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giovedì 5 dicembre 2013

UN FILM DUE RECENSIONI: E.T. di STEVEN SPIELBERG

Una delle cose più belle che ti possa capitare è vedere i films con una persona che ami,che stimi tantissimo, perchè il cinema non è solo la professionalità della troupe è anche quella comunione tra due anime diverse,magari anche in luoghi distanti,ma le immagini e le emozioni fanno da collante. Esprimono il non detto, il taciuto, vedere un film insieme è un grande e profondo gesto di amicizia e di intimità.
Questo è quello che penso.Sopratutto è un modo per confrontarsi. Così ho accettato di rivedere un film che non mi piacque ai tempi, o meglio lo vidi ma non rimase traccia alcuna di esso in me: parlo del sopravvalutato E.T.





Certo è uno dei più grandi incassi nella storia del cinema, una favola, ha commosso milioni di pir...ehm ..bambini nel mondo. Ci sono scene entrate nel nostro immaginario ed " e.t telefono casa " è una frase che sappiamo quasi tutti noi disgraziati di questa fottuta non generazione.
Fragili,smarriti,incapaci di lottare e affermarci socialmente - non nel senso di far carriera,ma di saper contrastare il terremoto di sentimenti ,lavoro, coscienza di classe e altro- rimaniamo fermi all'interno di una infanzia infinita: consolatoria, prevedibile, fatta di rappresentanze e drammaturgia spicciola di amori e aspirazioni. Pessimi ed odiosi.
Per questo a molti piace codesta pellicola: ero piccolo, ero piccola...il 70 % dei bloggers si basa su questo per dire se un film è bello e valido, oppure è meglio il ricordo.
Nondimeno esistono pellicole come : La Storia Infinita, che rimane pur sempre una piacevolissima visione, altri film invece è giusto che vengano ridimensionati.
Per fare questo un cinefilo decente deve però assolutamente rivedere le pellicole,rimettere in gioco la sua visione del cinema. Per cui anche di fronte ai : " non mi piace",armarsi di pazienza e rivedere il film in questione. Il tempo a volte consolida i nostri amori per certe opere,altre volte ce li fa rivedere sotto altra luce.
Per me un buon film è uno che ha un messaggio o contenuto che mi piace.Non dovesse esserci ,tu mi puoi fare anche l'opera cinematografica più bella del mondo e io la rifiuto,oppure posso anche accettare la cosa,ma se fosse chiara l'intenzione di propaganda politica, perchè analizzerei il tutto come dato storico,reale,documento del periodo. Oltre la sua natura di cinema.
Perchè poi le regole si fanno e si disfano, poichè esse crescono e maturano con te. Un dato periodo sei particolarmente intransigente e in altri no. Però tutti abbiamo una cosa che non sopportiamo affatto e che diventa il limite assoluto: io ho lo stuporismo spielberghiano.
Blogspot mi ha cancellato metà post e quindi tutte le cose profonde scritte per spiegare son andate a puttane,quindi ora farò un riassuntino.  Spielberg è sicuramente un grande uomo d'affari che ha trovato nel cinema il suo terreno fertile. Sa come trattare il grosso e amorfo pubblico, ha sicuramente un buon bagaglio tecnico, e quando vuole sa fare cose davvero eccelse, ( mi riferisco alla sua pellicola migliore in fatto di emozioni e sentimenti,che è A.I. , ha diretto anche un capolavoro come Lo Squalo e pellicole buonissime come : il colore viola, l'impero del sole,duel),nondimeno rimaniamo spesso e volentieri sul terreno di un ottimo confezionatore.
Il problema forte del suo cinema,ed E. T. è  la sua massima rappresentazione è il suo uso dei sentimenti e delle emozioni.. Mi spiego meglio: una mia amica una volta per parlare del buon steven , scrisse il nomignolo: spilby.
Ecco in questo sta tutta la natura del modo di intendere il cinema da parte di spielberg.  Spilby sa tanto di catena di centri commerciali a prezzi di convenienza,dove le masse entrano,riempono il carrello,e vanno a casa convintissimi di mangiare bene, benissimo. La migliore e unica cosa in circolazione. Senza comprendere che è cibo scadente ,sopra cui spruzzano un po' di spezie ai vari gusti. Ecco,così che si perde l'idea del gusto vero e delle sue svariate possibilità e difficoltà- troppo speziato, poco,giusto- per uniformarsi a un'idea standard e falsata. Non solo , il prodotto lo venderemo e lo faremo mangiare alle nuove generazioni dicendo loro:cazzo,è buonissimo! Lo mangiavo sempre da piccolo.
Sostituisci il cibo con i sentimenti e le emozioni ed avrai un 'opera come ET.

