Si,si,ammetto che lo riconosco.Anzi,no riconoscere sarebbe dare un valore ,una responsabilità,qualcosa di troppo importante.Ecco,sarebbe meglio dire:comprendo.Quello che si dice sul cinema come industria, e dei film che si possano girare così,come un divertimento,un capriccio,no..Anche questo..Il divertimento è di per sè effimero e passeggero,mentre un film rimane fino a che non svanisce dalla mente di chi lo guarda e il capriccio?Troppo intellettuale,ci vuole una certa grazia nell'essere capriccciosi.No,il cinema fatto per fare cinema e incassi.Ecco,il punto.Dolentissimo,troppo dolente per un semplice spettatore che cerca nella rappresentazione se non la vanità dell'arte,o il piacere dell'intelletto,la potenza irrefrenabile dell'evoluzione intellettuale,la bruciante radicalità della visione che diventa maestra crudele e tenera per il singolo e del popolo.Ma io sono un nulla,che non può certo fermare la degenerazione.Il cinema è cosa seria,importante,non è gioco,forse dovrebbe essere Missione e prima ancora Divulgazione.Ah,i miei deliri!D'altronde dietro a quello che vedi c'è tantissimo lavoro manuale,e vite non di artisti sovvenzionati da gentili mecenati,ma gente normale che deve guadagnare per vivere ordinariamente esistenze simili alle altre.Non è possibile chiedere troppo,rimanga quindi un mio sciocco pensiero quello del cinema slegato dalla bassezza dozzinale di un prodotto in serie.Nondimeno vi dico,ma davvero è solo illusione?La pazzia di chi vorrebbe che l'arte e la cultura vengano sradicate dai giardini del capitalismo e del settarismo per divenire il nutrimento giornaliero del popolo,per il suo benessere?E allora siete davvero certi che un film come questo non sia un sublime e sconcertante appuntamento con la grande arte?Non pensate che ci gira un film come questo non stia facendo solo un film,ma altro e oltre?
Guardate bene queste immagini di inaudita potenza visionaria...Visionario,che termine usato e abusato da troppe bocche e troppe mani.Tanto quanto "capolavoro",che quasi non conta più nulla.Eppure Ken Russel era un vero,autentico,assoluto visionario.Ce ne sono pochissimi lui è uno di quelli.Questa pellicola è un viaggio di inaudita pulcretudine attraverso la malsana visione di quello che il Potere può fare per portare a termini i suoi scopi.Russel è uno dei pochi che sa creare immagini,una forza la sua davvero invidiabile,perchè non ha bisogno di parole stonate o di spiegoni imbarazzanti.La lunghissima scena finale del processo,del delirio delle suore,della morte di Grandier è Visione purissima .Sconcerta,disturba,inquieta,terrorizza come se fosse un film dell'orrore,ma quello che vediamo è la nostra storia.Di religione che opprime,reprime,giudica,condanna,nascondendosi dietro all'ipocrisia,a insensate guerre per il bene e l'anima delle persone.Tutte balle,orribili balle.Un film che racconta moltissimo della nostra devastata esistenza quando il senso di colpa indotto,la crudeltà e l'esaltazione fanatica delle guardie del potere,ci investono senza lasciarci scampo.
La storia è prima narrata nel libro di Aldous Huxley i Diavoli di Loudon e poi portata sullo schermo da questo grande maestro che dovrebbe essere insegnato e imparato per il bene stesso del cinema.Una goduria esplosiva di sensazioni assolutamente eclettiche,tanto che se l'aspetto macabro,ripugnante,disturbante nel suo essere così violentemente barocco,diventa una fortissima gioia per lo spettatore perchè comprende di trovarsi di fronte a una rarissima occasione di contatto con la Meraviglia.Il film è pieno di immagini suggestive,incubi,corpi di morti per la peste,gente impazzita e orgie oscene nella loro decadenza.La storia,dicevo:nella Francia che è appena uscita dalle guerre di religione,il paese di Loudon è libero e indipendente.Il governatore morente lascia pieni poteri al prete Grandier.Uomo di chiesa,ma anche libertino egli concupisce diverse donne,ha un figlio dalla figlia di un potente uomo locale e arriva pure a sposare una ragazza rimasta orfana.
Nel convento delle suore ,madre Jeanne è tormentata dalla visione del prete che confonde con la figura di cristo e si ritrova ad avere pensieri peccaminosi nei confronti del prete.Successivamente giunge un barone mandato dal cardinale Richelieu con l'ordine di abbattere le mura di quella sconveniente cittadina libera e così di renderla "morta"unificata al resto della Francia
Nondimeno Grandier diventa capo popolo difendendo quella loro cittadella.Chiaramente si pensa di punirlo,a questo scopo la follia di madre jeanne verrà fatta passare per possessione demoniaca,attraverso un lunghissimo e perverso processo che rimarrà sempre nella storia del cinema,immagini di grande potenza e deviazione.Purissima follia filmata.
Grandier non potrà salvarsi.
Suscitò molto scandalo alla sua uscita questa pellicola.Qualcuno la ritenne volgare,blasfema.E la blasfemia è davvero volgarità?O non lo è forse il bigottismo dei viscidi baciapile pronti alle più squallide puttanate e cattiverie,da lavare con una confessione?Non è volgarità il licenziamento del poeta e critico Raboni dall'Avvenire per aver difeso questa opera?Si può forse chiamare volgarità la capacità,che dovrebbe avere il cinema,di disturbare e scioccare per porre tutti noi a una sana riflessione?
