La risposta di Dio è il suo silenzio.
Potrebbe esser questa una buona riflessione da parte di uno spettatore all'uscita della visione di questo ottimo, meraviglioso, straordinario film.
Qualcuno dice il migliore di Scorsese, non lo so. Sai, è un po' come con i nuovi dischi: ogni volta l'ultimo è il migliore. Quelle sono cazzate dette per vendere un mero prodotto, come da sempre sono i dischi di rock o pop, ma questo fatto di reputare l'ultimo film di un immenso maestro del cinema, come quanto di meglio abbia mai realizzato fin ad oggi, ecco mi par esagerato.
Parliamo di uno che ha fatto la storia del cinema e che si conferma di nuovo, non rammento film davvero orribili o sbagliati ad opera di costui, come uno che è in grado di girare benissimo dando al pubblico emozioni ed occasioni profonde di riflettere.
Il tema della fede è importante per me. Non credo nel paradiso, pur sforzandomi dio mi pare una buona idea, una saggia e giusta idea per mille ragioni (la morte e il dolore ci distaccano a volte dal resto della comunità, la prima in modo particolare, e per non sentirci del tutto inutili, mucchio di carne ed ossa destinati all'oblio ci siamo inventati le divinità) ma molto lontana. Nondimeno gran parte degli atei, dei laici, mi sembrano che siano fin troppo dozzinali nel criticare la fede, la chiesa, la comunità religiosa. Sopratutto non indicano una via di vita decisamente migliore, si limitano ad attacchi, giusti ma scritti con troppo adolescenziale rancore e nessuna conoscenza vera del nemico, al clero, a ribadire che non esiste nessun dio e poi si limitano a una sorta di celebrazione dell'individuo non come essere pensante, ma come mezzo di sporadici godimenti ed effimere soddisfazioni. Non mancano moltissimi che rendono l'argomento più profondo, sono gli atei che piacciono a me, dai quali comunque imparo sempre qualcosa.
Il punto è che non siamo in grado di parlare del tema religione. Scoppia la consueta tifoseria, le solite critiche e prese di posizioni troppo urlate per essere davvero sentite.
Peccato, perché dovremmo porci la domanda, l'interrogativo, sulla sua esistenza. Io rispetto profondamente le persone che credono, come ammiro chi ha un'adesione profonda con la sua ideologia. Anche quando i fatti magari non gli siano del tutto a sostegno della loro tesi. Non amo il disfattismo cinico e pigro, di chi pensa solo a sé, criticando gli altri, ma vivendo nella più totale infelicità non avendo nulla in cui credere o per cui combattere. Persone che si nascondono dietro a proclami, slogan, parole di rivoluzione e di fede tuonanti quando sono al sicuro, ma che scompaiono appena i tempi diventano cattivi.
In fin dei conti è quello che capita in questo film: sotto la pressione della repressione, in Giappone, alcuni preti cattolici, dei gesuiti, cominciano a veder crollare la loro fede. La certezza che vi sia un dio, e che pensi a loro, alla loro salvezza.
L'ossessione umana per una risposta, l'idea errata che io debba ricevere un premio, un segno per il mio impegno. Alla fine i supplizi, i sacrifici dei poveri contadini, fanno sorgere dubbi, la contraddizione si fa strada attraverso il dogma della fede. Si vacilla, si cerca una conferma
Avere conferme, da dio o da un nostro simile, ci rovina la vita. Perché mette in tavolo e bene certe carte: quanto siamo superficiali e deboli noi uomini quando il male, l'orrore, la paura, arrivano ad assediare la nostra presunta forza etica, morale, spirituale.
"Silence" potrebbe far cadere in errore molti di noi. Potremmo pensare che Scorsese, utilizzando un libro di S. Endo del 1966, voglia fare un discorso di dura accusa sulla natura pleonastica della fede, colpevole di spingere alla morte e al martirio dei poveracci o degli invasati. Una presa di posizione contro la bugia dell'esistenza di Dio.
Questa idea, a mio parere , però è del tutto errata. Non è in discussione affatto dio, lui si manifesta attraverso il suo silenzio, che non è distacco, ma partecipa a stretto contatto con la fine dei suoi adepti, è la voce della coscienza profonda che ci parla, a volte pare ingannarci, ma a volte ci inganniamo da soli. In realtà Dio è presentissimo nel film. Anzi, mo azzardo -scusate non ho studiato con nessun blasonato professore e sicché codesta l'è una pensata mia, maremma ora e pronobis- a mio avviso noi assistiamo e vediamo la storia proprio attraverso lo sguardo di Dio, come alcune inquadrature rigorose e con un certo distacco compassionevole, fanno intuire.
