lunedì 23 gennaio 2012

IDIOTI di LARS VON TRIER

Ehi,come dice il famoso detto?Ogni minaccia è una promessa,e io le mantengo:sia le minacce che le promesse.Quindi eccomi qui in questa notte di lunedì a scrivere qualcosa su un film di Von Trier.Lunedi prossimo toccherà ad Europo e l'altro ancora a Dancer in the dark,poi vedremo.Sono convintissimo che di persone savie,ma veramente saggie non di quelle che si reputano tali perchè vedono classiconi ben accetti da ogni bigolo borghese o filmacci alternativi che fanno orgasmare i ribelli ,amanti del cinema di Lars ci sono e qualcuno o qualcuna interessata a discutere sulla sua opera pure.Vi può anche fare schifo,sono talmente dittatoriale che posso apparire democratico in quanto non mi interessa cambiare le teste ,i pensieri,cioè mi interessava forse fino a qualche anno fa,si sapete il comunismo come fenomeno culturale o roba simile.Ma illo funziona solo come organizzazione militare e di guerra,aspettando che da noi qualcuno si decida coraggiosamente a muoverla contro i terroristi delle grandi industrie,delle aziende,delle banche,del capitalismo colonialista e di quello che ti fa spendere un euro per qualche disgraziato quando c'è una tragedia da qualche parte,ecco aspettando che qualcuno decida di fare la guerra a queste cose qui,io ho deciso di fregarmene e di volermi bene.La felicità,che poi è anche il tema di questo capolavoro.Si,sono un idiota totale anche io,con tanto di occhiali a dar un tono di fessacchieria in più no?Sono idiota perchè dotato di intelligenza,(oh è immodesto e chi loda si imbroda,ma cazzo se amo imbrodarmi altro che la Star),di voglia di sapere e menate simili.Non sono solare,semplice,genuino,ma assai lunatico nella mia smodata mediocrità placida.Non faccio casini,sono un casino.E che faccio?Niente lavoro,credo di darmi da fare per avere degli amici,roba simile.
Mi sento male se penso a quello che vedo intorno?Si,si.Però con calma,ok?Massa di stronzi,plebaglia di merda,tamarri froci.E scopatori tristi,troie gratuite,guitti con la telecamera,pompinari direttori di giornali e opinionisti prendiloinculo del gf.Ah,se mi fanno schifo i miei consimili.Però ripeto con pazienza e molta calma,la vita è una sola e se la maggioranza ritiene giusto andare a fanculo allegramente,ok!
Per questo ripeto sono molto democratico anche nei giudizi che i possibili lettori o lettrici potrebbero dare sul cinema di Von Trier o su questa singola opera.Fate come volete,sopporto tanta merda in giro.Sopporto.
Detto questo,cosa aggiungere?Perchè cominciamo da Idioti e non da L'elemento del crimine?Mah,così:è in onore al Gf e per parlare dell'unica cosa davvero innovativa e geniale degli anni 90,si anche assolutamente effimera.D'altronde Lars aveva intenzione di girare 5 pellicole con questo stile,poi ne han fatte 35.La maggioranza poi cazzate,ma questa e Festen sono dei capolavori.
Quanti tipi di idiozia conoscete?Sforzatevi dai,dai..Ecco:quella dei concorrenti di reality show.Gente che dovremmo usare come vittime del nostro sadismo,quando siamo incazzati perchè il lavoro va male,no?Ecco quella idiozia di gente che appare e svanisce.Nulla che svolazza blaterando castronerie,vi paiono normali?No,ma hanno il loro effimero successo.Danno fastidio solo ai petulanti occhialuti come me,si?
Poi ci sono gli idioti del democretinismo militante,dell'animismobellista,del pressapochismo politico,quelli del "saviano ha detto","fazio ha intervistato","travaglio ha polemizzato",questa gente qui.Non capiscono un cazzo,di un cazzo,di un cazzo,sono razzisti paternalisti e dabbenisti.Nemmeno la forza di essere di forza nuova,no:loro portano pace,libertà,democrazia.Dovrebbero chiederlo a tutti quei popoli che hanno liberato da una sanissima dittatura,per gettarli nelle fauci del regime liberaldemocratico,della dittatura del mercato.
Compagni di questi idioti sono quelli del :libero pensiero,stampa,espressione.Oh,e dove sarebbe?Nel nostro blog dove scriviamo tutto,ma non abbiamo il potere di cambiare nulla nel concreto?Uh,facciamo gli indignados del sabato pomeriggio che ce famo un giro a Roma?Quelli?
Il pensiero unico che domina le nostre vite nemmeno lo comprendiamo,anzi!Eppure leggete i giornali e guardate la tv che dicono tutti:w l'occidente liberale terra delle libertà e promesse,evviva il mercato libero e capitalista.Idioti sono anche questi e lo sono quelli che credono a loro.
Poi c'è l'idiozia spiritosa,benevola,conformista, simpsoniana.Un pretesto di autoassolvazione e così sia.

