Visualizzazione post con etichetta azione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta azione. Mostra tutti i post

giovedì 26 dicembre 2013

NATALE IN CASA BABORDO

Natale di buono ha, oltre ai regali e alle mangiate clamorose, il fatto di poter veder un bel po' di film. Così è stato anche ieri .
Se del celeberrimo La vita è meravigliosa ce ne occuperemo prossimamente perchè vale una doppia recensione , in questo  breve post ho deciso di dar spazio ad alcuni film che per me valgono la visione.
Pensa , fossi figo ci farei una videorecensione ,magari dicendo quali sono le stranezze del veder cinema in famiglia a natale, inventando delle puttanate perchè da noi la normalità fa paura ,perchè poi scatta il pensiero normale= banale= noioso e allora inventiamoci robe che nemmeno in Porky's e così via.
Bene, partendo dal fatto che in tv attentano alla tua salute con una serie di film tv ammmeregggani e per i più resistenti tedeschi, sullo spirito natalizio, roba che anche spilby si incazzerebbe di brutto, che in un paese all'avanguardia come la Danimarca proiettano quel capolavoro di Nymphomaniac,che potrebbe fare un tipo qualsiasi durante codeste vacanze?

Il piccolo intellettuale tascabile e darsi al cinema francese. Più una parentesi nella poesia dei corpi in movimento, nella meravigliosa sinfonia di arti spezzati e gole sgozzate , di un piccolo classico che arriva dall'Indonesia o Indocina, indo...pare e piace a voi,va!


I SENTIMENTI di Noèmie Lvovsky

Guidati da un coro "greco" le vicende di due coppie . Una composta da un giovane dottore con consorte molto cattolica, e l'altra da una casalinga apparentemente felice e dal vecchio dottore che lascerà il posto al nuovo arrivato. Nascerà una solida amicizia tra loro quattro,ma anche un amore inaspettato tra l'uomo di una certa età e la giovane donna.

Film che parte con il tono scherzoso,leggero,della commedia e poi piano piano diventa un dramma. Smorzato in parte dal coro. Un film che dice cose già sentite,ma con una grande attenzione per i personaggi, una leggerezza che non è mai semplicismo, evitando di portare sullo schermo ridicole macchiette. Ma uomini e donne, imperfetti e deboli, eppure così umani che pure su un tema come il tradimento,dove ho un'idea decisamente consolidata e forte : non l'accetto e reputo che sia una buona causa per eliminare dalla nostra vita la persona che ci tradisce, ci porta a riflettere sulla difficoltà di vivere ,di scegliere,la fragilità dei grandi amori e passioni.




THE RAID

Ben altro registro per questa pellicola d'azione tra le migliori degli ultimi dieci anni . Si parla di un raid , appunto, in un palazzo che sarebbe una roccaforte di un potentissimo boss della mafia e del narcotraffico. Opera obliqua e che in realtà è molto di più rispetto a quello che appare. Pensateci: fosse stata una pellicola americana avevamo il macho di turno,il cattivone,tante mazzate da bar e via. Qui invece i personaggi,seppure legatissimi al genere hanno sfumature che li rendono meno buoni o cattivi di quel che potrebbero essere, la stessa natura dell'incursione nel palazzo del farabutto di turno,nasconde in realtà un piano per nulla legato alla legge e ordine.
Quindi è certamente un grandissimo film d'azione,spettacolare,ma con una regia decisamente solida. Di caos calmo,con momenti di quiete prima della tempesta,grandi mazzate e un'ambiguità di fondo,il discorso del coraggio,lealtà,onore che noi abbiamo scordato da secoli.



PICCOLE BUGIE TRA AMICI di Guillame Cainet

Una bellissima commedia francese , di oltre due ore che tratta delicatamente ,ma con un forte senso dell'emozione temi importanti come l'amicizia,l'amore,la vita e la morte. Un gruppo di amici si ritrova in vacanza nella casa del ricco del gruppo,sono partiti lasciando a casa un loro grande amico che è rimasto coinvolto in un incidente. La vacanza farà uscire le fragilità sentimentali tipiche della nostra generazione,impreparati e infantili fragili su tutto...E poi per forza che mi scrivono quanto è figo I Goonies ,ecco questa è la morale del film.
Non dice nulla di nuovo,ma lo dice bene. Si basa su un grande cast,dove per gioia nostra spicca Marion Cotilard,cioè non è che spicchi..Lo fa perchè noi l'amiamo eh!
Commovente ,divertente,un solido esempio di commedia. Non pensiamo cosa sarebbe uscita da noi, non pensiamo va..che al massimo facciamo commedie dove una lesbica vuol tornare etero,ma andate a fanculo coglioni!
Detto questo,è un film che suggerisco. Non fosse altro che per sentire Amen Omen di Ben Harper.


Queste le mie visioni natalizie,perlomeno ho evitato cazzate con babbi natali e via dicendo. E voi?

sabato 28 settembre 2013

DEEP RISING di STEPHEN SOMMERS

Sommers non mi è mai piaciuto come regista e sceneggiatore.. Un mestierante senza inventiva, che ha pateticamente portato sullo schermo la Mummia cercando di far rivivere il vecchio cinema hollywoodiano d'avventure, e finendo con il girare due "baracconate " soffocate dagli effetti speciali e da storie ridicole.
Insomma troppo poco per gli indisciplinati e indisciplinate .
Però, come capita a tutti , un film lo indovini e ti riesce bene. "Riesce bene", non vi scrivo che sia bello o particolarmente riuscito,ma che alla fine ha dei momenti tutto sommato gustosi, qualche personaggio azzeccato, e non ti fa sentire stupido.