Il cinema è ruffianeria e questo ce lo ricorda una pellicola bellissima come The Artist,il quale oltre alla ruffianeria ci mette vero amore  per questa macchina dei sogni. Il punto di Et non è tanto certe scene entrate nell'immaginario collettivo,in frasi  che tutti abbiamo citato almeno una volta nella nostra vita: " et telefono a casa", o nella corsa fra le stelle. No, è un altro.
E'è il ribasso e semplificazione estrema dei sentimenti e delle emozioni, precotte e facili da consumare, è il fatto che i bimbi siano leziosissimi e puri personaggi cinematografici , senza verità e senza quella meravigliosa ,incontrollabile , espressività dei bambini. Sono figurine cinguettanti , talmente stereotipate secondo il linguaggio pubblicitario della vendita di un prodotto,che risultano stucchevoli,irritanti,odiosi. Mi dici :è un film per bambini,ma in pellicole simili vi sono anche prodotti migliori, ti ripeto:la storia infinita.

Ecco l'infanzia diventa un prodotto da piazzare bene sul mercato,smussando ogni contraddizione,ogni elemento disturbante,che dobbiamo vendere a genitori e bimbi questa merce.

Et è il campionario di una rozza ruffianeria, del capitalismo che snatura l'infanzia e l'incontro con l'impossibile, il mistero, l'ignoto, ( cosa che riesce benissimo a dal toro nel labirinto del fauno, dove abbiamo una bambina che è personaggio e oltre,ma anche ne la spina del diavolo succede lo stesso),che viene normalizzato,americanizzato,svuotato e reso come carineria spiccia,immediata,banalizzata, semplificata.
Il danno è che poi mi ritrovo circondato da coetanee e coetanei che hanno un'idea dei sentimenti e delle emozioni davvero irrimediabilmente deboli e per nulla profonde. Cercano la faciloneria del momento,perchè il sentimento è immediato, si consuma.
In questo è disprezzabile lo spielberghismo. Assolutamente disprezzabile.

Mi si dirà: ma sei cinico. Nossignore e signori, il contrario: mi commuovo tanto. Avrò tantissimi difetti,ma non quello di essere un cinico e uno che disprezza ogni manifestazione d'affetto.
Mi fa schifo la catena montaggio delle emozioni,quello si. La svendita a uso e consumo della retorica di grana grossa, il sentimentalismo geneticamente modificato,l'abbassamento generale di saper emozionarsi realmente, il tutto piegato alle esigenze del capitalismo  e del mercato. Certe persone ti diranno: ma è industria,che vuoi? Che capiate una cosa semplice: si fanno soldi,vero,ma non solo. Il cinema è una grande industria di sogni,arte,cultura, emozioni, sentimenti, intrattenimento anche, ha luci ed ombre .  L'ombra per me è quando diventa una fabbrica di prodotti ben confezionati,ma che snaturano la forza dei personaggi,della storia,la credibilità del Sentimento,quando diventa un'industria come il mac donald.
Questo è ET.





Tutto risulta forzato,programmato in nome di una ruffianeria basica e semplicistica,mo verranno a parlarti della grande favola sulla diversità,e altre menate. Si,guarda si vede e capisce,appunto si vede e capisce, tutto pronto e da divorare al momento. Non c'è un attimo di sospensione dove tu possa entrare nel film e domandarti:sarà così? Non ci sono personaggi degni di nota. Ma solo imbarazzanti metafore elementari e rozze, ( la pianta che rivive e appassisce, è davvero imbarazzante

Veniamo trattati come bimbi piccoli e la cosa peggiore è l'idea dell'infanzia che ha spielberg: degli idioti che son retorici nella loro rappresentazione semplicistica dell'infanzia.Non ci sono bambini così nella realtà
La storia del cinema è piena di pellicole per l'infanzia donde  i piccoli hanno una loro dignità umana, certo con le ingenuità,i piangistei e altro,ma spessore da vendere.Non sono figurine  ridicole,come lo è lo stesso alieno. Puntare sugli occhioni per fare dire:che carino,è giocare facile e non voler che il pubblico cresca
Spielberg vi vuole così: bambocci senza identità,sul modello dei bambini che fanno "ooooooo" di poviana memoria.

