Pellicola del 1971 diretta dal regista di origini sarde Nanni Loy,che vede un Alberto Sordi alle prese con un personaggio drammatico e una storia forte e disturbante.Un lavoro premiato a Berlino e ai David di Donatello del 1972.
Come mai questa pellicola fece tanto scalpore e suscitò all'epoca tanto interesse?Perchè si prendeva un tema scottante come il funzionamento della giustizia e le condizioni dei carceri in Italia.Non che dopo 40 anni sia cambiato molto,i problemi rimangono:sovraffollamento,condizioni umane e igieniche non sempre degne di nota,mancati programmi di rieducazione e reinserimento dei detenuti.Qualcosa si muove certamente,tuttavia nelle prigioni finiscono gli emarginati della società,sono come delle discariche dove mettere quelle parti deboli e fuori controllo.Perchè poi i grandi boss,i personaggi di spicco delle mafie,vivono in modo diverso la prigionia.Mentre i piccoli pesci,i delinquenti da strapazzo subiscono un regime duro.Stiamo estremizzando,certo.Tuttavia è un problema forte e importante.Difficile trovare una soluzione perchè come dare torto a tutta quella massa di cittadini e lavoratori che ad un passo della miseria vivono decentemente e onestamente ,spesso considerati male da certi sinistrati permessivisti ad oltranza.Questa gente giustamente pretende di vivere tranquillamente e sicuri,difende il guadagno del suo lavoro,è Il Popolo.Quindi quando si parla di certezza della pena e severità ,si deve tenere conto di una richiesta urgente da parte della ggggente,ma dovremmo anche ragionare su quanto sia reale e quanto indotto questo bisogno urgente di leggi speciali.La percezione del problema è infatti alla base del nostro metodo politico.Deviazione destronza che poi è diventato metodo di agire anche del democretinismo nazionale.Servono le leggi ,e il fatto che siano speciali o giuste deve essere qualificato dal tipo di reato.Nelle carceri infatti assistiamo alla riproduzione della nostra società con classi dominanti e dominate.Devono perdere privilegi certi detenuti considerati-magari a torto- speciali dall'opinione pubblica e devono essere riveduti i termini di fermo e detenzione di certi "ladri di polli" o per reati minori.
Detesto il permessivismo e giustificazionismo sinistrato male,ma non possiamo nemmeno cedere al giustizialismo populista destronzo.Il delinquente deve pagare una pena giusta equiparabile al reato.E in certi casi essa potrebbe anche esser espletata attraverso lavoro nel sociale o altri mezzi di rieducazione.Dividere il criminale occasionale,che merita un'altra possibilità,dalla zavorra delinquente che non merita nulla.Invece mi pare che per mille ragioni vi sia un gran casino.Tuttavia qualora qualcuno abbia notizie più precise e dettagliate,nello spazio dei commenti vi è posto per chiarimenti ulteriori.
Il film parla di questo.Giuseppe Di Noi-cognome simbolico perchè ci avverte che queste cose potrebbero capitare a ciascuno di noi.Non so quanto sia effettivamente veritiero e quanto estremizzato,ma è pur sempre una notevole trovata- è un geometra che da anni vive in Svezia.Si è fatto una sua posizione e una sua famiglia.Torna per le vacanze in Italia,ma alla frontiera viene fermato dalla polizia e portato a San Vittore ,da qui verrà trasferito verso altri luoghi.L'uomo cerca di comprendere i motivi del suo arresto,ma si scontra con la burocrazia e l'arroganza dei secondini..Fino a quando scoprirà il motivo:l'uccisione di un cittadino tedesco:omicidio colposo preintenzionale.Tuttavia non gli è ancora chiaro quando avrebbe ammazzato questo tizio.Nel frattempo sua moglie cerca in tutti i modi di capire che fine abbia fatto il marito,il quale è sempre più trascinato verso il fondo della paura e della follia.Scoperto il motivo-futile-Giuseppe è scarcerato,ma è un uomo ormai completamente spezzato.
Ecco questo è il cinema utile e necessario,che non ci dona la scappatoia piccolo borghese del mondo altro e oltre,ma ci porta a riflettere sulle nostre idee e opinioni ,a guardare storie ancorate nel Realismo e comprendere che fare gli struzzi con la testa nella sabbia della fantasia al potere non serva a molto.Io non ho risposte certe su questa problematica,molto complessa e difficile.Una volta però il nostro cinema ci proponeva anche questo.Ed era giustissimo.
Straordinario Sordi
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martedì 10 aprile 2012
lunedì 20 dicembre 2010
IL MARITO di NANNY LOY e GIANNI PUCCINI
Classica commedia fine anni cinquanta e inizi anni 60,legata a una sana satira di costume tuttosommato misogina.
