Un'opera epica,profonda,analisi acuta e spettacolare sul significato di rivoluzione ed essere un rivoluzionario
12 candidature all'oscar nei primi anni 80- già il paese in mano a un attore pessimo e disastroso presidente di nome Reagan-questo film si porta a casa 3 statuette parlando di comunismo,bolscevismo,vite non allineate.
La biografia di John Reed,famoso giornalista e sincero rivoluzionario e della sua moglie Louise.I loro primi passi come giornalisti e intellettuali all'interno della scena alternativa-progressista del greenwich village a N.Y. le crisi sentimentali e la grande passione politica
La partecipazione alla rivoluzione sovietica-la gloriosa,splendida,straordinaria rivoluzione poi tradita e soffocata dalla deriva classista e borghese anzi zarista dello stalinismo- la sua nascita e la sua influenza. Il tutto raccontato con profondo e tenero rispetto,anche attraverso interviste ad amici e protagonisti del periodo.
Un film possente e commovente a tratti. Una grande lezione di politica e prassi rivoluzionaria
Reed scrisse dedicandolo alla rivoluzione di ottobre:i dieci giorni che sconvolsero il mondo,opera ancora oggi fondamentale per la sua testimonianza diretta del grande evento storico,sociale,politico
lunedì 2 febbraio 2009
LA DONNA DEL TENENTE FRANCESE di KAROL REISZ
Un profondo film sull'amore,la sua rappresentazione,ma non solo:si parla anche di finzione/realtà che si contaminano,del confine labile tra queste due dimensioni e la confusione che ne deriva
La storia ambientata nell'inghilterra del 1800,narra le vicende sentimentali di passione e colpa tra uno scienziato legato alla figlia di un potente capitalista e una donna,malvista da tutti perchè si narra amante di un tenente francese.Quella che vediamo ,però, è solo la lavorazione di un film,infatti assistiamo alla relazione extraconiugale tra l'attrice e l'attore protagonista.
Una raffinatissima altalena tra ricostruzione e rielaborazione scenica e caos calmo quotidiano della vita amorosa e delle sue regole.
Il senso di colpa per il tradimento,che scompare di fronte a un sentimento tanto forte quanto pericoloso perchè può fare molto male,la fine che si può decidere nella finzione e la fine che ci capita nella vita.Insomma un film importante e da vedere, non fosse altro che per Meryl Streep e Jeremy Irons.
La storia ambientata nell'inghilterra del 1800,narra le vicende sentimentali di passione e colpa tra uno scienziato legato alla figlia di un potente capitalista e una donna,malvista da tutti perchè si narra amante di un tenente francese.Quella che vediamo ,però, è solo la lavorazione di un film,infatti assistiamo alla relazione extraconiugale tra l'attrice e l'attore protagonista.
Una raffinatissima altalena tra ricostruzione e rielaborazione scenica e caos calmo quotidiano della vita amorosa e delle sue regole.
Il senso di colpa per il tradimento,che scompare di fronte a un sentimento tanto forte quanto pericoloso perchè può fare molto male,la fine che si può decidere nella finzione e la fine che ci capita nella vita.Insomma un film importante e da vedere, non fosse altro che per Meryl Streep e Jeremy Irons.
PIANO PIANO DOLCE CARLOTTA di ROBERT ALDERICH
Dopo l'immenso successo del fenomenale "Che fine ha fatto Baby Jane?" la coppia Bette Davis e Robert Alderich torna su una nuova storia di pazzia e morte
Il film narra la storia di una ragazza :Carlotta,la quale viene accusata dai cittadini del suo paese di essere la responsabile della morte del suo amante.
La donna cresce solitaria nella sua villa abbandonata,unica compagnia :il dottore e la governante.
Un giorno in casa sua si presenta Miriam,sua cugina, da quel momento ha inizio un terrificante incubo
Un film cupo,inquietante,angoscioso. Non mancano scene orrorifiche di grande potenza-l'amputazione di una mano in primo piano,un ballo macabro tra carlotta e john circondati da ballerini senza volto-il vero senso del film,è però la solitudine:di fronte alla propria fragilità,di fronte a un amore disperato e senza speranza, di fronte alla cattiveria lucida delle cosidette persone normali
Alla fine la vendetta sarà un atto di purificazione assai intenso e rivaluterà una vita distrutta dalla menzogna e dai giochi dei benpensanti.
Il film narra la storia di una ragazza :Carlotta,la quale viene accusata dai cittadini del suo paese di essere la responsabile della morte del suo amante.
