Visualizzazione post con etichetta luca marinelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta luca marinelli. Mostra tutti i post

giovedì 3 marzo 2016

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT di GABRIELE MAINETTI

Famo a capisse: come si chiama sto blog? Spettatore. Certo pure indisciplinato,ma che significa? Che non sono uno che di professione fa cinema e nemmeno uno che ha studiato cinema e lo può spiegare con cognizione di causa e laurea. Perlomeno non lo sono ancora, poi raga so cazzi eh!
Sicché nel blog ci metto la mia personalissima idea di cinema, arte e tanti cazzi mia. Ma tantissimi eh!
Mi spiego meglio: indisciplinato in che senso? Nel senso che non seguo nessuna disciplina se non quella di rivedere le mie idee e migliorarle o cambiarle e di considerare il cinema molto più di una semplice questione industriale.
Indisciplinato e anche contraddittorio, incasinato, amante della discussione anche fine a sé stessa.  Per cui ci sta che io pecchi di ingenuità, amore e altro. Ce sta, ce sta. Però, ecco, come dirlo? Ma sai che sta crisi del cinema italiano, a livello di pellicole, interpreti, registi, mica la vedo eh. Entrando nello specifico posso dire che alcune pellicole non mi garbano e che escano commedie un po' troppo banalotte. Ma è colpa della commedia? Non direi. Poi se vediamo meglio: quante commedie, quanti filmetti stranieri ci facciamo piacere perché "leggeri, divertenti" e allora? Sono forse meglio le parodie "pecorecce" americane dei nostri cinepanettoni o fanno pena entrambi?
Io credo che ogni paese abbia le sue radici cinematografiche ben salde e precise: le nostre sono le commedie e il neo realismo. Dopodiché siamo capacissimi di fare altro, proprio per l'entusiasmo di navigare a mare aperto, veder che effetto che fa metter su un film di altra natura. Anche lì abbiamo qualche ottima opera, molto meno rispetto a quelle tanto blasonate dai revisionisti.
La commedia è un genere difficile, che mette in evidenza ogni pecca di sceneggiatura e regia. Tratta di esseri umani e delle loro debolezze o felicità. Una commedia brutta è una bestemmia contro il dio della celluloide. Dite a Veronesi di smetter di bestemmiare!

Però non solo di commedie e drammi si vive, per cui a volte capita che un film ti colpisca totalmente. Dico totalmente perché non te lo aspetti.
Ecco una regola che seguo sempre: qualora un film che tratti una materia di cui non te ne possa fregare di meno, ti conquista, ti emoziona, ti rimane negli occhi e nell'anima,  ci puoi scommettere: quel film è eccezzziunale veramente!



Cosa ha di eccezionale e memorabile codesta pellicola? i personaggi, principalmente. Facile farsi prender la mano e sacrificare la costruzione e psicologia del personaggio, dando più spazio all'azione e alla spettacolarità. Facile e anche giusto. Manetti, ricordiamolo: regista, compositore delle musiche insieme a Michele Braga e produttore della pellicola, mostra di saper gestire benissimo ogni ingrediente: dall'analisi sociale dove vivono i tre protagonisti, alla loro psicologia e sfaccettature, fino a stupende scene d'azione, vedi tutta la parte finale.
Il film usa un aggancio generazionale, citando un notissimo cartone animato giapponese, però non - o non è solo- una cosa per nostalgici e nerds. Voglio dire, ha conquistato anche me, che son lontano da certe cose. Proprio per la storia piena di spettacolo e quella giusta umanizzazione e introspezione, le quali ci permettono di affezionarci ai protagonisti e alle loro vite.


Giganteggia, entra nell'olimpo delle leggende, un attore davvero bravo e intenso come pochi Luca Marinelli, uno che passa da Lo Zingaro a un personaggio timido e tenerissimo come il protagonista di Tutti i santi giorni. In questo film  è un classico cattivo. Cioè un personaggio di quelli che ti rimangono impressi a memoria. Fondamentale, per aver un buon film di genere, sono proprio i villains, boh si scrive così? Comunque : loro. Rimembro sempre con gioia i cattivi dei polizieschi populisti e reazionari italici! Purtroppo c'erano pure i vari commissari, ma che Bellezza devastante, liberatoria, che selvaggia corsa con Caronte, quando arrivavano loro. Come Dei Antichi e Malvagi, ma anche tanto cool, li temevi e adoravi. Ecco: Lo Zingaro mi rammenta un Giulio Sacchi, un Gobbo, quei grandissimi eroi delle tenebre interpretati da Tomas Milian.  In sala aspettavo che apparisse lui,le sue parrucche, la sua istrionica interpretazione di Un 'emozione da poco e giù a maledirlo e a provare una strana complicità con costui! Un masnadiero di ogni risma, oibò, ma potentissimo nel suo delirio di fama e gloria. Qui sta il salto di qualità della sceneggiatura: esser contemporanei e usare un omaggio, una citazione, in modo personale. Per quanto possa esser personale il cinema eh! Ripeto: bravissimi e meravigliosi tutti, un applauso allo sceneggiatore e soggettista Nicola Guaglianone. Anzi co sceneggiatore con il regista.