Un avventuriero avvezzo a navigare trasportando clienti non proprio raccomandabili , si ritrova con i suoi uomini e un gruppo di mercenari a bordo di una nave da crociera per gente ricchissima completamente abbandonata. A parte del sangue ..Anzi tanto sangue.
Segno che forse vi sia un piccolo problema a bordo. Trattasi di nave Costa?No,peggio: delle creature provenienti dagli abissi profondi che hanno banchettato con equipaggio e passeggeri.. Lo scopriranno a loro spese proprio questa compagnia di maltrainsema , di gente tanto dura e spietata ,quanto del tutto fragile e impaurita di fronte all'ignoto, alla scoperta che forse non siamo le uniche creature viventi su questo pianeta e sopratutto che siamo parte della loro alimentazione. In quei momenti vorresti che il mondo fosse vegano,no?



Non c'è altro da aggiungere, la storia è questa. I personaggi sono funzionali alla trama che è tutto un scappa e spara,ma almeno non scomodiamo i classici di Holluwood e non ci mettiamo in testa di recuperare modernizzandole le atmosfere dei vecchi film e capolavori degli anni 30.
Va dato atto che Sommers punta su un gruppo di personaggi eroici loro malgrado: mercenari,una ladra, un avventuriero,il miliardario avido e mascalzone. Non ci sono cavalieri senza macchia o paura , o donzelle timobonde e verginali.
Ci sono esseri umani imperfetti che tentano di salvarsi dai terribili tentacoli delle bestie .

Il film avvince in molti parti, perchè Sommers ha la situazione sotto controllo. Una regia precisa,essenziale,funzionale a esaltare la spettacolarità mozzafiato e cruenta.Non stiamo parlando di un buon film, di uno da rammentare, di uno che se non lo vedi muori.No.

Però è una pellicola ben fatta,divertente,a tratti entusiasmante.Persino Treat Willliams notoriamente un bovino inespressivo,funziona abbastanza. Diverte il suo personaggio di anti eroe, Famke Jannsen è bella e poco altro. Il resto degli attori sono mera carne da macello.

Purtroppo Sommers pensa di esser brillante e peggio ancora di scrivere dialoghi brillanti,ecco queste cose fanno malissimo all'opera. Sono fastidiosissimi e basta.
Persino nel finale , con i nostri su un 'isola che scoprono popolata da mostri  e quindi destinati a finire male, cosa fa?Conclude con quello che reputa essere la battutona: " e adesso cosa facciamo?" Roba per le mandrie amorfe,che magari ridacchiano pure.



A parte però questo difetto il film ripeto è decente. Un buon spettacolo. E poi tutti quei Chtulu affamati...Si,niente male Stephen!

lunedì 5 agosto 2013

L'IMPERATRICE E I GUERRIERI di TONY CHING SIU -TUNG

Epica e romanticismo. Voglio queste due cose nelle storie che leggo o che vedo. Storie popolari, per le masse .  Perchè si insegni alla gente a essere eroica ogni giorno della loro vita per difendere le cose che contano come i nostri amici e l'amore per una causa,una donna,un fratello , un cane. Non importa. Ogni cosa che ci aiuti a lottare contro il cinismo,contro il cattivismo da happy hour,l'arroganza dei corrotti e le ingiustizie è ben accetta. E il romanticismo, giusto? Perchè l'amore è al centro della nostra vita e non altro. Quindi è giusto che non si lasci il pubblico in balia di quelle stupide storielle para femministe , ma scritte da donne al servizio del gran capitale che usano certe cose solo per danaro,o sciocche e grossolane. Mostrare il pudore dell'amore, le piccole incertezze,i mezzi sorrisi,prendete In The Mood for love e capirete.

L'Imperatrice e i guerrieri fa parte di questa categoria. Un grande film popolare, una storia di sentimenti e coraggio universale, girato con la professionalità assoluta che il cinema orientale e cinese mostra da decenni e con uno spirito artistico mai domo,cosa che manca da noi, (visto che alcuni miscredenti portano avanti pure la causa dei renny harlin o di paul ws anderson,100 scudisciati marrani ecco cosa meritereste. Sempre con simpatia e cortesia eh),e infatti è una pellicola che emoziona, con alcune trovate di regia, offre validissime interpretazioni e sa sfruttare al massimo una storia di tradimento e guerra avendo massimo rispetto per il cinema e per gli spettatori


                                                         


Una giovane principessa si trova a gestire il suo regno dopo la morte del padre,ma questo non piace a un suo parente , un cugino,che trama per prendere il potere. Ad aiutarla un suo vecchio amico di infanzia,un validissimo guerriero e rispettato generale dell'esercito, perchè si occupa dei suoi soldati non li tratta come carne da macello,e un medico che vive da eremita nelle foreste.

