giovedì 30 ottobre 2008

LUNA ROSSA di ANTONIO CAPUANO

Film notevole seppure non del tutto riuscito.La storia del crollo di una famiglia di camorristi,dilaniata da infedeltà e torbidi piani per la presa del potere,che viene distrutta dal figlio "malato e ribelle".
Capuano sceglie una strada diversa e insolita per parlare dei mali che attaccano le famiglie e nel loro insieme la società.Meschinità ,desideri incontrollabili di piacere personale,bramosia di potere e ambizioni smodati che portano l'individuo a perdersi del tutto trascinando con sè la vita di molte altre persone
Si cerca un richiamo con la tradizione della tragedia greca,si punta in alto mischiando il genere di film camorristico /mafioso con un rigore e una ricerca sperimentale dal sapore avanguardistico e sperimentale

Il male d'italia cioè la criminalità organizzata analizzata come una famiglia allo sbando,marcia dentro.
Questo ci può fare riflettere anche sulle meschinità che si vivono quotidianamente ,i tradimenti e i calcoli per avere quella fetta di potere , di goduria da poco,ma che danno l'illusione di essere meglio di altri.

Per questo il film-seppure non del tutto riuscito e un po'confuso- mi piace,è una di quelle pellicole che cercano l'altro e l'oltre,superando la storia di crimine per arrivare a essere un apologo morale ed etico su quali sono i mali del tempo

lunedì 27 ottobre 2008

TOTO' E CAROLINA di MARIO MONICELLI

Prima della guerra preventiva,in Italia avevamo la censura preventiva:questo film è una limpida dimostrazione.
La polizia infatti trovò osceno che essa venisse descritta attraverso il personaggio di Totò,uno sbirro un po' ottuso e non molto perspicace,non furono i soli guai.Vennero censurate diverse battute-quella bellissima in cui il principe de curtis dice a Anna Maria Ferrero:il sucidio non è per i poveri,ma per i ricchi .Loro possono permettesserlo,noi no-ma anche battute come quella dell'urbe-Antonio Caccavallo agente dell'urbe- e di chiaro riferimento satirico nei confronti del fascismo.Eliminata anche una scena in cui,Totò viene interrogato da un suo collega sugli articoli inerenti ai comportamenti della celere in piazza,ovviamente il maestro della comicità partonopeo non sa rispondere.
Insomma un ritratto di sbirro che non piacque alle forze dell'oridine,andò incontro anche ad altre ire di stampo democristiano
Pensate ad esempio alla scena quando Totò sorpassando un camion di lavoratori che cantano bandiera rossa urla:buttatevi a destra.
Dopodiche a un passaggio ferroviario viene tamponato da un camioncino,Caccavallo scende furioso-convinto che siano i comunisti-invece si ritrova a che fare con un prete e un gruppo di scout,lo sbirro da incazzato diventa agnellino-segno della referenza che tutti i "poteri " hanno per la chiesa.
Oppure,quando Carolina accusa il patrigno di andare di notte nella sua camera per abusarne
Insomma un film troppo vero,troppo bello per piacere ai dorotei,alla sbirraglia e affini
Soggetto di Ennio Flaiano,sceneggiatura di age,scarpelli,sonego e lo stesso monicelli-al primo film da solo senza steno- film che è stato tagliato,ostacolato,censurato da un potere ridicolo e "coglionesco",come se non bastasse la pellicola si è dovuta fermare perchè durante una scena-quella dove totò si butta in un torrente,girata dall'attore senza controfigura- il principe si ammalò di polmonite,così le riprese si son fermate per un certo periodo.Ripresero a Torino-la ferrero era lì per fare amleto-
Dimenticavo come aiuto regista un tale Gillo Pontecorvo.

Film che oggi è possibile vedere nella sua reale formazione,alla faccia della censura.
Basta che prendiate la copia del corriere della sera-collezione dedicata a totò,oltretutto dopo pagine e pagine di critica spazzatura e cretina,che trovate in certe collane western e poliziesche- mereghetti e fofi danno lucidissime letture e spiegazioni.