Ripeto: non esiste Commozione, Sentimento, Mistero e Conoscenza. Sarebbe difficile per le masse americane e quelle americanizzate da noi,che poi i pop corn ti vanno di traverso
Per cui ecco tanti siparietti carucci -ridicoli- e metafore spicciole e imbarazzanti,come quella della pianta.
Perchè la gggente deve capire e noi gli facciamo lo spiegone. La gente deve vedere e comprendere quello che abbiamo voluto noi per loro. Perchè sono pecore,questo è il pensiero spielberghiano, sotto la melassa,lo zucchero,la retorica pesantissima e mortificante,troviamo questo pensiero cinico , tipico di un business man. Spilby è la sensazione confortevole,il conformismo estremizzato,nessun pericolo, nessuna emozione che non sia facilmente digeribile. Sempre.

Per questi motivi detesto Et e quello che rappresenta, per mia grossa fortuna non mi sento nemmeno parte di una generazione- non ce l'ho e non mi confondo con essa- per cui il nostalgismo de noantri che tanto piace in altri lidi ,qui non è mai di casa. Non pretendo nemmeno di aver ragione ed è per questo motivo che lascio lo spazio alla difesa della pellicola alla mia grandissima amica vale, lei vi spiegherà i motivi per cui invece questa pellicola e lo spielberghsimo vadano premiati




Non sono un critico. Né mai ho aspirato ad esserlo. Mi sono sempre accostata al cinema (così come ad ogni forma d’arte) con un approccio emozionale più che critico. Se fossi un critico avrei l’obbligo professionale dell’obiettività, cosa, peraltro, che molti critici non hanno. Ma sono, semplicemente, una spettatrice e, come tale, mi prendo il lusso di lasciarmi influenzare e guidare dalle mie emozioni. Ma aspiro alla comunicazione e alla condivisione. Cerco sempre di spiegare cosa un film mi suscita nella maniera più comunicativa possibile perché mi interessa condividere questo con gli altri, creare un legame, una discussione, suscitare un interesse e uno scambio.
ET è una pellicola, innegabilmente, legata alla mia infanzia, così come a quella di tutti noi nati tra gli anni 70 e gli 80. E’ evidente, quindi, che ogni nuova visione porti con sé le emozioni, positive o negative, che quella prima visione ci suscitò all’epoca. Riuscire a distinguere quelle che sono le emozioni di allora, risvegliate, e quelle nuove, suscitate da una visione adulta della pellicola, risulta, effettivamente, un’impresa ardua e, forse, non ha neppure molto senso farlo. Ma credo sia capitato a tutti di riguardare pellicole della nostra infanzia e di restarne delusi. Le troviamo adesso banali o eccessivamente retoriche oppure, semplicemente, brutte. D’altra parte i gusti si evolvono e si affinano ed è giustissimo che sia così.
Ma non è stato così per ET. E allora, soprattutto di fronte all’appassionata disanima di Davide, vale la pena chiedersene il motivo.
Partiamo col dire subito che ET si pone come una fiaba con tutte le caratteristiche e i limiti che il genere della fiaba ha: personaggi archetipici, presenza massiccia dell’elemento fantastico, richiamo retorico ai sentimenti oltre ad una decisa separazione dei buoni e dei cattivi. E il film di Spielberg queste caratteristiche le ripropone ad una ad una in maniera quasi letterale. Possiamo discutere finché vogliamo sul fatto che un cinema di questo genere possa non piacere o che voglia, in effetti, uniformare gli spettatori ad un’unica visione del mondo priva di sfumature (cosa che il cinema orientale, in contesti analoghi, non fa assolutamente; basti pensare alle splendide fiabe di Miyazaki, tanto per citare il vertice di un certo tipo di cinematografia) ma va riconosciuto ad una pellicola come ET il grande merito di svolgere egregiamente il suo ruolo (che lo ripeto non è niente di più che quello di raccontare una fiaba, con tutti i meriti e i limiti che questo implica) e di farlo creando un immaginario visivo del tutto inedito e realizzato in maniera impeccabile (pensiamo al meraviglioso lavoro di Carlo Rambaldi a cui dobbiamo la fisionomia del piccolo alieno o ad alcune scene memorabili come il volo in bicicletta) con una qualità tecnica che è in ogni momento eccelsa (dalla fotografia alla colonna sonora, dagli effetti visivi al montaggio) ma, soprattutto, con una regia che è sempre di altissima qualità (una scena per tutte è quella dell’inseguimento dei ragazzi in bicicletta da parte della polizia, ripresa in maniera impeccabile e degna di un film di azione (non per niente Spielberg ha girato un capolavoro del genere che è Duel, film spesso sottovalutato e quasi dimenticato ma citato, giustamente, anche da Davide).
Oltre questo il gusto del singolo spettatore. Che merita il massimo rispetto e la massima considerazione, sempre e comunque. E, per quanto mi riguarda,mi è impossibile non commuovermi di fronte alla vicenda del piccolo alieno che si trova solo ed abbandonato in un luogo ostile e sconosciuto, che scappa e trova un bambino, anche lui, in un certo senso, solo (come soli sanno sentirsi i bambini quando sono privi di punti di riferimento certi, quei punti di riferimento che esclusivamente un adulto è in grado di fornire loro; ed Elliot da solo deve affrontare il grande vuoto lasciato dalla figura paterna assente). Mi è impossibile non commuovermi di fronte alla cura che i due dedicano l’uno all’altro e al sentimento di affetto e amicizia che nasce tra due creature, allo stesso tempo così simili e così diverse. Infine non riesco a non gioire per il ritorno a casa di ET e a quell’ultima richiesta fatta al suo piccolo amico di andare con lui. E mi piace continuare a sognare alla fine del film e pensare che Elliot, al di là della pellicola, in un mondo di fiaba che ognuno di noi conserva e coltiva dentro di sé, probabilmente diventerà un astronomo o un astronauta e che cercherà, per tutta la vita, il modo di restare vicino al suo piccolo grande amico di un altro mondo.
In fondo è di questo che stiamo parlando, di una fiaba. E nelle fiabe sognare, non soltanto è lecito, ma è quasi dovuto