Ecco direi di no.Guardatelo, può solo farvi del bene
Strepitosi i protagonisti:Oliver Reed e Vanessa Redgrave
lunedì 16 gennaio 2012
I DIAVOLI di KEN RUSSEL
Etichette:
capolavoro,
classici,
ken russel,
oliver reed,
storia,
storie vere,
vanessa redgrave
TRASPORTO ECCEZIONALE di J HERLANDER
Questo è un breve film finlandese che narra la vera storia di Santa Klaus.Il quale non è il simpatico e dolce nonnetto che rende felici i bimbi di tutto il mondo.No,è un mostro affamato della carne e assetato del sangue dei bimbi cattivi.Quindi ci potremmo aspettare un horror violento e ai danni di quella ciurma di scassacoglioni che sono i bambini?Ehhhhhh....
Ai giorni nostri in Finalndia,in un villaggio talmente sperduto che sono due casa e sti cazzi,bè un'impresa sta travellando una montagna perchè quanto pare al suo interno vi è nascosto qualcosa di assai interessante.Un bambino che ha un nome impronunciabile ,insieme a un altro il cui nome è un insieme di suoni e consonanti alla cazzo di cane spiano i lavori,avendo fatto un buco nella recinzione.
Poco dopo avvengono strani fatti:le renne vengono fatte a pezzi,c'è una strana atmosfera di minaccia e pericolo.Il bimbo dal nome impronunciabile capisce che dietro a queste cose c'è Babbo Natale,quello vero mica quello ammmmereggggano della Coca Cola,il quale secondo le tradizioni era una bestiaccia cattivissima.Roba che vede la saga di Saw e ride perchè troppo delicati come film.
Un giorno il padre scopre uno strano intruso,ferito ma vivo e quanto pare potenzialmente pericoloso.Con l'aiuto di due suoi amici decide così e perchè si di sequestrare Babbo Natale,cioè il tizio vecchio e strano che sta nel suo mattatoio.
Decide di scambiarlo con molti soldi che deve portare il capo della spedizione che sta trivellando la montagna.Scoprono però che egli non è babbominchia di natale,ma un elfo.E ce ne son altri e son incazzati.Qui ti aspetti un film con i nostri in trappola che devono difendersi da dei cattivissimi mostriciattoli,è un film horror no?Seeeeee ciao nì!
Diciamo che gli elfi sono un po' dei pirla,babbo minchia è ancora bloccato nel ghiaccio e viene eliminato subito e poi il piano..ma no,ho pietà di me stesso va.
Dunque è un film brutto?No,non è riuscito,ma ha anche dei bei momenti e all'inizio fa ben sperare non mi piace l'ultima parte.Magari è una mossa astuta e autoriale,che alla base smonta i soliti meccanismi del genere orrorifico e potrebbe essere una ganzata,ma a me sarebbe piaciuto anche vedere un horror con elfi e babbo natale che fanno a pezzi i bamboccia cazzola e altra umanità.
Peccato la prima parte è ben costruita,c'è una sottile tensione,ma poi tutto finisce così..
Comunque dura poco:73 minuti ,va facciamo 79.Guardatelo va,che il piano finale e il finale stesso non devono tormentare solo me!
Ai giorni nostri in Finalndia,in un villaggio talmente sperduto che sono due casa e sti cazzi,bè un'impresa sta travellando una montagna perchè quanto pare al suo interno vi è nascosto qualcosa di assai interessante.Un bambino che ha un nome impronunciabile ,insieme a un altro il cui nome è un insieme di suoni e consonanti alla cazzo di cane spiano i lavori,avendo fatto un buco nella recinzione.
Poco dopo avvengono strani fatti:le renne vengono fatte a pezzi,c'è una strana atmosfera di minaccia e pericolo.Il bimbo dal nome impronunciabile capisce che dietro a queste cose c'è Babbo Natale,quello vero mica quello ammmmereggggano della Coca Cola,il quale secondo le tradizioni era una bestiaccia cattivissima.Roba che vede la saga di Saw e ride perchè troppo delicati come film.
Un giorno il padre scopre uno strano intruso,ferito ma vivo e quanto pare potenzialmente pericoloso.Con l'aiuto di due suoi amici decide così e perchè si di sequestrare Babbo Natale,cioè il tizio vecchio e strano che sta nel suo mattatoio.
Decide di scambiarlo con molti soldi che deve portare il capo della spedizione che sta trivellando la montagna.Scoprono però che egli non è babbominchia di natale,ma un elfo.E ce ne son altri e son incazzati.Qui ti aspetti un film con i nostri in trappola che devono difendersi da dei cattivissimi mostriciattoli,è un film horror no?Seeeeee ciao nì!
Diciamo che gli elfi sono un po' dei pirla,babbo minchia è ancora bloccato nel ghiaccio e viene eliminato subito e poi il piano..ma no,ho pietà di me stesso va.
Dunque è un film brutto?No,non è riuscito,ma ha anche dei bei momenti e all'inizio fa ben sperare non mi piace l'ultima parte.Magari è una mossa astuta e autoriale,che alla base smonta i soliti meccanismi del genere orrorifico e potrebbe essere una ganzata,ma a me sarebbe piaciuto anche vedere un horror con elfi e babbo natale che fanno a pezzi i bamboccia cazzola e altra umanità.
