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mercoledì 11 marzo 2020

LA STREGA IN AMORE di DAMIANO DAMIANI.

Sergio Logan è un uomo che passa con leggerezza da una donna all'altra, senza impegnarsi mai.  Da un po' di tempo si sente spiato da una misteriosa signora anziana, la quale par pedinarlo e non staccargli gli occhi d'addosso. Un giorno l'uomo si trova a leggere un annuncio su un giornale per un lavoro, quanto pare lo stesso annuncio interessa anche alla enigmatica donna che  lo segue da giorni.
Giunto in un antico palazzo per il colloquio relativo all'annuncio, egli fa la scoperta che la padrona di quella vecchia magione è la megera che lo perseguita. La donna gli offre un posto da bibliotecario col compito di metter ordine tra le memorie del marito defunto.  Sergio non accetterebbe se all'improvviso irrompe la figlia di Consuelo, questo il nome dell'anziana, una giovane e piacente fanciulla di nome Aura. L'uomo come sua abitudine non capisce più nulla e vuol solo andar a letto con la giovane donna.
 L'incontro con Fabrizio, un uomo che vive anch'egli nel palazzo e che par nascondere un segreto terribile, l'ambiguità della donna e la presenza inquietante di Consuelo, cominciano a metter in ansia il povero Sergio, il quale forse è solo l'ennesima vittima di un'antica magia di seduzione e morte.

Damiano Damiani è noto per i suoi film sul tema della mafia, un regista in grado di unire spettacolo e denuncia sociale,  di cui ricordiamo " Il giorno della civetta" e  quello che in molti ritengono essere il suo film migliore tra le pellicole dedicate a Cosa Nostra, quel piccolo classico che risponde al titolo de " Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica".
Damiani ha debuttato con una trilogia di drammi intimisti che sono piaciuti molto alla critica, si tratta de "Il Rossetto", " Il Sicario" e la trasposizione cinematografica de "L'isola di Arturo", tratto dal romanzo di Elsa Morante.
 Si è dedicato anche il cinema western come l'ottimo "Quien Sabe" e a quello più rigorosamente d'autore come "La noia" ispirato al romanzo di Moravia.
Questa opera,  il suo sesto film, è un prodotto interessante e notevole.  Il regista riesce a gestire un dramma sentimentale, con atmosfere erotiche abbastanza audaci per quel periodo e un'atmosfera inquietante legata a una idea di horror legata all'atmosfera più che su aspetti raccapriccianti.
Il sesso è il vero motore della vicenda, sopratutto quel potere di seduzione del genere femminile che intrappola ai loro ordini un certo tipo di uomo. Costoro finiranno per perdersi nel palazzo agognando l'amore fisico con Aura, prima di esser sostituiti da altri bellimbusti.
Proprio sul confine tra erotismo e orrore che la pellicola offre il meglio di sé e conquista il consenso del pubblico. Perché la regia di Damiani è raffinata, mai dozzinale, sopratutto tenta di forzare l'idea di un cinema asessuato e pudibondo, in cui il delirio incontrollabile dei sensi è spesso dominato da elementi sentimentali e romantici. Qui non si narra di un uomo innamorato di una donna misteriosa e pericolosa, ma di un tizio che non riesce a controllare il suo desiderio sessuale, che brama l'avventura di una notte ( o anche di più se dovesse accettare il lavoro di bibliotecario) alle prese con l'inganno, la magia, la stregoneria.
L'opera ha dalla sua anche una sceneggiatura robusta e solida, firmata da Damiani con un altro nome abbastanza importante per certo cinema di genere, parlo di Ugo Liberatore.  Uno dei tanti artigiani del nostro cinema che è passato dalla commedia, al dramma d'autore, dallo spaghetti western a il genere horror, come regista rammentiamo Nero Veneziano, un film dell'orrore che da ragazzo mi garbava assai.