Dogma era un movimento di registi nato a copenhagen nel 1995. Il superamento del cinema individualista,la messa al bando di quelle tendenze che magari nascono anti borghesi e poi si imborghesiscono con l'avanzare del tempo.La negazione assoluta dell'illusione romantica borghese e insomma molte cose giustissime.Non è solo una telecamera a mano e così via.
Il manifesto dice una cosa verissima.:massima democratizzazione del cinema,la tecnologia può fare in modo che qualsiasi di noi faccia cinema.Però,la vera democratizzazione ha bisogno di un'avanguardia,di massima disciplina,militarizzazione quindi dell'immaginario e del lavoro nel e per il cinema..
qui trovate la spiagazione totale :http://www.zentropa.altervista.org/dogmaV.htm

Ecco, le idee potenti vivono l'attimo del pensiero,delle sua perfezione,poi se dovessero durare sarebbero manierismi e tradizionalismi sterili,in questo Von Trier ci ha visto benissimo.Dimostrando una grandissima intelligenza che per molti potrebbe essere solo spirito provocatorio da 4 soldi,eh ma non è così!
Vero ha rinnegato questo e ha girato poi altre pellicole su altre strade,chi se ne frega.Può permetterselo lui,e gli altri applaudire.

Bè,Idioti parla di Karen che fa conoscenza con uno strano gruppo di ragazzi e ragazze.Gente che soffocata dall'ipocrisia istituzionalizzata e schifata per la stoltezza della morale pubblica,decide di incarnare l'oggetto meno desiderato nel gran supermarket dei tipi umani:l'idiota,il ritardato,l'handicappato.
Tanto ci fanno schifo e tanto li disprezziamo che dobbiamo chiamarli :diversamente abili,per poterne accettare l'esistenza.Li ammazzeremmo tutti,se fosse possibile.Se non fosse una cosa sconveniete da dire a cena con amici e parenti.
Questo mettono in campo gli Idioti,con scorribande nel mondo dei normali e quindi ipocriti per forza.Però nemmeno loro sono immuni dal male delle società liberal-democratiche,anche loro con i loro vezzi e le loro recite partecipano a un gioco che alla lunga stanca. E infatti il gruppo sarà destinato a sciogliersi,forse.
Karen troverà in loro la felicità vera,non quella che ci dicono sia tale e troverà la forza di resistere al gravissimo e pesantissimo lutto famigliare che l'ha colpita duramente.Nell'idiozia come ultima spiaggia,con il solo sostegno di un'amica Susan.Un finale struggente e bellissimo di grande impatto emotivo per un film fondamentale e importante.Un'opera che è entrata come aria rivoluzionaria e fragile nel mondo noioso e fighetto del cinema d'autore e in quello semplicistico e sciatto di genere.
Potete anche detestarlo tuttavia trovatemi opera radicale e innovativa più interessante di questa.Un grandissimo film che sbeffeggia,dissacra,distrugge,è irriverente,umanissimo,tenerissimo,dolce e spietato.Non è forse il migliore Von Trier,ma ha una sua strana magia e radicale verità che non avranno altre opere
Grazie Lars,meglio idioti che borghesi tamarri.

domenica 22 gennaio 2012

ATTO D'AMORE:LARS.

PRIMO CAPITOLO

IL SOGNO.