Ogni film di genere, cosa ha? Un eroe, un antagonista e poi? La principessa. Ora non vorrei stupirvi, ma sapete che mi commuovo per le vicende dei personaggi, il loro destino, lo sapete? Sapete che abbatto ogni razionale barriera tra me e il film e quindi ogni cosa capiti a un personaggio, è come se la vivessi sulla mia pelle?Bene : questo personaggio mi ha commosso profondamente. Una ragazza segnata dalla vita, dalla violenza, dal degrado materiale che poi diviene morale, ( fate vivere i rozzi sottoproletari in ambienti degni di nota, date a loro la cultura che volete solo per voi, siamo sicuri che tutti finirebbero a far i malviventi?) ciò nonostante ha trovato un tenero rifugio: il suo lettore dvd con le avventure di Jeeg. La bravura del regista è anche quella di farmi commuovere solo con le immagini e Alessia che guarda felice un cartone animato è quanto di più potente e vicino alla purezza della felicità si possa mostrare al cinema. Felicità folle, deviata da una vita bastarda e crudele, ma la sua voglia di amore per l'essere umano, pure un padre decisamente rivoltante, è qualcosa di così profondamente umano, spirituale, cristiano, immenso, che si spendono le lacrime per la sua felicità  e la sua pace. Ilenia Pastorelli è così "disarmatamente " cristallina e pura nella sua interpretazione, che non posso non augurarle una felice carriera.


Infine: l'eroe. No, peggio: il super eroe. Ora con tutto il bene che voglio al film, il scivolone finale un po' popolan chic, "i benpensanti dicono che sia meglio un popolo senza eroi" e ragazzi,  mi dispiace: trattasi di Brecht ed ha ragione assoluta.
La figura del super eroe è né più né meno che una delega popolare a un entità superiore, spesso vestita in modo imbarazzante, che attraverso i super poteri salva l'umanità. Le masse perdono ogni responsabilità, scelta, giudizio, tanto poi arriva lui. Pigrizia più idolatria. Non amo, quindi, fumetti e film sulle figure dei super eroi. Si, sono arretrato e gne gne , son proprio un radical chic. Va che per me sono solo complimenti,eh! Ripeto: l'eroismo non appartiene a un singolo, ma alle masse che si compattano magari seguendo un uomo al comando, ma con lo stesso spirito temerario. Per cui facendo scelte precise, militando, non rimanendo sullo sfondo, che tanto che possono fa?
Detto questo: complimenti anche per come hanno costruito la figura del super eroe in questione. Ora aver un fuori classe, nonché doppiatore di Batman, quello vero, quello bello bello in modo assurdo, quello di Nolan,come Claudio Santamaria vuol dire tanto. Il suo Enzo, è un piccolo ladro, uomo solo, sconfitto, che vive solo per veder porno e mangiare budini .Non appena comprende di aver dei poteri non li usa per far del bene e con Alessia sbaglia tutto. Lui, come tanti di noi, vive solo. Solo per sé stesso e così agisce per buona parte del film. Certo, difende la ragazza dai cattivi, ma non riesce a sfogare a dar peso al suo sentimento. Troppi film porno, troppa idea che la donna sia uno sfogatoio. Che nasconde insicurezza, debolezza, paura di mostrare il buono e bello che ha.
La sua trasformazione è descritta benissimo e mette in evidenza quel discorso sulla responsabilità dell'individuo che sta a cuore a me e al mio amico spilby.
Ecco, basterebbero questi tre personaggi per rendere il film leggendario. E che volete fare? Non volete partecipare alla leggenda.
Dettaglio personale, sempre brava Antonia Truppo.  La scena che vede lei e Marinelli protagonisti sulle note di una canzone di Nada, eh.....roba buona assai !

lunedì 14 settembre 2015

NON ESSER CATTIVO di CLAUDIO CALIGARI

Quanto conta il coinvolgimento emotivo dello spettatore, nella visione di un film che sappiamo esser l'ultima opera di un regista? Quanta indulgenza? Sicuramente c'è anche questo.. Perché non possiamo negare che la morte di un artista sia qualcosa di tremendo, che ci colpisce e stordisce. Perché muore una persona che con la sua sensibilità ci ha raccontato qualcosa di noi, portandoci nel terreno dell'altro e oltre. Pur narrando o mostrando storie "sapute". Eppure ci troviamo a seguirle con la meraviglia e la commozione nel cuore. Perché un grande artista ti mostra la bellezza anche nel degrado, anche per pochissime inquadrature. Fosse solo il viso di un bambino. Una speranza nel futuro.