Gli ingredienti del grande cinema ci sono tutti, per una romantica serata di mazzate

venerdì 2 agosto 2013

A BETTER TOMORROW 2 di JOHN WOO

Visto l'enorme successo commerciale e di costume a seguito dell'uscita nelle sale del primo capitolo,venne naturale pensare a un seguito..La legge, la regola , del cinema è questa: sfruttare al massimo un prodotto di richiamo popolare. Non è sbagliato, d'altronde chi non avrebbe voluto vedere Cho Yun Fat ancora all'opera?Oh,cazzo! Ma è morto nel film precedente. E morto morendo ammazzato in modo definitivo. Così ecco saltare fuori un gemello che vive in America , precisamente a New York, dove gestisce un ristorante cinese.
Nel frattempo Tse-Ho Sung e suo fratello Kit rimangono coinvolti in una storia di danaro falso e tradimento da parte di un vecchio boss nei confronti di un carissimo amico di Ho, (il fratello gangster), un uomo che ora sta cercando di rifarsi una vita normale,ma accusato ingiustamente di un delitto non commesso scappa in America. La mano lunga del padrino però arriva fino a lì , mentre a Hong Kong gli ammazzano la figlia.
Capirai che il povero Si Lung impazzisca ,anche perchè la polizia lo arresta ritenendolo colpevole di una sparatoria nei pressi di una chiesa.
Qui entra in scena il buon Ken che si prende cura dell'uomo e poi ritornano nella loro patria per vendicarsi.






Il secondo capitolo è quello che preferisco. Mi pare una storia più epica,nuovi personaggi ben inseriti nel contesto e degni di nota, una maggiore sicurezza di Woo nelle scene d'azione,si nota che lo stile del regista si stia ormai consolidando ,per arrivare alla perfezione in pellicole come The Killer o Hard Boiled.
C'è una malinconia soffusa,l'inno all'amicizia,al riscatto,alla violenza purificatrice contro le carogne di questo mondo. Ora Woo non è To, che riesce sempre a dar grandissimo spessore e sfumature ai personaggi,il Polar non è una radice indispensabile e un continuo confronto/scontro/omaggio come nel cinema dell'altro John, qui è la partenza,la scusa,per le sparatorie e per un finale che definire memorabile è davvero pochissimo.
Dieci minuti della carneficina in villa valgono tutti i Mercenari di questo mondo.
Una storia di vendette e di dolorose perdite famigliari, di scontro etico tra chi pur criminale ha un suo codice d'onore e chi invece pensa ad arricchirsi e al potere e per questo non bada a far fuori chiunque.
Film di personaggi leggendari: dal silenzioso killer occhialuto,al Ken di Cho Yun Fat,fino alla coppia di fratelli gangster-poliziotto. Trattasi di pellicola di crescita per la poetica di Woo,ha enormi buchi di sceneggiatura e scene campate in aria, (che ci fa Ken al manicomio e come fa a portar con sè Si Lung?) è un 'opera potentissima e possente, dove epica e romanticismo si sciolgono per darci un memorabile finale .


giovedì 1 agosto 2013

SPEED di JAN DA BONT

Io amo il cinema indipendente e marginale. Adoro il cinema d'autore e quei registi che usano il genere per dire e parlare di altro.
Io sono un blogger che nel suo piccolo cerca di rispettare il senso critico e di giudizio, pur sapendo di essere uno spettatore e infatti qui trovate quel cinema più o meno popolare o ricercato da me amato e che vorrei veder più spesso al cinema.
Nel cazzeggio ci deve sempre essere un minimo sindacale di serietà, nell'incoerenza una certa coerenza che non mi porti a cambiare idea sulla botta di un'emozione del momento e delle troppe birre.

Scrivo questo perchè fin da ragazzino, quando la cricca che oggi si sente tanto tanto bistrattata ,(poveri cuccioloni e cucciolone), perchè loro amano i cinema ammmeregggani commerciali,i mutandari e basettari  tutto yeah yeah., mi rompevano le palle e anche molto perchè non leggevo le loro fantastiche avventure, o non impazzivo per i loro film di merda.

Gusto, sai cosa è? Linea di pensiero ben chiara ,tutto qui.

Nondimeno si è sempre un po' ragazzini,il giusto.Quindi dove ci sono macchine della polizia e mazzate tra sbirri e criminali,stai certo che io sarò lì a tifare.
Come lo chiamano i popolan-chic? Ah..."dirty pleasure"! Dalla parte del "Popppolo",ma in inglese. La lingua della loro casa madre.

Insomma mi gasano moltissimo questi film di sbirri,criminali pazzoidi,esplosioni. Però, ecco che interviene il mio senso critico e mi porta una sana distinzione: non mi basta che sia un prodotto professionale, (e che cazzo :hai fatto la scuola, giri film costosi affiancato da una marea di professionisti,cosa significa:è professionale?), deve anche avere qualcosa di oltre. Deve possedere l'ingrediente che fa il grande cinema e quello che par grande ma se gli levi i tacchi è lillipuziano di brutto: la magia! Che magia non è,ma sai è giusto per semplificare e far capire le cose alla gente.
Cioè quella misteriosa porzione di eventi felici,personaggi azzeccati,piccoli spostamenti delle e nelle regole, o riproposizione di fatti noti,ma con una verniciatura nuova. Il primo e terzo capitolo di Die Hard, (gli altri fanno schifo al cazzo perchè affidati a registi incolori e incompetenti), il ciclo di Arma Letale, Last Action Hero ,Danko,Atto di Forza e infine questo Speed.

