Con questo articolo voglio dar vita ,forse solo per questa occasione non so, a una nuova rubrica: I recuperati.
Cioè pellicole davvero interessanti, ma ora un po' messi in un angolo a prendere polvere. E non mi pare una cosa giusta o buona.
Perchè ho scelto Stormy Monday (il titolo deriva da una canzone di T-Bone Walker : Call it Stormy Monday), perchè riscoprire questa pellicola ?Per la sua atmosfera rarefatta,malinconica,tipicamente british, perchè ha molte chiavi di lettura, perchè ha un cast della madonna, perchè è un film di genere,ma obliquo, strano,oggetto misterioso e particolare,con un fascino tutto suo.
La base potrebbe essere quella del Noir,gli elementi ci sono tutti: vite difficili,scontri armati,violenza,uomini duri e pericolosi,la marginalità di chi vive alla giornata, le classi sociali ecc...Ma Figgis ogni volta che ti suggerisce una scena e il suo sviluppo naturale,cambia direzione e ti sorprende andando in altra direzione.
Credo che il vero tema di questa bellissima pellicola sia :la combinazione, anzi la combinazione casuale, (che vi cito anche il blog dell'amico Francesco)che muove i destini dei protagonisti. Come se noi vedessimo il film non dal punto di vista di uno o più personaggi,ma dall'ottica particolare del destino,tanto che vi è sempre un distacco,una distanza di sicurezza tra personaggi e film ,quindi anche tra noi e l'opera che stiamo seguendo.
Questa scelta potrà non piacere a chi come me non vede e non sente il bisogno di schermi di protezione tra me e i lettori o commentatori dei miei blog, tra me e un film o un'opera,ma lo stile distaccato e suo modo ineluttabile non mi dispiace del tutto,perchè rappresenta quella parte mancante,inafferrabile,sfuggente , che ci impedisce di governare del tutto la nostra esistenza e che a me spaventa non poco. Che il tutto si riduca a una serie di coincidenze,manovrate da un caos primordiale, ecco...Lo trovo sconvolgente eh!
Newcastle 1988, siamo nel pieno del reaganismo e del thatcherismo,due orribili sciagure mondiali , i semi malvagi e maligni che faranno nascere la società odierna, quella che meriterebbe uno tsunami :politico, morale, culturale,sociale, individuale.
Durante la Settimana Americana, una sorta di festa cittadina che nella sostanza nasconde la svendita della ex gloriosa imperiale e colonialista Albione ai nuovi Imperatori ,cioè gli americani, un gruppo di persone , più o meno casualmente, incrocia le loro vite.
Brendan è un proletario in cerca di lavoro ,casualmente si imbatte in Kate .La ragazza è una giovane cameriera che vorrebbe fare l'attrice,ma nel frattempo è l'oggetto di scambio e favori del ricco uomo d'affari americano Cosmo, (nome simbolico che indica la grande potenza espansionistica dell'America , che arriva a prendersi e prendere tutto e tutti), il quale vuole avere campo libero per comprarsi zone fruttuose da rivendere e costruirci .Per questo vuole usare la giovane donna per poter avere il permesso necessario dall'assessore alle politiche urbane. L'americano è un predatore crudele che usa tutti i mezzi a disposizione per portare a termine i suoi affari. Un vero boss , il film ci fa intuire che il capitalismo e i capitalisti non sono altro rispetto alle bande criminali,che ha un solo nemico: Finney. Questo è il titolare del Key Club, un piccolo posto dove si suona musica Jazz...Suonare il Jazz mi sembra un limite, perchè a mio parere ha a che fare con la Perfezione Universale...Cosmica.
Sicuramente altezzosa,irraggiungibile, con quel distacco malinconico e decadente che la rende unica.
Si,io sono decisamente per il blues, e Muddy Waters oppure Howlin'Wolf sono i miei eroi,ma la mia spudorata ammirazione va tutta per i jazzisti,per le loro vite che ricordano quelle delle rockstars,ma senza il ridicolo delle rockstars.
Bene,questo Finney non vuole vendere il suo locale. Cosmo non la prende bene e comincia una lotta cruenta e spietata.. Rimangono coinvolti in questa faida anche Brendan e Kate. A pagarne però duramente le spese sarà una stralunata,meravigliosa,band polacca. Veri alieni capitati per caso e del tutto indifesi nel mondo occidentale,del tutto avulsi alla guerra per il possesso territoriale ed economico. Gente sgangherata che vive in altre dimensioni. Sono i prediletti dal regista che li segue con affetto e regala a loro momenti divertenti, (quando storpiano l'inno yankee),felici, (la festa al circolo polacco),e tragici, la scomparsa di uno di loro.
Il caso gioca anche per loro , come per tutti gli altri protagonisti, un ruolo determinante.
Figgis poi si è perso con scadenti film americani, (Affari Sporchi), e qualche film riuscito, (Via da Las Vegas),comunque questa pellicola è davvero un piccolo miracolo cinematografico.Che gioca per sottrazione, si culla nei tempi dilatati,lancia frecciatine politiche ben precise,una dichiarazione di amore e odio per i nostri Padroni e Dominatori,cioè la mandria yankee.
Ha un cast davvero stellare: un giovane e già bravissimo Sean Bean, una meravigliosa e fragile,ma a suo modo combattiva Melanie Griffith- sai che raramente oggi scrivono personaggi così sfaccettati nel cinema di genere- un carismatico e algido Sting e un potentissimo,bastardissimo Tommy Lee Jones
Per chi ama l'Inghilterra fredda e malinconica,la musica Jazz, e i film che pur facendo parte di un genere cercano coraggiosamente di dire e fare altro e oltre
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giovedì 7 febbraio 2013
sabato 12 marzo 2011
BIRD di CLINT EASTWOOD
Il film che ha consacrato MR Eastwood come un grande regista e che gli ha fatto guadagnare i favori della critica mondiale. Molti considerano il jazz musica assai noiosa,e forse non hanno torto,molti la considerano musica per borghesi,mentre i figli loro preferiscono ascoltare punk o reggae o peggio hip hop,vabbè lasciamo che dicano.Il Jazz è la forma musicale che più si avvicina all'arte,certo è settaria,certo è di elite e non è per le masse.Forse che i grandi artisti abbiano mai lavorato per le masse?Non credo proprio. Questa è la storia di Charlie Parker , un notissimo musicista jazz-saxofonista-morto a 34 anni dopo una vita di dipendenza delle droghe,alcol,una vita tragica e sregolata,che lui vive tra un certo trasporto al "maledittismo"quasi doveroso e una forte voglia di uscirne.I rapporti con la moglie,con i membri della sua band,la disonestà delle case discografiche ed imprenditori.Eastwood sa che potrebbe sfornare l'ennesima biografia romanzata,pompata,agiografica oppure perdersi nel dannatismo d'accatto.Essendo un grandissimo autore egli sceglie la strada del pudore:mostra e anche tanto,ma non enfatizza.Vi è quasi una lezione bergmaniana del dolore:presente,ma controllato dalla pietà non ipocrita,ma partecipe. Forest Withaker supera se stesso in una grandissima prova di attore.Un film memorabile,leggendario,meraviglioso.
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