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venerdì 19 gennaio 2018

ELLA E JOHN di PAOLO VIRZì

Noi viviamo in mondo che ha scordato l'empatia. Disinteressato al dolore degli altri, poco rispettoso verso la morte o la malattia. Crediamo che una battuta cinica ci salverà.
Un mondo sotto la dittatura degli infelici che si sentono pure tanto cool.
Per questo ci viene naturale criticare ogni forma di compassione, bontà, interesse, nei confronti degli altri, come : buonismo. Un gesto generoso, occuparsi di un'altra persona, la generosità? Tutta roba ipocrita e politicamente corretta.
I film con valori e sentimenti positivi? Sentimentalisti, ruffiani, "ricatto morale!"

Chiaro che vivo circondato da teste di cazzo. E infatti ridono quando sentono battute penose!  ( satira!)

Io credo invece che la capacità di prestare attenzione alla vita e al dolore altrui, aiutare come possiamo qualcuno che sta male, siano cose importanti.
Come, lo sono per me, anche la tenerezza e la dolcezza.

Molti scrivono e pensano che questo sia il primo film "americano" di Virzì. In realtà aveva già girato una pellicola nella terra dei "bombardiamo per la vostra libertà. Che poi è la nostra di fregarvi le materie prime": My Name Is Tanino. Un film quasi mai citato, quando si scrive o parla del cinema di questo straordinario regista.
Comunque, in questa nuova pellicola,  il livornese ha a disposizione due grandissimi attori: Donald Sutherland e Helen Mirren. La loro recitazione , in questo film, è davvero deliziosa e commovente.
Non è facile recitare con tatto, ma senza voler essere trattenuti, un ruolo come quello del malato di demenza senile. Sutherland dona la suo John, una tenerezza, un smarrimento infantile e dolce, per nulla lezioso o costruito. C'è un uomo, il quale ha vissuto una tranquilla vita da professore universitario, che una malattia odiosa e feroce, sta distruggendo pezzo dopo pezzo. Non c'è nulla di peggio che vedere una mente brillante disperdersi, fissare gli occhi di una persona che non sa più dove si trova, chi è. Vederlo scomparire giorno dopo giorno, mentre tu sai benissimo chi è lui. Tuo padre, tuo nonno, tuo marito. Cercare di stare calmi quando va in escandescenza, quando si sporca come un neonato, quando ti prende a parolacce
Tutto questo è un dramma devastante, che non puoi affatto nascondere.
Però puoi decidere come metterlo in scena. 
Puoi decidere cosa mostrare: l'orrore della malattia (solo quello) oppure lasciar intravedere qualcosa di dolce e tenero, dietro a tutta quella sofferenza.
Io sono un sostenitore della seconda scelta. Non dico che sia vietato mostrare gli effetti della malattia, anche quelli pesantissimi. Va benissimo, ma l'essere umano non deve mai scomparire
E sapete una cosa? Come esseri umani, noi amiamo

L'amore che trova il suo manifestarsi più giusto e consono nel rapporto di coppia. Lo so, non va troppo di moda nei tempi in cui  preferiamo lamentarci che non troviamo nessuno, piuttosto che impegnarci a portare avanti una relazione
Però sono sicuro che l'abbiate capito: " La vera libertà sta nell'essere in due" Forse libri, film, convenzioni sociali, ci fan apparire esso come un ostacolo difficilissimo da sostenere, o qualcosa di così perfetto, che noi poveri mortali non possiamo gestire ed apprezzare. Per i pigri, c'è in offerta la promozione: l'amore non esiste e noi siamo destinati alla solitudine
Ella e John ci mostrano il contrario. Paolo Virzì, di nuovo vi mostra quanto mendaci e fallaci siano le vostre teorie negazioniste; cari miei nazisti sentimentali
L'amore sta nei gesti quotidiani, in certi viaggi lungo l'autostrada dove non serve nemmeno parlarsi. Perché non sono le parole dell'altro, a farci sentire bene. Ma la sua presenza.
L'amore è anche routine, così la chiamano i mai contenti a prescindere, invece essa non è altro che stabilità. Sapere che se il mondo intorno ci spaventa, angoscia, a casa ci sarà qualcuno in grado di farci sentire bene e al sicuro
Costa fatica e bestemmie, si paga in lacrime e sangue, però vale sempre la pena passare un nuovo giorno colla persona che abbiamo scelto e sposato.
Non è per i vigliacchi e le codarde, non appartiene a chi scappa a gambe levate. Non l'avranno mai chi è terrorizzato da aver problemi.
Costoro, pur ritenendosi liberi e troppo avanti rispetto alle "persone comuni", non capiranno mai una cosa semplice: tutto il dolore e la sofferenza, svaniranno di fronte al sorriso e all'aiuto che riceverai da tua moglie o tuo marito.
L'amore è prendere un vecchio camper e fare un ultimo viaggio insieme. Prima che la malattia ( demenza senile per lui, tumore per lei) possa piegare e distruggere per sempre quello che si era, quello che si è ancora.

