Capitano a volte quelle serate dove ascolti musica e intanto passi distrattamente il tuo Telesette o altri settimanali dedicati ai programmi in tv e ti imbatti in film interessanti,ma cavolo a che ora lo fanno?Che domani alle 6 son già in piedi mortacci tua.
Ecco,che qualche anima sensibile e buona sai cosa fa?Ti inventa emule,torrent e insomma ti risolve il problema lo recupero accusì anima e core!
Questo è successo con questa miniserie inglese che definire bellissima è poco e infatti:bellissima bellissima bellissima in modo assurdo, (grazie Derek Zoolander,te si che hai una parola buona per ogni occasione),perchè raramente mi son imbattuto in un prodotto così curato sotto ogni punto di vista sia tecnico che "creativo"
Di cosa parla Red Riding? Di cose brutte,davvero brutte. Bambine scomparse,seviziate,violentate e uccise. C'è anche nella seconda serie uno squartatore di prostitute,ma sopratutto c'è la polizia. E credetemi non è quella dei falsissimi telefilm italiani:sorridente,pacifica,che negli interrogatori manca poco che portano il caffè e fan la barba al tizio. Questi sono dannatamente crudeli,spietati,maneggioni e non guardano in faccia a nessuno,arrivando ad uccider anche i colleghi.
Sono tratti da quattro romanzi,con lo stesso titolo della serie,di David Peace. Però sullo schermo sono giunti solo tre quelli dedicati al 74,80,83. Saltando il 77, chissà per quale motivo,a mio avviso è colpa della Spectre internazionale eh ^_^
Nel primo episodio ambientato nel 1974 il protagonista è un giovane e ambizioso giornalista originario del West Yorkshire,che torna al nord dopo un lungo periodo passato al sud. La morte del padre, ben voluto sarto del paese,ma pure un nuovo posto nel giornale locale. Eddie,così si chiama, comincia ad indagare su alcuni strani delitti e scomparse di piccole della zona. Un suo amico, Barry,lo informa di stare attento che in quelle zone ci sono veri e propri squadroni della morte formati da membri e anche dal resto del corpo della polizia. Eddie non crede subito a queste cose e comincia però ad indagare. Così conosce Paula, madre di una delle bambine scomparse. La donna ha perso anche il marito che si è suicidato perchè non reggeva il peso di quella situazione.
Tra i due nasce l'amore, nel frattempo il suo amico viene ucciso misteriosamente. Il giovane giornalista viene picchiato da due agenti di polizia e scopre che John Dawson , l'uomo più ricco e potente della zona, è coinvolto in tanti brutti affari,ma sopratutto è il possibile assassino,visto che quanto pare non è insensibile alle ragazzine.
Eddie pagherà carissimo queste scoperte,ma riuscirà a vendicare la morte di una persona a lui tanto cara.
Il secondo episodio è ambientato negli anni 80 e pare distaccarsi dal precedente per poi ricollegarsi nel finale amarissimo e spietato,roba che ti fa dire,: no! Perchè mette davvero in dubbio l'idea che uno possa farsi sulla polizia al servizio del cittadino, che è un po' come l'altra battuta :la legge è uguale per tutti.
La zona è la medesima e vediamo in azione personaggi del primo episodio,secondari,ma sempre più importanti. Ed è questo uno dei grandi punti di forza della serie,ti offre dei protagonisti che tu individui come quelli forti e poi ti spiazza dando massimo peso e importanza a quelli che passavano per caso.
Non più bambine,ma prostitute. Orribilmente massacrate. Non riuscendo concludere le indagini e per colpa di una frase infelice,ma per me anche vera, (il capo della polizia sentendo un nastro con la voce del killer dice che sente in lui una grande tristezza,quindi come sbirro lo deve arrestare,ma comprende anche i suoi sentimenti..apriti cielo eh),le indagini vengono tolte al capoccione del posto ed affidate a un nuovo arrivato da Manchester:Peter Hunt, come quel pessimo mestierante di regista...vabbè lasciamo stare va.