Forse il silenzio di Dio è la voce di una compassione e pietà troppo grandi e possenti per esser compresi dai contadini, dai gesuiti e dai loro assassini.
Rimane il fatto che la lunghissima lotta che sostiene Padre Rodriguez, giunto in Giappone con un fratello per ricercare un gesuita che par abbia rinnegato dio e si sia rifatto una vita in quelle terre, è straziante, non ha che fare con essere credenti o no, o solo in parte ; visto che io e mia moglie abbiamo discusso a lungo circa il significato di certe scene o scelte fatte dai protagonisti. Lei da cattolica osservante seria, non una di quelle fanatiche che molti pensino siano le persone religiose, e io come agnostico che propende più per l'ateismo, ma che comunque non sono certo di nulla e mi pongo diverse domande.
Ecco questo film è magnifico perché ti spinge a farti domande, a evitare assolutismi e ragionare sulla umanissima debolezza che ci rende umani, basti vedere il magnifico personaggio del giapponese che guida i due gesuiti diventandone "amico". Un uomo vile, ributtante, un personaggio respingente, eppur quanta pietà sentiamo per lui. Non possiamo condannarlo, perché lui porta al massimo quello che siamo anche noi: deboli, miseri, in cerca di una salvezza, di un perdono che non meritiamo perché non c'è mai una vera voglia di cambiare. Lui dice: "sono un uomo debole, quale è il posto di un uomo debole?" Frase che mi ha commosso tantissimo
Il posto di un uomo debole è in prima fila, a combattere contro le sue debolezze. Perderà, ma cadrà una volta. Non morirà troppe volte, tante volte, perché la fuga verso la libertà è ingannevole e immeritata.
"Silence" ci spiega come siano fondamentali i rapporti di forza. In quel periodo storico, in Europa, la Chiesa mandava al rogo gente che sapeva troppo. Il potere marcio e squallido dell'Inquisizione, che non ha nulla di santo, torturava, seviziava e uccideva in modi sempre più cruenti migliaia di innocenti. O di persone che mettevano un po' di dubbio in un mondo dove il dogma regnava e comandava. In Giappone, questi preti hanno avuto modo di vivere sulla loro pelle il dolore inflitto ai miscredenti, visto che l'accusa rivolta a loro è simile.
Non giustifica nulla e non ci rallegra di nulla, ancora una volta Scorsese indaga sul tema della violenza, di come essa diventi istituzione e metodo "civile e quotidiano", ci dimostra che la Fede non è una passeggiata e non deve essere giudicata attraverso le speranze dell'individuo, ma su un piano più generale e vasto, ci assorda il cuore e gli occhi con la maraviglia delle immagini e i volti dolenti dei suoi protagonisti.
Insomma fa cinema ai massimi livelli. Ci viene quasi voglia di pregarlo e venerarlo come un dio!
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lunedì 16 gennaio 2017
mercoledì 22 agosto 2012
GANGS OF NEW YORK di MARTIN SCORSESE
Le città e le nazioni nascono dal sangue,dalla violenza,dal fuoco,dalla devastazione,dalla morte.Un atto di guerra insomma,altro che le cazzate sull'Innocenza Americana.Non è mai esistita,non c'è mai stata,ma gli ammeregggani raccontono e si raccontano troppe balle.Da bambinoni ci credono pure.
Questo titanico,giantesco,potentissimo film di Scorsese ci mostra tutto chiaramente fin dalla primissime scene:la preparazione alla battaglia tra i dead rabits e i nativi.Atmosfera carica di violenza,assenza di regole,sfruttamento delle forze migranti per costruire un sogno che non sarà mai loro.
Certo non tutto funzione,ci sono parti forse troppo riempitive,ma è un grandissimo spettacolo per gli occhi ,grazie alle magistrali scene di massa,ai costumi,alla fotografia,sembra di essere anche noi in quel di Five Point nell'inferno americano
La storia è quella classica del tizio che torna per vendicarsi.Infatti il poveretto ha perso il padre,capo dei Dead Rabit per mano di un crudele assassino Il Macellaio.Il ragazzo entrerà nelle grazie del tipaccio,fino all'inevitabile scontro finale.
