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sabato 5 settembre 2015

LARRY CROWNE di TOM HANKS

A volte ti vuoi mostrare magnanimo e democratico, come quelli che gettano bombe per la libertà contro popoli meravigliosi, accettando il consiglio della pleb...ehm, di tuo padre. Così invece di vedere un'opera della tua amatissima Bigelow, che fai? Ti vedi un film di Hanks. Un film di Hanks con la Roberts. Il massimo. Va bene, va bene, anzi come direbbe Leo: Ok, ok, ok, è colpa mia. Nel senso stavo scaricando un film e mi sono ritrovato questo. Mi son detto: vabbè, ma comunque è una commedia, gli attori piacciono alla gente che a me non piace, si dai. Ragionamento contorto e che potrebbe portare anche a una lunga discussione famigliare, visto che alla mia futura moglie piace assai Julia Roberts.
Insomma la visione è cominciata così.

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Larry è un bravo uomo e un bravo americano. Si, perché faceva parte di quella specie di "Alpitour" che è la marina yankee, la quale - così- va a spasso beata per il mondo, mica fa guerre o porta la cazzo di democrazia a suon di bombe e altro, no! Gironzalono allegri e sbarazzini. Bene, archiviata questa importante polemica da bar, che devo dirvi? Ah, si la trama del film: Larry perde il lavoro, lavora in una specie di centro commerciale, perché non è andato all'università. Quindi non può avanzare di carriera all'interno di esso, così decide di iscriversi a una università che sta accanto a casa, quanto pare, frequentando due corsi: uno è economia, l'altro è quello della Roberts che non scrivo perché mi rifiuto di pensare che sia una materia o un corso universitario. Ma ha che fare con il saper far discorsi in pubblico.

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Dai partiamo con gli elementi negativi: bozzetti e macchiette "che fa tanto simpatia", come se piovesse durante i monsoni. Si può dire durante i monsoni, o son loro stessi dei temporali che dio te li manda? Cioè...Boh, ma intanto rende l'idea. Tutta quella parata di personaggi simpatici, ma in modo snervante e innaturale che tanto piace agli americani, con quel discorso tipo: ehi, sei un cazzo di oligofrenico. Nella vita ti menerei a sangue, ma sai? Sono americano, quello buono che salva il mondo e si danna l'anima affinché anche le merd...cioè, la gente come te...che per carità siete tipo normali, ma normali appena usciti da una bottega di falsari napoletani o cinesi, o tutte due insieme, ma ...No vi amo! Facciamo così, che devo incassare cazzo.
O il personaggio rozzo del marito della Roberts. Per non parlare di tutta quell'atmosfera alla Fazio. Però, e qui passo abilmente al lato positivo della cosa: ci sta. C'è troppo cinismo, idiozia, troppe teste di cazzo disumanizzate che non si vergognano di nulla, troppa distanza emotiva tra esseri umani, che talora anche un film medio, né bello né brutto, comunque ti fa riflettere su alcune cose. Che poi sono cose che penso: i sentimenti positivi, la solidarietà quotidiana, la bontà, l'amicizia solida e l'amore, non sono cose inventate da questi nemici inesistenti che chiamate " buonisti", non c'è ipocrisia nel voler dire che nella vita possono succedere cose belle ogni giorno, che decidiamo in gran parte noi cosa faremo e dove finiremo, poi per carità abbandonatevi al disfattismo dei pigri, al cinismo da quattro soldi.
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Larry Crowne ha questo di buono, ti dice: si, abbiamo un problema. Lo risolviamo? E non da solo, non con le tue fisse e quattro idee quattro che sono fallimentari, ma con gli altri. Aprendoci agli altri. Infatti tanto i personaggi della classe sono scritti a dir poco male, ma è per dar l'idea che la Roberts sia una grande attrice, quanto il gruppo di motociclisti o scooteristi, sono descritti bene. In modo semplice, ma efficace. Sopratutto il personaggio di una ragazza che diventerà amica di Larry.
Hanks descrive bene codesta amicizia, mi garba assai come mostra il legame in questo gruppo, non vuole divertire con le macchiette, ma presentare delle persone. Poi sai, fai due commedie con Meg Ryan e sei segnato per tutta la vita.