L'uomo è in crisi con la moglie ,lei ha perso il bambino che aspettava mentre lui indagava sulla sparatoria che conclude il primo episodio.Pete ha un'amante,una sua collaboratrice,con la quale ha un rapporto difficile tra desiderio e colpa,e sopratutto nota l'ostilità di qualche sbirro. Un suo collaboratore è un poliziotto che si è macchiato anche delle torture contro Eddie,il giornalista protagonista della puntata precedente.
Hunt sopratutto scopre che una donna non è una vittima dello squartatore,che nel frattempo verrà arrestato confermando i suoi delitti tranne quello di Claire.
Così Pete indagando scopre il coinvolgimento della polizia,per eliminare una testimone scomoda, legata alla sparatoria nel club,grazie alla testimonianza di un gay Bj,(si indica proprio l'atto sessuale che tanto piace a noi uomini eh), così affidandosi al suo collaboratore Nolan,decide di far luce,ma...
Il terzo è penso quello più intenso e doloroso,perchè vediamo l'esito delle cattive azioni,delle menzogne,della corruzione,sulla vita di persone normali,sugli emarginati,sulle vite dei singoli. L'amarezza,la malinconia dura e cattiva ,la solitudine pesante di chi cerca la giustizia e alla fine la vendetta,la violenza come rimedio per porre fine a tutta quella merda
Protagonista è Maurice,uno degli sbirri coinvolti nei casini e affari loschi dei suoi colleghi,il quale piano piano prende coscienza dello schifo che lo circonda.Ad aiutare questa sua conversione la ricerca di un'altra bambina scomparsa di un'altra bambina. Oltre a Maurice,c'è il ritorno al nord di un avvocaticchio figlio di uno sbirro locale, detto il Porco, il quale di malavoglia è costretto a difendere il presunto assassino delle bambine scomparse nel primo episodio.L'uomo scoprirà i metodi fascisti della polizia per addossare la colpa a due sbandati ,al fine di proteggere dei pedofili e l'assassino tutti stimati uomini del paese,e dovrà anche scontrarsi con un passato tragico.
Seguiamo anche la strada di Bj l'omosessuale che compare in tutti e tre gli episodi,vuole vendicarsi delle violenze subite da piccolo.
Un finale di leggera speranza e di reale giustizia con la morte dell'assassino conclude questa meravigliosa serie,anzi miniserie
Notevolissima per le sue atmosfere malinconiche e amarissime è il ritratto nerissimo di una zona in una Nazione tanto invidiata dagli e dalle esterofili/e locali,anche giustamente perchè di cose buone e giuste ce ne sono,come in tutte le parti del mondo,eccetto israele,una sorta di viaggio crudo nei gironi infernali della violenza,corruzione,dell'omertà,del ruolo ambiguo e repressivo delle istituzioni,non solo la poesia ma anche la chiesa ne esce malissimo in questo piccolo capolavoro in tre atti. Vediamo uomini onesti perdere e ottenere parziale vittoria solo con la violenza, vediamo la polizia che tiene in mano il paese e specula ,uccide,sevizia, è un mondo cupo,pessimista,sono storie che fanno male,molto male.
E ci sono grandissimi attori a interpretarle da Peter Mullan,Sean Bean,Andrew Garfield. La sceneggiatura è perfetta,intrigo complesso e pieno di rimandi che pongono lo spettatore parte attiva,deve riflettere e mettere in collegamento il suo cervellino con quello che sta vedendo.Le musiche come al solito sono straordinarie,non voglio dire noi in Italia,perchè qui abbiamo la serie di Romanzo Criminale che è stupenda e anche la Nuova Squadra tentava strade nuove,prendendole tutte da quella leggenda che è The Shield.
Quindi il solito discorso disfattista anti nazionale non lo scriverò. non mi appartiene , perlomeno non sempre.
Però diamo atto che vi sia una sorta di professionalità ,di voglia di sperimentare, di scrivere e di portar sullo schermo in paesi come l'Inghilterra che in Italia fino a quando ci fermiamo a Don Matteo e pretucoli,suore del cazzo , o al Maresciallo Rocca non andremo mai lontano.Si premierà l'ottusa fermezza che non è tradizione,ma reazione.Si avranno spettatori pigri,svogliati,conformisti e sopratutto ci crea l'immagine falsata e stucchevole del paese dell'ammmore e della pasta!
