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martedì 21 maggio 2013

L'INFANZIA DI IVAN di ANDREJI TARKOVSKJI

La guerra è una orribile necessità che l'umanità si impone per cambiare in modo netto e radicale con un passato che non è più utile ai nuovi poteri economici nascenti. Trasformata in imprese eroiche dai poeti del disastro e delle macerie,ma non le loro,insegnata con le parole dell'inganno al popolo bambino,utilizzata dai sadici per applicarsi nell'arte della sopraffazione.
Ed è anche il limpido atto di resistenza degli oppressi contro gli oppressori,l'alzare la testa e stringere un fucile contro l'avanzata degli imperialisti.
E poi..e poi è il gioco innocente e crudele dei bimbi,che si rincorrono e fanno esplodere i loro bang bang in qualche vecchio cortile di provincia.
Non la puoi debellare e cancellare,non puoi nemmeno farne a meno.Per quanto sia terrificante e orribile.

InfanziaIvan-1962-Tarkovskij.PNG

Ivan è un ragazzino,orfano di madre e di padre. Ha vissuto con i partigiani,poi viene adottato dalla gloriosa Armata Rossa.Il film di Tarchovskji,girato nel 1962 e vincitore al Festival di Venezia, ci narra la guerra dal suo punto di vista.
Io amo il cinema sovietico,così come amo la letteratura russa e così come amo profondamente la gente sovietica e russa.Ho visto tantissimi film davvero bellissimi basati sui fatti della grande e meravigliosa Guerra Patriottica,ma questa pellicola devo ammettere è unica,tanto che secondo me è una specie di sguardo altro rispetto a quanto già detto e fatto da altri notevolissimi maestri del cinema dell'Unione Sovietica, certo alcune difficoltà economiche in fase di produzione e altri inconvenienti tipici del fare cinema hanno spinto Tarchovskji a certe scelte più intimiste,ma si nota benissimo la sua poetica ,il suo modo tra realismo e simbolismo di far grande cinema. Inizialmente non avrebbe dovuto girare il film,ma la produzione e la commissione artistica non erano contente del lavoro precedente,così è subentrato lui. La sceneggiatura è stata scritta e riscritta,esiste anche una versione con un finale positivo che però non piacque all'autore del racconto da cui è tratto il film Vladimir Bogomolov,tanto che dovette intervenire di persona per riportare l'opera verso una conclusione decisamente amara.
La storia dell'orfano di guerra,coraggioso,che vuole essere in prima linea nella guerra contro gli odiati tedeschi e la sua amicizia con i soldati sovietici,la storia d'amore tra Masha e due soldati dell'armata rossa,c'è spazio a una forte vena introspettiva,a un intimismo e un modo di affrontare i sentimenti sospesi tra un certo realismo rielaborato e plasmato dal mezzo cinematografico, (inquadrature sghembe,echi di espressionismo tedesco e nouvelle vogue francese),la guerra è presente ,ma mai mostrata del tutto. Questo certamente è dovuto alla mancanza di fondi,ma è anche un modo altissimo per non scivolare nella retorica,nei proclami e mostrare la quotidianità straniante che subiscono i combattenti e combattivi soldati sovietici,ed è anche un modo per renderla diffusa,soffusa,come l'aria e l'acqua elemento naturale dell'esistenza che travolge con ferocia migliaia di vite.



Gli occhi di Ivan hanno visto troppo, cose che a quella età è giusto non vedere nè conoscere. Eppure egli si trova al centro di un durissimo scontro. Venti milioni di morti solo tra i soldati,pensa alla popolazione ,ai dispersi,pensa quanti sono. Però sono comunisti e per loro, voi liberali vigliacchi non chiedete nessun giorno della memoria,come se non fossero stati loro a liberarvi dal nazi -fascismo.Preferite usare vergognosamente la memoria di qualche disgraziato morto nei campi di concentramento,come scusa per dar campo libero a uno staterello artificiale di distruggere la terra palestinese.
Eppure dovremmo ringraziare tutti i valorosi uomini,donne,bambini,il Popolo,dell'Unione Sovietica.
Esempio fulgido di popolo che combatte per la loro e nostra libertà e salvezza.E quanti erano gli Ivan,quanti!
Volevano solo vivere,giocare,stare con le loro madri e crescere,innamorarsi,trovare quella sana e robusta felicità popolare  fatta di piccole cose preziose.
Invece hanno dovuto lottare,soffocare pianto e disperazione,camuffare la loro paura,non esiste crimine peggiore che strappare via la gaia gioventù a un bambino,a un ragazzino.A Ivan succede questo e allora lui cerca di vivere attraverso il sogno,la fuga illusoria in un altro mondo. Dove la mamma è ancora viva,dove si può volare liberi come una farfalla, (il bellissimo inizio del film),dove puoi correre veloce sulla sabbia,come nel finale struggente e straziante,ed è proprio negli incubi e nei sogni di questo testardo ragazzino che vuole combattere,che il regista dona il meglio di sè.
Immagini potenti,evocative,raggelate nel formalismo,eppure calde e commoventi per le anime che sanno capire e i cuori che sanno battere in modo anche più pudico.



