domenica 21 dicembre 2008

NON E' UN PAESE PER VECCHI dei FRATELLI COEN

Una ballata macabra di morte e perdizione,che partendo da una storia abusatissima e tradizionale-un tizio che prende una borsa di soldi sporchi e i cattivi che lo cercano-diventa emblema dei tempi crudeli nelle terre perse di un america spersonalizzata.Un paese che non rispetta tradizioni-o le enfatizza ma dal lato meramente conservatore,come paura e non risorsa di conquiste-che velocizza la corsa alla bella vita con ogni mezzo.Un paese menefreghista sulla vita umana e che non rispetta più nulla,per questo il killer implacabile è quasi meglio delle sue vittime,perchè disinteressato al denaro,al successo,a una bella e comoda vita.Lui è a suo modo un purificatore che punisce i stolti,i ladri,immagine con le fattezze umane del Male.
Mentre lo sceriffo ormai anziano e logorato,sorpassato non ce la fa nemmeno a portare la giustzia per i morti e fermare l'inferno che cammina con la sua bombola dell'ossigeno.Un paese che non è per vecchi e per persone normali,ma che è vittima di sogni di gloria e di ricchezza.Alla fine la coppia che si è appropriata del danaro non può che trovare la sua giusta punizione,perchè il male non lo puoi fermare.
Un film bellissimo,anche se ho preferito l'epica visionaria e rabbiosa di Anderson e de IL PETROLIERE

LE CONSEGUENZE DELL'AMORE di PAOLO SORRENTINO

Seconda opera di Sorrentino,presentata al festival di Berlino,opera moderna e d'autore capace di coniugare temi da film alla antonioni con elementi di gangster-movie.Film raffinatissimo,che punta più che su una storia ad ampio respiro , al ritratto di un singolo personaggio e gli altri sono funzionali alla sua esistenza e azione.
Un grandissimo Servillo, è mattatore di grande bravura nel ruolo di Titta Di Girolamo:ex commercialista divorziato e costretto da oltre 20 anni a vivere in un albergo in Svizzera per riciclare nella banche il danaro sporco della mafia.La sua vita è monotona,sempre uguale senza mai un guizzo di passione ,di vitalità.Ha un fratello scansafatiche che è molto diverso da lui, e passa le serate giocando a carte con un conte decaduto per i troppi debiti ,costretto con la moglie a vivere da ospite all'interno del suo stesso hotel.La sua vita cambia quando si innamora di una ragazza che fa la barista e per lei prenderà una decisione che potrebbe rivelarsi fatale
Il titolo non è dei migliori,perchè potrebbe farci credere di assistere all'ennesima cretinata stile Muccino.In realtà è un'opera sofisticata e intensa,dal ritmo lento affinchè nulla delle espressioni di Servillo vada persa.Perchè si può affrontare il tema della solitudine amorosa ,della ricerca di un grande amore anche senza cadere su terreni ampiamente battuti e popolani.Il film è pressochè perfetto,offre una meravigliosa interpretazione di Raffaele Pisu nel ruolo del conte decaduto e baro,ma frana in parte sulla presenza scialba interpretazione di Olivia Magnani,l'oggetto del desiderio di Titta e che gli fa cambiare la vita,e quella mediocre di Adriano Giannini.