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Quindi che dire? Film imperfetto, non del tutto riuscito, ma non da buttare via totalmente. Dice cose anche belle e condivisibili, sui rapporti umani, sul fatto di non isolarsi mai nel nostro dolore, o lasciarsi andare. E poi ci ricorda quanto sia importante l'istruzione, vabbè lascia perdere per carità che idea hanno di istruzione e cultura, ma è vero: studiare fa bene. Ti dirò di più, anche per te, anche se non fosse per lavoro. Ma per il gusto di sapere.
Dunque è un film che si può vedere come riempitivo, quando sei stanco e cerchi un po' di svago. Non memorabile, ma nemmeno orribile.

lunedì 23 febbraio 2015

COME ERAVAMO di SIDNEY POLLACK

Negli anni 70 alcuni autori cinematografici riscoprirono le atmosfere e le tradizioni di un certo richiamo al classicismo della vecchia Hollywood. In senso più ampio della Vecchia America. Ogni autore ricostruì alla propria maniera quel periodo,secondo il proprio gusto ed esperienze di influenze artistiche personali. Credo che Pollack si situi tra il nostalgismo calligrafico,didascalico,per quanto di lusso e fatto benissimo di Bogdanovic e il furore estetico di un 'opera eccezionale e leggendaria come il magnifico Dillinger di Millius.
Pollack richiama quel periodo,ma ha una sua cifra artistica e autoriale ben precisa, rielabora e adatta al suo periodo quelle atmosfere, ( Il Cavaliere Elettrico è un film figlio del suo tempo e ben radicato in esso,ma assai classico e con richiami e suggestioni alla Vecchia Hollywood),non poteva , ( quindi), firmare un film leggendario, un capolavoro imperdibile , come questo: Come Eravamo.

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Un'opera dove la nostalgia per il tempo andato si confonde e scioglie , ( per rinasce a nuova e splendente vita), in una solida storia di passioni sentimentali e politiche. Oggi un film su un'attivista politica che cita l'Unione Sovietica,sarebbe bollato come film terrorista,totalitarista,e vergogna imperitura , eterna, per i suoi autori. Siamo democratici con la scopa del capitalismo e del suo unico pensiero nel culo. Liberi e informatissimi secondo le parole e la propaganda del liberalismo. Ma questo è un discorso complicato e che pochi potranno comprendere: per gli altri c'è una bellissima storia d'amore.
Storia che nasce all'università donde Kathy è un'attivista dei Giovani Comunisti, ( come lo sono stato anche io,e non sapete che anni di grande gioia vi siete persi voi che eravate impegnati a non fare un cazzo. Ah, no: a lamentarvi,ecco cosa stavate facendo),impegnatissima in una campagna in sostegno alle forze progressiste contro Franco , ( è la metà degli anni 30 ed imperversa una guerra civile spietata e feroce in quel di Spagna), costei è un tipo coriaceo , di ferro, vive con estrema naturalezza e spontaneità la sua militanza . Come me è convinta, ( a ragione), che ogni cosa fatta o detta sia politica. Non puoi scappare da essa, non la puoi ignorare, il resto è irresponsabilità sociale vestita a festa ,con tanti bei discorsi per evitare la responsabilità e conseguenze del nostro vivere e lottare. Il destino è però beffardo  e quindi sulla sua strada incontrerà Hubbel Gardiner, un classico ragazzone americano: bravo negli sport, eccelle anche nella scrittura,ma preferisce vivere una vita disimpegnata,leggera, in un certo qual modo anche sentimentale, ma è uno che si adatta ai tempi e al sistema. Di buona famiglia frequenta un gruppo di giovani rampolli ricchi e repubblicani, impegnati a fare feste, ridere degli avversari,vivere una vita superficiale,per quanto lussuosa.
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Noi seguiamo così almeno 30 anni di vita della coppia e dell'America, ( una specie di C'eravamo Tanto Amati, non a quel livello sublime e inarrivabile,ma come idea è più o meno quella. Devo anche dire , onestamente, che codesta pellicola uscì un anno prima rispetto al capolavoro italico), quindi la seconda guerra mondiale, quell'infamia assoluta , ( ma che mise in luce la faccia nascosta dietro alla democrazia e libertà individuali) che è stato il maccartismo, fino agli inizi degli anni 60 e la paura dell'atomica.  Tutto questo rimane più o meno in sottofondo, ma chi ha scritto e chi ha diretto codesto film hanno saputo integrarlo ottimamente con il resto della storia e sopratutto hanno dimostrato una cosa vera: le classi e la società contribuiscono anche alla riuscita o meno delle nostre storie personali.
Il personale è politico e viceversa.
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Non per questo la parte romantica e sentimentale è banale, scontata, irreale,semplicemente ci dicono che l'amore non è un fatto letterario, non metafisica, o pensiero individuale ,da tenere per noi. L'amore è quotidiano,reale, fatto di cose concrete e la coppia non vive in mondi lontani,ma in questo e con questo deve farci i conti.
Lui non vuole , lei si. Lei ha ragione .
Così li vediamo innamorarsi, cercare di stare insieme,allontanarsi, rincontrarsi di nuovo, ma il tutto è soggiogato dal mondo esterno e da come affrontarlo. Per questo io credo che , a modo suo, esso sia anche un film in un certo senso: politico .