Peccato la prima parte è ben costruita,c'è una sottile tensione,ma poi tutto finisce così..
Comunque dura poco:73 minuti ,va facciamo 79.Guardatelo va,che il piano finale e il finale stesso non devono tormentare solo me!
domenica 15 gennaio 2012
IL DISCORSO DEL RE di TOM HOOPER
Prima di leggere la mia modesta opinione su questa pellicola,vi prego di iscrivervi..A cosa?Vi domanderete lecitamente,e ora ve lo spiego:a un duello,a singolar tenzone,perchè quando si dice che questo bellissimo film non meritava l'oscar,bè volete proprio sfidarmi!Quindi scegliete le armi,che poi vi sistemo o felloni!
E ora spazio alle "contraddizioni "viganiane:"ma come tu detesti profondamente la monarchia e la perfida albione,ma vai matto per i film della perfida albione sulla loro monarchia?","Si,è vero.Detesto L'Inghilterra,la Francia,la Germania,gli Stati Uniti,Israele,profondamente.Tuttavia i britannici hanno delle capacità artistiche nel campo cinematografico assai evidenti,lo stesso valga per i francesi,certe cose americane.Inoltre mentre noi avevamo una casa reale da operetta,perlomeno le guerre fratricide per il potere in Inghilterra sono sempre avvincenti.Detto questo ammiro L'Irlanda e l'I.R.A. Mi sta sul cazzo Churchill,e reputo gli inglesi dei trasandati coglioni pezzenti ubriachi colonialisti del cazzo.Tuttavia la loro storia reale è interessante,non parlo chiaramente di Lady D o Pippa,che quella è roba per gay mediasettiani.
Sistemata anche la storia della mancata coerenza,arriviamo al film.Che meravigliosa e sublime opera,quale piacere andare al cinema o prendersi il dvd originale-come ho fatto io-ed assistere finalmente al caro,vecchio,classico,tradizionale,cinema.Dove non c'è un regista con ansia da prestazione che ogni due secondi deve farti vedere quanto è bravo e aoooo so er visionario der tufello a hollywudde.Un film che non cerca lo scandalo,la provocazione,il rimedio dei poveri,ma è Storia filmata con eleganza,pudore,distacco ma non indifferenza.Una regia pulita,totalmente al servizio della storia e dei magnifici attori coinvolti.
La storia vera di Bertie,futuro Re Giorgio VI,il quale da sempre è afflitto da balbuzie.Questo difetto gli impedisce di avere la stima della corte e del popolo.Le cose andrebbero anche bene,visto che è il secondo genito e il regno dovrebbe spettare al fratello maggiore David.Nondimeno la solerte consorte lo sprona a incontrare un logopedista australiano Lionel,attore mediocre che si è inventato un lavoro:quello di far parlare bene la gente.Non sempre i rapporti tra i due saranno felici,tuttavia piano piano nascerà una profondissima amicizia che durerà tutta la vita.Anche perchè l'aiuto di Lionel sarà fondamentale.Sbattendosene delle responsabilità a cui è chiamato David scioccamente segue il suo "cuore"che deve essere un po'stupido visto che batte per una donna ammmmeregggana,con lo stile ammmmmeregggano,divorziata.Per cui,il mio omonimo abdica e Bertie è costretto a diventare re,che peraltro ha una grande sfiga:incontrare quel simpatico Churchill,quello che si vantava della creazione dei campi di concentramento in sudafrica e quello del bombardamento di Dresda.
Però l'umanità assoluta e forte del suo "dottore"lo porterà a parlare alla radio.Il suo discorso viene ricordato come un grande discorso,(perchè gli inglesi in fatto di megalomania sono imbattibili,un discorsetto retorico e facile viene spacciato come chissà cosa),tuttavia dopo questo evento la vita del Re cambierà in meglio.Non si può dir la stessa cosa degli inglesi morti in guerra,ma tanto son sudditi e chi se ne frega!
Il film è assai interessante e i personaggi scritti benissimo.Giganteggiano Colin Firth e Geoffrey Rush,sublimi e memorabili.Buona prova anche per Guy Pearce e la solita Helen Bonham Carter.Film rigoroso,emozionante,meritevole dei premi vinti.
Nondimeno gli Oscar non contano un cazzo,sono ammmereggganate che una volta cresciuti potremmo anche lasciarci alle spalle.quando impareremo a esser italiani e non nando mericoni?
E ora spazio alle "contraddizioni "viganiane:"ma come tu detesti profondamente la monarchia e la perfida albione,ma vai matto per i film della perfida albione sulla loro monarchia?","Si,è vero.Detesto L'Inghilterra,la Francia,la Germania,gli Stati Uniti,Israele,profondamente.Tuttavia i britannici hanno delle capacità artistiche nel campo cinematografico assai evidenti,lo stesso valga per i francesi,certe cose americane.Inoltre mentre noi avevamo una casa reale da operetta,perlomeno le guerre fratricide per il potere in Inghilterra sono sempre avvincenti.Detto questo ammiro L'Irlanda e l'I.R.A. Mi sta sul cazzo Churchill,e reputo gli inglesi dei trasandati coglioni pezzenti ubriachi colonialisti del cazzo.Tuttavia la loro storia reale è interessante,non parlo chiaramente di Lady D o Pippa,che quella è roba per gay mediasettiani.