Il tema è un classico del cinema americano: il viaggio, o la fuga, alla ricerca di una felicità perduta. Non finiremo mai di elencare film, canzoni, libri su questo tema. Per cui questo film non vi conquisterà, sicuramente, per via della sua "originalità"  
Ma come ebbe a dire Quentin Tarantino, nel finale di "Tutto può accadere a Broadway": "L'originalità non esiste. Fanculo l'ossessione per l'originalità, essere alternativi, disturbanti, devastanti.
La cosa difficile è mantenersi umani, misericordiosi, compassionevoli, mai paternalisti, quando affronti certi temi.
Ella e John sono due persone. Non santi, non eccezionali, una coppia come tante. Chi lo dice che essere come tanti, significhi non aver storie che valgano la pena di essere narrate?
Il cinema per me è : personaggi, storia, messaggio. Qui i personaggi son descritti talmente bene, sono così vivi, che si passa sopra a una serie di situazioni ripetitive; tipiche del genere portato sullo schermo.
Il tema è quello della morte e della malattia,  che ci portano a ripensare alla nostre vite. Trovo bellissimo che costoro ogni sera rivedano le diapositive della loro relazione. Da fidanzati, freschi sposi, genitori. Le foto non mentono, le foto ci donano l'effimero dono della eternità. Sono le ultime cose che lasceremo agli altri e le prime che corriamo a vedere, quando ci sentiamo tristi.  I nostri amici, i nostri amori, ognuno di noi ha delle foto a cui tiene in modo particolare. Non tutti la possibilità di aver delle diapositive, ma vabbè il ragionamento è lo stesso
Io e mia moglie abbiamo amato molto questo film. Vuoi perché buonisti e politicamente corretti, vuoi perché abbiamo il dono dell'empatia, vuoi perché Virzì ci garba assai. Io in realtà, lo ammetto, per un periodo assai disgraziato della mia vita, lo contestavo, ma è stato assai breve! Per fortuna.
Ho amato questo film per il rispetto, il tatto, l'umana delicatezza, con cui mette in scena due vecchi, ormai giunti alla fine delle loro esistenze. Mi è piaciuto perché mostra il dolore, la solitudine e il peso che comporta invecchiare e ammalarsi, ma senza dimenticare una soffusa tenerezza. Perché da qualche parte, la persona che abbiamo amato, non ci ha abbandonato del tutto, rimane con noi. A sprazzi, brevi istanti, però vive ancora con noi.
Non condivido la scelta finale dei protagonisti, ma la comprendo e capisco. Così come comprendo e capisco che possa non piacere. Non mi interessa
Per l'ennesima volta devo ringraziare Virzì e i suoi collaboratori: Francesca Archibugi e Francesco Piccolo, per l'ottimo lavoro fatto
Perchè fanno cinema per chi non si vergogna di commuoversi e piangere per la felicità di due persone qualsiasi, ma che terremo nel nostro cuore a lungo.