Tutte cose che non mi piacciono affatto,che reputo vadano cambiate.
Nel frattempo guardatevi questo capolavoro.
il trailer
http://www.youtube.com/watch?v=Nx5rqw9tXB8
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venerdì 15 marzo 2013
venerdì 20 aprile 2012
HANA -BI di TAKESHI KITANO
Il Festival di Venezia è da sempre la kermesse che seguo con più attenzione.Non è un :tu vo fa l'ammmeregggano come quello del tutto pleonastico di Roma,è in poche parole il vero festival del cinema della nostra nazione.Ha avuto anche esso momenti bui e tempestosi,scivolate grossolane,errori tragici,ma è comunque rispettabilissimo come evento culturale-che il cinema è anche questo.Altrimenti fate bulloni,come mia madre,che è meglio-tra i tanti film premiati con il Leone d'oro,c'è anche questo sublime capolavoro diretto da uno dei miei registi preferiti:Takeshi Kitano.
La storia è assai semplice ed è più che altro la rappresentazione dell'idea base di ogni noir/poliziesco che si ripeti:Nishi è un ex sbirro.Traumatizzato per la morte di un collega,della figlia,e per la malattia della moglie.Indebitato con la yakuza , è l'unico amico rimasto a un suo collega.Rimasto paralizzato e abbandonato da tutti,ma non da quel poliziotto solitario,malinconico,violento.Nishi decide di rapinare una banca e poi con la moglie si prende una lunghissima vacanza.Un viaggio tenerissimo verso la fine.
Fiori di fuoco ,ma è anche un riferimento ai fuochi d'artificio,questo significa Hana-Bi.Un film che colpisce profondamente per la sua profondissima malinconia e dolcezza seppure in un contesto decisamente violento,crudele,disumano.Notare ad esempio i dialoghi ,quasi sempre usati in situazione di insulti e litigi.Come se la parola avesse perso ogni significato e allora Nishi non può che starsene in silenzio accanto alla moglie e al suo amico.Immagine speculare del personaggio interpretato da Kitano,procede su una strada contraria.Dopo essere stato abbandonato dalla moglie e dalla figlia, lo sbirro paralizzato tenta il suicidio.Poi grazie all'aiuto discreto di Nishi,che gli dona materiale per disegnare ,l'uomo si riprende.Almeno in parte.Mentre per Kitano inizia un viaggio verso la fine.Segnata da una tenerezza che sconvolge perchè non enfatizzata come capita nei film ammmmeregggani,con stucchevoli mossettine e dialoghi insulsi,ma attraverso la fisicità dei due personaggi.Che non si toccano,ma rimangono vicini.La spiritualità orientale dimostrata nella quotidianità.Ci si commuove veramente,in modo sottile e penetrante.Non è la commozione esteriore,precotta,basata su facili meccanismi e ricatti morali.Il regista ci mostra quello che in quelle condizioni molti di noi farebbero,cercare un aggancio non con l'anormalità e l'esagerazione-tipico delle culture occidentali dove da frustrati,complessati,cerchiamo nel grande gesto e nel frastuono delle trasgressioni casinare e facili un modo piccolo borghese per andarcene-ma con i gesti più semplici,normali,quotidiani.Questa parte è meravigliosa,e non è avulsa rispetto al film.Perchè di scene liriche e dolci ce ne sono,legate alla natura:il mare,i fiori,all'arte-attraverso la pittura-e a un'umanità sconfitta,ma non perdente.La violenza riempie lo schermo ed è quasi sempre presente.Veloce,esplosiva,crudele.Nessun fottutissimo monologo alla tarantino-grazie Kitano-nessuna coreografia sfida forza della gravità,niente di questo.La violenza è un elemento naturale,l'essere umano non può fare altro che usarla,come si abbandona all'amore per i propri cari.Un mondo quindi ambiguo:violentissimo,feroce,con momenti di struggente dolcezza.
Ecco un altro elemento straordinario:non è monocorde.Non è una di quelle opere che testardamente vuole metterti in testa che tutto faccia schifo e nemmeno una di quelle che ti mente dicendo che vabbè,alla fine tutto si sistema.Sono queste due cose miscelate insieme.Romanticismo altissimo e cinismo pungente.Opera imperdibile anche per questo.
