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domenica 6 aprile 2014

NYMPHOMANIAC DI LARS VON TRIER


Ospito più che volentieri la recensione di Valentina Nencini, conosciuta anche come Gioia Della Mia Vita, che è andata a vedere l'ultimo imperdibile capolavoro del mio Maestro e Dio in terra:Lars Von Trier
Dovrei andarci anche io,ma per impegni vari non riesco mai a trovare il tempo
La sua penso sia una bella analisi, certamente migliore rispetto a quella del giornalista del Fatto Quotidiano e di altri imbecilli che dovrebbero solo ringraziare Lars. Egli permette a loro di scaricare la loro mediocrità umana facendo scrivere a costoro una lunga sequela di stronzate ed insulti. Va di moda così,ormai. Basti vedere anche quello che è successo con La Grande Bellezza. Non solo la fragilità dell'opinione estemporanea e buttata lì a caso,ma anche l'insulto sciatto,la pigrizia intellettuale,l'ostentazione di un gusto Popolare e Gentista davvero ridicolo
Bè,chiudo la polemica- maddo se son polemico a getto continuo ,dovrei regolarmi-e vi lascio con la bella recensione di Valentina

ps: si ,il mio blog volendo potete anche commentarlo eh!








Un cinema come quello di Von Trier non si affronta mai a cuor leggero. Vedere un film del regista danese significa, prima di ogni altra cosa, confrontarsi con se stessi, con la propria morale, con le proprie paure e con i propri limiti. Perché Lars Von Trier non risparmia nulla allo spettatore e pretende da lui una partecipazione emotiva che da molti può essere considerata ricattatoria ma che è, invece, la condivisione profonda di un dolore. Perché i suoi film sono sempre carichi di un dolore che difficilmente si riesce a sopportare, a patto che si accetti di farsi coinvolgere. Poi c’è chi lo considera un algido calcolatore ed un vuoto provocatore ma questo è un tipo di reazione comune quando ci si trova di fronte ad un artista e non ad un semplice artigiano del cinema. “Molti nemici molto onore”, diceva Cesare. E, anche se l’affermazione non è proprio nelle mie corde, mette bene in evidenza come un utilizzo forte ed estremamente personale del mezzo cinematografico crei necessariamente un preciso spartiacque tra estimatori e detrattori. Credo che solo i cinefili più esperti siano in grado di riconoscere un film di Ron Howard, se non sanno che c’è lui alla regia, mentre quasi chiunque è in grado di riconoscere un film di Von Trier. E anche se questo non è necessariamente un merito è, sicuramente, indicativo di un certo modo di fare e concepire il cinema che diventa visione personalissima ed assolutamente esibita.
La doverosa premessa riguardo a qualsiasi opinione su questo film è che rimane molto difficile darne un giudizio complessivo guardando la versione tagliata che è nelle sale in questi giorni e della quale lo stesso regista, in un messaggio che compare prima dell’inizio della proiezione, si dichiara non responsabile nonostante, alla fine, l’abbia approvata. Così come è, Nymphomaniac è un’opera evidentemente incompleta con dei passaggi di sceneggiatura bruschi e scorretti nella loro scarsa logica ed è un peccato vederla così perché è una pellicola densa di rimandi, riferimenti e citazioni dalle discipline più disparate: dalla matematica alla musica passando per la pesca. Nulla è lasciato al caso nel film di Von Trier e tutto ha un senso voluto e significativo che arricchisce la visione della vicenda narrata rendendola universale e cosmica, come già accadeva in Antichrist e Melancholia, le precedenti opere del regista danese che vanno a comporre la cosiddetta Trilogia della depressione.
