Alcune spiegazioni prima della lettura: 1) quello che leggerete non è una recensione dell'ultimo film di Villeneuve, o meglio è anche una recensione però non basata su aspetti tecnici o teorici legati alla pellicola, bensì - ed è quello che da sempre mi interessa maggiormente- il rapporto fra uno spettatore di media intelligenza e un'opera assolutamente ben fatta di un autore a dir poco fondamentale e importante, 2) pur non avendomi conquistato come le pellicole precedenti rimaniamo su livelli davvero molto alti, che ribadiscono la bravura del regista canadese, 3) la fantascienza è un genere che si presta benissimo a visioni più complesse non solo della società, ma anche dell'umanità nel suo vivere più intimo. Questo tipo di approccio, messo in scena in codesta pellicola, mi piace molto. Perché, come nel caso del bellissimo "Silence" di Scorsese, la storia e il messaggio sono altro e oltre rispetto a ciò che vediamo sullo schermo. Sicuramente !Arrival" ha pretese di profondità maggiori rispetto a tante altre pellicole.
Le storie sull'arrivo dei marziani, assomigliano molto alle espressioni di Eastwood: con il sigaro o senza. In questo caso: o sono cattivi e ci vogliono far il culo a strisce sin dalle prime inquadrature, o sono messaggeri di fratellanza, ma non vengono capiti.
Questo secondo filone deve qualcosa a quel piccolo gioiello che è "Ultimatum alla terra", per la regia di un ottimo artigiano di lusso: Robert Wise.
In quel film entità aliene avevano un messaggio più o meno pacifista, solo che gli yankee per gran parte della pellicola li teme e li vorrebbe combattere.. Poi sono arrivati i vari "Incontri del terzo tipo" e così via.
Trovo interessante da un punto di vista morale ed etico, rammentate che per me è importante il messaggio che un film lancia al pubblico, il confronto fra un umano, spesso nemmeno troppo eroico, e una civiltà lontana, diversa. Attraverso essi noi impariamo qualcosa che riguarda il nostro mondo, riguarda noi.
Quante volte siamo portati ad aver atteggiamenti aggressivi verso gli stranieri? Quante volte li consideriamo solo degli invasori o dei nemici? In realtà in queste pellicole -anche in Arrival- mostrano che il pericolo vero e reale siamo noi.
Noi che ci abbandoniamo all'isteria, al discorso fasullo della sicurezza nazionale, quando si tratta solo di voler mostrare agli altri la nostra potenza e forza.
Sono pellicole che ci spingono a una riflessione seria sulla difficoltà a comunicare con il resto del mondo, su quanto sia importante trovare un'unione, facendo pressione sulle cose che ci uniscono e non su quelle che creano più conflitti.
Io credo che codesti pensieri, queste tesi, siano riscontrabili in Arrival,eppure..
Ora, voglio essere chiaro: Arrival è girato benissimo. Villeneuve con poche sequenze, qualche primo piano, spiega in modo efficace, ciò che molti non riuscirebbero nemmeno con tre ore di film a disposizione. Lui è un fuoriclasse, un eccellenza della settima arte.. In questa pellicola vi sono tracce ben evidenti di una visione del mezzo cinematografico assolutamente alto. Inquadrature solenni, ottimo servizio di tutto il reparto tecnico, e una eccezionale Amy Adams.
Nondimeno mi par di aver notato alcune debolezze in sede di sceneggiatura e nei personaggi. Mi spiego: pur rielaborando una buona tradizione di lungo corso, la storia non aggiunge o toglie nulla, quando parla di alieni, perché poi vi è l'altra parte, quella che apre la polemica, c'è qualcosa di risaputo, di già vissuto che non viene abbastanza rielaborato. Sappiano che tanto loro sono buoni, come gli americani che non sono carogne come i russi- belli loro che non sapendo come passare il tempo fucilano il loro esperto di lingue, così che poi magari gli yankee ascoltano la telefonata e rimangono scioccati- sappiamo che i due protagonisti uniranno le loro solitudini, e quasi subito arriviamo anche a sapere che il retrolampo a cui assistiamo di continuo, in realtà riguarda il futuro.
Nulla di male, è un modo di rispettare le regole. Però io mi sono un po' perso, cercavo quel momento di spostamento in avanti, quel ripensare uno stereotipo che purtroppo qui non ho trovato.
I personaggi per me sono un altro problema, anche quello principale. Che brilla perché la Adams è una attrice davvero formidabile, darebbe spessore anche al personaggio di una burina in qualche cinepanettone con De Sica.. Però manca l'epica dolente, straziante, solenne, degli altri personaggi portati sullo schermo dal regista canadese. Ancora ho i brividi se ripenso al killer di Sicario, al padre de Prisoners e così via. Con questi non è successo per nulla.. Mi sono piaciuti, ma li ho lasciati sullo schermo, quando la pellicola si è conclusa.
Son portato a credere che in realtà Villeneuve riesce benissimo a rappresentare, mostrare, rendere unico la presenza del Male nelle vite delle persone. Questo male assoluto, che piano piano si intrufola nel quotidiano, corrode le sicurezze, devasta gli equilibri. Qui doveva metter in scena invece il Bene, e secondo me ci è riuscito ma non del tutto.
Infine, la scelta della protagonista. Mostra a che livello siamo arrivati in occidente. Ci viene spontaneo dire che bellissima scelta, che donna meravigliosa, perché ogni cosa nasce e muore con e in noi. L'altro è come l'alieno del film, uno sconosciuto o nei migliori dei casi un mezzo per arrivare alla soddisfazione di un nostro egoismo.
Si, io nella scelta di questa donna ci ho visto un egoismo spaventoso, non tanto nel far nascere una vita a quelle condizioni, ma tenersi per sé la decisione, la scelta e usare l'altro senza sapere cosa pensa, se è d'accordo o no.
Lo so, per la maggior parte è normale. Lei deve essere libera di.. Io trovo aberrante codesto pensiero, veramente detestabile. Mi spaventa che per la maggior parte delle persone sia normale.
Detto questo: Arrival è un film che vale la pena vedere. Ribadisce la bravura di un grandissimo regista, ha un'ottima attrice protagonista. Però vi sono anche forti problemi alla sceneggiatura e nel messaggio.
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martedì 24 gennaio 2017
giovedì 28 maggio 2015
SUPER 8 di J.J. ABRAMS
Chi segue Lo Spettatore Indisciplinato, sa quanto io ami un certo tipo di cinema. D'altronde sono un magnifico radical chic occhialuto, sicché amo profondamente il cosi detto : cinema d'autore
Nondimeno è naturale, doveroso, abbandonarsi al piacere assoluto del buon cinema d'intrattenimento. Cosa conta dopotutto? La qualità del film. Cosa è, per me , la qualità? Che vi siano dei buoni personaggi, una storia decente, un buon messaggio. Li ho ritrovati qui? In un certo senso sì.

J.J. Abrams è l'uomo responsabile della mia serie tv preferita : LOST Basterebbe solo questo per ringraziarlo in eterno. Certo dal punto di vista cinematografico non mi appassiona tutto quello che fa, ma sicuramente nemmeno lo detesto come un Harlin qualsiasi. In questa pellicola sfrutta un canovaccio visto e rivisto per dar luce a un'opera assolutamente piacevole e che - pur rimanendo nelle regole del genere- dice e fa cose degne di nota
Come sempre a costui non interessa tanto l'intreccio o la storia, ma i personaggi. Non sono mai delle figurine senza spessore, non sono mai macchiette, non sono mai personaggi cinematografici del cinema citazionista, ma , e questo è meraviglioso, persone vere. Semplici, ma non semplicistiche.

