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martedì 30 luglio 2013

LA TOMBA DI LIGEA di ROGER CORMAN




Molto spesso i film horror non sono altro che storie d'amore strazianti,di passioni travolgenti,di desideri ed ossessioni ,cioè il macabro e l'inquietudine che talora sta alla radice dell'amare. Questa classica pellicola del Maestro Roger Corman è una di queste storie dove le azioni infernali,le maledizioni,nascono non tanto dai poteri degli inferi che si scatenano contro poveri innocenti o giovanotti in allegra comitiva.
Siamo nel pieno del gotico con solide origini letterarie: Edgar Allan Poe. Autore che più di altri ha saputo descrivere nei suoi racconti l'orrore assoluto e totale,nerissimo della follia e delle terribili porte che esse spalancano.



Su sceneggiatura del premio Oscar Robert Towne, Corman mette in scena una storia terribile di ossessione amorosa, dove giganteggia senza rivali un immenso Vincent Price. Il suo è un ruolo assai complesso, vittima o carnefice allo stesso tempo, decisamente slave  della crudele mistress Ligea che domina la vita dell'uomo condizionandone l'esistenza.
L'uomo pare trovare la pace nella relazione con una giovane nobile,la quale oltre alla rassomiglianza con la vittima,rimane vittima  dell'influenza maligna della morta
Solo un lontano parente,amico del titanico Price,comprende la situazione e cerca di aiutarla.



Il film avvince  non tanto per una sceneggiatura a tratti farraginosa e fin troppo verbosa,(ma comunque decisamente scritta in modo professionale,forse mancante dell'umorismo macabro di Matheson),
quanto per la regia solida,veloce,precisa e capace di momenti decisamente visionari,allucinati e allucinanti, di Corman. Una direzione dinamica ben supportata dalla fotografia  che risalta i colori caldi e illumina in primissimi piani le simboliche fiamme dell'amore,del peccato,della rovina e liberazione.
Anche se ripeto il vero punto di forza rimane la maestosa e titanica prova di Vincent Price,forse una delle sue interpretazioni migliori.Almeno per me

