domenica 6 gennaio 2013

THE MASTER di PAUL THOMAS ANDERSON

Ci sono film che non lasciano sconti ,non sono lì pronti a farsi accarezzare da tutti,non sorridono accomodanti,non ti sparano cose alte per poi darti il dizionario della filosofia spicciola di modo che anche tu possa andar in giro a vantarti di aver visto un film d'essai. No,ci sono film fatti e nati con uno scopo solo:piacere agli spettatori e alle spettatrici indisciplinati e indisciplinate..Cioè i guerriglieri dell'immaginario su grande schermo,che non si accontentano di patine di democretinismo,filmetti carini,polpettoni di fantascienza e filosofia spicciola e tanta retorica sentimentalista.Noi abbiamo bisogno di sfide,di cinema che richiede massima attenzione,partecipazione cerebrale e poi forse anche umana,che ci tratta come Uomini e come Donne,quindi capaci di relazionarsi con le immagini ,le parole,la poetica dell'opera.Gli altri si fermeranno al risolino di scherno che solitamente si fa quando non capisci un cazzo,ma non hai il coraggio di dire che non capisci un cazzo.
La cosa preoccupante è che vedo molti Occhialuti,cioè parlo di noi Sacri Custodi della Bellezza Assoluta e Assolutista del Grande Cinema,impoverirsi e diventare alla stregua di un tamarro qualsiasi.Brutti tempi.
Nondimeno ci troviamo di fronte a un film eccezionale,a una strepitosa lezione di recitazione corale,(con anche i piccoli personaggi assai ben delineati),con una sceneggiatura assolutamente perfetta e una regia che insolitamente per Anderson,abbandona il furore della mdp che talora sovrastava i personaggi e dava l'impressione di un intervento dall'Alto del Regista, (un precisare che il cinema è fatto dai registi che sadicamente si scatenano movimentando la vita dei personaggi),con invece una regia minimalista,semi nascosta,statica,opprimente Perchè sia ben chiaro che parliamo di oppressione.E qui non ci sono come in altri film ammmmereggggani ,possibilità di fuga verso la libertà di qualche eroe individuale che nel nome della sana tradizione liberale scopre l'amore e combatte la tirannide.No,perchè qui l'oppressione è stato di vita naturale,essa forma le tue ossa, scorre nel tuo sangue,è la tua carne.La setta è una prigione,ma il mondo fuori?Davvero aver combattuto per la libertà e democrazia ti ha salvato?No.E qui comincia il grande dramma di Freddy. Lo vediamo e lo vedremo sempre sul bilico e oltre del disastro umano.Quando questo ragazzo è stato felice?Quando la rabbia e la follia che nasce dalla vita quotidiana e dalla natura umana ,non da traumi, l'ha lasciato in pace.Forse solo quando incontra Lancaster. Forse solo quando sente parlare della Causa,forse in quella famiglia,ma è un inganno.Il regista e sceneggiatore ci dirà che forse non è così.Stai vedendo il film di una condanna, stai vedendo il film di un'apocalittica fine umana e non serve una setta ,una causa,non serve credere in un Padrone,anzi nel tuo Dominatore, (master),perchè sei solo gioco e passatempo,sei lo specchio che riflette la sua voglia assoluta di essere idolatrato.Riempi la solitudine di un uomo che nonostante si sforzi di avere potere,rispetto,non è altro che un povero egocentrico in cerca di fortuna  e polli da spennare.
In questo, però, Anderson ci vede anche qualcosa di sottilmente tenero.Nella scena della prigione dove la rabbia atroce lascia spazio a piccole tenerezze,(con Lancaster -Hoffman- che dice al suo Freddy- Phoenix- che lui gli vuole bene e che lui si interessa del povero marinaio senza radici e in balia di una rabbia senza fine),c'è anche il sadismo assoluto e totale ,il plagio consenziente ,l'abbandonarsi nelle mani della persona sbagliata.. C'è un discorso sulla solitudine cattiva,universale,totale che colpisce questi due uomini.Uno ha bisogno della sua setta,di gente debole da plagiare e l'altro ha bisogno del suo padrone,figura paterna e punto di riferimento.La via scelta da Anderson però è spiazzante,evita la tensione drammatica spicciola e melodrammatica spinta che potrebbe dare una storia come questa,portando il suo film sui territori sicuri del filmone "impegnato",ma per tutti.Lui invece chiede moltissimo e pretende moltissimo perchè ti offre tantissimo.Non è cinema,è vita che scorre in immagini,ma filtrata dal cinema e dai suoi mezzi,difficile che la maggioranza sappia stare al passo di questa opera,ma gli altri e le altre avranno da gioire infinitamente.
Phlip Seymour Hoffman si mostra un grandissimo attore,non sbaglia film da quando lo conosco e anzi pure se il film non è il massimo lui è sempre un mostro di bravura.Sempre. Joacquin Phoenix più che recitare qui è una maschera,un simbolo che diventa carne e uomo e la sua sofferenza pesa e disturba.Non è un film consolatorio e a parte il suo unico sbaglio cinematografico- ubriaco d'amore,che rimane sempre un gioiello i  confronto alla merda che circola-anche questo prosegue un discorso amarissimo e a suo modo malinconico,straziante,persino tenero sul fallimento umano e un senso di riscatto rimandato,abbandonato,o vissuto come liberazione attraverso il dolore.
La storia di Freddy che tornando dalla guerra spezzato e perso trova rifugio nella setta dello scrittore e tante altre cose,a sentire lui,Lancaster è una storia universale sul potere,la solitudine,la vita,ma raccontata con uno stile personalissimo,e innovativo per lo stesso regista che abbandona lo stile possente e movimentato per concentrarsi freddo e disilluso su due uomini alla deriva,ma uno si salva con l'inganno e la  manipolazione,l'altro con un abbraccio a una donna immaginaria fatta di sabbia su un spiaggia,abbandonato alla sua fine.