lunedì 28 gennaio 2013

Invasioni di ultracorpi dal terrore dello spazio profondo

Quando penso alla razza umana mi immagino sempre dei ratti che corrono in un labirinto,dovrebbero raggiungere l'uscita perchè credono di mangiarsi una bel pezzo di formaggio, ma questa più che una certezza è una speranza. Qualcuno l'ha detto e molti ci credono, senza averne le prove. E così corrono, corrono, corrono,si illudono di aver indovinato la strada giusta,ma poi scoprono con sommo sbigottimento che stanno andando contro mano o che non si ricordano più perchè si son messi a viaggiare.
Ci sono obiettivi :successo,affermazione,relazioni sociali e sentimentali.E sopratutto l'eterna chimera della felicità. Ossessioni che trasciniamo avanti dal momento della nascita fino alla morte.Però se tu guardi bene,sai una cosa?Ti accorgi che sono solo ratti nel labirinto,e che esso non abbia nemmeno un'uscita. Non puoi comprenderlo subito perchè anche te sei uno di quei topastri ,anche se da qualche parte nella tua testa senti una voce che ti avvisa della inutilità della tua corsa.
Paranoia,follia,sfiducia,depressione,disistima,abbandono,smarrimento,perdizione,altro che acqua il genere umano della parte più ricca del mondo è composta da queste cose. In superficie vedete tanti stronzi che galleggiano nel mare delle speranze,delle ambizioni,e sotto acquattato nell'abisso c'è la vera sostanza: bestie affamate di mediocrità e di sogni irrealizzabili.

Tu pensa se arrivasse una razza aliena e sostituisse nel sonno queste persone con copie esatte,ma senza tutta questa merda che ci portiamo a presso. Nessun amore,nessun odio,tanta bella disciplina e organizzazione.Felici.
E invece no! Hollywood pretende che noi dobbiamo essere felici , che dobbiamo desiderare,che continuiamo a correre nel labirinto. Per cui, se dovesse esserci, sarebbero gli alieni quelli cattivi, mica noi. Inutili e rumorosi mediocri.