Sistemata anche la storia della mancata coerenza,arriviamo al film.Che meravigliosa e sublime opera,quale piacere andare al cinema o prendersi il dvd originale-come ho fatto io-ed assistere finalmente al caro,vecchio,classico,tradizionale,cinema.Dove non c'è un regista con ansia da prestazione che ogni due secondi deve farti vedere quanto è bravo e aoooo so er visionario der tufello a hollywudde.Un film che non cerca lo scandalo,la provocazione,il rimedio dei poveri,ma è Storia filmata con eleganza,pudore,distacco ma non indifferenza.Una regia pulita,totalmente al servizio della storia e dei magnifici attori coinvolti.
La storia vera di Bertie,futuro Re Giorgio VI,il quale da sempre è afflitto da balbuzie.Questo difetto gli impedisce di avere la stima della corte e del popolo.Le cose andrebbero anche bene,visto che è il secondo genito e il regno dovrebbe spettare al fratello maggiore David.Nondimeno la solerte consorte lo sprona a incontrare un logopedista australiano Lionel,attore mediocre che si è inventato un lavoro:quello di far parlare bene la gente.Non sempre i rapporti tra i due saranno felici,tuttavia piano piano nascerà una profondissima amicizia che durerà tutta la vita.Anche perchè l'aiuto di Lionel sarà fondamentale.Sbattendosene delle responsabilità a cui è chiamato David scioccamente segue il suo "cuore"che deve essere un po'stupido visto che batte per una donna ammmmeregggana,con lo stile ammmmmeregggano,divorziata.Per cui,il mio omonimo abdica e Bertie è costretto a diventare re,che peraltro ha una grande sfiga:incontrare quel simpatico Churchill,quello che si vantava della creazione dei campi di concentramento in sudafrica e quello del bombardamento di Dresda.
Però l'umanità assoluta e forte del suo "dottore"lo porterà a parlare alla radio.Il suo discorso viene ricordato come un grande discorso,(perchè gli inglesi in fatto di megalomania sono imbattibili,un discorsetto retorico e facile viene spacciato come chissà cosa),tuttavia dopo questo evento la vita del Re cambierà in meglio.Non si può dir la stessa cosa degli inglesi morti in guerra,ma tanto son sudditi e chi se ne frega!
Il film è assai interessante e i personaggi scritti benissimo.Giganteggiano Colin Firth e Geoffrey Rush,sublimi e memorabili.Buona prova anche per Guy Pearce e la solita Helen Bonham Carter.Film rigoroso,emozionante,meritevole dei premi vinti.
Nondimeno gli Oscar non contano un cazzo,sono ammmereggganate che una volta cresciuti potremmo anche lasciarci alle spalle.quando impareremo a esser italiani e non nando mericoni?
Etichette:
cinema d'autore,
cinema dal volto umano,
colin firth,
geoffrey rush
PRIMAVERA ESTATE AUTUNNO INVERNO E ANCORA PRIMAVERA di KIM-KI DUK
Questo riepilogo non è disponibile.
Fai clic qui per visualizzare il post.
Etichette:
capolavoro,
cinema d'autore,
cinema dal volto umano,
kim ki duk
sabato 14 gennaio 2012
DOOMSDAY di NEIL MARSHALL
"Ehi,tipo..Ehi!Parlo con te,sveglia,dai amico vieni qui..Ecco,mettiamoci qui che non ci devono trovare.Oh,ti interessa ..Che ne so?Ti interessa un film di epidemia e contagio ?Ok,prenditi Doomsday.Ti interessa un film post atomico o menate simili,cazzo ho Doomsday!Ah,magari una di quelle robe medioevali di scontri tra cavallieri del cazzo?Oh,ma sai che ho una roba...Eccola Doomsday.Uhhh,ma ho capito che tipo sei ti piace la roba fetish,la trovi e sai dove?Si,Doomsaday.
Eh,è tua quella macchina?Fica,bè ti piace guidare forte e..Ci sono,ami i film di inseguimento,guarda ho una novità per te:Doomsday!
Catfght?Ami veder le donne che se menano?Doomsday?Roba di militari che salvano il mondo?Dooooomsday!Poliziotti anziani dal cuore d'oro?Dooooomsday!Ti sei convinto?Bè prendilo va!
Si,perchè questo film è tutto e di più una sorta di viaggio tamarro e violento all'interno del cinema di genere.Ok,vero che Marshall fa notevoli passi indietro rispetto a The Deschent,altro film,altre intenzioni,quello è un capolavoro che ti capita una volta e amen
Invece questo Doomsday è quello che un Harlin ,Herlin come cazzo si chiamava quel tipo inetto e mediocre ,bè quel tipo di film che lui non sarebbe mai in grado di fare.Marshall che è un grande regista offre lezioni ai paolini ws anderson,riprendendo il genere e frullandolo alternando momenti tamarissimi ad alcune idee ganze,cosa che moltissimi che si dichiarano registi manco per il cazzo sono in grado di fare.Cita e anche molto,chiaro che Jena Plinski sia un punto di riferimento.Però non cade nel ridicolo totale.L'inizio è stupendo:la gente che scappa dal virus e dal contagio,il panico e la violenza sono filmati davvero molto bene.C'è un cedimento quando arrivano i punks del cazzo,(ah se li odio),il film perde punti,ma si rialza per via di inseguimenti,mazzate e sopratutto per la trovata successiva "medioevale".Si,è irrisolto e avanza tra momenti godibilissimi e altro dove veramente temi che un mentecatto come pws abbia preso in mano la direzione del film.Epperò,per quanto io disprezzo gli inglesi-colonialisti di merda loro e la loro regina del cazzo- è anche vero che sono ottimi come cinematografari.Te pensa Marshall e Wright,noi chi è che abbiamo sono anni che continuiamo a parlare di gente che su 70 film ne ha indovinati 5 davvero belli e poi ci incazziamo con i critici nostrani che li stroncano,vabbè.
