Le idee brillanti non mi vengono mai a me,cioè magari si ma son quel brillante che poi scopri essere vetro e allor:scappascappascappa asetiprendoasetiprendo.Così sul blog di Lucia,(http://ilgiornodeglizombi.wordpress.com ) ho letto di questa iniziativa assai bella,cioè :come saremo tra dieci anni.Un pirla con gli occhiali,eh?Però è anche vero che un minimo di iniziativa e fantasia non mi mancano e sopratutto egocentrismo un tanto al chilo.L'idea parte da un altro blogger che si chiama come me:Davide
Così con il copyright mi son sistemato e vabbè,mo vi beccate queste cinque ipotesi su quello che potrei essere tra dieci anni.Che ho la fantasia e l'immaginazione che scalpitano per farsi sentire.
1)L'EDICOLANTE ROSSO E IL PENNIVENDOLO ROSSO SANGUE.
Non è per gli affari ,ok?La gente nel 2022-data che a me rammenta il capolavoro di Fleischer 2022 i sopravvissuti-non legge più.Anzi,chi legge è considerato uno sfigato da compatire e dileggiare.Vengono comitive di giapponesi e da altre parti del mondo per fotografare l'ultimo giornalaio e l'ultimo stalinista.Non mi lamento,ho preso il posto nell'immaginario collettivo dei centurioni de roma davanti al colosseo.L'edicola è più che altro un centro di ritrovo per la gente che vuole discutere,polemizzare,riflettere.Una comunità di pensatori e filosofi della porta accanto,certo:ma quanta energia.Eh,si!Le parole sono importanti e chi non le conosce vivrà bene l'effimero,ma come fa a raccontare e a raccontarsi?Ci si ritrova e ognuno ha la possibilità di far conoscere la sua ultima teoria,o per criticare l'esistente.Oltretutto dopo anni e anni di miseri tentativi di convincere altri bloggers a rendere il mio Lenincolt un posto di ritrovo per pennivendoli o pennivendole che usano il genere per parlare di altro,bè ci sono riuscito.Un gruppo di gente diversa tra di loro,ma che nella scrittura e nelle storie immaginifiche trovano lo spazio per attaccare violentemente il presente e il sistema.Ora scusatemi che sono arrivati i japan banzai colletive e mi devo mettere in posa per la foto!
2)LARS VON TRIER,I DARDENNE ,E UN PIRLA FROM BRIANZALAND.
Abbiamo vinto a Cannes,Venezia,Berlino,ci hanno anche dato l'oscar ,ma io l'ho rotto sulla testa di Spielberg e il rimanente andate a cercarlo negli sfinteri di Tarantino.Siamo la coppia più bella e bastarda del mondo del cinema.Notissime sono le nostre furiose litigate che culimanano con la creazione di grandi film rigorosamente d'autore.C'è una gara a chi è più depresso e superbo tra me e il vecchio danese.Da un po' di tempo si è unita a noi Lucia,come montatrice delle nostre opere,capirete tre tipini fini in un paese freddo e del cazzo come la Danimarca.Non passa sera che non si concluda con sbronze colossali,locali pubblici devastati,e tanti troppi guai.Vivo rapito dalla mia arte.La critica,che per me conta più del pubblico,mi ama e mi glorifica tutti i santi giorni,mi chiamano Maestro e io che sono un debole e ho rosicato per troppo tempo ,mi monto la testa.Non mi importa del danaro che spendo in compagnia di crudeli mistress o di piagnucolanti slave.Non mi piaccio per nulla,ci sono solo io e la scrittura.Troppo snob per dire che faccio cinema,maltratto la troupe,tanto che persino Lars è disgustato da cotanto comportamento.Dopo 4 capolavori assoluti e tanti premi ci dividiamo.Non possono durare le unioni tra un genio e un pollo,no?Il pollo sono io.
Così mi abbandono ai sogni infranti e alla bottiglia,fino a quando ,un giorno, i fratelli Dardenne mi chiamano perchè vorrebbero fare un film sul movimento operaio italiano.Dal 69 fino ai temibili giorni nostri:loro ci mettono il realismo,io la mia vena epica e malinconica.Piano piano grazie ai fratelli belgi mi riprendo.Riscopro il gusto di narrare storie vere,crude e dirette.Me ne frego se non è artistico o simbolico.Mi sposo con l'attrice che faceva Rosetta e vivo in quel del Belgio.Sto imparando un po' il francese.Il cinema e la lotta mi svegliano sorridendomi ogni giorno.
3)AL SERVIZIO DEL GENERALE LUCY SKYWALKER THE LIVING DEAD'S HUNTER-e questa è una buona idea per una fiction o per un prossimo racconto.
Così è successo:i morti vivono.Io non mi preoccupo più di tanto perchè i cani mangiano i cadaveri e infatti tutto quello che abbia mai fatto in questo periodo è aprire le gabbie dei canili e poi loro si pappano i morti,ok?Però ieri in città è arrivata il generale Lucy Skywalker and the little wolves,che poi sarebbero quattro esaltati lupacchiotti de 'a magggica.E così ora sono ai suoi comandi ,cazzarola!Corri di qui,spara di là ,salta di su e buttati giù.Cerco di fare il lavativo,ma quella con il suo occhio bionico mi sgama e mi fa un culo tanto.Siamo un esercito di disperati , di eroi piccoli e sgangherati,ma ci salviamo sempre la pelle perchè consci di essere gli ultimi della nostra specie.E pensare che io volevo solo vedere l'Inter che vinceva la coppa campioni.
4)LA COSA DAVVERO ECCEZIONALE E' ESSERE NORMALE.
Lavoro sempre in edicola.Ho messo via i miei sogni migliori:li tengo nascosti per mio figlio.Magari a lui serviranno,magari saranno realtà.Mi sono sposato e mia moglie brontola ogni volta che la porto al cinema per vedere Von Trier,Yimou,Dardenne,Loach,Leigh,e mi luccicano gli occhi perchè avrei voluto vivere la loro vita.Non scrivo più nulla,ero un patetico pennivendolo e alla fine la dignità ha vinto contro la fantasia,non sono un uomo di gloria,ma di felicitàEd essa la puoi trovare anche nelle piccole gioie ,nella quotidianità.Discuto sempre di politica,ai miei figli parlo spesso di Mao,Stalin,Tito,loro mi ascoltano forse -ho il sospetto-anche per un po' di umana compassione.Però il piccolo mi assomiglia,va bene così.Non siamo una famiglia da mulino bianco,talora mi prendono come quando ero giovane delle crisi di rabbia malinconica e divento pesante,ma non siamo nemmeno una di quelle famiglie destinate a riempire intere puntate di quarto grado.Ci vogliamo bene senza le esagerazioni da cinema,ma come gente normale.Non speciale o memorabile,ma quella gente che è la base di ogni nazione.Ho un cane e con lui spesso faccio lunghe passeggiate ,ogni estate andiamo in montagna-io detesto assolutamente in modo violentissimo il mare-a canazei.D'Inverno invece andiamo a Varazze,che il mare d'inverno non è il Mare caciarone degli estivi eh?Sono contento.
5)IL GRANDE MISTERO.
L'unica cosa certa è che io abbia 46 anni.Poi non lo so,non riesco nemmeno a immaginarlo.Mi basta solo di aver qualche amico,di sentire la passione della riflessione politica,di amare ancora il mio lavoroPoi non si sa:forse questo pennivendolo troverà spazio come ghostwrite per qualche sceneggiatore oppure niente.Non mi interessa.Chi vivrà vedrà.
sabato 10 marzo 2012
giovedì 8 marzo 2012
ATTO D'AMORE:I FRATELLI DARDENNE E L'IMPORTANZA DI ESSERE REALISTI
Carissima compagna Stella,
ti scrivo questa lettera mentre aspetto di conoscere di quale morte morirò per mano dei Sognatori.La giovane ma non esageriamo giudice Lucia ha già pronto il verdetto chiaramente sarò giudicato colpevole.
