domenica 14 dicembre 2008

EHI ,AMICO! C'E' SABATA...HAI CHIUSO!di GIANFRANCO PAROLINI

l'impatto visivo e di scrittura che il genere "spaghetti western" ha avuto sulla cinematografia mondiale è sotto gli occhi-del cuore- di tutti.
Ha portato una sostanziale differenza rispetto ai classi western americani,dove c'è un eroe ben distinguibile -spesso l'insopportabile John Wayne- una storia robusta e lineare, divisione ben marcata tra loschi figuri ed eroi.
Lo spaghetti invece trascende queste regole e le mischia tutte:personaggi del tutto buoni non ci sono,spesso arrivano ammazzano e se ne vanno.I personaggi poi si muovono nelle scene come se fossero delle rockstar.offrendo uno spettacolo memorabile agli spettatori,grazie a ritmo,battute grottesche e personaggi debordanti.All'interno della scena possiamo riconoscere i film western rivoluzionari di Corbucci e Sollima,il lugubre e splatter Questi,la rivoluzione e la vendetta di Petroni,il classico epicismo di Leone.
Parolini,fa a sè:grande divertimento,spettacolari trovate registiche e personaggi bizzarri ed eccentrici.Cult,ma meritatamente perchè dotato di ottime capacità di regia e formazione di una storia.
In questo film un personaggio misterioso Sabàta arriva in un paese dove alcuni uomini potenti della zona hanno organizzato una rapina ai danni della cassaforte dell'esercito nordista.Il pistolero con l'aiuto di Garrincha,un petulante messicano fanfarone e micidiale con il coltello,Gatto Mammone , un indiano muto e che è abilissimo nel saltare da un tetto all'altro, e di Banjio un pistolero che usa il suo strumento musicale a mo di fucile,combatterà contro questa banda di criminali
Geniale nelle trovate-la morte del cattivo ne è un esempio-fantasioso nei personaggi-gatto mammone,banjio ne sono la prova- un film bellissimo western appassionante e divertente ,ricco di azione e spettacolo..Da vedere!
Ottimo Lee van cleef ,protagonista della pellicola

I MAGLIARI DI FRANCESCO ROSI

Quando eravamo noi italiani,costretti ad abbandonare la Patria e a subire lo sfruttamento e il razzismo di altri popoli.Quando vivevamo ammucchiati in luride baraccopoli,con la paura che la polizia ci beccasse e ci rispedisse indietro.
Quante storie di miseria e fatica,quanti dolori hanno vissuto milioni e milioni di italiani in tutto il mondo,quanti morti sul lavoro per fare grandi altre nazioni.
Questo film di Rosi affronta l'argomento parlando di una categoria particolare :i magliari.Mezzi imbroglioni,mezzi venditori.Questi nostri connazionali giravano in lungo e largo la Germania vendendo stoffe di dubbia provvenienza.
In particolare la storia si concentra su due personaggi:Mario,umile e onesto lavoratore che per una serie di coincidenze si trova a dover collaborare con Totò,un magliaro dalle grandi ambizioni.Tanto che convince un noto industriale tedesco ad affidare a lui la scelta delle stoffe,questo scatena l'ira di altri concorrenti-polacchi- e del suo ex capo ,un camorrista di nome don Raffaele.Un film amarissimo,che scava nella profondità della questione politica e sociale,offre ritratti veritieri e taglienti dei protagonisti
Giganteggiano Salvatori e Sordi,davvero bravissimi.