In questo film si parla di ragazzini. Non più piccoli, ma nemmeno così grandi. L'età della pubertà, della pre-adolescenza, dei primi timidissimi amori, di quando cominci a sentirti diverso, insomma... Tante cose.
Joe è rimasto orfano di madre, per colpa di un incidente in fabbrica, dove la donna lavorava. Suo padre, che fa il vice sceriffo, accusa della morte il padre di una ragazzina , Alice, il quale è un uomo che ha diversi problemi con la vita . Non è proprio un bel periodo per il ragazzino. Per fortuna a sostenerlo ci sono i suoi amici, i quali vogliono girare un film horror in super 8. L'obiettivo è quello di mandarlo in un festival dedicato ai corti amatoriali.
Quanto amore per il cinema si avverte in queste scene dove i ragazzini girano la loro opera Amore che certi professionisti o lavoratori del settore non hanno. Vero che da grandi lo stipendio, i compromessi, la situazione imbarazzante di dover parlare con produttori o persone non proprio lucide, sono la base della vita lavorativa. Però quanta commozione, gioia, amore, per questi ragazzini che nel cinema vedono il sogno, il riscatto, l'avventura. Non è detto che uno di questi da grande mi diventi il nuovo Paul Thomas Anderson. Questa parte, la descrizione della loro passione e della serietà con cui si cimentano nel lavoro, è la parte che mi ha fatto innamorare del film. Credo che tutti i cineasti siano dei sognatori. Anche quando puntano la macchina da presa sulla vita reale. Perché comunque io sono un appassionato di cinema realista e ogni volta che esce un film dei Dardenne, io " vedo la luce! ". Detto questo se non hai passione, se non ti diverti a girare, dubito che tu possa far qualcosa di buono.

Proprio mentre girano il loro film, succede un disastro. Qualcuno si getta contro un treno. Da quel momento le vite dei piccoli, dei loro genitori, della loro cittadina è sconvolta. Una misteriosa creatura si aggira seminando morte e distruzione, l'intervento dell'esercito non è per nulla garanzia di sicurezza. E loro si ritrovano ad affrontare il mostro.
Che poi tanto mostro non è. In questo sta la bravura assoluta di Abrams. Perché non ci propina un alieno pacifico e giocondo come farebbe Spielberg, produttore del film, ma nemmeno un mostro assetato di sangue che deve esser distrutto. Codesto essere sarebbe pacifico, ma l'esercito l'ha tenuto prigioniero. Torturato, massacrato, in questo ci ho visto il lavoro quotidiano dell'esercito imperialista yanekee a spasso per il mondo. Non è poco che in un film d'evasione, intrattenimento, vi siano codeste sfumature. Il mostro agisce per spavento, rabbia, disperazione e il finale, da molti considerato retorico e buonista, è invece meraviglioso. Non faccio spoiler, ma vi dico che sarà difficile non commuoversi.
Opera girata davvero bene, dal punto di vista della spettacolarità, basti pensare al disastro ferroviario o alle scene di tensione ,è una pellicola preziosa anche per la descrizione psicologica dei personaggi. Dai padri di Jon ed Alice, due uomini che si ritrovano ad affrontare situazioni personali difficili e rapporti non sempre piacevoli con i figli, ai ragazzini. Gli scontri perché si ama la stessa ragazzina, le lacrime vedendo un super 8 perché in un qualche modo tuo padre ha causato la morte della madre del ragazzino che ti piace.

Questa pellicola è un ottimo esempio di cinema popolare, per le masse, ma fatto bene. Non offende l'intelligenza dello spettatore, non ha personaggi imbarazzanti, insomma come direbbe il mai fin troppo compianto Guido Nicheli: MI ESALTA!
Nondimeno è naturale, doveroso, abbandonarsi al piacere assoluto del buon cinema d'intrattenimento. Cosa conta dopotutto? La qualità del film. Cosa è, per me , la qualità? Che vi siano dei buoni personaggi, una storia decente, un buon messaggio. Li ho ritrovati qui? In un certo senso sì.
J.J. Abrams è l'uomo responsabile della mia serie tv preferita : LOST Basterebbe solo questo per ringraziarlo in eterno. Certo dal punto di vista cinematografico non mi appassiona tutto quello che fa, ma sicuramente nemmeno lo detesto come un Harlin qualsiasi. In questa pellicola sfrutta un canovaccio visto e rivisto per dar luce a un'opera assolutamente piacevole e che - pur rimanendo nelle regole del genere- dice e fa cose degne di nota
Come sempre a costui non interessa tanto l'intreccio o la storia, ma i personaggi. Non sono mai delle figurine senza spessore, non sono mai macchiette, non sono mai personaggi cinematografici del cinema citazionista, ma , e questo è meraviglioso, persone vere. Semplici, ma non semplicistiche.
In questo film si parla di ragazzini. Non più piccoli, ma nemmeno così grandi. L'età della pubertà, della pre-adolescenza, dei primi timidissimi amori, di quando cominci a sentirti diverso, insomma... Tante cose.
Joe è rimasto orfano di madre, per colpa di un incidente in fabbrica, dove la donna lavorava. Suo padre, che fa il vice sceriffo, accusa della morte il padre di una ragazzina , Alice, il quale è un uomo che ha diversi problemi con la vita . Non è proprio un bel periodo per il ragazzino. Per fortuna a sostenerlo ci sono i suoi amici, i quali vogliono girare un film horror in super 8. L'obiettivo è quello di mandarlo in un festival dedicato ai corti amatoriali.
Quanto amore per il cinema si avverte in queste scene dove i ragazzini girano la loro opera Amore che certi professionisti o lavoratori del settore non hanno. Vero che da grandi lo stipendio, i compromessi, la situazione imbarazzante di dover parlare con produttori o persone non proprio lucide, sono la base della vita lavorativa. Però quanta commozione, gioia, amore, per questi ragazzini che nel cinema vedono il sogno, il riscatto, l'avventura. Non è detto che uno di questi da grande mi diventi il nuovo Paul Thomas Anderson. Questa parte, la descrizione della loro passione e della serietà con cui si cimentano nel lavoro, è la parte che mi ha fatto innamorare del film. Credo che tutti i cineasti siano dei sognatori. Anche quando puntano la macchina da presa sulla vita reale. Perché comunque io sono un appassionato di cinema realista e ogni volta che esce un film dei Dardenne, io " vedo la luce! ". Detto questo se non hai passione, se non ti diverti a girare, dubito che tu possa far qualcosa di buono.
Proprio mentre girano il loro film, succede un disastro. Qualcuno si getta contro un treno. Da quel momento le vite dei piccoli, dei loro genitori, della loro cittadina è sconvolta. Una misteriosa creatura si aggira seminando morte e distruzione, l'intervento dell'esercito non è per nulla garanzia di sicurezza. E loro si ritrovano ad affrontare il mostro.