Tuttavia voglio lasciare alcune note,perchè quello che giustamente in un processo -che è sempre un atto politico-non può essere spiegato,spetta alla antica forma e nobilissima della scrittura,seppure gestita malamente dal sottoscritto.
Noi abbiamo sognato e immaginato?Certo.Nel modo peggiore possibile:immaginando e sognando non un mondo inventato,fuori dalla nostra razionalità e perso nell'individualismo infantile.No,noi abbiamo sognato e immaginato un mondo da vivere qui e ora.Quindi abbiamo immaginato.E abbiamo anche sognato.
Sai,Stella ,quando ti parlavo della Felicità?Si,mi accusavi di filoamericanismo,perchè quelli se la sono messi pure nella costituzione.Però io te ne parlavo in modo diverso:la felicità per me è vivere fno in fondo la propria vita,anche quando non ti piace.E difenderla.La felicità è immergersi in questi tempi cattivi e non dirsi sconfitto anche con mille ferite e cento delusioni.Resistere.La fuga è ammessa, e a un certo momento anche salutare ,per non impazzire del tutto.Il problema è quando il Sognare è la propaganda del sistema che crea universi e ,mi si perdoni la bruttissima parola democristiana :valori.Li hai visti i gggiovani che sognano il successo musicale ,l'apparire talentuosi e non esserlo,la bella vita da sprecare in una pagina di magazine.L'immaginazione è un rifugio,una prigione dove croggiolarsi nel nostro autoescludersi,ma il mondo va avanti sai?E lo fa anche per te.Così mentre ti esalti di fare grandi cose e di amare le migliori pornostars del pianeta,quelli ti fottono la tua vita.Che è fatta di :lavoro,casa,sanità,istruzione,coscienza di classe.Non ti preoccupare,guarda come dei poveretti che non si divertono quelli che sono ancorati alla realtà.Va bene così a te,a me e sopratutto a loro.Non parlo di alieni o fottutissimi cavallieri templari,eh no!Parlo di quelli che appartengono alle classi dominanti e decidono per noi.Dici :il mondo è una merda ho i miei problemi,lasciami respirare.Certo respira,mica te lo rubo,ma quanto ossigeno ti lasceranno?
Io ho sognato e immaginato cose che voi umani non potete nè sognare nè immaginare,ma sempre legato a un discorso di riscatto e dominio mio,attraverso la classe.
Mi voglio bene,non ho bisogno di altre vite.Questa per quanto pacchiana e occhialuta è l'unica a mia disposizione:non posso e non devo sprecarla.O meglio:la spreco,ma sul campo di battaglia anche se loro sono miliardi e io un pirla.Mi da soddisfazione.
Il cinema..Arte dei sogni?Si,ma non avete sognato guardando Ottobre?O la Caduta di Berlino?La rivoluzione che nasce e che poi trionfa sconfiggendo il nazismo.E guardando If ,il suo finale potentissimo,come quello meraviglioso di Roma Bene,non vi ha portato a immaginare un mondo dove si possa falciare la classe dominante?Che hai bisogno delle terre lontane e dei cazzo di anelli che te li vende il marocchino all'angolo e 'nnamo!
Preferisco passare la sera in compagnia dei personaggi dei film di Loach o Leigh.Gente che come me vive e gioisce e soffre.Qui,senza cedere alle lusinghe di chi ti regala sogni e bisogni di seconda mano.E infatti vanno a puttane-sottilissima battuta che cita il settimanale seconda mano,eh?.
Il cinema che piace a me è:radicale,militante,realistico,senza fronzoli,diretto e potente.In poche parole amo il cinema dei Fratelli Dardenne.Tu vorresti vivere in un universo fantastico di guerrieri e mostri,io in Belgio con Rosetta.E qui,cara compagna stella,viene fuori la mia contraddizione:ma come anche nel direttivo è venuta fuori la tua mozione all'ordine del giorno:quanto è figa Eden Sinclair e quanto è figo Doomsday,e poi mi dici che vuoi stare in Belgio con Rosetta?Rosetta hai capito?Ma secondo te..No,dico:Rhona è la donna che manco a pagare ti concede un sorriso ,figurati un..lasciamo perdere-anzi,davide smettila di risparmiare per quella cosa ok?Non c'hai speranze!-Rosetta è una che incontri in ogni posto e ne hai incontrate.
Si,è vero:trovami uno che sappia resistere a una eden di passaggio,ma poi hai la tua vita.E nella tua vita,se vuoi vivere,ci sono le Rosette.Con loro devi cercare quella disperata felicità che sarebbe uno dei nostri diritti,se non l'avessimo venduta al primo pirla di passaggio in cambio di fumose illusioni sul successo personale e una vita strafiga e ultraviziosa.
La prima è un'ossessione che non stringerai fra le tue braccia,la seconda è la compagna che ti aspetta e ti spetta.
I Dardenne con questo film ci hanno mostrato come la pellicola non sia solo un posto per sproloquiare in modo politicamente corretto di giovani fanciulle in crisi perchè non vanno al ballo o non sanno come vestirsi.No,qui c'è una ragazza,una giovane donna come possono esserle tante e che ha anche dei problemi non secondari:il lavoro precario che la rende vulnerabile e astiosa-alla faccia della faccia da cu de can de cacia dei nostri ministri e del presidente Monti che reputano noioso il lavoro fisso-i suoi dispiaceri amorosi non nascono da patetiche seghe mentali ed esistenziali-tipiche della piccola borghesia che vuol darsi toni alti-ma dalla incapacità di vivere i rapporti sentimentali visto il pessimo esempio della madre e la paura di non sopravvivere in un mondo che non uccide i sogni,ma la gente normale.
Il cinema dei Dardenne è come un amico sincero:ti dice la verità.Tu magari non vuoi sentire,hai altro da fare.Ma cazzo quello ti prende ,ti mette al muro e dice:guarda.E così vedi il falegname che nel film il Figlio si trova a insegnare il lavoro all'assassino del suo bambino.Vedi le indecisioni umane tra senso della vendetta e rabbia e un tentativo disperato di dare una possibilità a quel ragazzo .Senza retoriche cattoliche ,senza il perdonismo facilone o giustificazioni.Attraverso i gesti e la vita che si vive ogni giorno.No,guarda non succede nulla,ma capita tutto.
Mica cercano la facile commozione,perchè se ti commuovi come capita in Rosetta ad esempio,è di tipo rabbioso.Vuoi entrare nel film e dirle che non è sola,come non lo è la giovane vedova nigeriana e il ragazzino figlio di un bastardo sfruttatore di immigrati nel film :La promessa.O la ragazza albanese Lorna,con la sua gravidanza isterica,il marito tossico belga ucciso dalla mafia e come nascondiglio un bosco ai margini della tangenziale,prima che vengano e lei sparisca.come capita a tante.E non ci sono mostri che tu possa immaginare peggiori di questi.
I fratelli belgi hanno un modo di fare cinema che secondo me è anche meglio di un Loach ,il quale spesso usa la commedia o il melodramma esattamente come fa Leigh per parlare di problemi sociali e politici,loro nemmeno te lo mettono il siparietto di simpatica verve proletaria,perchè la simpatica verve proletaria ti spacca il culo.E tu quando guardi un loro film sei costretto a viverlo tutto il disagio e a berla tutta la rabbia.Non hai scelte.