Quindi che dire?Non è che stiamo parlando di capolavoro eh?Ma è gajardo,si lascia vedere e poi ha grandi attori come Bob Hoskins-lo sbirro buono e malinconico- e Malcom Macdowell invecchiato dopo il capolavoro If,ma sempre un gran attore.
E poi,visto che c'è gente che la mena con Michelle Rodriguez quanto è brava e sexy a fare la dura,oh...Beccatevi Rohna Mitra!Mitica!
Eh,è tua quella macchina?Fica,bè ti piace guidare forte e..Ci sono,ami i film di inseguimento,guarda ho una novità per te:Doomsday!
Catfght?Ami veder le donne che se menano?Doomsday?Roba di militari che salvano il mondo?Dooooomsday!Poliziotti anziani dal cuore d'oro?Dooooomsday!Ti sei convinto?Bè prendilo va!
Si,perchè questo film è tutto e di più una sorta di viaggio tamarro e violento all'interno del cinema di genere.Ok,vero che Marshall fa notevoli passi indietro rispetto a The Deschent,altro film,altre intenzioni,quello è un capolavoro che ti capita una volta e amen
Invece questo Doomsday è quello che un Harlin ,Herlin come cazzo si chiamava quel tipo inetto e mediocre ,bè quel tipo di film che lui non sarebbe mai in grado di fare.Marshall che è un grande regista offre lezioni ai paolini ws anderson,riprendendo il genere e frullandolo alternando momenti tamarissimi ad alcune idee ganze,cosa che moltissimi che si dichiarano registi manco per il cazzo sono in grado di fare.Cita e anche molto,chiaro che Jena Plinski sia un punto di riferimento.Però non cade nel ridicolo totale.L'inizio è stupendo:la gente che scappa dal virus e dal contagio,il panico e la violenza sono filmati davvero molto bene.C'è un cedimento quando arrivano i punks del cazzo,(ah se li odio),il film perde punti,ma si rialza per via di inseguimenti,mazzate e sopratutto per la trovata successiva "medioevale".Si,è irrisolto e avanza tra momenti godibilissimi e altro dove veramente temi che un mentecatto come pws abbia preso in mano la direzione del film.Epperò,per quanto io disprezzo gli inglesi-colonialisti di merda loro e la loro regina del cazzo- è anche vero che sono ottimi come cinematografari.Te pensa Marshall e Wright,noi chi è che abbiamo sono anni che continuiamo a parlare di gente che su 70 film ne ha indovinati 5 davvero belli e poi ci incazziamo con i critici nostrani che li stroncano,vabbè.
Quindi che dire?Non è che stiamo parlando di capolavoro eh?Ma è gajardo,si lascia vedere e poi ha grandi attori come Bob Hoskins-lo sbirro buono e malinconico- e Malcom Macdowell invecchiato dopo il capolavoro If,ma sempre un gran attore.
E poi,visto che c'è gente che la mena con Michelle Rodriguez quanto è brava e sexy a fare la dura,oh...Beccatevi Rohna Mitra!Mitica!
Etichette:
bob hoskins,
cinema,
cinema di genere,
donne che menano,
malcom macdowell,
neil marshall,
rhona mitra
venerdì 13 gennaio 2012
IF di LINDSAY ANDERSON
If= se. Quante volte nella nostra vita abbiamo pensato e desiderato attraverso i Se. Non vale la pena contare,sono tante.Troppe.Ha a che fare con i nostri piccoli o grandi tormenti,con le nostre piccole e grandi speranze.Eppure non c'è nulla di più umano e naturale che abbandonarsi e struggersi con i se,per i più emo :i ma.
If è anche il titolo di un film leggendario,che poi è anche una definizione diminutiva,un pilastro del free cinema,una pellicola che è fotografia-ora che il tempo è passato e i giovani ribelli son diventati vecchi reazionari- di un periodo storico importante e fondamentale.Un periodo che secondo me è vittima di una sciocca e sterile lotta tra i negativisti,(quelli che reputano il 68 e dintorni una cosa totalmente orribile),e i positivisti ,(quelli che danno al 68 e dintorni una esagerata importanza rivoluzionaria),metodo assai sciocco ripeto di giudicare la Storia.Negativo e positivo convivono tranquillamente,si tratta di comprendere quale sono le parti da tenere e quelle da dimenticare.Semmai.
Tuttavia per comprendere il film ci vuole una breve spiegazione politica,(è un discorso mio e quindi anche soggettivo),per capire quel momento storico.