Solo che entra in scena la Storia,quella fatta dagli uomini di potere che usano i figli dei poveracci per fare la guerra a sud,durante la guerra civile e allora la rabbia della gente esploderà e sarà un'apocalisse di inaudita ferocia.Ci rimettono i ricchi,ma anche i neri-visti come causa della guerra che strappa dalle case mariti,figli,fratelli,padri-travolgendo le bande,le loro leggende e regole
Così nasce la città di New York, sulle ceneri e il sangue dei poveracci a loro volta portatori di morte e distruzione
Una lunghissima sinfonia di violenza,tradimenti,onore e altre menate.
Un grandissimo film di un maestro assoluto come Scorsese.Ottimo cast,Di Caprio bravissimo,ma è Daniel Day Lewis a trionfare:un personaggio memorabile ,più grande del film e del cinema in generale.Un cattivo straordinario
Questo titanico,giantesco,potentissimo film di Scorsese ci mostra tutto chiaramente fin dalla primissime scene:la preparazione alla battaglia tra i dead rabits e i nativi.Atmosfera carica di violenza,assenza di regole,sfruttamento delle forze migranti per costruire un sogno che non sarà mai loro.
Certo non tutto funzione,ci sono parti forse troppo riempitive,ma è un grandissimo spettacolo per gli occhi ,grazie alle magistrali scene di massa,ai costumi,alla fotografia,sembra di essere anche noi in quel di Five Point nell'inferno americano
La storia è quella classica del tizio che torna per vendicarsi.Infatti il poveretto ha perso il padre,capo dei Dead Rabit per mano di un crudele assassino Il Macellaio.Il ragazzo entrerà nelle grazie del tipaccio,fino all'inevitabile scontro finale.
Solo che entra in scena la Storia,quella fatta dagli uomini di potere che usano i figli dei poveracci per fare la guerra a sud,durante la guerra civile e allora la rabbia della gente esploderà e sarà un'apocalisse di inaudita ferocia.Ci rimettono i ricchi,ma anche i neri-visti come causa della guerra che strappa dalle case mariti,figli,fratelli,padri-travolgendo le bande,le loro leggende e regole
Così nasce la città di New York, sulle ceneri e il sangue dei poveracci a loro volta portatori di morte e distruzione
Una lunghissima sinfonia di violenza,tradimenti,onore e altre menate.
Un grandissimo film di un maestro assoluto come Scorsese.Ottimo cast,Di Caprio bravissimo,ma è Daniel Day Lewis a trionfare:un personaggio memorabile ,più grande del film e del cinema in generale.Un cattivo straordinario
lunedì 14 maggio 2012
SHUTTERLAND ISLAND di MARTIN SCORSESE
Ogni tanto ci sono dei misteri nel fantastico mondo della critica cinematografica fatta dall'esercito di appassionati.Relativo a quelle che considero stroncature artistiche ,degne del miglior surrealismo.Per carità,siamo nel mondo dell'opinionismo e commentismo forzato e a mano armata,quindi tutto va bene ,anche le idee più strampalate.Conscio dei miei di limiti,devo dire che in questa pellicola non vi trovo assolutamente nulla di disdicevole o errato.Laddove mi fossi sbagliato,potrei anche fare una piccola autocritica,eh!Però lo voglio scrivere ben chiaro:a me 'sto film è garbato assai.
Trovo che sia un notevolissimo tentativo,peraltro riuscito,da parte di Martin Scorsese di cimentarsi nei territori del thriller orrorifico e sopratutto sfruttando uno dei miei temi preferiti:l'ambiguità della follia.
Ted Daniels è un agente federale che con un suo collega si reca su un isola-shutterland island- nella quale è situato un manicomio criminale.Qui infatti sono rinchiusi i più temibili ,tra i temibili , assassini folli d'america.La sua missione è legata all'evasione di una paziente,ma c'è anche altro per Ted il quale soffre di incubi di guerra e ha perso la giovane moglie.Nell'atmosfera lugubre e tetra dell'isola sprofonderà nell'inferno nerissimo della follia.
Scorsese dirige il film con uno stile solenne,maestoso,distaccato:guarda questo tizio e la sua fine,ti farà anche pena,ma ricordati:tu non stai finendo come lui.Assisti impotente alla sua fine.Nel frattempo però ti suggerisco che magari lui potrebbe avere ragione,su quell'isola si fanno esperimenti governativi e avendolo saputo ,giocano con la sua psiche per distruggerlo.Cosa pensi?
