sabato 19 aprile 2014

Buona pasqua:piccolo speciale Venezia

Mi sto preparando per andare in vacanza,una brevissima vacanza con la mia " ciao bella gioia" ,cioè :Valentina.
Andremo a Venezia. Che romanticismo! Si,insomma è un romanticismo che hanno tutte le coppie , eh! Cioè immagino che in migliaia di altre cose ,ora , diranno: "amore andiamo a venezia?". Mica è tipo dire: " Per celebrare il nostro amore ...Andiamo in Siberia!".
Però  è una città bellissima, ha dei piccioni favolosi e poi...Non mi par di rammentare altro.





Prima di lasciarvi , però, una piccola e informale carrellata,classifica, fatta con massimo cazzeggio: Venezia al cinema
 Ne hanno girati di film qui. Posto di rara e penetrante bellezza, malinconica, suggestiva, anche macabra e decadente. Impossibile non usarla per ambientarci storie di vario genere
 Mi viene in mente una commedia decisamente leggera ,come le facevamo negli anni 50,ma con protagonisti due splendidi mostri sacri: Sordi e Manfredi



VENEZIA , LA LUNA E TU

https://www.youtube.com/watch?v=esnTKso4VW4


Come vi ho detto , Venezia è anche un luogo magico e tenebroso. Dove non è difficile credere che vi siano storie di maledizioni, di forze oscure - che anche loro devono andar in vacanza romantica eh- e di tenebrosi segreti




NERO VENEZIANO  di UGO LIBERATORE

Trattasi di horror demoniaco che vidi anni  eanni fa. All'epoca certe scene e ambientazioni mi colpirono assai. Mi spaventai non poco. Le scene dei delitti sono girate molto bene e insomma se vi va una serata vintage dedicata all'horror italico ,ecco una pellicola media . Che potrebbe anche risultare meno brutta di quanto si pensi, o forse no.

Molto bella la colonna sonora di Pino Donaggio

https://www.youtube.com/watch?v=oekSXPCL2gI



A VENEZIA UN DICEMBRE ROSSO SCHOCKING

Un sublime capolavoro. Film autoriale che gioca con il genere: ghost story.  Angosciosa e angosciante storia di una cronaca di una morte annunciata, è un'opera che mette veramente paura ,facendo sentire allo spettatore tutta la condanna che dovrà scontare il personaggio di Sutherland. Per fortuna : non ha un remake ^_^

https://www.youtube.com/watch?v=anyqHlUvhr4




ANONIMO VENEZIANO

Uno dei miei film preferiti,quando parliamo di drammi sentimentali, un'analisi del rapporto di coppia. Una coppia in crisi , i ricordi, le colpe e le cose che ancora legano due persone. Opera commovente, che si regge sulla bravura di due protagonisti: Tony Musante e Florinda Bolkan.

E che colonna sonora!

https://www.youtube.com/watch?v=izPiqPWyJh0

In modo molto sbrigativo ,questo è il mio omaggio a Venezia. Sto tirando tardi come sempre , non voglio arrivare in ritardo!I gentiluomini non fanno aspettare le loro dame , no?

Quindi :buona pasqua! Siate felici, ve lo auguro sinceramente- io e valentina ve lo auguriamo,va- e insomma niente : Ciao belle gioie!

mercoledì 16 aprile 2014

STILL LIFE DI UMBERTO PASOLINI.