La seconda guerra mondiale era costata moltissimo sia in termini umani sia per quanto riguarda l'economia dei paesi.I vecchi regimi demoliberali non avevano abbastanza soldi per mantenere le loro colonie,peraltro ormai territori in cui grazie alla rivoluzione sovietica si creavano sempre più gruppi anti colonialisti e veramente rivoluzionari, questo porta due conseguenze:1)l'avanzata di nuove potenze imperialiste come l'america,2)l'intensificarsi delle azioni rivoluzionarie e di liberazione dei popoli sotto occupazione,che vedono nel comunismo e nel nazionalismo una possibilità di riscatto.
Cosa succede invece da noi?Una certa classe dominante è ormai vetusta e pleonastica,i loro valori e le loro convenzioni sono ormai del tutto inservibili perchè il mondo si avvia vesso la produzione di beni immediati e di massa.Questo porta una generazione cresciuta durante la ricostruzione e il successivo boom economico a sentire sempre più strette e lontane le vite dei loro padri.Non mancano nemmeno-e son la parte migliore-le tensioni sociali di chi si sente sfruttato e partecipante di serie b nel gioco del miracolo e della bella vita.Ci saranno anche dei caduti nella parte operaia delle nostre società,vittime della rinascita economica,ma giammai democratica.
Il 68 ha una fortissima valenza di ribellione dei figli insoddisfatti della piccola e media borghesia contro i loro padri .La ribellione è figlia dell'insodisfazione e sorella della reazione.Da noi si materializzava con una spinta anti autoritaria,individualista,basata sui diritti sociali,sul gesto simbolico,su slogan fantasiosi.Non mancano nemmeno elementi più politicizzati e coscienti,in particolare nel mondo del lavoro.Ma sono i giovani,il soggetto dell'attenzione.E quindi è chiaro che il 68,pur con molte cose giuste da dire e fare,sarebbe finito nelle carnevalate piccole borghesi degli indiani metropolitani,corpi desideranti,in balìa alle quinte colonne come il femminismo.
Credo che molti erano comunisti perchè in quel periodo dava fastidio ai "vecchi" e metteva ansia e paura al sistema ,il caro comunismo.Quanto era gajiardo allora.
Tuttavia non è un periodo da condannare totalmente,perlomeno la gente o parte di essa si batteva anche per diritti più o meno giusti e si cercava magari con velleità piccolo borghesi di far progredire la società.Una ribellione piccolo e media borghese che ha toccato parte del proletariato, e anche della grande borghesia,esaurita la sua spinta-non riconoscendo nemmeno al suo interno la disciplina e l'organizzazione-si è sfasciata.In modo drammatico con le varie esplosioni di resistenza armata-rammentiamolo bene a tutti le br sono nate come risposta alle stragi di stato e fasciste.Contro civili inermi e non simboli di uno stato-o trasportando come è nella natura di ogni ribelle le sue istanze direttamente nella casa del Padrone e del Borghese.
L'erotizzazione ridicola e il consumismo alla cazzo di cane,la precarietà sul lavoro,l'anti politica al servizio di ristretti gruppi di potere,sono tutte cose che si trovavano già allora,dette però a "sinistra" estrema e liberale,mai comunista e rivoluzionaria.Mai.
Le cose migliori le hanno fatte nel cosidetto terzo mondo:vietnam,cina,cuba,tanto per dire alcuni.
Ora che più o meno ho spiegato il periodo veniamo al cinema:purissima ribellione dei figli della borghesia contro i lor padri e insegnanti,inutili ometti con stupide tradizioni superate dalla storia e dal contesto politico
Anderson gira una bellissima pellicola ,potentissima metafora della sua Nazione.Il collegio infatti pretende attraverso il rettore,gli insegnanti,ma sopratutto i prefetti:ordine,obbedienza,remissività,da parte dei ragazzi.Solo che da fuori giungono immagini di guerra e all'interno il capitalismo post bellico è diverso rispetto a quello di qualche anno prima.
Per cui se da una parte il collegio è simbolo di una tradizione pura e pulita,nella camerata dei ragazzi è facile veder le foto di guevara-rivoluzionario trasformato dal capitalismo in incona innocua e pop-o di mao.
La corruzione morale,sessuale,nascosta dietro le buone maniere,e la rabbia selvaggia pronta ad esplodere dei ragazzi è presente e ormai stanno arrivando allo scontro finale.
L'angelo vendicatore è Travis,ragazzo inquieto e ribelle che tornando al college con altri compagni segna la rottura definitiva-allora non lo sapevano che sarebbe durata poco-con i vecchi borghesi.
Memorabile e indimenticabile il finale:Travis e i suoi amici sparano sopra la folla di benpensanti,ridicoli ruderi borghesi,collaborazionisti falsi amici-il rettore giustamente ammazzato e ben gli sta-ma anche la vecchia borghesia vuole resistere e mostra la sua faccia assassina e repressiva.Uno scontro lasciato aperto:furioso,devastante,incontrollato
Anderson spiega con questo capolavoro un indimenticabile momento storico.Giusto o sbagliato hanno fatto qualcosa,noi?Ci limitiamo a stupidi ricordi di cartoni animati,mentre il capitalismo ci manda al macello.Storditi dai regimi liberali che ci danno libertà effimere,ma distruggono il lavoro e il ruolo del lavoratore,assistiamo passivi e incazzati alla nostra fine.
Se....
