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lunedì 2 agosto 2021

Possession l'appartamento del diavolo di Alberto Pintò

 Una famiglia lascia il paese d'origine, nelle poverissime campagne spagnole del dopo Franco, per giungere nella capitale. Madrid è un luogo di possibilità, sogni che si realizzano, una vita dignitosa.  Il padre trova lavoro come operaio in una fabbrica che costruisce i bus cittadini, la madre lavora come commessa in un grande magazzino.  La figlia ha dovuto lasciare il fidanzato e spera di girare il mondo facendo la hostess, il figlio più grande è un ragazzo timido, balbuziente, intimorito dalla nuova vita e infine il piccolo è un bambino. Occhialuto. Come si fa a non volergli bene? Chiude l'allegra famiglia il personaggio misterioso, tanto che a volte se lo scordano anche il regista e gli sceneggiatori: il nonno con demenza senile.


Fossimo in un film di Spielberg o Virzì, giusto per citare due registi che adoro, seguiremmo le avventure di codesta famiglia tra grandissime gioie e qualche dolore, fino al finale in gloria. Invece è un horror, per cui state certi che di felicità per costoro ce ne sarà pochissima.

L'appartamento infatti è infestata da uno spirito rancoroso, frustrato nel suo sogno di aver una famiglia. Per questo tenterà di prendere il bambino piccolo, poi -come tutti gli spiriti rancorosi- par quasi cambiare idea, oppure , semplicemente, siamo passati a ispirarci a un altro horror.

Questo film mi è garbato. Un horror che si rifà alle pellicole americane di questi ultimi tempi,  un film che non si vergogna di essere un prodotto di genere e di omaggiare/copiare un maestro assoluto come James Wan. Tuttavia saremmo eccessivamente ingiusti con questa pellicola, qualora non le riconoscessimo di inserire quelle due o tre varianti che rendono il film più interessante rispetto alla media di film horror quasi tutti identici, che si limitano a sfruttare le regole di un sotto genere (in questo caso le presenze ostili in case maledette e le possessioni in un senso molto più largo) senza aggiungere nulla.


La natura profondamente proletaria, il tema sulle illusioni e speranze infrante perché rese impossibili dalla società reazionaria, capitalista,  che alla famiglia nega la ricchezza tanto agognata e allo spirito la possibilità di aver una famiglia tutta sua, dei bambini da crescere e amare, spostano questo film, che un tempo avremmo definito di cassetta, verso una riflessione più amara sulla disillusione, la solitudine, l'impossibilità di realizzarsi, di vivere la vita che vogliamo.

Tutto questo rimane sullo sfondo, non è un film di Astor o di altri che usano il cinema horror per veicolare messaggi, tematiche e tecniche da film d'autore europeo. Questo è un puro ed onesto film di genere, che sa come spaventare lo spettatore ( e renderlo sordo visto l'audio altissimo  spaccatimpani) ha un buon cast, un mostro spaventoso e una buona ambientazione. 



mercoledì 11 dicembre 2013

THE SENTINEL di MICHEAL WINNER

Visto che domenica "io muoro", peraltro amorevolmente assistito dalla mia amica Valentina, causa visione del film MARTYRS, mi sto preparando al lieto evento guardando un po' di horror, giusto per tenermi in allenamento e non svenire alla prima persona squartata eh! Quindi mi son ricordato che da un po' avevo da vedere codesta pellicola diretta da un buon artigiano come Micheal Winner.  Uno di quelli che girava film sulla scia magari delle mode o umori degli spettatori,ma che in alcuni casi anche li ha imposti vedi il suo film più noto: Death Wish- il giustiziere  della notte. Film epocale,leggendario, che ha dato la grande popolarità a uno dei miei attori preferiti: Charles Bronson

Come molti artigiani il nostro Micheal aveva una grande professionalità . Mirava al sodo, non si disperdeva in pleonastici intellettualismi perchè magari rispettava quei colleghi in grado di farlo. Non è Cronenberg, nè Kubrick, così si limitava a fare bene il suo mestiere e a rispettare il pubblico. Donandoti comunque una storia, dei personaggi che suscitino un minimo di empatia e interesse, film che non ti vergogni di aver visto, anche se sai che non sono opere memorabili.
 Si,a me Micheal Winner come regista e uomo di cinema- scrive e produce anche- non è mai dispiaciuto.




