Visualizzazione post con etichetta micheal shannon. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta micheal shannon. Mostra tutti i post

lunedì 19 febbraio 2018

LA FORMA DELL'ACQUA di GUILLERMO DEL TORO

Sai come comincia? No? Vabbè, te lo spiego.  Da bambini ti dicono di non piangere, che è roba da femminucce. Non una volta, te lo ripetono spesso, così, a cuor leggero. Sei un bimbo e i bimbi non si lasciano travolgere dalle lacrime. Cazzo! Il dolore a noi non ci sfiora.
Non siamo femminucce.
Giorno dopo giorno, anno dopo anno.  alla fine non piangi. Tua nonna, tua mamma, tua zia, la vicina che si prende cura di te, te l'hanno ripetuto talmente tante volte, che da bravo bambino hai imparato la lezione. Solo che il "non piangere" non è legato solo al dolore fisico. A volte ci commoviamo e lacrimiamo anche per gioia. Perché ci par impossibile che una vita tanto mediocre, fatta solo di duro lavoro, bollette da pagare, soldi da mostrare a tutti, come simbolo di benessere, abbia anche un piccolo spazio per la meraviglia.
Sissignore, io mi meraviglio! E mi commuovo, anzi peggio: mi esalto per la gioia e la felicità degli altri. Uomini o personaggi di un film, non importa. Si chiama empatia, o anche - in certi casi- capacità di immaginare, lasciarsi travolgere dalla storia, dai personaggi, ma si, dai! La vogliamo tirare in ballo? Dalla magia del cinema.