Mi va bene così,questo è quello che vorrei fare se fossi un regista.Però è difficilissimo.Come pennivendolo non mi viene difficile scribacchiare su mostri e assassini,ma quanto è duro scrivere o filmare la vita così come è.Ci fa paura.Ci vuole coraggio e questi due tizi ne hanno da vendere.
L'incontro con il loro cinema mi ha cambiato la vita esattamente come quello con Von Trier,seppure sono diversissimi tra di loro.Ma sono quelli con cui mi piacerebbe lavorare,no io non bevo la birra con i miei maestri,non mi permetto.Voglio solo imparare e ascoltarli.Loro hanno preso un povero,ma megalomane quattrocchi,e gli hanno aperto la porta verso il paradiso del realismo.Hai presente quando ti dici:oh,ma allora non sono solo o sola?Ecco,la visione del cinema dei Dardenne mi ha dato subito questa sensazione bellissima,che è meglio di mille sogni ad occhi aperti.
Il Realismo,non puoi e non vuoi chiedere altro.Non è un fatto di maturità,ma di resistenza.Il cinema come arma radicale e militante,non ti lascio raccontare cazzate capo mio,ma ti inchiodo alla tua responsabilità,non ti dico che sarai la principessa o il grande eroe della situazione,ma cazzo guarda come vivi e cerca di combattere nel presente e nella strada non perso da qualche parte mentre quelli ti rubano tutto.
Il neorealismo in Italia è stata ed è ancora la stagione migliore ,la più importante,insieme alla nostra commedia.Non chiedo ai nostri di darmi altro.Piuttosto che niente ci siamo pure messi a mitizzare alla cazzo di cane qualsiasi regista di genere,senza capire che la fine del genere è dovuta anche alle grandissime cazzate e improvvisate fatte da chi li girava.Non è che la gente li abbia abbandonati perchè dava retta alla critica o riempiva le sale di cinema d'autore,no?
Quella stagione-umberto d,ladri di biciclette,suscià,germania anno zero,la terra trema-quei registi-visconti,rossellini,de sica- e quegli sceneggiatori-zavattini- hanno raccontato a noi come eravamo.Senza giustificazioni e buonismi del cazzo.Senza darti la via di fuga che tanto ci piace.Lo stesso vale per la straordinaria stagione del cinema politico dei Petri,Lizzani,Montaldo.Solinas o Pirro,alla sceneggiatura,Volontè come icona irripetibile e leggendaria.Perchè mentre altri ti danno l'illusione di milano come chicago,questi ti dicono che cosa significa essere commissario della digos,anarchici in america,cosa era veramente il fascismo.Senza falsi sorrisi e lieto fine.
E a me queste pellicole danno forza,mi fanno respirare,mi fanno ridere il sangue nelle vene.Vivo in un contesto storico,ho nemici reali e fortissimi,il poco fiato e le poche forze le dedico a lottarli.
Noi sappiamo pochissimo del nostro tempo,si fanno pellicole sdolcinate e borghesi che non parlano di noi,del paese,ma di un branco di fighetti e cagnette.Cinema in un certo senso immaginario perchè ci spinge fuori dal contesto reale e ci fa credere in un piccolo e sciocco mondo borghese.
A noi mancano i Dardenne,maca la loro ferocia non compiaciuta,la cattiveria che non ti porta a bere al bar di fianco,la ribellione che dopo aver strillato non chieda scusa a mamà e si metta buona a tavola,la rappresentazione radicale e gigantesca seppure girata con stile dimesso
Per questo amo alla follia il loro cinema,il loro esempio,la loro guerra epica contro la falsità,l'immaginazione consolatoria,il paternalismo dei democretini di casa nostra-avete presente quella regista che in ogni film mette un tizio a parlare francese,che fa fine?-loro sono i miei compagni di viaggio e di visione.Mi tengono sveglio,quando le tenebre liberali scendono,loro son con me per resistere!
Con questo ,cara Stella,è tutto.Vado contro al mio destino,mi condanneranno a vedere per 30 anni la sagra del signore degli anelli,red dawn,le stallonate,e sopratutto l'opera omnia di paul ws anderson e renny harlin,con in sottofondo la colonna sonora de la storia infinita.Sarà durissima,sopravviverò!^_^
ti scrivo questa lettera mentre aspetto di conoscere di quale morte morirò per mano dei Sognatori.La giovane ma non esageriamo giudice Lucia ha già pronto il verdetto chiaramente sarò giudicato colpevole.
Tuttavia voglio lasciare alcune note,perchè quello che giustamente in un processo -che è sempre un atto politico-non può essere spiegato,spetta alla antica forma e nobilissima della scrittura,seppure gestita malamente dal sottoscritto.
Noi abbiamo sognato e immaginato?Certo.Nel modo peggiore possibile:immaginando e sognando non un mondo inventato,fuori dalla nostra razionalità e perso nell'individualismo infantile.No,noi abbiamo sognato e immaginato un mondo da vivere qui e ora.Quindi abbiamo immaginato.E abbiamo anche sognato.
Sai,Stella ,quando ti parlavo della Felicità?Si,mi accusavi di filoamericanismo,perchè quelli se la sono messi pure nella costituzione.Però io te ne parlavo in modo diverso:la felicità per me è vivere fno in fondo la propria vita,anche quando non ti piace.E difenderla.La felicità è immergersi in questi tempi cattivi e non dirsi sconfitto anche con mille ferite e cento delusioni.Resistere.La fuga è ammessa, e a un certo momento anche salutare ,per non impazzire del tutto.Il problema è quando il Sognare è la propaganda del sistema che crea universi e ,mi si perdoni la bruttissima parola democristiana :valori.Li hai visti i gggiovani che sognano il successo musicale ,l'apparire talentuosi e non esserlo,la bella vita da sprecare in una pagina di magazine.L'immaginazione è un rifugio,una prigione dove croggiolarsi nel nostro autoescludersi,ma il mondo va avanti sai?E lo fa anche per te.Così mentre ti esalti di fare grandi cose e di amare le migliori pornostars del pianeta,quelli ti fottono la tua vita.Che è fatta di :lavoro,casa,sanità,istruzione,coscienza di classe.Non ti preoccupare,guarda come dei poveretti che non si divertono quelli che sono ancorati alla realtà.Va bene così a te,a me e sopratutto a loro.Non parlo di alieni o fottutissimi cavallieri templari,eh no!Parlo di quelli che appartengono alle classi dominanti e decidono per noi.Dici :il mondo è una merda ho i miei problemi,lasciami respirare.Certo respira,mica te lo rubo,ma quanto ossigeno ti lasceranno?
Io ho sognato e immaginato cose che voi umani non potete nè sognare nè immaginare,ma sempre legato a un discorso di riscatto e dominio mio,attraverso la classe.
Mi voglio bene,non ho bisogno di altre vite.Questa per quanto pacchiana e occhialuta è l'unica a mia disposizione:non posso e non devo sprecarla.O meglio:la spreco,ma sul campo di battaglia anche se loro sono miliardi e io un pirla.Mi da soddisfazione.
Il cinema..Arte dei sogni?Si,ma non avete sognato guardando Ottobre?O la Caduta di Berlino?La rivoluzione che nasce e che poi trionfa sconfiggendo il nazismo.E guardando If ,il suo finale potentissimo,come quello meraviglioso di Roma Bene,non vi ha portato a immaginare un mondo dove si possa falciare la classe dominante?Che hai bisogno delle terre lontane e dei cazzo di anelli che te li vende il marocchino all'angolo e 'nnamo!
Preferisco passare la sera in compagnia dei personaggi dei film di Loach o Leigh.Gente che come me vive e gioisce e soffre.Qui,senza cedere alle lusinghe di chi ti regala sogni e bisogni di seconda mano.E infatti vanno a puttane-sottilissima battuta che cita il settimanale seconda mano,eh?.