The Sentinel è senza ombra di dubbio da annoverare tra le sue pellicole migliori e più riuscite. Tratto da un romanzo di Jeffrey Konvitz- chi è ? Ma se non lo sa nemmeno lui, dovrei saperlo io?- sceneggiato,prodotto, diretto da Winner , la pellicola si riallaccia al filone del sottogenere demoniaco. Prendendo le suggestioni de L'esorcista , Rosemary's baby, e le storie sulle magioni maledette. E fatemelo dire: senza questa pellicola mi sa che pure L'aldilà di Fulci non avrebbe sfruttato certe idee suggestive e a suo modo perturbanti.

Di cosa parla questo film? La storia è quella di Alison, una modella che dopo un brutto periodo di stress nervoso torna al lavoro ed ha una relazione sentimentale con un giovane avvocato :Micheal Lermann. La coppia sembra felice, stanno cercando una casa in cui convivere insieme,ma lei è dubbiosa. Cerca i suoi spazi, è tormentata dal rimorso per il suicidio della moglie del suo amato, e insomma preferisce vivere da sola.
Così si reca in un vecchio palazzo. L'affare è ottimo e lei si sistema lì.



La ragazza è però ancora traumatizzata dalla morte del padre. Un uomo laido,viscido,repellente, e causa del tentato suicidio da ragazzina da parte di Alison. Poichè sorprende l'uomo a letto con due sgradevolissimi mignottoni!
Oltretutto sul lavoro è vittima di dolori e svenimenti, e come se non bastasse tutto questo , anche i vicini di casa sono quantomeno particolari e strani. Anziani ambigui, un coppia di lesbiche descritte con un bigottismo che però era la maniera naturale del periodo,vecchie rintronate, gatte sataniche. Tanto materiale buono per qualcosa di dozzinale e ridicolo,invece la mano del regista e la bontà di una sceneggiatura quanto meno robusta riescono a portare a casa un prodotto decente



Il disagio di Alison ,diventa il nostro. Lei si perde in una solitaria follia, che in mano a grandi autori come Polanski ci avrebbe dato un altro Repulsion, e questo forse è l'unico dispiacere, ma Winner senza strafare , senza improvvisarsi Visionario che mo ti cito Ken Russel e Jodorowsky, si affida ai trucchi del mestiere e sfoggia anche alcuni tocchi di un certo pregio registico. La donna è convinta che vi siano degli inquilini con lei, ma la sua padrona di casa la informa che la casa è abbandonata e ad abitarci ci sono solo la povera Alison e un vecchio prete che passa tutta la sua vita a fissar il nulla dalla finestra.

Chiaro che questa notizia non farà piacere alla ragazza, sopratutto dopo aver pugnalato il cadavere ambulante del padre tornato dall'aldilà per prenderla e portarla via con sè. Ovviamente con il cazzo che ha accoltellato lo spirito di un vecchio porco,ma daje ' nartra mazzata alla sua psiche.





Gli ultimi dieci minuti sono un delirio di corpi deformati, carne marcia, cannibalismo, vecchi dall'inferno, veramente notevole e ben girata. Sicuramente all'epoca erano immagini forti, per un prodotto comunque medio e di massa, mainstream. Ma in quella bella epoca si poteva fare. Si scrivevano film con storie e non citazioni buttate li alla cazzo di cane che fa tanto figo, personaggi non strampalati con dialoghi forzatamente fighi

Questa è una pellicola horror senza grilli per la testa, vuole solo spaventare e intrattenere bene, in modo adulto, il suo pubblico. Non lesina in sangue e violenza, ha dei buon momenti di suspense e sopratutto un validissimo cast pieno di stelle vecchie e in disarmo,ma anche nuovi volti che avrebbero fatto molte cose nel decennio successivo. Da Chris Sarandon, nel ruolo del compagno ambiguo di Alison, a Burgess  Meridith il vicino di casa che nasconde una identità malvagia,ad  Ava Gardner, Eli Wallach, John Carradine, Martin Balsam e gli allora giovani: Cristopher Walken, Jeff Goldblum, Tom Berenger.