lunedì 12 gennaio 2015

UNA SQUILLO PER L'ISPETTORE KLUTE di ALAN J. PAKULA

A volte anche un film che all'apparenza sembrerebbe un classico poliziesco,potrebbe rivelarsi utile per analizzare la società, i suoi cambiamenti, limiti, e le debolezze della sua popolazione.
Klute,per me , è un caso lampante: solido giallo-thriller, che però attraverso i suoi due indimenticabili protagonisti e relativi personaggi, ( Jane Fonda in stato di grazia e vincitrice di un Oscar, e un validissimo Donald Sutherland),ci si interroga sulla deriva nei rapporti umani, sull'autodeterminazione dell'uso del proprio corpo come facciata di dolori e mancanze mai affrontati o temuti, sulla solitudine umana e il bisogno di avere qualcuno,credere in un rapporto sentimentale che metta in crisi le nostre certezze nate da abitudini sbagliate o fobie degli altri,peggio ancora : della vita.



La storia segue un percorso che più classico di così non si può: un ricco industriale scompare improvvisamente. Lascia delle inquietanti lettere che fanno presumere a una sua relazione clandestina con una professionista del sesso a pagamento. Un suo amico,ex poliziotto e ora investigatore privato, Klute indaga su sostegno e spinta della famiglia e del socio dello scomparso. Questa indagine gli fa conoscere la squillo con la quale il ricco uomo d'affari si sarebbe incontrato più volte. Lei è nel mirino di un misterioso individuo,potrebbe essere l'amico di Klute? Nel frattempo nasce un rapporto d'affetto,amore,e bisogno che viene cercato e respinto dalla donna,la quale - per fare la sua professione- si è del tutto estraniata dai sentimenti e dalla fragilità che ci mettono a nudo nei confronti del mondo e degli altri . Lei pensa di aver il massimo controllo della sua vita, dei clienti,ma scoprirà che non è così.


Troppo grande la città per due che come noi, si stanno cercando. Potrebbe essere questo il titolo adatto per rappresentare i due personaggi. Lui chiuso nel suo lavoro, come lei, distaccato dal resto del mondo. Un uomo solo, che cerca nella legge e nella sua professione lo scopo della sua vita. Lei è una prostituta, una donna oggetto , da uso e via, che pensa di avere una sua dignità,addirittura di essere padrona assoluta della sua vita e della vita dei suoi clienti. Pensa di essere lei a usare loro, che ognuno abbia diritto di essere felice e che codesta felicità sia nel fare sempre e solo quello che ognuno vuole. Senza nessuna morale, etica, critica, nessun pensiero. Libertàààà! Olè.
Entrambi si stanno mentendo. L'amore che nasce tra di loro , indicherà la vera strada da percorrere.



D'altronde è vero che esso sia il lavoro più antico del mondo,ma nasce come sfruttamento di donne schiave e il pensiero dominante occidentale del piacere a ogni costo,del tanto che sarà mai,del ogni cosa ha un suo prezzo,l'ha resa una professione quasi da donne libere ed emancipate,padrone del loro corpo e della loro vita
Se una ha deciso...Cosa vuol dire? Questa frase mi fa incazzare come l'altra: è umano, è naturale. Certo che ci saranno cose "umani e naturali", ma ciò non toglie che spesso siano anche sbagliate. Una scusa per vivacchiare dentro un dolore conosciuto,a cui diamo del tu. Piuttosto che accettare di superare questa situazione. Tutto è normale, naturale, giusto, altrimenti ledi l'autodeterminazione dell'individuo. Le sue singole scelte. Invece di veder quel deserto di umanità , di sentimenti veri e profondi, vivere gli alti e i bassi di una relazione,aprirsi agli altri e condividere l'esistenza, si preferiscono le bugie e l'acida partecipazione indifferente di una donna "costretta" a vender il suo corpo. Una donna che si ama così poco, si considera così poco,da vedersi come un corpo da monta e danaro. Un sintomo del nostro mondo completamente disabituato a vivere le relazioni, di qualsiasi tipo,e che preferisce dei comodi surrogati,delle piccole e tranquille gratificazioni fasulle.