Grossi prodotti di intrattenimento che oltre alla dovuta professionalità, hanno anche un certo non so che,una cura delle scene e dei personaggi, ironia e autoironia,che li rende grandi.




Cosa ha di buono questa pellicola? L'adrenalina e un'idea semplice quanto brillante: un bus che non può rallentare perchè altrimenti scoppia. E personaggi che pur abbozzati e semplificati sono sufficientemente ben interpretati e in grado di generare un briciolo di empatia.

Jake sventa il piano criminale di un folle che vuole 3 milioni di dollari altrimenti scatenerà l'inferno nella città di Los Angeles. Il pazzo non la prende bene ,così costringe  il giovane sbirro ad occuparsi di un bus di linea sotto il quale il cattivo ha posizionato una bomba. Se rallentasse,sarebbe la morte per i passeggeri.
Tutto qui. Niente altro. Purissimo cinema che però regala personaggi scolpiti nella pietra e nella memoria,caratterizzati in modo classico ed efficace. Hanno scelto anche gli attori giusti,adatti per il ruolo ,che poi mica è chissà cosa...
Stai attento alla sorte dei buoni e ti dispiace che muoia il grande Jeff Daniels . In fin dei conti funzionava così fino a qualche tempo fa.

La forza di questo film è la capacità del reparto tecnico di farti sentire sul pullman in mezzo al traffico,ti tieni stretto alla poltrona e in un paio di occasioni dici anche: bruuum !

Però non siamo nel mondo tamarro e cazzone di Squadra Speciale Cobra 11





puttanata colossale , con trame ridicolissime,che però mi son visto per tanto tempo. Le macchine che volano dentro i tir ed escono dalla cabina del tutto integre....wow!

No,Speed è classico e cerca di coniugare spettacolo e un filo di tensione. Dennis Hopper è grande nel ruolo del cattivo e la sua morte per decapitazione cruda e ad effetto. Keanu fa John Utah,perchè solo questo sa fare. Funzionale e convincente,ma non è un attore per dio . Pure la tragedia femminile del cinema americano: Sandra Bullock , se la cavicchia egreggiamente
E poi c'è l'operaio messicano, il petulante turista,l'autista rasta e così via. Tanti piccoli ruoli abbozzati,ma non cretini.

Da Bont invece è il classico regista che viene dalla fotografia. Sapete no?Se debutti alla regia dopo una carriera da sceneggiatore e anche d'attore,sarai un regista di quelli che piacciono a me: attento alle storie ,ai personaggi, sai che è industria,ma sei anche onesto e conosci il senso del ridicolo:non fai bulloni,non sei a una cazzo di catena di montaggio,fai Storie, Sogni,fai questo. E allora che la gente abbia una Storia e non solo una serie di immagini girati da professionisti senza guizzi,pupazzi degli studios. Questo lo comprendi se arrivi dalla sceneggiatura o dalla recitazione,per lo più. Ma tolti pochissimi casi, chi viene dalla fotografia e dal montaggio: confeziona.

Al buon Jan,direttore della fotografia di tanti film di Verhoeven, va bene la prima delle sue confezioni. Questo splendido film,poi gira una cazzata allucinante "Twister", ridicolo filmetto sui tornadi. . C' è solo la velocità e il casino e basta. Davvero una pellicola stupida,una delle tante che ho visto al cinema.
Peggiora la sua carriera con il remake degli  "Invasati",che se penso è pure una nuova versione del capolavoro di Shirley Jackson: Incubo a Hill House

Ricordiamo questo gruppo di mediocri in questo film,Speed, perchè è stato forse l'apice dell'apice e aspettiamo che dio torni al cinema con il Verbo ,la Bibbia su come si giri un film: Lars Von Trier e Nymphomaniac ,tiè!

lunedì 4 marzo 2013

THUNDER di LARRY LUDMAN

Ognuno di noi ha avuto un periodo nella sua vita in cui credeva agli eroi. E sai negli anni 80 , sicuramente non ne mancavano,ma per un motivo o per l'altro erano spesso e volentieri della arroganti teste di vitello tonnato nella merda di sana tradizione reaganiana. Ok,rammenta questo . Rammenta anche che durante la pausa , a scuola, a parte che odiavi quel momento perchè dovevi socializzare con gli altri compagni di classe, c'era l'annoso e grave problema del: che film hai visto?Tutti vedevano roba tipo disney o sai Spielberg, Navigator,Explorer,e te? Thunder. Cosa sarebbe Thunder?Il più grande tra i grandi eroi.Meglio di Rambo?Ci puoi scommettere.
Quindi ti sto scrivendo non tanto di un film,quanto dell'eroe della mia sciagurata infanzia a scuola,tipo elementari,anzi leva "tipo": elementari. Maestra severissima,rigida,ex suora, troppi visi pallidi stranieri intorno a me. Io ero un indiano brianzolo della Contea di Lissone,Riserva degli Indiani Proletari dei Convegni..Mi viene quindi naturale tifare e idolatrare un Indiano contro gli oppressori americani, visi pallidi.
Tanto che è rimasto uno di quei film che rammento spesso e volentieri , quelli che si ricordano nonostante sia passati 30 anni esatti. Rimembro però l'entusiasmo assoluto e totale di fronte alle gesta di quel giustiziere di tutti gli emarginati che ostacolato,umiliato,malmenato dalla violenza razzista della popolazione civile e delle istituzioni legalitarie scatena un inferno,'na apocalisse in tutta l'Arizona. A sostenerlo un telecronista ,ma senza troupe se non una tragica telecamere atta a girare zozzi filmati per le vacanze, e un dj Corvo Danzante ,interpretato da Michele Mirabella,cioè quello che moriva male morendo nel film -capolavoro L'Aldilà di un regista di cui non rammento il nome,si vede che non è importante...eppure rammento che l'ha scritto Dardano Sacchetti ( scherzo è il capolavoro assoluto di Lucio Fulci,splendido inno anarchico e crudele alle forze lovecraftiane del male),bè qui Mirabella non muore ,ma fa da voce narrante alle gesta del nostro eroe.