Davvero un notevole cast, per una buona pellicola dell'orrore. Da riscoprire



lunedì 25 febbraio 2013

THE HOUSE OF THE DEVIL di TY WEST

Lo so, lo so: è leeeentoooo!Ecco, ora ditemi per quale ragione io non dovrei inseguire con una motosega uno o una che mi risponde così. Che critica sarebbe?Cosa vuol dire?Vuol dire che sei una o uno della banda cinefili eiaculatori precoci,di quelli che hanno ammazzato il cinema a furia di dar spazio agli shooters. Che avete reso il montaggio una roba da videoclip,e insomma..ragionateci sopra e fermatevi a gustare fino in fondo questa pellicola, davvero splendida e sublime.
La lentezza a me non spaventa e non irrita, serve per costruire la mazzata finale , che arriva ..ohhhh...se arriva,per farti assistere alla tragica fine di una persona,una che potrebbe essere te. Creare empatia, ecco questo film riesce dove ieri The Divide per me arrancava,cioè nella sospensione totale delle categorie attori-personaggi-pubblico che assiste,per questo motivo l'opera di West mi ha spaventato e inquietato e fatto temere il peggio per la povera Samantha,nonostante sia la solita madre del solito diavolo che deve nascere e poi fare il demone precario in qualche casa infestata,magari pagato male e con anime di scarto,mentre l'altra mi ha fatto godere tantissimo attraverso la rappresentazione dell'immagine,a parte il coinvolgente finale, (e ve lo ripeto Eve perde i capelli,si è salvata un cazzo,morirà anche lei.Fatevene una ragione),invece tu osservi Joaclin Donhaeu e ti rendi conto che sei lì con lei. Ti affezioni perchè è una ragazza normalissima, ne hai incontrate tante. Se non fosse che il capitalismo preme affinchè la guerra tra sessi continui per dividere le persone,tu noteresti che le donne non sono quelle scassa marroni, quelle ridicole Femen e roba simile,ma sono come Samantha e a lei vuoi bene , vero?Io credo che ci voglia tantissima bravura per scrivere un film con dei dialoghi realistici e un personaggio complesso nella sua apparente semplicità come quello di Samantha
In lei ci si può rispecchiare la ragazza che studia e intanto cerca un lavoro,una sistemazione. Una zoccola , tempo fa ci disse che siamo choosy e una testa di cazzo rinomata in tv ci ha fatto pure una insulsa e falsa puntata.
Bè,io ho sempre visto intorno a me ragazze e ragazzi come Sam, che tirano avanti nonostante la precarietà e tutti i casini. Divorare la zoccola ed evirare la testa di cazzo,dovrebbero essere i punti principali della nostra vita ,ma passiamo al cinema,eh?
Lei cerca lavoro e lo trova come baby sitter. Però il signor Ulman è un po' strano,prima di tutto non si presenta all'appuntamento e poi una volta che lei si presenta a casa sua, scopre che non c'è nessuna bimba da accudire,ma una vecchia signora e che molto probabilmente non vedrà mai.Per 400 dollari lei accetta anche se all'inizio è titubante.
La sua amica Megan l'avvisa che sta facendo una cazzata,ma ormai...
E quando capirà che è in trappola sarà troppo tardi,certo riuscirà ad eliminare i cattivi,ma...

Prima parlavo di lentezza,ok?Perchè vi voglio avvisare. West è sceneggiatore,regista,montatore di questa pellicola e lui ha una sua idea precisissima di cosa sia l'orrore.Mischiare massimo Realismo, e ripeto avete voglia di dire abbasso il realismo cari miei, che vuol dire anche farci vivere la pellicola non con i tempi cinematografici,ma con quelli della vita,sicuramente una sua rappresentazione,ma credibile.
Ecco, è un film credibilissimo. Proprio perchè con il suo ritmo dilatato,i suoi tempi ampi,ti permette di immedesimarti al massimo con Samantha. Vedi cose che faresti anche tu in casa,quando sei sola no?
Poi arriva la parte finale ed è paura assoluta,implacabile.Sicuramente la figata per gonzi con mdp in continuo movimento,montaggio frenetico e colonna sonora finto metal,te la saprebbe girare,invece opta per uno stile classico,tradizionale,con movimenti minimali della mdp,liquidi,quasi impercettibili.Lascia spazio agli attori di muoversi e creare massima aderenza con i loro personaggi.
Un film bellissimo per me,una notevolissima opera prima,anche questo l'ho scoperto grazie alla mia professoressa di cinema horror,cioè Lucia (http://ilgiornodeglizombi.wordpress.com), e al mio amico Frank, (http://combinazionecasuale.blogspot.it),che hanno parlato anche della seconda opera di West :The Inkeepers.
Io ve lo suggerisco,ne vale davvero la pena e se poi pensate che nel cast vi sono anche Tom Noonan, cioè il grandissimo Dente di Fata di Manhunter e Dee Wallace,nella parte della strega,capirete che c'è anche quel sano gusto cinefilo che non fa mai male