Questa qui è la mia idea,ma io sono noto per scrivere e commentare alla cazzo, no in realtà non è così, in sostanza le discussioni e le relazioni hanno binari già decisi .Servono per dare consenso alla carne da macello,se dovessimo comandare noi dell'armata rossa Lisa Simpson,  tu Spettatore Indisciplinato e quelli come te siete come degli alieni che..Anzi no,uno che ti assomiglia parecchio, (lovecraft), sosteneva di fare lo spettatore della vita.Perchè gli altri gli apparivano un po' istupiditi con le loro sciocche manie e desideri,amplificate dalla società,dal credo politico e religioso e così via. Il tuo amico H.P.però si sarebbe ravveduto sulla politica, (dopo il sostegno all'ancient regime,al fascismo,avrebbe sposato tesi profondamente anti capitaliste),ecco..Te fai parte della minoranza di persone con personalità,punti di vista altro,amore per il gioco di parole ,di concetti.Altro che un bocciolo e l'invasione degli alieni,chi mai farebbe un doppione di te?Sei il topo con poco fiato,che sta dietro e vede gli altri agitarsi.Ora diciamolo certi non sarebbero un cazzo senza il gruppo che li sostiene,che ne decanta ogni cagata che scrivono,ogni loro stupidissima vetta di seriosità su cazzate immani.Ah,cari ultracorpi,se per caso doveste invaderci ...Posso darvi alcuni indirizzi da evitare?Che in questi anni hanno già detto tante cazzate,questi americanini de noantri,non vorrei ritrovarmeli sotto mentite spoglie..
E poi a ben pensarci?Ma perchè tanto viaggio e fatica per arrivar fino a noi?Un pessimo pianeta. Con pessima gente?Come gli scarabei e le mosche siete del ramo:la merda è il nostro mestiere e gli affari vanno bene?Come?Ah,si ... Dovrei scrivere una specie di ...Come dire? Speciale sul film di Kaufmann e di Siegel,c'ho pure wiki pronta,poi cambiamo una parola e una virgola e il gioco è fatto.Ma sapete,dovevo scrivere altro. Dovevo fare un post-confessione a base di ma andate a fanculo ,sai quelli sono i post che preferisco. Ne ho scritti due davvero ottimi, li linkerò forse.Poi mi è venuto in mente che dovevo scrivere recensione di uno dei miei film preferiti e insomma ne parlerò secondo il mio umore più wiki eh!Tipo un Cuba Libre
Si,lo so.Non c'è logica, non c'è un filo in quello che dico e faccio, la noia ...La noia, signori miei.
E allora,volete la recensione pulita,professionale, con due o tre cose prese da qualche sito - e poi fate i complimenti a chi scrive, ma a chi? Chi scrive? bè,copiare è un esercizio di scrittura,avete ragione.
Perchè preferisco il remake? Perchè a differenza dell'originale non cercano il lieto fine. Anzi bastardi più che mai ti creano un pre finale che è un inno alla forza del singolo e di come possa cambiare le cose, quindi siamo nel terreno americano,nel sacro suolo yankee delle cazzate.Andate a fanculo individualisti.Non contate un cazzo anche perchè lo sport dell'individualismo è quello preferito da noi. Vi considerate unici e siete fatti con lo stampino.Infatti senza i vostri amici non siete nulla,ma avete questa stupida idea dell'Uomo,dell'Individuo,della sua Forza,balle liberali,balle per stupidi e boccalone,quindi dicevo il film vi lascia soddisfatti. Hai visto tesoro?Alla fine quegli alieni là,saranno bravi eh? Vedi come sono disciplinati e organizzati,ma poi basta un yankee ,uno e la libertà di impresa,iniziativa,pensiero è assicurata.
Vorrei vedervi , vorrei fotografarvi quando l'urlo di Sutherland distrugge il vostro ottimismo del menga,ah quanto vorrei essere presente.
Finale apocalittico,radicale,pessimista per molti,ma non per me .A ben pensarci meglio ,magari quegli alieni che accettano la loro mediocrità ,sono  meglio dell'essere umano alla ricerca di affermazione e gloria,sempre Anche quelli che sono destinati a non lasciar segno .Anche quelli che confondono un pubblichetto di amici e amiche come la ribalta di un palco dove loro possono vantarsi dei loro successi.
L'alieno buono dopotutto non è una novità,ci ha fatto venire il diabete,anzi l'ha inventato lui, con Et,poi ci sono anche casi migliori come ad esempio:Ultimatum alla terra.
Questi non sono buoni,non lo sono per niente.Vengono ad occuparci per sopravvivere,ci mantengono uguali a noi stessi,uguali,ma ci levano tutto quel peso ridicolo che il vivere ci dona.Niente emozioni,niente colpi di testa,niente cretineria umana. Cose,macchine,come siamo già oggi.Perchè secondo te ,intorno ci sono Uomini?Ma non li vedi?Sono ratti che corrono nel labirinto,fanno pena.