mercoledì 10 dicembre 2008

BRONTE di FLORESTANO VANCINI

La storia è la materia più importante tra quelle studiate a scuola.Perchè senza di essa,senza conoscerla,impararla,difenderla,si rischia di credere a un Pansa qualsiasi,cedere al revisionismo,essere arrogantemente ignoranti,come succede spesso da noi.
Questo film scritto da Vancini con Leonardo Sciascia,Nicola Balducco ,Fabio Carpi,racconta un vero e ignobile fatto legato all'unità di italia:la strage di Bronte.
In questo paese il popolo eccitato aspetta l'arrivo di Garibaldi,i contadini finalmente potranno avere le terre per loro ed essere liberi.Basta vicerè,basta sfruttatori,basta punizioni e umiliazioni.
L'avvocato liberale Nicola Lombardo si occupa di mantenere la calma e di far passare la linea di un cambiamento politico.Dalle montagne però scende Calogero Gasparazzo,un carbonaro che insieme ai suoi e ad alcuni contadini stermina i padroni del paese.Ovviamente questo segna una distanza tra i metodi feroci e di giustizia proletaria del carbonaro e quelli di affidarsi alle leggi,allo stato dell'avvocato liberale.Se dovessimo pensare alla storia d'italia,vedremmo che non esiste legge di stato e democrazia borghese che manifesti l'intenzione di fare giustizia per i torti subiti dai proletari e dalle classi più emarginati.Non credere a questo tipo di giustizia è una cosa a mio avviso giusta e quasi doverosa,lascio ad altri il mito della legge che tanto piace a travaglio o di pietro.
L'arrivo di Bixio però sconvolge la cittadinanza,manifestando disprezzo e incomprensione per il popolo e preso solo dai suoi piani di conquistatore,questo pirlone crea in fretta e furia una commissione che porterà ,usando metodi cari ai borboni,alla fucilazione in paese di cinque innocenti.Più le pene contro 150 villici a catania.
La rivoluzione e la libertà come vengono viste e capite dal popolo,e come invece vengono usate dai conquistatori per far passare un nuovo potere repressivo per sotituire uno vecchio e obsoleto.
A rimetterci i contadini,il popolo,mentre una nuova colonizzazione dal nord porterà effetti devastanti sulla popolazione del sud.Nascosta dietro alla lotta contro i briganti,nata dall'incomprensione di una falsa rivoluzione,di un cambiamento parziale,classica storiaccia italiana

NUOVO CINEMA PARADISO di GIUSEPPE TORNATORE

Film premiato con l'Oscar e non poteva non essere altrimenti,in quanto è costruito ,pensato,ragionato per piacere al vasto pubblico e per appassionare gli americani.Una pellicola ruffinissima,allora?Certo!Ma con grande gusto e girata davvero bene.La storia del piccolo Totò che stringe amicizia con Alfredo proiezionista del cinema parrocchiale Paradiso,è ben scritta e diretta.Tocca temi importanti come l'amicizia e l'amore per il cinema.Un amore inspiegabile a volte,spesso mal corrisposto,ma che quando ci colpisce difficilmente si perde.Oggi non è che stia benissimo:le mocciate,il sentimentalismo borghese,il tarantinismo,i blockbuster senza personalità,eppure da qualche parte c'è sempre un regista o un film che colpiscono perchè fanno altro e qualche volta raggiungono persino un oltre.Certo le sale sono diventate "multisala",cambiando profondamente il modo di porsi come spettatore nei confronti del cinema.Non più i chiassosi,ingenui,partecipanti spettatori del film di Tornatore,ma posti prenotati,nn si entra più all'inizio del film,una visione passiva e subita,senza intervento e commozione nella scoperta o nella polemica contro o a favore di questo o altro autore.Un pubblico disciplinato,spento,che si accontenta e gode di pieraccionate,cinepanettonismo,di sbobba sentimentalista,di maledettismo con i dollaroni e senza reale perdizione.Per non parlare dei critici improvvisati,di chi a tutti i costi vuo, difendere il trash,il b-movie anche quando il giochino ha ormai stancato e da quella parte ormai il meglio è stato rivalutato e non ci rimane che l'amarissima riscoperta del genere che più di altri ha manifestato la fine del cinema in italia:la commedia scollaciata.Così tra chi è passivo e chi si improvvisa critico,lo spettatore ha subito una trasformazione verso il peggio di grande rilevanza,segno anche dei nostri tempi cafonissimi e ignoranti.
Il film di Tornatore in questo senso è una boccata di ossigeno, di dolci ricordi e tenere nostalgie,il finale quando demoliscono il cinema è assolutamente commovente e straziante.Il film lanciò la breve carriera di Totò Cascio-molto bravo in questo film,peccato che successivamente interpretò quella cazzata letale di Jackpot con Celentano,un film a dir poco non riuscito-un grandissimo Noiret,e un toccante Cannavale.
Film che merita di essere visto,perchè pone delle riflessioni sul cinema e sul fatto di essere spettatori

