuo con una massa di cretini,e i mostri senzienti succhia sangue con dei pirla cannibali.Questo il sunto dell'operazione
Il racconto , da cui han tratto il film, si chiama Monster Flick. Romero l'ha diviso in tre parti che sullo schermo sono proprio la trilogia  più amata e famosa del genere.



Per quanto riguarda il cast,sappiamo che con Duane Jones vi furono alcuni problemi e che lo stesso attore decise di apportare alcune modifiche al personaggio e al suo linguaggio, (non amava molto l'immagine del camionista rozzo),quanto pare non fu pensata alla base la scelta di Jones,ma fu quello più bravo al provino.
Judith O'Dea che fa Barbara,venne notata da un'altra coppia di attori del film Karl Hardman  e Marylin Eastman, a loro volta non solo attori nei panni della famiglia Cooper ,ma impegnati anche per il trucco,la colonna sonora, i costumi.
Le comparse degli zombi vennero prese tra i colleghi pubblicitari e gli abitanti del paesino dove hanno girato la pellicola.
Non è che successivamente la carriera cinematografica delle persone coinvolte furono chissà che, e sopratutto Duane Jones non ama essere ricordato per questo film e per il suo ruolo.

La pellicola ebbe un vastissimo successo,attirando critiche per la violenza estrema ,interessanti e giustissime analogie tra zombi,capitalisti,cannibalismo,capitalismo,ha avuto moltissimi riconoscimenti è addirittura nella Biblioteca del Congresso del National Film Registry,per il contributo artistico e culturale, pensa un po' noi che spacciamo per cultura Dracula 3d e lo mandiamo anche a Cannes.

Da non dimenticare l'omaggio alla pellicola nel cult Il Ritorno dei Morti Viventi,pellicola che per volere dello sceneggiatore John Russo,è un vero e proprio sequel. I fatti del film vengono presentati come veri,ma insabbiati dall'esercito. Opera originalissima e bellissima, il film di 0'Bannon diede origine ad altri due sequel. Il secondo forse il più brutto film di zombi mai girato.

Il film ha due remake, uno diretto ,con il benestare di Romero, da Savini e con il personaggio di Barbara fin troppo sveglio e rambesco, il secondo in 3d,ma meglio non pensarci.
Sono uscite anche varie edizioni colorate,cosa ridicola per me  e una rimontata da Russo. 

ZOMBI

Dopo una serie di pellicole non proprio fortunate al botteghino, si pensa che sia arrivato il momento di  portare sullo schermo la seconda parte della trilogia. Ballata macabra, come piacerebbe al grande Dan Curtis, sulla fine del mondo e la nascita di una nuova razza. Se la fenice risorge dalle sue ceneri, l'umanità rinascerà dalla propria carne smembrata e divorata. Il film prosegue esattamente dove era finito il primo episodio dieci anni prima. Perchè la notte porta consiglio e il suo ultimo dice: mira alla testa.
Esattamente come un altro bellissimo film uscito in quel anno, (il 1978 è un anno magico e importante per il genere visto i titoloni che sono usciti), cioè parlo di Terrore dallo spazio profondo, l'azione si sposta da una piccola casa, di una piccola cittadina, alla grande metropoli.
Zombi è stato il primo film  horror che ho visto da bambino, lo davano su Italia 1 alle 20,30. Avrò avuto all'incirca 8 anni mi sa. Ricordo di aver visto gran parte delle scene nel centro commerciale.Si, come debutto con il genere è stato assai :censuriamo sta scena da parte dei miei genitori,ma neanche tanto eh.
Questa pellicola è un altro salto in avanti,davvero impressionante sia per lo schock visivo ,sia per una radicarsi del discorso politico e sociale. Peculiarità, scrivevo sopra , del cinema di Romero. Il quale più che a un uso virtuoso della macchina da presa è più che altro un magnifico storyteller,uno che sa come mettere in scena nel modo più essenziale e radicale possibile una buona sceneggiatura.
Storia peraltro scritta a Roma, dove il regista americano era ospite di Dario Argento. Possiamo dire che questa pellicola sia anche per metà argentiana.
Infatti la sua collaborazione riguarda la sceneggiatura, l'imposizione dei Goblin alle musiche, invece di usar diversi brani di repertorio,fino al montaggio. C'è davvero moltissimo d'Italia e italiano in questa magnifica pellicola.
Collaborazione di due artisti della paura al massimo della gloria e della potenza. Purtroppo questo duo non si ripeterà nel film Due Occhi Diabolici,set che sarà anche teatro di dissapori tra i due uomini.