Ora partiamo con più logica,vi va una piccola incursione nel classico degli anni 50?
Bè,è uno di quei film ,di quei classici che tutti noi dovremmo vedere ed amare,perchè mette in scena il cinema di genere come piace a me. Infatti a mio avviso fantascienza,horror,poliziesco,western ,insomma il film di genere è un mezzo per dire tante cose,non solo per dar del tempo da passare a spettatori sciocchi,con il cervello spento,che vogliono solo divertirsi..Quante cose puoi dire attraverso il genere!
Ecco l'originale esce negli anni 50,e quelli nonostante quello che ci arrivava a noi popoli colonizzati dall'impero yenkee,non eran proprio anni da lucille ball e casalinghe sorridenti.L'erba non era così verde, e la famiglie non così serene. Sai quello era il periodo del maccartismo. Un folle che con la sua crociata contro il comunismo ha spezzato vite e carriere di gente che sapeva troppo,sapeva troppo e più di lui.
Anni terribili e bui, raccontati benissimo nel film Il Prestanome. Guardatelo, merita!  Così ecco arrivare The Body Snatcher. Si immagina di baccelli spaziali che giunti in un paesino americano,la classica buona provincia yankee ,di buon vicini,sceriffo paternalista,dottore anziano e così via,insomma la visione che tanto piace agli americani e agli americani di casa nostra.
Solo che succede qualcosa di strano..la gente cambia. Un sospetto che viene all'eroe del film ,interpretato da Kevin Macharty, dove sono finiti i sorrisi yankee?Dove la loro voglia di vivere?Si sveglia in un paese che sembra brianza profonda eh!Quanta allegria gente.
Sono alieni,che giunti da noi , durante il sonno prosciugano gli esseri umani e si sostituiscono ad essi. Non cambia nulla del precedente.Tiene gli stessi ricordi,tutto. Solo che non ha emozioni,deviazioni di nessun tipo. Disciplinato,inquadrato,come gli americani vedevano i comunisti e invece di dire:wonderfull ,criticano.Perchè l'individuo...Io non ci credo,per me non ha nessuna importanza. L'individuo è il concentrato di regole sociali ben precise e le segue. Non siamo liberi,non c'è libertà di sorta.Gli alieni ci fan comprendere fino in fondo tutto questo.

Il film di Siegel è asciutto,stringato,ha momenti davvero tesissimi che praticamente coprono tutta la seconda parte.Il bianco e nero suggestivo e di taglio realistico aumenta la drammaticità della trama
Indimenticabile la sequenza con Kevin,unico sopravvissuto all'invasione che urla agli automobilisti:sono qui, o una cosa simile.

La pellicola ambiguamente potrebbe essere letta come propaganda anti comunista oppure come attacco al maccartismo,è comunque uno sguardo duro e pessimista sull'America. Cosa nascondono le maniere buone della piccola cittadina,chi sono i nostri vicini?Disturba e pone forti interrogativi.

La produzione però ha rotto le palle e abbiamo così un finale davvero brutto e inutile. Della serie arrivano i nostri.
Rimane però leggendario,suggestivo e parecchio angosciante.