Ritornando alla pellicola di cui sto scrivendo, non posso evitate di menzionare il cast. Se Rosanna Schiaffino è funzionale al ruolo, come lo stesso attore protagonista Richard Johnson, la nostra attenzione viene rubata dall'interpretazione di Gian Maria Volontè, che appare per pochi minuti ma dà al suo personaggio l'enigmatico e ambiguo Fabrizio, uno spessore e tante sfaccettature da rimanere affascinati per la bravura di questo indimenticabile attore.
Giusto perché ultimamente pare che sia nato, secondo alcuni critici, l'horror d'autore, vi consiglio di vedere questa pellicola di oltre cinquanta anni fa.  Una produzione che riesce a dar al genere la raffinatezza del cinema impegnato e che a questo ultimo dona forza e potenza tipica del cinema popolare.

venerdì 17 febbraio 2012

YOU REALLY SHOULD SEE THESE?3

Troppi generi,troppe grandi emozioni-che cerco di mantenere sempre profondamente razionali,mi turbano e inquietano quelle persone che vivono intensamente i loro stati d'animo,ed "esprimono loro stesse",mi sembra il mercato del pesce della propria intimità-troppe storie e personaggi.Difficile scegliere solo 3.Per questo con un colpo di stato ho deciso che prossimamente cambiero nome alla rubrica-(il cinema che piace a me),per affrontare generi e sottogeneri che mi esaltano,un po' sconvenientemente.








Ho tirato la monetina ed è uscita questa categoria:il cinema politico italiano Qualcuno dice che ne ha piene le palle di film che vogliono mettere in scena la fotografia reale del paese,quindi si punta all'immaginazione.Concordo a metà:ultimamente il cinema italiano è incapace di rappresentare la realtà prova sia che abbiamo commediole deficienti allo stato brado, e filmetti democretini educati e pacifici.Dove c'è un piccolo passaggio reale,ma viene snaturato dalla morale borghese,dal dabbenismo della morale spicciola e salottiera.








Per questo posso dire che sono stanco anche io del cinema che fotografa il reale,ma pretendo che ve ne sia uno che non si limiti a questo.Deve indagarlo,smontarlo,deve essere voce di rabbia e non solo indignazione-robaccia tipicamente borghese dove si pretende con un v-day di fare e dire chissà che ,ma al potere e ai regimi questo non dà fastidio.Anzi,offri il patentino di democratici perchè ti fanno parlare.








Un cinema che ci mantiene vivi,ci costringe a riflettere,pensare,che non ti permette stupide scappatoie,che polverizza la patetica dottrina del:sogna!Cosa sogni che la vita è una guerra,una battaglia tra dominanti e dominati?








Io amo alla follia questo tipo di cinema:realistico,militante,radicale.Seppure talora si sconfini in un certo grottesco allucinante come le meravigliose opere di Elio Petri.Però non stiamo parlando di maghetti,cavallieri,draghi,non ti proponiamo un mondo rosa e fatuo di ammmore e tante cose fashion,ti diciamo:sei un cittadino,vivi in una nazione e in contesto storico.Devi essere attivo e pronto a comprendere quello che ti passa di fianco








Almeno la penso io così,per me la politica è una cosa magnifica e io la vivo sempre e comunque.Questo sono io,questi i registi e i film che in un modo o nell'altro mi hanno educato a capire cosa sono e cosa è la mia classe.








In quel periodo in Italia c'era davvero un grande movimento di stupendi film che raccontavano il paese con un linguaggio crudo e spietato.Talora toccando la commedia,il documentario,l'apologo grottesco e del realismo magico,ma ti parlavano di cose vere.Il cinema che non mente,battagliero,coraggioso.








Eccoli a voi


























7)DELITTO D'AMORE di LUIGI COMENCINI.

















Film forse poco noto del grande maestro ,uomo di primissima importanza nel panorama del cinema italiano.Il quale racconta una toccante,amara,dolorosa storia d'amore ,integrazione,lavoro,morte,negli anni 70 della contestazione operaia e del cambiamento sociale.








La pellicola inizia dalla fine:occupazione di una fabbrica,un uomo si avvicina al padrone,tira fuori una pistola e spara.Perchè?Cosa è successo?








Il ragazzo che ha sparato al capitalista è un giovane anarchico di famiglia nordica,sindacalista nella fabbrica dove lavora.








Qui incontra una sua coetanea e se ne innamora,ricambiato.Lei è meridionale e vive in una sorta di casa-cortile ,tuttosommato fatiscente I contrasti tra educazione del nord e quella del sud saltano fuori violentemente,mentre in fabbrica si comincia a parlare di problemi di salute legati al lavoro e alla mancanza di sicurezza messo in atto dalla dirigenza.