Vi interessa ancora la menata sulle varie versioni ,di diversa durata. Nondimeno si dice che la migliore sia quella "montata" dal nostro Dario Argento, che ha dato sforbiciate sostanziose a scene dialogate e a personaggi riempitivi,per puntare più sull'azione paurosa e sul senso di macabra conclusione dei pochi sopravvissuti.
Sicuramente in commercio esiste un cofanetto con tutte le versioni, cercatelo ,altrimenti godetevi la visione classica e morta lì.
Come comincia Zombi?

Nel caos totale di uno studio televisivo. Dove uno scienziato cerca di far capire alla gente che non devono aver pietà per i morti viventi,anche se sono i nostri parenti più vicini o i migliori amici. La confusione,le contestazioni,la rabbia , viene ben descritta in una delle scene iniziali più forti e coinvolgenti mai portate su grande schermo
Ormai è chiaro, il virus dilaga, i morti che camminano aumentano e come sempre le autorità,lo stato,le istituzioni, non sanno reagire, non sanno prendere in mano una situazione. Come, sembra suggerirci il film, è destino dei regimi liberali e capitalisti. Luoghi che si basano sulla supremazia economica dei pochi e lo smarrimento ,sfruttamento delle masse. In fin dei conti mai fatta una storia di zombi sotto le "dittature socialiste" eh,perchè l'armata rossa spacca il  culo ai vostri zombi. Si,si, piccolo spazio di propaganda politica, abbiate pietà!

Quindi ormai gli Stati Uniti sono sotto attacco e controllo degli zombi. Si vocifera che la salvezza potrebbe essere il Canada. Sarà vero? Sai noi esseri umani viviamo di vane illusioni e ridicole speranze,altrimenti non si spiegherebbe il successo delle religioni.
Per questo Steven un giornalista addetto alle notizie sul traffico e la viabilità, convince la sua ragazza Jane,/Francine nell'edizione americana/ a scappare con lui e un loro amico  , un agente delle squadre d'assalto di nome Roger.
Nel frattempo Roger è impegnato in un'azione all'interno di un caseggiato di portoricani. Qui è netta la polemica contro le superstizioni religiose, in quanto gli abitanti del condominio non vogliono consegnare i cadaveri dei loro morti,perchè  Dio non vuole, è atto anti religioso. In questo stabile succedono i grandi casini ,che nemmeno in un  bordello messicano. Tra morti che tornano perchè all'inferno non c'è più posto,tizi che pasteggiano con il braccio della moglie,mani  che escono dalle fottute pareti per afferrare il cibo,cioè la sbirraglia e i soldati.
Una lunga scena che a me mette sempre a disagio,sai perchè? Il Realismo, hai voglia di scrivere fanculo il realismo cari miei,ma davvero avete voglia. L'orrore funziona meglio se posso avere una base reale ,quotidiana, dove io possa riconoscere  la quotidianità e normalità della mia vita e delle vostre. Aumenta lo spavento, perchè se tutto questo non ci fosse potremmo dire: ah,vabbè  è solo fantasia.E se io dovessi tornare come zombi il mio unico cruccio sarebbe: ma mi mangio il maiolotto miope con la camicia da boy scout bruna o il ciccio bomba del paesino vicino a Novara? Sai quello che non ha detto nulla quando il suo bar era pieno di compagni , e poi si è messo con estremo coraggio  a far saluti romani e inni al duce, quando ha visto che era ben protetto da un cordone di sbirri?Ecco,per portarci avanti sparate subito alla testa dei fasci va..E degli sionisti e sostenitori dell'america,penso che così arriviamo bene e pasqualotti alla fine del mondo, prendete in considerazione quanto vi ho scritto.
Insomma il film prosegue con i 4 dell'ave maria in decomposizione che cercano di scappare in Canada e invece si fermano in un centro commerciale.
E qui capisci cbe ..Vabbè vai in giro ciondolando,hai abitudini alimentari abbastanza alternative e decisamente carnivore,passi la tua esistenza con tanti come te, e quindi va che belle le masse in movimento ,peraltro verso l'alba dell'avvenire, cioè tanto socialismo che mi commuove e poi? E poi?
Poi ve ne andate a zonzo come degli stronzi , che felicitààà che felicitààà,(come canterebbe Giorgio Braccardi, eccola  http://www.youtube.com/watch?v=_j_kSHBC3rE), dove? Nel Palazzo d'Inverno? Noooo: al centro commerciale! Perchè l'unica cosa che ricordate , o cari morti in piedi, è La Merce, solo questa cosa contava nelle vostre vite terrene e umane,e solo questo cercate ora,nella nuova carne infetta.
L'implosione su sè stesso del sistema allo sbando,la totale fragilità delle istituzioni che servono solo come repressione dei cittadini e delle minoranze,ma è incapace di sostenere l'assalto delle masse, la fine del potere economico sulla condizione delle vite umane, quindi non porta a una società da rifare e sostanzialmente più giusta,ma al caos primordiale della Merce. Che supera la vita e la morte.
Il centro commerciale è utero materno,centro di benessere per morti in decomposizione dalla fame illimitata, (ma cagano gli zombi?Come funziona il loro intestino?Non fanno indigestioni?),uno sguardo amarissimo e implacabile.
I fatti avvengono,non ci puoi fare niente. Questo è lo stile e la filosofia dei film di Romero. I personaggi per quanto si sforzino di imporsi  sugli avvenimenti ne vengono travolti.Cosa può fare il genere umano quando l'inferno arriva sulla terra?Niente, lottare,combattere, e morire.
La nostra vita se ci pensate. Cosa possiamo fare noi contro chi cannibalizza la nostra vita , togliendoci ogni forma di diritto importante, (lavoro, casa, istruzione e sanità pubbliche),ecco per questo Zombi è importante come metafora politica,radicale,pessimista e militante sul nostro futuro, presente,passato. Te pensi di vedere un film horror ,ma è il film horror che guarda te e ti sta dicendo:"Fermati, ragiona...Smettila di gasarti per ogni americanata ,ogni spacconata,di crederti libero e di vivere nella democrazia. Non vedi cosa sei?Un cadavere,amico mio.Un cadavere che mangia solo per il gusto di mangiare,divorare,squartare,un assassino disperso in una società , in una massa di individualisti massificati,di cadaveri in decomposizione,ma sopratutto cosa siete?Vittime della vostra ignoranza,idiozia,pecoroni intossicati dalla merce come dice questa canzone : 