Capolavoro assoluto di inizio anno.

ps:ringrazio il grande Stefano per aver pubblicato questa mia recensione sul suo bellissimo,folle,surreale,spettacolare sito.

http://www.geniuspop.com/blog/index.php/2013/01/the-master-di-paul-thomas-anderson-recensione-di-davide-vigano/

8 commenti:

Bruno ha detto...

Ho apprezzato il lavoro tecnico del film : regia, sceneggiatura e dialoghi, scenografie, musiche sempre azzeccate, recitazione.

Però non ho capito il messaggio di fondo, cosa ci vuole comunicare il regista, e questo mi ha reso poco partecipe...

babordo76 ha detto...

ci comunica l'oppresso,la mancanza di scelte che ti possano aiutare,la pericolosità dei rapporti interpersonali quando si basano sulla manipolazione,l'importanza per alcuni di manipolare altri per poter vivere e del profondissimo legame tra padrone e servo.La storia è quella di un uomo solo e violento incapace di relazionarsi e della sua fine.
Dice questo e poi non è che un regista debba venire da noi con lo spiegone in mano,la nostra sensibilità di spettatori indisciplinati ci deve portare a comprendere la poetica e costruirne una nostra.

Bruno ha detto...

Sono d'accordo sul fatto che non tutto deve essere spiegato però l'ho trovato davvero troppo oscuro, ho colto molti di questi aspetti, in particolare il rapporto maestro-discepolo, ma senza che "il tutto" mi risultasse completamente chiaro e convincente

babordo76 ha detto...

credo che sia una scelta anti narrativa,una precisa scelta autoriale,dovuto a cosa?Freddy è troppo andato e Lancaster troppo prigioniero di sè e sopratutto nell'inquietante finale le lacrime del maestro che canta l'addio al discepolo valgono sopratutto per lui che è prigioniero anche della compagna e della setta.Anderson ci mostra la solitudine atroce che cerca di trovare sbocco in un rapporto maestro-allievo,ma uno non ha nulla da insegnare di vero,l'altro non ha un cazzo da imparare.Secondo me Phoenix e Hoffman davvero giganteggiano!

cinefatti.com ha detto...

Hoffman ha la grandezza di un Orson Welles dei bei tempi! Straordinario, dal primo all'ultimo minuto, anche se gli ultimi sono anche meglio dei primi... soprattutto perché pieni di tanta bellezza! Quando lo vedi un film americano così? Mai! Sarei anche quasi pronto a dire che questo non è manco americano!

F.

babordo76 ha detto...

si anche io:gli attori giganteggiano,la regia di anderson implacabile,statica eppure movimentatissima nel seguire i suoi personaggi.

Pare danese talmente è bello,e infatti paul e lars sono amici!

cinefatti.com ha detto...

Davvero Paul e Lars sono amici? Si vede che la gente intelligente attrae altra gente intelligente! *_*

F.

babordo76 ha detto...

si,tra l'altro è anche il mio avatar su facebook.Loro due seduti l'uno al fianco dell'altro che ridono.Lars con il suo ghigno crudele ...Grandi
Si,non immagino saper di chi possa esser amico paul ws anderson o renny harlin eh