Forse non è il miglior film di Comencini,è un po' diseguale certamente,però è un ottimo esempio di melodramma operaista,popolare senza essere popolano.Scritto da Ugo Pirro e interpretato dignitosamente da un buon Giuliano Gemma e da una notevole Stefania Sandrelli.


























6)SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA di MARCO BELLOCCHIO.

















Una studentessa figlia di un illustre professore universitario viene trovata uccisa in un parchetto della periferia milanese.Il quotidiano Il Giornale usa questo omicidio per attaccare la sinistra extraparlamentare,a dirigere l'operazione il suo direttore che usando una testimone psicolabile e manipolando i fatti prepara l'opinione pubblica ad accettare una falsa verità








Un suo giornalista scopre il vero colpevole,tuttavia sotto elezioni è meglio non dare scosse al popolo,si decide di allontanare il dipendente che ha osato cercar la verità e di pubblicarla appena si finirà di votare

















Uno dei pilastri fissi della nostra Ipocrisia Istituzionalizzata,è senza ombra di dubbio la famosa libertà di stampa.Seguita da quella di parola,espressione,in realtà l'informazione ,la parola,l'espressione sono di proprietà di chi detiene i mezzi di produzione e quindi anche di informazione.








La notizia è filtrata pesantemente da una propaganda martellante che viene negata,atta a formare nella gente dei sentimenti di consenso od odio verso i rivali-politici,sociali,economici-in più hanno gioco facile perchè l'occidentale è scioccamente convinto di essere migliore del resto del mondo.








Il corriere pubblica della scomparsa di una blogger,donna,lesbica,e tutti si indignano.Poi viene fuori che quella era una balla clamorosa e dietro a questa donna c'era una testa di cazzo yankee.








Non succede nulla però,perchè poi siamo pronti a berci le peggio cazzate che attaccano altri popoli.Tra razzismo legaiolo e quello peggiore:paternalista,civile,moraleggiante della sinistra.








Il film mette in scena questa verità parlando degli scontri che avvenivano in quel periodo tra estremisti,di un periodo ribellistico confuso come rivoluzionario,della solitudine ed alienazione terrificante che colpisce i cittadini di una grande città








Giganteggia Gian Maria Volontè nel ruolo del cinico e disincantato direttore del Giornale.Uomo certamente che collabora con il Potere,ma è anche conscio della merda che pubblica e fa.

















5)IL MURO DI GOMMA di MARCO RISI.


























Italia:paese di misteri.Stragi di stato,servizi segreti deviati,Noto servizio,u.a.r.,uomini in ombra che tramano per colpire le richieste progressiste.Spaccatura tra lo spontaneismo alla lunga perdente e dannoso dei movimenti e una certa burocrazia immobilista dei partiti.Eppure grande paese ,che ha fatto lotte fondamentali e importanti.








Quanto sappiamo noi?Poco.E anche quando si viene a conoscenza,come a piazza fontana,della matrice e dei colpevoli ,è passato troppo tempo.Pronti a rompere il cazzo al Brasile per l'estradizione di Battisti,non diciamo nulla al Giappone che protegge un Delfo Zorzi.








Qui,in questa terra ,tra il cielo e il mare :un missile abbatte un aereo.








Famiglie distrutte e soffocata la verità per convenienza,per strategia,disiniteresse,qualcuno potrebbe dire politica,forse è vero.








Questo bellissimo film è il racconto forte,rigoroso,commovente,toccante-vedi il bellissimo finale sotto la pioggia-di un'inchiesta giornalistica.Basata sulla vera storia di Andrea Purgatori,giornalista del Corriere della Sera.Un film doloroso,perchè di fronte a certe forze non si può fare nulla.Il muro di gomma non si abbatte,rimbalza ogni tentativo di verità








Magari si potrebbe correre il rischio di avere gente giovane che non conosce questi fatti,ecco questo film è sopratutto per loro.

















4)IL PROCESSO DI VERONA di CARLO LIZZANI













Difficilmente gli italiani si interessano della loro storia.Poco importa del passato,che è sempre meno peggio del nostro presente.E poi siamo brava gente,in fondo il fascismo non era così male,e insomma questi discorsi si sentono spesso no?Metteteci anche dei coglioni che con un rozzo e squallido revisionismo attaccano parte della resistenza e talora pure glorificano i collaborazionisti e i delatori






Lizzani gira un bellissimo film storico con una sua epica profonda,amarissima,come gli inglesi sanno fare benissimo allorquando devono girare un film sui loro re.