Il cinema che piace a me è:radicale,militante,realistico,senza fronzoli,diretto e potente.In poche parole amo il cinema dei Fratelli Dardenne.Tu vorresti vivere in un universo fantastico di guerrieri e mostri,io in Belgio con Rosetta.E qui,cara compagna stella,viene fuori la mia contraddizione:ma come anche nel direttivo è venuta fuori la tua mozione all'ordine del giorno:quanto è figa Eden Sinclair e quanto è figo Doomsday,e poi mi dici che vuoi stare in Belgio con Rosetta?Rosetta hai capito?Ma secondo te..No,dico:Rhona è la donna che manco a pagare ti concede un sorriso ,figurati un..lasciamo perdere-anzi,davide smettila di risparmiare per quella cosa ok?Non c'hai speranze!-Rosetta è una che incontri in ogni posto e ne hai incontrate.
Si,è vero:trovami uno che sappia resistere a una eden di passaggio,ma poi hai la tua vita.E nella tua vita,se vuoi vivere,ci sono le Rosette.Con loro devi cercare quella disperata felicità che sarebbe uno dei nostri diritti,se non l'avessimo venduta al primo pirla di passaggio in cambio di fumose illusioni sul successo personale e una vita strafiga e ultraviziosa.
La prima è un'ossessione che non stringerai fra le tue braccia,la seconda è la compagna che ti aspetta e ti spetta.
I Dardenne con questo film ci hanno mostrato come la pellicola non sia solo un posto per sproloquiare in modo politicamente corretto di giovani fanciulle in crisi perchè non vanno al ballo o non sanno come vestirsi.No,qui c'è una ragazza,una giovane donna come possono esserle tante e che ha anche dei problemi non secondari:il lavoro precario che la rende vulnerabile e astiosa-alla faccia della faccia da cu de can de cacia dei nostri ministri e del presidente Monti che reputano noioso il lavoro fisso-i suoi dispiaceri amorosi non nascono da patetiche seghe mentali ed esistenziali-tipiche della piccola borghesia che vuol darsi toni alti-ma dalla incapacità di vivere i rapporti sentimentali visto il pessimo esempio della madre e la paura di non sopravvivere in un mondo che non uccide i sogni,ma la gente normale.
Il cinema dei Dardenne è come un amico sincero:ti dice la verità.Tu magari non vuoi sentire,hai altro da fare.Ma cazzo quello ti prende ,ti mette al muro e dice:guarda.E così vedi il falegname che nel film il Figlio si trova a insegnare il lavoro all'assassino del suo bambino.Vedi le indecisioni umane tra senso della vendetta e rabbia e un tentativo disperato di dare una possibilità a quel ragazzo .Senza retoriche cattoliche ,senza il perdonismo facilone o giustificazioni.Attraverso i gesti e la vita che si vive ogni giorno.No,guarda non succede nulla,ma capita tutto.
Mica cercano la facile commozione,perchè se ti commuovi come capita in Rosetta ad esempio,è di tipo rabbioso.Vuoi entrare nel film e dirle che non è sola,come non lo è la giovane vedova nigeriana e il ragazzino figlio di un bastardo sfruttatore di immigrati nel film :La promessa.O la ragazza albanese Lorna,con la sua gravidanza isterica,il marito tossico belga ucciso dalla mafia e come nascondiglio un bosco ai margini della tangenziale,prima che vengano e lei sparisca.come capita a tante.E non ci sono mostri che tu possa immaginare peggiori di questi.
I fratelli belgi hanno un modo di fare cinema che secondo me è anche meglio di un Loach ,il quale spesso usa la commedia o il melodramma esattamente come fa Leigh per parlare di problemi sociali e politici,loro nemmeno te lo mettono il siparietto di simpatica verve proletaria,perchè la simpatica verve proletaria ti spacca il culo.E tu quando guardi un loro film sei costretto a viverlo tutto il disagio e a berla tutta la rabbia.Non hai scelte.
Mi va bene così,questo è quello che vorrei fare se fossi un regista.Però è difficilissimo.Come pennivendolo non mi viene difficile scribacchiare su mostri e assassini,ma quanto è duro scrivere o filmare la vita così come è.Ci fa paura.Ci vuole coraggio e questi due tizi ne hanno da vendere.
L'incontro con il loro cinema mi ha cambiato la vita esattamente come quello con Von Trier,seppure sono diversissimi tra di loro.Ma sono quelli con cui mi piacerebbe lavorare,no io non bevo la birra con i miei maestri,non mi permetto.Voglio solo imparare e ascoltarli.Loro hanno preso un povero,ma megalomane quattrocchi,e gli hanno aperto la porta verso il paradiso del realismo.Hai presente quando ti dici:oh,ma allora non sono solo o sola?Ecco,la visione del cinema dei Dardenne mi ha dato subito questa sensazione bellissima,che è meglio di mille sogni ad occhi aperti.
Il Realismo,non puoi e non vuoi chiedere altro.Non è un fatto di maturità,ma di resistenza.Il cinema come arma radicale e militante,non ti lascio raccontare cazzate capo mio,ma ti inchiodo alla tua responsabilità,non ti dico che sarai la principessa o il grande eroe della situazione,ma cazzo guarda come vivi e cerca di combattere nel presente e nella strada non perso da qualche parte mentre quelli ti rubano tutto.
Il neorealismo in Italia è stata ed è ancora la stagione migliore ,la più importante,insieme alla nostra commedia.Non chiedo ai nostri di darmi altro.Piuttosto che niente ci siamo pure messi a mitizzare alla cazzo di cane qualsiasi regista di genere,senza capire che la fine del genere è dovuta anche alle grandissime cazzate e improvvisate fatte da chi li girava.Non è che la gente li abbia abbandonati perchè dava retta alla critica o riempiva le sale di cinema d'autore,no?
Quella stagione-umberto d,ladri di biciclette,suscià,germania anno zero,la terra trema-quei registi-visconti,rossellini,de sica- e quegli sceneggiatori-zavattini- hanno raccontato a noi come eravamo.Senza giustificazioni e buonismi del cazzo.Senza darti la via di fuga che tanto ci piace.Lo stesso vale per la straordinaria stagione del cinema politico dei Petri,Lizzani,Montaldo.Solinas o Pirro,alla sceneggiatura,Volontè come icona irripetibile e leggendaria.Perchè mentre altri ti danno l'illusione di milano come chicago,questi ti dicono che cosa significa essere commissario della digos,anarchici in america,cosa era veramente il fascismo.Senza falsi sorrisi e lieto fine.
E a me queste pellicole danno forza,mi fanno respirare,mi fanno ridere il sangue nelle vene.Vivo in un contesto storico,ho nemici reali e fortissimi,il poco fiato e le poche forze le dedico a lottarli.
Noi sappiamo pochissimo del nostro tempo,si fanno pellicole sdolcinate e borghesi che non parlano di noi,del paese,ma di un branco di fighetti e cagnette.Cinema in un certo senso immaginario perchè ci spinge fuori dal contesto reale e ci fa credere in un piccolo e sciocco mondo borghese.
A noi mancano i Dardenne,maca la loro ferocia non compiaciuta,la cattiveria che non ti porta a bere al bar di fianco,la ribellione che dopo aver strillato non chieda scusa a mamà e si metta buona a tavola,la rappresentazione radicale e gigantesca seppure girata con stile dimesso
Per questo amo alla follia il loro cinema,il loro esempio,la loro guerra epica contro la falsità,l'immaginazione consolatoria,il paternalismo dei democretini di casa nostra-avete presente quella regista che in ogni film mette un tizio a parlare francese,che fa fine?-loro sono i miei compagni di viaggio e di visione.Mi tengono sveglio,quando le tenebre liberali scendono,loro son con me per resistere!
