Quando capisci che hai incontrato il regista della tua vita?Si,dico, ci sono dei segnali?Non lo so,a me sta storia "della mia vita",mi pare una grande e spettacolare cazzata.Vuoi perchè cambiamo,vuoi per altri motivi.Se fosse vera ,però, Clint Eastwood sarebbe candidato e vincitore del titolo.
Credo che un Grande Regista,sia quello che abbia uno stile suo.Dici:si ripete!E chi se ne frega!Significa che hai-scusate la brutta parola borghesissima-una tua poetica.Una visione della vita,e che non sei un galoppino degli studio.Mi piace.
Eastwood è senza ombra di dubbio uno di questi:uno sguardo duro e malinconico,commosso e commovente,ma con dignità.Amarissimo.
Ora molti hanno criticato questa pellicola,reputandola un mezzo passo falso del nostro Callaghan.Io non concordo.Proprio per nulla.Si, è un film assolutamente poco eastwoodiano,sarebbe stato perfetto nelle mani dell'impiegato Spielberg.Che ne avrebbe tratto una fiera dello stuporismo ad oltranza.Con colonna sonora ridondante di Williams.Per cui il nostro-plurale maiestatis,o come cazzo si scrive-Eastwood si ritrova tra le mani un soggetto scivoloso.Qui vedi la bravura del regista,perchè si sente e si avverte la sua mano.La pellicola è la storia di tre persone:una giornalista di fama e successo francese,un ragazzino problematico inglese,e un operaio americano ex prodigio poichè vede i morti-come il bimbominkia de il sesto senso-c'è materiale per fare una spielbergata da antologia-cosa probabile visto che sto sionista ammmmmeregggggano è tra i produttori esecutivi-ma il vecchio Clint prosciuga e contiene -fin dove gli è possibile-la retorica sentimentalista.I tre personaggi vengono seguiti con profonda pietà umana e partecipazione,seppure con due passi a tenere la distanza.Per rispetto loro e nostro.Tu sullo schermo vedi della gente,e ti affezioni.La giornalista che si sente sempre più estranea e distaccata dal mondo,incompresa, potrebbe avere ragione o torto,ma comunque ne avverti la sofferenza e la testardaggine.Senza che diventino stucchevoli.Il ragazzino inglese è straordinario:un bambino a cui viene a mancare il punto di riferimento che è il gemello di poco maggiore.Questa è la storia più commovente,almeno per me.Non per la madre,(credo sia dovere dello stato togliere i figli a chi non sia in grado di allevarli),ma per lui:smarrito,solo.ll particolare del cappellino,è una nota straziante e alla fine il suo pianto perchè non vuole che il fratello lo abbandoni definitivamente ,è VERO.Non mi è parso un passaggio filmico.Lo stesso dicasi per la storia di Matt Damon-eccezionale-il rapporto interrotto con la ragazza del corso di cucina,è così poco "roba da film"contiene una sua verità che davvero mi ha molto colpito.Certo nel finale si spielbergheggia un po',ma non è così devastante da rovinarmi il film e poi un buon happy end non si rifiuta mai.Anche io come Eastwood ho prosciugato la recensione,che nella prima stesura era decisamente più ricca di note personali-ero ancora travolto dalla visione-non penso che interessino più di tanto.Insomma:è un gran bel film,non mi ha deluso
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giovedì 3 maggio 2012
lunedì 6 aprile 2009
GERONIMO di WALTER HILL
Pellicola scritta da John Millius e diretta da Walter Hill,Geronimo è la biografia dell'ultimo grande guerriero indiano.
Ormai ridotti male e sconfitti gli apache decidono la resa, tra questi vi è anche Geronimo , un imbattibile e imprendibile guerriero.
La pace , però, dura poco . Infatti alcuni soldati americani uccidono uno stregone perchè convinti che spinga gli apache a riprendere le armi- i democratici yankee vorrebbero che diventassero contadini e per questo hanno dato a loro una terra arida. Un affarone.
Per questo Geronimo torna a fare le guerra e sulle sue tracce si muovono :un giovane ufficiale appena arrivato nel west, un generale disposto al dialogo, un altro giovane ufficiale che ha simpatia per gli indiani e una guida rude e a suo modo saggia.
L'indiano si arrenderà,ma l'esercito statunitense subirà lo stesso un grande colpo,visto che 35 uomini mal armati hanno fatto trabolare un potente esercito.
Visto che il nuovo capo fa imprigionare e spedire in florida , oltre Geronimo anche le guide alleate dell'esercito, il giovane ufficiale decide di lasciare l'esercito per la vergogna profonda della mancata parola dei suoi superiori.
Il film racconta come è nata la grande democrazia americana, cioè sulle vite degli indiani. Un genocidio nazista di grande e grave peso politico e sociale. Una vergogna e un'infamia che spesso viene dimenticata perchè fa comodo la storiella della grande democrazia americana.
Paese che ha rubato vite e terra agli indiani,come ha fatto in modo diverso anche con i successivi piani condor e le sue guerre per la democrazia. Un esercito peraltro nemmeno così vincitore come ci piace credere,anzi.
Ultimamente le menti migliori del paese hanno ripreso il discorso di rivedere la storia in favore degli indiani- pratica già in voga,per la verità, già negli anni 50 guardate Tomahawk e L'ultimo Apache, ad esempio.
Una storia da non dimenticare
Ormai ridotti male e sconfitti gli apache decidono la resa, tra questi vi è anche Geronimo , un imbattibile e imprendibile guerriero.
La pace , però, dura poco . Infatti alcuni soldati americani uccidono uno stregone perchè convinti che spinga gli apache a riprendere le armi- i democratici yankee vorrebbero che diventassero contadini e per questo hanno dato a loro una terra arida. Un affarone.
Per questo Geronimo torna a fare le guerra e sulle sue tracce si muovono :un giovane ufficiale appena arrivato nel west, un generale disposto al dialogo, un altro giovane ufficiale che ha simpatia per gli indiani e una guida rude e a suo modo saggia.
L'indiano si arrenderà,ma l'esercito statunitense subirà lo stesso un grande colpo,visto che 35 uomini mal armati hanno fatto trabolare un potente esercito.
Visto che il nuovo capo fa imprigionare e spedire in florida , oltre Geronimo anche le guide alleate dell'esercito, il giovane ufficiale decide di lasciare l'esercito per la vergogna profonda della mancata parola dei suoi superiori.
Il film racconta come è nata la grande democrazia americana, cioè sulle vite degli indiani. Un genocidio nazista di grande e grave peso politico e sociale. Una vergogna e un'infamia che spesso viene dimenticata perchè fa comodo la storiella della grande democrazia americana.
Paese che ha rubato vite e terra agli indiani,come ha fatto in modo diverso anche con i successivi piani condor e le sue guerre per la democrazia. Un esercito peraltro nemmeno così vincitore come ci piace credere,anzi.
Ultimamente le menti migliori del paese hanno ripreso il discorso di rivedere la storia in favore degli indiani- pratica già in voga,per la verità, già negli anni 50 guardate Tomahawk e L'ultimo Apache, ad esempio.
Una storia da non dimenticare
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