OSPITI di MATTEO GARRONE

Uno dei migliori registi italiani ,insieme a Sorrentino,autore di opere importanti che indagano a fondo sul malessere del genere umano e della società.Questa pellicola ,uno dei primi film di Garrone, è un'opera assai strana.Un film girato come fosse un documentario,narra la storia di due fratelli albanesi ospitati in casa di un presunto artista perdigiorno e del rapporto di amicizia che uno di loro costruisce con un anziano vicino di casa,il quale ha perso la moglie malata di alzheimer, alla fermata del bus.
Vite fragili che cercano di rimanere a galla,messe agli angoli eppure protagoniste e al centro di una narrazione robusta e vigorosa, di indagine zavattiana
D'altronde la nostra società tende ad allontanare le persone anziane,ormai hanno lavorato e prodotto una volta a casa sono un peso per il nostro mondo capitalista.Gli stranieri che lasciano casa e famiglia per una nuova vita e si scontrano con una realtà di sacrifici-anche umani sul posto di lavoro-di leggi xenofobe,di sottile razzismo quotidiano.Infine la generazione mia che è nata e cresciuta durante il trionfo della morte delle idee e si ritrova impreparata ad affrontrare tempi feroci e crudeli come questi.Insomma siamo tutti ospiti precari di un mondo impazzito

domenica 14 dicembre 2008

STORIA DI VITA E MALAVITA di CARLO LIZZANI

Il tema della prostituzione è da sempre materia assai complicata nel suo essere affrontata,perchè è fattibile scivolare in moralismi o sottovalutare il problema
Lizzani,un grande regista sempre attento alla società e ai suoi problemi, dirige questo film sul finire dei 70.Mettendo al centro dell'azione una serie di storie legate al racket della prostituzione minorile.
Ragazze che per problemi di povertà,miseria,durissime condizioni famigliari,o per la scoperta di quanto una famiglia dabbene e ricchissima sia nella sostanza un luogo di meschinità,sono finite nelle mani di organizzazioni criminali le quali poi usano i loro corpi per fare soldi.
Film scabroso e durissimo,che Lizzani essendo un buon regista e con una robustissima coscienza politica riesce a salvare dal diventare populista,alla zampa.Però,vi è anche da dire che certe soluzioni scadono nella quasi pornografia e che spesso si ha la sensazione di una ricerca forte del "sensazionalismo" il quale potrebbe rivolgersi proprio contro alla pellicola e alla sua denuncia.
Ne esce però un'opera dura,disturbante,che attacca lo spettatore e lo fa partecipare al dolore e disperazione delle ragazze.Un pugno nello stomaco,non del tutto riuscito,ma importante e che merita la visione.

EHI ,AMICO! C'E' SABATA...HAI CHIUSO!di GIANFRANCO PAROLINI

l'impatto visivo e di scrittura che il genere "spaghetti western" ha avuto sulla cinematografia mondiale è sotto gli occhi-del cuore- di tutti.
Ha portato una sostanziale differenza rispetto ai classi western americani,dove c'è un eroe ben distinguibile -spesso l'insopportabile John Wayne- una storia robusta e lineare, divisione ben marcata tra loschi figuri ed eroi.
Lo spaghetti invece trascende queste regole e le mischia tutte:personaggi del tutto buoni non ci sono,spesso arrivano ammazzano e se ne vanno.I personaggi poi si muovono nelle scene come se fossero delle rockstar.offrendo uno spettacolo memorabile agli spettatori,grazie a ritmo,battute grottesche e personaggi debordanti.All'interno della scena possiamo riconoscere i film western rivoluzionari di Corbucci e Sollima,il lugubre e splatter Questi,la rivoluzione e la vendetta di Petroni,il classico epicismo di Leone.
Parolini,fa a sè:grande divertimento,spettacolari trovate registiche e personaggi bizzarri ed eccentrici.Cult,ma meritatamente perchè dotato di ottime capacità di regia e formazione di una storia.
In questo film un personaggio misterioso Sabàta arriva in un paese dove alcuni uomini potenti della zona hanno organizzato una rapina ai danni della cassaforte dell'esercito nordista.Il pistolero con l'aiuto di Garrincha,un petulante messicano fanfarone e micidiale con il coltello,Gatto Mammone , un indiano muto e che è abilissimo nel saltare da un tetto all'altro, e di Banjio un pistolero che usa il suo strumento musicale a mo di fucile,combatterà contro questa banda di criminali
Geniale nelle trovate-la morte del cattivo ne è un esempio-fantasioso nei personaggi-gatto mammone,banjio ne sono la prova- un film bellissimo western appassionante e divertente ,ricco di azione e spettacolo..Da vedere!
Ottimo Lee van cleef ,protagonista della pellicola