La storia è assai semplice ed è più che altro la rappresentazione dell'idea base di ogni noir/poliziesco che si ripeti:Nishi è un ex sbirro.Traumatizzato per la morte di un collega,della figlia,e per la malattia della moglie.Indebitato con la yakuza , è l'unico amico rimasto a un suo collega.Rimasto paralizzato e abbandonato da tutti,ma non da quel poliziotto solitario,malinconico,violento.Nishi decide di rapinare una banca e poi con la moglie si prende una lunghissima vacanza.Un viaggio tenerissimo verso la fine.
Fiori di fuoco ,ma è anche un riferimento ai fuochi d'artificio,questo significa Hana-Bi.Un film che colpisce profondamente per la sua profondissima malinconia e dolcezza seppure in un contesto decisamente violento,crudele,disumano.Notare ad esempio i dialoghi ,quasi sempre usati in situazione di insulti e litigi.Come se la parola avesse perso ogni significato e allora Nishi non può che starsene in silenzio accanto alla moglie e al suo amico.Immagine speculare del personaggio interpretato da Kitano,procede su una strada contraria.Dopo essere stato abbandonato dalla moglie e dalla figlia, lo sbirro paralizzato tenta il suicidio.Poi grazie all'aiuto discreto di Nishi,che gli dona materiale per disegnare ,l'uomo si riprende.Almeno in parte.Mentre per Kitano inizia un viaggio verso la fine.Segnata da una tenerezza che sconvolge perchè non enfatizzata come capita nei film ammmmeregggani,con stucchevoli mossettine e dialoghi insulsi,ma attraverso la fisicità dei due personaggi.Che non si toccano,ma rimangono vicini.La spiritualità orientale dimostrata nella quotidianità.Ci si commuove veramente,in modo sottile e penetrante.Non è la commozione esteriore,precotta,basata su facili meccanismi e ricatti morali.Il regista ci mostra quello che in quelle condizioni molti di noi farebbero,cercare un aggancio non con l'anormalità e l'esagerazione-tipico delle culture occidentali dove da frustrati,complessati,cerchiamo nel grande gesto e nel frastuono delle trasgressioni casinare e facili un modo piccolo borghese per andarcene-ma con i gesti più semplici,normali,quotidiani.Questa parte è meravigliosa,e non è avulsa rispetto al film.Perchè di scene liriche e dolci ce ne sono,legate alla natura:il mare,i fiori,all'arte-attraverso la pittura-e a un'umanità sconfitta,ma non perdente.La violenza riempie lo schermo ed è quasi sempre presente.Veloce,esplosiva,crudele.Nessun fottutissimo monologo alla tarantino-grazie Kitano-nessuna coreografia sfida forza della gravità,niente di questo.La violenza è un elemento naturale,l'essere umano non può fare altro che usarla,come si abbandona all'amore per i propri cari.Un mondo quindi ambiguo:violentissimo,feroce,con momenti di struggente dolcezza.
Ecco un altro elemento straordinario:non è monocorde.Non è una di quelle opere che testardamente vuole metterti in testa che tutto faccia schifo e nemmeno una di quelle che ti mente dicendo che vabbè,alla fine tutto si sistema.Sono queste due cose miscelate insieme.Romanticismo altissimo e cinismo pungente.Opera imperdibile anche per questo.
venerdì 21 ottobre 2011
AND SOON THE DARKNESS di ROBERT FUEST
Non sono,come ho già scritto diverse volte, un estimatore ed esperto del genere horror.Tuttavia credo che per far un buon film di terrore si debba tenere in considerazione quello che per me è il tema portante:lo smarrimento e la solitudine dell'individuo non solo di fronte all'ignoto e alla morte,ma anche di fronte alla propria incapacità di agire,un certo fatalismo di base.Per questo non credo che si possa esagerare con l'ironia o l'umorismo,si parla pur sempre di morte e tra le meno piacevoli perchè l'uomo è abbandonato al proprio supplizio.Quindi la violenza non deve ammiccare,ma disturbare essere tuttosommato strisciante e reale.Sempre nella mia umile convinzione ,reputo che il massimo del strèmizi,(come si dice dalla mia parte lo spavento),lo si ottenga dopo una lunga scena di totale quotidianità,con piccoli accenni e poi venga l'apocalisse.Con calma,senza fretta.