Attraverso il racconto della sua vita che Joe (Charlotte Gainsbourg) fa a Seligman (Stellan Skarsgård) siamo accompagnati nella visione di una serie ininterrotta di rapporti sessuali dei quali appare evidente la natura malata, non per le perversioni esibite (le pratiche sessuali rappresentate sono le più comuni e, almeno nella versione tagliata, niente affatto scandalose per ciò che viene mostrato e per come viene mostrato) ma per la mancanza totale di coinvolgimento emotivo ed affettivo della protagonista. Dopo un po’ appare fin troppo evidente che a Lars non interessa minimamente parlare di sesso ma solamente di deviazione degli affetti laddove Joe si dimostra del tutto incapace di manifestare sentimenti positivi di amore e tenerezza nei confronti delle persone con cui entra in contatto. E tutto si riconduce alla sua condizione familiare che, piano piano, emerge e ci pone di fronte ad una madre algida ed anaffettiva (Connie Nielsen) e ad un padre affettuoso (Christian Slater) ma che riversa sulla figlia tutta la mancanza d’amore coniugale. Ed è il confronto con la figura paterna che diventa il tema centrale del film o, almeno, di questa prima parte. Perché la protagonista, per quanto ami il padre, è incapace di dimostrargli il suo affetto in maniera completa e spontanea. E questa incapacità è resa evidente dalla scena più bella di tutto il film quando Joe si rende conto che il padre, rinchiuso in una struttura psichiatrica, è sporco di feci e chiama gli operatori della struttura per pulirlo essendo lei incapace di farlo in prima persona. Ed è bellissimo vedere come la cura con cui mani estranee si occupano del padre è contrapposta alla freddezza e alla totale passività della figlia, incapace di gestire la situazione.
Ma Nymphomaniac è un film fortemente morale e chi conosce bene Lars Von Trier non faticherà a crederlo. Il personaggio di Joe, fin dalla sua prima apparizione, autocondanna la propria immoralità e la propria lussuria e desidera essere giudicata e punita da Seligman che, invece, si approccia a lei ed alla sua storia senza pregiudizio alcuno. Ma quello che emerge dalla visione del film non è tanto l’immoralità della protagonista quanto quella degli uomini con cui lei fa sesso che non si tirano mai indietro ogni volta che Joe si offre. Ed è qui che Lars condanna e giudica. Perché, se Joe è evidentemente malata e bloccata nelle sue capacità affettive, non si può dire altrettanto degli uomini che copulano con lei, ben consapevoli di ciò che stanno facendo. E se ce ne fosse bisogno questa è un’ulteriore prova di come la presunta misoginia di Von Trier non sia altro che un’interpretazione tendenziosa e disattenta del suo cinema in quanto, alla fine, i personaggi femminili sono sempre gli unici che si salvano dalla condanna universale dell’umanità ad opera del regista.
Andando oltre la visione del film è quasi dovuto fare il paragone tra la figura di Joe e quella di Bess, la protagonista de Le onde del destino. Tanto Bess è capace di amare in maniera pura e piena di tenerezza tanto Joe dimostra la sua incapacità di farlo e ostenta la sua freddezza. Questi due personaggi rapprestano due opposti ideologici che sono, però, espressione identica di inadeguatezza ad un contesto sociale al quale non sembrano appartenere e dal quale, in un certo senso, si sentono respinti. Di qui a comprendere come essi siano identificativi del regista stesso il passo è breve.