http://www.youtube.com/watch?v=qxghrG8lpg0


Bè. Zombi è il blues sulla nostra fine che avanza, ma che in sostanza non cambia nulla. Il centro commerciale resiste oltre ogni apocalisse e noi da morti faremo la fila per avere sconti,prendere l'ultima tecnologia e cazzate simili
Ci sparano al cervello e noi per riflesso condizionato concludiamo anche la nostra nuova vita da mangiatori di carne umana,ma abbiamo mai avuto un cervello?Un  e reader certo, ma il cervello boh....

Sai che mi commuove profondamente questo film? Eppure è privo di scene commoventi,dicevo prima :lo stile romeriano è quanto di più vicino ai Dardenne in ambito horror si possa immaginare, (lo so questa definizione farà storcere il naso a qualcuno,ma non è colpa mia se son troppo avanti rispetto agli altri e alle altre,tranne una che ho celebrato per prima nel mio post sui blog da seguire attentamente),perchè crudo,realistico,senza compromessi e sconti.
Il finale stesso del film con i due sopravvissuti che cercano di scappare a bordo dell'elicottero,non è proprio ottimista,in quanto non sanno quanta benzina hanno. Vivranno o no?
In fin dei conti assistiamo all'Alba dei morti,non a quella dell'umanità e per fortuna non a quella dorata delle merde fasciste greche.