Mi pare tutto questo si trovi nel magnifico film del regista britannico Robert Fuest:l'arrivo delle ragazze accompagnate da una bella musica rockeggiante,il rtratto delle due decisamente reale,(non la solita troiona che merita de morì e la suora di turno),i piccoli segnali tra la popolazione,la solitudine di trovarsi in una terra straniera e non sapere che fare,l'inganno che i nostri pensieri possono attuare cambiando il ruolo del carnefice con chi vorrebbe forse solo salvarci. Sopratutto :quanto deve essere pesante perdere un'amica dopo una bruttissima e futile litigata,un grosso peso e rimpianto.Ecco queste cose ci vengono in mente mentre vediamo il film
Che è semplice,non vuole stupirci con eccessi ed elementi grotteschi,ma è angosciante,disturbante,inquietante.Un piccolo classico,davvero imperdibile
Mi pare tutto questo si trovi nel magnifico film del regista britannico Robert Fuest:l'arrivo delle ragazze accompagnate da una bella musica rockeggiante,il rtratto delle due decisamente reale,(non la solita troiona che merita de morì e la suora di turno),i piccoli segnali tra la popolazione,la solitudine di trovarsi in una terra straniera e non sapere che fare,l'inganno che i nostri pensieri possono attuare cambiando il ruolo del carnefice con chi vorrebbe forse solo salvarci. Sopratutto :quanto deve essere pesante perdere un'amica dopo una bruttissima e futile litigata,un grosso peso e rimpianto.Ecco queste cose ci vengono in mente mentre vediamo il film
Che è semplice,non vuole stupirci con eccessi ed elementi grotteschi,ma è angosciante,disturbante,inquietante.Un piccolo classico,davvero imperdibile
venerdì 7 novembre 2008
RIFLESSI IN UNO SPECCHIO SCURO di SIDNEY LUMET
Uno dei film più inquietanti e cupi sulla figura del "tutore dell'ordine".ma non solo:anche una riflessione seria e amara sulla violenza,sui ruoli,sul doppio ,sulla zona oscura di tutti noi.
Un sergente della polizia britannica indaga sugli omicidi e stupri al danno di alcune bambine.Coinvolto totalmente nel caso,tanto che una volta arrestato un indiziato ,il solerte sbirro strenue difensore della sicurezza cittadina e nemico di tutti i cattivi che fa?Lo ammazza di botte.
Chi è il vero colpevole?Cosa nasconde la mente distorta del poliziotto?Cosa unisce e separa un delinquente da un tutore dell'ordine?
Il film è profondamente cupo e crudele,non concede tempo alla fuga,alla speranza.Un mondo violento e feroce che alimenta e forma individui normalmente folli,macchine infernali di tortura e malattia.
Chi è l'assassino di bambine?Il poliziotto o l'indiziato?Chi innocente e colpevole.
Un'indagine profonda e amaramente cinica della società e mente umana.Grandissimo film da vedere ,bravissimo Sean Connery
Un sergente della polizia britannica indaga sugli omicidi e stupri al danno di alcune bambine.Coinvolto totalmente nel caso,tanto che una volta arrestato un indiziato ,il solerte sbirro strenue difensore della sicurezza cittadina e nemico di tutti i cattivi che fa?Lo ammazza di botte.
Chi è il vero colpevole?Cosa nasconde la mente distorta del poliziotto?Cosa unisce e separa un delinquente da un tutore dell'ordine?
Il film è profondamente cupo e crudele,non concede tempo alla fuga,alla speranza.Un mondo violento e feroce che alimenta e forma individui normalmente folli,macchine infernali di tortura e malattia.
Chi è l'assassino di bambine?Il poliziotto o l'indiziato?Chi innocente e colpevole.
Un'indagine profonda e amaramente cinica della società e mente umana.Grandissimo film da vedere ,bravissimo Sean Connery
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