mercoledì 26 ottobre 2011

IL PAPA' DI GIOVANNA di PUPI AVATI

Durante il fascismo,un modesto professore ha un rapporto assai solido e forte con la figlia,ragazza forse troppo timida e in un certo senso diversa dalle altre.Quando viene uccisa una sua compagna di scuola per il povero uomo cambierà la vita.Rimarrà accanto alla figlia,verrà abbandonato dalla moglie,scoprirà che l'amico poliziotto è innamorato ricambiato dalla sua consorte,si attaccherà alla figlia custodendola e aiutandola.

Ottimo film,una grande opera degna di un vero autore come Avati.Talora incline a scrivere e dirigere troppe cose,per questo in un certo senso discontinuo,ma questa pellicola meritatamente presente a Venezia dove si è presa la coppa volpi consegnata a un magnifico e memorabile Orlando,è davvero una delle sue migliori prove dell'ultimo periodo.Un toccante film sul rapporto padre e figlia ,mentre l'italia attraversa il fascismo e la liberazione,in sottofondo quasi fossero due cose diverse e separate,il declino della dittatura e l'isolamento del professore.Avati descrive personaggi che non paiono mera finzione:Francesca Neri è una donna incapace di essere madre,ma non è sgradevole come personaggio,si comprende il suo dramma,Silvio Orlando è possente e commovente nella sua figura paterna del tutto normale,piccola,eppure gigantesca nel suo stare vicino alla figlia folle e omicida.Sottolineo persino come Ezio Greggio abbia dato un buon contributo ,il suo sbirro fascista giustamente fucilato alla fine è un buon personaggio che il comico televisivo-perchè al cinema non mi ha mai fatto ridere- sa descrivere e interpretare molto bene.
Questo è Avati come mi piace e vorrei che si mantenesse sempre a questo livello,magari calibrando uscite e sceneggiature.Comunque sia uno degli ultimi autori di cinema,di quello classico e solido.Cosa davvero rara nell'epoca dei fighetti da happy hour alternativo

2 commenti:

cinefatti ha detto...

D'accordo con te sul fatto che Avati è discontinuo, ma rimane comunque uno dei registi più bravi che abbiamo in Italia.
Lo ricorda con nostalgia quando faceva quei capolavori horror come "La casa dalle finestre che ridono" o "Zeder" o il meno riuscito "L'arcano incantatore". Poi la sua carriera è svoltata verso i film drammatici. Ma va bene così:D. Ultimamente con "Il nascondiglio" ha provato un discreto ritorno alle origini:D.
Il papà di Giovanna manca ancora alla mia collezione avatesca, ma provvederò presto:D.

babordo76 ha detto...

si,io son un avatiano convinto.Nondimeno a capolavori come Le strenne nel fosso,noi tre, e così via ha diretto anche film come rivincita di natale,che più ci penso e meno mi piace
Avati,giustamente come fai notare, è stato anche autore di due grandi capolavori horror:La Casa Dalle Finestre Che Ridono e Zeder. L'Arcano incantatore non mi dispiacque ma dovrei rivederlo.Inquietante per me era anche Balsamus e Thomas...gli indemoniati,i suoi primissimi film
Sai una cosa?Ha cambiato spesso stile e modo di fare cinema,per questo lo considero un grande
Questo Papà di Giovanna per me è molto bello!