Klute è anche un ottimo thriller, ( con delle musiche "argentiane" decisamente suggestive) e Pakula ,servito da una sceneggiatura eccellente, confeziona un film teso,inquietante, ricco di suggestioni e colpi di scene ben calibrati.
In perfetto equilibrio tra cinema di genere e tensione e ottima analisi sociale e del disagio umano .

lunedì 28 gennaio 2013

Invasioni di ultracorpi dal terrore dello spazio profondo

Quando penso alla razza umana mi immagino sempre dei ratti che corrono in un labirinto,dovrebbero raggiungere l'uscita perchè credono di mangiarsi una bel pezzo di formaggio, ma questa più che una certezza è una speranza. Qualcuno l'ha detto e molti ci credono, senza averne le prove. E così corrono, corrono, corrono,si illudono di aver indovinato la strada giusta,ma poi scoprono con sommo sbigottimento che stanno andando contro mano o che non si ricordano più perchè si son messi a viaggiare.
Ci sono obiettivi :successo,affermazione,relazioni sociali e sentimentali.E sopratutto l'eterna chimera della felicità. Ossessioni che trasciniamo avanti dal momento della nascita fino alla morte.Però se tu guardi bene,sai una cosa?Ti accorgi che sono solo ratti nel labirinto,e che esso non abbia nemmeno un'uscita. Non puoi comprenderlo subito perchè anche te sei uno di quei topastri ,anche se da qualche parte nella tua testa senti una voce che ti avvisa della inutilità della tua corsa.
Paranoia,follia,sfiducia,depressione,disistima,abbandono,smarrimento,perdizione,altro che acqua il genere umano della parte più ricca del mondo è composta da queste cose. In superficie vedete tanti stronzi che galleggiano nel mare delle speranze,delle ambizioni,e sotto acquattato nell'abisso c'è la vera sostanza: bestie affamate di mediocrità e di sogni irrealizzabili.

Tu pensa se arrivasse una razza aliena e sostituisse nel sonno queste persone con copie esatte,ma senza tutta questa merda che ci portiamo a presso. Nessun amore,nessun odio,tanta bella disciplina e organizzazione.Felici.
E invece no! Hollywood pretende che noi dobbiamo essere felici , che dobbiamo desiderare,che continuiamo a correre nel labirinto. Per cui, se dovesse esserci, sarebbero gli alieni quelli cattivi, mica noi. Inutili e rumorosi mediocri.