20 anni dopo, più o meno, Philip Kaufman riporta la storia sullo schermo. Lo sceneggiatore W.D.Ritcher  (Brubacker,Grosso guaio a chinatown,cose preziose), sposta la storia dalla provincia americana,dagli anni 50 della rinascita dopo la guerra,dell'ottimismo e del rock,negli anni 70. Anni di grossa crisi per l'america.Politica , (manifestazioni,black panther,guerra del vietnam,watergate), economica e sociale.
Cosa è rimasto dell'estate dell'amore?Cose delle utopie hippy?Cosa del sogno americano?Poco e nulla ,quindi chiudiamoci nel privato.La gente in città è straniera,anche se parla la stessa lingua. Quindi teniamoci amici e amanti.Teniamoli stretti,perchè nella corse all'interno del labirinto ci daranno una mano ad illuderci di essere importanti,di contare per qualcuno.Bello avere certezze su una persona,fidarsi.
Cosa succederebbe se ella fosse diversa,altra,"aliena"?E come fai a farti sentire?Già il povero Kevin urlava in mezzo alla strada,per farsi sentire. In una piccola cittadina,pensa qui...Pensa in una grande città.
Kaufman è davvero bravissimo nel saper creare un film paranoico,aprendo all'orrore di quel periodo. Le mani degli alieni che cercano di aprire una porta ,sembrano quelle degli Zombi del film di Romero,il cane con la faccia da uomo,la nascita delle copie,la distruzione con un rastrello di uno di questi esseri. La fantascienza di sporca anche di horror. E non perde tempo.Nei titoli di testa vediamo questi pulviscoli arrivare dallo spazio,poi atterrare sulle foglie e piano piano impossessarsene
Dopo di che una dottoressa che lavora per lo stato si ritrova una di queste piante in casa, è l'inizio del contagio.Il marito caciarone,diventa un uomo serissimo.Tutto qui. Per il resto è identico.
c'è gente che corre,qualcuno urla,ma i protagonisti non ci fanno subito caso.Succede anche da noi, nella nostra vita. Non ci sono le trombe dell'inferno ad avvisarci, una mattina ci svegliamo e veniamo a sapere che un nostro amico non è più lo stesso: si è imborghesito,ha ucciso qualcuno..Ma è lui?Davvero?Conosciamo le persone o conosciamo solo l'idea che abbiamo di esse?E cosa sappiamo dire di noi?Siamo sicuri di poter spiegare agli altri chi siamo,cosa proviamo davvero?Dopotutto abbiamo sbalzi d'umore,contraddizioni,già normalmente.Figurati se dovesse arrivar un invasione aliena.
E poi chi ci dice che siano davvero così cattivi?Magari si vivrebbe meglio.

Il remake lo preferisco e di gran lunga all'originale. Non concede sconti,non offre possibilità di salvezza. l'America sprofonda,nonostante gli addormentati possano credere a Reagan.
Ecco,molti senza america che farebbero?Molti preferiscono avere un paese da idolatrare alla cazzo senza vedere la vera faccia putrida e ripugnante dell'alienazione urbana,dell'oscurantismo osceno delle provincie,dell'imperialismo colonialista.
Questo film ci mostra il crollo della nazione devastata dall'interno e resa a mio avviso libera a nuova vita.Non migliore e non peggiore della nostra.
Non è solo la politica ,non è un fatto esterno è proprio l'essere umano occidentale ormai morente e pleonastico devastato dalle sue ossessioni,malato di mediocrità premiata e condivisa,dissolto nella libertà senza responsabilità,e francamente non ne sentirei la mancanza.

Volete due parole sul cast: Donald Sutherland è ottimo nei panni di un eroe normale. Scrupoloso ispettore del ministero della salute pubblica, un eroe che lavora per lo stato anzi statale...wow! Jeff Goldblum si agita e si agita ancora. Fa lo scrittore alternativo scassapalle che ce l'ha a morte con il dr Spock,cioè capite c'è anche Leonard Nimoy! Entrambi sono davvero molto bravi a disegnare i loro personaggi,sopratutto Spock. Il suo psichiatra ambiguo e collaborazionista è un buon personaggio
Le donne?Brooke Adams che a me piace assai,perchè ha quella fragilità femminile,quella bellezza classica e "quotidiana" ,da donna normale,che a me conquista e poi è davvero una brava attrice e alla fine la testimone della fine del genere umano:Veronica Cartwright. Alien non vi dice nulla?

Bè,guardateli questi due classici,sopratutto il remake.E pregate che vengano ad invaderci,ma forse l'han già fatto ....