Con questo ,cara Stella,è tutto.Vado contro al mio destino,mi condanneranno a vedere per 30 anni la sagra del signore degli anelli,red dawn,le stallonate,e sopratutto l'opera omnia di paul ws anderson e renny harlin,con in sottofondo la colonna sonora de la storia infinita.Sarà durissima,sopravviverò!^_^
mercoledì 7 marzo 2012
LA STAGIONE DELLA STREGA di GEORGE A. ROMERO.
Opera numero tre di Romero,abbastanza travagliata nella distribuzione in america ,non vi dico da noi,(arrivo solo per il mercato home video negli anni 90),io però l'ho visto la prima volta una notte di 15 o 16 anni fa su una emittente privata:telelombardia-una domenica questi geni trasmisero "Zombi 2" alle 19,30 che grandi e che altri tempi),è una pellicola che potremmo considerare minore se paragonata a film come La notte dei morti viventi,Zombi , La Città Verrà Distrutta All'Alba,sicuramente una pellicola quasi invisibile e a suo modo assai particolare.
Sotto certi punti di vista potrebbe essere visto come un lontano parente di Society,ma magari è solo una mia idea.Forse a farmi pensare in questo modo è l'ambientazione:la borghesia agiata americana e la solitudine estrema del personaggio principale.
Joan Mitchell è una piacente donna di 39 anni,madre di una ragazza di 19 abbastanza turbolenta e con un matrimonio che molti pensano felice.
Tuttavia il film si apre con sette minuti straordinari in cui ci viene mostrato un incubo della donna,la quale insegue a piedi ,in un bosco,il marito indaffarato a leggere il giornale.Poi finisce in una sorta di gabbia,come un cane,e alla fine prigioniera della sua casa dove vede apparire sè stessa vecchia.Questo inizio è assai inquietante e disturbante,spaventa per l'uso sapiente del montaggio,del suono,che ci rende partecipi fino in fondo dell'incubo di Joan.
Seguiamo la donna nei party e nella sua monotona vita da casalinga alle prese con un mondo che cambia e un marito reazionario maschilista- non sono io questa volta!-che la ignora completamente perchè assorbito totalmente dal lavoro.Casualmente viene a sapere che una sua vicina di casa,Marion, è una strega.La va a trovare con una sua amica Shirley,e da quel momento la vita della donna cambia.Si avvicinerà alla stregoneria per avere come amante Gregg il giovane ed egocentrico professore della figlia-che ovviamente si tromba-mentre la famiglia sua va a pezzi.La figlia se ne va di casa perchè arrabbiata con la madre che l'ha sorpresa mentre fa sesso con il professore-chissà che bei voti in sociologia avrà la ragazzina eh?-il marito la mena pure perchè non ha fatto niente per punire la vivace figliola,tutto questo mentre lei è vittima di paurosi incubi con protagonista un tizio vestito da satana che la tormenta.
L'iniziazione e accettazione nel mondo delle streghe passerà anche tramite un sacrificio per mano della donna.La quale pare ritornare a vita nuova e migliore,ma un primo piano sugli occhi di Joan ci mostrerà la sua totale e assoluta solitudine disperata.
Romero gira un dramma borghese ,molto parlato,con un ritmo assai lento,una sorta di incubo quotidiano e realista che esplode in immagini disturbanti e cattivi sogni ricorrenti.Il ritratto di una donna che si trova straniera e sola in una società la quale da una parte par che stia cambiando e dall'altra invece è ancora legata ai vecchissimi riti.Tanto che la salvezza lei la cerca nella stregoneria che insomma non è proprio la novità ,ma è anzi un rifugio reazionario e conservatore.Capita talora che le donne confondino infatti un progresso e mutamento di comportamento all'interno della società con un'azione assolutamente oscurantista, di genere,di antagonismo senza freni o riproposizione dei difetti maschili come emancipazione del corpo desiderante e cose simili.Eh,si sto criticando il femminismo.Il mio sogno è quello di essere frustato l'8 marzo da un gruppo di femministe ben inserite nella societàEh,ognuno ha le sue fantasie strane no?
Cazzate a parte -e qui sopra ci ho proprio dato dentro- devo dire che il film è davvero ottimo nel descrivere la figura femminile con immenso rispetto.Buona anche la critica alla borghesia e certe incursioni horror.Per cui ve lo consiglio.Un Romero da riscoprire.
Sotto certi punti di vista potrebbe essere visto come un lontano parente di Society,ma magari è solo una mia idea.Forse a farmi pensare in questo modo è l'ambientazione:la borghesia agiata americana e la solitudine estrema del personaggio principale.
Joan Mitchell è una piacente donna di 39 anni,madre di una ragazza di 19 abbastanza turbolenta e con un matrimonio che molti pensano felice.
Tuttavia il film si apre con sette minuti straordinari in cui ci viene mostrato un incubo della donna,la quale insegue a piedi ,in un bosco,il marito indaffarato a leggere il giornale.Poi finisce in una sorta di gabbia,come un cane,e alla fine prigioniera della sua casa dove vede apparire sè stessa vecchia.Questo inizio è assai inquietante e disturbante,spaventa per l'uso sapiente del montaggio,del suono,che ci rende partecipi fino in fondo dell'incubo di Joan.
Seguiamo la donna nei party e nella sua monotona vita da casalinga alle prese con un mondo che cambia e un marito reazionario maschilista- non sono io questa volta!-che la ignora completamente perchè assorbito totalmente dal lavoro.Casualmente viene a sapere che una sua vicina di casa,Marion, è una strega.La va a trovare con una sua amica Shirley,e da quel momento la vita della donna cambia.Si avvicinerà alla stregoneria per avere come amante Gregg il giovane ed egocentrico professore della figlia-che ovviamente si tromba-mentre la famiglia sua va a pezzi.La figlia se ne va di casa perchè arrabbiata con la madre che l'ha sorpresa mentre fa sesso con il professore-chissà che bei voti in sociologia avrà la ragazzina eh?-il marito la mena pure perchè non ha fatto niente per punire la vivace figliola,tutto questo mentre lei è vittima di paurosi incubi con protagonista un tizio vestito da satana che la tormenta.
L'iniziazione e accettazione nel mondo delle streghe passerà anche tramite un sacrificio per mano della donna.La quale pare ritornare a vita nuova e migliore,ma un primo piano sugli occhi di Joan ci mostrerà la sua totale e assoluta solitudine disperata.
Romero gira un dramma borghese ,molto parlato,con un ritmo assai lento,una sorta di incubo quotidiano e realista che esplode in immagini disturbanti e cattivi sogni ricorrenti.Il ritratto di una donna che si trova straniera e sola in una società la quale da una parte par che stia cambiando e dall'altra invece è ancora legata ai vecchissimi riti.Tanto che la salvezza lei la cerca nella stregoneria che insomma non è proprio la novità ,ma è anzi un rifugio reazionario e conservatore.Capita talora che le donne confondino infatti un progresso e mutamento di comportamento all'interno della società con un'azione assolutamente oscurantista, di genere,di antagonismo senza freni o riproposizione dei difetti maschili come emancipazione del corpo desiderante e cose simili.Eh,si sto criticando il femminismo.Il mio sogno è quello di essere frustato l'8 marzo da un gruppo di femministe ben inserite nella societàEh,ognuno ha le sue fantasie strane no?
Cazzate a parte -e qui sopra ci ho proprio dato dentro- devo dire che il film è davvero ottimo nel descrivere la figura femminile con immenso rispetto.Buona anche la critica alla borghesia e certe incursioni horror.Per cui ve lo consiglio.Un Romero da riscoprire.