IL GIORNO DEI MORTI

Negli anni 80 andava di moda il genere slapstick splatter,cioè horror violenti e brutali con grosse dosi di ironia, fino a estendersi anche nei territori veri e propri comicità. Certo un umorismo nero,irriverente,ma che in qualsiasi caso pone una netta separazione tra il disagio,l'inquietudine,la paura,il sottotesto politico che il genere possedeva negli anni 70. Riflesso di una nazione e un mondo allo sbando ,che non aveva timore e paura di guardare in faccia la mostruosità del potere liberal capitalista e i suoi pilastri di facciata:la famiglia,la nazione,il buon  vicinato.
Negli anni 80 si viveva invece nell'illusione, peraltro ben radicata in molti della mia fottuta e vacua,pleonastica generazione, del benessere economico, del successo, della fama, di una vita edonista e superficiale, che convivono con quintali di stuporismo e sentimentalismo cinicamente cucinato per le anime candide.
Insomma non è tempo nè periodo per un film horror adulto,cupo,radicale nel suo pessimismo. La gente vuole tette,frattaglie,battute divertenti dette dal mostro seriale di turno Vuole urlare,ma anche ridacchiare.
Quindi come non possiamo schierarci subito,immediatamente,totalmente con Romero? Lui se ne sbatte le palle di divertire un pubbico di adolescenti. Lui non vuole mettersi al servizio di un sistema che riduce tutto uno show,che non rispetta la Morte,la Violenza che strazia i corpi . Non è tipo che prima ti mostra un tizio fatto a pezzi,poi fa dire a uno dei personaggi una battuta ironica. Il suo film è tremendamente,maledettamente serio. Non serioso, non è certo un prodotto presuntuoso che sale sul palco e ci dice cosa è giusto e cosa no. Dopotutto non è un film di Celentano. Quindi nessun profeta, nessuna verità svelata,nessun schierarsi apertamente: qui solo eroi e là i pezzi di merda. Scelta legittima per carità, d'altronde anche il più grande scrittore di post apocalittici del mondo, /io :-) / spesso ama fare queste semplici distinzioni,perchè si vuol dare un contesto e sottotesto militante e non solo politico. Tuttavia la pellicola in questione non ha questa funzione. 
La terza parte del racconto Monster Flick è quella più crudele,dura,spietata,senza compromessi. Non è solo un film dell'orrore, non è una semplice pellicola del terrore,fosse solo così avremmo un grandissimo film, certamente, ma non quel capolavoro, quel dolorosissimo ,straziante,disturbante,viaggio  verso la fine di ogni tipo di umanità. Non è un film da prendere sotto gamba, Il Giorno Degli Zombi, ci fa male .Tanto,tanto,tanto , male. E sai perchè? Perchè sullo schermo seppure relegati nelle regole,stereotipi del genere, ci sono delle persone..Sopravvissuti loro malgrado, e per questi incattiviti. E tu capisci : non è morti viventi contro vivi, no! La situazione è decisamente diversa: Viventi morti in lotta tra di loro,con gli zombi come spettatori. Perchè qui Romero ci pone davanti a quello che è l'atto finale: la razza umana non conta più un cazzo. Tanto che pare evidente come i veri buoni, se così si potesse dire non sarebbero da cercare tra gli umani,ma tra i morti che camminano. Ben rappresentati dal miglior personaggio mai apparso in un film horror:Bub. E ti scopri a commuoverti per uno che secondo logica è il nemico. Senza scadere in emozioni precotte, senza l'arma facile dello stuporismo, Romero ci fa provare tenerezza e simpatia per un "mostro", scoprendone i sentimenti. Mentre per tutto il film la gente , cioè NOI , non fanno altro che litigare e attaccarsi. Se nei primi capitoli di quella che viene considerata una trilogia,il genere umano era in bilico sul disastro,ma almeno una parte di esso aveva un progetto, un piano ben preciso. Ora non rimane che la furia,lo scontro,l'odio,a divorare prima dell'arrivo finale delle orde dei cadaveri che camminano ,i pochi umani sopravvissuti.
Romero è durissimo contro l'esercito,in un momento in cui con i vari Rambo e affini il cazzone che indossa o ha indossato una divisa da Marine è un genio, un fico.Qui l'anti militarismo esplode forte e senza sconti. Il discorso però è ben più ampio ed è questo che rende l'opera romeriana dura da sopportare , è questo che lo rende un film che ci fa malissimo. Non c'è nulla che possa fermare l'avanzata dei morti. Hanno vinto e gli esseri umani, da stupidi quale son sempre stati, stanno perdendo. Non è la disciplina militare, non è la ricerca scientifica,non è l'amore.Ognuno dei personaggi cerca di dare un senso al suo operato,ma lo fa per inerzia. Fino a quando crolla e allora si sacrifica come pasto per gli zombi e facendo in modo che essi invadano l'ultimo posto sicuro: il bunker.
Ed è la fine.
In tutto questo nerissimo contesto, c'è però il bellissimo rapporto tra Bub e il dr Frankeistein cioè lo scienziato che sta studiando i morti per poterli addomesticare e convivere. La ragione per cui si trovano sotto terra. In quei momenti ci commuoviamo anche. Commozione che non riusciamo a trattenere quando Bub scopre il cadavere del dottore e si dispera. La sua vendetta è anche la nostra,tanto che nel finale non faccio che ripetere: "te devi morire morendo male,bastardo!" al sergente capo dei soldati.Il più stronzo della pellicola.
E poi Romero ci dona il miglior personaggio mai portato sullo schermo per una storia horror:Sara. Una donna descritta con precisione,verismo,senso della realtà  e della misura. Non è un'ammazzone indistruttibile che tira mazzate a destra e manca ,zompando allegramente, non è nemmeno una bella statuina con un bel paio di tette messa lì per fare sesso e morire male,non è nemmeno una scream queen urlacchiante,Sara è prima di essere una Donna , ella è una Persona. I suoi errori sono i nostri, la sua rabbia, la delusione, la piccola mania di tenere un calendario per segnare il tempo che passa. Da lei passa un messaggio di tenue speranza. Non sono i soldati,non è la scienza,ma l'umanità che non si arrende alla barbarie, a un odio feroce e fine a sè stesso che forse resiste.
Noi la sosteniamo per tutto il film, le vogliamo bene,come ci affezioniamo a Bub e al pilota di elicotteri e al tizio che si occupa della radio. Sono esseri umani, nonostante tutto. Io avrei la forza di restare umano?Non lo so.
Romero punta sui dialoghi,sul senso di claustrofobia, di disastro imminente,che infatti esplode negli ultimi devastanti minuti. I morti invadono il bunker,fanno a pezzi da vivi i soldati. E le urla di chi crepa fanno più paura di tutto lo strillare supplicante dei rompicoglioni che crepano nei film di Saw e affini. Questione di chi fa Cinema e chi fa altro.
La trilogia non poteva trovare un finale migliore. Un film che quando vedi una volta poi non ti lascia più non hai scampo.
L'unica cosa da fare è sperare di trovarsi su una spiaggia a segnare i giorni che passano