sabato 11 febbraio 2012

LA COSA di JOHN CARPENTER

Dario Argento disse che quandò andò a vedere il film The Thing,al cinema,la gente scappava scioccata e terrorizzata,perchè prima di allora nessuno aveva portato sullo schermo una violenza così estrema e poco consolatoria.
Come tutti sanno John Carpenter è un grande ammiratore di Howard Hawks,il quale negli anni 50 portò sul grande schermo il film :La cosa venuta da un altro mondo.Tratto liberamente da un racconto di John W Campbell Jr,il film girato in piena guerra fredda è un esercizio di propaganda americana sul lato migliore del paese e sulle sue virtù:la gente si unisce nel momento del pericolo,il pragmatismo e la forza unite alla scaltrezza e decisione ha la meglio sugli "intellettualismi",il mostro è un gigantesco essere che viene distrutto con la corrente elettrica.Il film porta la firma del montatore Christian Nyby,ma è stato girato per lo più dal leggendario Howard.Un classico che piacque ai ragazzini dell'epoca,tra questi un giovane John Carpenter.
Anni dopo oramai già affermatissimo Gran Visir del cinema del Terrore e Dio delle Tenebre con tanto di Chtulu al guinzaglio,al regista viene permesso di portare sullo schermo il suo personalissimo contributo al film che tanto gli era piaciuto,al cinema che ama fare,al regista che tanto lo ha influenzato.
Così parte il progetto e diventa uno di quei meravigliosi capolavori del cinema d'autore nel genere.Si perchè Carpenter non deve essere confuso con i tanti uomini di studios,artigiani mediocri,e tutta quella banda che a molti piacciono perchè fanno film sinceri ,onesti,puro cinema e menate varie.Lui è un falso regista di opere semplici e ci metti poco a capirlo:sa cosa è il cinema e come farlo al meglio.Un vero Autore come Friedkin e altri di quel straordinario periodo.

La storia però cambia:l'America ha passato il vietnam,la crisi petrolifera,lo scandalo watergate,sono periodi disordinati e caotici.L'alienazione urbana,lo smarrimento dell'individuo nella società,sono tematiche che prendono corpo anche nel cinema di evasione,come si suol dire.
Così lui firma il suo manifesto di intenti,motivazioni,istanze,strategie.Un volantino urlato in piazza con il megafono mentre la folla cogliona come al solito se ne va a fare spese.
L'essere arriva alla base sotto la mentita spoglia di un cane e piano piano contamina tutti gli uomini presenti.Non c'è scampo e anche quando riesci a farla saltare in aria, non ti rimane che aspettare la morte per il freddo o perchè uno dei due sopravissuti è stato infettato e insomma volete che tutto finisca bene?La forza del gruppo per i grandi ideali e la patria e lo stile di vita americano?Non c'è.Il forte uccide a sangue freddo anche un suo amico e quando capisce l'errore non c'è disperazione:affanculo!
Cala il freddo della morte e nella notte scompare l'umanità.Solo Cronenberg con le sue prime pellicole forse aveva una carica radicale,pessimista,nichilista così violenta.Non urlata,però.Il terrore arriva strisciando,la paura ti avvolge lentamente e poi scoppia l'inferno.
Come tutti sapete il film non ebbe successo,Carpenter passò un bruttissimo periodo-gli tolsero il progetto di Fenomeni paranormali incontrollabili,che venne girato da Mark Lester-per quale motivo?
1)la violenza totale e non solo nelle scene splatter,ma in tutta la storia.Pessimismo fortissimo e violento che non piace al pubblico yankee il quale vive l'alba della promessa reaganiana.
2)Quel fottuto bastardo di un cazzo di impiegato della mia minchia incazzata di Spielberg-tutto quello che di ammmmmeregggggano mi dà il voltastomaco,che combatto e odio è rappresentato da questo ometto,da questo yankee sionista del cazzo:lui il suo pesante e idiota stuporismo .E le svolte democretine quando vuole fare l'impegnato.Vaffanculo !),viene fuori con un filmetto imbarazzante,mieloso,falso,ipocrita,squallido,conformista,dabbenista.Parlo di quel cazzo di un cazzo di un fottuto cazzo di E.T.
Le masse,il popolino,che fa?Corre a vedere quella merda lì.Si,w l'innocenza dei mocciosi e quanto è tenero il marzianetto che vuol telefonare a casa.Ehi,gggente siamo tutti fratelli e noi americani vi lovviamo abbbestia tutti cazzosissimi alieni .
Così il grande cinema carpenteriano che ha moltissime cose da dire,ha un suo stile autoriale ben preciso,ha una idea di fare film che non è mai banale e piegato alla coglioneria da coglioni dello stuporismo o delle lezioncine di storia su quanto cattivoni fossero i tedeschi,d'altronde era psicopatici.
Fa male,ma è quello che da anni ci danno.Un immaginario sciatto ,ridicolo,al minimo.Ben confezionato ed effimero.
Io però me ne frego e guardo quello che a me piace,il resto vada a fanculo.Come tutti quelli che non hanno premiato questo capolavoro immenso del cinema americano e non solo.