THE FURY di BRIAN DE PALMA
Avvertenza:quello che leggerete sono supposizioni del Reuccio delle Supposizioni alla cazzo di cane.
Essendo un cvitico tendente al presuntuoso schocking , mi innamoro di certe mie considerazioni e le porto avanti come se fossero verità vere.
Credo che The Fury sia stato più o meno imposto a De Palma visto il successo ottenuto con quel piccolo classico che è Carrie-non la canzone degli Europe,ma il film tratto dall'opera di debutto di King-per sfruttare un filone o per altre ragioni,ma a me pare che questo sia un film non del tutto de palmiano.Poi essendo uno dei pilastri del cinema del mistero e dello spavento,(e chissà perchè si citano sempre hooper,carpenter,craven e cazzi e mazzi ,ma mai Brian),è chiaro che le sequenze memorabili te le mette lì così,come se fosse naturale.Anche in questa pellicola non mancano e sono le botte che ci risvegliano e ci fanno dire:wow!
La storia è abbastanza semplice:Peter lavora per i servizi segreti e ha un figlio dotato di poteri paranormali.Per questo fa gola ai suoi colleghi,intenzionato a usarlo come arma contro i nemici.Infatti il ragazzo viene rapito e Peter si lancia in una disperata ricerca.Troverà un inaspettato aiuto da parte di una giovane fanciulla anche lei dotata di faccoltà paranormali.
La pellicola ha momenti di stanca clamorosi,dovuta alla sceneggiatura di John Farris-autore anche del libro e uno degli scrittori più tediosi che abbia mai letto-ma anche immagini potenti e suggestive:l'attacco iniziale in spiaggia,la fuga al rallenti della ragazza dalla scuola per ragazzi con poteri paranormali e la morte della donna di Douglas,l'omicidio da parte del figlio del protagonista della dottoressa-amante,il finale con l'esplosione del cattivo.
Qui c'è grande cinema e maestria della messainscena che salva il prodotto e ci dona immagini suggestive e memorabili.
Il cast vede un decente Kirk Douglas come protagonista,Amy Irving,Carrie Sndogress,un cameo per un sempre sopra le righe William Finnley,e l'immenso John Cassavetes :uno dei miei registi preferiti e ottimo attore
Per cui :non è del tutto riuscito,ma è un gran bel film.
Essendo un cvitico tendente al presuntuoso schocking , mi innamoro di certe mie considerazioni e le porto avanti come se fossero verità vere.
Credo che The Fury sia stato più o meno imposto a De Palma visto il successo ottenuto con quel piccolo classico che è Carrie-non la canzone degli Europe,ma il film tratto dall'opera di debutto di King-per sfruttare un filone o per altre ragioni,ma a me pare che questo sia un film non del tutto de palmiano.Poi essendo uno dei pilastri del cinema del mistero e dello spavento,(e chissà perchè si citano sempre hooper,carpenter,craven e cazzi e mazzi ,ma mai Brian),è chiaro che le sequenze memorabili te le mette lì così,come se fosse naturale.Anche in questa pellicola non mancano e sono le botte che ci risvegliano e ci fanno dire:wow!
La storia è abbastanza semplice:Peter lavora per i servizi segreti e ha un figlio dotato di poteri paranormali.Per questo fa gola ai suoi colleghi,intenzionato a usarlo come arma contro i nemici.Infatti il ragazzo viene rapito e Peter si lancia in una disperata ricerca.Troverà un inaspettato aiuto da parte di una giovane fanciulla anche lei dotata di faccoltà paranormali.
La pellicola ha momenti di stanca clamorosi,dovuta alla sceneggiatura di John Farris-autore anche del libro e uno degli scrittori più tediosi che abbia mai letto-ma anche immagini potenti e suggestive:l'attacco iniziale in spiaggia,la fuga al rallenti della ragazza dalla scuola per ragazzi con poteri paranormali e la morte della donna di Douglas,l'omicidio da parte del figlio del protagonista della dottoressa-amante,il finale con l'esplosione del cattivo.
Qui c'è grande cinema e maestria della messainscena che salva il prodotto e ci dona immagini suggestive e memorabili.
Il cast vede un decente Kirk Douglas come protagonista,Amy Irving,Carrie Sndogress,un cameo per un sempre sopra le righe William Finnley,e l'immenso John Cassavetes :uno dei miei registi preferiti e ottimo attore
Per cui :non è del tutto riuscito,ma è un gran bel film.
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martedì 6 marzo 2012
TAPS SQUILLI DI RIVOLTA di HAROLD BACKER
Film militarista?Si.Reazionario?Certo.E poi?Poi prende un'altra direzione dopo i primi venti minuti che servono a introdurre i personaggi e la mentalità da soldati.Di quel tipo in particolare.
La storia è semplice:un prestigioso collegio militare sta per chiudere .L'amministrazione preferisce usare il terreno per costruire dei palazzi.I cadetti sentono ,grazie alle parole ultra tradizionaliste e guerresche di un generale forse fin troppo mitizzato,questa scelta come un atto di guerra ,un'offesa tremenda a un posto che ha formato migliaia di soldati-e quindi eroi,essendo ammmmeregggani-e quindi saggiamente decidono di opporsi.La situazione crolla quando ,causa un incidente con dei civili,un colpo di pistola uccide un civile.L'arma è quella del generale e lui viene arrestato.
Questo segna la chiusura anticipata dello stabile.I giovani si barricano in collegio e iniziano una disperata resistenza.
Partiti da ganassa pompati,pieni della retorica parolaia del loro generale,scopriranno incomprensioni,paure,rivalità,totale mancanza di organizzazione e disunità.Qualcuno eccede in fanatismo e il destino ci mette la mano causando la morte di una giovanissima recluta.Fino al tragico finale.
Un film quindi di transizione tra la new hollywood dei 60 e 70 e il reaganismo più becero venuto con i vari rambo e minchiatone simili.Una riflessione sul senso dell'onore,la formazione e il lavaggio del cervello,il militarismo esasperante e autoescludente,una pellicola da vedere.Sopratutto ha un ottimo cast:Timothy Hutton,Sean Penn,Tom Cruise,e il grande vecchio George C Scott
La storia è semplice:un prestigioso collegio militare sta per chiudere .L'amministrazione preferisce usare il terreno per costruire dei palazzi.I cadetti sentono ,grazie alle parole ultra tradizionaliste e guerresche di un generale forse fin troppo mitizzato,questa scelta come un atto di guerra ,un'offesa tremenda a un posto che ha formato migliaia di soldati-e quindi eroi,essendo ammmmeregggani-e quindi saggiamente decidono di opporsi.La situazione crolla quando ,causa un incidente con dei civili,un colpo di pistola uccide un civile.L'arma è quella del generale e lui viene arrestato.
Questo segna la chiusura anticipata dello stabile.I giovani si barricano in collegio e iniziano una disperata resistenza.
Partiti da ganassa pompati,pieni della retorica parolaia del loro generale,scopriranno incomprensioni,paure,rivalità,totale mancanza di organizzazione e disunità.Qualcuno eccede in fanatismo e il destino ci mette la mano causando la morte di una giovanissima recluta.Fino al tragico finale.
Un film quindi di transizione tra la new hollywood dei 60 e 70 e il reaganismo più becero venuto con i vari rambo e minchiatone simili.Una riflessione sul senso dell'onore,la formazione e il lavaggio del cervello,il militarismo esasperante e autoescludente,una pellicola da vedere.Sopratutto ha un ottimo cast:Timothy Hutton,Sean Penn,Tom Cruise,e il grande vecchio George C Scott
domenica 4 marzo 2012
HONKY TONKY MAN di CLINT EASTWOOD
Una leggenda che spacca il culo alle leggende,questo per me è Clint Eastwood.Il suo cinema classico,tradizionale,fuori dal tempo,eppure mai datato ,anacronistico,o scioccamente reazionario e patriottardo.