Che poi tanto mostro non è. In questo sta la bravura assoluta di Abrams. Perché non ci propina un alieno pacifico e giocondo come farebbe Spielberg, produttore del film, ma nemmeno un mostro assetato di sangue che deve esser distrutto. Codesto essere sarebbe pacifico, ma l'esercito l'ha tenuto prigioniero. Torturato, massacrato, in questo ci ho visto il lavoro quotidiano dell'esercito imperialista yanekee a spasso per il mondo. Non è poco che in un film d'evasione, intrattenimento, vi siano codeste sfumature. Il mostro agisce per spavento, rabbia, disperazione e il finale, da molti considerato retorico e buonista, è invece meraviglioso. Non faccio spoiler, ma vi dico che sarà difficile non commuoversi.
Opera girata davvero bene, dal punto di vista della spettacolarità, basti pensare al disastro ferroviario o alle scene di tensione ,è una pellicola preziosa anche per la descrizione psicologica dei personaggi. Dai padri di Jon ed Alice, due uomini che si ritrovano ad affrontare situazioni personali difficili e rapporti non sempre piacevoli con i figli, ai ragazzini. Gli scontri perché si ama la stessa ragazzina, le lacrime vedendo un super 8 perché in un qualche modo tuo padre ha causato la morte della madre del ragazzino che ti piace.
Questa pellicola è un ottimo esempio di cinema popolare, per le masse, ma fatto bene. Non offende l'intelligenza dello spettatore, non ha personaggi imbarazzanti, insomma come direbbe il mai fin troppo compianto Guido Nicheli: MI ESALTA!
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lunedì 17 febbraio 2014
LA FINE DEL MONDO di EDGAR WRIGHT
Doveva finire così? Tu, nel tuo negozio 10 ore al giorno,a guardare le macchine che vanno avanti e indietro,a far il simpatico e l'interessato per inerzia con tutti e tutte. Poi a casa, mangi,vedi un film, un giro su facebook e a letto.
Te lo ricordi il Rock' N' Roll? Te lo ricordi l'idea di vivere ogni notte come fosse eterna? No, mi sa che non reggeresti oltre alle 23. E quindi ? Si cresce. Ti basti come scusa.
Ma la scusa non basta. Quasi mai. Così ti viene in mente di radunare i vecchi amici,e riprendere il discorso dove si era interrotto anni prima. Le Grandi Imprese della Gioventù, senza la Gioventù,sono solo ridicole e patetiche cazzate. Essere titanicamente stupidi a 20 anni, è quasi un obbligo morale. Vi è una feroce e sanissima idiozia, quasi rivoluzionaria. L'aveva capito benissimo anche Lars..Volete che parliamo di Von Trier per un po'? No? Ah,si ...Devo parlarvi di..Coso, dai quello grasso e il biondino - quindi non è più coso,ma dei cosi- ecco: Simon Pegg e Nick Frost. Che tornano, per concludere la trilogia del Cornetto, a lavorare con quella sagoma di Edgar Wright. Dopo i morti viventi e il cinema action-poliziesco, ora si occupano di fantascienza in salsa invasione di razza aliena,stile le invasioni degli ultracorpi e post apocalittico.

Gary King a venti anni voleva dominare il mondo, insieme con i suoi quattro amici, voleva lasciare un'impronta indelebile sul flaccido culo della umanità per bene e normale. Voleva essere speciale, e quindi oltre le regole. E voleva finire il miglio d'oro. Il mitico giro dei 12 pub della loro sonnolenta città.
Ma come ironicamente la vita ci insegna ogni giorno, non è detto che ti riesca di realizzare i tuoi sogni. E così il basso,la chitarra, la batteria,il pianoforte o la tua stramaledetta voce, non ti hanno aiutato a dominare il mondo,ma a esserne dominato tra la futile nostalgia e l'invadente rimpianto. E ti racconti delle grosse,amare,ma necessarie e fondamentali bugie: " che belli i nostri tempi! Quanto eravamo mitici! Che leggenda e che cose assurde ho detto e fatto! " Ma sveglia bella mia, queste cose le dicono e pensano tutti.
Solo che gli altri hanno lasciato quel momento meraviglioso che è la giovinezza alle spalle e sono cresciuti. Sono uniformati, conformisti,sono tutti uguali? Forse,ma a che è servito rimanere prigionieri dell'eterna giovinezza?
In ogni caso Gary King , detto The King, cioè il destino nel cognome, ha questo grandissimo obiettivo : ora porterà i suoi amici a fare il giro dei pub. Così va a prenderli uno alla volta e li convince,anche con disdicevoli inganni, a seguirlo.
Così quello che sembra un normale viaggio, un ritorno mitico alla spensieratezza adolescenziale, si risolve in una battaglia contro una misteriosa forma di vita aliena che vuole impossessarsi della terra.

Pegg e Wright concludono con sottili note di malinconica amarezza,la loro trilogia. Mi par un film che necessiti un secondo passaggio per coglierne meglio certe sfumature velate,quasi impercettibili eppure presenti
Il discorso di rielaborazione dei generi si impreziosisce con una visione abbastanza originale del buddy movie, e delle rimpatriate, miscelato con la fantascienza e la fine del mondo. Il tutto insaporito da tanta sana ironia,e una sottile,ma penetrante amarezza in sottofondo.
Gary non è cool , non è un personaggio positivo, Gary è il simbolo di questa mia non generazione che impreparata a vivere e combattere in questo mondo. Così pateticamente insceniamo la nostra eterna gioventù. Ti ricordi questo e quello, che belli i nostri film- e da qui parte la letale sindrome dei goonies eh-insomma tutte quelle cose che a me fanno girare le palle. Perchè sono felicemente imborghesito e mi piace.vivere anno dopo anno l'età che ho. E coglierne le cose belle che mi offre. Come ad esempio il modo profondo e maturo di vivere i sentimenti. Non ho bisogno di rifugi, di aneddoti del passato e dei goonies. No.

L'abilità della storia e della regia, vengono notevolmente impreziositi da un gruppo fantastico di attori. . Tutti ben caratterizzati e tutti con spazio di malinconica riflessione sul tempo che passa. Bravissimi davvero tutti,ma per me spicca l'Andy di Nick Frost. Una interpretazione diversissima rispetto alle precedenti della trilogia, più ponderata, seria , controllata,per poi esplodere durante le sequenze d'azione , che non mancano e sono bellissime.
Quello che balza alla mente però, ripeto, è l'amarezza di fondo e la consapevolezza finale. Ripetere per rassicurazione i gesti quotidiani del prima, comprendere di essere dei disadattati e vagare nel nuovo mondo con nuovi amici che ci rammentano quando eravamo giovani e volevamo dominare il mondo, scoprire e avere il grande e unico amore e viverlo fino in fondo,ognuno fa quello che può e come può
Un dolce addio, un risveglio brusco forse. Ma questa è la vita che ci attende , che tocca a tutti. Bloccare il tempo e mitizzare eccessivamente quello che dicevamo e facevamo è sbagliatissimo,invecchiare male , costretto a vivere una vita che non vogliamo è lo stesso. Con invasione o meno di alieni , con o senza il giro dei pub.
Ma è dolce e giusto rendersi consapevoli di questo in compagnia del buon cinema, dei cari amici,e di tanta tanta tanta tanta tanta birra. Perchè va bene che odio i goonies,et, gli action degli anni 80, la girella e la sua morale,ma ragazzi sappiate che quando avevo 20 anni mi chiamavano Gola D'Amianto eh!