La donna cresce solitaria nella sua villa abbandonata,unica compagnia :il dottore e la governante.
Un giorno in casa sua si presenta Miriam,sua cugina, da quel momento ha inizio un terrificante incubo
Un film cupo,inquietante,angoscioso. Non mancano scene orrorifiche di grande potenza-l'amputazione di una mano in primo piano,un ballo macabro tra carlotta e john circondati da ballerini senza volto-il vero senso del film,è però la solitudine:di fronte alla propria fragilità,di fronte a un amore disperato e senza speranza, di fronte alla cattiveria lucida delle cosidette persone normali
Alla fine la vendetta sarà un atto di purificazione assai intenso e rivaluterà una vita distrutta dalla menzogna e dai giochi dei benpensanti.
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DIRITTO DI CRONACA di SIDNEY POLLACK
Un film che affronta un tema assai attuale e importante:la creazione di colpevoli a mezzo stampa,prima di sapere la verità
Una giornalista accusa, tramite i suoi articoli, un uomo di essere il responsabile della scomparsa di un sindacalista. Ella è spinta da un nucleo anti-corruzione che punta su quel povero cristo perchè proviene da una famiglia non proprio onesta.
Il film pone interrogativi interessanti e si occupa di un tema per nulla banale. Attuale,poichè la fabbrica dei mostri da prima pagina è ancora assai attiva e ben avviata-dal caso battisti in avanti-oltretutto ci spinge a riflettere sui savonarola,sulle bande degli onesti,sugli estremisti della legalità,che in pieno delirio di giudizio e condanna minano le basi garantiste fondamentali per la legge in un paese democratico e serio.Non parlo dell'Italia,ovviamente , dove la legge è servita a tutto fuorchè a inchiodare i misfatti delle stragi nere nei 70,a condannare i poliziotti e fascisti che hanno eliminato compagni,studenti,operai.
Un'opera quindi che avrebbe meritato di più, non che il film sia brutto...Però...Però manca coraggio,si perde in schermaglie tra giornalista e perseguitato al confine con il rosa,mette in scena una riscossa ingarbugliata. Colpa di Pollack,il quale è sempre attratto da una visione classica e romantica,la quale a volte funzione-vedi il suo capolavoro:Come eravamo-altre volte è piombo nelle ali di una storia che in mano a Sidney Lumet avrebbe avuto altro peso e significato
Bravo Paul Newman e gradevole Sally Field.
Una giornalista accusa, tramite i suoi articoli, un uomo di essere il responsabile della scomparsa di un sindacalista. Ella è spinta da un nucleo anti-corruzione che punta su quel povero cristo perchè proviene da una famiglia non proprio onesta.
Il film pone interrogativi interessanti e si occupa di un tema per nulla banale. Attuale,poichè la fabbrica dei mostri da prima pagina è ancora assai attiva e ben avviata-dal caso battisti in avanti-oltretutto ci spinge a riflettere sui savonarola,sulle bande degli onesti,sugli estremisti della legalità,che in pieno delirio di giudizio e condanna minano le basi garantiste fondamentali per la legge in un paese democratico e serio.Non parlo dell'Italia,ovviamente , dove la legge è servita a tutto fuorchè a inchiodare i misfatti delle stragi nere nei 70,a condannare i poliziotti e fascisti che hanno eliminato compagni,studenti,operai.
Un'opera quindi che avrebbe meritato di più, non che il film sia brutto...Però...Però manca coraggio,si perde in schermaglie tra giornalista e perseguitato al confine con il rosa,mette in scena una riscossa ingarbugliata. Colpa di Pollack,il quale è sempre attratto da una visione classica e romantica,la quale a volte funzione-vedi il suo capolavoro:Come eravamo-altre volte è piombo nelle ali di una storia che in mano a Sidney Lumet avrebbe avuto altro peso e significato
Bravo Paul Newman e gradevole Sally Field.
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domenica 25 gennaio 2009
GENTE COMUNE di ROBERT REDFORD
Condrad è un ragazzo traumatizzato per la morte del fratello,del quale si pensa responsabile,e con grossi problemi di relazione famigliare,in particolare con la madre-la quale era legatissima al figlio morto.
Grazie a un psichiatra e superando nuovi dolori,il ragazzo troverà una sua serenità accanto al padre.
Questo film vincitore di oscar, ha diviso da sempre gli spettatori,per alcuni è un film molt intenso e profondo sul dolore,il distacco,la perdita e la risalita,per altri un film modesto che è stato sopravvalutato.