Quante volete ci avrai pensato? No, non metterti a fare i calcoli! Che in matematica sei veramente una frana! Tu e i numeri, tu e l'economia viaggiate sempre su binari diversi. Bè,mettiamola così, caro il mio walter mitty della brianza, tantissime volte.
Come sempre: devo dire,devo fare. Immagini, e questo è il problema, perchè la tua immaginazione ti porta a vivere emozionanti avventure... Quando cazzo, devi solo andar al cinema : da solo! Cosa ti blocca? Quale paura ti frena? Ah,quei cazzo di numeri,di file da cercare. Sono scuse,caro mio. Ti sei limitato da solo. Per paura degli altri, o di altre cose. Ma comunque ti sei limitato. Ora che ci penso, fammi cercare un attimo eh? Dunque faceva parte del tuo progetto: campo e muoio solo. Tanto non conto niente,sono mediocre,figurati se .. Così per 37 anni. E mo te lo voglio dire: eri ridicolo. Decisamente ridicolo con quel tuo cinismo che non ti appartiene, tragicamente ridicolo quando cercavi di fare il disilluso. Perchè? Perchè tu ami l'umanità. E non nel senso cattolico, o per ricevere il premio "Persona buona dell'anno", no la tua è una radice profonda e forte. Le piccole vite, quelle invisibili,che ci sfiorano, tu sei interessato a loro. Perchè per anni ti sei messo in testa di esser come loro e di morire solo. Dimenticato,come ti dimenticano in vita.
Poi? Oggi che giorno è? Il 16. Cosa è successo un mese fa? Che alla fine la vita ha voluto premiarti. Perchè non sei una persona repellente,viscida,appicicaticcia, perchè non sei mica uno che merita di morire da solo, e nessuno lo merita,perchè doveva andare così. Comunque , sarà banale e ridicolo,ma sapete è vero: l'amore ti dona una forza sconosciuta,o forse riesce a tirartela fuori
Oggi è un mese che sto con una persona meravigliosa, una persona che si interessa a me e mi fa sentire come uno che abbia grandi cose da dare e dire.
E quindi sono andato al cinema da solo. Questo piccolissimo,insignificante,passo - me ne rendo conto- è un  passo importante per altri cambiamenti molto più seri e impegnativi. E tutto questo lungo,tedioso , prologo per dire cosa? Ce l'ho fatta io, mi auguro che ce la possiate fare anche voi. Superare una parte delle vostre paure,spezzare qualche catena. Perchè si vive una volta sola ed è breve,magari cerchiamo di passarla sta vita senza complicarcela troppo, o farcela rovinare troppo dagli altri e dalle nostre ritrosie

Ok,ora il film



Non ho mai amato i film prodotti o diretti-prima di questo ne ha fatto solo uno su una squadra di pallamano di cingalesi,che insomma- da Pasolini. Questo Pasolini. Non mi piace Full Monty, per cui quando è uscita questa sua nuova pellicola non è che abbia gridato al miracolo. Poi ho letto la trama ,ed è stato subito amore
Ora non dirò che Pasolini improvvisamente mi piaccia ed evviva! No,un film ottimo riesce a tutti e sopratutto quando hai un attore straordinario come Eddie Marsan. Però,ammetto che mi son trovato di fronte a una pellicola davvero bellissima e importante,seppure piccola e all'apparenza fragile. Invece essa ci dice e ci mostra cose importanti



John May sarei potuto essere io, o uno dei suoi "clienti". Perchè sono davvero tante le vite che si concludono nella solitudine,senza nessuno che venga a celebrare la tua vita
Perchè la morte è questo: la celebrazione di quello che sei stato,ci hai lasciato,ricorderemo di te. Non amo la cultura del piangisteo e del dolore teatrale.perchè non è dolore.E ci tengo che per me sia così. Accompagnatemi sereni,brindate e cantate per me. Ballate,fate una cazzo di festa perchè la mia vita alla fine è una festa. La morte è la celebrazione,certo! E te lo riscrivo paro paro. Perchè la tua vita per quanto piccola,per quanto tu non abbia lasciato films,canzoni,libri,record mondiali nelle discipline atletiche,hai pur sempre vissuto. Ti sei emozionato,hai amato, hai lottato , e ci sono le risate,i pianti, le sbronze,tante cose stupide e altre epicamente stupide. In tutte le vite. TUTTE,anche di chi si nega da solo codesta importanza.
E lui fa questo di lavoro: cerca i parenti o conoscenti di gente morta. Sola. Perchè, e questo lo scrivo sui pessimisti e cinici che troppo ottimismo e dolcezza poi magari li stordisce, ci vuole poco. Si,ci vuole davvero troppo poco per lasciarsi tutti e tutto alle spalle E finire nell'oblio da vivi.

John è una bravissima persona . Non è un uomo mediocre e insignificante ,come pure è stato presentato ieri sera,insignificante è il suo capo. Lui,invece è una bravissima persona. Certo nei nostri tempi esser buoni significa buonista,per cui ipocrita. Meglio trattare male tutti alla cazzo di cane, mostrare la tua coglioneria da buffone e ometto debolissimo portando odio per le misere e piccole cose,ma non vi fate pena? Un minimo? Se si,allora avete un cervello,ma temo che questa cosa non vi sfiori mai. Vi siete inventati la causa del buonismo per aver una scusa a non migliorarvi mai,a ripetere da bimbi cresciuti e pirla quattro cazzate talmente scorrette che la maggior parte dei bigoli pensa,perchè se no facciamo la figura dei mollaccioni, Contenti voi,fate la figura dei coglioni va.