Chi mi accompagna a fare il miglio d'oro?
Te lo ricordi il Rock' N' Roll? Te lo ricordi l'idea di vivere ogni notte come fosse eterna? No, mi sa che non reggeresti oltre alle 23. E quindi ? Si cresce. Ti basti come scusa.
Ma la scusa non basta. Quasi mai. Così ti viene in mente di radunare i vecchi amici,e riprendere il discorso dove si era interrotto anni prima. Le Grandi Imprese della Gioventù, senza la Gioventù,sono solo ridicole e patetiche cazzate. Essere titanicamente stupidi a 20 anni, è quasi un obbligo morale. Vi è una feroce e sanissima idiozia, quasi rivoluzionaria. L'aveva capito benissimo anche Lars..Volete che parliamo di Von Trier per un po'? No? Ah,si ...Devo parlarvi di..Coso, dai quello grasso e il biondino - quindi non è più coso,ma dei cosi- ecco: Simon Pegg e Nick Frost. Che tornano, per concludere la trilogia del Cornetto, a lavorare con quella sagoma di Edgar Wright. Dopo i morti viventi e il cinema action-poliziesco, ora si occupano di fantascienza in salsa invasione di razza aliena,stile le invasioni degli ultracorpi e post apocalittico.
Gary King a venti anni voleva dominare il mondo, insieme con i suoi quattro amici, voleva lasciare un'impronta indelebile sul flaccido culo della umanità per bene e normale. Voleva essere speciale, e quindi oltre le regole. E voleva finire il miglio d'oro. Il mitico giro dei 12 pub della loro sonnolenta città.
Ma come ironicamente la vita ci insegna ogni giorno, non è detto che ti riesca di realizzare i tuoi sogni. E così il basso,la chitarra, la batteria,il pianoforte o la tua stramaledetta voce, non ti hanno aiutato a dominare il mondo,ma a esserne dominato tra la futile nostalgia e l'invadente rimpianto. E ti racconti delle grosse,amare,ma necessarie e fondamentali bugie: " che belli i nostri tempi! Quanto eravamo mitici! Che leggenda e che cose assurde ho detto e fatto! " Ma sveglia bella mia, queste cose le dicono e pensano tutti.
Solo che gli altri hanno lasciato quel momento meraviglioso che è la giovinezza alle spalle e sono cresciuti. Sono uniformati, conformisti,sono tutti uguali? Forse,ma a che è servito rimanere prigionieri dell'eterna giovinezza?
In ogni caso Gary King , detto The King, cioè il destino nel cognome, ha questo grandissimo obiettivo : ora porterà i suoi amici a fare il giro dei pub. Così va a prenderli uno alla volta e li convince,anche con disdicevoli inganni, a seguirlo.
Così quello che sembra un normale viaggio, un ritorno mitico alla spensieratezza adolescenziale, si risolve in una battaglia contro una misteriosa forma di vita aliena che vuole impossessarsi della terra.
Pegg e Wright concludono con sottili note di malinconica amarezza,la loro trilogia. Mi par un film che necessiti un secondo passaggio per coglierne meglio certe sfumature velate,quasi impercettibili eppure presenti
Il discorso di rielaborazione dei generi si impreziosisce con una visione abbastanza originale del buddy movie, e delle rimpatriate, miscelato con la fantascienza e la fine del mondo. Il tutto insaporito da tanta sana ironia,e una sottile,ma penetrante amarezza in sottofondo.
Gary non è cool , non è un personaggio positivo, Gary è il simbolo di questa mia non generazione che impreparata a vivere e combattere in questo mondo. Così pateticamente insceniamo la nostra eterna gioventù. Ti ricordi questo e quello, che belli i nostri film- e da qui parte la letale sindrome dei goonies eh-insomma tutte quelle cose che a me fanno girare le palle. Perchè sono felicemente imborghesito e mi piace.vivere anno dopo anno l'età che ho. E coglierne le cose belle che mi offre. Come ad esempio il modo profondo e maturo di vivere i sentimenti. Non ho bisogno di rifugi, di aneddoti del passato e dei goonies. No.
L'abilità della storia e della regia, vengono notevolmente impreziositi da un gruppo fantastico di attori. . Tutti ben caratterizzati e tutti con spazio di malinconica riflessione sul tempo che passa. Bravissimi davvero tutti,ma per me spicca l'Andy di Nick Frost. Una interpretazione diversissima rispetto alle precedenti della trilogia, più ponderata, seria , controllata,per poi esplodere durante le sequenze d'azione , che non mancano e sono bellissime.
Quello che balza alla mente però, ripeto, è l'amarezza di fondo e la consapevolezza finale. Ripetere per rassicurazione i gesti quotidiani del prima, comprendere di essere dei disadattati e vagare nel nuovo mondo con nuovi amici che ci rammentano quando eravamo giovani e volevamo dominare il mondo, scoprire e avere il grande e unico amore e viverlo fino in fondo,ognuno fa quello che può e come può
Un dolce addio, un risveglio brusco forse. Ma questa è la vita che ci attende , che tocca a tutti. Bloccare il tempo e mitizzare eccessivamente quello che dicevamo e facevamo è sbagliatissimo,invecchiare male , costretto a vivere una vita che non vogliamo è lo stesso. Con invasione o meno di alieni , con o senza il giro dei pub.
Ma è dolce e giusto rendersi consapevoli di questo in compagnia del buon cinema, dei cari amici,e di tanta tanta tanta tanta tanta birra. Perchè va bene che odio i goonies,et, gli action degli anni 80, la girella e la sua morale,ma ragazzi sappiate che quando avevo 20 anni mi chiamavano Gola D'Amianto eh!
Chi mi accompagna a fare il miglio d'oro?
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sabato 7 settembre 2013
EUROPA REPORT di SEBASTIAN CORDERO
Mi piace gironzolare sui blogs che parlano di cinema perchè trovi sempre qualcosa di buono da vedere che tu ignori o non conosci. Perchè di una pellicola hai più opinioni e questo mette a prova la mia poca simpatia per il pluralismo di voci, ma solo in caso siano contrari alla mia idea ! Scherzo, bè comunque è interessante avere pareri, perdersi nell'emozione di una persona che ha visto un film, letto un libro,cose di questo tipo.
EUROPA REPORT ,ad esempio, sono andato a cercarlo perchè alcuni blogs che leggo con interesse ne scrivevano con toni più o meno entusiasmanti ed entusiasmati
Qui le recensioni
http://taccuinodaaltrimondi.wordpress.com/2013/08/18/europa-report-la-fantascienza-torna-a-volare/
http://combinazionecasuale.blogspot.it/2013/09/europa-report-di-sebastian-cordero-2013.html
http://ilgiornodeglizombi.wordpress.com/2013/08/08/europa-report/
Così , armato di pazienza e buona volontà, sono partito per il lungo viaggio nella Valle del Mulo,laddove i sogni di noi cinefili diventano realtà.
E l'ho trovato....

Il film in questione ha uno scopo cinematografico importante, fare in modo che noi poveracci che non amiamo i mockumentary e che siamo ancora orfani di quel capolavoro che è stato Blair Witch Project, possiamo rallegrarci e riconoscere una volta per tutte una verità,anzi un assioma- visto la banalità della sua rivelazione- non sono i generi a essere belli o brutti, buoni o pessimi,ma le storie e i singoli film.