Per me è un'opera interessante e meritevole di essere vista e ricordata.L'istituzione famiglia viene indagata e criticata senza perdere il controllo,si analizza la colpa per la perdita di qualcuno e la difficoltà a perdonare o perdonarsi con una certa serietà ed evitando fino a che si può le trappole della facile commozione.Il fatto che un figlio sia preferito rispetto a un altro,l'estraneità con persone della stessa famiglia,la disperata e insensata idea di non sciogliere mai la famiglia,come se da sola essa possa salvare una situazione irreparabile.Robert Redford dirige un buon film,uno di quelli che commuovono per l'intensità degli attori e della bellissima colonna sonora-pochi accordi di piano e archi-uno di quei film sul quale far nascere un bel dibattito ,una riflessione sulla morte,il dolore,il distacco,la famiglia e altro
Bravissimi Donald Sutherland,Timothy Hutton,Mary Tyler Moore,Judd Hirsc
Grazie a un psichiatra e superando nuovi dolori,il ragazzo troverà una sua serenità accanto al padre.
Questo film vincitore di oscar, ha diviso da sempre gli spettatori,per alcuni è un film molt intenso e profondo sul dolore,il distacco,la perdita e la risalita,per altri un film modesto che è stato sopravvalutato.
Per me è un'opera interessante e meritevole di essere vista e ricordata.L'istituzione famiglia viene indagata e criticata senza perdere il controllo,si analizza la colpa per la perdita di qualcuno e la difficoltà a perdonare o perdonarsi con una certa serietà ed evitando fino a che si può le trappole della facile commozione.Il fatto che un figlio sia preferito rispetto a un altro,l'estraneità con persone della stessa famiglia,la disperata e insensata idea di non sciogliere mai la famiglia,come se da sola essa possa salvare una situazione irreparabile.Robert Redford dirige un buon film,uno di quelli che commuovono per l'intensità degli attori e della bellissima colonna sonora-pochi accordi di piano e archi-uno di quei film sul quale far nascere un bel dibattito ,una riflessione sulla morte,il dolore,il distacco,la famiglia e altro
Bravissimi Donald Sutherland,Timothy Hutton,Mary Tyler Moore,Judd Hirsc
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SPECIALE HORROR ITALIA:PARTE SECONDA
Continuiamo a parlare di cinema dell'orrore italiano. Perchè senza ombra di dubbio il nostro cinema dagli anni 60 fino agli anni 80 ha conosciuto una stagione ricca di titoli e artigiani dediti al lavoro di fare "puro cinema",non sempre i risultati sono buoni, non sempre i nomi meritevoli di rivalutazione
Malattia tipica di questo ultimo tempo è appunto la rivalutazione alla cazzo di cane,senza un pensiero e criterio critico serio e ragionato. Che sfocia nella clamorose cazzate di un Giusti sulla commedia scollacciata ad esempio-ma se ti fai le seghe vedendo la fenech che si spoglia,mica neccessariamente dovremmo rivalutare il genere!
Altro discorso merita il cinema di artigiani come Margheriti e Bava-anzi per loro userei la definizione di artigiani di lusso,perchè molto personali e con stili assai riconoscibili.
Non mancherà in futuro un lavoro biografico dedicato ai due indimenticabili registi romani.
Parliamo di pellicole e film,per rendere omaggio a questi artisti:CONTRONATURA
Questa pellicola diretta da Antonio Margheriti,e se non sbaglio pure scritta, è un esempio perfetto di come si costruisce una storia.Che sia horror o altro non importa,ma Margheriti sa creare con giochi di sguardi,frasi interrotte,flashback rivelatori,un inizio che ben delinea la storia.
Un ritratto feroce dell'altaborghesia inglese di inizio 900.Tutti i protagonisti tramano per ambizione e lussuria ai danni di altri,fino a un evento tragico che però porta ai protagonisti la tanto sospirata ricchezza e potere.
Causa un incidente dovranno fermarsi in una casa abitata da un uomo e sua madre ,medium.
I loschi personaggi saranno costretti a partecipare a una seduta spiritica,che svelerà i loro crimini e li punirà duramente.
Grande costruzione in crescendo della storia,buona costruzione della psicologia dei personaggi,classico marchio di fabbrica di erotismo raffinato e tendenzialmente macabro,tensione e paura senza spargimenti inutili di sangue,riflessione amarissima sulle ingiustizie che le caste alte fanno cadere sui "poveri",sulla perdita di etica e morale,sulla punizione e colpa.Insomma un grande film,che Margheriti ci dona con consumata professionalità e momenti assolutamente alti di grande cinema.