Le sue storie universali di uomini di confine in un mondo perduto fanno venire i brividi anche alle pietre,credetemi.
Prendi questa pellicola,ci sono dentro molti grandi temi:il passaggio da un'infanzia-seppure povera-a una certa maturità,il legame padre e figlio che non è strettamente legato al "sangue",ma all'"esempio",la morte,la vita.Tante cose .Eppure non ci sono scivolate retoriche e non si cerca la lacrima facile-per carità spielberg c'ha costruito una carriera sul ricatto sentimentalista e sulla retorica ammmmereggggana,va bene anche così.Non per me,ma va bene così-c'è solo il solido e affettuoso rapporto tra un ragazzino povero dell'america contadina e uno zio musicista dalla vita balorda e avventurosa E poi tanti personaggi descritti e seguiti con cura e partecipazione.Una sceneggiatura che non è una inutile accozaglia di citazioni alla cazzo di cane.Il film si chiude con la morte e la resurrezione attraverso la musica di un uomo che ci viene descritto come un puro anti eroe.E la coppia di giovani :il nipote e una ragazzina un po' svitata che partono per la California,a fare chissa cosa.
Un flm struggente come le ballate country sanno essere.Un omaggio a quel tipo di musica popolare e agli artisti che la suonano.E non solo
Grandissimo Clint,in una prova anche di attore assai valida.
Le sue storie universali di uomini di confine in un mondo perduto fanno venire i brividi anche alle pietre,credetemi.
Prendi questa pellicola,ci sono dentro molti grandi temi:il passaggio da un'infanzia-seppure povera-a una certa maturità,il legame padre e figlio che non è strettamente legato al "sangue",ma all'"esempio",la morte,la vita.Tante cose .Eppure non ci sono scivolate retoriche e non si cerca la lacrima facile-per carità spielberg c'ha costruito una carriera sul ricatto sentimentalista e sulla retorica ammmmereggggana,va bene anche così.Non per me,ma va bene così-c'è solo il solido e affettuoso rapporto tra un ragazzino povero dell'america contadina e uno zio musicista dalla vita balorda e avventurosa E poi tanti personaggi descritti e seguiti con cura e partecipazione.Una sceneggiatura che non è una inutile accozaglia di citazioni alla cazzo di cane.Il film si chiude con la morte e la resurrezione attraverso la musica di un uomo che ci viene descritto come un puro anti eroe.E la coppia di giovani :il nipote e una ragazzina un po' svitata che partono per la California,a fare chissa cosa.
Un flm struggente come le ballate country sanno essere.Un omaggio a quel tipo di musica popolare e agli artisti che la suonano.E non solo
Grandissimo Clint,in una prova anche di attore assai valida.
venerdì 2 marzo 2012
Radici-meet babordo kunta kinte
La targa posta all'entrata della vecchia cascina ci ricorda che lei è lì dal lontano 1852,prima ancora dell'unità italiana e tre anni dopo l'avventura entusiasmante della Repubblica a Roma.Fai un po' te i conti e vedrai quanta storia è passata,quante disgrazie,tragedie,guerre,speranze,gioie,insomma quanta vita è passata da quelle parti.E lei è sempre lì.Ecco io mi sento un po' così.Credo infatti che tradizione non debba essere per forza una variante volgare e ottusa della reazione,ma il modo di intendere la vita di tutte quelle persone nate in una certa classe sociale.Tradizione per me significa partire da basi forti,ma non partire appunto per affrontare la vita che ci circonda e che muta nei costumi.In meglio o peggio non lo so.Ci sono persone più intelligenti di me che ve lo potrebbero spiegare.Però i cambiamenti non si possono fermare con un attaccamento morboso al vetusto e al pleonastico,come però è anche vero che non si possono abbattere consuetudini e modi di vivere ormai entrati nella prassi dell'esistenza quotidiana del popolo.Io sono curioso,qualcosa la comprendo ,altre cose mi sembrano inopportune,altre ancora mi lasciano freddo.Però il passo verso quello che si spaccia per nuovo lo faccio sempre.
Io sono cresciuto in una vecchia cascina con i miei nonni,una zia e tante altre famiglie,spesso di meridionali immigrati al nord.Non rimanevo chiuso in casa.La mattina e il pomeriggio avevo vasti prati da correrci sopra e lasciare che la fantasia ci trasportasse nei candidi terreni del Gioco.Si,giocare che non è proprio lo smanettare sul Game Boy,ma piuttosto erano momenti dedicati al collettivismo,al vivere in gruppo,e sopratutto per me la comprensione che l'occhialuto e l'abilità fisica sono due cose diverse e lontanissime.C'erano tante storie da sentire la sera,seduti sotto il portico,che paesi esotici apparivano allora Napoli o Palermo,bè ero un bamboccio cazzola eh?Mia madre si alzava prestissimo la mattina e andava in fabbrica,mio padre nella sua ditta a lavorare come impiegato.Io vivevo appunto con i miei nonni.Rivisto più tardi il cortile mi è sembrato grigio e piccolo,ma del resto ora hanno costruito tante villette dove prima c'era il bosco.E poi il tempo ha portato via tutte le persone che conoscevo,gli anziani li ha condotti dietro le mure gialle -cioè al cimitero-i giovani ormai sono cittadini e vista l'età ,anche precari!
Poche cose mi hanno dato in eredità:la gentilezza,l'educazione,un certo cattolicesimo proletario confusamente sociale,perchè la mia classe qui è così.Hanno troppa fiducia in un amico immaginario che è visto solo dai preti.Quindi il fatto che io sia comunista e ateo,mi sa che è potrebbe essere una bella sopresa per quella gente.Che però amo moltissimo.Il popolo non è abituato come i borghesi a discutere e a patire per questioni private.La casa,il lavoro,la dignità,la famiglia,sono queste le cose su cui puntano.Hanno ragione?No,non sempre.Ad esempio io odio il famigliarismo italico,questa cialtronata di difendere e pensare solo ai nostri figli e alla nostra famiglia,come se non fossimo parte di uno stato,eppure la comprendo proprio perchè un popolo lasciato solo non può fare altro che attaccarsi al tradizionalismo più oscurantista.
Quindi sono in bilico tra tradizione e progressismo.La gentilezza e comprensione verso gli altri,un altruismo naturale e timido,così lontani dal buonismo ipocrita delle classi agiate,perchè secondo loro siamo tutti figli di dio.Io credo di essere figlio dei miei genitori e basta.Ora in questi tempi si deve per forza essere furbi,cinici,dileggiare e offendere,che fa figo e dimostri carattere.Boh,può darsi,ma a me quei vecchi esempi continuano a piacermi.Essere durissimi non per entrare gratis nel club dei cattivisti da happy hour,ma proprio perchè sappiamo anche essere buoni nel vero senso del termine.E cercare di capire,di confrontarsi con i tempi e i mutamenti anche se non riesco a condividerli in tutto e per tutto,ma quanta squallida coglioneria c'è nelle persone che applaudono il gay da salotto tv e impediscono a migliaia di persone di potersi sposare o costruire una famiglia?L'amore è lo stesso,l'affetto che puoi dare è lo stesso.Però siamo circondati da falsi tradizionalisti,che si nascondono dietro l'importanza della tradizione per manifestare la loro ottusità,perfidia,vigliaccheria.Come applaudite uno che davanti alle telecamere ripete a vostro uso e consumo i luoghi comuni più squallidi sull'omosessualità e poi rifiutate che essi facciano una cosa molto tradizionale:sposarsi e mettere su famiglia.Quindi per questo potrei passare per uno dalla mentalità aperta,ma poi non mi piacciono certi estremismi e travestitismi,quindi giustamente mi si potrebbe dare del reazionario.Io credo nelle relazioni umane,credo che una coppia sia quello che si dovrebbe avere bisogno e non mille avventurette per vantarsi al bar.Non amo l'erotizzazione forzata di questa società,mi infastidisce terribilmente il vuoto delle trasgressioni facilone.ma non mi son mai tirato indietro quando si doveva passare le notti a far puttan tour e alcol facile.