L'America nasce dal genocidio degli indiani, solo che loro non avendo ricchi banchieri ed usurai come è la feccia sionista, non ha giorni della Memoria da celebrare. Sono spariti nel nulla popoli,vite,tradizioni,massacrate,disintegrate,distrutte dall'avanzata di quelle cavallette che son i fottuti yankee,eppure si..Ci dispiace,ma oh..L'America è un gran paese...Col cazzo signori,assolutamente col cazzo.

Il film è la storia di un indiano di nome Thunder, nulla sappiamo di lui e nulla sapremo anche in seguito se non che è un guerriero Navajo,torna nella sua riserva dove incontra la sua amata e il padre anziano di lei. Viene a sapere che nella loro zona vogliono costruire un Osservatorio, (vabbè), lui si oppone sostenendo che esiste un accordo firmato dal suo bisnonno con il presidente degli stati uniti,chiaramente la cosa non viene presa bene  dai cittadini e dalle autorità.Dopo l'ennesima razione di botte decide di passare all'azione e son cazzi amari per tutti.

Come versione italiana e fatta per speculare sul successo planetario di Rambo devo dire che è anche nettamente superiore al film con Stallone. Per l'ottimo messaggio anti razzista che porta avanti,per il bel disegno dei personaggi, non sicuramente esenti dai limiti del genere,ma mai banali,sempre decenti. Perchè Mark Gregory dopo il dittico del bronx per la regia -ispiratissima -di Castellari ci dona una grande interpretazione basata semplicemente sul carisma del personaggio,non certo su doti attoriali non presenti.Ecco io stravedevo per il grande Marco Di Gregorio,ex istruttore di palestra passato al cinema. Il nostro Stallone, interprete di pellicole che hanno segnato profondamente il mio immaginario da spettatore.

Thunder è anche il film migliore di Larry Ludman ,all'epoca e per lungo tempo lui e Margheriti erano i miei registi preferiti, al secolo Fabrizio De Angelis . Produttore di diversi film tra Castellari,Fulci e compagnia bella, passa dietro alla macchina da presa e gira un piccolo classico del cinema di genere e popolare italiano.
La sua regia è solida,tosta,senza sbavature e mantiene alta la tensione e l'attenzione per tutta la durata della pellicola. Non si sarebbe ripetuto successivamente,ma ha anche il merito di aver lanciato Kim Rossi Stuart nel brutto: Il ragazzo dal Kimono giallo.

La pellicola ha anche un punto di forza nelle bellissime e suggestive musiche blues-country di Francesco De Masi e nella splendida fotografia di Sergio Salvati.
Una grande pellicola che merita una visione eh !

Ecco qui una scena del film

http://www.youtube.com/watch?v=maKoPUrDfoc

domenica 25 novembre 2012

BLACK BOOK di PAUL VERHOEVEN

Come ho sempre sostenuto i grandi registi si trovano in ogni settore della vita cinematografica.Perchè il regista è la Personalità,l'Organizzazione,la Disciplina,all'interno di un prodotto industriale dove vivono insieme diversi elementi spesso agli antipodi.
Non accetto i complimenti ai mediocri per questo tipo:distruggono l'immaginario collettivo,lo impoveriscono,lo rendono piatto e conformista.Allevando spettatori disciplinati,svogliati,cerebralmente morti,nonostante tutti i fuck yeah di questo mondo.Odio quella categoria, non tollero i loro sostenitori.Perchè dobbiamo comprendere che anche il cinema di genere, anzi sopratutto lui, non è saper mettere la macchina da presa in un certo posto,ma dare consistenza,anima,vita anche a un soggetto tra i meno originali. Ci sono registi di film di genere che io considero veri e propri autori. Paul Verhoeven è uno di questi. Una leggenda scesa nell'arena del cinema popolare con la forza titanica e gigantesca di un semi -dio.Non ti chiedi ,ma chi cazzo ha diretto sto film?No,sai già che è lui .Non dici sai è il film con,ma è il film di.Notare la differenza.
I suoi film sono possenti,potenti,solidi,robusti,atti  di violenza e macabra ambiguità.Anche quando si trova a girare pellicole più classiche,il suo Male così fisico e forte non ci abbandona mai.Uno dei pochi che anche in america ha fatto grandissime cose. Dico Robocop,Atto di forzam,anche Basic Instict a suo modo.Showgirls è un po' na cazzata,ma vabbè...