CONCLUSIONE

La gente va e viene,fuori dal negozio il mondo passa e io lo vedo senza afferarlo mai. Passano i giorni, le settimane, gli anni. Il mio nome scomparirà dalla mente dei pochi che mi conoscono,e alla fine un giorno,senza disturbare la folle corsa del mondo,me ne andrò

Poi passeranno dei giorni o delle settimane e riaprirò gli occhi. Non sarò solo, altri come me stanno facendo la stessa cosa.Siamo tornati e sai, dopo questo letargo...Siamo affamati!






6 commenti:

Giovanni livraghi ha detto...


Complimenti per questa retrospettiva sugli zombi del Maestro.
e' scritta molto bene e anche divertente..si evince una notevole competenza e profondita' del regista e delle realta' sociopolitiche che hanno segnato i vari periodi in cui sono stati girati i film.
Non mi trovi solo d'accordo sul non definire un capolavoro "il giorno degli zombi"..per me lo e'...soffe solo di un budget ridicolo che ha condizionato non poco le locations, in primis gli esterni...se hai letto il soggetto originale, facilmente rintracciabile su internet capisci quello che voglio dire.
in tutti i modi complimenti Davide...potresti fare il critico di mestiere e non esagero.
gio

babordo76 ha detto...

non mi son spiegato bene:il giorno degli zombi è oltre il capolavoro. Un'opera più unica che rara.Da studiare quando uno vuol fare horror,anzi quando si vuol fare cinema

ti ringrazio tantissimo per i complimenti! ^_^

Mari. ha detto...

Bella analisi, davvero! Io sono chiaramente di parte, ma Romero è uno di quei registi ai quali si riesce ad affezionarsi come se li si conoscesse di persona. E senza mai fare film melò, il che è pressochè un'impresa titanica.

babordo76 ha detto...

esatto!E lo dico da amante anche del melò, altrimenti non sarei matto di Von Trier e delle sue opere più melodrammatiche.
Romero usa al meglio e al massimo il genere per dire cose fondamentali e importanti sul genere umano.
Poi a mio avviso se uno non si commuove guardando il buon Bub che fa il saluto militare alla fine de il giorno degli zombi,oh deve avere qualche problemino eh ,detto con simpatia :-)

Babol ha detto...

Ammazza, che dichiarazione d'aMMore, complimenti!!!
E te lo dice una che non ama Romero né lo odia ma semplicemente lo ringrazia per avere rivoluzionato l'horror a modo suo.

babordo76 ha detto...

guarda io non sono tipo che passa giorni interi a scrivere e riscrivere un post. Sono istintivo e seguo il mio istinto,ma per Romero ci ho messo 3/4 giorni.
Mica si può far le cose alla leggera quando hai a che fare con uno che come dici tu ha rivoluzionato radicalmente il genere