La storia non è male e l'ambientazione basta da sola per creare l'effetto incubo,sopratutto dimostra la bravura di un grande Leonardo Di Caprio,a cui perdoniamo quella cazzatona assoluta di Titanic e lo scusiamo in 3d pecaritàdiddio!
Qui offre una dolente interpretazione,un viso espressivissimo,una presenza potente.Però non è il solo tutto il cast è ben costruito,ogni attore offre una prova decente.
Insomma un ottimo lavoro per Martin-a cui magari potrei perdonare la troiata su quel bastardo del dalai lama,ma forse eh-e un piccolo grande film da inserire nel filone "orrore psicologico"
Trovo che sia un notevolissimo tentativo,peraltro riuscito,da parte di Martin Scorsese di cimentarsi nei territori del thriller orrorifico e sopratutto sfruttando uno dei miei temi preferiti:l'ambiguità della follia.
Ted Daniels è un agente federale che con un suo collega si reca su un isola-shutterland island- nella quale è situato un manicomio criminale.Qui infatti sono rinchiusi i più temibili ,tra i temibili , assassini folli d'america.La sua missione è legata all'evasione di una paziente,ma c'è anche altro per Ted il quale soffre di incubi di guerra e ha perso la giovane moglie.Nell'atmosfera lugubre e tetra dell'isola sprofonderà nell'inferno nerissimo della follia.
Scorsese dirige il film con uno stile solenne,maestoso,distaccato:guarda questo tizio e la sua fine,ti farà anche pena,ma ricordati:tu non stai finendo come lui.Assisti impotente alla sua fine.Nel frattempo però ti suggerisco che magari lui potrebbe avere ragione,su quell'isola si fanno esperimenti governativi e avendolo saputo ,giocano con la sua psiche per distruggerlo.Cosa pensi?
La storia non è male e l'ambientazione basta da sola per creare l'effetto incubo,sopratutto dimostra la bravura di un grande Leonardo Di Caprio,a cui perdoniamo quella cazzatona assoluta di Titanic e lo scusiamo in 3d pecaritàdiddio!
Qui offre una dolente interpretazione,un viso espressivissimo,una presenza potente.Però non è il solo tutto il cast è ben costruito,ogni attore offre una prova decente.
Insomma un ottimo lavoro per Martin-a cui magari potrei perdonare la troiata su quel bastardo del dalai lama,ma forse eh-e un piccolo grande film da inserire nel filone "orrore psicologico"
sabato 12 marzo 2011
FUORI ORARIO di MARTIN SCORSESE
Esercizio di stile ?Forse,ma che gran stile!Sì,perchè in altre mani italoamericane-mani sporche e sprecone- questa pellicola sarebbe uscita una grande e trionfante cazzata.Si sarebbe puntato su un grottesco grossolano,di grana grossa,su dialoghi improbabili e personaggi pompatissimi.Figurarsi poi se codesto italo americano avesse donato il progetto al suo amicone messicano,nemmeno voglio immaginarloScorsese,siccome è Scorsese,invece ha gusto e un'idea di cinema Grande,per cui sa come controllare gli aspetti più spigolosi di una sceneggiatura in bilico tra buon cinema e smargiassata, riesce così a creare un incubo credibile e potente.Una delle sue pellicole migliori, (intendiamoci:martin ha anche diretto cazzate immonde come Kundom su quel fetente del dalai lama o the departed,na ciofecata premiata anche con l'Oscar.Poi mi chiedono perchè io non li segua...So amerikanate!),vicenda che per far il figo colto definirò :kafkiana,ma che poi non è che centri molto! Un modesto impiegato conosce una fanciulla,con l'intenzione di passare una notte diversa va dal suo rassicurante quartierino dabbenista fino in periferia.Comincerà una notte tormentata,tra strane scultrici e macabre "statue",banda di cittadini giustizieri ,cameriere logorroiche e l'impossibilità di tornare a casa. Il film era l'occasione per il valido Griffin Dunne di entrare nel giro grande del grande cinema ,visto che lo rammentiamo solo per la sua partecipazione al capolavoro landisiano:lupo americano a londra e per questo film ,diciamo che la sua operazione non sia propriamente riuscita.Questa però potrebbe essere una cazzata da critico opinionista da blog e così via.Quindi fatemi sapere che altri film importanti e parti eccellenti gli son capitati.Insomma:il film è assai buono e va assolutamente visto!
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