Un commissario di polizia si ritrova ad investigare , suo malgrado, su un giro di prostituzione minorile che vede coinvolte donne dell'alta borghesia e i padroni della cittadina.
Lui procede fino in fondo,ma dovrà fermarsi quando il questore gli farà notare che son troppo importanti i personaggi coinvolti. Quindi di arrestare solo quelli minori,di poco conto.
Questo film, per alcuni, è un titolo minore nella cinematografia di Scola. Per me è un film assai interessante,perchè evidenzia i rapporti di forza esistenti anche in contesto giudiziario e d'indagine.
Cioè la legge è al servizio della borghesia e la difenderà , cercando altri esponenti facilmente eliminabili sopratutto nelle classi meno abbienti.
L'Italia del 1969, non è troppo diversa nel malcostume. Lo è nella resistenza delle classi meno abbienti e nella coscienza civile del suo cinema.
Un grande film ,con un ottimo tognazzi.
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lunedì 27 aprile 2009
martedì 18 novembre 2008
UNA GIORNATA PARTICOLARE di ETTORE SCOLA
Spesso per raccontare come funziona un regime ,è meglio analizzare e denunciare le distorsioni quotidiane,più che i grandi gesti degli eroi democratici.
Come avviene in questa magnifica pellicola di Scola ,che ha scritto insieme a Ruggero Maccari-nome fondamentale del cinema italiano-e con la collaborazione di Maurizio Costanzo.
Il film si svolge tutto durante una giornata "particolare" sia per il popolo , che per i due protagonisti.
Infatti la trama ambienta le vicissitudini di Antonietta e Gabriele,durante l'arrivo a Roma di Hitler.Significativo che per tutto il film la colonna sonora è assente,l'unica presenza sonora è quella di una radio ad altissimo volume che trasmette l'odiosa retorica fascista sull'incontro dei due dittatori, o grandi statisti-dipende da che punto considerate la storia,in questi tempi di negazionismo e revisionismo.
Questo per dare l'idea palpabile di come il regime fascista-ma in realtà qualsiasi regime,anche le democrazie borghesi e reazionarie moderne-non lasciano libero il cittadino nemmeno un momento ,ma lo incastrano all'interno di una rete fatta di propaganda e controllo.La presenza della radio e della voce dello speaker sono inquietanti "controllori" del metodo di vivere e rieducare all'obbedienza cieca nei confronti di una deriva autoritaria e sottilmente crudele-bè,sottilmente un paio di balle:l'olio di ricino,le manganellate,poi le torture e le uccisioni in guerra o contro i partigiani...Il regime fascista non è mai stato quell'insieme di balordi esaltati ,buffoni e sboroni che certo cinema e tv voglion farci credere,erano dei freddi e spietati assassini e aguzzini nel nome di una robusta ideologia-che avvolge i due protagonisti e li isola dal contesto
Antonietta è una donna che nonostante i sei figli,il marito,una normale vita da "fascista"-possiede un album dove ritaglia le foto del duce -è persa nella solitudine di chi è solo macchina di riproduzione e "angelo del focolare",vive disperatamente un'esistenza senza particolare significato,persa nel suo ruolo imposto e nella sua profonda ignoranza.L'altro Gabriele è un ex annunciatore della radio,omosessuale e proprio per questo allontanato dal suo posto di lavoro.
Tra i due nasce un'attenzione reciproca,un cercare di sommare due solitudini per vivere a pieno i propri desideri e una vita altra e oltre alle regole stabilite e da non trasgredire.
Un film intenso che oltre a essere un buon documento storico su quella giornata,è anche tra i pochi film che parla esplicitamente di omosessualità senza macchiettismi e birignao fastidiosi,ma donando alla figura del gay uno spessore umano e psicologico che essi hanno.
L'omosessualità spaventa e turba ancora oggi lo spirito bigotto del paese,e quando si dice che son stati accettati,dovremmo vedere in che contesto:quello di pagliacci telematici.La tv,con la collaborazione di alcuni di loro che svendono sè stessi e la loro dignità, ce li mostra squittanti,superficiali,urlanti,schiamizzanti, offrendo una visione da buffoni,piuttosto che da persone normali quali sono.Che meritano rispetto,che dovrebbero sposarsi e adottare bambini ,ma su questi punti i reazionari bigotti,l'invadente chiesa , e la debolezza dei democratici puntano fortemente per ostacolare qualsivoglia passo realmente progressista.
Ritornando al film:bravissimi Sofia Loren e Marcello Mastroianni.Vivono intensamente i loro personaggi,ma senza gigionerie ,anzi con una pudicizia e pulizia che risaltano ancora di più lo spessore dei caratteri che interpretano.
Uno dei film migliori di Scola,un capolavoro che non andrebbe perso!
Come avviene in questa magnifica pellicola di Scola ,che ha scritto insieme a Ruggero Maccari-nome fondamentale del cinema italiano-e con la collaborazione di Maurizio Costanzo.
Il film si svolge tutto durante una giornata "particolare" sia per il popolo , che per i due protagonisti.