martedì 15 gennaio 2013

L'ODIO ESPLODE A DALLAS di ROGER CORMAN

Il più spaventoso,terrificante,angosciante,di Corman non è un horror con fantasmi,nobili folli,castelli maledetti.Non è nemmeno un film su dottori folli,esperimenti contronatura,ma è un film che parla di esseri umani e della loro reazione nei confronti dei diversi.
"L'odio esplode a Dallas" è questo:un ritratto spietato,mitigato solo da un finale per me non proprio all'altezza e un po' consolatorio,del sud degli stati uniti.
Tratto dal romanzo The Intruder,scritto da Charles Beaumont, sceneggiato dallo stesso scrittore,la pellicola è la storia di Adam Cramer, un ragazzo che giunge nella sonnolenta cittadina di Caxton per compiere un sondaggio tra i cittadini locali sul tema dell'integrazione razziale. Infatti, una legge governativa impone giustamente che ragazzi bianchi e neri vadano nella stessa scuola e classe. La cosa non piace alla cittadinanza,e Cramer ne approfitta per creare tensioni,far esplodere malumori , che si son già manifestati da soli il primo giorno di scuola. L'uomo incita alla lotta il popolo di bifolchi reazionari,i quali si abbandonano alla violenza folle contro i neri. Prima quasi linciano un automobilista,poi con una bomba in una chiesa uccidono il pastore afro-americano.Fino quando un passo falso farà crollare il castello di odio e terrore che Adam ha creato.
Noi spesso quando parliamo di Corman ci fermiamo sulle sue doti di cinematografaro capace di girare ottimi prodotti con pochi soldi,riciclando scenografie,scovando grandi registi tra i giovani che bazzicano la sua casa di produzione,Corman però è prima di tutto un grande regista.
Che giri opere barocche,oniriche,visionarie come La morte rossa,o che si getti nell'essenzialità,nella lucidità,nel semi documentaristico,(come nei suoi capolavori gangster ,il massacro del giorno di san valentino o il clan dei barker),è uno di quelli che riconosci anche fra mille.Un grande artigiano che ha saputo trarre il meglio dal poco a disposizione.
Questa pellicola costata solo 90.000 dollari è stata anche un grosso e assoluto insuccesso,motivo dovuto forse che nel 1962,anno turbolento politicamente per gli Stati Uniti, non tutti fossero disposti ad assistere a u film che fino al finale accomodante,mostrava con lucidità le dinamiche interne alla società americana. Mostrando come in sostanza la gente non accettasse le regole e leggi della capitale e si sentisse autonoma,indipendente rispetto ad esse. Quella che vedi  è gente normale,che si reputa tale e che per difendere quella loro normalità non lesina botte,minacce,fino al delitto. E non è solo questione di pelle,ma anche di chi mostra di avere una mentalità migliore ,aperta al confronto e alla comprensione,o che sia solo rispettoso delle leggi.
La follia dei cittadini è descritta benissimo, ti senti trascinato all'interno di quel grande odio ,che ha origini nella struttura politica della peggior democrazia bonapartista del mondo.Nazione nata sul genocidio,prosperata attraverso lo schiavismo,incline a linciaggi,pestaggi,discriminazione,omicidi politici,ingerenza nella politica estera altrui,imperialista,colonialista,cioè uno stato canaglia,come effettivamente è l'america del nord.
Il pestaggio del bianco che accompagna i ragazzi neri a scuola è davvero qualcosa di urtante e feroce,come anche il quasi linciaggio del nero .
La cosa non piacque ai cittadini reali dove la troupe girava il film.Tanto che furono minacciati e intimoriti pesantemente ,esattamente lo stesso comportamento che vediamo nella pellicola.
Il film si segnala per un grande e memorabile personaggio:Adam Cramer. L'inizio del film ce lo mostra come un bravo ragazzo americano:tranquillo,di buone maniere,amabile.Poi rivela il mostro che è ,senza limiti e con una crudeltà mentale degna di nota.Vigliacco e violento,mellifluo e perfido,ingannatore.La scena iniziale dove solleva la gente alla guerriglia è un piccolo capolavoro di cinema:recitazione allucinata,ma lucida di William Shatner,montaggio,inquadrature,tutto crea un clima di violenza repressa pronta ad esplodere.E chiaramente esploderà.
Il malvagio protagonista è interpretato appuntoda William Shatner,cioè il comandante Kirk di Star Trek. Ruolo complesso e difficile che egli domina tranquillamente.Film necessario,politico,radicale,militante,realistico,che diventa il racconto horror,tenebroso ,lugubre,di una nazione e di un popolo.Dovrebbe farci riflettere anche a noi italiani quando sottovalutiamo la potenza di scaldare i bassi istinti della gente aizzandoli contro i diversi e le diversità in genere.Dovrebbe...ma già il fatto che qualcuno crederà ancora a Berlusconi e altri ancora lo considerino l'unico male italiano,mi fa dubitare.

venerdì 14 dicembre 2012

IL POZZO E IL PENDOLO di ROGER CORMAN

Questo è uno dei film che fanno parte del ciclo dedicato a Corman e Richard Matherson ,(come sceneggiatore) alla leggenda e mito Edgar Allan Poe. Fillm che si ispiravano molto liberamente agli scritti del noto scrittore,talora inglobando anche due racconti differenti.Costavano pochissimo, queste pellicole, o perlomeno era cinema indipendente a basso-medio costo. Puntavano su un gruppo più o meno stabile di collaboratori,(Nicholson e Arzkoff alla produzione,Corman regia,Matheson sceneggiatura,Price come attore),giorni di lavorazioni più o meno brevi,ma non c'è traccia alcuna di pauperismo esasperante e di cinema tirato via così come viene viene. Tutto altro sono classici e film leggendari ,fatti con amore per il genere e passione per il cinema. Sopratutto con l'intento di farci su un po' di soldi che così ne facciamo altri e magari ci sistemiamo anche noi. E incassavano.
Tuttavia descrivere Corman come un mero esecutore mi pare restrittivo,anche se poi questa fosse la verità. Egli è Cinema nelle ossa e nella carne,straordinario sia quando si trova a che fare con il genere orrorifico ,sia con il gangster movie, sia con opere lisergiche ,psichedeliche,radicatissime nel periodo dei fine 60  e inizi 70, (il serpente di fuoco che parla di lsd, Gassss, pellicola stranissima e surreale su un mondo dove sono morti tutti quelli dai 30 anni in su),vale la pena soffermarsi su di lui. E lo faremo, avanti.
Ora affrontiamo questa pellicola. Cosa ti fa sentire che stai visionando un classico e non un film datato,proprio il fatto che esso superi la barriera del tempo. Questa pellicola lo fa. Va oltre i suoi 51 anni di esistenza,pur essendo un tipico prodotto del tempo,ma certe trovate:colori accesissimi ,immagine dilatata e straniata ,straniante,di visi allungati su sfondo di colori cangianti e mutevoli, i liquidi di diverse sfumature e colori dei titoli di testa,la recitazione davvero ispiratissima,potente,titanica,travolgente di  Vincent Price e la presenza di grande impatto sensuale,tentatrice,ipnotica della Divina Barbara Steele,la Scream Queen per eccellenza rendono questo film ancora oggi pieno di fascino e interesse