Il 25 luglio 1943 cade il fascismo.Passa l'ordine del giorno del ministro Dino Grandi.Mussolini esautorato,l'esercito passa sotto la guida del Re.Il pelatone è arrestato.






Sembra la fine di un regime e una dittatura,e infatti lo è,ma comincia il peggio:L'8 settembre da vigliacchi il re e badoglio scappano lasciando l'italia senza una direzione,senza guida ,in balìa dei tedeschi.Mussolini viene liberato,sarà l'inizio dello staterello artificiale della Rsi.






Questo film parla del processo celebrato a Verona,appunto,contro quelli che il regime bolla come traditori.Certo un processo farsa,ma è sopratutto un processo politico.Una vendetta spietata su quelli che non sono riusciti a fuggire.






Tra questi il genero di Mussolini:Galeazzo Ciano.Proprio la moglie Edda,figlia del Duce,è la protagonista del film.Il suo tentativo di salvare il marito,i rapporti tesissimi con il padre.






Una grande pellicola dove Storia e dramma si uniscono per un risultato potente.













3)LE MANI SULLA CITTA' di FRANCESCO ROSI













Come funziona il potere politico ed economico in una grande città,in questo caso Napoli?Come si fa carriera politica?






Cosa è la democrazia ,ma ancora meglio la Democrazia Cristiana?






Edoardo Nottola è un personaggio gigantesco,come solo la corruzione politica,economica,la spregiudicatezza menefreghista e affaristica,la faccia reale del capitalismo sanno essere.






Costruttore edile e consigliere comunale.






Crollano due palazzi della sua ditta e scoppia uno scandalo,la sinistra lo accusa apertamente.Tuttavia l'uomo non si ferma:anzi arriva a presentare un piano edilizio in comune che cambierà definitivamente la faccia della città






Nonostante gli sforzi del consigliere di opposizione De Vita e anche del suo partito trionferà.




Un meraviglioso film,opera strepitosa di denuncia,ma anche spiegazione sul come si creano certe carriere politiche,sul male italiano della politica affaristica e malavitosa,attualissimo ancora oggi.Meriterebbe di essere fatto vedere nelle scuole.














2)SACCO E VANZETTI di GIULIO MONTALDO




Il film è la rievocazione asciutta,stringata,durissima ,del processo farsa fatto nella terra della libertà,opportunità,della democrazia,innocenza che è l'AMERIKA.




Due anarchici e italiani,per cui stranieri,sono dei delinquenti perfetti da mettere in piazza come nemici e da uccidere in nome della legge e dello stato.




Montaldo dirige un film pressochè perfetto.Il vigore della denuncia non è mai retorico,la commozione esplode totale e forte come sono le parole dei due italiani contro l'ingiustizia politica.




Un'altra grandissima prova di Gian Maria Volontè



1)LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO di ELIO PETRI.

Monumentale,gigantesco,possente,canto funebre sulla classe operaia.La mia classe,il mestiere dei miei parenti,dei miei genitori,la cultura che mi ha allevato e la natura con cui mi trovo anche a combattere
Perchè il romanticismo rivoluzionario dei sinistrati non è giusto quando parla di proletari che sono assolutamente reazionari qualora dovessero essere abbandonati alla loro natura primaria e primitiva,ma grazie alla coscienza di classe essi possono sviluppare un pensiero più progressista e socialista,comprendere il loro uso e sfruttamento da parte del capitale e insomma un sacco di cose belle eh?
Il film per eccellenza della stagione politica italiana,quello che mostra senza vergogna il mondo che ben conosco nella sua grandezza e nella miseria attraverso un indimenticabile personaggio,che ha una potenza ed è rappresentante di una intera classe degna dei grandissimi personaggi di romanzi classici,(penso alla letteratura russa ovviamente ),Leonardo Massa detto Lulù è un operaio tipicamente lombardo,anzi milanese,anzi della periferia milanese,quelle cittadine dormitorio tipo appunto Sesto San Giovanni.Io di operai come Lulù ne ho conosciuti:lavoratori che nascondono il loro vuoto dietro allo stakanovismo individualista.Porelli.
Leonardo Massa è appunto uno di quelli che hanno il lavoro a cottimo nel sangue e lo verseranno sotto forma di dito amputato dalla macchina.Incomincerà così una sua odissea che lo vedrà al centro delle lotte interne alla fabbrica.Si attaccherà ai soliti estremisti della sinistra rebellista-e non rivoluzionaria,ci tengo a precisarlo-tanto da comportarsi come disturbatore a sinistra del Sindacato.Fino a quando trovatosi abbandonato,perdendo il lavoro,è costretto ad accettare il rientro secondo le regole della cgil e del padronato.
Alla catena vaneggia circa un improbabile paradiso per operai.
Un film che unisce il realismo del lavoro e della vita dell'operaio comune-Massa come operaio massa figura spesso citata nel linguaggio straordinario delle sinistre-un film che è anche un incubo furioso,un film certamente anche malato e folle,che turba e inquieta nel suo rappresentare la paranoia e lo smarrimento del lavoratore dentro quel mostruoso inferno e la solitudine umana sballottata tra un gruppuscolo e la politica realista,per quanto forse sbagliata,del Sindacato e del Partito.Film straziante,allucinante,scomodo e non consolatorio
Militante,radicale,pessimista.Un capolavoro firmato da Ugo Pirro,diretto da Elio Petri e interpretato in modo leggendario e mitico da Gian Maria Volontè.
Imperdibile e indimenticabile