Oggi quando vai al cinema si va con l'intento di santificare o demolire, a prescindere, un'opera e il suo autore. La figura dello spettatore che partecipa al rito della visione, con i limiti e le gioie che esso offre, è sostituito da scafati esperti, maestri della tecnica, figure che ti spiegano cosa ti piace o no. Così si perde quel rapporto basato sulla fantasia, il sentimento, lo stupore; cose che per me stanno alla base della visione di un'opera. Sopratutto quando comprendi che non stai vedendo Antonioni, per cui : non rompere i coglioni. Detto con affetto, stima e umana pietà per la scomparsa di un'attitudine anche infantile, anche da poracci che non capiscono nulla, da proletari in libera uscita. di andare al cinema.
Tu però sei abituato a non piangere, a non fare la femminuccia. Per cui, come fai a capire una piccola emozione, a empatizzare per il dolore che vedi sullo schermo? Fai fatica e per questo ti attacchi ad accuse ridicole di "buonismo". Perché sei cresciuto negli anni 90, periodo in cui pessimi intellettuali- chiedo scusa agli intellettuali- scorretti ( ma correttamente inseriti nel sistema) ti hanno insegnato- in tv, al cinema, sui giornali- che la bontà è ipocrisia, il romanticismo roba da pirla, l'empatia tipo l'ebola ma più pericolosa. Migliaia di vite mediocri, che un po' di lavoro per lo sviluppo di fantasia e sentimenti avrebbero rese eccelse, che si credono fichissimi per i loro triti r ritriti post "irriverenti-cinici" sul Natale, San Valentino, fino ai migranti e alle minoranze. Cuccioli in cerca d'affetto, porelli loro, che devono far sentire a tutti il loro ruggito del coniglio.
Poi quando si trovano di fronte a film che mettono in evidenza i sentimenti, la meraviglia, il romanticismo, sbarellano di brutto! E allora vai di: buonismo, ruffiano, furbo! Molti si danno da fare per evidenziare che le accuse sono sciocche. No, ma perché? Semmai andrebbe fatto notare a questi che non tollerano il buonismo, che la furbizia e l'astuzia- vista da loro- è alla base dell'industria cinematografica. Sfruttare, in modo ruffiano e furbo, dei sentimenti è un atto di raro cinismo, per cui questa è proprio la loro pellicola. I detrattori non ci arrivano.
Ma allora, che razza di film è " La Forma dell'acqua" ? Oh, bene: parliamo del film. Un'opera che come tutte le pellicole cinematografiche divide tra entusiasti e detrattori. Ognuno colle sue ragioni, e le sue cazzate.
Io non so se è un capolavoro, non ho questa ossessione di far sapere a tutti che vedo "capolavori". Sono uno spettatore che col mezzo cinematografico ha un rapporto anche immaturo, se la cosa vi dovesse far sentir bene potrei anche ribadire la mia mancanza di preparazione tecnica e universitaria,  basato sul sentimento, l'emozione, la meraviglia di perdermi in una storia e sentire i personaggi come amici o fratelli.
Io ho amato questo film, non ai livelli de "Il labirinto del fauno, ma mi è piaciuto tantissimo.
Perché il fantastico non viene usato come metodo per far caciara, degli effetti che stordiscono, roba che guardi mentre mangi i pop-corn. Qui il fantastico è dentro a un contesto verosimile che riconosciamo.
Eh, badate bene: non è la Guerra Fredda. Non è nemmeno una pellicola sui diritti civili di gente con difficoltà a farsi accettare da una società " sana, normale, per famiglie", come dice il ragazzo che lavora al negozio di torte al vecchio omosessuale.
No, in questo film si parla di una cosa che tutti conosciamo nell'epoca della grande comunicazione e dei mille amici su Facebook: la solitudine.
Anzi, dirò di più: l'abitudine a esser soli. Ti capita di sentirti così quando da bimbo non è che ci sia la fila per farti giocare a pallone, eh! E allora prendi i tuoi giocattoli e inventi una cosa per non farti rimanere male. La vivi quando da adolescente e da giovane, per vari motivi non hai un vero gruppo di amici, una ragazza o ragazzo speciale, e va bene, io troverò un modo per andare avanti
Così ti ritrovi anziano, solo, con tanta voglia di dir un " ti amo" o mandare a fanculo il cretino di turno. Non lo fai, hai degli impegni da rispettare
Per la protagonista è: svegliarsi, masturbarsi, far colazione, andar al lavoro e una volta a casa, far compagnia al vicino di casa. Un uomo anziano, omosessuale, che vive coi suoi gatti.
La solita vita che alla fine diventa un alibi, un modo per tirare avanti. Lontani dal mondo.
Fino a quando l'amore entra nella tua vita. E vi posso giurare, per esperienza personale, che hai voglia tu di aggrapparti alle tue abitudini, alla bellezza di esser soli, non puoi controllarla. Almeno non ci riusciamo noi poveri buonisti, e infatti finiamo tutti male: con qualcuno al nostro fianco, che ci accoglie la sera quando siamo stanchi, che ascolta i nostri sogni di gloria e l'amarezza delle nostre sconfitte. Che fine orribile, cari cinici da social, niente in confronto alla bellezza dei vostri post,eh!
La svolta nella vita di questa giovane donna e delle persone che le vogliono bene, giunge inaspettata e in modo singolare.
Ella, come professione, si occupa delle pulizie in un laboratorio governativo/dei servizi segreti o una cosa simile. Qui un giorno viene portato uno strano essere. Una sorta di dio acquatico, trovato in un fiume del Sudamerica. Questa creatura fa gola all'esercito americano e ai meravigliosi agenti del kgb ( d'altronde siamo in piena guerra fredda).
La giovane donna si innamora di questo essere, ridotto a una penosa vita in catene, piena di sofferenza, totalmente solo. Comprende che come lei, costui ha bisogno di vivere. Ha bisogno di un po' d'amore. Anzi: lei ha bisogno di innamorarsi e vivere una relazione, va bene anche un mostro della laguna nera.
Un amore sessuale, passionale, fisico, oltre che sentimentale.
Questo sentimento sarà alla base di una decisione tanto coraggiosa quanto pericolosa che vedrà un gruppo di buoni per caso lottare contro un nemico feroce, crudele, immagine assoluta del male: Micheal Shannon. Garanzia di personaggi folli, non proprio amichevoli, qui supera sé stesso in una interpretazione magistrale.
Strickland, a ben vedere, in altri film sarebbe il "buono". Anzi, lui è il classico eroe americano, o meglio ancora la visione che il cinema e il popolo statunitense ha di sé:  fedele alla moglie e alla patria, con una bella casa, una cadillac, due bambini sani. Il ritratto del buon americano. Viceversa lo scienziato sovietico, infiltrato nel laboratorio, sarebbe il classico cattivo. Il nemico del mondo libero, civile, lo spione subdoilo.  Del Toro sovverte l'immaginario collettivo mentre lo mette in scena, rispettando le regole.
La Forma dell'Acqua,  ci ricorda che il cinema di  genere, quando è fatto bene, ha la stessa dignità di opere giustamente ritenute di alta qualità. Non si svilisce il cinema d'autore o più ricercato, quando si ammette la bellezza di pellicole popolari, ma non rozze e cretine. Del Toro è un Autore, con una sua poetica precisa e una visione politica del genere, senza che diventi mai un comizio o si perda il gusto per lo stupore.
Opera ricca di citazioni, senza però scadere nel "citazionismo a cazzo" o per supplire mancanze di idee, atto d'amore per il cinema classico, quello delle grandi storie e delle emozioni in Cinemascope.
Non solo, va che il buon Del Toro è un appassionato di Musical, come me,  e non di quelli cerebrali, con canzoncine e balletti degni di una compagnia telefonica, ma quelli di assoluta e totale pulcretudine. Perché la musica, nella sequenza migliore di tutto il film, fa cantare i nostri cuori.. Figurati se non dona la voce a Elisa Esposito, la protagonista di questo film, per dichiarare il suo amore a un essere tanto carino, ma non troppo; visto che mangia i gatti.
Una sequenza che ci riporta sia ai grandi film degli anni 30, che al finale di quel capolavoro che è The Artist, ma sopratutto mi riempie di gioia perché Del Toro vede Netflix e questa bellissima serie