giovedì 5 dicembre 2013

UN FILM DUE RECENSIONI: E.T. di STEVEN SPIELBERG

Una delle cose più belle che ti possa capitare è vedere i films con una persona che ami,che stimi tantissimo, perchè il cinema non è solo la professionalità della troupe è anche quella comunione tra due anime diverse,magari anche in luoghi distanti,ma le immagini e le emozioni fanno da collante. Esprimono il non detto, il taciuto, vedere un film insieme è un grande e profondo gesto di amicizia e di intimità.
Questo è quello che penso.Sopratutto è un modo per confrontarsi. Così ho accettato di rivedere un film che non mi piacque ai tempi, o meglio lo vidi ma non rimase traccia alcuna di esso in me: parlo del sopravvalutato E.T.





Certo è uno dei più grandi incassi nella storia del cinema, una favola, ha commosso milioni di pir...ehm ..bambini nel mondo. Ci sono scene entrate nel nostro immaginario ed " e.t telefono casa " è una frase che sappiamo quasi tutti noi disgraziati di questa fottuta non generazione.
Fragili,smarriti,incapaci di lottare e affermarci socialmente - non nel senso di far carriera,ma di saper contrastare il terremoto di sentimenti ,lavoro, coscienza di classe e altro- rimaniamo fermi all'interno di una infanzia infinita: consolatoria, prevedibile, fatta di rappresentanze e drammaturgia spicciola di amori e aspirazioni. Pessimi ed odiosi.
Per questo a molti piace codesta pellicola: ero piccolo, ero piccola...il 70 % dei bloggers si basa su questo per dire se un film è bello e valido, oppure è meglio il ricordo.
Nondimeno esistono pellicole come : La Storia Infinita, che rimane pur sempre una piacevolissima visione, altri film invece è giusto che vengano ridimensionati.
Per fare questo un cinefilo decente deve però assolutamente rivedere le pellicole,rimettere in gioco la sua visione del cinema. Per cui anche di fronte ai : " non mi piace",armarsi di pazienza e rivedere il film in questione. Il tempo a volte consolida i nostri amori per certe opere,altre volte ce li fa rivedere sotto altra luce.
Per me un buon film è uno che ha un messaggio o contenuto che mi piace.Non dovesse esserci ,tu mi puoi fare anche l'opera cinematografica più bella del mondo e io la rifiuto,oppure posso anche accettare la cosa,ma se fosse chiara l'intenzione di propaganda politica, perchè analizzerei il tutto come dato storico,reale,documento del periodo. Oltre la sua natura di cinema.
Perchè poi le regole si fanno e si disfano, poichè esse crescono e maturano con te. Un dato periodo sei particolarmente intransigente e in altri no. Però tutti abbiamo una cosa che non sopportiamo affatto e che diventa il limite assoluto: io ho lo stuporismo spielberghiano.
Blogspot mi ha cancellato metà post e quindi tutte le cose profonde scritte per spiegare son andate a puttane,quindi ora farò un riassuntino.  Spielberg è sicuramente un grande uomo d'affari che ha trovato nel cinema il suo terreno fertile. Sa come trattare il grosso e amorfo pubblico, ha sicuramente un buon bagaglio tecnico, e quando vuole sa fare cose davvero eccelse, ( mi riferisco alla sua pellicola migliore in fatto di emozioni e sentimenti,che è A.I. , ha diretto anche un capolavoro come Lo Squalo e pellicole buonissime come : il colore viola, l'impero del sole,duel),nondimeno rimaniamo spesso e volentieri sul terreno di un ottimo confezionatore.
Il problema forte del suo cinema,ed E. T. è  la sua massima rappresentazione è il suo uso dei sentimenti e delle emozioni.. Mi spiego meglio: una mia amica una volta per parlare del buon steven , scrisse il nomignolo: spilby.
Ecco in questo sta tutta la natura del modo di intendere il cinema da parte di spielberg.  Spilby sa tanto di catena di centri commerciali a prezzi di convenienza,dove le masse entrano,riempono il carrello,e vanno a casa convintissimi di mangiare bene, benissimo. La migliore e unica cosa in circolazione. Senza comprendere che è cibo scadente ,sopra cui spruzzano un po' di spezie ai vari gusti. Ecco,così che si perde l'idea del gusto vero e delle sue svariate possibilità e difficoltà- troppo speziato, poco,giusto- per uniformarsi a un'idea standard e falsata. Non solo , il prodotto lo venderemo e lo faremo mangiare alle nuove generazioni dicendo loro:cazzo,è buonissimo! Lo mangiavo sempre da piccolo.
Sostituisci il cibo con i sentimenti e le emozioni ed avrai un 'opera come ET.

Il cinema è ruffianeria e questo ce lo ricorda una pellicola bellissima come The Artist,il quale oltre alla ruffianeria ci mette vero amore  per questa macchina dei sogni. Il punto di Et non è tanto certe scene entrate nell'immaginario collettivo,in frasi  che tutti abbiamo citato almeno una volta nella nostra vita: " et telefono a casa", o nella corsa fra le stelle. No, è un altro.
E'è il ribasso e semplificazione estrema dei sentimenti e delle emozioni, precotte e facili da consumare, è il fatto che i bimbi siano leziosissimi e puri personaggi cinematografici , senza verità e senza quella meravigliosa ,incontrollabile , espressività dei bambini. Sono figurine cinguettanti , talmente stereotipate secondo il linguaggio pubblicitario della vendita di un prodotto,che risultano stucchevoli,irritanti,odiosi. Mi dici :è un film per bambini,ma in pellicole simili vi sono anche prodotti migliori, ti ripeto:la storia infinita.

