Vi sono film che hanno la fortuna di superare il tempo e di arrivare in quello speciale Olimpo che è chiamato Auchan dei Grandi Classici,come una specie di centro commerciale dove invece che merce vi troverete le grandi delizie cinematografiche vive e vegete.Pronte a donare alla vostra fantasia e alle vostre emozioni momenti indimenticabili
Certo,talora,vi potrebbero dare l'idea di vecchie pellicole un po'sclerotiche,non al passo con i tempi,ma è solo la vostra superficialità chiassosa e fracassona che vi illude.Credete a me, meglio frequentarle certe compagnie,per quanto possano dare l'impressione che non siano buone, non si sa mai...Anche l'erba cattiva ha una sua funzione positiva nel mondo,e perchè no i vecchi film?
Un vecchio e delizioso film come questo,diretto nel lontano 1942 da Jacques Tourner per la RKO.
Non sappiamo quanto sia suo questo film e quanto sia di Val Lewton,un geniale produttore,una figura imprescendibile del cinema horror e di genere.Come lo sono i Corman ad esempio.Il buon Val non si limitava a produrlo un film,ma ci metteva lo zampino nella sceneggiatura e nelle regie
Uomo di cinema,insomma.
Questo film è un grande classico,forse datato per un certo pubblico,per me no.Una parabola sul potere della sensualità?O un'amarissima metafora della totale solitudine dei diversi ,destinati in un mondo ipocrita a una brutta fine?
Non lo so dire,non importa.So solo dire che in questo film la novità è una fortissima simpatia per Irina,la protagonista sfortunatissima,mentre si sente un certo astio per i "buoni " di codesto classicone.La donna originaria della Serbia ,giunta in America si innamora ricambiata di un patatone ammmmereggggano di nome Oliver Reed-(!!!!)-decidono di vivere insieme sposandosi,ma la donna ha dei strani problemi legati forse ad antiche leggende popolari che narrano di strani mostri ed esseri umani Di questa situazione ne aprofitta Alice,una collega del patatone Irina gelosa segue la rivale,la quale si spaventa credendo di essere sotto minaccia di una pantera nera.Nel frattempo un psichiatra piacione e narcisista cerca di guarire-seee- la povera Irina.
Finale che potremmo dire :non c'è trippa per gatti.
Durante tutta la visione noi non facciamo altro che tifare per la ragazza interpretata da una bravissima e bella Simone Simon,attrice di origini francesi abbastanza attiva in quei tempi,Irina è noi.Quelli che per motivi vari almeno una volta nella vita hanno sentito il peso della solitudine,inadeguatezza e hanno visto sfuggire di mano le cose belle che la vita potrebbe darci per una sorta di maledizione incomprensibili,mentre i vostri Oliver o donne del cuore se ne vanno senza opporre resistenza con la prima o il primo monumento ambulante alla mediocrità,cioè Alice.
Oliver ed Alice per quanto patetici avranno sempre la meglio sulle povere Irine.
Il film è noto per aver lanciato il termine bus,e si tratta della celeberrima scena di Alice inseguita da qualcuno o qualcosa fino all'arrivo improvviso di un bus.Però io reputo geniale e tesissima la scena della piscina,che preferisco,giocata sulle ombre,i suoni,la solitudine e indifesa di Alice nell'acqua.Magistrale.
Un grande film,con un decentissimo seguito:il giardino delle streghe diretto da Robert Wise e anche un remake 40 anni dopo diretto da Paul Schrader,con Natassia Kinsky,che non ho visto
Insomma davvero una di quelle pellicole che hanno fatto il genere horror,merito di un notevolissimo regista come Tourner e di un grande uomo di cinema come Lewton
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martedì 24 gennaio 2012
venerdì 21 ottobre 2011
AND SOON THE DARKNESS di ROBERT FUEST
Non sono,come ho già scritto diverse volte, un estimatore ed esperto del genere horror.Tuttavia credo che per far un buon film di terrore si debba tenere in considerazione quello che per me è il tema portante:lo smarrimento e la solitudine dell'individuo non solo di fronte all'ignoto e alla morte,ma anche di fronte alla propria incapacità di agire,un certo fatalismo di base.Per questo non credo che si possa esagerare con l'ironia o l'umorismo,si parla pur sempre di morte e tra le meno piacevoli perchè l'uomo è abbandonato al proprio supplizio.Quindi la violenza non deve ammiccare,ma disturbare essere tuttosommato strisciante e reale.Sempre nella mia umile convinzione ,reputo che il massimo del strèmizi,(come si dice dalla mia parte lo spavento),lo si ottenga dopo una lunga scena di totale quotidianità,con piccoli accenni e poi venga l'apocalisse.Con calma,senza fretta.