Dire questo genere non mi piace , fa schifo, è umano e comprensibile,ma non è proprio giusto. Diciamo che sarebbe meglio dire: è affine ai miei gusti,al mio sentire e al mio immaginario.
Perchè per esempio potresti perderti un gran bel film come questa opera di Cordero. Sai, esistono diversi modi di intendere la fantascienza, e a me molti non piacciono...Cioè stai parlando con uno che non ha mai sopportato dai 15 anni fino ad oggi la saga di Star Wars, ma ho amato da subito film come 2002 la seconda odissea, Alien, Solaris, tanto per dire dei nomi a cazzo che fa tanto cinefilo.
Mi piace però questo approccio alla materia: unire una storia con ipotesi fantascientifiche in un contesto di totale realismo,attraverso immagini di telecamere di bordo,nei caschi degli astronauti, interviste ai responsabili che assistono impotenti alla fine sventurata dell'equipaggio,che donano appunto un'adesione alla vita e alle reazioni che uomini e donne potrebbero avere nella nostra realtà se dovessero partire per una missione spaziale scoprendo che chtulu esiste ,e pensa che cazzo di scoperta oh!
Ma questa è un'altra storia ed è pubblicità occulta a una "cosa" che sto scrivendo io.. Ritorniamo dunque a questa pregevolissima e validissima pellicola!

Qui in alto, nel frattempo, vi mostro la morte poetica di un membro dell'equipaggio ,anzi dello sfortunatissimo equipaggio, perdersi nello spazio..Diventare una parte di infinito nell'infinito,essere sempre in un dolce e interminabile movimento. Bella scena, a mio avviso qualcuno potrebbe anche commuoversi...Si,vabbè anche io..Si ,vabbè :sono io quel qualcuno ok?
La missione Europa Uno parte per controllare se su Giove ci dovesse essere una fonte di vita, poichè si son verificate la presenza di calore e acqua, vengono scelti dunque le migliori personalità mondiali preposte a portar a termine con successo questa importante scoperta in campo scientifico.
Tutto sembra andare bene, tranquillo, fino a quando cominciano i problemi...

Problemi tecnici che danneggiano la navicella spaziale e problemi ben più seri legati a una misteriosissima forma di vita , della quale si riesce solo a notare una sorta di luce quasi abbagliante.
Ecco con massima intelligenza , e di questo non sarò mai grato abbastanza al regista e allo sceneggiatore, non si sceglie la facile strada della grande cazzata sul crollo delle relazioni, la cattiveria per sopravvivere, lo scontro tutti contro tutti, effetti che lasciamo ad altre pellicole. Quelle che puntano al sensazionalismo, alla superficie, qui si cerca un'altra strada. Quindi certo non mancano i momenti di sconforto,la scelta durissima di sacrificare un compagno, (ma tanto poi gli altri non lo faranno rimanere da solo per troppo tempo), ma c'è e resiste una sorta di cooperazione umana, di aiuto reciproco. Senza enfasi, senza musiche ruffiane, (tipo quelle di The Postman, una tortura dio madonna e gli angeli in colonna sulla tangenziale est),ma con la fragilità di un'umanità che scivola verso l'ignoto,che si trova a dover affrontare cose troppo vaste...Ecco sai cosa mi ha fatto provare questa pellicola? La vastità dell'universo e la nostra piccolezza ,insignificanza, cosa siamo? Piccoli esseri perduti, fragili, non mi pare male come effetto per un film di fantascienza.
Ammetto che mi son anche un po' perso e non ho avuto con la pellicola quel trasporto empatico che cerco sempre disperatamente, sono stato più distaccato,ma non sempre è un difetto...
Ok, vi dico perchè: per mia somma ignoranza. Bella forte e grassa,eh? Questi temi non li comprendo, sono troppo complicati a volte. Per cui mi sforzo di non perdere nessun particolare,e più mi sforzo di esser presente più arrivano le scimmie danzatrici..
Scrivo questo per un motivo: non è noioso! No,perchè sicuramente qualcuno dirà così..Non è un film noioso!
Diciamo che a differenza di quelli che sparano minchiate con tono scientifico,il film è rigoroso sotto quel punto di vista. Tanto che potremmo parlare di film scientifico.

E c'è il personaggio di Rosa che sicuramente non ti rimarrà indifferente. Lei si avvicina al mio cuore,sopratutto nel finale, ( che non rivelerò,ma dirò solo e con massima discrezione che farà contenti e contente ammiratori e ammiratrici di Lovecraft),e questo ci porta a un altro punto fondamentale: avere degli attori decenti.
Per me l'attore decente è quello che sa con il viso e gli occhi darti delle sensazioni, poi ci sono le Grandi Maschere, (eastwood, marvin,bronson,ad esempio),ma l'attore per me è "espressione" non tanto voce impostata e fine dizione. Questo vale per me, ovviamente

Quindi ti trovi di fronte a un film che simulando un finto documentario attraverso immagini rubate dalle telecamere dell'astronave , ti porta sui confini della nostra conoscenza, ti fa perdere nel silenzio e nella sconfitta che noi esseri umani subiamo quando ci imbattiamo nella vastità dell'universo,ha una sottopelle malinconica e dolorosa ed è una bella storia di uomini e donne che nonostante tutto cercano di stare uniti si sacrificano per gli altri e nell'ultima immagine ci mostrano quello che potrebbe esserci e trovare nello spazio.
Si è scomodato Herzog, non so...Non l'ho mai visto "ignoto spazio profondo", ma è sicuramente una bellissima pellicola matura e adulta,capace di farci riflettere su alcune cose anche importanti.
Merito della regia,della sceneggiatura e di un ottimo cast
EUROPA REPORT ,ad esempio, sono andato a cercarlo perchè alcuni blogs che leggo con interesse ne scrivevano con toni più o meno entusiasmanti ed entusiasmati
Qui le recensioni
http://taccuinodaaltrimondi.wordpress.com/2013/08/18/europa-report-la-fantascienza-torna-a-volare/
http://combinazionecasuale.blogspot.it/2013/09/europa-report-di-sebastian-cordero-2013.html
http://ilgiornodeglizombi.wordpress.com/2013/08/08/europa-report/
Così , armato di pazienza e buona volontà, sono partito per il lungo viaggio nella Valle del Mulo,laddove i sogni di noi cinefili diventano realtà.
E l'ho trovato....
Il film in questione ha uno scopo cinematografico importante, fare in modo che noi poveracci che non amiamo i mockumentary e che siamo ancora orfani di quel capolavoro che è stato Blair Witch Project, possiamo rallegrarci e riconoscere una volta per tutte una verità,anzi un assioma- visto la banalità della sua rivelazione- non sono i generi a essere belli o brutti, buoni o pessimi,ma le storie e i singoli film.
Dire questo genere non mi piace , fa schifo, è umano e comprensibile,ma non è proprio giusto. Diciamo che sarebbe meglio dire: è affine ai miei gusti,al mio sentire e al mio immaginario.
