martedì 15 dicembre 2015

NOI SIAMO INFINITO di STEPHEN CHBOSKY

"Noi potremmo esser eroi, giusto per un giorno" Più o meno dicono questo le parole del refrain di quel capolavoro assoluto di " Heroes", del Duca Bianco: David Bowie. Il bisogno di uscire dalla vita quotidiana, di essere altro e oltre rispetto a quello che siamo, per insoddisfazione è tipico del nevrotico e frustrato popolo occidentale, ma è in particolare nell'età adolescenziale che sentiamo questo bisogno diventare sempre più forte e potente. Autonomia e indipendenza, rifiuto delle regole prestabilite, dire: Non sono questo io. Sono qualcosa di più e di indecifrabile. Noi siamo infinito.
Poi passa. Giustamente. Sono fasi della vita e vanno vissute a pieno. Nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, fino a che maturità non ci separi. E tu sei finito a far il pirata dietro a una scrivania, l'altro a lottare con la catena montaggio, alcuni sospesi in una dolce malinconia a spender parole su carte sempre più virtuali. Ed è giusto e bello. Senza l'addio ai giorni gloriosi non ci sarebbero giorni gloriosi. Pensaci bene, o eterno adolescente alla cazzo di cane, non stai celebrando l'eternità di una parte della tua vita, ma l'infinito funerale di un passaggio finito. Ci tengo tanto che tu non viva bene la tua vita,eh.


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Eterno adolescente lo sono anche io, per certi versi. Lo siamo tutti noi che avevamo 14 anni nei primissimi 90. D'altronde che generazione è la nostra? Figlia di una generazione cazzara che le piace rammentarsi come rivoluzionaria e che per prima cosa ci ha insegnato la gloria della tv e dei vestiti firmati. Poi ci si è messa la precarietà a renderci sempre meno chiaro il futuro, sempre meno stabile. E allora: o tenti il tutto per tutto, oppure rimani ragazzo a tempo indebito.
Questa è l'adolescenza malinconica, senza sogni e slanci reali, ma fittizi che viviamo nel nostro mondo.
Per fortuna non c'è traccia di essa in questa ottima pellicola.

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Sai, cosa? Mica è facile fare un film sull'adolescenza o l'infanzia. Per nulla. Perché nonostante la nostra sindrome di peter pan, non siamo più giovani. Non abbiamo più 14 anni. Così rappresenti quello che dovrebbe essere e spesso finiamo per scrivere cose superficiali e banali.
Ecco questo film non è così, per niente. C'è un'attenzione pudica, ma ben presente nel descrivere questi ragazzi e i personaggi di contorno.
Si parla e si vede l'amore, l'amicizia, si affronta la tematica dell'omosessualità con una certa grazia e partecipazione affettiva, vengono mostrati ragazzi e ragazze confusi e felici. Felici proprio no. Ci sono orribili segreti, ci sono amori da consumare di nascosto e tanto altro. C'è il dramma che si stempera nella tenerezza  e viceversa.
Il bisogno di amare, far parte di un gruppo, confidarsi e il divertimento che è manifestazione esplicita di quello che siamo. Non è tanto bere o drogarsi, ma la rottura con una vita sana e modesta offerta da altri, dire: io sono forte e supero ogni cosa. Anche la morte non temo.  Il tutto avendo pochissimo equilibrio e cercando di star aggrappati a una mano amica, che ci possa salvare.

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Non sono giovani maledetti e cool , non c'è nessuna gioventù bruciata e nemmeno dei santi, perfettini, sorridenti. Ci sono invece delle persone pieni di luci ed ombre. Difficile non commuoversi o affezionarsi, lasciarsi coinvolgere dai ricordi sulle note delle bellissime canzoni
Perché quando sei ragazzo la musica è fondamentale. Anche io facevo cassette su cassette e le donavo, per ricordo, per dire: ero questo. A esser sincero, sono ancora quel ragazzo che amava il cantautorato e il rock. Ma questo insistere dei e nei personaggi con le loro musicassette e l'entusiasmo per una canzone che ascolti all'improvviso, quanto è vero!

Certo non manca anche una analisi cruda del mondo americano in ambito scolastico. La difficoltà a farsi accettare, le divisioni precise in gruppi, l'ossessione di esser popolare. Tutte cose che ci vengono mostrate, ma che stanno sullo sfondo. Prima viene l'amicizia, l'amore, il confronto doloroso con un passato atroce.
Film, quindi da non perdere, tra i migliori fatti sull'adolescenza.

lunedì 7 dicembre 2015

CLASSIFICA MIGLIOR FILM ITALIANI DEL 2015.