Mi pare tutto questo si trovi nel magnifico film del regista britannico Robert Fuest:l'arrivo delle ragazze accompagnate da una bella musica rockeggiante,il rtratto delle due decisamente reale,(non la solita troiona che merita de morì e la suora di turno),i piccoli segnali tra la popolazione,la solitudine di trovarsi in una terra straniera e non sapere che fare,l'inganno che i nostri pensieri possono attuare cambiando il ruolo del carnefice con chi vorrebbe forse solo salvarci. Sopratutto :quanto deve essere pesante perdere un'amica dopo una bruttissima e futile litigata,un grosso peso e rimpianto.Ecco queste cose ci vengono in mente mentre vediamo il film
Che è semplice,non vuole stupirci con eccessi ed elementi grotteschi,ma è angosciante,disturbante,inquietante.Un piccolo classico,davvero imperdibile
Mi pare tutto questo si trovi nel magnifico film del regista britannico Robert Fuest:l'arrivo delle ragazze accompagnate da una bella musica rockeggiante,il rtratto delle due decisamente reale,(non la solita troiona che merita de morì e la suora di turno),i piccoli segnali tra la popolazione,la solitudine di trovarsi in una terra straniera e non sapere che fare,l'inganno che i nostri pensieri possono attuare cambiando il ruolo del carnefice con chi vorrebbe forse solo salvarci. Sopratutto :quanto deve essere pesante perdere un'amica dopo una bruttissima e futile litigata,un grosso peso e rimpianto.Ecco queste cose ci vengono in mente mentre vediamo il film
Che è semplice,non vuole stupirci con eccessi ed elementi grotteschi,ma è angosciante,disturbante,inquietante.Un piccolo classico,davvero imperdibile
sabato 20 novembre 2010
IL MATRIMONIO DI LORNA dei fratelli DARDENNE
Fra i nomi più importanti del cinema necessario e non addomesticato alle regole del democretinismo dei sentimenti e dei sentimentalismi,vi son senza dubbio di sorta i fratelli Dardenne.Notevole e sempre interessante la loro filmografia,che attraverso personaggi comuni descrivono la società belga-ma con temi universali nel campo occidentale-anche con questa loro opera proseguono un discorso rigoroso e senza evitabili compromessi.Lorna è una ragazza albanese che sposa un giovane tossico belga per aver la cittadinanza.La banda gestita da un tassista italiano,Fabio,a cui lei appartiene le commissiona un nuovo matrimonio per dar la cittadinanza a un russo.Per questo il simpatico italiano pensa di ucciderle il "marito"....Un ottimo film,che senza risultare didascalico e retorico narra dal dentro le vicissitudini che devono sopportare chi ha venduto la migliore realtà del paese socialista con le libertà democratiche di altri paesi.Merce umana da usare e stritolare senza pietà,in mano a mafiosi e all'indifferenza del resto della societàUn grande ritratto femminile che seppure non arrivando ai vertici di Rosetta,rimane a lungo nella mente nostra
domenica 21 dicembre 2008
OSPITI di MATTEO GARRONE
Uno dei migliori registi italiani ,insieme a Sorrentino,autore di opere importanti che indagano a fondo sul malessere del genere umano e della società.Questa pellicola ,uno dei primi film di Garrone, è un'opera assai strana.Un film girato come fosse un documentario,narra la storia di due fratelli albanesi ospitati in casa di un presunto artista perdigiorno e del rapporto di amicizia che uno di loro costruisce con un anziano vicino di casa,il quale ha perso la moglie malata di alzheimer, alla fermata del bus.
Vite fragili che cercano di rimanere a galla,messe agli angoli eppure protagoniste e al centro di una narrazione robusta e vigorosa, di indagine zavattiana
D'altronde la nostra società tende ad allontanare le persone anziane,ormai hanno lavorato e prodotto una volta a casa sono un peso per il nostro mondo capitalista.Gli stranieri che lasciano casa e famiglia per una nuova vita e si scontrano con una realtà di sacrifici-anche umani sul posto di lavoro-di leggi xenofobe,di sottile razzismo quotidiano.Infine la generazione mia che è nata e cresciuta durante il trionfo della morte delle idee e si ritrova impreparata ad affrontrare tempi feroci e crudeli come questi.Insomma siamo tutti ospiti precari di un mondo impazzito
Vite fragili che cercano di rimanere a galla,messe agli angoli eppure protagoniste e al centro di una narrazione robusta e vigorosa, di indagine zavattiana
D'altronde la nostra società tende ad allontanare le persone anziane,ormai hanno lavorato e prodotto una volta a casa sono un peso per il nostro mondo capitalista.Gli stranieri che lasciano casa e famiglia per una nuova vita e si scontrano con una realtà di sacrifici-anche umani sul posto di lavoro-di leggi xenofobe,di sottile razzismo quotidiano.Infine la generazione mia che è nata e cresciuta durante il trionfo della morte delle idee e si ritrova impreparata ad affrontrare tempi feroci e crudeli come questi.Insomma siamo tutti ospiti precari di un mondo impazzito
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