Una conferenza stampa molto animata,quasi rissosa potremmo scrivere ,ha animato oggi la giornata al Festival di Cannes.Non poteva essere altrimenti:Lars Von Trier si presentava in gara con un film scritto dallo sceneggiatore,drammaturgo,commediografo Davide Viganò.Due personalità forti ,(si narra anche di leggendari litigi sul set,con il nostro connazionale che bestemmiava in dialetto brianzolo contro il divino danese),particolari,controverse.Questo è alla base di un solido legame nato durante queste riprese.
Il film presentato è la storia di un uomo difensore del cinema come azione individualista e personale,che vuole girare il film d'autore definitivo.Troverà ostacoli nel pubblico,nella critica,e nella troupe stessa.Fino a un malinconico abbandono a una tristissima e totale solitudine
""L'inutilità del cinema e sopratutto delle chiacchiere su di esso", mi è venuto in mente durante l'ultima settimana di lavoro sul set,di vabbè ma voi sapete già di come ho debuttato?Scrivendo film di genere.Io però sono anche una gran brutta persona,sapete?Altrimenti non lavorerei con un maligno come Lars.Cioè devi davvero odiare la gente e il cinema per girare Antichrist!"Risate in sala e prima grossa rissa con il danese.
"Lavorare con Davide?Una perdita di tempo,come potrebbe essere fare cinema.Ecco l'adoro per questo.Una delle pochissime persone che ,non vorrei esagerare, stimo molto.Anche quando scriveva quelle zombate all'italiana ,ricordi?"Viganò mostra il dito medio.
"Si,Lars ha radicalmente cambiato la mia vita,e per questo ho deciso di querelarlo.Dico,ero un ragazzino normale e tranquillo,poi arrivano i suoi film.E insomma,non credo che dopo una persona sia la stessa.Ti cambia.Certo se hai l'intelligenza di comprenderlo.Non è da tutti"Fischi in sala da parte di critica e pubblico.
"Credo che il Davide migliore sia quello che lavorava ,come aiutante per giunta,di quella ragazza romana che tanto mi detesta.Si,quella che di tutta la mia carriera ha scritto sul suo blog di Anti-Christ.Ecco,gli voglio talmente tanto bene che gli offro questo consiglio:lasciami il premio che vinceremo e tornatene a fare l'aiuto regista,va"
"Si,questo danese che a volte sembra simpatico come sabbia nelle mutande era,è,sarà,il mio mito.La leggenda immortale,il punto di riferimento.Non credo che il cinema debba essere solo intrattenimento,ma anche una sfida che si lancia allo spettatore.E come lo sfidi?Parlando di te.Così ha fatto Woody Allen e tanti altri.Io avevo un sogno,nonostante il grande affetto della critica,di qualche spettatore che ha avuto la forza e la pazienza di vedere i miei film,bè sono contento che si sia avverato.Lars è il Padre di Dio,come già scrissi una volta.Io credo che senza questo uomo il cinema sarebbe morto.Negli anni 90 c'era solo lui,e poi il mio amico Zhang Yimou e Paul Anderson.Io amo gli autori.Sono come i cowboy o i giustizieri solitari,destinati magari a una brutta fine,invisi al grande pubblico,ai critici improvvisati.Ma sono loro che ti danno la forza di farti sentire e di andare avanti."

Il duo ha vinto il festival di Cannes,presentandosi decisamente alterati dall'alcol ,non sono mancati i soliti deliri provocatori filo stalinisti di Viganò.E comunque potete detestarli,ma questi due sono parte del grande cinema d'autore.Sparategli o applauditeli.


CAPITOLO SECONDO

QUANDO NASCE UN AMORE


Bè,ecco vediamo di ricordare...Cazzo,avevo credo che ..Si,ecco ..No,non ricordo quanti anni avessi.Forse 18,ma comunque non importa.Ricordo però che ero a casa da solo,vado in videoteca e prendo la cassetta,si perchè all'epoca esistevano queste videocassette non c'erano ancora i dvd fatevi spiegare poi dai vostri padri cosa erano questi oggetti,ok?Dicevo?Ah,si la vhs de Le Onde del Destino.Ora credo che tutti noi si nasca con una sorta di sceneggiatura già scritta in tasca,no?Una specie di roba:primo tempo,intervallo,secondo tempo e poi inevitabilmente titoli di coda.Quindi forse era voluto da Dio,o dal destino, dal congresso stellare del Pcus,cazzo ne so!Comunque,da quella visione è nato un grandissimo,profondissimo,eterno ,amore.Tra me e il cinema di questo grande artista.Si,lo so che il cinema è industria,che il pubblico essendo massa amorfa ha la pazienza di un bimbo di due anni,i più maturi,che la critica talora o pompa esageratemente o non capisce un cazzo.Quindi moltissimi parlano malissimo di Lars,hanno forse anche ragione.Tuttavia me ne frego,ti piace questo slogan?L'ha inventato un dittatore che come me è del segno del leone e si è diplomato come maestro elementare.Non sono fascista,però era così tanto per provocare.Ecco,uno dei grandi errori che tutti fanno quando parlano di Lars è quello di ritenerlo un provocatore,un genio montato,da prendere come un noioso scherzo intellettuale,ma Lars è danese NON è Francese.No,Lars è uno dei pochi veri uomini di cinema che non ha mezze misure,è più grande di tutti i film messi insieme.Egli è cinema nella carne,nelle ossa,nel suo sangue.E insomma tornando indietro.Metto su la vhs di Onde del Destino e a fine proiezione ero devastato.Cioè,mica ho visto un film.Magari bello,ma che dopo un po' dimentichi.O ricordi per farti 4 risate con gli amici.No,io ero dentro totalmente e per sempre in quella visione.Una gioia profonda e straziante,condita da lacrime e pianto liberatorio perchè Lars è come una sorta di mago che ti lascia questi incantesimi e ti trascina con sè,una volta che ti fai prendere sarai sempre legato al suo cinema.Potrà fare cose che non ti piacciono,ma non puoi voltargli le spalle,non lo puoi dimenticare.Noi siamo sull'isola con Emily Watson:hai voglia di consolarla,di dirle di non salire su quella dannata nave,di non andare contro una morte assurda,e lo urli allo schermo.Impotente,perchè questo è cinema.Non è una cosa che tanto per passare il tempo e poi annamo a giocà ar bowling.Che ci vuole anche quel cinema e si fanno molte cose bellissime,tuttavia per me è fondamentale che vi sia un Von Trier.Forse non capirò del tutto la sua poetica,ma per noi occhialuti è un amico,un maestro,quello che non ti fa sentire solo con la tua presunta superiorità-spesso frutto di una megalomania inopportuna-quello che ti riempie la vita,i sogni.Ecco io amo il cinema di Von Trier.E son contento che molti non lo possano sopportare,ho una missione:difenderlo e sostenerlo.