Si, vedo Crazy Ex Girlfriend in ogni ove! Vabbè, questo per dire che La Forma dell'Acqua è un omaggio profondo, sincero, travolgente, alla magia del cinema. Di un tempo dove si entrava in sala, non per whatsappare a cazzo o veder quanti barbatrucchi riesco a sgamare, ma per lasciarsi travolgere dalla bellezza della fantasia e delle immagini. Quando eravamo spettatori capaci di innamorarci di un personaggio, di una vita rappresentata sullo schermo.
Eh, bei tempi quelli!






sabato 20 aprile 2013

MY SON MY SON WHAT YOU DONE di WERNER HERZOG

E da dove comincio?Si,cioè fossi uno di quei blogger che stimo tantissimo , sai quelli e quelle che hanno tante informazioni gagliarde da darvi,molto tecnici,già tanto che tu sappia il loro nome eh,ma niente di personale,solo un vero amore per il cinema e quindi parliamo di cinema,io cazzo non ci riesco.Si,magari potrei spiegarti la trama,trovare bellissime notizie sul cast e su come son andati i lavori sul set e robe simili,ma poi sai una cosa?Ti direi qualcosa che riguarda me.Prima piano,tipo: ah,sai che mentre vedevo questo film ..E poi ci ritroviamo a parlare di me.No, nemmeno di me..Che voglio dire,insomma: sono un giornalaio,sai che vita intensa e piena di avventure.Io ti parlo dei miei sentimenti,pensieri,sensazioni,delle mie fobie,manie,tu devi per forza partecipare al festival dei cazzi miei e il bello che sono io a invitarti.Si,non credo che i bloggers bravi,quelli della serie A facciano di queste cose,ma io un tempo avevo scritto un bellissimo post che si chiamava :Mestierante della parola.E quindi,ecco la soluzione:non rompere i coglioni ok?Non stai leggendo un genio di questi tempi,non è che ora mi metta a scrivere cose cool,con l'aria del grande scrittore pronto per  baciare il culo alla merda imperialista eh?Ti parlo di me,perchè credo che sia giusto così.Uno spettatore di cosa deve parlare?Non so nulla di come funzioni il cinema e quindi come posso dire :bella fotografia,ottimo montaggio?E non solo:non me ne frega un beato cazzo. No,guarda altro che industria e lavoro ,cioè si se tu ci lavori ok ok ,lo ammetto potremmo parlare di industria,ma cosa cazzo ce ne frega!Non so...Io quando guardo i film mi perdo dentro,ci vivo,sono lì in cucina,in macchina,sulla fottuta barca di Triangle ci son stato per giorni interi,sperando che Jess tornasse a casa e ho pianto con la famiglia di Kieran in In the flesh,lasciamo perdere,ma davvero perdere quando ho visto Bug,Take Shetlter,Boys don't cry, (mi viene voglia di prender per mano la povera Teena quando la violentano,perchè davvero non posso sostenere quella scena),e quindi io ho questo super potere:una grande,immensa,straripante,dannosa emotività.Mi basta una frase,una disattenzione,uno sguardo che penso di aver colto e non sai quanto ci sto male,poi è anche vero che con il tempo passa tutto,ma è così.
E allora cosa guardi ancora My  son my son what you done?
Per quello che ho scritto fino ad adesso,ok...e per le gambe della Sevigny.