Arriva dicembre, e per ogni cinefilo che si rispetti è tempo di classifica . E per altri cinefili è tempo di criticar le classifiche. Diamo a costoro delle brioche, per cortesia! Solitamente non è difficile stilare un certo numero di film che si sono fatti amare durante un'annata cinematografica. Anche perché se dovessimo valutare quella precedente, erano così pochi che ci stavano in un post unico. Questa volta è più difficile, complessa, complicata. Perché durante codesto anno sono usciti film bellissimi come se non ci fosse un domani, frase sbarazzina e giovanilistica che mi serve a catturare l'attenzione dei più giovani tra i lettori e lettrici, sicché ho deciso di dividere in due una lunghissima lista di titoli. Non solo per un motivo di troppi films, ma anche per un altro e ben più nobile: codesto anno è stato davvero d'oro per il cinema nazionale. Certo i soliti detrattori e disfattisti avranno da ridire, ma non li conto nemmeno.Io invece reputo che in questi ultimi anni, visti anche i riconoscimenti nei vari festivals e nell'attenzione della stampa e di certo pubblico, non si possa che esser felici per come vadano le cose. Si fanno opere degne di nota, abbiamo almeno una manciata di registi tra gli affermati e le promesse che si fanno amare e rispettare, anche e sopratutto fuori dai confini nazionali. Ma si sa: l'italiano medio rosica per il successo altrui e i musichi falliti, di gucciniana memoria, non possono che esser in prima fila a dar giudizi figli della loro rabbia, non certo di amore per il cinema
Tifi per il cinema italiano, questo è male. Non direi: il tifo positivo di chi è felice di veder ottime cose, e quindi fa sana propaganda alle cose belle è sano e va fatto spesso. In tutti i campi. Poi , sai, volente o no: sono italiano e mi fa piacere quando la mia nazione fa qualcosa di buono. E non solo nel cinema.
Detto questo, non posso fare altro che lasciarvi a questi titoli. Non è una vera e propria classifica tipo al numero uno e così via. Sono dei films. Poi voi metteteli nel posto che più vi garba, metteteli voi i numeri dall'uno a fino quando non troverò altro.

Se mi rammento a fine settimana quella dei film stranieri. E ricordate: vi amo, o gente che state in questo bar. Anche se scrivete quotidianamente delle cazzate, vi amo in quanto esseri umani come me. Peace and love,eh! ( siamo a Natale)

HUNGRY HEARTS- SAVERIO COSTANZO

Opera durissima, angosciante e angosciosa, che narra la discesa nella follia di una coppia, causa certe idee della giovane donna. Ma sono le idee a esser pericolose, o sono solo la scusa per scatenare una malessere profondo? L'amore basta per salvarsi? L'isolamento dal resto del mondo convincendosi che si possa superare un problema da soli, è giusto o no? La seconda risposta è quella che doveste dare
Film straziante, struggente, apparentemente freddo e invece devastante. Ottimo tutto il cast.

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MIA MADRE - NANNI MORETTI

Una riflessione malinconica sul mestiere del regista, del far cinema, dell'importanza dell'arte di fronte al mistero così poco misterioso della morte e della malattia. Moretti gira un'opera di rara bellezza e importanza, una lunga confessione, un flusso di coscienza autocritica, i dialoghi sulla necessità del cambiamento e distaccarsi dai soliti schemi. Opera di cristallina sincerità intellettuale. Commuove mostrando la bellezza anche nel finire, il pensar al domani, al vivere, anche quando stiamo lasciando la vita. Una grande lezione per i cinici e disfattisti e la loro debolezza morale,etica, politica, umana.

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SUBURRA- STEFANO SOLLIMA 

La quotidiana apocalisse che siamo costretti a scontare su una terra senza legge e dio. Il crollo delle ideologie, la crisi della fede, la questione morale distrutta e insultata. Eccoci, qui: persi in Suburra. L'inferno che cammina con noi. Non tanto, e per fortuna, un ritorno "scultiano" a certo film di genere italico, ma un potentissimo film che pesca nel polar, e che con fortissima tensione morale racconta lo sprofondare di generazioni, di classi sociali, in cui il crimine non è solo chi uccide o spara, ma parte costante del nostro vivere. L'onnipotenza dei nuovi dei e la loro caduta per mano di angeli della vendetta e della morte, assolutamente disperati e "deboli", ma non vi è nessuna rivalsa, anche se i personaggi di Germano e della Scarano, rimangono impressi a fuoco, come tutto il resto del cast, su tutti un immenso Claudio Amendola. Film di genere che rompe il confine con quello d'autore. Opera da donare alle generazioni a venire

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NON ESSER CATTIVO- CLAUDIO CALIGARI

Non mi interessa ribadire come sia stato più o meno emarginato codesto autore. Ci ha lasciato tre opere personalissime e importanti. Conta questo. Il suo addio amarissimo al cinema e alla vita è il ritratto di una classe sociale e politica ben definita: il  sottoproletariato. In modo specifico quello di Ostia. Potrebbe essere l'antefatto a Suburra, visto che i due protagonisti potrebbero esser lontani parenti di Numero Otto. Ma lo sguardo non è dall'alto, bensì dentro la vita quotidiana di due perdenti. Senza riscatto, o forse, labile, in un lavoro mal pagato, ma almeno vivendo onestamente.  Si, è opera a livello narrativo anche prevedibile, scontata, ma le grandi verità e storie, talora, sono così.