Ecco l'infanzia diventa un prodotto da piazzare bene sul mercato,smussando ogni contraddizione,ogni elemento disturbante,che dobbiamo vendere a genitori e bimbi questa merce.

Et è il campionario di una rozza ruffianeria, del capitalismo che snatura l'infanzia e l'incontro con l'impossibile, il mistero, l'ignoto, ( cosa che riesce benissimo a dal toro nel labirinto del fauno, dove abbiamo una bambina che è personaggio e oltre,ma anche ne la spina del diavolo succede lo stesso),che viene normalizzato,americanizzato,svuotato e reso come carineria spiccia,immediata,banalizzata, semplificata.
Il danno è che poi mi ritrovo circondato da coetanee e coetanei che hanno un'idea dei sentimenti e delle emozioni davvero irrimediabilmente deboli e per nulla profonde. Cercano la faciloneria del momento,perchè il sentimento è immediato, si consuma.
In questo è disprezzabile lo spielberghismo. Assolutamente disprezzabile.

Mi si dirà: ma sei cinico. Nossignore e signori, il contrario: mi commuovo tanto. Avrò tantissimi difetti,ma non quello di essere un cinico e uno che disprezza ogni manifestazione d'affetto.
Mi fa schifo la catena montaggio delle emozioni,quello si. La svendita a uso e consumo della retorica di grana grossa, il sentimentalismo geneticamente modificato,l'abbassamento generale di saper emozionarsi realmente, il tutto piegato alle esigenze del capitalismo  e del mercato. Certe persone ti diranno: ma è industria,che vuoi? Che capiate una cosa semplice: si fanno soldi,vero,ma non solo. Il cinema è una grande industria di sogni,arte,cultura, emozioni, sentimenti, intrattenimento anche, ha luci ed ombre .  L'ombra per me è quando diventa una fabbrica di prodotti ben confezionati,ma che snaturano la forza dei personaggi,della storia,la credibilità del Sentimento,quando diventa un'industria come il mac donald.
Questo è ET.





Tutto risulta forzato,programmato in nome di una ruffianeria basica e semplicistica,mo verranno a parlarti della grande favola sulla diversità,e altre menate. Si,guarda si vede e capisce,appunto si vede e capisce, tutto pronto e da divorare al momento. Non c'è un attimo di sospensione dove tu possa entrare nel film e domandarti:sarà così? Non ci sono personaggi degni di nota. Ma solo imbarazzanti metafore elementari e rozze, ( la pianta che rivive e appassisce, è davvero imbarazzante

Veniamo trattati come bimbi piccoli e la cosa peggiore è l'idea dell'infanzia che ha spielberg: degli idioti che son retorici nella loro rappresentazione semplicistica dell'infanzia.Non ci sono bambini così nella realtà
La storia del cinema è piena di pellicole per l'infanzia donde  i piccoli hanno una loro dignità umana, certo con le ingenuità,i piangistei e altro,ma spessore da vendere.Non sono figurine  ridicole,come lo è lo stesso alieno. Puntare sugli occhioni per fare dire:che carino,è giocare facile e non voler che il pubblico cresca
Spielberg vi vuole così: bambocci senza identità,sul modello dei bambini che fanno "ooooooo" di poviana memoria.

Ripeto: non esiste Commozione, Sentimento, Mistero e Conoscenza. Sarebbe difficile per le masse americane e quelle americanizzate da noi,che poi i pop corn ti vanno di traverso
Per cui ecco tanti siparietti carucci -ridicoli- e metafore spicciole e imbarazzanti,come quella della pianta.
Perchè la gggente deve capire e noi gli facciamo lo spiegone. La gente deve vedere e comprendere quello che abbiamo voluto noi per loro. Perchè sono pecore,questo è il pensiero spielberghiano, sotto la melassa,lo zucchero,la retorica pesantissima e mortificante,troviamo questo pensiero cinico , tipico di un business man. Spilby è la sensazione confortevole,il conformismo estremizzato,nessun pericolo, nessuna emozione che non sia facilmente digeribile. Sempre.