CAPITOLO 3-LA VITA (informazioni rielaborate partendo dal bellissimo sito www.zentropa.altervista.org.


Devo dire come mi chiamo?Si,ecco:Mi chiamo Lars Trier sono nato in danimarca il 30 aprile del 1956. Chi erano i miei genitori?Ulf Trier e Inge Host.Allora era di moda credere che la libertà senza responsabilità fosse davvero una bella cosa,loro mi hanno,si può dire cresciuto?Bè,anche loro pensavano la stessa cosa.Non è facile e giusto crescere senza una guida.Questo mi ha fatto apprezzare moltissimo l'autodisciplina e ho cercato nella leadership la mia salvezza.A scuola non è andata meglio.No.
Mi sono iscritto a un college severissimo,inflessibile,e questo mi ha dato non pochi problemi.Lundtofte si chiama.Immaginate uno che cresce senza regole lì dentro.Successivamente ,crescendo,mia madre in punto di morte mi dice che Ulf non è mio padre.
Lei per darmi un gene artistico aveva avuto una relazione con Fritz Micheal Hartman.Rampollo di una nota famiglia di compositori.Io che per tutta la mia vita ero orgoglioso di essere ebreo,scopro di non esserlo.Tento svaritissime volte di riprendere i contatti con il mio vero padre,ma non ci riesco mai.Mai.
Mio nonno Sven Trier,diceva che quando abitava in Germania i crucchi confondevano spesso il diminutivo Sv con Von.Così per vezzo ho deciso di aggiungerlo al mio reale cognome.L'arte è una cosa nobile no?E quindi che gli artisti si prendano un titolo nobiliare.Duke Ellington,Count Basie,Von Sternberg E così via.Si nel 1978 soffrivo di autovenerazione fortissima,capita.

Ho debuttato a 13 anni,grazie a mio Zio Host e ho un piccolo ruolo nella serie L'estate segreta.
Comincio a girare filmetti,cose che fanno tutti no?Trovo lavoro presso lo Statens Film Central,dove imparo a utilizzare macchinari professionali sopratutto per il montaggio,nel 77 giro i miei due primi lavori:il giardiniere delle orchidee e Menthe la ragazza felice,questo siccome non son pirla lo giro in francese
Vinco il concorso che mi porta dritto al Danish Film Institute.Ottengo buonissime critiche con Nocturne e Befrielsesbilleder,scritto anche questo dal mio amico Tom Elling
Dopodiche come saprete,ha inizio la mia personalissima trilogia intitolata "Europa",che non è affatto una lezione di geografia,ma uno stato mentale
I tre film della serie-l'elemento del crimine,epidemic,europa- devo ammettere sono dei grandiosi insuccessi in patria,ma hanno il merito di farmi scoprire nel resto del mondo.Come si dice?C'è del marcio in Danimarca!Si,il loro senso estetico cinematografico.
In Europa interpreto la parte di un ebreo,omaggio alle mie radici perdute.

Mi ricordo che da bambino leggevo un libro,fiabesco forse,dove la protagonista era una tizia che faceva sempre il bene degli altri,o una cosa simile.Questa è stata l'ispirazione per aprire una nuova trilogia,quella del Cuore D'oro.
Il primo capitolo è Le Onde del Destino.Qui mi diverto un po' a confondere le acque ,perchè è il primo film in cui rivoluziono del tutto la mia idea di cinema e di come girare un film.Il famoso manifesto Dogma 95,però mi prendo delle grandissime libertà tecniche.Una sorta di passaggio tra un Lars e un Von Trier insomma.
Dopo Le Onde giro il primo e vero film seguendo il manifesto Dogma,che è Idioti. Film molto discusso,criticato,amato.Un grandissimo successo a livello europeo.Segue la cosa migliore che abbia mai fatto quella elfa scassapalle di Bjork o quello è il tennista?Vabbè,le ho dato l'immortalità con la sola cosa buona fatta da ella:Dancer in the dark,ottimo successo anche popolare.Il mio amore per il cinema di genere questa volta si mostra nel girare un musical,ma è un musical di Von Trier.Non una cosa normale,insomma!Tutto girato in digitale.
Visto l'enorme successo anche commerciale,mi si offre la possibilità di lavorare con la ex moglie di quel nanetto,quello che dovrebbe stare a far la sua porca figura nei giardini di beverly hills e invece fa film:Tom Cruise.Bè,lavoro con la moglie:nIcOlE Kidman.
Dogville fa parte di una nuova trilogia contro l'america.Essere anti americani è,come dice il mio grande amico davide viganò,un atto di maturità delle popolazioni occidentali.Non esiste affatto l'anti americanismo d'accatto,al massimo quello semplicistico.Al massimo.
Dogville segna anche un modo innovativo e diverso di fare cinema,cambio di nuovo.Dite a un Tarantino qualsiasi di fare questo.
Giro Manderley e poi invece di finire la trilogia,decido di far vedere a tutti che sono bravissimo anche nel film di disimpegno e divertimento e giro una commedia:IL GRANDE CAPO.Commedia sul capitalismo,forse,sopratutto un grande film comico.