May, è sicuramente un piccolo e meticoloso uomo. La sua vita è il lavoro e somiglia così tanto alle persone di cui si occupa. Però nel suo impegno c'è non solo zelo professionale,ma lui ci tiene a quelle vite. Lo noti dall'album di foto ,con tutta quella gente . Come se lui fosse il loro guardiano, come se fosse un modo per prendersene cura.
Per questo John è uno dei personaggi migliori scritti per il cinema , in questi ultimi anni.
L'ultimo suo caso- nel senso che in questa epoca idiota il suo lavoro viene considerato dispendioso e pleonastico e quindi l'uomo viene licenziato- gli cambierà in un certo senso la vita. Ed è bello il modo in cui il regista mostra questa umanità. Non sono eccezionali,ma nemmeno degli sciamannati . Sono gente come me, te, come noi.



Pare strano di vedere un film umano,senza paradossi grotteschi violenti,senza scandali per bigotti .Un piccolo film che ci ricorda cose importanti e lo fa in punta di piedi,sottovoce. Eppure meraviglioso

Sopratutto il finale. Criticato da molti, per me invece molto bello perchè si ricollega al discorso precedente della celebrazione,anche se poi non disperde l'amarezza assoluta
 Insomma è un film che merita di esser visto,rivisto,visto ancora

venerdì 11 aprile 2014

la porta chiusa

Sei fantastico! Non avevo mai conosciuto un uomo come te!!!!! Non vedo l’ora di vederti ! Tra venti minuti sono in stazione. Non vedo l’ora di incontrarti,amore!

