Si,si,parlerò bene di questo film di Lucio Fulci.Il quale è stato effettivamente un ottimo artigiano del cinema di genere.Non c'è bisogno di scriverlo e ridillo ogni volta,ma è giusto scrivere la verità.
Fulci ha avuto un periodo davvero d'oro tra il 70 e i primissimi anni 80,poi una lunga serie di horror imperfetti e che piano piano hanno purtroppo influito sull'arte del buon regista romano.Problemi di budget-non ci sono cazzi per girare un buon film dell'orrore ci vogliono i danè- di salute,forse anche una mancanza di ispirazione,dopo la trilogia penso che abbia girato qualche buon film,ma anche tante opere davvero brutte e dimenticabili.Peccato,perchè nei 70 era davvero bravo.
Si ho il dente avvelenato per come mi hanno demolito il mio amatissimo Argento!^_^
Comunque ,chi se ne frega! Lucio Fulci è stato un nome importantissimo e merita il rispetto di chi ha fatto la storia del cinema popolare
Per me il suo meglio rimane il periodo dei thriller,più che nei film splatter e grezzi del versante orrorifico.
Aveva uno stile personale,una grande maestria nel girare,insomma è un re del genere.
Questo film Sette Note In Nero è uno strano soggetto:metà giallo,metà thriller e un pizzico di "paranormale",per raccontare la storia di una donna che ha la capacità attraverso le visioni di "vedere "quello che succede.All'inizio da bimba vede il suicidio della madre,poi l'omicidio di una donna.Poche tracce solo una stanza,la donna murata viva,un uomo che zoppica e così via.Invece di giocarle al lotto,lo spifera alla polizia.Anche perchè trova il cadavere ormai scheletro di una tizia che è l'amante del marito,prima che si conoscessero,l'uomo viene arrestato,ma lei farà di tutto per scagionarlo.
Vero:uso e abuso di zoom,trama improbabile,dialoghi non sempre esenti dal ridicolo,eppure codesta pellicola ha un suo fortissimo fascino.Colpisce,inquieta,suggestiona,è avvincente,pur non essendo secondo me all'altezza di Non si sevizia un paperino.
Buono il cast da Gabriele Ferzetti,a un convincente Gianni Garko,fino alla bellissima Jennifer O'Neal,vabbè per rispetto delle lettrici non perderò tempo a dire che bella fosse questa attrice!^_^
Comunque è davvero un buon film,ringraziamo Lucio!
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venerdì 16 dicembre 2011
giovedì 15 dicembre 2011
LA NOTTE DEI DIAVOLI di GIORGIO FERRONI
Sai come si dice ,no?Del maiale non si butta via niente.Anzi:'gnente. Quindi perchè perdere l'occasione di portare sullo schermo una storia già fatta,in modo sublime,da Mario Bava nel suo capolavoro :I TRE VOLTI DELLA PAURA?E infatti nell'anno di grazia del 1972 si produce e si mette sulla piazza codesta pellicola.
Un po' perchè hai a disposizione un racconto di Tolstoj e quindi arridajie c'hai fatto la figura di quello che si..famo l'horror,ma lo famo strano.Un po'perchè effettivamente è la classica soluzione abusatissima da tanto film di una casa e due strade.Si spende davvero poco.
Well,devo ammettere miei cari e mie adorate che il prodotto finale non è affatto male.Ora tenete in considerazione che Ferroni,con tutto il bene che gli si possa volere,non è Argento,Bava,vabbè ci metto anche Fulci.No,è uno di quelli che affollavano il mondo del cinema.Arrangiandosi e facendo anche prodotti dignitosi,un artigiano va!
Ebbene , credo che il giovine horror italico un film come questo se lo sogni di notte,perchè sullo stomaco ha ancora le carcasse di "in the market "e company.
Ottantasette minuti,con la dose horror distillata in alcuni momenti e con anche parti di dialogo,ma cazzo si fa cinema.Conosci i personaggi che dicono cose comuni,non parte il monologo figo del cafone tamarrone da palestra ,non c'è uno spiegone illustrato e ridetto trenta volte,ma suggestioni,percezioni,una sottile angoscia che poi esplode nel pre-finale con il povero italiano capitato nel posto sbagliato in Jugoslavia,che se la vede solo e soletto contro dei temibili vampiri.
Il film intrattiene senza offendere la nostra intelligenza e la dignità delle maestranze,degli attori,del regista.
Ora non parlo di un capolavoro ,di un film essenziale,è un prodotto medio che poi magari si scorda pure.Però è godibile.
Il finale amarissimo,che vorrei pure dirvi ma se volete scopritelo da voi con google,suggella una pellicola di onesto cinema di genere.Pura celluloide,senza altro che la voglia di raccontare una macabra storia
Un po' perchè hai a disposizione un racconto di Tolstoj e quindi arridajie c'hai fatto la figura di quello che si..famo l'horror,ma lo famo strano.Un po'perchè effettivamente è la classica soluzione abusatissima da tanto film di una casa e due strade.Si spende davvero poco.
Well,devo ammettere miei cari e mie adorate che il prodotto finale non è affatto male.Ora tenete in considerazione che Ferroni,con tutto il bene che gli si possa volere,non è Argento,Bava,vabbè ci metto anche Fulci.No,è uno di quelli che affollavano il mondo del cinema.Arrangiandosi e facendo anche prodotti dignitosi,un artigiano va!
Ebbene , credo che il giovine horror italico un film come questo se lo sogni di notte,perchè sullo stomaco ha ancora le carcasse di "in the market "e company.
Ottantasette minuti,con la dose horror distillata in alcuni momenti e con anche parti di dialogo,ma cazzo si fa cinema.Conosci i personaggi che dicono cose comuni,non parte il monologo figo del cafone tamarrone da palestra ,non c'è uno spiegone illustrato e ridetto trenta volte,ma suggestioni,percezioni,una sottile angoscia che poi esplode nel pre-finale con il povero italiano capitato nel posto sbagliato in Jugoslavia,che se la vede solo e soletto contro dei temibili vampiri.
Il film intrattiene senza offendere la nostra intelligenza e la dignità delle maestranze,degli attori,del regista.
Ora non parlo di un capolavoro ,di un film essenziale,è un prodotto medio che poi magari si scorda pure.Però è godibile.
Il finale amarissimo,che vorrei pure dirvi ma se volete scopritelo da voi con google,suggella una pellicola di onesto cinema di genere.Pura celluloide,senza altro che la voglia di raccontare una macabra storia
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