Un ottimo esempio di quello che io chiamo cinema dal volto umano,lontano dal borghesismo reazionario caotico travestito da cinema trasgressivo e cattivo-rimanendo pur sempre cattivismo da happy hour- o dal romanticume borghese reazionario-si l'è semper lù- delle commeidiole sentimentali .
Hallstrom perlomeno una pellicola l'ha indovinata totalmente ed è questo bellissimo film di ambientazione svedese. Ingamar è un bambino molto attaccato sia alla madre che alla sua cagnetta siska-che peraltro assomiglia moltissimo al mio achille-purtroppo dovrà abbandonare entrambe per andare a casa degli zii.Qui incontrerà diverse persone qualcuna stramba,altre semplici.Un percorso formativo che dall'infanzia porta alla adolescenza.Il film ha senso della misura e del pudore-cose che mancheranno nelle pellicola americane del regista,del quale comunque ho amato hachiko seppure opera del tutto sbagliata,ma che va oltre al mero giudizio,chi ha un cane sa perchè- i personaggi son ben scritti e interpretati .La vita rappresentata senza cercare la scena madre,ma con empatia per gli esseri umani
Grandissimo film
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giovedì 9 dicembre 2010
domenica 21 novembre 2010
HACHIKO di Lasse Hallstrom
Mi pare semplice e facile elencarne i probabili difetti,che però in un'ottica decisamente industriale e di incassi sono gran pregi:un film gracile che si basa molto sul cane.Eppure me lo aspettavo ben peggiore. C'è una delicatezza reale nel rapporto tra padrone e cane,che poi è quella che tutti noi padroni di quattrozampe abbiamo con il nostro fedele amico,fratello,compagno.Si i soliti-perchè ci son sempre,che ci vuoi fare-diranno:è solo un cane e bla bla bla.Però per noi che ogni giorno li abbiamo di fianco cambia radicalmente la prospettiva.Pensate che il sottoscritto fino alla veneranda età di 29 anni aveva una paura folle e un disprezzo totale per questi animali,poi l'arrivo di Achille il mio cagnolino mi ha totalmente e profondamente cambiato.Sarà che in questi tempi non riesci a fidarti di nessuno,devastati dal cinismo spicciolo dei mediocri,sappiate che la nobilissima arte del cinismo richiede giganti,dalla trasgressione facilona,dal disimpegno nei rapporti,ecco che invece il cane è pressochè presente nella nostra vita con fedeltà e amicizia,di quelle che solo la morte può frenare.E allora come si può essere rigidamente fermi su punti di vista cinematografici,come si può giudicare un'opera sicuramente modesta ,ma anche così sinceramente coinvolgente?Ebbene sì,il sottoscritto stalinista di ferro e comunistaccio-accio-accio ,ha pianto per il finale intenso e perchè chiaramente il pensiero è corso al mio di cane.Che pirla!Si.si , assolutamente anche perchè raramente mi commuovo profondamente o forse le altre volte riesco a trattenere l'emozione forte e profonda attraverso mille barbatrucchi .Non me la sento quindi di far una critica al film,non mi interessa proprio.Lascio a chi non ha cani il lavoro di elencare i difetti,gli errori e tanto altro,lascio ai cattivisti da macdonald la lista delle ruffianerie e sdolcinatezze,per quanto mi riguarda ho solo visto un uomo,il suo cane e una grande storia di amore con la A maiuscola.
Il vostro "critico" se la cava cambiando una vocale,da cinefilo a cinofilo e come direbbero gli Skiantos:Bau bau bebi!
Il vostro "critico" se la cava cambiando una vocale,da cinefilo a cinofilo e come direbbero gli Skiantos:Bau bau bebi!
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