Merita il rispetto dei cinefili e massima attenzione.Sempre.

Nel 2006,mentre il sottoscritto compiva 30 anni,egli diresse questo film :Black Book. Di cosa parla?La storia di Rachel,una giovane ebrea ed ex cantante di cabaret.Una donna benestante che la guerra ha ridotto a rifugiata nelle campagne olandesi.Un giorno per caso si salva da un bombardamento,aiutata da un giovane.Raggiunti da un tipo che si spaccia per partigiano Rachel e il ragazzo scappano verso il Belgio.Sulla barca che li deve portare ,la  ragazza ritrova i famigliari.Però questo è un agguato e solo lei si salva.Finisce suo malgrado a lavorare per la vera resistenza.Tuttavia in un agguato vengono arrestati diversi partigiani,lei dovrà sedurre il capo delle SS e aiutare la resistenza a salvare i suoi uomini.Però la vita è più complessa dei libri e dei film,dove buoni e cattivi sono ben evidenti.Così si dipana una storia di tradimenti,ambiguità,vendette,cattiveria,non c'è nulla di sacro e pulito e il film si conclude con le immagini dell'inizio di un'altra guerra ,quella nazisionisti contro gloriosi socialisti egiziani. Perchè la pace è un momento fragile e velleitario,poi comincia la tragica realtà della violenza e della guerra.

Black Book è un film girato benissimo,spettacolare,avvincente. Ecco,un prodotto sicuramente fatto per le masse,per incassare,industriale,ma altro e oltre rispetto al piattume di certi altri film,spesso americani.Qui c'è storia,colpi di scena,grandi personaggi ben scritti e recitati davvero con convinzione e credibilità
In Olanda,fanno questo,e il film olandese al 100 % incassa tantissimo.Da noi?Quando ci libereremo dello schifo qualunquista,reazionario,piccolo borghese delle commedie para televisive e dal democretinismo dabbenista dei drammi che si spacciano d'autore?Segnali li troviamo i ìn Acab o la doppia ora,ma è poco.
In ogni caso:il film in questione è davvero tanta roba,ma davvero tanta.Lo spettacolo non manca,e sopratutto lo spessore delle psicologie dei personaggi.
Da vedere !

venerdì 16 novembre 2012

FOUR BROTHERS di JOHN SINGLETON

Una donna ,ben voluta nel quartiere perchè si occupa dei ragazzini sbandati, viene assassinata brutalmente. Sembra una rapina,ma...

Non dobbiamo per forza aspirare al capolavoro, all'opera memorabile e leggendaria, per fare buon cinema.Prendi questa pellicola. Ti rivoluziona la vita? Ti offre nuovi punti di vista?Ti insegna e stupisce con qualcosa di nuovo oppure profondamente etico?No,assolutamente. Quindi cosa vediamo,perchè vale la pena donare cento quaranta tre minuti della nostra esistenza alla visione di questa pellicola?Perchè è un grande esempio di cinema medio. La pellicola entra nel vivo subito e mentre procede , lascia briciole di discorsi che esulano il genere senza fermarsi però. I personaggi ci vengono presentati senza preamboli e flashback  e spiegoni. Quattro ragazzi allevati dalla donna assasinata, quattro senza famiglia destinati alla rovina,e loro?Si sono anche rovinati,perchè l'amore non guarisce la bestia che divora i tuoi giorni migliori e perchè ogni uomo ha una storia scritta. Si tratta solo di seguire con dignità  e onore la storia che ti appartiene.
Di farlo magari in compagnia,o meglio da soli.
Una strana famiglia:mamma single,figli delinquenti e orfani,abbandonati,molestati. Due bianchi e due neri.Quindi la famiglia cosa è?Possiamo essere certi che esista solo un tipo e il resto vade retro satana?
Comunque i ragazzi cominciano a indagare sulla morte della loro madre,si scontreranno contro un potentissimo boss del quartiere e contro poliziotti corrotti.
Niente di nuovo,di speciale,eppure girato benissimo.Senza strafare,con personaggi certamente stereotipati eppure non marionette.Ci sono sfumature che impediscono di dire: ecco i bravi,ecco i cattivi.Anche se la differenza esiste,ma i metodi non sono netti e separabili.Abbiamo un buon cast,una buona ambientazione invernale,una Detroit sotto la neve. Singelton ha diretto anche tante cazzate con il  botto,dopo un buon inizio con Boyz in the Hood ,film sulle periferie americane. Questa pellicola è tra le cose che abbia mai girato.
Tra gli attori spicca Mark Wahrlberg