COLLATERAL di MICHEAL MANN

Micheal Mann è un regista che chissà per quale motivo non è riconosciuto come dovrebbe.Certo i cinefili lo conoscono,ma nonostante abbia creato opere legate ai generi di una certa sostanza tecnica e artistica, non ha mai avuto la conclamanzione a maestro quale effettivamente egli è.
Questo film è tra i suoi migliori,insieme a mio avviso a Manhunter,perchè nella semplicità della trama manifesta l'intenzione di toccare temi non sempre presenti in film di questo tipo.
Max è un taxista di L.A. che conduce una vita come tante altre:un lavoro che dovrebbe servirgli solo per pagarsi il progetto della sua vita-ma che non lascerà mai perchè forse non vuole rendere reale quel progetto-un futuro di soldi e successo e un ritiro sulla solita isola caraibica.Una persona normale,mediocre,con sogni minimi,seppure ambiziosi.Un giorno carica sul suo taxi un uomo che gli cambierà totalmente la vita:Vincent.Uomo raffinato e pericoloso in quanto killer,anche se al contrario del tassista egli ha momenti di pensieri più profondi sul mondo e sulla solitudine inutilità della vita umana
Perchè questo è il tema del film:la solitudine nelle grandi città,come nel resto della società.Uomini che vivono,ammazzano,sperano nell'ombra ,dimenticati e dimenticabili.Il tutto travolto dall'indifferenza e dai rumori della città,inghiottiti dal nulla di esistenza senza futuro.Il finale è speranzoso per Max,ma la strada per arrivarci è un viaggio nella morte e nel terrore
Un film bellissimo che attraversa il genere ,per diventare un simbolico atto di accusa all'alienazione,solitudine,violenza della nostra società
Ottimi i protagonisti:un cattivissimo Tom Cruise, e un credibile Jamie Foxx

MIAMI VICE di MICHEAL MANN

Una serie a dir poco mitica quella di Miami Vice:come non ricordare le ferrari ,i vestiti di armani,l'imbarcazione con l'alligatore e una serie di storie tra glamour e cupezza segno identificativo di questo telefilm.
Una visione nera dell'era reaganiana seppure non fortemente in contrasto,ma dalla sua ha sicuramente delle storie avvincenti e una buona confezione.
Il film è una rilettura,una rielaborazione più che una vera trasposizione cinematografica.Più o meno ci sono tutti i personaggi,tranne Castillo il capo interpretato da Edward James Olmos,per uno spettacolo tuttosommato buono.
Mann è un grande regista,un vero autore di opere metropolitane.Non è affetto da tarantinismo quindi zero grado di idiozia da cattivisti alternativi trendy,ma un ritratto duro del mondo e delle leggi del narcotraffico.I due eroi protagonisti dovranno smantellare una rete di spacciatori che vede uniti i paramilitari di estrema destra colombiana-gli amici di Uribe,l'amico degli states-e i nazisti americani.Una critica che colpisce con precisione il bersaglio.Il film ha un ritmo non velocissimo,e questo è un bene.Nulla è lasciato al caso nei film di Mann e se si sofferma su un viso per lungo tempo è perchè vuole mostrarci la disperazione o lo smarrimento.Buona la colonna sonora,e le interpretazione-pure Farrel è decente-forse c'è fin troppo erotismo ,cosa che spinge a una certa scelata un po' patinata e che sicuramente non aggiunge niente alla pellicola.
Insomma un gradevolissimo poliziesco,degno di essere visto

domenica 7 dicembre 2008

IL SUO NOME E' TSOTSI

Ritratto durissimo e feroce delle periferie sudafricane,il film manifesta come le problematiche reali non siano mai collegati a fenomeni di "razze",ma di classi.
In quanto è dimostrato che dopo l'ignobile regime xenofobo che per decenni ha colpito la nazione di Biko e Mandela,la situazione per i poveri non sia affatto cambiata.
Neri arricchiti,neri che fanno i poliziotti e sono più duri loro con i propri "fratelli" rispetto al poliziotto bianco, e neri che non avranno mai un minimo di libertà e prospettive migliori,travolti da una miseria che si tramanda di generazione in generazione.
Il protagonista è un delinquente che vede la sua terribile vita,cambiare quando durante una rapina ai danni di una giovane appartenente alla medio-alta borghesia,scopre che sulla macchina rubata c'è un bimbo di pochi mesi.
Da quel momento riflette sulla sua vita,gli errori,le crudeltà e cerca seppure utilizzando metodi non proprio convenzionali e ortodossi di uscire dalla sua situazione e posizione sociale.

Un film che talora sembra manieristico,ma che ha momenti davvero coinvolgenti e toccanti,dove si mostra l'altra faccia di democratiche e civili rivoluzioni,rapporti di classe,disperazione del sottoproletariato-ben denunciato dal professore,uno dei giovani delinquenti.Anima politica e di denuncia del sudicio quartiere criminale-paternità e riscatto.
Un buon film,che merita di essere visto!