E poi c'è l'amore,sussurrato,rubato con innocenza,donato per caso e per tenerezza,dei giovani soldati e soldatesse.Lontani gli echi spaventosi della guerra,i terrificanti rumori dei botti e degli spari,ma in mezzo a quella miseria  e violenza pure l'amore.Che nessun Mussolini,Hitler e loro alleati potranno mai soffocare.

E' un film importante perchè dice e mostra cose bellissime con una cura,un formalismo spesso virtuosistico di grande impatto,perchè commuove facendoci conoscere grandi personaggi umanissimi e toccanti,perchè è tra i migliori ritratti di ragazzini mai fatti al cinema,senza sbavature,scene madri ingombranti,retorica,il film è una bestemmia dei giusti contro la guerra,chi la causa e ne fa pagare le conseguenze peggiori ai bambini,ai vecchi,(stupendo l'incontro con il vecchio vedovo),ai giovani e ai popoli.

Indimenticabile

domenica 6 novembre 2011

IL GRANDE ADDIO di VERTOV,CIAURELI,GERASSIMOV

Sono le 21,50 del giorno 3 marzo 1953.Si spegne una delle figure storiche e politiche più attaccate dagli alfieri del moralismo pubblico,del democretinismo interventista,del colonialismo euroatlantista,dell'ipocrisia istituzionalizzata: Josip Vissarionovic Dzugasvili,detto:Stalin. Figlio di un modesto ciabattino,passa la sua gioventù affidato ai religiosi con i quali spesso litiga,ma impara anche una certa predisposizione all'organizzazione e alla disciplina.Poi l'incontro con il marxismo,le rapine ai treni per finanziare il partito,la rivoluzione,l'interessamento alle problematiche delle varie nazioni e lingue che formano la SSSR.L'idea possente che non si debba aspettare una improbabile rivoluzione mondiale per edificare il socialismo,ma ch si possa cominciare a costruirlo in un paese solo,con le proprie forze.Per poi collaborare a espanderlo nelle altre nazioni.Dal 1917 fino al 45 L'Unione Sovietica è stata sotto la mira delle nazioni liberali,fasciste,capitaliste.Dopo il trattato di Brest del 1919 si è aperta una ferocissima guerra civile e di occupazione estera.I bolscevichi hanno vinto pagando un salatissimo prezzo in fatto di morti e attacco alla giovane repubblica socialista.
Quindi Stalin ha dovuto affrontare quinte colonne interne,attacchi dei nazionalisti ,(ucraini,lettoni,estoni,questi ultimi durante il nazismo filo tedeschi e collaborazionisti),la classe ricca dei contadini che assassinava i comunisti e rubava il grano per tenerselo e non donarlo a una patria in difficoltà.Credo sia facilissimo criticare Stalin,definendolo un despota sanguinario.Tanto noi bravi democratici dei regimi classisti liberali dobbiamo forse difendere la nazione da attacchi e sabotaggi?No.
Con Stalin e con altri,si deve usare la morale politica-che è quella che uso sempre e solo io-altrimenti si rimane su un terreno di opinionismo poco utile.Inoltre si deve avere una grande passione per la politica e studiare,studiare,documentarsi.Io sono partito da posizioni moderatamente trockjiste per poi riscoprire la storia sovietica nel suo insieme.Non posso che sostenere Stalin e la costruzione di una Nazione capace di fermare il nazismo.Rammentiamo che nel 41 il comunista Napolitano sosteneva a spada tratta l'operazione Barbarossa, e vedi un po' te!
Il Grande Addio è la ripresa del funerale di Stalin,il dolore profondissimo che ha lasciato ai milioni e milioni di sovietici,le delegazioni delle classi operaie,contadine,intellettuali,della sicurezza.
Le delegazioni dei partiti comunisti di tutto il mondo,commoventi quelli dei paesi come la Corea e la Cina al tempo in costruzione e dei paesi del socialismo reale.
Interventi di Malankov,il vero sostituto poi eliminato non fisicamente dico politicamente dalla fazione krusceviana,Kruscev-quello del rapporto fuffa del 56 tanto caro,come il testamento di Lenin,ai liberali e comunisti occidental-anarchici- Berjia e così via.
Un capolavoro del cinema e della storia