Ho girato spot e fatto tv,diretto Medea riprendendo un progetto del mio idolo,la leggenda nazionale:Dreyer.
Ho diretto anche The Kingdom una serie tv horror,mostrando di nuovo quello che sfugge a molti il mio amore per il cinema popolare che ristrutturo e riscrivo secondo i miei gusti,giro anche una seconda serie di Kingdom una sorta di horror ospedaliero con zombi,fantasmi,insomma una figata.
Alla fine di ogni puntata appaio in pubblico con lo smoking che indossava Dreyer.Un grande onore per me.
Una cosa che abbiamo in comune assolutamente e ci rende uguali io e il mio venerabile fan Davide Viganò è lo strano rapporto con la disciplina.Abbiamo il bisogno di catalogare,etichettare,mettere ordine,redimere manifesti,sempre.Questo mi spinse già nel 1984 durante l'uscita di Elemento del crimine nel focolizzare l'attenzione sulla figura attiva del regista e non passiva,(il regista è maschio e il film femmina),poi arriva e questa chissà come mi è venuta in mente,la teoria della bazzecola.Durante le riprese di Epidermic ebbi modo di dire che i veri capolavori si trovano nel cinema minore.Giravo Europa e via con il manifesto del "masturbatore dello schermo".Ganzo!
Poi la genialata assoluta,la vera opera d'arte degli anni 90 ,soffocati dalla miseria del citazionismo e del cattivismo da happy hour:il 13 marzo 1995 creo il movimento Dogma 95.Insieme ad altri apostoli,ehm..colleghi .Un voto di castità totale della truppa di cimenatografari e artisti di fronte a un cinema spoglio,dimesso,eppure vitalissimo.Dovevamo fare 5 flm,ne escono 35.Segno degli ampi consensi ricevuti.
Sono pieno di fobie e anche qui ne ho alcune in comune con Davide:entrambi odiamo gli aerei,abbiamo paura di volare.Poi sono ipocondriaco,penso sempre di avere un male terribile.
Bè,eccomi qui:Mi chiamo Lars Von Trier e faccio cinema.



la minaccia:ogni lunedi per scappare dalle grinfie del Gf,guarderò un film di questo immenso maestro e poi indegnamente ne scriverò su questo umilissimo blog.