Questa qui è la mia idea,ma io sono noto per scrivere e commentare alla cazzo, no in realtà non è così, in sostanza le discussioni e le relazioni hanno binari già decisi .Servono per dare consenso alla carne da macello,se dovessimo comandare noi dell'armata rossa Lisa Simpson,  tu Spettatore Indisciplinato e quelli come te siete come degli alieni che..Anzi no,uno che ti assomiglia parecchio, (lovecraft), sosteneva di fare lo spettatore della vita.Perchè gli altri gli apparivano un po' istupiditi con le loro sciocche manie e desideri,amplificate dalla società,dal credo politico e religioso e così via. Il tuo amico H.P.però si sarebbe ravveduto sulla politica, (dopo il sostegno all'ancient regime,al fascismo,avrebbe sposato tesi profondamente anti capitaliste),ecco..Te fai parte della minoranza di persone con personalità,punti di vista altro,amore per il gioco di parole ,di concetti.Altro che un bocciolo e l'invasione degli alieni,chi mai farebbe un doppione di te?Sei il topo con poco fiato,che sta dietro e vede gli altri agitarsi.Ora diciamolo certi non sarebbero un cazzo senza il gruppo che li sostiene,che ne decanta ogni cagata che scrivono,ogni loro stupidissima vetta di seriosità su cazzate immani.Ah,cari ultracorpi,se per caso doveste invaderci ...Posso darvi alcuni indirizzi da evitare?Che in questi anni hanno già detto tante cazzate,questi americanini de noantri,non vorrei ritrovarmeli sotto mentite spoglie..
E poi a ben pensarci?Ma perchè tanto viaggio e fatica per arrivar fino a noi?Un pessimo pianeta. Con pessima gente?Come gli scarabei e le mosche siete del ramo:la merda è il nostro mestiere e gli affari vanno bene?Come?Ah,si ... Dovrei scrivere una specie di ...Come dire? Speciale sul film di Kaufmann e di Siegel,c'ho pure wiki pronta,poi cambiamo una parola e una virgola e il gioco è fatto.Ma sapete,dovevo scrivere altro. Dovevo fare un post-confessione a base di ma andate a fanculo ,sai quelli sono i post che preferisco. Ne ho scritti due davvero ottimi, li linkerò forse.Poi mi è venuto in mente che dovevo scrivere recensione di uno dei miei film preferiti e insomma ne parlerò secondo il mio umore più wiki eh!Tipo un Cuba Libre
Si,lo so.Non c'è logica, non c'è un filo in quello che dico e faccio, la noia ...La noia, signori miei.
E allora,volete la recensione pulita,professionale, con due o tre cose prese da qualche sito - e poi fate i complimenti a chi scrive, ma a chi? Chi scrive? bè,copiare è un esercizio di scrittura,avete ragione.
Perchè preferisco il remake? Perchè a differenza dell'originale non cercano il lieto fine. Anzi bastardi più che mai ti creano un pre finale che è un inno alla forza del singolo e di come possa cambiare le cose, quindi siamo nel terreno americano,nel sacro suolo yankee delle cazzate.Andate a fanculo individualisti.Non contate un cazzo anche perchè lo sport dell'individualismo è quello preferito da noi. Vi considerate unici e siete fatti con lo stampino.Infatti senza i vostri amici non siete nulla,ma avete questa stupida idea dell'Uomo,dell'Individuo,della sua Forza,balle liberali,balle per stupidi e boccalone,quindi dicevo il film vi lascia soddisfatti. Hai visto tesoro?Alla fine quegli alieni là,saranno bravi eh? Vedi come sono disciplinati e organizzati,ma poi basta un yankee ,uno e la libertà di impresa,iniziativa,pensiero è assicurata.
Vorrei vedervi , vorrei fotografarvi quando l'urlo di Sutherland distrugge il vostro ottimismo del menga,ah quanto vorrei essere presente.
Finale apocalittico,radicale,pessimista per molti,ma non per me .A ben pensarci meglio ,magari quegli alieni che accettano la loro mediocrità ,sono  meglio dell'essere umano alla ricerca di affermazione e gloria,sempre Anche quelli che sono destinati a non lasciar segno .Anche quelli che confondono un pubblichetto di amici e amiche come la ribalta di un palco dove loro possono vantarsi dei loro successi.
L'alieno buono dopotutto non è una novità,ci ha fatto venire il diabete,anzi l'ha inventato lui, con Et,poi ci sono anche casi migliori come ad esempio:Ultimatum alla terra.
Questi non sono buoni,non lo sono per niente.Vengono ad occuparci per sopravvivere,ci mantengono uguali a noi stessi,uguali,ma ci levano tutto quel peso ridicolo che il vivere ci dona.Niente emozioni,niente colpi di testa,niente cretineria umana. Cose,macchine,come siamo già oggi.Perchè secondo te ,intorno ci sono Uomini?Ma non li vedi?Sono ratti che corrono nel labirinto,fanno pena.