“Anche io cara,sei la gioia della mia vita. Sono già arrivato e ti sto aspettando . Ti amo tantissimo”
Arrivato dove? Luca è ancora in mutande davanti al video del suo Windows  Vista. Ci metterà minimo  quaranta minuti per arrivare in stazione,  ma  il ragazzo ha una sua idea particolare circa il tempo.
“Tanto c’è tempo” Potrebbe essere il suo slogan, l’epitaffio, la scritta che ci dice tutto di lui. Grattandosi  la testa e alzandosi svogliatamente dalla sedia, stiracchiandosi , si dirige svogliatamente verso l’armadio. Forse ho ancora un po’ di tempo per vedere  i goals della Juventus   o un video porno. Il cellulare squilla : un messaggio.
“Che rompimento di coglioni!” Sussurra il ragazzo , andando a prendere il suo Nokia.  
“Ciao Luca, ti rammento che per lunedì devi presentare il tuo progetto,fondamentale per la nostra azienda. Non farci fare una figura di merda con gli americani!!!”
Ecco, ci mancava Matteo con i suoi messaggi allarmisti. Ma che cazzo! Lunedì è domani! Con calma , appena ritorno dal pomeriggio con Maria Maddalena,  butto giù qualcosa. Quanta  pressione, quanta premura! Tanto c’è tempo.
Saltellando su una gamba si infila i pantaloni , perde l’equilibrio cade e bestemmia.  Si veste  , alla cazzo di cane, e si avvia verso la porta.
Però quel filmato con la bionda vampira,sai mai….Magari il pomeriggio si mette bene e si possa concludere qualcosa.
Va a cercare nella sua cartelletta il filmato ,lo trova, si slaccia i pantaloni e comincia a masturbarsi, mentre sullo schermo una siliconata si monta un tizio e lo divora durante l’orgasmo.  3 minuti e cinquanta di secondi, Luca ha finito prima dei cinquanta: “ Dannazione,è proprio da tanto tempo che non faccio una sana trombata! “ Pensa infastidito. Corre in bagno a darsi una veloce lavata..  Il tempo è passato,il ritardo aumento di venti minuti.
“Ora andiamo va “ Pensa.   Deve anche inventare una nuova scusa,e solitamente le sue scuse si basano su un piano facilissimo: dare la colpa agli altri. L’ha sempre fatto in 35 anni di vita. Per ogni cosa che lui abbia fallito , c’era una persona , del tutto estranea ai fatti, che diventava il capro espiatorio della sua irresponsabilità  incapacità.
Lui però si sente una persona a suo modo responsabile e impegnata, da un po’ di tempo frequenta  il meet up  del M5s  della sua città.  E si sta interessando al fenomeno delle scie chimiche. Non ci ha capito ancora un cazzo,ma sicuramente c’è qualcosa sotto. Apre il portafoglio: la foto con Mingo e Fabio di Striscia la Notizia e quella con Belen ,gli rammentano che non ha prelevato nemmeno cinque euro! Doveva farlo ieri,ma poi erano sopravenuti degli impegni inderogabili …  Quali? Vedere il dvd ,preso con Tutto Sport, dei migliori goals di Del Piero e sicuramente un porno appena scaricato.
“Cazzo,che problema! Vabbè, dirò che non funzionava il Bancomat. Banche di merda !” Luca prende il suo portachiavi ,inserisce la chiave nella serratura della porta e con un balzo, per non perder troppo tempo, si avvia veloce  fuori di casa…
La botta alla testa lo rintontisce , facendolo indietreggiare e quasi cascare per  terra .
Cosa è successo? La porta è chiusa. Eppure.. Non aveva inserito la chiave nella serratura? Non aveva spalancato quella cazzo di porta? Non aveva forse visto il pianerottolo illuminato dalla luce del sole,caldo e afoso, di quel aprile straordinariamente rovente?
“L’ho fatto? Si… La chiave…” Ecco: che fine del cazzo aveva fatto la chiave? Non ce l’hai in mano? Si,l’avevi presa e l’hai inserita dentro la serratura e allora..dove cazzo è finita!
Eccola! Nel contenitore di plastica, con un vecchio adesivo di Star Wars . Vecchio ricordo dell’adolescenza.
Luca la riprende, dandosi del vecchio rincoglionito e ridendo divertito,vabbè mo infiliamo sta cazzo di chiave , ecco la serratura che scatta,abbassa la maniglia, la porta si apre,e…
Il dolore ritorna potente e penetrante in testa . La porta è chiusa.
“Cosa?” Luca non riesce nemmeno a formulare una domanda sensata. Ora ,da qualche parte, sente la paura farsi strada.  “Sto venendo a prenderti e ti mangerò!” La risata diabolica della Paura che si avventa su di lui con tanto di coltello,forchetta e una bocca avida di carne , lo scuote fino alle fondamenta .
La porta è chiusa.
Eppure l’aveva aperta, no? Le chiavi…
“No!”  Passandosi velocemente una mano sulla faccia,per asciugarsi il sudore freddo, Luca le vede: nel contenitore.
“No,un momento … Le ho prese cazzo! Le ho prese! Erano nelle mie mani!” Sente il cuore in gola e lo stomaco vuoto che pulsa terrore e paura,mentre la sua mente comincia a traballare … Sto diventando pazzo? Il ragazzo non vuole porsi quella domanda. Cerca di respingerla, di non formularla,ma la stronza si fa strada con arroganza nella sua mente: “ Sei diventato pazzo?”
Qualcuno ha riso.  Luca è sicuro: una risata.  Profonda,tenebrosa,come se chi ridesse avesse la bocca piena di sabbia.
“Chi è?” Urla il giovane. Nessuna risposta,solo un placido silenzio primaverile. Voci di bambini in cortile. Stanno giocando ,una litania, non capisce..Ma sarà qualcosa come “la macchina del capo” e cavolate simili.
Il giovane uomo si avvicina al contenitore. Prende le chiavi, le stringe fino a farsi male e perdere un po ‘ di sangue.. Poi le infila nella serratura e … Il cellulare suona
“Pronto?”Mormora il ragazzo
“Sei un bastardo! Mi hai fatto aspettare due ore ! Due ore ! Cretina io che ti ho aspettato,e sai perché? Perché ti amavo. Tanto,ma perché mi hai dato buca senza dirmi nulla, un messaggio?  Ora ho perso il treno per  ….”
“Maria Maddalena, sono a casa ..La porta non mi lascia uscire! Aiutoooo!! Per favore chiama qualcuno!”
“Cosa?”
“La porta non mi…”
La linea cade. Dannazione ha finito il credito! Avrebbe dovuto caricarlo,lo sapeva benissimo…
E ha rimandato. Come sempre.
Il cell suona di nuovo
“Mary,per favore…”
“Sei pazzo. Sei un pazzo furioso e mi hai anche agganciato il cellulare in faccia. Non ti voglio più rivedere”
Luca cerca di parlare ,ma sente il click della fine comunicazione. E in quel momento avverte il peso della sconfitta . L’ha persa. Per sempre. L’unica garanzia di vivere ,di cambiare stile di vita, di migliorarsi. Per sempre, per sempre ,per sempre. Persa.
Il ragazzo girando la chiave nella serratura piange. Prima silenziosamente,poi esplodendo in disperati singhiozzi dove paura,rabbia, impotenza, si mescolano ed lo avvolgono .
 La porta è chiusa.
Ha provato dieci volte. Deve chiamare un fabbro … Per dirgli cosa? “ Sono prigioniero in casa. La porta mi tiene prigioniero”
Di nuovo il cellulare: “Maria Maddalena,forse..” Luca si sente felice. Non tutto è perduto.
“Am..” Non finisce la frase
“Coglione pezzo di merda!!!!! Dove sei? Da lunedì che ti cerco! Sono tre giorni! Abbiamo fatto una figura di merda con gli americani! Si sono ritirati dal progetto. Progetto che dovevi present..” La linea cade.
“No! NO NO NO NO NOOOOOO!” Urla Luca. Scarico. Anche questa no,anche il lavoro no! “Ma cosa ha detto Matteo?” Son passati tre giorni da lunedi?” Come è possibile? Oggi è domenica.. E ora siamo già a giovedi o venerdi? Che giorno è?” Luca cerca il caricatore…L’ha lasciato a casa del suo amico Pietro. Doveva passare a riprenderlo, “ domani,tanto c’è tempo!”
Luca getta a terra il cellulare che si frantuma in mille pezzi. 
“Devo chiedere aiuto a qualcuno”  I bambini in cortile . Li sente giocare, stanno ripetendo ancora quella litania,poche frasi e semplici,quasi banali..che staranno mai dicendo? E a te che importa, ora! Chiedi aiuto!
Luca esce sul balcone e  li vede. Due maschietti e due bambine nei loro grembiulini della scuola. Saltellano allegri sopra un disegno rozzo ,fatto con il gesso sul terreno.
“EHI! EHI! BAMBINI!!! Presto! Chiamate i vostri genitori! Ehi,ascoltatemi! Smettetela di ripetere quella cazzo di filastrocca!” Sbraita Luca  .  I bambini si fermano e lentamente si girano ad osservarlo. Non li ha mai visti in quel palazzo . Chi sono
Poi riprendono a canticchiare la frase che ripetono da tutto il pomeriggio: “Chi del tempo abusa,morirà per volere della porta chiusa” Ripetono ridacchiando sadicamente.
Luca si allontana dal balcone,spaventato e sconvolto.  Con la coda dell’occhio vede il disegno in terra: è lui bloccato davanti alla sua porta. Solo che la porta ha una bocca orribile ,piena di denti aguzzi e la maniglia è una terribile mano uncinata.
Urlando entra in casa,inciampa,cade, si rialza. Urla senza sosta,la gola brucia ,come gli occhi per via delle lacrime.
La porta è chiusa,davanti a lui ….E ride. Ecco da dove arrivava quella cazzo di risata orribile e profonda . Quella risata cattiva, feroce,crudele: è la porta.
Il ragazzo lentamente si avvicina: “ Ti prego…Fammi uscire. Sarò un bravo ragazzo! Lo giuro! Rispetterò gli altri, mi darò da fare..” Piangendo e supplicando,senza farci caso sta avvicinando la mano alla maniglia ..
In men che non si dica,ella si lancia veloce contro la mano di Luca. Si apre mostrando 4 artigli affilati e subito imprigiona la mano del ragazzo squarciando la carne,tagliando i nervi, spezzando le ossa
Luca urla per il dolore,e poi si sente strappato da terra e trascinato verso la porta…Che ha una bocca orribile e denti aguzzi.
NOOOOOOO!!!!!! Solo questo riesce ad urlare

