domenica 30 ottobre 2011

IL VENTO E IL LEONE di JOHN MILLIUS

Chissà oggi che potrebbero pensare di un film come Il Vento e Il Leone,un classico del cinema avventuroso con forti ed evidenti venature politiche.Una lezione geopolitica di strategia imperiale,nascosto sotto il grande spettacolo di orgogliosi guerrieri berberi e predoni del deserto.Il cinema di genere come mezzo per parlare allo spettatore di fatti storici e che in un modo o nell'altro hanno poi dato una svolta al mondo,alle relazioni tra paesi,alle vite di milioni di persone.No,per carità! Oggi vogliono solo sparatorie e smargiassate,che il cinema deve intrattenere se no è roba da intellettuali,'ste brutte bestie della malora. Per questo è meglio recuperare questa stupenda pellicola,gustarsela con calma,ascoltare e sentire bene i dialoghi perchè sono piccoli frammenti di politica for dummies and dumbs. Millius ha l'epica nel sangue e a parte un film assolutamente infame e squallido come Red Dawn,è stato a lungo un grande maestro sia come sceneggiatore che come regista. Una sola inquadratura di qualsiasi sua pellicola,vabbè anche red dawn,spazza via tutta la robaccia di chi abusivamente si occupa di cinema,(vorrei fare il nome ad esempio di anderson,non metto il nome ce ne è solo uno che è scemo!^_^ihihihiho!),c'è azione trascinante e si partecipa alle peripizie dei protagonisti.Poi arriva anche il momento della riflessione sulla figura del leader,(Roosvelt e il re dei berberi interpretato magnificamente da Sean Connery sono pressochè speculari,nonostante molte differenze.Il presidente americano si sente un eletto con una grande missione ,che poi sarebbe l'imperialismo americano, da compiere in solitudine.Perchè come dice il buon Theodore:i grandi uomini prendono strade oscure,raramente illuminate e quella luce è quella dei loro nemici.Sottolineando anche una certa attrazione per il re dei predoni e del deserto.),sulla storia con la S maiuscola.
Da sottolineare come i rapitori non siano descritti come gentaglia,ma persone con una loro solida cultura e un loro stile di vita,forse violento,ma non lo sono anche gli europei e poi il colonialismo euroatlantista?Lo si vede anche oggi quali orribili coglionerie facciano e portino a termine.

Candice Bergen dopo Soldato Blu,torna ancora a far la parte della donna rapita o dispersa,ma forte e caparbia.Bè,era anche il tempo del femminismo,suppongo,nondimeno è assai brava nel suo ruolo .
Un film quindi non solo di sceneggiatura e regia,ma anche di attori. Connery memorabile re del deserto è un grande guerriero capace,da perdente,di dar una grandissima lezione al presidente u.s.a.
Brian Keith ,celebre attore e caratterista yankee morto suicida qualche anno fa, è un maestro di grande recitazione nel ruolo del presidente Roosvelt. Uomo forte e grintoso,eppure triste e solitario come nel finale al museo.
Bè,non rimane che guardarlo ,non c'è altro da fare!

2 commenti:

cinefatti ha detto...

E lo guarderò, infatti:D. Più ti leggo e più capisco che non ho visto proprio un c...o nella mia vita di fissato di cinema. Quanti gioiellini che mi perdo e che, grazie a te (e anche a qualche altro nostro amico e collega blogger, ti dico la vverità:D) provvederò a recuperare:D

babordo76 ha detto...

credo che i blog sul cinema e sulle altre arti servano a questo.Scoprire cose nuove,che poi magari son pure film "vecchi",ma quando son belli i film sono immortali e senza età
Questo vale proprio la pena è un bellissimo film di avventura e una piccola lezione geopolitica