If è anche il titolo di un film leggendario,che poi è anche una definizione diminutiva,un pilastro del free cinema,una pellicola che è fotografia-ora che il tempo è passato e i giovani ribelli son diventati vecchi reazionari- di un periodo storico importante e fondamentale.Un periodo che secondo me è vittima di una sciocca e sterile lotta tra i negativisti,(quelli che reputano il 68 e dintorni una cosa totalmente orribile),e i positivisti ,(quelli che danno al 68 e dintorni una esagerata importanza rivoluzionaria),metodo assai sciocco ripeto di giudicare la Storia.Negativo e positivo convivono tranquillamente,si tratta di comprendere quale sono le parti da tenere e quelle da dimenticare.Semmai.
Tuttavia per comprendere il film ci vuole una breve spiegazione politica,(è un discorso mio e quindi anche soggettivo),per capire quel momento storico.
La seconda guerra mondiale era costata moltissimo sia in termini umani sia per quanto riguarda l'economia dei paesi.I vecchi regimi demoliberali non avevano abbastanza soldi per mantenere le loro colonie,peraltro ormai territori in cui grazie alla rivoluzione sovietica si creavano sempre più gruppi anti colonialisti e veramente rivoluzionari, questo porta due conseguenze:1)l'avanzata di nuove potenze imperialiste come l'america,2)l'intensificarsi delle azioni rivoluzionarie e di liberazione dei popoli sotto occupazione,che vedono nel comunismo e nel nazionalismo una possibilità di riscatto.
Cosa succede invece da noi?Una certa classe dominante è ormai vetusta e pleonastica,i loro valori e le loro convenzioni sono ormai del tutto inservibili perchè il mondo si avvia vesso la produzione di beni immediati e di massa.Questo porta una generazione cresciuta durante la ricostruzione e il successivo boom economico a sentire sempre più strette e lontane le vite dei loro padri.Non mancano nemmeno-e son la parte migliore-le tensioni sociali di chi si sente sfruttato e partecipante di serie b nel gioco del miracolo e della bella vita.Ci saranno anche dei caduti nella parte operaia delle nostre società,vittime della rinascita economica,ma giammai democratica.
Il 68 ha una fortissima valenza di ribellione dei figli insoddisfatti della piccola e media borghesia contro i loro padri .La ribellione è figlia dell'insodisfazione e sorella della reazione.Da noi si materializzava con una spinta anti autoritaria,individualista,basata sui diritti sociali,sul gesto simbolico,su slogan fantasiosi.Non mancano nemmeno elementi più politicizzati e coscienti,in particolare nel mondo del lavoro.Ma sono i giovani,il soggetto dell'attenzione.E quindi è chiaro che il 68,pur con molte cose giuste da dire e fare,sarebbe finito nelle carnevalate piccole borghesi degli indiani metropolitani,corpi desideranti,in balìa alle quinte colonne come il femminismo.
Credo che molti erano comunisti perchè in quel periodo dava fastidio ai "vecchi" e metteva ansia e paura al sistema ,il caro comunismo.Quanto era gajiardo allora.
Tuttavia non è un periodo da condannare totalmente,perlomeno la gente o parte di essa si batteva anche per diritti più o meno giusti e si cercava magari con velleità piccolo borghesi di far progredire la società.Una ribellione piccolo e media borghese che ha toccato parte del proletariato, e anche della grande borghesia,esaurita la sua spinta-non riconoscendo nemmeno al suo interno la disciplina e l'organizzazione-si è sfasciata.In modo drammatico con le varie esplosioni di resistenza armata-rammentiamolo bene a tutti le br sono nate come risposta alle stragi di stato e fasciste.Contro civili inermi e non simboli di uno stato-o trasportando come è nella natura di ogni ribelle le sue istanze direttamente nella casa del Padrone e del Borghese.
L'erotizzazione ridicola e il consumismo alla cazzo di cane,la precarietà sul lavoro,l'anti politica al servizio di ristretti gruppi di potere,sono tutte cose che si trovavano già allora,dette però a "sinistra" estrema e liberale,mai comunista e rivoluzionaria.Mai.
Le cose migliori le hanno fatte nel cosidetto terzo mondo:vietnam,cina,cuba,tanto per dire alcuni.
Ora che più o meno ho spiegato il periodo veniamo al cinema:purissima ribellione dei figli della borghesia contro i lor padri e insegnanti,inutili ometti con stupide tradizioni superate dalla storia e dal contesto politico
Anderson gira una bellissima pellicola ,potentissima metafora della sua Nazione.Il collegio infatti pretende attraverso il rettore,gli insegnanti,ma sopratutto i prefetti:ordine,obbedienza,remissività,da parte dei ragazzi.Solo che da fuori giungono immagini di guerra e all'interno il capitalismo post bellico è diverso rispetto a quello di qualche anno prima.
Per cui se da una parte il collegio è simbolo di una tradizione pura e pulita,nella camerata dei ragazzi è facile veder le foto di guevara-rivoluzionario trasformato dal capitalismo in incona innocua e pop-o di mao.
La corruzione morale,sessuale,nascosta dietro le buone maniere,e la rabbia selvaggia pronta ad esplodere dei ragazzi è presente e ormai stanno arrivando allo scontro finale.
L'angelo vendicatore è Travis,ragazzo inquieto e ribelle che tornando al college con altri compagni segna la rottura definitiva-allora non lo sapevano che sarebbe durata poco-con i vecchi borghesi.