Perchè per esempio potresti perderti un gran bel film come questa opera di Cordero. Sai, esistono diversi modi di intendere la fantascienza, e a me molti non piacciono...Cioè stai parlando con uno che non ha mai sopportato dai 15 anni fino ad oggi la saga di Star Wars, ma ho amato da subito film come 2002 la seconda odissea, Alien, Solaris, tanto per dire dei nomi a cazzo che fa tanto cinefilo.
Mi piace però questo approccio alla materia: unire una storia con ipotesi fantascientifiche in un contesto di totale realismo,attraverso immagini di telecamere di bordo,nei caschi degli astronauti, interviste ai responsabili che assistono impotenti alla fine sventurata dell'equipaggio,che donano appunto un'adesione alla vita e alle reazioni che uomini e donne potrebbero avere nella nostra realtà se dovessero partire per una missione spaziale scoprendo che chtulu esiste ,e pensa che cazzo di scoperta oh!
Ma questa è un'altra storia ed è pubblicità occulta a una "cosa" che sto scrivendo io.. Ritorniamo dunque a questa pregevolissima e validissima pellicola!
Qui in alto, nel frattempo, vi mostro la morte poetica di un membro dell'equipaggio ,anzi dello sfortunatissimo equipaggio, perdersi nello spazio..Diventare una parte di infinito nell'infinito,essere sempre in un dolce e interminabile movimento. Bella scena, a mio avviso qualcuno potrebbe anche commuoversi...Si,vabbè anche io..Si ,vabbè :sono io quel qualcuno ok?
La missione Europa Uno parte per controllare se su Giove ci dovesse essere una fonte di vita, poichè si son verificate la presenza di calore e acqua, vengono scelti dunque le migliori personalità mondiali preposte a portar a termine con successo questa importante scoperta in campo scientifico.
Tutto sembra andare bene, tranquillo, fino a quando cominciano i problemi...
Problemi tecnici che danneggiano la navicella spaziale e problemi ben più seri legati a una misteriosissima forma di vita , della quale si riesce solo a notare una sorta di luce quasi abbagliante.
Ecco con massima intelligenza , e di questo non sarò mai grato abbastanza al regista e allo sceneggiatore, non si sceglie la facile strada della grande cazzata sul crollo delle relazioni, la cattiveria per sopravvivere, lo scontro tutti contro tutti, effetti che lasciamo ad altre pellicole. Quelle che puntano al sensazionalismo, alla superficie, qui si cerca un'altra strada. Quindi certo non mancano i momenti di sconforto,la scelta durissima di sacrificare un compagno, (ma tanto poi gli altri non lo faranno rimanere da solo per troppo tempo), ma c'è e resiste una sorta di cooperazione umana, di aiuto reciproco. Senza enfasi, senza musiche ruffiane, (tipo quelle di The Postman, una tortura dio madonna e gli angeli in colonna sulla tangenziale est),ma con la fragilità di un'umanità che scivola verso l'ignoto,che si trova a dover affrontare cose troppo vaste...Ecco sai cosa mi ha fatto provare questa pellicola? La vastità dell'universo e la nostra piccolezza ,insignificanza, cosa siamo? Piccoli esseri perduti, fragili, non mi pare male come effetto per un film di fantascienza.
Ammetto che mi son anche un po' perso e non ho avuto con la pellicola quel trasporto empatico che cerco sempre disperatamente, sono stato più distaccato,ma non sempre è un difetto...
Ok, vi dico perchè: per mia somma ignoranza. Bella forte e grassa,eh? Questi temi non li comprendo, sono troppo complicati a volte. Per cui mi sforzo di non perdere nessun particolare,e più mi sforzo di esser presente più arrivano le scimmie danzatrici..
Scrivo questo per un motivo: non è noioso! No,perchè sicuramente qualcuno dirà così..Non è un film noioso!
Diciamo che a differenza di quelli che sparano minchiate con tono scientifico,il film è rigoroso sotto quel punto di vista. Tanto che potremmo parlare di film scientifico.
E c'è il personaggio di Rosa che sicuramente non ti rimarrà indifferente. Lei si avvicina al mio cuore,sopratutto nel finale, ( che non rivelerò,ma dirò solo e con massima discrezione che farà contenti e contente ammiratori e ammiratrici di Lovecraft),e questo ci porta a un altro punto fondamentale: avere degli attori decenti.
Per me l'attore decente è quello che sa con il viso e gli occhi darti delle sensazioni, poi ci sono le Grandi Maschere, (eastwood, marvin,bronson,ad esempio),ma l'attore per me è "espressione" non tanto voce impostata e fine dizione. Questo vale per me, ovviamente
Quindi ti trovi di fronte a un film che simulando un finto documentario attraverso immagini rubate dalle telecamere dell'astronave , ti porta sui confini della nostra conoscenza, ti fa perdere nel silenzio e nella sconfitta che noi esseri umani subiamo quando ci imbattiamo nella vastità dell'universo,ha una sottopelle malinconica e dolorosa ed è una bella storia di uomini e donne che nonostante tutto cercano di stare uniti si sacrificano per gli altri e nell'ultima immagine ci mostrano quello che potrebbe esserci e trovare nello spazio.
Si è scomodato Herzog, non so...Non l'ho mai visto "ignoto spazio profondo", ma è sicuramente una bellissima pellicola matura e adulta,capace di farci riflettere su alcune cose anche importanti.
Merito della regia,della sceneggiatura e di un ottimo cast
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martedì 16 luglio 2013
FRANKLYN di GERALD MACMORROW
La bellezza in arte , dove sta? Nella perfezione? O nella ricerca di essa? Quindi il non accontentarsi , il continuo ed eterno allenamento per raggiungere un obiettivo troppo alto.
Potrebbe darsi, non lo metto in dubbio. Nondimeno vi sono delle opere a loro modo assai interessanti, ma sono lontane dalla ricerca della perfezione. Paiono frammentarie, brandelli di discorsi, squarci di visione sulla nostra società e sulla nostra vita, vite sospese. La bellezza la trovi in quei pochi secondi, attimi fuggenti, nascosti dietro un dialogo, un viso, un movimento della mdp. Il mancante è l'oggetto attivo del discorso artistico voluto dal regista.
Ed è questo senso di incompiutezza , di lieve e graffiante smarrimento, che accompagna la visione di una pellicola come Franklyn


Cosa stiamo guardando e da quale angolazione? Il confine vero e immaginario esiste o essi coesistono parallelamente in una dimensione?Ma noi abbiamo perso il potere di vederla? Quindi la realtà è più piccola rispetto alle sue possibilità?
Tre persone: Milo,disperato per esser stato lasciato dalla sua amata è alla ricerca del suo primo grande amore, la ritrova che fa la maestra d0asilo, Emilia una ragazza che mette in scena il suo suicidio ogni mese per disturbare la madre, con un brutto episodio di violenza paterna nel suo passato, David /Johnatan un reduce con problemi psichici e il lutto non superato per la morte della sorellina, e un misterioso vendicatore in una Londra dispotica basata sul fondamentalismo religioso, ben oltre il limite delle religioni, (il dio delle manicure è splendido).
E poi ci sono i loro parenti che non comprendono,che si sentono persi e in conflitto con dei figli che paiono vivere altrove e oltre.
Dramma,fantascienza di quella buona, un pizzico di thriller,ma sopratutto: Eva Green . Ma vogliamo lasciarci andare a un po' di sano maschile eterosessismo? No, abbiamo gusto e decenza. Però, è davvero bravissima e bellissima. Già in Womb , praticamente era lei la cosa migliore, qui va meglio al resto del film, ma accidenti se rimani ipnotizzato dalla sua presenza.