Per questi motivi detesto Et e quello che rappresenta, per mia grossa fortuna non mi sento nemmeno parte di una generazione- non ce l'ho e non mi confondo con essa- per cui il nostalgismo de noantri che tanto piace in altri lidi ,qui non è mai di casa. Non pretendo nemmeno di aver ragione ed è per questo motivo che lascio lo spazio alla difesa della pellicola alla mia grandissima amica vale, lei vi spiegherà i motivi per cui invece questa pellicola e lo spielberghsimo vadano premiati




Non sono un critico. Né mai ho aspirato ad esserlo. Mi sono sempre accostata al cinema (così come ad ogni forma d’arte) con un approccio emozionale più che critico. Se fossi un critico avrei l’obbligo professionale dell’obiettività, cosa, peraltro, che molti critici non hanno. Ma sono, semplicemente, una spettatrice e, come tale, mi prendo il lusso di lasciarmi influenzare e guidare dalle mie emozioni. Ma aspiro alla comunicazione e alla condivisione. Cerco sempre di spiegare cosa un film mi suscita nella maniera più comunicativa possibile perché mi interessa condividere questo con gli altri, creare un legame, una discussione, suscitare un interesse e uno scambio.
ET è una pellicola, innegabilmente, legata alla mia infanzia, così come a quella di tutti noi nati tra gli anni 70 e gli 80. E’ evidente, quindi, che ogni nuova visione porti con sé le emozioni, positive o negative, che quella prima visione ci suscitò all’epoca. Riuscire a distinguere quelle che sono le emozioni di allora, risvegliate, e quelle nuove, suscitate da una visione adulta della pellicola, risulta, effettivamente, un’impresa ardua e, forse, non ha neppure molto senso farlo. Ma credo sia capitato a tutti di riguardare pellicole della nostra infanzia e di restarne delusi. Le troviamo adesso banali o eccessivamente retoriche oppure, semplicemente, brutte. D’altra parte i gusti si evolvono e si affinano ed è giustissimo che sia così.
Ma non è stato così per ET. E allora, soprattutto di fronte all’appassionata disanima di Davide, vale la pena chiedersene il motivo.
Partiamo col dire subito che ET si pone come una fiaba con tutte le caratteristiche e i limiti che il genere della fiaba ha: personaggi archetipici, presenza massiccia dell’elemento fantastico, richiamo retorico ai sentimenti oltre ad una decisa separazione dei buoni e dei cattivi. E il film di Spielberg queste caratteristiche le ripropone ad una ad una in maniera quasi letterale. Possiamo discutere finché vogliamo sul fatto che un cinema di questo genere possa non piacere o che voglia, in effetti, uniformare gli spettatori ad un’unica visione del mondo priva di sfumature (cosa che il cinema orientale, in contesti analoghi, non fa assolutamente; basti pensare alle splendide fiabe di Miyazaki, tanto per citare il vertice di un certo tipo di cinematografia) ma va riconosciuto ad una pellicola come ET il grande merito di svolgere egregiamente il suo ruolo (che lo ripeto non è niente di più che quello di raccontare una fiaba, con tutti i meriti e i limiti che questo implica) e di farlo creando un immaginario visivo del tutto inedito e realizzato in maniera impeccabile (pensiamo al meraviglioso lavoro di Carlo Rambaldi a cui dobbiamo la fisionomia del piccolo alieno o ad alcune scene memorabili come il volo in bicicletta) con una qualità tecnica che è in ogni momento eccelsa (dalla fotografia alla colonna sonora, dagli effetti visivi al montaggio) ma, soprattutto, con una regia che è sempre di altissima qualità (una scena per tutte è quella dell’inseguimento dei ragazzi in bicicletta da parte della polizia, ripresa in maniera impeccabile e degna di un film di azione (non per niente Spielberg ha girato un capolavoro del genere che è Duel, film spesso sottovalutato e quasi dimenticato ma citato, giustamente, anche da Davide).
Oltre questo il gusto del singolo spettatore. Che merita il massimo rispetto e la massima considerazione, sempre e comunque. E, per quanto mi riguarda,mi è impossibile non commuovermi di fronte alla vicenda del piccolo alieno che si trova solo ed abbandonato in un luogo ostile e sconosciuto, che scappa e trova un bambino, anche lui, in un certo senso, solo (come soli sanno sentirsi i bambini quando sono privi di punti di riferimento certi, quei punti di riferimento che esclusivamente un adulto è in grado di fornire loro; ed Elliot da solo deve affrontare il grande vuoto lasciato dalla figura paterna assente). Mi è impossibile non commuovermi di fronte alla cura che i due dedicano l’uno all’altro e al sentimento di affetto e amicizia che nasce tra due creature, allo stesso tempo così simili e così diverse. Infine non riesco a non gioire per il ritorno a casa di ET e a quell’ultima richiesta fatta al suo piccolo amico di andare con lui. E mi piace continuare a sognare alla fine del film e pensare che Elliot, al di là della pellicola, in un mondo di fiaba che ognuno di noi conserva e coltiva dentro di sé, probabilmente diventerà un astronomo o un astronauta e che cercherà, per tutta la vita, il modo di restare vicino al suo piccolo grande amico di un altro mondo.
In fondo è di questo che stiamo parlando, di una fiaba. E nelle fiabe sognare, non soltanto è lecito, ma è quasi dovuto