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IL RACCONTO DEI RACCONTI- MATTEO GARRONE

Fantasy? Fiaba? Certo, tutto questo e ben altro. Racconto crudele della vita, l'amore, la morte, le debolezze umane che si confrontano con la natura indifferente di leopardiana memoria, il tempo e l'illusione di poterlo fermare. Film che incanta per le immagini, i personaggi, i costumi, specchio amarissimo della condizione umana quando è vittima delle sue passioni e desideri, quando è chiusa in amori che non hanno nulla dell'amore, nelle ossessioni devastanti, nel voler esser padroni della vita, della morte, della natura. Meraviglia per gli occhi e la mente. Fantastico.

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SHORT SKIN - DUCCIO CHIARINI

Possibile parlare di sesso, mostrando ma senza mai esser morbosi o volgari? Certo, codesta bellissima commedia italiana riesca a farlo,e a portar lo spettatore a far certe considerazioni anche più serie e profonde. L'adolescenza come è, come si vive - da maschi- la scoperta del sesso, il tutto con un linguaggio che unisce una certa voglia di divertire e tanta empatia, tenerezza per i vari personaggi. Scritti e recitati benissimo. Uscita in dvd non da molto, secondo me dovreste metter mano al portafoglio e acquistare codesto film.

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PER AMOR VOSTRO - GIUSEPPE M. GUADINO

Che delizia di film! La storia della presa di coscienza di una donna dalla "capa vuota", personaggio difficilissimo da portare sullo schermo talmente fragile, difficile da incasellare, eppure così comune, normale, "già visto", in un'opera al di fuori di ogni schema o forse dentro uno e solo uno: quello del grande cinema. Libero, anarchico, eppure studiatissimo. Meraviglia per gli occhi e il cuore.. Immensa e memorabile Valeria Golino.


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YOUTH- PAOLO SORRENTINO

Fatevene una ragione! Uno dei migliori registi, non solo italiani, porta sullo schermo un'opera complessa, che si basa principalmente sulle suggestioni, percezioni, tra le righe di un rapporto d'amicizia tra due vegliardi ospiti in un centro benessere in quel della Svizzera. A far da coro greco senza intenzione alcuna, altri ospiti. Tutti alle prese con la vita e le sue adorabili deviazioni, stupori, insensatezze e il tempo che scorre impietoso e impetuoso.  Forse il mio film preferito del 2015.

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ANIME NERE - FRANCESCO MUNZI

Tragedia famigliare ai tempi della 'ndrangheta. Romanzo criminale plumbeo e di piombo rovente. Opera disperata, senza speranza, che ci mostra come l'ambiente che ci circonda, le usanze, le tradizioni criminali, la società malata e deviata, siano normalità, quotidianità, partendo da piccoli gesti fino a quelli più tragici. E l'uomo che vorrebbe distaccarsene è impossibilitato, prigioniero della malvagità, della bassezza culturale e morale. Opera apocalittica come Suburra, ma fatta di implosioni, di autodistruzione. Imperdibile

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ALASKA -CLAUDIO CUPELLINI

Rielaborazione in chiave moderna del melodramma. Quindi esagerazioni e improbabilità di sceneggiatura sono dovute e volute, per lasciar spazio ai personaggi di espandersi, devastarsi, superare dolorosissimi ostacoli, prima di far trionfare l'amore. E sono proprio i personaggi di codesta opera a rimanere in mente e nel cuore a lungo, in primis Sandro.
Elio Germano si conferma il miglior attore della sua generazione, riuscendo a gestire un personaggio a rischio con una bravura encomiabile ad oltranza

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GLI ULTIMI SARANNO GLI ULTIMI - MASSIMILIANO BRUNO

Un melodramma sociale filtrato dalla classica commedia italiana, prodotto per le masse, fiero di esserlo e di portar dei messaggi precisi sul lavoro, le relazioni umane, la vita di coppia. Bruno gira una pellicola che a me ha emozionato tantissimo, visto la presenza di personaggi che non sono mai "tipi" da cinema, ma persone in carne ed ossa, che magari conosciamo pure. Descrive precisamente il lavoro nel tempo del post-lavoro, cioè da mezzo di sostentamento delle masse, di precisa identità sociale,a mezzo per arricchire 4 stronzi dei consigli di amministrazione, della guerra tra poveri e anche di come certe volte si faccia lavori a cui non siamo adatti per motivi oscuri e personali.
Una piacevolissima sorpresa. Memorabile Paola Cortellesi.

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Questi sono i film italiani che hanno reso codesto 2015 un grandissimo anno per il nostro cinema. Meritano tutti il vostro tempo e la vostra attenzione. Come lo merita il nostro cinema e da un bel po', direi.