domenica 3 maggio 2009

IO HO PAURA di DAMIANO DAMIANI

Damiano Damiani è un regista particolare ,perchè non è sicuramente un Stelvio Massi, ma nemmeno un Rosi. Si trova a metà strada tra cinema di impegno civile e cinema spettacolare e di azione.Per questo mi piace .

Questa pellicola del 1977- l'anno del movimento che enfatizzando il lato anarcoide e situazionista delle istanze politiche e sociali, è stato uno splendido canto del cigno per l'italia della contestazione- scritta da Nicola Balducco con lo stesso Damiani, si inserisce nel filone dei polizieschi che trattano di colpi di stato e stragi impunite.

Quindi un oggetto curioso che alcuni sostengono essere l'unico poliziottesco con Volontè.io non concordo con questa definizione. Però , si può cadere in tranello su questo punto.
La regia di Damiani è solida e attenta allo sviluppo della storia e dei personaggi, la sceneggiatura ricicla situazioni forse già viste,ma lo fa con grande mestiere e competenza quindi risulta assai valida.Gli attori:ognuno offre una buona interpretazione da Erland Johnson a Mario Adorf,fino ovviamente l'indimenticabile Volontè.
Lui fa la differenza in questa pellicola che potrebbe anche essere interpretata da un Merenda qualsiasi,ma grazie alle sfumature dell'attore milanese è qualcosa di più e meglio.

La storia del brigadiere Ludovico Graziano autista di un vecchio giudice-ossessionato dalla sovversione rossa e decisamente all'antica- il quale si trova coinvolto in una storia di servizi segreti per loro natura deviati,estremisti di destra, parti dell'esercito e della difesa intenzionati a creare -e con successo,direi- il clima di terrore necessario per fermare la rivoluzione socialista nel paese,ma con questa scusa anche schiavizzare le masse lavoratrici,disintegrare il dissenso e banalizzare i tentativi di rivalsa dei meno abbienti.Cose che son avvenute e funzionano molto bene in questo paese retto da una democrazia falsata e in realtà faccia modificata dell'antico fascismo-dopotutto non ci siamo mai liberati dei funzionari fascisti,anzi subito dopo la liberazione molti di essi ricoprivano ruoli chiave nella polizia,nell'esercito,nella magistratura.

Un film che si lascia seguire e vedere,offre due ore di spettacolo e riflessione.Valido

sabato 2 maggio 2009

LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI di NANNY LOY

Strano il popolo italiano:ruffiano,meschino,menefreghista e cialtrone quasi sempre,ma ogni tanto ha un momento di grande dignità e compie gesti epici e straordinari:LA RESISTENZA.
Non importa se oggi i coglioni ne parlino male, essa è stata la liberazione del popolo nei confronti delle catene del nazi-fascismo. Questo capolavoro di Nanni Loy descrive le 4 giornate che videro la città e il popolo di napoli attaccare l'occupante tedesco e la resa di questi ultimi.

