mercoledì 1 settembre 2021

Possession - Legami di sangue di Warris Hussein

 Da ragazzo andavo fiero dei miei due volumi dedicati al cinema dell'orrore scritto da Teo Mora. Tantissimi titoli interessanti, quasi tutti scomparsi o dimenticati, in ogni modo difficili da reperire. Nondimeno non perdevo la speranza che un giorno avrei visto almeno uno di quei film. 

Quel giorno è arrivato.


Possession- legami di sangue"è un film americano prodotto nel 1972 e presentato al Festival del cinema di Berlino. L'opera è tratta dal libro Possession of Joel  Delaney della scrittrice Ramona Stewart (autrice anche della sceneggiatura) e narra la storia di una ricchissima donna dell'alta borghesia di New York, che riceve la visita del fratello di ritorno da Tangeri. Costei è felicissima  in quanto è da molto tempo che è separata dal suo amatissimo fratello. Le cose sembrano andar bene, fino a quando Joel non aggredisce un uomo. Da quel momento il giovane mostra dei pericolosi segnali di violenza e follia.  L'unica a occuparsi di Joel è  Norah, la sorella,  anche se in modo del tutto maldestro. Gli avvenimenti precipitano fino a una terribile realtà che distrugge il mondo tranquillo, ordinato, pulito, dabbene eppure completamente vuoto, fasullo, composto da persone che si sentono al sicuro dietro la rassicurazione del raziocinio e che allo stesso tempo giocano con le credenze degli altri. Che non sono simpatici mobili da esporre per dar un tono etnico ai freddi appartamenti dei ricchi, come fa la nostra Norah, ma contengono maledizioni, preghiere, fede, terrore e purificazioni.


Il film alla sua uscita mosse accuse di razzismo e scandalizzò per la scena in cui un bambino è costretto a spogliarsi nudo. Si criticò la regia senza nerbo di Hussein, ma credo che siano un po' esagerate codeste recensioni negative.
L'opera in realtà è il dramma borghese di una donna della buona società, abituata al lusso, a una vita agiata e senza scossoni, nonostante una tragedia unisca sorella e fratello,  che scopre improvvisamente un mondo fuori dai confini rassicuranti del suo quartiere. Certo gli altri non ci vengono descritti come dei buoni selvaggi. Sono poveri, esclusi sociali, hanno lasciato il loro paese per un sogno che si è trasformato in un quartiere malfamato, coperto da spazzatura e indifferenza.  Gente che crede, ha fede, prega perché sa che il Male esiste, ma viene derisa dai borghesi progressisti tanto quanto da quelli più conservatori. Norah è una donna sicuramente liberal, educata e cortese con la cameriera, ma si trova sopraffatta dalla terrible visione della miseria- bellissima la sequenza in cui scappa dal quartiere latino, in quel momento crolla la sua figura di donna moderna per far uscire la donna bianca spaventata dagli altri-  non capendo che sono gli unici in grado di salvarla davvero. 


Gli altri, i dimenticati, infatti nonostante qualche diffidenza iniziale, alla fine le danno un grande aiuto. Però lei lo respinge, perché una donna del suo ambiente non potrà mai accettare nulla che abbia a che fare con la superstizione popolare, la religione e i suoi misteri. Per cui, come vedete, un film che critica con precisione la borghesia.

Non è solo questo, a mio avviso, funziona bene anche come storia di una donna che ama tantissimo il fratello, non lo vuole perdere nemmeno quando capisce che costui ormai è in balìa dello spirito feroce di un serial killer portoricano,  Shirley Mclaine e Perry King sono davvero bravissimi nel render credibile il loro legame sentimentale. Lei protettiva con delicatezza e complicità, lui capace di far conoscere alla sorella una visione diversa del mondo. In fin dei conti la domanda è: quanto potrebbe ingannarci l'amore per un fratello, quando in realtà è solo l'involucro di un demone?

Io sono figlio unico, per cui.. Però ponetevela voi che avete sorelle e fratelli.

Elemento interessante è anche che la possessione non è da parte dei soliti demoni o dal diavolo in persona, ma è dovuto al vooodoo e la malvagia presenza è l'anima tormentata di un ragazzo cresciuto tra violenza e odio, abbandonato da tutti,  diventato un feroce assassino di donne. Farà amicizia con Joel e una volta morto, per diverse affinità legate all'abbandono materno, troverà modo di prender possesso del corpo del giovane e sprovveduto amico bianco e agiato.

Tutto questo per dire che non dobbiamo aspettarci i soliti preti e scene, ma qualcosa di diverso. 

Infine vorrei spendere due parole sul cast. Shirley Mclaine è bravissima nel ruolo di Norah, praticamente regge il film sulle sue spalle. Le basta un piccolo movimento per far trapelare rabbia, paura o amore. La sorpresa invece è Perry King- molti lo rammenteranno nel cast di Riptide- che riesce a rendere credibile il suo personaggio,  buono e dolce nei panni di Joel e ferocissimo quando posseduto. L'opera non teme di mostrare teste mozzate e di creare uno dei finali più angosciosi, destabilizzanti, terrorizzanti del filone. Ve lo consiglio. Lo trovate su Youtube.

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