Ora partiamo con più logica,vi va una piccola incursione nel classico degli anni 50?
Bè,è uno di quei film ,di quei classici che tutti noi dovremmo vedere ed amare,perchè mette in scena il cinema di genere come piace a me. Infatti a mio avviso fantascienza,horror,poliziesco,western ,insomma il film di genere è un mezzo per dire tante cose,non solo per dar del tempo da passare a spettatori sciocchi,con il cervello spento,che vogliono solo divertirsi..Quante cose puoi dire attraverso il genere!
Ecco l'originale esce negli anni 50,e quelli nonostante quello che ci arrivava a noi popoli colonizzati dall'impero yenkee,non eran proprio anni da lucille ball e casalinghe sorridenti.L'erba non era così verde, e la famiglie non così serene. Sai quello era il periodo del maccartismo. Un folle che con la sua crociata contro il comunismo ha spezzato vite e carriere di gente che sapeva troppo,sapeva troppo e più di lui.
Anni terribili e bui, raccontati benissimo nel film Il Prestanome. Guardatelo, merita!  Così ecco arrivare The Body Snatcher. Si immagina di baccelli spaziali che giunti in un paesino americano,la classica buona provincia yankee ,di buon vicini,sceriffo paternalista,dottore anziano e così via,insomma la visione che tanto piace agli americani e agli americani di casa nostra.
Solo che succede qualcosa di strano..la gente cambia. Un sospetto che viene all'eroe del film ,interpretato da Kevin Macharty, dove sono finiti i sorrisi yankee?Dove la loro voglia di vivere?Si sveglia in un paese che sembra brianza profonda eh!Quanta allegria gente.
Sono alieni,che giunti da noi , durante il sonno prosciugano gli esseri umani e si sostituiscono ad essi. Non cambia nulla del precedente.Tiene gli stessi ricordi,tutto. Solo che non ha emozioni,deviazioni di nessun tipo. Disciplinato,inquadrato,come gli americani vedevano i comunisti e invece di dire:wonderfull ,criticano.Perchè l'individuo...Io non ci credo,per me non ha nessuna importanza. L'individuo è il concentrato di regole sociali ben precise e le segue. Non siamo liberi,non c'è libertà di sorta.Gli alieni ci fan comprendere fino in fondo tutto questo.

Il film di Siegel è asciutto,stringato,ha momenti davvero tesissimi che praticamente coprono tutta la seconda parte.Il bianco e nero suggestivo e di taglio realistico aumenta la drammaticità della trama
Indimenticabile la sequenza con Kevin,unico sopravvissuto all'invasione che urla agli automobilisti:sono qui, o una cosa simile.

La pellicola ambiguamente potrebbe essere letta come propaganda anti comunista oppure come attacco al maccartismo,è comunque uno sguardo duro e pessimista sull'America. Cosa nascondono le maniere buone della piccola cittadina,chi sono i nostri vicini?Disturba e pone forti interrogativi.

La produzione però ha rotto le palle e abbiamo così un finale davvero brutto e inutile. Della serie arrivano i nostri.
Rimane però leggendario,suggestivo e parecchio angosciante.

20 anni dopo, più o meno, Philip Kaufman riporta la storia sullo schermo. Lo sceneggiatore W.D.Ritcher  (Brubacker,Grosso guaio a chinatown,cose preziose), sposta la storia dalla provincia americana,dagli anni 50 della rinascita dopo la guerra,dell'ottimismo e del rock,negli anni 70. Anni di grossa crisi per l'america.Politica , (manifestazioni,black panther,guerra del vietnam,watergate), economica e sociale.
Cosa è rimasto dell'estate dell'amore?Cose delle utopie hippy?Cosa del sogno americano?Poco e nulla ,quindi chiudiamoci nel privato.La gente in città è straniera,anche se parla la stessa lingua. Quindi teniamoci amici e amanti.Teniamoli stretti,perchè nella corse all'interno del labirinto ci daranno una mano ad illuderci di essere importanti,di contare per qualcuno.Bello avere certezze su una persona,fidarsi.
Cosa succederebbe se ella fosse diversa,altra,"aliena"?E come fai a farti sentire?Già il povero Kevin urlava in mezzo alla strada,per farsi sentire. In una piccola cittadina,pensa qui...Pensa in una grande città.
Kaufman è davvero bravissimo nel saper creare un film paranoico,aprendo all'orrore di quel periodo. Le mani degli alieni che cercano di aprire una porta ,sembrano quelle degli Zombi del film di Romero,il cane con la faccia da uomo,la nascita delle copie,la distruzione con un rastrello di uno di questi esseri. La fantascienza di sporca anche di horror. E non perde tempo.Nei titoli di testa vediamo questi pulviscoli arrivare dallo spazio,poi atterrare sulle foglie e piano piano impossessarsene
Dopo di che una dottoressa che lavora per lo stato si ritrova una di queste piante in casa, è l'inizio del contagio.Il marito caciarone,diventa un uomo serissimo.Tutto qui. Per il resto è identico.
c'è gente che corre,qualcuno urla,ma i protagonisti non ci fanno subito caso.Succede anche da noi, nella nostra vita. Non ci sono le trombe dell'inferno ad avvisarci, una mattina ci svegliamo e veniamo a sapere che un nostro amico non è più lo stesso: si è imborghesito,ha ucciso qualcuno..Ma è lui?Davvero?Conosciamo le persone o conosciamo solo l'idea che abbiamo di esse?E cosa sappiamo dire di noi?Siamo sicuri di poter spiegare agli altri chi siamo,cosa proviamo davvero?Dopotutto abbiamo sbalzi d'umore,contraddizioni,già normalmente.Figurati se dovesse arrivar un invasione aliena.
E poi chi ci dice che siano davvero così cattivi?Magari si vivrebbe meglio.

