mercoledì 10 aprile 2013

IL DUBBIO di J.P. SHANNLEY

Perché il cinema, senza questi film, sarebbe una cosa molto più triste ;)



Questo sopra è il mio motto, lo troverete ogni volta che affronterò il cinema migliore e che amo profondamente :quello d'Autore, "serio", "impegnato". Non che io disprezzi il cinema d'intrattenimento  e genere , nondimeno potrei vivere tranquillamente senza film di mazzate e astronavi,ma se dovesse sparire una pellicola come Il Dubbio,bè non vivrei sereno. Non metto in dubbio l'importanza basilare e la natura prettamente industriale del cinema, il cinema di serie b come scuola vera e reale per chi fa cinema e il fatto che tantissimi autori abbiano debuttato girando horror,ma il motto che trovate là sopra esprime il mio pensiero e il mio stato d'animo da spettatore. Indisciplinato,quindi non un Popolan-chic che è la nuova piaga della critica da blogghe. E nemmeno uno snob in tutto e per tutto. Credo che un elemento buono questo piccolo spazio personale l'abbia: è assolutamente al servizio del Cinema,senza guardare genere o altro. Non ci sono recinti se non l'ottimo gusto di chi scrive, (e vantiamoci ,dio bonino,ogni tanto),ora a mio avviso questo film , tratto da un'opera teatrale dello stesso regista ,è un esempio alto e importante di cinema.
Quello che ti porta al centro di una storia non solo ben scritta,ma che ti faccia anche ragionare e riflettere: il confine tra giusto e sbagliato,la parola che diventa pettegolezzo e pericolo per la reputazione altrui, una vita auto negata e votata alla crociata personale contro il male
Sorella Aloysiuous Beuvier, Sorella James, Padre Flyn , sono un po' come la rappresentazione perfetta dell'imperfezione umana. Metafora di super io,io,es, se vogliamo leggerli secondo un percorso psicoanalitico. In fin dei conti sarebbero come un essere umano diviso in tre parti difettose che si trovano a scontrarsi.

Sorella James è una giovane suora che insegna storia in un collegio americano , (anno 1963, un anno dopo la morte di Kennedy),è giovane e ingenua ma anche molto volenterosa. Un giorno il comportamento di Padre Flyn , uno dei capi dell'istituto,la porta a credere che l'uomo abbia abusato di Donald Miller , l'unico ragazzino di colore presente in quella scuola.
Comincia così una durissima crociata contro il prete da parte della preside Sorella Beuvier.
Il tutto però si basa su sospetti,voci,dicerie,percezioni,nondimeno non bastano già queste cose?Un sospetto su una persona non è già indicazione di un problema. Io non sospetto a caso di un uomo o una donna se questi con il loro comportamento non ci lasciano aperta la strada per mettere in dubbio la loro onestà,moralità,reputazione. Sorella Beuvier si sente in pericolo : i tempi cambiano, una nuova idea di libertà tra persone  e nella società,  che a mio avviso si rivelerà fragilissima e inadeguata a reggere con il contesto politico e storico futuro,ha paura di essere dimenticata,trascinata via da un vento che non comprende e conosce.
Lei ha ragione,lei conduce una battaglia giusta,ma è giusta in quel caso?Tutti noi di fronte a certe accuse ci sentiamo in dovere di attaccare l'accusato,io sarei per togliere la vita a stupratori e pedofili, senza nessun problema,tuttavia sono veramente tutti stupratori e pedofili quelli che dovrebbero passare sotto il mio giudizio?Potrei dire:combatto una piaga oscena dell'umanità.la battaglia è talmente alta e importante che non mi interessa se ci rimane qualche innocente,poi innocente...Se qualcuno lo accusa di quello,anche se non ci dovessero essere prove concrete potrebbe bastare?D'altronde uno non si alza la mattina e dice:ehi ho visto Tizio che molestava un bambino, o si?

Il film è impreziosito da duelli tra attori assolutamente di altissimo livello. Giganteschi e titanici Streep e Hoffman,ma bravissima e da tenere in considerazione Amy Adams, (splendida in The Master al fianco di Hoffman ),questo cinema è quello urgente,necessario,quello che se dovesse mai sparire mi renderebbe triste e solitario,perchè la fantasia è una bella deviazione,ma la realtà è la sostanza della nostra vita e azioni







2 commenti:

CineFatti ha detto...

Se la fantascienza sparisse dalla circolazione penso che mi sentirei male! Diciamo che condivido il pensiero a metà: senza questi (e quei) film allora nulla avrebbe senso! Bello Il Dubbio, si vede che nasce come spettacolo teatrale, ne ha la solidità, poi Hoffman, monumentale!

Fausto

babordo76 ha detto...

ma certo,ma certo!Parlavo egoisticamente come spettatore che ama alla follia questo film e che se non dovessero farli più per darmi solo mercenari di villa arzilla,calzamagliati male,botte e alessandro siano soffrirei parecchio

Il dubbio è bellissimo in modo assurdo,Hoffman giganteggia