sabato 10 novembre 2012

I MERCENARI di SYLVESTER STALLONE

Sai che da piccolo non mi piacevano i vostri film d'azione? Tenevo già una capa tanta, però non mi son perso nemmeno una cazzata di Norris eh!Mi ricordo il sabato sera, su Odeon. Tanti film di Ninjia, di mazzate patriottarde e altre scempiaggini. Roba brutta, tremenda. Che comunque fa parte del mio Dna. Film imperialisti e colonialisti che formavano i giovani spettatori. Guarda c'è l'americano che fa polpette dei nemici della nostra Umanità.
Non ho nostalgia di quel periodo, anzi : non ho nostalgia. No, vabbè....I miei anni felici, come cantava Santino Rocchetti, mi mancano... Sono quelli che ho vissuto da piccolo,in cascina.
Quindi non sono uno o una di quelli / quelle che orgasmano perchè ci sono i nostri -anzi vostri - beniamini in azione e tutti insieme.
Per questo mi sono avvicinato al film in questione senza entusiasmi forzati e modaioli, senza wow di sorta. Interessato alla presenza del mitico Jet Li e di Mickey Rourke.
Che dire?L'idea non è male,ci mettiamo dentro le vecchie e nuove glorie del cinema fracazzone da Veletri e stiamo a vedere che succede.
Succede che mi è venuta l'indigestione di tamarri e tamarrate,che i nuovi non mi piacciono manco per il cazzo, che l'unico genio sia usato malissimo- e infatti pensavo:se si chiamasse Il Mercenario e fosse interpretato solo dal grande Jet- e che la storia zoppica alla grande.
Però non è tutto da gettare,perchè sa anche farsi apprezzare.C'è una sottile e impalpabile malinconia nei personaggi interpretati da Ludgren, Stallone, Rourke. Una sorta di dignità dei sopravvissuti. Ecco, alla nostra età,con i volti resi ridicoli dagli interventi estetici, siamo ancora in grado di ruggire. Ora il grande Mickey ha un ruolo piccolo,ma molto bello. E il suo monologo sulla donna suicida è toccante.Certo rimanendo nel genere,quindi non aspettiamoci chissà quale dialogo e parole,.ma sono belle.
Ludgren io lo disprezzo totalmente,ma invecchiando ha una faccia interessante ,da cattivo e figlio di puttana, le prende da Jet, e offre un'interpretazione che per i suoi canoni abituali è decente. Una sorpresa.

Ma mi sta sul cazzo lo stesso!

Trovo anche che la storia cerchi di staccarsi dagli schemi squallidi degli anni 80- daje al rosso e all'asiatico- mettendo in scena un cattivo americano che manovra il dittatore sudamericano di turno.Pure il cinema americano reazionario e di destra ha capito che le dittature nel mondo sono spesso frutto loro, e il film lo spiega benissimo. Ecco, a me questa cosa è piaciuta moltissimo e quindi  la pellicola ha guadagnato in punti.

Alla fine assisti a un prodotto medio, onesto,sincero,e malinconico. Una sorta di :"avete visto ragazzi,cosa eravamo?", ora a me non è mai piaciuto il genere fatto da Stallone, (ma vado matto per la leggenda Arnold! E per crapa pelata Willis), ma visto i nuovi...Lunga vita alla vecchia guardia.Quei pochi secondi con l'amico Schwarzy poi..
Quindi non ho perso la testa come qualcuno,ma nemmeno mi ha fatto schifo.Son quelle cose che vedi e poi dimentichi.Però intrattiene,come si suol dire

sabato 19 novembre 2011

L'IMMORTALE di RICHARD BERRY

Un boss della malavita di Marsiglia decide di ritirarsi e godere la sua vecchiaia con la famiglia.
Un giorno però qualcuno decide di eliminarlo,ma lui-e cazzo guardate il titolo no!- si salva.Lo sa la madonna come fa,ma si salva.
Guarisce e decide di vendicarsi,chiaramente scoprirà cose che non son belle da sapere.Tradimenti,inganni,tutto quello che appartiene al genere poliziesco,noir,però siccome il film è nuovo ci sono anche cose antipatiche epperò considerate cool ,da chi?Bè,da quelle testine di americani e dai spocchiosi francesi.LE SCENE DI AZIONE NON DEVONO FAR VENIRE IL MAL DI TESTA,NON DEVE ESSERE CHI CAZZO SPARA?NON E' CHE MUOVENDO A CAZZO DI CANE LA TELECAMERA SI CREI UNA SEQUENZA FRENETICA,IMPARATELO DIO MADONNA!
Ok,per il resto è una pellicola godibilissima.Ci sono anche scene di sparatoroie ben fatte,tradizionali non solo quelle cool.Un film godibile che si lascia vedere,poi..Lo devo dire:Jean Reno!Lui è cinema solo per il fatto di esserci e farsi inquadrare.Davvero un grande.
Ma vale 1000 ultimi boy scout e la cinematografia di paul ws anderson!^_^

lunedì 15 novembre 2010

LA MALA ORDINA di FERDINANDO DI LEO

Non è un film sulle attività del centrodestra in questi ultimi 20 anni,ma un buon poliziesco che ha certamente influenzato gran parte del poliziesco a venire.
Trama ridotta all'osso,basilare,dialoghi scarnificati ,caratterizzazioni semplici,ma non semplicistiche-o no?- un buon ritmo che vede nel finale violento e amaro-mica ci vedo l'happy end,tuttaltro- una visione nera dell'esistenza umana .Non c'è traccia di polizia,di commissario de fero,nessun pistolotto sulla legge e l'ordine,ma solo la violenza e la morte di gente che vive sulla parte sbagliata e giustamente non può finire in gloria i suoi giorni
Luca Canali è un magnaccia di Milano,un delinquente di mezza tacca che si trova coinvolto in una brutta storia di sgarri e truffa ai danni di una potente famiglia mafiosa americana ,che intende risolvere la questione inviando sul posto due killers.
Braccato dagli yankees e da mafiosotti locali-i veri colpevoli della truffa- l'uomo sarà travolto dalla violenza e dalla morte.