Il regista- su sceneggiatura scritta da Campanile,Franciosa,Pratolini e lo stesso Loy- offre una lezione di resistenza e rivoluzione.La sua genesi,la prassi per farla continuare,le prospettive di successo e gli errori che si possono commettere.Lo stile asciutto,senza retorica,ci porta subito al centro della rivolta. Partecipiamo con il popolo alla liberazione,comprendendo che la lotta armata è l'elemento di vera rottura schiavista contro chi sfrutta e umilia un popolo,pensate se avenisse anche oggi una cosa simile:il popolo in armi contro la camorra.Ovviamente questo non avverrà mai,per altri motivi più profondi e tragici.
Però rimane il fatto che la lezione delle 4 giornate è fondamentale per la costruzione della resistenza e del suo radicale attacco alla dittatura nazifascista.

Ottimo il cast:volontè,massari fra gli altri

lunedì 13 ottobre 2008

TODO MODO di ELIO PETRI

Lo spettatore indisciplinato, non ama le serate di regime -dove al pubblico viene concesso il privilegio di seguire le gesta di vipparoli su isole lontane. Non si abbandona nemmeno all'umorismo borghese e facilone dei comici del vuoto.Per questo si è scelta la visione di questo film assolutamente imperdibile e di grande importanza artistica.
Petri si ispira a Sciascia e scrive/dirige un film assai inquietante ,un vero e proprio horror sulla società italiana e specificatamente quello che era il Partito che per 50 anni ha sommerso l'Italia in clientelismi,sostegni mafiosi,malgoverni e altre infamità,cioè la Democrazia Cristiana.Il film però va oltre a questo e diventa l'agghiacciante fine di un mondo politico e religioso per mano di uno o più misteriosi assassini.Una punizione che si abbatte su i membri di un partito ed esponenti di rilievo della nazione,i quali durante lo scoppio di un epidemia si rintanano in un lugubre luogo di culto per esercizi spirituali.Un film apocalittico,feroce,crudele. Grottesco misurato e simbolismi graffianti,un'apocalisse desiderata da chi vive amaramente questi tempi morti e infetti.
I fascisti al potere attualmente,i peggiori razzisti,e i grandi ladroni della nostra attuale società,non meritano forse una punizione simile?Dopo tutto loro hanno assassinato la meglio gioventù e affogato le istanze migliori di questa nazione,dopo tutto anche essi sono infetti dal male che colpisce classe dirigente e popolino che li segue,quello di una arroganza cialtrona e del malaffare come esempio di carriera.Todo Modo,dunque , è un film ancora attuale.Perchè i collegamenti con quel periodo non sono del tutto finiti,le responsabilità della dc e del mondo clericale nel costruire un paese debosciato,corrotto,volgare e assassino non mancano.Omicidi politici ,quindi senza colpi di pistola,ma distruggendo nella nazione lo spirito critico e l'ideologia di un cambiamento culturale prima di tutto e poi politico e sociale.L'italia non è cambiata dal tempo trascorso dalla realizzazione e visione nelle sale del film ,ad oggi.La faccia di un potere infetto e da condurre verso una fine senza concessione di pentimenti è ancora attuale.
Memorabile Volontè che rifà Moro,(il presunto martire e padre della repubblica-ma lo spettatore indisciplinato preferisce rimanere orfano ,piuttosto che avere un padre legatissimo a un partito che ha portato una morbida e soffocante dittatura nel paese per oltre 40 anni,), è a dir poco perfetto nella rappresentazione ipocrita e melliflua del Potere. La distruzione di una classe dirigente minata da assassini invisibili e letali,rappresenta il suicidio collettivo dovuto a un uso distorto della politica e del potere,inevitabile punizione che nulla ha di celestiale e divino,nulla ha che fare con il presunto Megadirettore delle nostre anime,ma è la fine ,la condanna di chi troppo si è spinto nell'affarismo e nel sudicio mondo della corruzione.
Un film indimenticabile ,simbolico e "dannato".Petri dimostra di essere stato un grandissimo autore , straordinario inventore e costruttore di "racconti" morali e politici ancora capaci di colpire nel segno,la pellicola ha a disposizione un grande cast.Oltre a Volontè,Mastroianni,Melato, citerei un bravissimo Ciccio Ingrassia,Franco Citti,Renato Salvatori,tutti bravissimi .
Un film che narra dell'auto-cannibalismo del potere corrotto e distorto,chissà se dallo sterminio di una classe dominante e da una misteriosa epidemia possa nascere un mondo diverso,o forse quella era la Fine,senza possibilità di salvezza?