venerdì 20 gennaio 2012

DEMONIACA di RICHARD STANLEY

Sicuramente,da qualche parte,esiste un universo parallelo dove il cielo è un telo bianco e il sole un proiettore.Qui vi abita ,senza mai pagare l'affitto peraltro,un dio bastardo e manigoldo con un suo particolare e crudele senso dell'umorismo,la cui missione è tormentare e fermare coloro che fanno grande cinema- di ogni livello gerarchico e d'importanza-e avvantaggiare i modestissimi impiegati,i distruttori dell'immaginario popolare e collettivista.Il collettivismo infatti ricorda a questo dio bastardissimo qualcosa di natura socialista,e lui è un reazionario che Ronald Reagan metti le quattro frecce e levate va!
Si,deve essere così care le mie lettrici e carissimi lettori...Altrimenti come spiegare che vi siano in giro i Nespier ed Ellis e sia scomparso-ma ora sta tornando alla facciaccia tua dio bastardo e protettore del cattivo - un grande come Richard Stanley.
Autore che si era messo in luce con il suo debutto :Hardware.Un cupo film post apocalittico e post atomico,dove però era stato risolto il problema delle liberalizzazioni attraverso una simpatica guerra nucleare e una sana dittatura per poveracci.Film ambientato in pochissimi ambienti al chiuso,regia lenta ma efficace e alcune scene di violenza degnissime di nota.Dopo questo gioiello fantascientifico il nostro si ricorda delle sue origini sudafricane e gira uno dei classici e cult degli anni 90.Una pellicola horror,ma con evidenti venature autoriali.Mica ci troviamo nei paraggi di un mero film di genere squarta e ammazza,tanto pe'girà.No,qui abbiamo certe raffinatezze di regia e certi tocchi di sceneggiatura .Prima di tutto,dove ti ambienta la sua seconda opera questo geniale regista?Mica a Londra o in America.No:in Africa. Precisamente in Namibia.Al confine sudafricano.Forse rammentando le sue origini che trovano le radici nella terra degli afrikaner-fiji de mignotta-e di Mandela, lo sceneggiatore e regista decide di donarci un piccolo gioiellino che da una parte è horror puro,ma dall'altra descrive una situazione di violenza e instabilità tipiche di quelle zone da tempo sotto il controllo brutale del colonialismo e imperialismo euroatlantista.Così si parla di guerra,si vedono soldati,si avverte tutta la tensione sociale e razziale.Non sono terre pacificate ed è naturale sentirsi soli e abbandonati,arrabbiati e desolati.E questo vi spingerà a incontrare il misterioso vagabondo.Uno spirito che vaga da secoli,intrappolato su questa terra a caccia dei dannati:perdenti,sconfitti,gente che non ha più nyulla da tenere per vivere o forse anche solo sopravvivere.Lui è puro spirito,ma per vivere e cacciare da noi deve farsi carne.Soggetto quindi alle tentazioni e debolezze umane
Lo vediamo all'inizio mentre conosce una donna e poi l'ammazza.Un delitto comune,eppure è un rito satanico,nutrimento per l'essere infernale.Nel frattempo Wendy una donna sudafricana fugge da casa,perchè il marito ha scoperto che lei si prende delle libertà sessuali non opportune.La donna incontrerà per caso il misterioso vagabondo e per un brevissimo momento nascerà davvero un certo sentimento tra i due.Poi la natura rapace ha la meglio e si arriva a un amarissimo scontro finale tra i due.Nel mezzo le indagini di un disilluso investigatore di colore,il clima rovente della società,una scena mostra persino un prete che allena giovani bianchi a sparare contro i neri.
Stanley quindi gira horror,ma con certe leggere variazioni e inclinazioni autoriali che non lo rendono assimilabile a certi altri registi,i quali basano tutto sullo schock e l'azione.Ad avercene,ecco questo è il cinema che farei.Anzi,per fare soldi e vivere decentemente,mi metterei a scrivere quelle odiose puttanate per masse amorfe,ma se avessi una mia carriera da regista farei film alla von trier,dardenne e qualche puntata nel genere horror alla Stanley.Con richiami che evadano le gabbie strette del genere per dire pudicamente anche altro.
Comunque siccome il dio bastardo e protettore del cattivo cinema ci vede benissimo ,che succede?Fallisce la casa di produzione e il film giunge faticosamente alla fine.Sforzo titanico che purtroppo non porta fortuna al film,il quale si rivela un mezzo fiasco.Poi il regista viene contattato per girare L'Isola Perduta,ma ha a che fare con attori ammmmreggggani,i quali notoriamente hanno l'intelligenza e sensibilità artistica di uno Stanis La Rochelle.Viene licenziato per colpa di quel coglione di Val Kilmer.Ora dovrebbe però tornare con un film horror a episodi,mah...Non amo questo tipo di film dell'orrore,ma chissà che potrà mai donarci.
Noi vogliamo bene a questo grande e sfortunato artista,senza il quale -per me-il rilancio del genere in Inghilterra non sarebbe forse avvenuto-o forse si,ma ci piace pensare che sia da lui che nasca la rinascita,lasciateci sognare no?-proteggiamolo dal dio bastardo del cattivo cinema.Ne vale la pena

giovedì 19 gennaio 2012

IMPROVVISAMENTE L'ESTATE SCORSA di JOSEPH L. MANKIEWICZ

Quando si parla di grande cinema americano o comunque di classici del passato,è mia ferma opinione che non si possa e debba escludere questa splendida pellicola. Un film che sconvolse,turbò,inquietò,non poco i placidi sonni perbenisti dei movimenti bigotti e dabbenisti ammmmereggggani,i quali imposero che non vi fosse traccia nei dialoghi e nelle scene dell'omosessualità,tema portante per quanto velato dell'opera. Tanto che lo sceneggiatore,il notissimo scrittore Gore Vidal,dovette in qualche modo censurarsi.Grazie al suo genio e a quello del leggendario Tenensee Williams-il più grande commediografo/drammaturgo che l'america abbia mai avuto-qui nelle vesti di co-sceneggiatore di una propria commedia,comunque devo dire che il risultato è a dir poco ottimo.
La storia: John Cukrowicz è un giovane e brillante medico chirurgo,che lavora nel reparto neurologia di un manicomio americano.Egli è un pioniere della lobotomia,operazione che agisce asportando un pezzo di cervello dal paziente.Con effetti non proprio simpatici diciamo.
Essendo uno sfigato che lavora in un ospedale statale-quasi un'onta per li ammmeregggani-riceve una proposta da un suo superiore,recarsi nella casa di una ricchissima vedova,alla quale è deceduto pure il figlio,la signora Violet Venable,interessata tramite una fondazione a finanziare l'ospedale.
L'uomo si reca a casa della donna,la quale lo intrattiene a lungo parlandogli del figlio deceduto:Sebastian.Un poeta,per lei. Il rapporto tra i due era assai morboso,quasi esclusivo.L'intenzione della signora Venable è quella di fare lobotimizzare la nipote Catherine,la quale accompagnò l'adorato figlio durante l'ultimo viaggio,quello della sua sciagurata morte.Da quel momento la ragazza sembra pazza.Secondo la madre sragiona e insulta la memoria del figlio.Puro,candido,virtuoso per la donna.Laido e vizioso per la nipote.
Il dottore in un primo momento ospita nel suo ospedale la ragazza,ma poi cerca di comprendere cosa sia successo.La verità terribile verrà a galla