Ogni giorno leggiamo di delitti,violenze,la gente ha perso l'equilibrio. Forse sarà il nostro modo di estinguerci,
Tante piccole sconosciute vite,talora lontanissime, altre volte vicine,ma noi pensiamo sempre ad altro. Non vediamo la follia vicino a noi, o forse non vogliamo vederla perchè  è come vedere l' inferno con carne,ossa,sangue,gambe e tutto il resto,cioè quello che per molti potrebbe essere un uomo.
Ma cosa significa un uomo?Cosa nasconde?Quali demoni?
Brad ha ucciso la madre usando una spada di appartenenza allo zio,doveva brandirla sul palco di un teatro dove avrebbe dovuto recitare con Ingrid la sua ragazza.Invece,non solo ha perso il ruolo,ma ha trovato un modo fisico per fare quello che spesso molti uomini non riescono a fare,tagliare i rapporti con la madre
E ma voi sapete di che razza di  violenze terribili sono capaci le madri sui loro figli maschi?Sapete di quale eterna e lunga tortura,vendetta del maschio ,deviazione del sentimento applicata all'idea del : è solo mio,sapete di cosa sono capaci le madri?Noi le santifichiamo sempre,tanto che qualche anno fa quando pareva naturale che una madre uccidesse suo figlio,le solite mandrie della giustificazione,parlo dei psicologi eccetera eccetera, vai a dare alibi  a destra e manca: E' UNA MADRE!
Come se loro non potessero mai sbagliare o rovinare qualcuno,o rendersi aguzzine e assassine esecrabili,è una santità che ci viene dal passato,una cosa che è dura da superare.
Pensa il rapporto madre e figlio unico, è una cosa che va oltre ogni rapporto umano si possa immaginare.. Perchè sarà sempre l'immagine ingombrante che ci accompagnerà per tuta la vita.Ingombrante d'amore,affetto,sicurezza,stabilità,nonostante le altre donne,ma poi queste donne che tanto parlano di mammoni immaturi,bè avranno figli maschi e faranno lo stesso. C'è qualcosa di terrificante,agghiacciante,brutale nel materno...Ed è lì,basta solo guardare bene
Così Brad dopo un viaggio in Perù con alcuni amici,loro moriranno tutti annegati e si salverà solo lui grazie alla voce di dio che parla dentro di sè,che fa?Torna a casa  impazzito.Stravolto,devastato e deve fare i conti con il Materno Soffocante,tagliare le radici. Perde il posto come attore in una recita,una tragedia greca che parla appunto di un tizio che uccide la madre ,(bello minimizzare così la grande tragedia greca), e precipita in un'ossessione di delirio e morte. E tu lo segui,senza poter frenare. Ti entra piano piano,ma poi ti afferra il cuore,la sua pazzia ,la distruzione di un uomo che corre verso la sua fine.
Uccide la madre e si barrica in casa con due ostaggi.Arrivano gli sbirri e un po' alla volta veniamo a sapere dei fatti che hanno preceduto il delitto.La fidanzata è l'impotente testimone della caduta del suo ragazzo. Una madre oppressiva,crisi depressive e deliri,anche lei è completamente svuotata. Meccanicamente riporta dei fatti,avvenimenti,ma è ormai stanca,lui con la sua malattia l'ha prosciugata da ogni gioia,felicità.

Non è solo una storia di rapporto madre -figlio sbagliatissimo,no. Herzog dirige un opera impressionante con pochi mezzi,inquadrature sempre giuste,attori straordinari e che rendono al meglio i personaggi. C'è da domandarsi se davvero dio volesse tutto questo da Brad,e se quello che noi crediamo sacro e divini,il padre eterno appunto, non sia altro che la follia nella sua immensa e travolgente potenza. Lo noti anche nel mondo che viviamo sempre più delirante,orribile,pazzo.In tutti i campi.





la famiglia quindi mostra un volto deformato , osceno,nemico. Un normale pranzo dalla madre con la fidanzata diventa qualcosa di terrificante,dove i riti sempre uguali dell'alimentazione,un tempo fermato prima che diventassi uomo,ti condannano a una cerimonia di odio soffocato,di angosciante tradizione.