“Nooooo” Urla Luca e mentre il grido continua,si rende conto che è ancora vivo
Si trova davanti al video del computer. Si è addormentato. Il messaggio di Maria Maddalena,eccolo! Non è vero niente. Ride ,salta per la stanza. Vivo e pronto a riprendere una nuova vita. Il sogno,quel sogno  così vero gli ha insegnato che non deve perdere tempo e farlo perder e agli altri,anzi no..Nemmeno è il tempo,ma il rispetto degli altri.La responsabilità.
Luca , contento, corre a prendere le chiavi ,le infila nella serratura,gira la maniglia,apre la porta e…..
Il dolore alla testa , forte e penetrante, lo getta indietro. Cade.
La porta è chiusa.
“No, no..Perchè? Perché? Perché ? Per chééééé?” Luca a terra picchia i pugni sul pavimento. Sente le ossa delle mani spezzarsi,il dolore acutissimo,ma non è questo che lo spaventa… Perché la porta è ancora chiusa?
Poi asciugandosi le lacrime, con immensa fatica ,si alza in piedi e fissa la maledetta porta.
Nessuno può salvarlo,ormai lo sa.
C’è una sola cosa che potrebbe fare, l’unica speranza, l’unica salvezza possibile,c’è solo quella cosa da fare..Non altre . Non un esorcista,un angelo,una formula magica,no: solo quella cosa..
Luca comincia a ballare il tip tap.  