La nostalgia dei tempi andati non è mai manieristica, consolatoria, non c'è evocazione romantica di un'epoca didascalica e agiografica, ma i ricordi veri . Urgenti, duri,che ci fanno soffrire, gli sbagli e le parole sbagliate,ma che non potevamo non dire o fare.
Questo è ricordare e affrontare il passato nei migliori dei modi. E questa pellicola eccezionale ci riesce benissimo.


mercoledì 29 dicembre 2010

LA RISAIA di RAFFAELE MATTARAZZO

Il Re indiscusso del melodramma tragico e portatore di lacrime è sempre e solo lui:Raffaele Mattarazzo.Suoi indimenticabili capolavori popolari come Catene,Figli di Nessuno.Film che si amano o si odiano,certamente.Oppure si gustano come esempio tra il truce e il neorealista comunque "divertenti",trame prevedibili e semplici eppure non si gira canale .Merito comunque della buona tecnica del regista,che confeziona prodotti per le masse tuttosommato non dispiacevoli
Che cosa ci combina in questa pellicola?Prende Riso Amaro-dirige la pellicola nei medesimi posti-però lo filma con un suggestivo cinemascope e colori fortissimi,sparisce la sottotrama gangster e criminale e si sposta il tutto sul terreno del sentimento,poi si miscela il tutto con il romanzo d'appendice di scarsa qualità e :il film è pronto!
Elena è una giovane maestra che si ritrova a fare la mondina,Pietro è il padrone padre della ragazza che per tutta la pellicola farà la figura di un vecchiaccio da bunga bunga-e si scopre che il nostro amato premier in realtà non frequenti donnette di ogni risma,ma figlie lasciate ai porti del mondo donde il fascinoso aznavour della brianza compiva miracoli di inseminazione divina-Mario il nipote discolo e bastardo destinato a orribile fine e ben gli sta,Gianni è il robusto micio macho popolare di cui si innamorerà Elena,ma sopratutto è degno di nota perchè per tutto il film lancia maledizioni al vecchio convinto che sia un pervertito.Per difendere la ragazza ammazza il nipote stronzo e il vecchio si sacrificherà per loro due.
Queste pellicole sono consolatorie e fatte apposta per el pueblo buuuuuueeee,perchè se si partecipa in favore di Gianni contro l'arrogantello Mario,alla fine la felicità e gioia arriva grazie al buonissimo padrone.
Film che si lascia vedere , non male,ma Riso Amaro è ben altro!

lunedì 20 dicembre 2010

IL MARITO di NANNY LOY e GIANNI PUCCINI

Classica commedia fine anni cinquanta e inizi anni 60,legata a una sana satira di costume tuttosommato misogina.
Un uomo dopo il matrimonio vedrà la sua vita sconvolta dai capricci borghesissimi della moglie,dall'invadenza della suocera e dal parassitismo della cognata.Anche gli affari non vanno meglio ,stritolato dai debiti e con la sua famiglia che cerca di fregarlo-perchè lui ha i soldi.
Un mondo dove il boom ha trasforamato la piccola borghesia laboriosa in masse di individui egoisti e smodatamente ambiziosi.Certo il film potrebbe graffiare di più,rimane comunque una pellicola gradevole.
Scritto dalla coppia di registi ,su soggeto di Sonego e Sordi co-autori anche della sceneggiatura,con l'aiuto anche di Maccari e Scola è un'occasione per Sordi di gigioneggiare alla grande.Il film infatti è lui.
Loy avrebbe diretto ottime e serie pellicole anti-fasciste e strepitose cazzate meridionaliste, scugnizzi e pacco doppio pacco contro paccotto,Puccini decisamente meno incisivo è da rammentare essenzialmente per una bellissima pellicola:i sette fratelli cervi