Basta poco per dare il senso opprimente di una vita,in un film lo puoi fare::il pranzo a casa della madre è una scena brevissima eppure senti tutto il peso che il povero Brad ha dovuto sopportare per tutta la vita



Ingrid è l'amore,che non può comprendere la tua follia,,nemmeno quella del mondo. Ce ne sono come lei. Sbigottita,rassegnata,si lascia trasportare per inerzia dentro un rapporto che tutti sanno non sia giusto. Vede ma non fa nulla per cambiare ed aiutare il suo uomo, non per egoismo,ma per amore..Impossibilitata a sopportare l'orrore,anche quando questo si manifesta.Non ha reazioni,non può perchè non conosce quel abisso nero che Brad invece conosce benissimo
Il personaggio più straziante del film,spettatore attivo del tutto inadeguato.





a me faceva paura la locandina,figurati. Quel viso che ti fissa, sembra sempre che debba sussurrarti le parole per aprire l'Altrove che ci portiamo dentro.Sembra di sentirli i tentacoli del nostro chtulu interiore che ci riportano alla nostra vecchia materia di sangue,incubi,follia..

E l'ho visto tre volte. Tre.Non tantissime,ma ogni volta è un viaggio all'inferno e in contro mano.

Implacabile,non si ferma,non ti molla...Sono i film necessari,fondamentali,quelli che piacciono a me

ps: se per caso incontri Micheal Shannon,scappa che come minimo ti porta la fine del mondo eh!

sabato 23 marzo 2013

TAKE A SHELTER di JEFF NICHOLS

Diamo atto agli americani di avere un cinema indipendente assai valido e degno di nota. Così mentre il cinema per masse amorfe,ruminanti mangia pop corn e mandrie oligofreniche va trionafamente a puttane, ci sono dei cineasti che fanno grandi cose,assai interessanti,evitando di tirare in ballo stuporismi di sorta,ma puntando a una visione aspra e forte della vita e scegliendo storie non addomesticate,edulcorate,ma nemmeno pregne di quel cattivismo da happy hour tipico delle stronzate di Rodriguez e company
Un esempio di tutto questo è il film in questione: TAKE A SHELTER.
A parte che quando nel cast vedo il nome di Micheal Shannon mi aspetto film disturbanti,radicali,pessimisti e con grandi casini per i personaggi.E infatti!
Inoltre la parte della sua compagna o per dirla all'antica, (come piace a me), moglie  vi è la bravissima Jessica Chastain, una che ha lavorato in film memorabili come The Tree Of Life e nell'ultima opera (propagandistica?), della nostra amatissima Kathryn Bigelow.
Il film in questione è stato presentato al festival di sundance ed ha avuto una buona accoglienza anche in quella di Cannes nel 2011.
Curtis La Forche è un capo squadra di una ditta edile ,vive in una bella casetta in mezzo alla campagna con la moglie Samantha casalinga e sarta part-time,hanno una seconda casa al mare e il mutuo da pagare e una figlia Hannah sordomuta.Non manca a loro una certa serenità famigliare,hanno amici fidati,vivono la piccola vita della gente comune.
Ci sono anche i problemi,economici  e legati alle cure per la loro bambina,ma è una bella famiglia tutto sommato.
Fino a quando Curtis comincia ad avere strani sogni ricorrenti:temporali,pioggia,gente impazzita che assale lui e la sua bambina. Questi incubi lo trascinano piano piano verso una sorta di lucida follia. D'altronde sua madre stessa è ricoverata da anni per via di un disturbo mentale , schizofrenia.
Così incapace di distinguere il vero dal falso, sente in pieno giorno dei tuoni, decide di costruire un rifugio per la famiglia. Spaventato da quello che lui pensa sia la fine del mondo.
Gloria eterna a Nichols per come sa gestire benissimo un tema facile a scene forti,colpi bassi,istrionismi da guitti. Il tutto invece risulta essenziale,la caduta nella follia di Curtis non è mai troppo sbilanciata. Egli si trova sul confine del:sarà vero o lui è pazzo?D'altronde mai come in questi ultimi tempi noi sentiamo il peso della crisi mondiale:economica,politica,sociale,mo si mettono anche certe oche starnazzanti e certi reazionari di merda a rovinare i rapporti tra persone,nelle coppie,e così quale salvezza?Cosa potrebbe impedirci di impazzire del tutto?Così siamo pieni di paure,allarmismi,emergenze,insicurezze. Non vogliamo ammetterlo perchè scioccamente siamo convinti di vivere nella parte migliore del mondo, poveracci e cretini come non mai,ma quello che vedo è una mandria di bestie da macello.Spaventate cercano di scappare dalla loro fine cercando di attaccare quelle zone dove libere dal capitale vivono meglio.Frega un cazzo delle nostre false libertà liberali,non ti salvano quando l'uragano ha deciso di attaccare te.

