Non sono,come ho già scritto diverse volte, un estimatore ed esperto del genere horror.Tuttavia credo che per far un buon film di terrore si debba tenere in considerazione quello che per me è il tema portante:lo smarrimento e la solitudine dell'individuo non solo di fronte all'ignoto e alla morte,ma anche di fronte alla propria incapacità di agire,un certo fatalismo di base.Per questo non credo che si possa esagerare con l'ironia o l'umorismo,si parla pur sempre di morte e tra le meno piacevoli perchè l'uomo è abbandonato al proprio supplizio.Quindi la violenza non deve ammiccare,ma disturbare essere tuttosommato strisciante e reale.Sempre nella mia umile convinzione ,reputo che il massimo del strèmizi,(come si dice dalla mia parte lo spavento),lo si ottenga dopo una lunga scena di totale quotidianità,con piccoli accenni e poi venga l'apocalisse.Con calma,senza fretta.
Mi pare tutto questo si trovi nel magnifico film del regista britannico Robert Fuest:l'arrivo delle ragazze accompagnate da una bella musica rockeggiante,il rtratto delle due decisamente reale,(non la solita troiona che merita de morì e la suora di turno),i piccoli segnali tra la popolazione,la solitudine di trovarsi in una terra straniera e non sapere che fare,l'inganno che i nostri pensieri possono attuare cambiando il ruolo del carnefice con chi vorrebbe forse solo salvarci. Sopratutto :quanto deve essere pesante perdere un'amica dopo una bruttissima e futile litigata,un grosso peso e rimpianto.Ecco queste cose ci vengono in mente mentre vediamo il film
Che è semplice,non vuole stupirci con eccessi ed elementi grotteschi,ma è angosciante,disturbante,inquietante.Un piccolo classico,davvero imperdibile
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venerdì 21 ottobre 2011
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