Sono una sorta di Michele Apicella ,sai il personaggio principale di Bianca?Ho una sorta di mitizzazione della felicità quotidiana,mi infastidiscono le bugie,la mancanza di chiarezza,i tradimenti.Si,insomma mi piacciono le famiglie del mulino bianco,ma sono anche rigorosamente ancorato a una vita da scapolo che peraltro non mi riesce nemmeno difficile mantenere.Odio le smancerie,i sentimentalismi,ma mi piacciono le canzoni d'ammore.Eh,che casino!Sono le cose che capitano quando uno cresce in un ambiente che poi è scomparso,e io ho visto gli ultimi minuti di esistenza,e la frenesia becera e fighetta di questi tempi di falsa accettazione dell'altro.Dove non ci sono più lavoratori e vite che lottano per un futuro decente,normale,ma votate alla confusione e al successo immediato ,effimero,per forza trasgressivo o che si reputa tale.
Credo nelle persone:sono buone e cattive allo stesso tempo e non sono perfette.Lo stalinismo sicuramente potrebbe renderle migliori,per ora però mi accontento di vivere e ogni giorno di cercare di capire quello che mi sta attorno,più legato al vecchio modo di intendere le cose,poco incline alle linee di principio dei radicali insomma,ma nemmeno un reazionario di merda che strilla e insulta o aggredisce persone che non sono come lui.Queste sono le mie radici,un piccolo uomo della piccola borghesia,che pensa in grande e ha nostalgia della sua cascina e di quella vita sincera,schietta,naturale,normale.Ecco credo che la cosa più eccezionale sia essere normale.E ognuno ha la sua
Io sono cresciuto in una vecchia cascina con i miei nonni,una zia e tante altre famiglie,spesso di meridionali immigrati al nord.Non rimanevo chiuso in casa.La mattina e il pomeriggio avevo vasti prati da correrci sopra e lasciare che la fantasia ci trasportasse nei candidi terreni del Gioco.Si,giocare che non è proprio lo smanettare sul Game Boy,ma piuttosto erano momenti dedicati al collettivismo,al vivere in gruppo,e sopratutto per me la comprensione che l'occhialuto e l'abilità fisica sono due cose diverse e lontanissime.C'erano tante storie da sentire la sera,seduti sotto il portico,che paesi esotici apparivano allora Napoli o Palermo,bè ero un bamboccio cazzola eh?Mia madre si alzava prestissimo la mattina e andava in fabbrica,mio padre nella sua ditta a lavorare come impiegato.Io vivevo appunto con i miei nonni.Rivisto più tardi il cortile mi è sembrato grigio e piccolo,ma del resto ora hanno costruito tante villette dove prima c'era il bosco.E poi il tempo ha portato via tutte le persone che conoscevo,gli anziani li ha condotti dietro le mure gialle -cioè al cimitero-i giovani ormai sono cittadini e vista l'età ,anche precari!
Poche cose mi hanno dato in eredità:la gentilezza,l'educazione,un certo cattolicesimo proletario confusamente sociale,perchè la mia classe qui è così.Hanno troppa fiducia in un amico immaginario che è visto solo dai preti.Quindi il fatto che io sia comunista e ateo,mi sa che è potrebbe essere una bella sopresa per quella gente.Che però amo moltissimo.Il popolo non è abituato come i borghesi a discutere e a patire per questioni private.La casa,il lavoro,la dignità,la famiglia,sono queste le cose su cui puntano.Hanno ragione?No,non sempre.Ad esempio io odio il famigliarismo italico,questa cialtronata di difendere e pensare solo ai nostri figli e alla nostra famiglia,come se non fossimo parte di uno stato,eppure la comprendo proprio perchè un popolo lasciato solo non può fare altro che attaccarsi al tradizionalismo più oscurantista.
Quindi sono in bilico tra tradizione e progressismo.La gentilezza e comprensione verso gli altri,un altruismo naturale e timido,così lontani dal buonismo ipocrita delle classi agiate,perchè secondo loro siamo tutti figli di dio.Io credo di essere figlio dei miei genitori e basta.Ora in questi tempi si deve per forza essere furbi,cinici,dileggiare e offendere,che fa figo e dimostri carattere.Boh,può darsi,ma a me quei vecchi esempi continuano a piacermi.Essere durissimi non per entrare gratis nel club dei cattivisti da happy hour,ma proprio perchè sappiamo anche essere buoni nel vero senso del termine.E cercare di capire,di confrontarsi con i tempi e i mutamenti anche se non riesco a condividerli in tutto e per tutto,ma quanta squallida coglioneria c'è nelle persone che applaudono il gay da salotto tv e impediscono a migliaia di persone di potersi sposare o costruire una famiglia?L'amore è lo stesso,l'affetto che puoi dare è lo stesso.Però siamo circondati da falsi tradizionalisti,che si nascondono dietro l'importanza della tradizione per manifestare la loro ottusità,perfidia,vigliaccheria.Come applaudite uno che davanti alle telecamere ripete a vostro uso e consumo i luoghi comuni più squallidi sull'omosessualità e poi rifiutate che essi facciano una cosa molto tradizionale:sposarsi e mettere su famiglia.Quindi per questo potrei passare per uno dalla mentalità aperta,ma poi non mi piacciono certi estremismi e travestitismi,quindi giustamente mi si potrebbe dare del reazionario.Io credo nelle relazioni umane,credo che una coppia sia quello che si dovrebbe avere bisogno e non mille avventurette per vantarsi al bar.Non amo l'erotizzazione forzata di questa società,mi infastidisce terribilmente il vuoto delle trasgressioni facilone.ma non mi son mai tirato indietro quando si doveva passare le notti a far puttan tour e alcol facile.
Sono una sorta di Michele Apicella ,sai il personaggio principale di Bianca?Ho una sorta di mitizzazione della felicità quotidiana,mi infastidiscono le bugie,la mancanza di chiarezza,i tradimenti.Si,insomma mi piacciono le famiglie del mulino bianco,ma sono anche rigorosamente ancorato a una vita da scapolo che peraltro non mi riesce nemmeno difficile mantenere.Odio le smancerie,i sentimentalismi,ma mi piacciono le canzoni d'ammore.Eh,che casino!Sono le cose che capitano quando uno cresce in un ambiente che poi è scomparso,e io ho visto gli ultimi minuti di esistenza,e la frenesia becera e fighetta di questi tempi di falsa accettazione dell'altro.Dove non ci sono più lavoratori e vite che lottano per un futuro decente,normale,ma votate alla confusione e al successo immediato ,effimero,per forza trasgressivo o che si reputa tale.
Credo nelle persone:sono buone e cattive allo stesso tempo e non sono perfette.Lo stalinismo sicuramente potrebbe renderle migliori,per ora però mi accontento di vivere e ogni giorno di cercare di capire quello che mi sta attorno,più legato al vecchio modo di intendere le cose,poco incline alle linee di principio dei radicali insomma,ma nemmeno un reazionario di merda che strilla e insulta o aggredisce persone che non sono come lui.Queste sono le mie radici,un piccolo uomo della piccola borghesia,che pensa in grande e ha nostalgia della sua cascina e di quella vita sincera,schietta,naturale,normale.Ecco credo che la cosa più eccezionale sia essere normale.E ognuno ha la sua
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