KILLER FISH :questa pellicola è decisamante più ludica e leggera, un esercizio di stile e contaminazione assai interessante perchè mescola sapientemente e con un gusto per la narrazione di genere:poliziesco,catastrofico,horror.
Una banda compie una rapina in quel del brasile. A guidare i criminali un uomo affetto da problemi cardiocircolatori.Il bottino è nascosto in un acqua,ma nessuno tranne l'artefice del colpo sa essere infestato dai pirana.
Per complicare le cose arrivano una troupe di servizi di moda e naturalmente tra una di queste modelle e il duro dei rapinatori nasce una relazione.
Il tutto si complica quando rapinatori e troupe si troveranno a bordo di una nave che rischia di affondare per colpa di un tornado nella zona dei famelici pesci
Divertente con momenti anche assai riusciti e un buon cast che va da Lee Majors-l'uomo dai sei milioni di dollari- fino a James Franciscus e Karen Black.Godibile
OPERAZIONE PAURA:Mario Bava è il grande maestro del brivido italiano,a lui deve tanto anche Dario Argento.
Questo film è un classico del cinema di paura :un villaggio sotto la maledizione di una bambina morta nell'indifferenza del paese, e così sua madre una vecchia nobile la richiama in vita per vendicarsi.
Contro questa follia si batte una giovane studentessa e un medico legale.Bava sa come spaventare con le apparizioni della bambina,l'uso della musica e degli effetti sonori, e crea questo capolavoro a tratti disturbante e surreale,come quando il medico rincorre un uomo che pare essere l'assassino e poi scopre che è se stesso.
Un film teso e avvincente con scene macabre e forti ,per l'epoca,uno dei classici del genere horror.
SEI DONNE PER L'ASSASSINO: consigliato a chi non ha sopportato quella cagata di "Il diavolo veste prada" operaccia reazionaria e capitalista,ipocrita nel finale melenso.
Qui le lavoratrici della moda fanno tutte una bruttissima fine,per non parlare della polizia che non ne indovina una.
Un misterioso assassino uccide con inusitato sadismo, a una ustiona il viso a un altra buca la faccia con un oggetto appuntito,le modelle che lavorano per una nota stilista.Il mistero in un legame delittuoso e lussurioso.Il film scritto da un altro grande maestro del cinema di genere e di diverse commedie,Marcello Fondato recentemente scomparso, è il capostipite di tutti i trhiller con l'assassino impermeabilizzato e con i guanti a venire.Scioccante per il sadismo,radicalmente pessimista, un capolavoro del genere
Malattia tipica di questo ultimo tempo è appunto la rivalutazione alla cazzo di cane,senza un pensiero e criterio critico serio e ragionato. Che sfocia nella clamorose cazzate di un Giusti sulla commedia scollacciata ad esempio-ma se ti fai le seghe vedendo la fenech che si spoglia,mica neccessariamente dovremmo rivalutare il genere!
Altro discorso merita il cinema di artigiani come Margheriti e Bava-anzi per loro userei la definizione di artigiani di lusso,perchè molto personali e con stili assai riconoscibili.
Non mancherà in futuro un lavoro biografico dedicato ai due indimenticabili registi romani.
Parliamo di pellicole e film,per rendere omaggio a questi artisti:CONTRONATURA
Questa pellicola diretta da Antonio Margheriti,e se non sbaglio pure scritta, è un esempio perfetto di come si costruisce una storia.Che sia horror o altro non importa,ma Margheriti sa creare con giochi di sguardi,frasi interrotte,flashback rivelatori,un inizio che ben delinea la storia.
Un ritratto feroce dell'altaborghesia inglese di inizio 900.Tutti i protagonisti tramano per ambizione e lussuria ai danni di altri,fino a un evento tragico che però porta ai protagonisti la tanto sospirata ricchezza e potere.
Causa un incidente dovranno fermarsi in una casa abitata da un uomo e sua madre ,medium.
I loschi personaggi saranno costretti a partecipare a una seduta spiritica,che svelerà i loro crimini e li punirà duramente.
Grande costruzione in crescendo della storia,buona costruzione della psicologia dei personaggi,classico marchio di fabbrica di erotismo raffinato e tendenzialmente macabro,tensione e paura senza spargimenti inutili di sangue,riflessione amarissima sulle ingiustizie che le caste alte fanno cadere sui "poveri",sulla perdita di etica e morale,sulla punizione e colpa.Insomma un grande film,che Margheriti ci dona con consumata professionalità e momenti assolutamente alti di grande cinema.