domenica 6 aprile 2014

NYMPHOMANIAC DI LARS VON TRIER


Ospito più che volentieri la recensione di Valentina Nencini, conosciuta anche come Gioia Della Mia Vita, che è andata a vedere l'ultimo imperdibile capolavoro del mio Maestro e Dio in terra:Lars Von Trier
Dovrei andarci anche io,ma per impegni vari non riesco mai a trovare il tempo
La sua penso sia una bella analisi, certamente migliore rispetto a quella del giornalista del Fatto Quotidiano e di altri imbecilli che dovrebbero solo ringraziare Lars. Egli permette a loro di scaricare la loro mediocrità umana facendo scrivere a costoro una lunga sequela di stronzate ed insulti. Va di moda così,ormai. Basti vedere anche quello che è successo con La Grande Bellezza. Non solo la fragilità dell'opinione estemporanea e buttata lì a caso,ma anche l'insulto sciatto,la pigrizia intellettuale,l'ostentazione di un gusto Popolare e Gentista davvero ridicolo
Bè,chiudo la polemica- maddo se son polemico a getto continuo ,dovrei regolarmi-e vi lascio con la bella recensione di Valentina

ps: si ,il mio blog volendo potete anche commentarlo eh!








Un cinema come quello di Von Trier non si affronta mai a cuor leggero. Vedere un film del regista danese significa, prima di ogni altra cosa, confrontarsi con se stessi, con la propria morale, con le proprie paure e con i propri limiti. Perché Lars Von Trier non risparmia nulla allo spettatore e pretende da lui una partecipazione emotiva che da molti può essere considerata ricattatoria ma che è, invece, la condivisione profonda di un dolore. Perché i suoi film sono sempre carichi di un dolore che difficilmente si riesce a sopportare, a patto che si accetti di farsi coinvolgere. Poi c’è chi lo considera un algido calcolatore ed un vuoto provocatore ma questo è un tipo di reazione comune quando ci si trova di fronte ad un artista e non ad un semplice artigiano del cinema. “Molti nemici molto onore”, diceva Cesare. E, anche se l’affermazione non è proprio nelle mie corde, mette bene in evidenza come un utilizzo forte ed estremamente personale del mezzo cinematografico crei necessariamente un preciso spartiacque tra estimatori e detrattori. Credo che solo i cinefili più esperti siano in grado di riconoscere un film di Ron Howard, se non sanno che c’è lui alla regia, mentre quasi chiunque è in grado di riconoscere un film di Von Trier. E anche se questo non è necessariamente un merito è, sicuramente, indicativo di un certo modo di fare e concepire il cinema che diventa visione personalissima ed assolutamente esibita.
La doverosa premessa riguardo a qualsiasi opinione su questo film è che rimane molto difficile darne un giudizio complessivo guardando la versione tagliata che è nelle sale in questi giorni e della quale lo stesso regista, in un messaggio che compare prima dell’inizio della proiezione, si dichiara non responsabile nonostante, alla fine, l’abbia approvata. Così come è, Nymphomaniac è un’opera evidentemente incompleta con dei passaggi di sceneggiatura bruschi e scorretti nella loro scarsa logica ed è un peccato vederla così perché è una pellicola densa di rimandi, riferimenti e citazioni dalle discipline più disparate: dalla matematica alla musica passando per la pesca. Nulla è lasciato al caso nel film di Von Trier e tutto ha un senso voluto e significativo che arricchisce la visione della vicenda narrata rendendola universale e cosmica, come già accadeva in Antichrist e Melancholia, le precedenti opere del regista danese che vanno a comporre la cosiddetta Trilogia della depressione.
Attraverso il racconto della sua vita che Joe (Charlotte Gainsbourg) fa a Seligman (Stellan Skarsgård) siamo accompagnati nella visione di una serie ininterrotta di rapporti sessuali dei quali appare evidente la natura malata, non per le perversioni esibite (le pratiche sessuali rappresentate sono le più comuni e, almeno nella versione tagliata, niente affatto scandalose per ciò che viene mostrato e per come viene mostrato) ma per la mancanza totale di coinvolgimento emotivo ed affettivo della protagonista. Dopo un po’ appare fin troppo evidente che a Lars non interessa minimamente parlare di sesso ma solamente di deviazione degli affetti laddove Joe si dimostra del tutto incapace di manifestare sentimenti positivi di amore e tenerezza nei confronti delle persone con cui entra in contatto. E tutto si riconduce alla sua condizione familiare che, piano piano, emerge e ci pone di fronte ad una madre algida ed anaffettiva (Connie Nielsen) e ad un padre affettuoso (Christian Slater) ma che riversa sulla figlia tutta la mancanza d’amore coniugale. Ed è il confronto con la figura paterna che diventa il tema centrale del film o, almeno, di questa prima parte. Perché la protagonista, per quanto ami il padre, è incapace di dimostrargli il suo affetto in maniera completa e spontanea. E questa incapacità è resa evidente dalla scena più bella di tutto il film quando Joe si rende conto che il padre, rinchiuso in una struttura psichiatrica, è sporco di feci e chiama gli operatori della struttura per pulirlo essendo lei incapace di farlo in prima persona. Ed è bellissimo vedere come la cura con cui mani estranee si occupano del padre è contrapposta alla freddezza e alla totale passività della figlia, incapace di gestire la situazione.
Ma Nymphomaniac è un film fortemente morale e chi conosce bene Lars Von Trier non faticherà a crederlo. Il personaggio di Joe, fin dalla sua prima apparizione, autocondanna la propria immoralità e la propria lussuria e desidera essere giudicata e punita da Seligman che, invece, si approccia a lei ed alla sua storia senza pregiudizio alcuno. Ma quello che emerge dalla visione del film non è tanto l’immoralità della protagonista quanto quella degli uomini con cui lei fa sesso che non si tirano mai indietro ogni volta che Joe si offre. Ed è qui che Lars condanna e giudica. Perché, se Joe è evidentemente malata e bloccata nelle sue capacità affettive, non si può dire altrettanto degli uomini che copulano con lei, ben consapevoli di ciò che stanno facendo. E se ce ne fosse bisogno questa è un’ulteriore prova di come la presunta misoginia di Von Trier non sia altro che un’interpretazione tendenziosa e disattenta del suo cinema in quanto, alla fine, i personaggi femminili sono sempre gli unici che si salvano dalla condanna universale dell’umanità ad opera del regista.
Andando oltre la visione del film è quasi dovuto fare il paragone tra la figura di Joe e quella di Bess, la protagonista de Le onde del destino. Tanto Bess è capace di amare in maniera pura e piena di tenerezza tanto Joe dimostra la sua incapacità di farlo e ostenta la sua freddezza. Questi due personaggi rapprestano due opposti ideologici che sono, però, espressione identica di inadeguatezza ad un contesto sociale al quale non sembrano appartenere e dal quale, in un certo senso, si sentono respinti. Di qui a comprendere come essi siano identificativi del regista stesso il passo è breve.