sabato 26 novembre 2011

THANK YOU FOR YOUR COLLABORATION: TOP FIVE I MIGLIORI E PEGGIORI HORROR ITALIANI

Si,i blog non saranno strumenti rivoluzionari perchè facilmente manipolabili,però permettono di leggere cose interessanti e conoscere persone che con passione si dedicano alla conoscenza delle arti o di pensieri politici,spesso in modo interessante.
Per cui il settore dedicato al cinema è gestito da gente che con più o meno cognizione di causa,io poca assai,ci permettono di recuperare classici,discutere su oscurissimi registi che nemmeno le loro mogli conoscono,e fare amicizia con persone intelligenti e spiritose.
Tra queste ci metto sicuramente Lucia e il suo blog dedicato al cinema horror: http://ilgiornodeglizombi.wordpress.com ,una delle/dei tante/i che vale la pena di leggere.
Ecco questo post è una nostra collaborazione circa il tema i peggiori e migliori film horror italiani.Croce e delizia di ogni cinefilo e perchè no,cinofilo!
Buona lettura e aggiungete i vostri!

TOP FIVE: I MIGLIORI CINQUE HORROR ITALIANI (QUESTA E' LA MIA)

1) LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO di PUPI AVATI

http://www.youtube.com/watch?v=tfrRXmI7kgQ


Dal Fellinismo anarchico e malsano delle sue due opere di debutto,alle commedie acide,alla parodia del thriller,alla fiaba commovente sulla morte e la solitudine,fino alla creazione di un vero e proprio capolavoro del genere horror.Gotico padano,è stato definito perchè la storia è ambientata nella sonnolenta e pacifica provinicia emiliana.Il film riesce a spaventare,mette tensione,e ci fa sprofondare in un'atmosfera inquietante e malvagia.La follia dietro alla placidità,alla normalità


2)OPERAZIONE PAURA di MARIO BAVA

http://www.youtube.com/watch?v=ikAJhrALse0

IL MAESTRO,colui che ha davvero messo le basi e impiantato le radici per dar lustro al genere.Un film agghiacciante,con alcune scene da antologia-il dottore che rincorre sè stesso- e una bambina infernale davvero da brividi.

3)DANZA MACABRA di ANTONIO MARGHERITI.
http://www.youtube.com/watch?v=GeJtAKdWrdQ

Un omaggio al gotico e al leggendario Edgar Allan Poe,un film di atmosfera e soffusa malinconia.Una magnifica Barbara Steele.

4)PHENOMENA di DARIO ARGENTO

http://www.youtube.com/watch?v=U-8_OPGrh-A

Lo so,lo so.Non è il migliore nè di Dario Argento nè nella storia del cinema horror italiano.Ma pensate un po' se fosse stata questa la terza parte delle madri!A me questo film terrorizza e affascina .Argento prende un genere popolare e lo fa diventare aristocratico.Il suo stile visionario vola sempre alto.Grazie Dario,nonostante tutto sei sempre un mio punto di riferimento.