giovedì 16 dicembre 2010

ROMANZO POPOLARE di MARIO MONICELLI

La commedia per un paese come il nostro è davvero il genere di rappresentanza. Attraverso ad essa si è descritto la nostra quasi Nazione e il suo non popolo meglio di tanti altri sperimenti narrativi e visivi.
Non è facile scrivere una commedia e nemmeno dirigerla, si scivola nel macchiettismo,nel consolatorio,nei bozzetti fragili.Per concludere magari con basse volgarità e sciatteria.Cosa che avvenne con la tragica commedia scollacciata tanto amata da critici snob e finto popolari autori di plaetali scemenze.
Noi però vogliamo rammentare la stagione migliore,quella che sapeva unire tragedia quotidiana delle classi meno abbienti a momenti di sano umorismo.
Romanzo Popolare è un capolavoro incontrastabile del genere. Monicelli descrive benissimo e con lucidissima realtà e concretezza la natura vera e profonda della classe Operaia Lombarda,fiore all'occhiello delle grandi lotte e resistenze di classe.Insuperabile e inimitabile.Questo film esattamente come l'altro capolavoro imperdibile,la classe operaia va in paradiso,rappresenta la quotidianità delle tute blu,il tentativo di seguire le ambigue strade di un progressismo sociale nel rapporto con l'altro sesso e con i mille aspetti di una società che sbagliando o a ragione,perlomeno sperimentava e si poneva come traguardo il cambiamento rivoluzionario.
Tognazzi è un anziano operaio che sposa Vicenzina,una giovanissima ragazza del sud.Arriva il terzo incomodo che è Placido.Un dramma della gelosia,meno intellettuale-riferimento al bellissimo film di Scola-più ruspante e malinconico.L'ambiente operaio è credibilissimo,lo dico perchè lo conosco benissimo avendo la famiglia piena di lavoratori nelle fabbriche della nostra terra, con tutte le contraddizioni e slanci.Diretto benissimo da Monicelli- è uno dei suoi imperdibili-ha un trio di attori in stato di grazia:Tognazzi,Muti-una delle sue poche interpretazioni credibili- Placido.
Bellissima la colonna sonora di Enzo Jannacci,immortale Vincenzina e la fabbrica

martedì 24 marzo 2009

EVA CONTRO EVA DI J.L.MANKWIEVITZ

Una giovane e perbene ragazza della profonda provincia americana,grandissima ammiratrice di una famosa diva del teatro,riesce a diventare segretaria e amica della sua amata attrice.
Si rivelerà un'arrampicatrice scaltra e cattivissima,tanto da sfruttare la ex diva e vincere un importante premio.Il finale però ribalta l'inizio con lei che si trova nei panni della diva e una ragazza che ricorda la protagonista quando fingeva amicizia nei confronti della vecchia attrice
Un film bellissimo ,molto popolare e amato, che indaga con tagliente lucidità sui rapporti complicaati alla base della "sorellanza" o dell'amicizia femminile,ovviamente inserito in un contesto ben preciso: il teatro. Rivalità,raggiri,raccomandazioni,invidie e cattiverie,quasi nessuno si salva. L'impossibilità di avere rapporti di amicizia reali,di dedicarsi all'arte piuttosto che a una ridicola rappresentazione di ego e perfidia.Il film appare ancora oggi moderno e importante,non risulta didascalico o datato.Merito sopratutto del cast ,sopratutto delle due attrici protagoniste:una immensa come sempre Bette Davis e Anne Bancroft,valida nella parte della finta buona.

lunedì 3 novembre 2008

LA FAMIGLIA di ETTORE SCOLA

Quasi un secolo di vita italiana attraverso la storia di una famiglia della medio -borghesia
Professori universitari e affini,dal 1906 al 1986.Certo l'attenzione è sulla struttura famiglia,e la storia rimane assolutamente sullo sfondo. Maggiore attenzione al periodo fascista,ma sopratutto al ruolo delle persone all'interno di un'istituzione come la famiglia
Messa in discussione negli anni bellissimi e fondamentali della contestazione,resuscitata ipocriticamente ora:nei tempi della più bieca riproposta reazionaria .
Il film gioca e colpisce su piccole malinconie esistenziali e attimi di solida malinconia-il padre che dipinge il nonno morente e così via-parla della vita quotidiana delle persone che anche nel mezzo di momenti assai difficile cerca amore e passione.
Revisionista?Accomodante?Forse,rimane però una bella pellicola di quelle che coinvolgono e appassionano.
Un cast meraviglioso da un immenso Gassman.ai Dapporto padre e figlio,fino alla Sandrelli.
Un film che visto e rivisto, non delude mai.