sabato 5 aprile 2014

HARD CANDY di DAVID SLADE

Esistono film che sono davvero complicati e difficili da recensire, pellicole che per temi trattati ti obbligano a una certa dose di sano equilibrio. A esser sinceri non è solo un problema del critico o dello spettatore,ma sopratutto di sceneggiatore e regista: le due figure principali,senza le quali bye bye cinema! Bè,credo che si possa scrivere di tutto, anzi si debba. Ma alla base di questa operazione si faccia di tutto per non scadere nel sensazionalismo dozzinale, nella semplificazione aberrante, nel pressapochismo disdicevole.  Perchè non credo sia giusto usare un tema scottante come attrattiva per la gente. Non amo che uno dica: andiamo a veder quel film c'è un tipo che molesta ragazzine e ci sono scene esplicite. Ecco,mi disturba. Almeno che questo tizio faccia quelle cose,ma la regia glaciale e quasi invisibile, renda drammatico quel momento non tanto per lo schock cinematografico,ma per lo squallore condannabile della violenza. Il pubblico non deve essere scosso dalla violenza rappresentata,ma sentirsi davanti a una vera azione schifosa di quel tipo. E destarsi, capire che le scuse non possano assolutamente essere considerate, nè le giustificazioni, nè altro tipo di discorso.
Mi dicono che le ragazzine oggi sono sveglie, dimostrano più della loro età,ma se tu hai 40 anni  e quella ne dimostra 18 è pur sempre più giovane di te,  E se sei sposato, caro mio, non devi mai e poi mai andare alla ricerca di " carne fresca".
La società si basa sulla regola,la regola è legge,e la legge infligge condanne. Non pacche sulle spalle. Quelle,magari, è faccenda di altre persone.