A suo modo è un classico,certamente inferiore a Milano calibro 9 e anche al Boss,ma una di quelle pellicole poliziesche che vanno viste assolutamente
Grande Mario Ardoff,mitici Stroode e Silva-pochissime espressioni,anzi zero...una faticaccia!-gustoso il piccolo ruolo di Franco Fabrizi e sublime Adolfo Celi
Ricordiamo Di Leo i suoi polizieschi son sempre notevoli e migliori rispetto ai suoi colleghi

martedì 24 marzo 2009

DEATH SENTENCE di JAMES WAN

Il filone nefasto del giustizialismo privato è forse tra i più odiosi del mondo cinematografico.Migliaia di pellicole reazionarie e profondamente fasciste che riscaldano il cuore dei conigli borghesi,incapaci di dare sfogo alla loro anima carogna e sadica se non esercitate dai loro sbirri e soldati. In realtà la delinquenza che nasce da un contesto ambientale e sociale è ben visibile e proposta dai tg e dai pensatori vaghi odierni giornalmente. Tanto da spingere la gente a credere che una certa etnia,una certa religione o i soliti sovversivi siano più pericolosi di un ingegnere pervertito e maneggione.Potenza dei tempi.

Il film in questione è molto ambiguo,ma nella esaltazione della carneficina operata da un onesto medio borghese a cui una banda di sottoproletari stermina metà famiglia,vi è anche una sorta di denuncia del giustizialismo privato.Alla fine un pretesto per dare libero sfogo alla bestialità disumana che abita il pacifico cittadino,peggiore anche dei criminali vittime della sua vendetta.
Oltretutto il protagonista non è il solito vendicatore tutto di un pezzo-reazionario e fascio dalla prima all'ultima scena-ma un uomo che volendo farsi giustizia entra anche in depressione per quello che ha fatto,causa la morte della moglie e il ferimento grave del figlio superstite,si trasforma in mostro sadico e assetato di sangue.insomma diventa un criminale.
Bravissimo come sempre Kevin Bacon.

THE KILLER di JOHN WOO

Non amo particolarmente il cinema di Hong Kong ,sopratutto quando espatria e si contamina con la mentalità piatta e fracassona degli yankee.
Ammetto però che John Woo abbia saputo donarci pellicole assai suggestive e riuscite,come questo film profondamente malinconico e fatalista che colpisce non solo per le bellissime e suggestive scene di azione,ma anche per la rielaborazione dei personaggi tipici di questi film e per una ricerca di commozione e partecipazione anche umana alle gesta del killer protagonista di questa opera.

Un killer causa per errore il ferimento di una donna che finisce accecata,turbato pensa di abbandonare il lavoro di sicario dopo un'ultima missione che gli frutterà i soldi necessari per un'operazione al fine di far vedere di nuovo alla ragazza.

Purtroppo viene tradito dal suo capo e inizierà una sanguinosa lotta -insieme a un poliziotto-contro la sua ex banda.

Un film che oltre a sparatorie e coreografie di violenza spettacolare,scava o cerca di farlo anche all'interno del genere umano. Amicizie salde,coraggio,contro la crudeltà gratuita,il tradimento,l'abbandono degli amici e le sofferenze dei deboli. Un film che non si ferma solo sulla forza dell'azione,ma cerca di contaminarsi con il melodramma,con l'emozione.
Uno dei massimi capolavori del genere e non solo

mercoledì 10 dicembre 2008

MIAMI VICE di MICHEAL MANN

Una serie a dir poco mitica quella di Miami Vice:come non ricordare le ferrari ,i vestiti di armani,l'imbarcazione con l'alligatore e una serie di storie tra glamour e cupezza segno identificativo di questo telefilm.
Una visione nera dell'era reaganiana seppure non fortemente in contrasto,ma dalla sua ha sicuramente delle storie avvincenti e una buona confezione.
Il film è una rilettura,una rielaborazione più che una vera trasposizione cinematografica.Più o meno ci sono tutti i personaggi,tranne Castillo il capo interpretato da Edward James Olmos,per uno spettacolo tuttosommato buono.
Mann è un grande regista,un vero autore di opere metropolitane.Non è affetto da tarantinismo quindi zero grado di idiozia da cattivisti alternativi trendy,ma un ritratto duro del mondo e delle leggi del narcotraffico.I due eroi protagonisti dovranno smantellare una rete di spacciatori che vede uniti i paramilitari di estrema destra colombiana-gli amici di Uribe,l'amico degli states-e i nazisti americani.Una critica che colpisce con precisione il bersaglio.Il film ha un ritmo non velocissimo,e questo è un bene.Nulla è lasciato al caso nei film di Mann e se si sofferma su un viso per lungo tempo è perchè vuole mostrarci la disperazione o lo smarrimento.Buona la colonna sonora,e le interpretazione-pure Farrel è decente-forse c'è fin troppo erotismo ,cosa che spinge a una certa scelata un po' patinata e che sicuramente non aggiunge niente alla pellicola.
Insomma un gradevolissimo poliziesco,degno di essere visto