Buona visione!

giovedì 23 ottobre 2008

BOB ROBERTS di TIM ROBBINS

Come sempre c'è qualcosa nei film che va oltre la pellicola,la tecnica,la pura rappresentazione filmica e diventa profezia
Vedendo questo splendido film dell'attore Tim Robbins, non possiamo notare come tutto quello menzionato in questo film di 17-18 anni fa sia ancora assai attuale ,che un film giudicato grottesco all'epoca ora sia tristissima verità.Le guerre,i candidati fieri e forti della loro ignoranza reazionaria,la violenza popolana vestita da ricerca di sicurezza,il disprezzo per i poveri ed emarginati, le associazioni sulla carta benefiche e in realtà finanziatrici di guerre e trasporto di droga,il successo economico sbandierato,la denigrazione qualunquistica e populista della politica,le banche che falliscono per colpa di un liberismo esasperato ed esasperante,la deriva fondamentalista cristiana.

Nelle vicende del cantante Bob Roberts autore di squallide canzonette fasciste, che sfruttando l'ignoranza delle masse diventa un politico importante,ci sono tutte le tragiche storie -per chi non li sopporta e supporta-dei vari berlusconi,bush,aznar e del peso che un capitalismo selvaggio e irresponsabile ha avuto sulla politica e sul sociale

Un grandissimo film,indimenticabile

ps:molto divertenti i dischi più importanti di Dylan rivisti in ottica conservatrice,non penso che Zimmerman sia dispiaciuta la cosa....guardare il doc di Scorsese per averne la conferma!

ALLA RIVOLUZIONE SULLA DUE CAVALLI di MAURIZIO SCIARRA

Rammento la sceneggiata di Laura Morante alla premiazione per il pardo d'oro di Locarno,a lei il premio dato a questo film non piacque proprio.Evidentemente la regina del cinema borghese e dabbenista con spinte isteriche non ama le commedia popolari.Cioè quei film che pur essendo leggeri raccontano episodi politici e sociali,cosa che per esempio un Ricordati di Me,non fa nemmeno di striscio
Lasciando perdere questo episodio,parliamo del film:decente,piacevole,gradevole. Non un capolavoro,ma un film dignitoso che merita proprio perchè unisce la leggerezza della commedia con intenzioni sociali e storiche appena acennate,certo,ma presenti.Un film che è utile per chi non ha vissuto quell'epoca fantastica che sono stati i 70,per chi vuol capire la storia recente europea,i regimi e la libertà dei popoli. Chiaramente la commedia prevale,ma il film in realtà non è fragile e racconta la storia di tre amici-due uomini e una donna- di nazionalità diverse che partono per assistere alla rivoluzione portoghese-nota anche come la rivoluzione dei garofani,per via del fatto che i soldati liberatori,portavan questo fiore-lungo la strada vivranno diverse avventure e peripizie,fino a quando raggingeranno Lisbona.Il finale è assai ironico e tagliente,ben fatto

Questo film dunque serve per poter aprofondire un tema importante,quello della dittatura fascista e della ricostruzione di una democrazia,ho come l'impressione che in Portogallo ,come in Spagna,Italia,Germania,alla fine siano arrivati i governi democratici rappresentazione della borghesia,quindi inutili e dannosi per il popolo.Però,il momento della liberazione quando i sogni possono concretizzarsi,quello deve essere qualcosa di indescrivibile,prima che qualcuno compri il sogno,la rivoluzione e ci dica:è il mercato baby!

martedì 21 ottobre 2008

MOBY DICK di JOHN HOUSTON

Non poteva che essere portata su schermo dal grande John Huston,questa storia classica conosciuta da milioni di persone
Si,il regista dalla personalità debordante-Eastwood l'ha celebrato nell'intenso "Cacciatore bianco,Cuore nero"- aveva già portato sugli schermi una grande storia di ossessione fatale con Il tesoro della sierra madre,la dove era l'oro a fare impazzire il protagonista ,qui è l'ossessione di Achab per la Balena Bianca,che trascinerà lui e i suoi uomini verso la morte.
Scritto con un maestro della fantascienza quale Ray Bradbury,il film entra di diritto tra i capolavori del genere e della cinematografia mondiale.
Il tema dell'ossessione,del destino segnato e della sfida che l'uomo porta contro la natura,sono ben strutturati e svolti.
Memorabile Gregory Peck,nel ruolo di Achab

In italia la balena bianca era la democrazia cristiana...ah,che tempi!