5)I VAMPIRI di RICCARDO FREDA.
http://www.youtube.com/watch?v=QFOFxUiSrrc

Era il 1957.Freda ebbe la brillante idea di girare il primo horror italiano, anche se alla fine risulta più che altro un poliziesco.Buona regia,ottima fotografia di Bava. Reperto storico


TOP FIVE -I PEGGIORI HORROR ITALIANI

1)LA CROCE DALLE 7 PIETRE di M.A. ANDOLFI

http://www.youtube.com/watch?v=pM7GntrsHto&feature=related

Qualcosa che va oltre l'umana comprensione,un viaggio lisergico nel comico da avanspettacolo,mal di pancia improvvisi fatti passare per espressioni di "trionfante malignità",un ridicolissimo uomo lupo con il taglio di capelli più ridicolo della storia,la camorra,la mafia,tante tante tante cose messe e fatte alla cazzo di cane.Poteva essere un buon porno e invece....

2)IL BOSCO 1 DI A, MARFIORI

http://www.youtube.com/watch?v=s-eiMWCujv0

Oggi al mio bambino ho regalato una steady cam,la regalavano ..Lui ci ha girato con gli amichetti questo!L'accento alla heater parisi, (cavoli avesse cantato cicale avrebbe distrutto la strega in un secondo), una strega che stranamente attira i maschi, uno-dicasi uno- zombi indeciso sul da farsi e sul cosa mangiare, uno scrittore demente che aiutatemi dire demente perchè troppo poco.E così tanto altro che è difficile spiegare.Ho visto la luce,poi l'ho rispenta perchè certe cose è meglio non vederle.


3)PAGANINI HORROR di LUIGI COZZI

http://www.youtube.com/watch?v=VUu10S1h-_Y&feature=related

La canzone più fetecchia del mondo, la band rock più terrribile del mondo,una casa stregata,una melodia infernale,lo spirito di Paganini incazzato e poi tanto delirio disorganizzato. Quando avete da buttare via la paghetta settimanale che fate?Girate un film come questo.

4) LA BIMBA DI SATANA di MARIO BIANCHI.

http://www.youtube.com/watch?v=sCFdKv67fvQ

vabbè,abbiamo ancora per un pomeriggio la possibilità di girare in questo castello..che poi arrivano i propietari all'oscuro di tutto ciò e ce corcano.Ah marioooo!'nnamo giramo sto firmetto der cazzo! E io ce l'ho pure in dvd!^_^

5)BLOODY PSYCHO di LEANDRO LUCCHETTI.

http://www.youtube.com/watch?v=vMRcYbj2CfE


Una roba..Prendi un po' di scene da altri film,metti in scena una compagnia attoriale che ha come scopo quello di insultare pesantemente la Recitazione,gira veloce che se no quelli del paese se ne accorgono e il sindaco ci fa un culo tanto.E poi la nostra,italica,nazionale,arte della cazzata a stato brado.Liberissima di correre per sentiere impervi.Mortacci loro!


ED ECCO LA LISTA DI LUCIA.

I MIGLIORI

)L' aldilà

http://www.youtube.com/watch?v=ViI4-CY1aT4
2) Suspiria

http://www.youtube.com/watch?v=HLVeOJF73rw
3) La maschera del demonio
http://www.youtube.com/watch?v=PznUE7snlnU
4) buio omega
http://www.youtube.com/watch?v=EhJU_XoU0NM

5) Reazione a catena

http://www.youtube.com/watch?v=D1sUnYST8o8

I PEGGIORI

) La terza madre - Dario Argento
http://www.youtube.com/watch?v=d3gj336YSDo

2) rats - notte di terrore - Bruno Mattei
http://www.youtube.com/watch?v=7UIYI86-PRE
3)Il gatto nero (quello di Luigi Cozzi, mamma mia)
http://www.youtube.com/watch?v=vAxRDiObXJk
4) Le porte dell' Inferno - Umberto Lenzi (oggesù ancora mi fanno male gli occhi)
http://www.youtube.com/watch?v=_5BsbY5Xtv8

5)La croce dalle sette pietre-la camorra contro il lupo mannaro

http://www.youtube.com/watch?v=B611ROsP7Vc


Che onore ospitare una così grande esperta di film horror su un blog chiaramete occhialuto e snob,come il suo padrone,ringrazio di nuovo Lucia ..e insomma gioite con la visione di codesti filmoni e filmacci!^_^