Questo è cinema:sceneggiatura solidissima,dialoghi complessi,grandissima eccellente recitazione,una regia dalla mano robusta che sa domare la materia e trasformarla in una pellicola assolutamente memorabile.Guardate ad esempio le due scene che riguardano il personaggio di Catherine,ottima Elizabeth Taylor la quale ottenne anche una nomination all'oscar come la Hepburn,nel manicomio Potentissime sequenze di follia e disturbo:nella prima la donna entra nel reparto maschile, i quali si scatenano perchè abbagliati dalla sua bellezza e l'altra quando si introduce nel reparto femminile per uccidersi.Le risate isteriche delle donne e l'uso perfetto del montaggio garantiscono un effetto straniante e inquietante.
Altra sequenza di antologia è la spiegazione finale:la caccia a sebastian ad opera dei ragazzi del luogo dove lui pagandoli e usando la sua cugina come esca ,si impossessava della sessualità dei fanciulli.Colonialismo sessuale tipico dei riccastri occidentali.La lunga sequenza è davvero spaventosa con l'uomo braccato dai ragazzi travestiti in una sorta di macabra banda musicale.
Feroce e possente.
Un film leggendario che vale di essere guardato,ammirato,studiato
Bravissimi gli attori Katherine Hepburn è straziante e stupefacente nel ruolo della madre possessiva,Liz Taylor sufficentemente dolce e tormentata,clift ottimo

HARDWARE di RICHARD STANLEY

L'anno di grazia 1990 ero un simpatico fanciullo di 14 anni che iniziava il suo disastroso inizio alle superiori.Ah,maledetta scuola!Bè,in quel periodo arrivò sugli schermi questa pellicola che potremmo definire un piccolo classico del genere sci-fi,post atomico,horror,nipotino de il mondo dei robot e fratello minore di Terminator,ma anche no..I film di Crichton e Cameron non c'entrano un cazzo,a parte che qui abbiamo un fottutissimo androide folle e assassino.
TRATTO DAL RACCONTO "SHOK" DI KEVIN O'NEILL E STEVE MACMANUS,pubblicato sulla rivista A.D. mi pare eh..Cioè,informatevi anche voi che di cazzate ne scrivo e dico,il film è l'opera di debutto di Richard Stanley.Grande nome,pioniere di quella nuova scuola inglese di film di genere,parecchio sfortunato ha diretto questa pellicola e Demoniaca,della quale parleremo domani.
L'opera si apre con un misterioso nomade il quale girando per un deserto sotto il sole infernale post atomico,scopre il relitto di un vecchio androide militare.Lo porta da un ricettore nano e qui lo vende a un soldato e a un suo amico.Il soldato lo compra come regalo per la sua ragazza,una scultrice.La donna piano piano assembla i pezzi e lo ricostruisce.Questo ovviamente non porta bene a farne le spese sono un laido e viscido maniaco sessuale cicciobombo cannoniere con due buchi nel sedere che viene fatto a pezzi dal robot omicida ,più altri sventurati.L'ultima parte è una selvaggia,primitiva,esaltante lotta mortale tra il robot e la donna.

Un grande film che rappresenta un futuro desolante e desolato,minaccioso,angosciante,terrificante,eppure a suo modo fumettistico e quasi umano.
Il regista non ci butta subito nella mischia,dosa la violenza e ci porta piano piano dentro la storia.Il ritmo all'inizio è lento,ma non noioso,vuole farci capire che i personaggi sono esseri umani,normali,quotidiani e si trovano-la donna in particolare-a lottare contro qualcosa di spietato e duro da sconfiggere.La violenza dicevo,c'è,ma non è fracassona.Arriva nei momenti giusti ed è diretta benissimo dal grande Stanley.
Film adulto,a un passo dal cinema quasi d'autore,duro e teso.Un grande esordio.Nel cast c'è anche Lemmy dei Motorhead-vidi il film per questo all'epoca-e in un video compaiono i Gwar,mica i modà o merde emo.
Un classico,da rivedere e gustare.Ora Stanley dovrebbe tornare e speriamo non sparisca di nuovo
Stacey Davis è bella e bravissima,bestiale nei momenti finale .Una lotta davvero per la vita e la supremazia.