Si anche il resto del cast non è male eh! Ryan Phlips o come si chiama, che forse qualcosina avrà pure fatto , è un David sofferto e convincente anche quando assistiamo alle sue prodezze come Johnathan, (chiaramente non il campionissimo che tanto bene ha fatto nella mia inter),lo stesso vale per tutto il cast.
Gli inglesi sanno recitare e fare cinema, non possiamo negarlo . Infatti amo la loro cinematografia.
Franklyn non è un film semplice, è un prodotto che azzarda e usa linguaggi anche popolari, ma tutto insieme.
Mette lo spettatore in perenne incertezza sia per il giudizio che per la comprensione, eppure ha momenti toccanti, una buona colonna sonora, una visione della solitudine,del dolore,della follia, originale e particolare
Dovete mettervi in gioco e seguirlo.
Potrebbe darsi, non lo metto in dubbio. Nondimeno vi sono delle opere a loro modo assai interessanti, ma sono lontane dalla ricerca della perfezione. Paiono frammentarie, brandelli di discorsi, squarci di visione sulla nostra società e sulla nostra vita, vite sospese. La bellezza la trovi in quei pochi secondi, attimi fuggenti, nascosti dietro un dialogo, un viso, un movimento della mdp. Il mancante è l'oggetto attivo del discorso artistico voluto dal regista.
Ed è questo senso di incompiutezza , di lieve e graffiante smarrimento, che accompagna la visione di una pellicola come Franklyn
Cosa stiamo guardando e da quale angolazione? Il confine vero e immaginario esiste o essi coesistono parallelamente in una dimensione?Ma noi abbiamo perso il potere di vederla? Quindi la realtà è più piccola rispetto alle sue possibilità?
Tre persone: Milo,disperato per esser stato lasciato dalla sua amata è alla ricerca del suo primo grande amore, la ritrova che fa la maestra d0asilo, Emilia una ragazza che mette in scena il suo suicidio ogni mese per disturbare la madre, con un brutto episodio di violenza paterna nel suo passato, David /Johnatan un reduce con problemi psichici e il lutto non superato per la morte della sorellina, e un misterioso vendicatore in una Londra dispotica basata sul fondamentalismo religioso, ben oltre il limite delle religioni, (il dio delle manicure è splendido).
E poi ci sono i loro parenti che non comprendono,che si sentono persi e in conflitto con dei figli che paiono vivere altrove e oltre.
Dramma,fantascienza di quella buona, un pizzico di thriller,ma sopratutto: Eva Green . Ma vogliamo lasciarci andare a un po' di sano maschile eterosessismo? No, abbiamo gusto e decenza. Però, è davvero bravissima e bellissima. Già in Womb , praticamente era lei la cosa migliore, qui va meglio al resto del film, ma accidenti se rimani ipnotizzato dalla sua presenza.
Si anche il resto del cast non è male eh! Ryan Phlips o come si chiama, che forse qualcosina avrà pure fatto , è un David sofferto e convincente anche quando assistiamo alle sue prodezze come Johnathan, (chiaramente non il campionissimo che tanto bene ha fatto nella mia inter),lo stesso vale per tutto il cast.
Gli inglesi sanno recitare e fare cinema, non possiamo negarlo . Infatti amo la loro cinematografia.
Franklyn non è un film semplice, è un prodotto che azzarda e usa linguaggi anche popolari, ma tutto insieme.
Mette lo spettatore in perenne incertezza sia per il giudizio che per la comprensione, eppure ha momenti toccanti, una buona colonna sonora, una visione della solitudine,del dolore,della follia, originale e particolare
Dovete mettervi in gioco e seguirlo.
domenica 7 ottobre 2012
LE ORME di LUIGI BAZZONI
Film sconosciuto ai più,ma anche ai meno, è un tentativo di fare film di genere contaminando un po' i generi:fantascienza,dramma psicologico,goticismo e cospirazione.Non del tutto riuscito,forse per alcune lentezze e per alcuni nodi non del tutto chiari del racconto.Nondimeno è un piccolo film,molto interessante e sicuramente da vedere.Ripeto non vi vendo ,come fanno gli imbonitori allo sbaraglio del cinebis, un capolavoro o un buon film,ma un'opera che pur con i difetti e pagando il poco budget a disposizione sa essere coinvolgente e riesce a creare,certe volte,un'atmosfera rarefatta e inquietante.
Tratto da un libro di Mario Fanelli,scritto da illo con il regista Luigi Bazzoni,di cosa parla Le Orme?
Una donna:Alice Campos vive facendo la traduttrice,è ossessionata da un sogno tremendo:un uomo viene abbandonato sulla luna da un collega ,il fine è un esperimento portato avanti da uno scienziato folle e dalla sua organzizzazione-il mad doctor è chiaramente Klaus Kinski,non è una grande interpretazione la sua..ma basta guardarlo ed è cinema:bislacco,obliquo,deviante,ma cinema-oltretutto pare che sia mancata per un paio di giorni dal lavoro,mentre lei rammenta di esserci andata.
In preda a queste allucinanzioni,trova una cartolina che indica un Hotel.Arrivata sul posto fa amicizia con una bambina che par sapere molte cose su di lei,e sopratutto viene confusa con una certa Nicole.La donna cade in uno stato di paranoia e di continuo pericolo anche se non capisce chi la stia minacciando.Fino a quando..
Il film si regge sulla buona prova di Florinda Bolkan,su qualche intuizione di sceneggiatura geniale-lei è convinta di aver visto un film,e questo crea un piccolo e interessnte cortocircuito:e se stessimo vedendo un film nel film?-ottima la fotografia di Storaro e la colonna sonora di Piovani.Ci sono incongruenze,lungaggini,ma è una pellicola sottilmente inquietante,come nel finale con Alice che forse viene rapita e spedita sulla luna o forse no...Forse è il delirio di una matta.
Recuperatelo,per me vale la pena
Tratto da un libro di Mario Fanelli,scritto da illo con il regista Luigi Bazzoni,di cosa parla Le Orme?
Una donna:Alice Campos vive facendo la traduttrice,è ossessionata da un sogno tremendo:un uomo viene abbandonato sulla luna da un collega ,il fine è un esperimento portato avanti da uno scienziato folle e dalla sua organzizzazione-il mad doctor è chiaramente Klaus Kinski,non è una grande interpretazione la sua..ma basta guardarlo ed è cinema:bislacco,obliquo,deviante,ma cinema-oltretutto pare che sia mancata per un paio di giorni dal lavoro,mentre lei rammenta di esserci andata.
In preda a queste allucinanzioni,trova una cartolina che indica un Hotel.Arrivata sul posto fa amicizia con una bambina che par sapere molte cose su di lei,e sopratutto viene confusa con una certa Nicole.La donna cade in uno stato di paranoia e di continuo pericolo anche se non capisce chi la stia minacciando.Fino a quando..
Il film si regge sulla buona prova di Florinda Bolkan,su qualche intuizione di sceneggiatura geniale-lei è convinta di aver visto un film,e questo crea un piccolo e interessnte cortocircuito:e se stessimo vedendo un film nel film?-ottima la fotografia di Storaro e la colonna sonora di Piovani.Ci sono incongruenze,lungaggini,ma è una pellicola sottilmente inquietante,come nel finale con Alice che forse viene rapita e spedita sulla luna o forse no...Forse è il delirio di una matta.