KILLER FISH :questa pellicola è decisamante più ludica e leggera, un esercizio di stile e contaminazione assai interessante perchè mescola sapientemente e con un gusto per la narrazione di genere:poliziesco,catastrofico,horror.
Una banda compie una rapina in quel del brasile. A guidare i criminali un uomo affetto da problemi cardiocircolatori.Il bottino è nascosto in un acqua,ma nessuno tranne l'artefice del colpo sa essere infestato dai pirana.
Per complicare le cose arrivano una troupe di servizi di moda e naturalmente tra una di queste modelle e il duro dei rapinatori nasce una relazione.
Il tutto si complica quando rapinatori e troupe si troveranno a bordo di una nave che rischia di affondare per colpa di un tornado nella zona dei famelici pesci
Divertente con momenti anche assai riusciti e un buon cast che va da Lee Majors-l'uomo dai sei milioni di dollari- fino a James Franciscus e Karen Black.Godibile
OPERAZIONE PAURA:Mario Bava è il grande maestro del brivido italiano,a lui deve tanto anche Dario Argento.
Questo film è un classico del cinema di paura :un villaggio sotto la maledizione di una bambina morta nell'indifferenza del paese, e così sua madre una vecchia nobile la richiama in vita per vendicarsi.
Contro questa follia si batte una giovane studentessa e un medico legale.Bava sa come spaventare con le apparizioni della bambina,l'uso della musica e degli effetti sonori, e crea questo capolavoro a tratti disturbante e surreale,come quando il medico rincorre un uomo che pare essere l'assassino e poi scopre che è se stesso.
Un film teso e avvincente con scene macabre e forti ,per l'epoca,uno dei classici del genere horror.
SEI DONNE PER L'ASSASSINO: consigliato a chi non ha sopportato quella cagata di "Il diavolo veste prada" operaccia reazionaria e capitalista,ipocrita nel finale melenso.
Qui le lavoratrici della moda fanno tutte una bruttissima fine,per non parlare della polizia che non ne indovina una.
Un misterioso assassino uccide con inusitato sadismo, a una ustiona il viso a un altra buca la faccia con un oggetto appuntito,le modelle che lavorano per una nota stilista.Il mistero in un legame delittuoso e lussurioso.Il film scritto da un altro grande maestro del cinema di genere e di diverse commedie,Marcello Fondato recentemente scomparso, è il capostipite di tutti i trhiller con l'assassino impermeabilizzato e con i guanti a venire.Scioccante per il sadismo,radicalmente pessimista, un capolavoro del genere
martedì 20 gennaio 2009
L'AMARO SAPORE DEL POTERE di FRANKLIN SCHAEFNER
Il film scritto da Gore Vidal, è la messinscena di una elezione per il futuro candidato alla corsa della casa bianca in seno a un partito conservatore.
I giochi crudeli di scredito nei confronti dell'antagonista puntando su dicierie vicissitudini personali gettati al pubblico per danneggiare la persona prima che il politico, l'assurdo circo di riccastri e militanti che assediano i candidati con pretese e ricatti,l'etica che si perde nel gioco naturale e crudele della vittoria a tutti i costi
Insomma una rappresentazione non troppo diversa dell'attuale scena politica mondiale,un'analisi avvincente del sistema elettorale americano-una carnevalata patetica,più un incontro di piazzisti che di politici-il tutto diretto con piglio di ferro e incisivo dal regista di Papilion e il Pianeta delle Scimmie.
Ottimi Henry Fonda-il candidato che non vuol cedere ai ricatti e ai giochetti- e Cliff Robertson-il candidato di estrema destra cattivissimo.
Grande esempio di film politico.
I giochi crudeli di scredito nei confronti dell'antagonista puntando su dicierie vicissitudini personali gettati al pubblico per danneggiare la persona prima che il politico, l'assurdo circo di riccastri e militanti che assediano i candidati con pretese e ricatti,l'etica che si perde nel gioco naturale e crudele della vittoria a tutti i costi
Insomma una rappresentazione non troppo diversa dell'attuale scena politica mondiale,un'analisi avvincente del sistema elettorale americano-una carnevalata patetica,più un incontro di piazzisti che di politici-il tutto diretto con piglio di ferro e incisivo dal regista di Papilion e il Pianeta delle Scimmie.
Ottimi Henry Fonda-il candidato che non vuol cedere ai ricatti e ai giochetti- e Cliff Robertson-il candidato di estrema destra cattivissimo.
Grande esempio di film politico.
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