Stiamo divagando, un po' troppo. Bene: quale è la storia di questo film?
Una ragazzina chatta con un tizio molto più grande di lei, si sono conosciuti da quasi un mese, si sentono regolarmente. Come accade in questa epoca di amicizie virtuali.
Virtuali... Un cazzo! Io credo che questa definizione vada rivista e corretta nel tempo del precariato non solo sul lavoro,ma anche dei sentimenti. Talora l'amicizia virtuale riempie quel desiderio di comunicazione vera che non riesci ad avere con gente che sta al tuo fianco. Abbiamo certamente grossi problemi a gestire i sentimenti, le relazioni, siamo pieni di stupide ed egocentriche regole,ma non vedo che colpa abbia facebook o altri social network. La colpa del disastro attuale è nostra,non della virtualità che rispecchia quello che siamo.
Io sono una persona che crede ciecamente nei sentimenti e nelle relazioni,quando divento amico di qualcuno lo sono fino alla fine del mondo. Alti, bassi, distacchi,ma non dimentico, non lascio mai. Mai.
E i mezzi tecnologici attuali non fanno altro che farmi conoscere tante persone meravigliose. L'amore della mia vita , la donna che avrò sempre al mio fianco,la mia gioia di vita, l'ho conosciuta grazie a questi mezzi
Cosa vorrebbe dire questo film? Attenete ragazzine : incontrate il lupo cattivo se chattate alla cazzo di cane con degli sconosciuti.



Vero, può capitare anche quello. Ma prima? Prima che succedeva? Le amicizie erano tutte sincere e sentite? Le coppie si amavano senza mai tradirsi? Le bestie non violentavano gli innocenti? Certo. Perchè questa è una problematica, una negatività della natura umana. Purtroppo è così, quindi credo che il film dica una mezza verità,con l'intenzione di renderla universale. La pensate anche voi così?

Insomma i due si incontrano. Lei è sveglia,ma rimane una ragazzina,seppure- e questa è la scusante più disturbante e respingente- appare che forse stuzzichi l'uomo,ma questa cosa non è molto chiara. A me non sembra più di tanto,ma rammento di aver letto su facebook che scrivevano il contrario,mah! Strano il modo di vedere e comprendere un film o una scena,ecco forse questa è la vera magia del cinema,no? No,è una frase del cazzo,caro Davide..Dai,dai,vai avanti va...Che ti vedo in difficoltà!

Io?Ma quando mai..Bè,insomma.

Lei convince lui a portarla a casa sua, l'uomo ha un modo di fare che a me non piace. Uno della sua età non deve Mai trovarsi in compagnia di una ragazzina,almeno che non sia un parante o robe simili.
Arrivati a casa, scatta la trappola.
L'uomo si risveglia legato e verrà sottoposto a una serie infinita di violenze , sopratutto psicologiche, dalla teen ager. La quale è una specie di nipotina di Paul Kersey, sai : il giustiziere della notte!



Così la piccola si trasforma in una spietata e logorroica vendicatrice,ma il film diventa a suo modo un classico prodotto vittima-carnefice, prigioniero-aguzzino. Solo che di fondo si parla di un argomento pesantissimo come la pedofilia. Infatti di mezzo c'è anche la scomparsa di una ragazzina.
E così ti sembra che l'argomento sia un pretesto atto ad aizzare lo spettatore, gestito non sempre bene ,questa mi pare la pecca del film
Che però reputo abbastanza interessante. Sicuramente c'è un po' di coraggio,ma anche indecisione nel portare sullo schermo una storia simile.
Forse troppo estrema,pesante e allora non si esagera,anche se risulta assai disturbante in alcuni punti. Vedi la lunghissima scena della rappresentazione della castrazione. A me ha fatto davvero male, mi scosso profondamente . Fisicamente.
Poi però si tira a lungo con tanti dialoghi , i quali talora girano un po' a vuoto.Non dicono molto rispetto a quello che sappiamo.



Ellen Page e Patrick Wilson se la cavano molto bene,a mio avviso. Sopratutto lei. Sono personaggi sgradevoli, che suscitano poca compassione,anche se il nostro sostegno va alla fanciulla,ma il problema che sia una folle ci perseguita durante la visione
Ecco fosse davvero una folle,il film avrebbe anche centrato un problema grossissimo del nostro mondo: il giustizialismo tascabile.  Gestito e proposto dai media, dove grazie ad allarmismi e psicosi collettive si perde per strada la complessità dell'essere umano.
Meglio essere giudici,giuria,boia,magari con un televoto o un mi piace o un fai girare e condividi



Sarebbe stato veramente coraggioso, certo avrebbe anche fatto incazzare,ma era uno spunto interessante.
Invece è un film di torture, psicologiche per lo più, vendetta e insomma niente di memorabile per me.

David Slade sa girare anche bene, non dimentichiamo che ha diretto uno dei film di vampiri più belli che io abbia mai visto: 30 giorni di buio,  gli attori sono bravi e convincenti. La storia dovrebbe farci ragionare su tante cose e tratta un tema difficile e sicuramente importante
Eppure ...Cosa mi è sfuggito? Cosa non colto? A voi è  piaciuto?