Recuperatelo,per me vale la pena
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domenica 22 aprile 2012
LA PICCOLA BOTTEGA DEGLI ORRORI di FRANK OZ
Richard Frank Oznowicz nasce in Inghilterra il 25 maggio 1944, i genitori sono francesi-anche se il cognome denuncia ben altre origini-che si trasferiscono in California.Qui il giovane Frank si mostra assai creativo come burattinaio e inventore di marionette.Tanto che collabora attivamente con Jim Henson ,l'inventore dei Muppets.Collabora anche come co-regista nell'opera Hensiana :Dark Crystal.Poi da solo dirige I Muppets a Broadway.Il 1986 è invece la volta di questo gustosissimo Musical-commedy-sci fi-:"La Piccola Bottega Degli Orrori".
Vi dice qualcosa il titolo?Nooo?Sicuri???Bravi!Roger Corman diresse una pellicola horror a basso costo negli anni 60 ,con questo titolo.Più macabra e con un finale tuttaltro che rassicurante.Poi venne un musical di successo e infine questa pellicola,che lo dico subito: è un mio cult!Ma non un cult qualsiasi eh!No,di quelli che ti fanno miagolare nella notte,come i gatti in amore.Toh,vi ho regalato anche una bella immagine poetica.
Pellicola sceneggiata da Howard Ashman,che insieme ad Alan Menken, è autore anche del musical,girata negli studi londinesi dedicati al defunto produttore di OO7-saga che disprezzo totalmente,dio quanto mi fanno schifo e ribrezzo i film di questa serie-con un cast americano decisamente rappresentativo della commedia anni 70/80:Rick Moranis,(tesoro mi si son ristretti i ragazzi,su sceneggiatura del regista horror Stuart Gordon,Ghostbusters),Ellen Green,(talk radio,leon),Steve Martin,(ho perso la testa per un cervello,il mistero del cadavere scomparso,un biglietto in due),Vincent Gardenia,(lo spaccone,uno sguardo dal ponte,la banca di monate),questi in ruoli da protagonisti.Il film si arricchisce anche di numerosi camei e piccoli ruoli affidati a John Candy,James Belushi,e un fantastico Bill Murray -cliente masochista di dentisti.
Spettacolare ,e qui a mio avviso si nota il lavoro di Oz per i Muppets,è la pianta carnivora Audrey II.Non un semplice trucco cinematografico,un pupazzo,ma qualcosa di terribilmente vivo e molto più espressiva di tantissimi attori e attrici cagne maledette.
La storia :Seymour è un tenero e dolce occhialuto-come lo siamo tutti eh!-che vive nello scantinato di un modestissimo negozio di fiori.Vessato dal padrone,che gli fa malamente da padre,innamorato perso-anzi:III.-NNNAMORATISSIMO!IN PREDA A UNO SPASIMO! come canterebbero i Righeira, di Audrey.Dolce -anche lei,attenti alla carie amici e amiche-fanciulla un po' svampita la quale è legata sentimentalmente a un sadico e violento dentista psicopatico.
Seymour come unica compagnia ha una stranissima pianta.Grazie proprio alla sua ambigua provenienza e alla sua singolare forma viene messa in vetrina come oggetto attira clienti.Per caso però il giovine occhialuto scoprirà che la pianta ha bisogno di sangue umano per vivere.
Un film godibilissimo dove peraltro si enuncia una vera verità verissima:ammazza quanto so' fichi sti occhialuti eh!Ottimi compagni,eccelsi canterini,e anche straordinari eroi -come mostra il finale-per questo amo questa pellicola.
Non ebbe in realtà molto successo all'epoca.Costata 30 milioni di dollari,prodotta dal discografico David Geffen,si riprese come cult anni dopo.
Opera bizzarra che vede nel personaggio folle del dentista una grande prova di Steve Martin,pellicola che mescola generi e linguaggi per mero divertimento popolare.
http://www.youtube.com/watch?v=Y8PHVqYEv90
Vi dice qualcosa il titolo?Nooo?Sicuri???Bravi!Roger Corman diresse una pellicola horror a basso costo negli anni 60 ,con questo titolo.Più macabra e con un finale tuttaltro che rassicurante.Poi venne un musical di successo e infine questa pellicola,che lo dico subito: è un mio cult!Ma non un cult qualsiasi eh!No,di quelli che ti fanno miagolare nella notte,come i gatti in amore.Toh,vi ho regalato anche una bella immagine poetica.
Pellicola sceneggiata da Howard Ashman,che insieme ad Alan Menken, è autore anche del musical,girata negli studi londinesi dedicati al defunto produttore di OO7-saga che disprezzo totalmente,dio quanto mi fanno schifo e ribrezzo i film di questa serie-con un cast americano decisamente rappresentativo della commedia anni 70/80:Rick Moranis,(tesoro mi si son ristretti i ragazzi,su sceneggiatura del regista horror Stuart Gordon,Ghostbusters),Ellen Green,(talk radio,leon),Steve Martin,(ho perso la testa per un cervello,il mistero del cadavere scomparso,un biglietto in due),Vincent Gardenia,(lo spaccone,uno sguardo dal ponte,la banca di monate),questi in ruoli da protagonisti.Il film si arricchisce anche di numerosi camei e piccoli ruoli affidati a John Candy,James Belushi,e un fantastico Bill Murray -cliente masochista di dentisti.
Spettacolare ,e qui a mio avviso si nota il lavoro di Oz per i Muppets,è la pianta carnivora Audrey II.Non un semplice trucco cinematografico,un pupazzo,ma qualcosa di terribilmente vivo e molto più espressiva di tantissimi attori e attrici cagne maledette.
La storia :Seymour è un tenero e dolce occhialuto-come lo siamo tutti eh!-che vive nello scantinato di un modestissimo negozio di fiori.Vessato dal padrone,che gli fa malamente da padre,innamorato perso-anzi:III.-NNNAMORATISSIMO!IN PREDA A UNO SPASIMO! come canterebbero i Righeira, di Audrey.Dolce -anche lei,attenti alla carie amici e amiche-fanciulla un po' svampita la quale è legata sentimentalmente a un sadico e violento dentista psicopatico.
Seymour come unica compagnia ha una stranissima pianta.Grazie proprio alla sua ambigua provenienza e alla sua singolare forma viene messa in vetrina come oggetto attira clienti.Per caso però il giovine occhialuto scoprirà che la pianta ha bisogno di sangue umano per vivere.
Un film godibilissimo dove peraltro si enuncia una vera verità verissima:ammazza quanto so' fichi sti occhialuti eh!Ottimi compagni,eccelsi canterini,e anche straordinari eroi -come mostra il finale-per questo amo questa pellicola.
Non ebbe in realtà molto successo all'epoca.Costata 30 milioni di dollari,prodotta dal discografico David Geffen,si riprese come cult anni dopo.
Opera bizzarra che vede nel personaggio folle del dentista una grande prova di Steve Martin,pellicola che mescola generi e linguaggi per mero divertimento popolare.
http://www.youtube.com/watch?v=Y8PHVqYEv90
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