sabato 7 gennaio 2012

IL RITORNO DEI MORTI VIVENTI di DAN O'BANNON

John Russo è il tizio che ha collaborato alla nascita di quel film epocale e leggendario che è "La Notte Dei Morti Viventi",uno di quelle opere che mi prometto sempre di postare su questo misero blog e poi mi dico:non capisco un cazzo di cinema horror,perchè son fanciullescamente fifone e impressionabile,e quindi come posso parlare di quel capolavoro?Ma sono anche maledettamente megalomane ed egocentrico,cazzo se ne scriverò!Ci puoi scommettere l'inchiappettamento di babbo natale.E non so se questa è una minaccia o una promessa.
Dunque Russo ha una sua parte nella storia del cinema horror moderna,certo marginale quanto vuoi,ma se io avessi portato il caffè sul set a Romero...Bè penserei anche io di essere nella storia del cinema horror:proprietà transitiva,beibi!
Ora cosa c'entra sta roba con il film di O'Bannon?Eh,che Giovanni ha scritto insieme ad altri la storia,il soggetto di questa pellicola.Poi trasformata in sceneggiatura da Mr O'Bannon,che cura anche la regia.
Parliamo quindi di un cult vero e proprio che ha avuto i suoi due bei seguiti.Io tempo fa vidi il numero 3 diretto da quel genio di Yuzna e insomma vale, almeno per me .
Questo primo capitolo ha dalla sua proprio la sceneggiatura che riesce a essere ironica senza essere esageratamente parodistica,uno svolgimento che piano piano ci prepara all'invasione dei morti viventi e all'immancabile assedio.Conosciamo i personaggi che alla fine è gente normale,di quelli che incontri o potresti incontrare tutti i giorni.E poi ci si affida a degli stereotipi come la banda di giovani che sono un decalogo delle mode americane di quel periodo.Però nonostante questo non sono fastidiosi,e anche loro hanno una loro certà verità.Non sono marionette e ci dispiace per la sfiga che hanno nel dover confrontarsi con dei morti viventi combattivi ed indistruttibili.
Ora :io detesto i morti che corrono,figurati qualora si mettessero a parlare e fossero pure indistruttibili. Mi metterei a bestemmiare in babilonese antico.
Invece le variazioni di O'Bannon mi sono piaciute ,sono funzionali alla trama e gestite bene.
La storia:un ragazzo comincia a lavorare in un magazzino di materiali medici.Qui il suo collega anziano lo informa che il film La Notte dei Morti Viventi è una storia vera e che quei cadaveri ambulanti sono rinchiusi in particolari fusti nella cantina dell'edificio. Con il tatto e la cura tipica ammmereggggana ,rompono i contenitori e causano un primo risveglio zombesco.Hanno la brillante idea di bruciare il cadavere ,bravi!La pioggia che cade sul cimitero risveglia i morti.Inizia la fine del genere umano?Bè,se c'è di mezzo l'esercito!

Ironia,tensione,non mancano sicuramente e giustamente questa pellicola è considerata una delle migliori del genere zombesco.
Poi...Linnea Quigley,ma questo è altro discorso!

Devo però ammettere che per me il film migliore dopo quelli romeriani ,è sempre Shawn of the dead.

4 commenti:

Frank ha detto...

Neanche a farlo apposta, stavo per prendere il dvd di questo film proprio un paio di giorni fa... mi è sfuggirto per un soffio e leggere queste tue righe riapre una recente ferita.

babordo76 ha detto...

e guarda,per me valeva la pena
Perchè a mio avviso è una ottima testimonianza di quel periodo
Certo a me non ha fatto urlare al miracolo come con l'alba dei morti dementi,ma è consigliabile!

ilgiornodeglizombi ha detto...

Ma perché tu sei occhialuto, purtroppo.
In realtà shaun of the dead senza questo non sarebbe mai e poi mai esistito, ma noi non lo diciamo.
E io lo adoro shaun of the dead, è l' unico zombie movie decente da eoni a questa parte e Simon Pegg non si tocca neanche per sbaglio.
Però Il Ritorno dei Morti Viventi è qualcosa in più. Non è mai derivativo, è sempre originale, va avanti a colpi di genio da una scena all' altra e regala un ritratto del morto vivente diverso da qualsiasi cosa si sia mai vista prima.

babordo76 ha detto...

certo,ma io sono un giovanissimo occhialuto che valuta le cose del presente.Shaun mi ha -personalmente- conquistato totalmente con i suoi personaggi,superando la barriera cinematografica.
Questo mi ha colpito profondamente come oggetto cinematografico interessante e assolutamente originale nella rilettura del mito zombesco.Tuttavia è rimasto sullo schermo come testimonianza di quei tempi.
Anche se la riflessione sulla morte ad opera della morta vivente legata al tavolo è degna di nota,così come la trasformazione in morti dei due pistola del negozio.