Il remake lo preferisco e di gran lunga all'originale. Non concede sconti,non offre possibilità di salvezza. l'America sprofonda,nonostante gli addormentati possano credere a Reagan.
Ecco,molti senza america che farebbero?Molti preferiscono avere un paese da idolatrare alla cazzo senza vedere la vera faccia putrida e ripugnante dell'alienazione urbana,dell'oscurantismo osceno delle provincie,dell'imperialismo colonialista.
Questo film ci mostra il crollo della nazione devastata dall'interno e resa a mio avviso libera a nuova vita.Non migliore e non peggiore della nostra.
Non è solo la politica ,non è un fatto esterno è proprio l'essere umano occidentale ormai morente e pleonastico devastato dalle sue ossessioni,malato di mediocrità premiata e condivisa,dissolto nella libertà senza responsabilità,e francamente non ne sentirei la mancanza.

Volete due parole sul cast: Donald Sutherland è ottimo nei panni di un eroe normale. Scrupoloso ispettore del ministero della salute pubblica, un eroe che lavora per lo stato anzi statale...wow! Jeff Goldblum si agita e si agita ancora. Fa lo scrittore alternativo scassapalle che ce l'ha a morte con il dr Spock,cioè capite c'è anche Leonard Nimoy! Entrambi sono davvero molto bravi a disegnare i loro personaggi,sopratutto Spock. Il suo psichiatra ambiguo e collaborazionista è un buon personaggio
Le donne?Brooke Adams che a me piace assai,perchè ha quella fragilità femminile,quella bellezza classica e "quotidiana" ,da donna normale,che a me conquista e poi è davvero una brava attrice e alla fine la testimone della fine del genere umano:Veronica Cartwright. Alien non vi dice nulla?

Bè,guardateli questi due classici,sopratutto il remake.E pregate che vengano ad invaderci,ma forse l'han già fatto ....

domenica 19 febbraio 2012

IL GIORNO DELLA LOCUSTA di JOHN SCHELSINGER

Benvenuti a San Bernardino,periferia di Hollywood,dove i sogni sono tenuti rigorosamente lontani e i disperati cercano di prendere gli avanzi della gloria.Vite sordide,volgari,disperate,quelle che circondano lo splendore effimero ed eterno delle vite delle stars e dei grandi produttori.Qui giunge Tod,scenografo,impegnato nel lavoro di un film su Waterloo.Il ragazzo si innamora di Faye,un'attricetta alla ricerca della grande svolta che vive con il padre ex clown e ora patetico rappresentante.Durante un tentativo di vendita conosce Homer- di cognome Simpson- un ricco e solitario ragioniere,uomo timidissimo e debole che cerca il rifugio nella religione e nell'impossibilità di trovare l'amore.
Il destino farà incontrare Tod,Faye e Homer portandoli verso un finale splendido di distruzione,morte,e perdizione.