mercoledì 18 gennaio 2012

IL RITORNO DEI MORTI VIVENTI 2 DI KEN WIEDERHORN

La prima pellicola di O'Bannon è un cult,una di quelle pellicole entrate nella storia del cinema horror.Versione moderna del mito degli zombi,sapiente nel dosare ironia e inquietudine.Chiaramente meritava un seguito,ma anche no se poi il risultato è questa pellicola.
Vabbè se fossimo di bocca buona diremmo che esso sia un prodotto di mero consumo,cosciente di essere cialtrone,e così via.In realtà siamo degli spocchiosi scassaminchia,medaglie d'oro nella specialità cagacazzi.Quindi:si è simpatico,ha momenti di comicità anche devastante-Micheal Jackson zombie nel finale elettrico- ha un sapore nella recitazione alla Troma,ma non la stessa follia.
Tuttosommato è assolutamente pleonastico,vuoto,inconsistente,insomma un brutto film che nella sua demenzialità non trova una forza innovatrice,ma un passo deciso verso la tomba.Che per essere un film di zombi è un controsenso devastante.
La storia (???),riprende quella del primo.Un bidone di gas tossici viene ritrovato da alcuni ragazzini i quali aprendolo porteranno la zombite acuta in città.Il risveglio dei morti non è male,divertente che riprendano coscienza stiracchiandosi come se avessero dormito .Poi la povertà dell'insieme distrugge ogni cosa.Quasi imbarazzante.Meglio il buon,anzi ottimo terzo capitolo a firma Yuzna

martedì 17 gennaio 2012

PESCE D'APRILE di FRED WALTON

Dopo aver parlato di cinema alto e nobile,torniamo nei territori del cinema di genere.Prendi l'ascensore,scendi un piano e dove ti ritrovi?A visionare un deliziosissimo film del 1986,quando il sottoscritto aveva 10 anni e andava di moda quella bella musica glam-street-a.o.r tipica del periodo.
Tra le tante cose uscite in quel periodo ci sono dei prodotti diventati oramai leggenda ,vedi ad esempio Venerdi 13 o Nightmare,robe folli come i film Troma e qualche piccolo gioiellino nascosto,ma da rivedere assolutamente
Siccome non voglio prendermi il merito di cose che non sono mie,devo dire che per quanto riguarda il genere horror mi rifaccio a quei bloggers e a quelle bloggers che amano questo modo di fare cinema.Quindi questo film l'ho scoperto grazie alla top five slasher di lucia.
Mi son fidato a esser sincero,sopratutto,per il nome del regista.Ora Fre Walton non dirà nulla a moltissimi di voi,ci mancherebbe.Chi è costui?Un regista americano di pellicole del mistero e trhiller per lo più,il quale ha debuttato con un piccolo classico come "Quando chiama uno sconosciuto",del quale ha diretto anche il remake "uno sconosciuto alla porta",anche roba brutta come i Delitti del Rosario,eh?
Bè questo "Pesce d'aprile" narra la storia di un gruppo di amici che va a trovare una loro conoscente la quale abita su un'isola .Vi rimarranno il week end.Perchè la prima barca disponibile per il ritorno sarà lunedi.Durante l'arrivo al molo però a causa di uno stupido scherzo ,un lavoratore del traghetto si fa molto male.L'atmosfera sembra rovinata,ma il ritrovarsi insieme e l'aria di festa sembra portare di nuovo un po' di serenità.Improvvisamente uno alla volta spariscono e muoino tutti i ragazzi ospiti di Muffy,la padrona di casa.

Questo è un piccolo,ma intelligentissimo e sopratutto occhialutissimo film di suspence e terrore.Una riflessione sui meccanismi ,i luoghi comuni,le dinamiche,la costruzione dei personaggi,le motivazioni,alla base di moltissimi film di paura.Un discorso metacinematgrafico,un invito dietro le quinte,uno svelare attraverso la suggestione e la percezione che lo spettatore vive quando guarda i film horror.Come Scream,ma più sottile ,raffinato,almeno a mio avviso.
Il film funziona bene proprio grazie a una buona sceneggiatura scritta da Danilo Bach,che è uno studio sul genere,ma fatto senza la seriosità di un saggio,bensì rappresentare la finzione con il gioco e l'azione.Una lezione pedagogica per quella massa di bambini e bambine che amano farsi terrorizzare.Oltretutto ha dei bei personaggi,stereotipi certo,ma ben descritti e certe sfumature su discorsi anche importanti come la vita dopo la scuola,la maturità,i ricchi e i poveri non come gruppo-lo lasciamo ai tamarri der tufello bar piranha 3d-ma come classe.
Credo sia un piccolo film,ma che nella sua onestà abbia anche un grande dono:una piccola,umile,importante,lezione di cinema.Di serie b,bis,chiamalo come vuoi,ma amalo per quello che vale e che è,non per quello che vorresti che fosse.