La storia è ambientata sul finire del 1500,un lord inglese va a trovare in quel di Spagna la sorella Elisabeth. Morta da qualche tempo. La donna aveva sposato un nobile locale,tale Nicolas Medina.Uomo devastato dal dolore per la perdita della giovane moglie.I rapporti del britannico con il resto della compagnia non sono molto buoni. Egli non riesce a comprendere il motivo della morte della sorella,e sospetta del cognato Ai due uomini ,alla sorella del nobile spagnolo,si aggiunge il medico del padrone del castello. Carissimo amico di famiglia.Subito però cominciano a manifestarsi strani casi che turbano l'atmosfera già tesa nel vecchio magiero.
E se Elisabeth fosse viva.Si avvertono macabri suoni di clavicembolo, ci sono sussurri nel buio, si spaventano i domestici.Cosa succede?
Nicolas veniamo a scoprire è un uomo segnato,turbato,dalla pische debole,ha tutte le caratteriste delle eroine tragiche del melodramma e del genere horror,ma è un uomo.Questo il colpo di genio. A mio avviso, e Price ce lo rende tutto questo malessere,questa debolezza,questa mente in bilico sulla follia. Un uomo buono,ma abbandonato a subire i nefasti potere di un passato crudele e tragico. Infatti da ragazzino aveva assistito alla morte della madre e dello zio,torturati dal padre .Un crudele giudice della santa inquisizione.
Non solo ,gli è capitato di vedere la madre sepolta viva dentro la sua tomba.
E se per un capriccio del destino fosse successo anche ad Elisabeth?
L'inganno è il grande tema di questo film,la manipolazione crudele contro una persona troppo impreparata per combattere contro la crudeltà degli altri.
Ci sono molte scene memorabili in questo film del terrore:il cadavere di Elisabeth nella bara,il suo risveglio,il lungo e brutale finale,l'ultima inquadratura di grande potenza etica e morale,sugli occhi della malvagia di turno per sempre rinchiusa nella tomba.
E ci sono le Icone,Le Leggende.Vincent Price tanto puccioso quando fa Nicolas povero e inconsolabile vedovo, e Barbara Steele bellissima e crudele,indimenticabile.