I MAGLIARI DI FRANCESCO ROSI

Quando eravamo noi italiani,costretti ad abbandonare la Patria e a subire lo sfruttamento e il razzismo di altri popoli.Quando vivevamo ammucchiati in luride baraccopoli,con la paura che la polizia ci beccasse e ci rispedisse indietro.
Quante storie di miseria e fatica,quanti dolori hanno vissuto milioni e milioni di italiani in tutto il mondo,quanti morti sul lavoro per fare grandi altre nazioni.
Questo film di Rosi affronta l'argomento parlando di una categoria particolare :i magliari.Mezzi imbroglioni,mezzi venditori.Questi nostri connazionali giravano in lungo e largo la Germania vendendo stoffe di dubbia provvenienza.
In particolare la storia si concentra su due personaggi:Mario,umile e onesto lavoratore che per una serie di coincidenze si trova a dover collaborare con Totò,un magliaro dalle grandi ambizioni.Tanto che convince un noto industriale tedesco ad affidare a lui la scelta delle stoffe,questo scatena l'ira di altri concorrenti-polacchi- e del suo ex capo ,un camorrista di nome don Raffaele.Un film amarissimo,che scava nella profondità della questione politica e sociale,offre ritratti veritieri e taglienti dei protagonisti
Giganteggiano Salvatori e Sordi,davvero bravissimi.

mercoledì 10 dicembre 2008

BRONTE di FLORESTANO VANCINI

La storia è la materia più importante tra quelle studiate a scuola.Perchè senza di essa,senza conoscerla,impararla,difenderla,si rischia di credere a un Pansa qualsiasi,cedere al revisionismo,essere arrogantemente ignoranti,come succede spesso da noi.
Questo film scritto da Vancini con Leonardo Sciascia,Nicola Balducco ,Fabio Carpi,racconta un vero e ignobile fatto legato all'unità di italia:la strage di Bronte.
In questo paese il popolo eccitato aspetta l'arrivo di Garibaldi,i contadini finalmente potranno avere le terre per loro ed essere liberi.Basta vicerè,basta sfruttatori,basta punizioni e umiliazioni.
L'avvocato liberale Nicola Lombardo si occupa di mantenere la calma e di far passare la linea di un cambiamento politico.Dalle montagne però scende Calogero Gasparazzo,un carbonaro che insieme ai suoi e ad alcuni contadini stermina i padroni del paese.Ovviamente questo segna una distanza tra i metodi feroci e di giustizia proletaria del carbonaro e quelli di affidarsi alle leggi,allo stato dell'avvocato liberale.Se dovessimo pensare alla storia d'italia,vedremmo che non esiste legge di stato e democrazia borghese che manifesti l'intenzione di fare giustizia per i torti subiti dai proletari e dalle classi più emarginati.Non credere a questo tipo di giustizia è una cosa a mio avviso giusta e quasi doverosa,lascio ad altri il mito della legge che tanto piace a travaglio o di pietro.
L'arrivo di Bixio però sconvolge la cittadinanza,manifestando disprezzo e incomprensione per il popolo e preso solo dai suoi piani di conquistatore,questo pirlone crea in fretta e furia una commissione che porterà ,usando metodi cari ai borboni,alla fucilazione in paese di cinque innocenti.Più le pene contro 150 villici a catania.
La rivoluzione e la libertà come vengono viste e capite dal popolo,e come invece vengono usate dai conquistatori per far passare un nuovo potere repressivo per sotituire uno vecchio e obsoleto.
A rimetterci i contadini,il popolo,mentre una nuova colonizzazione dal nord porterà effetti devastanti sulla popolazione del sud.Nascosta dietro alla lotta contro i briganti,nata dall'incomprensione di una falsa rivoluzione,di un cambiamento parziale,classica storiaccia italiana