Infatti la trama ambienta le vicissitudini di Antonietta e Gabriele,durante l'arrivo a Roma di Hitler.Significativo che per tutto il film la colonna sonora è assente,l'unica presenza sonora è quella di una radio ad altissimo volume che trasmette l'odiosa retorica fascista sull'incontro dei due dittatori, o grandi statisti-dipende da che punto considerate la storia,in questi tempi di negazionismo e revisionismo.
Questo per dare l'idea palpabile di come il regime fascista-ma in realtà qualsiasi regime,anche le democrazie borghesi e reazionarie moderne-non lasciano libero il cittadino nemmeno un momento ,ma lo incastrano all'interno di una rete fatta di propaganda e controllo.La presenza della radio e della voce dello speaker sono inquietanti "controllori" del metodo di vivere e rieducare all'obbedienza cieca nei confronti di una deriva autoritaria e sottilmente crudele-bè,sottilmente un paio di balle:l'olio di ricino,le manganellate,poi le torture e le uccisioni in guerra o contro i partigiani...Il regime fascista non è mai stato quell'insieme di balordi esaltati ,buffoni e sboroni che certo cinema e tv voglion farci credere,erano dei freddi e spietati assassini e aguzzini nel nome di una robusta ideologia-che avvolge i due protagonisti e li isola dal contesto
Antonietta è una donna che nonostante i sei figli,il marito,una normale vita da "fascista"-possiede un album dove ritaglia le foto del duce -è persa nella solitudine di chi è solo macchina di riproduzione e "angelo del focolare",vive disperatamente un'esistenza senza particolare significato,persa nel suo ruolo imposto e nella sua profonda ignoranza.L'altro Gabriele è un ex annunciatore della radio,omosessuale e proprio per questo allontanato dal suo posto di lavoro.
Tra i due nasce un'attenzione reciproca,un cercare di sommare due solitudini per vivere a pieno i propri desideri e una vita altra e oltre alle regole stabilite e da non trasgredire.
Un film intenso che oltre a essere un buon documento storico su quella giornata,è anche tra i pochi film che parla esplicitamente di omosessualità senza macchiettismi e birignao fastidiosi,ma donando alla figura del gay uno spessore umano e psicologico che essi hanno.
L'omosessualità spaventa e turba ancora oggi lo spirito bigotto del paese,e quando si dice che son stati accettati,dovremmo vedere in che contesto:quello di pagliacci telematici.La tv,con la collaborazione di alcuni di loro che svendono sè stessi e la loro dignità, ce li mostra squittanti,superficiali,urlanti,schiamizzanti, offrendo una visione da buffoni,piuttosto che da persone normali quali sono.Che meritano rispetto,che dovrebbero sposarsi e adottare bambini ,ma su questi punti i reazionari bigotti,l'invadente chiesa , e la debolezza dei democratici puntano fortemente per ostacolare qualsivoglia passo realmente progressista.
Ritornando al film:bravissimi Sofia Loren e Marcello Mastroianni.Vivono intensamente i loro personaggi,ma senza gigionerie ,anzi con una pudicizia e pulizia che risaltano ancora di più lo spessore dei caratteri che interpretano.
Uno dei film migliori di Scola,un capolavoro che non andrebbe perso!
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lunedì 3 novembre 2008
LA FAMIGLIA di ETTORE SCOLA
Quasi un secolo di vita italiana attraverso la storia di una famiglia della medio -borghesia
Professori universitari e affini,dal 1906 al 1986.Certo l'attenzione è sulla struttura famiglia,e la storia rimane assolutamente sullo sfondo. Maggiore attenzione al periodo fascista,ma sopratutto al ruolo delle persone all'interno di un'istituzione come la famiglia
Messa in discussione negli anni bellissimi e fondamentali della contestazione,resuscitata ipocriticamente ora:nei tempi della più bieca riproposta reazionaria .
Il film gioca e colpisce su piccole malinconie esistenziali e attimi di solida malinconia-il padre che dipinge il nonno morente e così via-parla della vita quotidiana delle persone che anche nel mezzo di momenti assai difficile cerca amore e passione.
Revisionista?Accomodante?Forse,rimane però una bella pellicola di quelle che coinvolgono e appassionano.
Un cast meraviglioso da un immenso Gassman.ai Dapporto padre e figlio,fino alla Sandrelli.
Un film che visto e rivisto, non delude mai.
Professori universitari e affini,dal 1906 al 1986.Certo l'attenzione è sulla struttura famiglia,e la storia rimane assolutamente sullo sfondo. Maggiore attenzione al periodo fascista,ma sopratutto al ruolo delle persone all'interno di un'istituzione come la famiglia
Messa in discussione negli anni bellissimi e fondamentali della contestazione,resuscitata ipocriticamente ora:nei tempi della più bieca riproposta reazionaria .
Il film gioca e colpisce su piccole malinconie esistenziali e attimi di solida malinconia-il padre che dipinge il nonno morente e così via-parla della vita quotidiana delle persone che anche nel mezzo di momenti assai difficile cerca amore e passione.
Revisionista?Accomodante?Forse,rimane però una bella pellicola di quelle che coinvolgono e appassionano.
Un cast meraviglioso da un immenso Gassman.ai Dapporto padre e figlio,fino alla Sandrelli.
Un film che visto e rivisto, non delude mai.
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