martedì 24 gennaio 2012

LA CITTA' DEI MOSTRI di ROGER CORMAN

Possiamo scrivere di cinema,di qualsiasi tipo fosse il nostro interesse per questo tipo di arte industriale,senza menzionare almeno di sfuggita un uomo che è Cinema in modo assoluto?Certo,film a bassi costi,fatti per incassare,eppure talmente incantevoli e in gran parte importanti per la storia del grande schermo e degli incubi a venire che merita assolutamente il massimo rispetto.
Stiamo scrivendo di Roger Corman,produttore e regista nato quasi cento anni fa,(5 aprile 1926)notissimo e amatissimo per gli appassionati del genere horror e non solo.
Dopo la laurea in ingegneria si butta nel mondo del cinema,mirando alla produzione di piccoli film del terrore che però avevano una solidissima base letteraria:Edgar Allan Poe. E anche grandi interpreti,attori eccezionali come l'immenso Vincent Price.Quindi puoi dire :ah,il cinema di genere fatto per soldi e divertimento,ma se guardi bene MAI alla cazzo di cane.Un prodotto dignitosissimo,di spessore.
Oltretutto benediremo a vita Corman perchè come produttore e distributore ha avviato la carriera di tanti nostri beniamini:Coppola,Scorsese,Cameron,Dante,Bogdanovic,Nicholson,ad esempio.Ecco,rappresenta la parte sana dell'industria dove al discorso economico non deve mancare anche quello "artistico" e di una certa qualità
Ha anticipato con alcune pellicole psichedeliche e di bikers persino l'esplosione di Easy Rider-gli angeli dell'inferno e il serpente di fuoco-con Gassss ha diretto una bizzarria anti sistema ,con il Clan dei Baker ha offerto a un giovanissimo De Niro una grande occasione e ha portato sullo schermo un magnifico gangster movie e una rappresentazione violenta e nichilista,amarissima della grande depressione.Quanti hanno lavorato per e con lui?Basti pensare allo scrittore Richard Matheson,autore di moltissimi horror del regista americano,alla fotografia ci capita anche di trovare un certo Nicholas Roeg,ma anche il premio oscar Robert Towne.Lavorava in fretta e furia,spesso usando un set per più di una pellicola,arrivò a girare 9-dicasi-9 film in un anno.Insomma è un personaggio più grande del più grande film su grande schermo ok?
Mi dite,ma come?Hai rotto le palle con Von Trier per due giorni e mo te ne esci con una sviolinata su un personaggio assolutamente diverso rispetto al Dio Danese?Si.Perchè no?

Anzi ve lo spiego subito:guardatevi La Città dei Mostri e ditemi se non è grande arte popolare,codesta pellicola?Tanto tempo fa era possibile.
Con questo film Corman tralascia il suo Poe,per citare l'altro mito della letteratura,anzi della poesia in prosa macabra statunitense:H.P.Lovecraft-io preferisco assolutamente Edgar,eh?-lo fa con una storia abbastanza tradizionale nel genere e nella struttura,ma anche potente dal punto di vista visivo e di coinvolgimento.

Arkham è un villaggio del New England dove un nobile esercita la professione affascinante e pericolosa dello stregone.Molte ragazze del paese giungono in trance al suo castello e qui donate a una strana divinità,per creare una razza superiore di semidei.Questa cosa non piace agli abitanti del paese-ah sti rozzi proletari-e infatti la risolvono con un bel falò.Lo stregone in punta di morte lancia maledizioni terribili ai villani del luogo,(peraltro le lancia Vincent Price e questo basterebbe per farmi cagare sotto e correre a cercare dell'acqua per spegnere il fuoco,oh..Enzo Prezzo mica scherza1),come è uso tra gli arrostiti vivi.
Centodieci anni dopo giunge al villaggio una coppia:Charles Ward e moglie.Manco a farla apposta l'uomo è la fotocopia totale del temibile stregone,e la bella moglie quella dell'amata dal satanico individuo messo al rogo.
L'atmosfera del paese non è tra le migliori:la gente è assai poco disponibile,vi sono tra di essi dei mutanti senza occhi che strisciano nel buio,il castello donde vanno ad abitare è una lugubre magione con personale assai strano.Charles cade in balìa della furia vendicativa del suo avo infernale il quale vuole vendicarsi sul paese e infatti brucia alcune persone.Poi cerca di far risorgere la moglie morta e infine di sacrificare alla temibile divinità la moglie di Ward,interviene ancora il popolo e brucia il castello.Si sarà salvato il buon Ward o lo stregone Joseph Velker?

Davvero una lezione di cinema,di quello paraculo assai:il film viene spacciato per un ulteriore addattamento cinematografico di Poe a fini prettamente commerciali,ma anche del cinema di qualità.Sublime,meravigliosa,da incanto,la recitazione di un ispiratissimo Vincent Price-il re,il duca,il principe del genere.Mai altro attore ha saputo dare così tanto a sto genere de frattaglie e sangue,un po' così-che davvero è straordinario nel manifestare la lotta tra il bene e il male all'interno di un individuo.Raccapriccianti le scene orrorifiche come l'apparizione della bambina senza occhi,o dei mutanti zombeschi striscianti nel buio che circondano la coppia protagonista ,il figlio mostruoso e cannibale di un poveraccio del luogo e le morti provocate da Price.
Una gemma,un classico che per fortuna non hanno "remakezzato"
Un film insomma che andrebbe visto per chi ama il cinema dell'orrore