Un uomo dopo il matrimonio vedrà la sua vita sconvolta dai capricci borghesissimi della moglie,dall'invadenza della suocera e dal parassitismo della cognata.Anche gli affari non vanno meglio ,stritolato dai debiti e con la sua famiglia che cerca di fregarlo-perchè lui ha i soldi.
Un mondo dove il boom ha trasforamato la piccola borghesia laboriosa in masse di individui egoisti e smodatamente ambiziosi.Certo il film potrebbe graffiare di più,rimane comunque una pellicola gradevole.
Scritto dalla coppia di registi ,su soggeto di Sonego e Sordi co-autori anche della sceneggiatura,con l'aiuto anche di Maccari e Scola è un'occasione per Sordi di gigioneggiare alla grande.Il film infatti è lui.
Loy avrebbe diretto ottime e serie pellicole anti-fasciste e strepitose cazzate meridionaliste, scugnizzi e pacco doppio pacco contro paccotto,Puccini decisamente meno incisivo è da rammentare essenzialmente per una bellissima pellicola:i sette fratelli cervi
Un uomo dopo il matrimonio vedrà la sua vita sconvolta dai capricci borghesissimi della moglie,dall'invadenza della suocera e dal parassitismo della cognata.Anche gli affari non vanno meglio ,stritolato dai debiti e con la sua famiglia che cerca di fregarlo-perchè lui ha i soldi.
Un mondo dove il boom ha trasforamato la piccola borghesia laboriosa in masse di individui egoisti e smodatamente ambiziosi.Certo il film potrebbe graffiare di più,rimane comunque una pellicola gradevole.
Scritto dalla coppia di registi ,su soggeto di Sonego e Sordi co-autori anche della sceneggiatura,con l'aiuto anche di Maccari e Scola è un'occasione per Sordi di gigioneggiare alla grande.Il film infatti è lui.
Loy avrebbe diretto ottime e serie pellicole anti-fasciste e strepitose cazzate meridionaliste, scugnizzi e pacco doppio pacco contro paccotto,Puccini decisamente meno incisivo è da rammentare essenzialmente per una bellissima pellicola:i sette fratelli cervi
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sabato 2 maggio 2009
LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI di NANNY LOY
Strano il popolo italiano:ruffiano,meschino,menefreghista e cialtrone quasi sempre,ma ogni tanto ha un momento di grande dignità e compie gesti epici e straordinari:LA RESISTENZA.
Non importa se oggi i coglioni ne parlino male, essa è stata la liberazione del popolo nei confronti delle catene del nazi-fascismo. Questo capolavoro di Nanni Loy descrive le 4 giornate che videro la città e il popolo di napoli attaccare l'occupante tedesco e la resa di questi ultimi.
Il regista- su sceneggiatura scritta da Campanile,Franciosa,Pratolini e lo stesso Loy- offre una lezione di resistenza e rivoluzione.La sua genesi,la prassi per farla continuare,le prospettive di successo e gli errori che si possono commettere.Lo stile asciutto,senza retorica,ci porta subito al centro della rivolta. Partecipiamo con il popolo alla liberazione,comprendendo che la lotta armata è l'elemento di vera rottura schiavista contro chi sfrutta e umilia un popolo,pensate se avenisse anche oggi una cosa simile:il popolo in armi contro la camorra.Ovviamente questo non avverrà mai,per altri motivi più profondi e tragici.
Però rimane il fatto che la lezione delle 4 giornate è fondamentale per la costruzione della resistenza e del suo radicale attacco alla dittatura nazifascista.
Ottimo il cast:volontè,massari fra gli altri
Non importa se oggi i coglioni ne parlino male, essa è stata la liberazione del popolo nei confronti delle catene del nazi-fascismo. Questo capolavoro di Nanni Loy descrive le 4 giornate che videro la città e il popolo di napoli attaccare l'occupante tedesco e la resa di questi ultimi.
Il regista- su sceneggiatura scritta da Campanile,Franciosa,Pratolini e lo stesso Loy- offre una lezione di resistenza e rivoluzione.La sua genesi,la prassi per farla continuare,le prospettive di successo e gli errori che si possono commettere.Lo stile asciutto,senza retorica,ci porta subito al centro della rivolta. Partecipiamo con il popolo alla liberazione,comprendendo che la lotta armata è l'elemento di vera rottura schiavista contro chi sfrutta e umilia un popolo,pensate se avenisse anche oggi una cosa simile:il popolo in armi contro la camorra.Ovviamente questo non avverrà mai,per altri motivi più profondi e tragici.
Però rimane il fatto che la lezione delle 4 giornate è fondamentale per la costruzione della resistenza e del suo radicale attacco alla dittatura nazifascista.
Ottimo il cast:volontè,massari fra gli altri
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