Risultati immagini per non essere cattivo

Cesare e Vittorio sono nati nella classe sbagliata, abitano nel posto sbagliato, e vivono una vita alla deriva, tra spaccio di pasticche, risse, noia.
Caligari ce li mostra come sono, non vuole giustificarli, non li descrive con l'ammirazione del borghese represso attratto dalla vita oltre la legge di questi delinquenti per necessità e inerzia. E non li condanna. Perché che colpa hanno costoro? Certo ce le hanno come tutti, ma - e questa è la forza del cinema di Caligari- la classe conta. Altro che superata, come dicono i liberal-scemi. Conta ancora. Nonostante le contraddizioni che si aprono al suo interno. Senza una coscienza politica, il sottoproletario è portato ad accumulare danaro, a desiderare il soldo facile, a farsi arruolare nella guerra tra poveri. A esser una manica di stronzi.
Questo lo noti nel film. Cesare e Vittorio vivono di questo. Non hanno nulla se non la droga, qualche donna con cui avere rapide avventure, ma sopratutto: la loro amicizia

  Risultati immagini per non essere cattivo

Amicizia che ci viene descritta in modo commovente, partecipe, attento. Non è un regista che fa film sulle periferie e sulle sue problematiche, perché il tema è figo. No, Caligari ama quella parte di umanità e la descrive con gli occhi di chi li conosce bene,  di quello che vorrebbe mostrare al mondo che nella società del libero mercato, del benessere materiale, della libertà di stampa e parola, ci sono persone che tanto libere non sono e non lo saranno, quasi, mai.
Non esser cattivo è un film che si scopre piano piano. Può esser un film gangster, un'opera pasoliniana di pedinamento dei personaggi, una commedia di borgata, un melodramma. Quante cose è? Quante emozioni ci porta a vivere?
Sì, perché per sopportare il peso delle immagini non devi far altro che abbandonarti e lasciarti travolgere.

Risultati immagini per non essere cattivo

Vero, mi si dirà: ma è uguale alla storia di tantissimi altri film di questo genere. Confondendo l'originalità di una trama o di un'idea, come perfezione cinematografica. No, non conta questo. Conta il modo in cui tu metti in scena una storia e dei personaggi. Quanti brutti film sulla droga, la borgata, i sottoproletari. Tantissimi.
Perché non sono vissuti, respirati, compresi e amati, come Caligari mostra di fare nei suoi film. 
Amore Tossico è il film sulla droga perché non c'è nessun intento sensazionalistico spacciato per realismo, nessuna concezione al cinema d'intrattenimento lisergico e psichedelico, che ti fa dire: "Che fico!". Là c'erano drogati e la loro vita. Anche le parti buffe, sentimentali, tenerezza e schifo. Qui succede la stessa cosa.
Alcuni mettono in scena dei personaggi, pensati con la mentalità dello scrittore borghese che si vuol convincere di saper descrivere un certo ambiente. Ora anche questa operazione va bene. Rimane però cinema di finzione spostato verso il verosimile. Si possono anche accettare quelle regole.
Noi però preferiamo vedere Persone sullo schermo e  non personaggi. Per questo amiamo il cinema di Caligari

Risultati immagini per non essere cattivo

Perché Cesare e Vittorio sono vivi, e lottano insieme a noi. O ci piacerebbe pensarlo.Ogni gesto, parola, ogni sguardo carico di rabbia, stravolto dalla droga, o pieno di lacrime, sono veri. Li puoi vedere nelle borgate, in questi spazi senza tempo, in queste aride terre di nessuno.Dove tra delinquenti di mezza tacca, violenza spiccia, sballo da pezzenti, si vive una vita persa in un'altra dimensione.
Cosa potrebbe cambiare le loro vite? L'amore, ad esempio. E sarà proprio per due donne che entrambi cercheranno di far qualcosa di buono nelle e delle loro vite. Solo che non basta questo. Qualcuno con fatica forse si staccherà dalla mentalità parassitaria del crimine, del vivere alla giornata attraverso imbrogli, alla rincorsa dei soldi facili, ma un altro forse non riuscirà a resistere.
Perché la vita è bastarda e ti toglie prima una sorella e poi un altro pezzo importante del tuo cuore. Perché lo sai che non devi esser cattivo, ma come fai? Dove la trovi la forza? 
La forza di giudicarli da buon borghese e allora li condannerai a cinque mila anni, più le spese. Ma se li guardi da vicino, se non ti spaventi, se comprendi che sono fatti di carne, ossa, sogni, bisogno di amore, come te, forse riuscirai a comprenderli. A non temerli.
Questo ci vuol dire Caligari

Risultati immagini per non essere cattivo

Alla fine rimane la rabbia contro tutti quelli che gli hanno impedito di lavorare per anni, scartando i suoi progetti, il rimpianto di non averli visti vivere sullo schermo. E la gioia nel cuore per la tenacia di gente come Valerio Mastrandrea, che ha fatto in modo di non lasciare questo bellissimo film, in un angolo, tra le cose non girate, nelle intenzioni, nella polvere. 
Come non possiamo ringraziare da spettatori sia Claudio per i suoi films, che Luca Marinelli e Alessandro Borghi, perché non hanno recitato la parte di  Cesare e Vittorio, ma sono stati Cesare e Vittorio. Non è da tutti, è da artisti con tanto di cuore, oltre che di talento.
Un'ultima cosa: andate a vederlo al cinema. Non in streaming o cazzate simili. Andate al cinema, fate che guadagni, che diventi- come Amore Tossico-  un cult movie
Non siate cattivi, Claudio lo merita