Curtis diventa così il simbolo dell'uomo medio occidentale., da una parte, con le sue paure e la sua incapacità di riconoscerle se non mitizzandole, dall'altra è la coscienza del nostro mondo. Come capita a me che regolarmente devo imbattermi con le americanine e americanini di casa nostra, incapaci di comprendere la natura repressiva di israele e america,Curtis non è ascoltato dai vicini di casa e dalla moglie.
Gli incubi lo portano ad un passo dal crollo nervoso ,perde il lavoro ed entra in crisi con la famiglia. Il regista è molto bravo a gestire la sua discesa negli inferi. Usando una certa dottrina dell'anti spettacolarità,non punta ad urla e scene madri,ci mostra solo la fine di un uomo. O forse no...
Molto belle le scene riguardanti i brutti sogni del protagonista: minacciosi,disturbanti,pur mostrando pochissimo. Anzi, vedi la scena dove Curtis sogna la moglie ...Non succede nulla,eppure vi è una grande tensione.
Sono scene girate benissimo,eppure anche qui vi è una sorta di freddezza ,di azione secca e precisa,senza inutili fronzoli estetici. Si veda anche l'assalto alla macchina con a bordo l'uomo  e sua figlia ,ad esempio.
Inquieta,mette a disagio sottilmente,ed è un esercizio difficile perchè di troppa anti retorica si può anche morire dando alla luce un film insipido e gelido.
Non succede,perchè tutto funziona bene: dalla trama,alla regia,al cast di attori. Shannon e Jessica sono davvero bravissimi,impossibile non sentirli come persone vere
Il finale sulla spiaggia,con il cielo che promette bruttissime cose e prende la piega dell'apocalisse è suggestivo. Come la certezza che ormai non vi sia nulla da fare,o forse....

Questo è il cinema che mi piace,questo il tipo di film che voglio vedere. Niente inganni sentimentali, niente cinismo un tanto al chilo,ma rispetto e devozione per la storia,i personaggi,gli Spettatori Indisciplinati.
Il cinema d'autore è sempre preferibile rispetto a quello di puro intrattenimento,ultimamente troppo acriticamente sostenuto,perchè stimola l'intelligenza dello spettatore. Di chi vive il cinema come una sfida contro i suoi limiti,non date retta perciò alle mandrie di bovini con licenza di scrittura che esaltano le cagate  popolane, con la scusa che "se non ci fossero loro non potresti avere nemmeno il cinema d'autore che piace a te",poi dicono il contrario sostenendo che la crisi forte la vive la cinematografia di massa,mentre il cinema di nicchia- che noi amiamo,in quanto non ci confondiamo con le mandrie- resisterà perchè di sua natura è per pochi,a basso costo ecc....
In ogni caso noi siamo per il cinema d'autore militante,radicale,estremista,ancorato in una sorta di paradiso tra Realismo alla Dardenne e Realismo magico.Tutte cose che mancano al cinema italiano,contento di sfornare minchiate micidiali che siano i film inutili di una Cristina Comenicini, non l'altra sorella bravissima:Francesca, di piccoli drammi borghesi magari con qualche gay che fa tendenza,Ozptek, e vaccate atroci,commediole cretine e imbarazzanti.
Vedere un film come questo invece ti mette in pace con il mondo,l'arte,(perchè il cinema ,letteratura,musica ,è anche questo.Industria che si basa sulla creatività,arte,fantasia,altrimenti se dovessero mancare avremmo la merda in serie che ci ritroviamo e poi non lamentiamoci,magari dando la colpa al cinema d'autore,ma guarda un po' che cazzate...),ci fa sentire bene a livello fisico e intellettuale,ci dimostra che la nostra militanza sia giusta e che mentre gli altri si devono riunire in gruppi per sostenere le loro baggianate ,noi proseguendo solitari sulla nostra strada abbiamo visto giusto.
Un 'opera come questa ti fa volare alto,ti porta a riflettere,emozionarti,ti conquista ogni cellula del tuo corpo,e nel finale ti abbandoni all'inevitabile,con la serenità di chi ha appena visto e vissuto fino alla fine un grande capolavoro.
Ringrazio Elio Lovecchio per avermi fatto conoscere questo capolavoro

TRAILER

http://www.youtube.com/watch?v=e_weQ8Yxhp0