Memorabile e indimenticabile il finale:Travis e i suoi amici sparano sopra la folla di benpensanti,ridicoli ruderi borghesi,collaborazionisti falsi amici-il rettore giustamente ammazzato e ben gli sta-ma anche la vecchia borghesia vuole resistere e mostra la sua faccia assassina e repressiva.Uno scontro lasciato aperto:furioso,devastante,incontrollato
Anderson spiega con questo capolavoro un indimenticabile momento storico.Giusto o sbagliato hanno fatto qualcosa,noi?Ci limitiamo a stupidi ricordi di cartoni animati,mentre il capitalismo ci manda al macello.Storditi dai regimi liberali che ci danno libertà effimere,ma distruggono il lavoro e il ruolo del lavoratore,assistiamo passivi e incazzati alla nostra fine.
Se....
Etichette:
cinema d'autore,
free cinema,
lindsay anderson
giovedì 12 gennaio 2012
VENDICAMI di JOHNNY TO
Cosa conta:la storia o il narratore?Cioè diamo massima importanza all'intreccio narrativo e ai personaggi,oppure al modo in cui una vecchia storia ci viene narrata.
Sulla carta Vendicami è semplicissimo:un uomo,Costello,un francese con un passato misterioso e forse criminale da anni si è ritirato e gestisce un ristorante.A Macao però qualcuno stermina la famiglia di sua figlia,la quale sul letto d'ospedale chiede al genitore di vendicarla.
L'uomo si trova perduto in terra straniera,non sapendo che fare.Fino quando ,per caso,incontra tre killer. Li assume e loro metteranno a rischio la loro vita per aiutarlo.
Una trama ripeto tuttosommato semplice,eppure questa semplicità viene rielaborata in una dolentissima,amarissima,malinconica,ballata di morte,vendetta,amicizia,sacrificio,solitudine,coraggio,onore,insomma la grande materia per fare un grande noir,come effettivamente è questo film
Johnny To è un nome di grande garanzia per chi ama il genere,qualcuno ha tirato in ballo Micheal Mann per definire lo stile del regista asiatico.Certo,potrebbe essere.In ogni caso è un maestro del cinema di genere e non solo,per me.Mentre molti stimati registi italici di genere usano il rallenty in modo spesso pacchiano,To è bravissimo a creare amarissime danze di morte per ogni sparatoria- quella nel parco di notte è memorabile-condisce il tutto con una certa umanizzazione dei personaggi: i killers che si trovano al parco per spararsi,ma poi l'intervento dei famigliari li blocca,alcune gentilezze tra loro prima di spararsi,sono cose che gli ammmmeriggggani manco per il cazzo son capaci di gestire.La stessa figura del giustiziere è scritta benissimo:un uomo solo,che per causa di una pallottola perde la memoria e non solo non riconosce le persone,(splendida la scena sotto la pioggia con Costello che non rammenta il viso degli amici),ma anche il perchè deve fare alcune cose.Un personaggio di profonda disperazione e solitudine,umanissimo.
Altro che i reazionari giustizieri da barzelletta interpretati da Merli o da qualche yankee.
Perfetto il cantante degli anni 60 Johnny Halliday,ottimo e memorabile
L'Asia ci insegna moltissimo,sopratutto nel mondo del cinema
Sulla carta Vendicami è semplicissimo:un uomo,Costello,un francese con un passato misterioso e forse criminale da anni si è ritirato e gestisce un ristorante.A Macao però qualcuno stermina la famiglia di sua figlia,la quale sul letto d'ospedale chiede al genitore di vendicarla.
L'uomo si trova perduto in terra straniera,non sapendo che fare.Fino quando ,per caso,incontra tre killer. Li assume e loro metteranno a rischio la loro vita per aiutarlo.
Una trama ripeto tuttosommato semplice,eppure questa semplicità viene rielaborata in una dolentissima,amarissima,malinconica,ballata di morte,vendetta,amicizia,sacrificio,solitudine,coraggio,onore,insomma la grande materia per fare un grande noir,come effettivamente è questo film
Johnny To è un nome di grande garanzia per chi ama il genere,qualcuno ha tirato in ballo Micheal Mann per definire lo stile del regista asiatico.Certo,potrebbe essere.In ogni caso è un maestro del cinema di genere e non solo,per me.Mentre molti stimati registi italici di genere usano il rallenty in modo spesso pacchiano,To è bravissimo a creare amarissime danze di morte per ogni sparatoria- quella nel parco di notte è memorabile-condisce il tutto con una certa umanizzazione dei personaggi: i killers che si trovano al parco per spararsi,ma poi l'intervento dei famigliari li blocca,alcune gentilezze tra loro prima di spararsi,sono cose che gli ammmmeriggggani manco per il cazzo son capaci di gestire.La stessa figura del giustiziere è scritta benissimo:un uomo solo,che per causa di una pallottola perde la memoria e non solo non riconosce le persone,(splendida la scena sotto la pioggia con Costello che non rammenta il viso degli amici),ma anche il perchè deve fare alcune cose.Un personaggio di profonda disperazione e solitudine,umanissimo.
Altro che i reazionari giustizieri da barzelletta interpretati da Merli o da qualche yankee.
Perfetto il cantante degli anni 60 Johnny Halliday,ottimo e memorabile
L'Asia ci insegna moltissimo,sopratutto nel mondo del cinema
Etichette:
cinema d'autore,
cinema dal volto umano,
film di genere,
johnny halliday,
johnny to
Iscriviti a:
Post (Atom)
