giovedì 12 settembre 2013

UNA RELAZIONE PRIVATA di FREDERIC FONTEYNE

La mia formazione indisciplinata sarebbe stata debole e farlocca , se non si fosse costruita nei magnifici anni 90.
Lo so , lo so, ora vi starete allenando nel lancio dei vaffa al mio indirizzo. Concordo che vi sia stata la moria delle vacche in ambito horror,ma non nel cinema "indisciplinato e di sfida" che piace a me. Il cinema d'autore ha vissuto momenti altissimi e di assoluta qualità
Trattandosi del cinema che amo visceralmente, perdonatemi se sostengo la totale pulcretudine di quei tempi.

Prendiamo ad esempio questo piccolo,ma intenso e bellissimo film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, (per me da sempre con Cannes ,il mio punto di riferimento culturale),che affronta un tema scabroso,piccante, facilmente rappresentabile attraverso sensazionalismi , provocazioni sterili, scandalismo basso e fastidioso: le fantasie erotiche estreme e quelle persone che si incontrano attraverso annunci su riviste pornografiche , ( " ci sono anche articoli...Con cose...articoli con cose interessanti da leggere" mormora impacciato e intimidito lui,a  un certo punto),però si evita il ridicolo del sesso ,che vediamo invece presente in altre pellicole.






La loro relazione viene mostrata agli spettatori attraverso una sorta di intervista, ( non è dato sapere chi sia l'intervistatore  e perchè vengano intervistati), nella quale i due spiegano i retroscena e lo svolgimento della loro storia.
Lei ha una fantasia erotica che la perseguita da molto , ma non trova nessun uomo disposto ad accontentarla, così mette un annuncio su una rivista specializzata. Risponde lui. Si incontrano un giorno alla settimana in un bar e poi vanno in un albergo e consumano la loro fantasia.
Però ci sono gli imprevisti del cuore, ci sono le strane strade che i sentimenti ci costringono a percorrere anche quando tu non vorresti farlo, che complicano la relazione. Così si passa a fare l'amore, che vuol dire già ritenere l'altra non solo un veicolo per il raggiungimento del nostro scopo di godere e mettere in pratica la nostra perversione,ma che la vedi come una persona e cerchi il piacere dei gesti,dello sfiorarsi e in poche parole :amarsi.
Le cose quindi tra i due si complicano e non poco.



Quale è il confine tra perversione,fantasia e sentimento? Nel vizio e nella trasgressione si possono nascondere anche sentimenti più profondi? Esiste una vera linea di confine tra pervertiti e gente normale? Una donna  o un uomo possono provare gusto in certe cose oscene e disturbanti,ma essere persone sensibili come altre?
Bè,queste sono le domande che mi ponevo vedendo il film . E già me le posi a 23 anni quando lo vidi per la prima volta.

Mi piace che attraverso una apparente semplicità e naturalezza, ( i dialoghi sono fenomenali, pare di sentire due persone normali e reali che parlano tra di loro,e mi piace anche come il tema scabroso venga smitizzato e normalizzato senza inutili enfasi e volgarità), ci parla della complessità dei sentimenti e dei desideri. La confusione tra amare e possedere , tra fantasia e realtà, per arrivare a un amaro finale dove vince la paura d'amare. Ecco , dunque , il vero tema del film: la paura d'amare.




Perchè appena i due cominciano a interessarsi a vicenda , si distruggono le barriere,si interrompe il gioco, si ha a che fare con una donna o un uomo e tutto quel casino di sentimenti e vissuti che si portano appresso.
Un malinconico e doloroso film sull'incapacità di amare,dove l'uomo non è visto come il solito macho, rozzo,insensibile, ma è quello che da subito cerca il contatto umano, è un bravissimo e straordinario  Sergi Lopez che nel Labirinto del Fauno è il cattivissimo fascista patrigno della protagonista,  poi lei entra in crisi e insomma ci viene mostrata l'evolversi della loro relazione. Fino a un epilogo malinconico,ma reale e giusto.





Il film si regge sulla bravura assoluta degli attori, sia lopez che una intensa e superba Nathalie bayle, su una sceneggiatura robusta e capace di sfumature quando è il caso, la regia attenta e precisa di fonteyene.

Una pellicola dunque da rivedere e far conoscere, decisamente una manna per indisciplinati e indisciplinate.

Ps:nei commenti mettete pure la vostra idea sulla fantasia erotica dei due ^_^


4 commenti:

hetschaap ha detto...

Ecco quel film che mi era piaciuto un sacco ma che mi sfuggiva sempre! Non riuscivo a ricordarne né il titolo né che ci fosse Sergei Lopez che è un attore che amo e che qui mi piacque moltissimo. Lo vidi quando uscì al cinema e, quindi, naturalmente e come al mio solito, non ricordo niente della trama. Ma ora che ho scoperto di che film si tratta me lo riguardo così posso commentare in maniera più pregnante ;)

Fabrizio Borgio ha detto...

Lo ricordo, questo piccolo grande film, visto tra l'altro durante il mio lunghissimo periodo di "singletudine". Non plaudirò mai abbastanza la capacità di certo cinema francofono di affrontare qualsiasi tema costruendoci attorno una storia vera, sentita, quotidiana e coinvolgente. E lo fa con classe ed eleganza, su un plot che avrebbe potuto scadere serenamente in un prodotto per cioccolatai onanisti. Il riservato mistero del quale ammanta la fantomatica fantasia è probabilmente uno dei fulcri concettuali del film stesso, dove forse è l'apertura totale verso al'altro, una compenetrazione non solo di organi, di corpi ma anche di spiriti e anime. La penetrazione finale, suggerita come un grande mistero, mistero inteso come cosa destinata solo a pochi iniziati. Gli innamorati.

babordo76 ha detto...

Fabrizio:ma più che un commento la tua è una bellissima recensione,complimenti!
Si,hai ragione: mi piace proprio quella mancanza di volgarità,magari patinata che altri avrebbero usato per far lo scandalo festivaliero de noantri.
Invece si riscopre l'uso della parola,come simbolo del tutto e anche della visione,dunque.
Poi adoro il personaggio maschile. Non il solito erotomane, non il solito rozzo maschilista,ma una persona normale e sensibile, (quando si commuove perchè lei le fa la dichiarazione, è veramente da pelle d'oca e vabbè diciamo che pure io a casa mi son commosso),un grande film


Hetschaap: vedi che fra le tante cose lavoro per la tua memoria! ^_^
a saperlo facevamo una visione condivisa....^_^

CineFatti - Fran ha detto...

Nulla da aggiungere, a parte il sottolineare ciò che tu hai già e giustamente ricordato: la precisione della sceneggiatura, amplificata dalla bravura e dalla delicatezza degli attori, che ne restituiscono a pieno il potere delle sfumature. Una malinconia e una forza di verità disarmanti. Un film sentimentale come pochi, fra i miei preferiti in assoluto.