Schelsinger girà un apologo quasi apocalittico sull'esistenza umana,prendendo come pretesto Hollywood,in realtà simbolo dell'essenza americana.Una critica ferocissima e altamente morale sulle esistenze vuote e paranoiche,sui miraggi del successo e della religione che sia quella del danaro,quella della fama,che quella fatta da presunte serve di dio.Non è quindi un film sul cinema e basta,ma molto di più.Il finale è uno tra i migliori mai girati,la folla che distrugge e uccide,le visioni deliranti che colpiscono la mente di Tod aprono i confini dell'orrore.E poi l'amarezza della solitudine totale in quella casa vuota.Un film dunque di grande impatto.Recitato benissimo da Karen Black,nota anche per i suoi ruoli in film horror,Donald Sutherland e William Atherton,che poi si è un po' perso.
La sceneggiatura è di Waldo Salt,autore tra l'altro delle sceneggiature di Serpico e Un Uomo da Marciapiede,tratto da un celebre romanzo del 1939 di N.West.
Un grande film che consiglio

lunedì 2 gennaio 2012

I GUERRIERI di BRIAN G. HUTTON

Cosa serve a una pellicola per essere considerata un'opera riuscita?A mio avviso tre requisiti:1)una buona sceneggiatura,2)cinemascope,3)clint eaestwood
Ebbene ,questo film ce li ha tutti e tre!Nonostante Hutton sia un mestierante pressochè dimenticato e la sua regia assai convenzionale,pulita,priva di trovate particolarmente interessanti,questo film è davvero godibilissimo.Merito della sceneggiatura di ferro di Troy Kennedy Martin,che riesce a miscelare molto bene commedia,azione,cinema di guerra.Perchè questa è a tutti gli effetti una commedia travestita da cinema bellico.C'è moltissima ironia,un certo scanzonato e blandissimo anti militarismo e scarso senso patriottardo.Kelly scopre casualmente durante l'interrogatorio di un colonello nazista,l'esistenza in Francia di una banda piena di oro del Terzo Reich.Decide di svaligiarla e per questo recluta alcuni uomini,avanzi dell'esercito e gaglioffi per attuare il piano.Finale beffardo e divertentissimo,almeno per mr
Eastwood è il classico anti eroe che tutti noi amiamo,Telly Savals il burbero dal cuore d'oro e uno scatenato Donald Sutherland è il pazzo della strampalata compagnia
Insomma,un film assolutamente da vedere,ne vale la pena.

domenica 25 gennaio 2009

GENTE COMUNE di ROBERT REDFORD

Condrad è un ragazzo traumatizzato per la morte del fratello,del quale si pensa responsabile,e con grossi problemi di relazione famigliare,in particolare con la madre-la quale era legatissima al figlio morto.
Grazie a un psichiatra e superando nuovi dolori,il ragazzo troverà una sua serenità accanto al padre.
Questo film vincitore di oscar, ha diviso da sempre gli spettatori,per alcuni è un film molt intenso e profondo sul dolore,il distacco,la perdita e la risalita,per altri un film modesto che è stato sopravvalutato.
Per me è un'opera interessante e meritevole di essere vista e ricordata.L'istituzione famiglia viene indagata e criticata senza perdere il controllo,si analizza la colpa per la perdita di qualcuno e la difficoltà a perdonare o perdonarsi con una certa serietà ed evitando fino a che si può le trappole della facile commozione.Il fatto che un figlio sia preferito rispetto a un altro,l'estraneità con persone della stessa famiglia,la disperata e insensata idea di non sciogliere mai la famiglia,come se da sola essa possa salvare una situazione irreparabile.Robert Redford dirige un buon film,uno di quelli che commuovono per l'intensità degli attori e della bellissima colonna sonora-pochi accordi di piano e archi-uno di quei film sul quale far nascere un bel dibattito ,una riflessione sulla morte,il dolore,il distacco,la famiglia e altro
Bravissimi Donald Sutherland,Timothy Hutton,Mary Tyler Moore,Judd Hirsc