lunedì 20 ottobre 2008

AFFLICTION di PAUL SCHRAEDER

Paul Schraeder è un grande sceneggiatore,che ha diretto anche film abbastanza significativi per il loro ruolo di ricerca della morale e dell'etica in ambientazioni dominate da follia e violenza.Lo era il suo Taxi Driver,è molto simile anche questo ottimo film sulla caduta nella follia di un uomo
Uno sceriffo divorziato dalla moglie,che cerca di avere un buon rapporto con la figlia,vede la sua vita andare a rotoli dopo che in un incidente di caccia,perde la vita un pezzo grosso del sindacato,il quale doveva testimoniare in un processo contro la mafia
Da questo momento scivola sempre più nella follia,colpa di un pessimo rapporto con un padre violento, che gli farà perdere l'amore di una donna,il lavoro e lo condurrà verso l'omicidio e la fine


Il film analizza benissimo la solitudine cui sono condannate le persone che per vari motivi non riescono a sopravvivere in questo mondo ferocemente vuoto e desolato.
L'eroe del film nonostante le sue buone intenzioni non riesce a stare a galla,a vivere e si abbandona alla violenza che da piccolo ha subito e visto
Molta compassione e tenerezza per queste vite disperate e spezzate,mentre fuori si celebra l'eroismo di affaristi poco chiari

Un grande film,sul declino dell'uomo medio e sulla violenza che genera solo esistenze devastate
Grandissimi Nick Nolte-che adoro perchè non ha applaudito il collaborazionista Kazan-e James Corburn,oscar per questa sua ultima apparizione cinematografica prima della fine

In questa pellicola non c'è il riscatto del perdente,come se il sogno americano si sia sciolto ,una balla a cui nemmeno i bimbi credono più

IL VERDETTO DI SIDNEY LUMET

Uno dei migliori film americani degli anni 80,prima della deriva reaganiana rambista e di edonismo sfrenato da due soldi
Il film potrebbe essere visto come la solita storia di riscatto di un perdente,tanto cara alla cultura americana.
In realtà è una pellicola più profonda che indaga sul limite e confine :etica e legge.
La legge è davvero sopra le parti,oppure è un metodo di giustizia legato al potere economico e politico?
Credo che non sia del tutto sbagliato questo modo di vedere la cosa:dopotutto una sostanziale lotta alle fasce più deboli è riscontrabile nella composizione e nella severità con cui viene colpita la classe proletaria.I carceri scoppiano di detenuti comuni,spesso non ancora giudicati e condannati a rimanere in prigione aspettando i tempi lunghissimi della legge borghese. Vero che i cavilli,le astuzie vengono usate per difendere clienti illustri ,a limitarne i danni.Tranne in situazione dove diventa troppo insostenibile la situazione,c'è una saturazione all'interno della gestazione del potere e quindi si può lasciare sul campo qualche nome blasonato.Un conflitto interno che deve regolarsi con l'aiuto della legge.Non mancano ovviamente avvocati e magistrati limpidi e onestissimi che cercano dall'interno di cambiare le cose,questo rappresentato benissimo nel film dallo scontro tra Frank Galvin e l'altro avvocato.La giustizia democratica e per la tutela delle zone più disagiate e meno capaci di difendersi e la Macchina affaristica-giudiziaria che protegge una classe di privilegiati,di potenti e loro tirapiedi.
Non manca un affondo molto forte contro la chiesa e la sanità privata.Notiamo come nella realtà,un caso come il Santa Rita ha svelato la distorsione privatista
Privatizzare è il motto degli italioti in libera uscita cerebrale.L'affare sulla vita umana,la competizione con tutto quello che porta di rischioso e nocivo,sono assai ben manifeste nella triste vicenda lombarda.La quale avrebbe dovuto portare un ripensamento su tutto quello che avviene nel mondo della sanità gestita da privati,ma non è stato così
Per questo il film di Lumet è prezioso e importante,punta a una giustizia vera che sia prima di tutto tutela dei deboli,questa è la vera democrazia.Un film che svela la finta carità della chiesa,i ritmi insostenibili negli ospedali e nelle strutture sanitarie,il legame fortissimo tra legge e potere economico e politico.
Un film memorabile,come un grandissimo Newman che offre una interpretazione suggestiva,che pone riflessioni importanti
Da non perdere