Visualizzazione post con etichetta repressione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta repressione. Mostra tutti i post

venerdì 11 gennaio 2013

UNA VITA DIFFICILE di DINO RISI

Te lo ricordi i bei tempi della nostra commedia? Ora c'è rimasta solo la noiosa e ripetitiva nostalgia per quei tempi e i  nostri discorsi retorici,triti e ritriti..L'incapacità di spiegare il degrado del genere Re del nostro cinema,quello che ci ha reso popolare ,(insieme al neo realismo), all'estero .Non ho più le forze e la voglia di discutere di queste cose.Mi viene solo la rabbia perchè ti dici: "ma allora è possibile!"Girare una commedia,un film popolare,per le masse,che però abbia spessore ,personaggi che non sono solo macchiette ma persone reali,dove puoi rivederti o condannarli.
Prendi questo film,per me tra i massimi capolavori della nostra cinematografia e pellicola da tramandare insieme a Tutti a Casa,C'eravamo tanto amati,Brutti sporchi e cattivi e Un Borghese piccolo piccolo..Film che tra una risata e l'altra mostrano le dinamiche sociali e politiche all'interno del paese..Certo è pur sempre commedia  e talune volte il pericolo di qualunquismo è dietro l'angolo,ma sono prodotti che fungono da memoria storica condivisa,da narrazione tragicomica di una presunta nazione e di un popolo che ci fa ridere e bestemmiare.

Una vita difficile è la storia di Silvio Magnozzi,un romano con velleità giornalistiche il quale dopo l'8 settembre si  trova Como,a far il partigiano.Qui conosce Elena,la quale salva il resistente uccidendo un soldato tedesco che stava sparando a Silvio.
Si innamorano,lei vorrebbe proteggerlo tenendolo chiuso in un mulino,ma l'uomo fedele alle sue idee comuniste,rivoluzionarie,scappa e si ricongiunge con i suoi compagni.
Finita la guerra Silvio continua a mantenersi fedele alla sua visione politica nonostante il potere democristiano sostenuto dall'occupante americano abbia spento ogni spirito di ribellione,gli italiani si sian rincoglioniti con il boom,i padroni diventino sempre più arroganti.
L'unione tra l'uomo e la sua compagna,Elena, non è facilissima.Pesano i problemi economici che un uomo onesto e fedele alle sue idee come Silvio si attira.La solitudine dei migliori,mi verrebbe voglia di dire,perchè spesso quelli che sono potenti e comandano sono dei mediocri che fanno coalizione .Seguiamo la tappe di un disastro e fallimento,se dovessimo ragionare da capitalisti e borghesi,ma in realtà quello che si manifesta nella pellicola è la debolezza di chi si reputa vincitore.L'arroganza padronale,il servilismo,l'ipocrisia assoluta del sistema liberale che da una parte strombazza la libertà di parola e stampa e dell'altra la reprime.E scorre la nostra storia: la resistenza,il referendum repubblica- monarchia,l'attentato a Togliatti,il boom economico. La coppia entra in crisi,lei cerca sostegno tra i nuovi e repellenti ricchi.Lui per riconquistarla accetta di diventare il segretario di uno suo acerrimo nemico.Per ritrovare la forza e la dignità nel splendido finale.
Una delle migliori prove di Sordi,da vedere dopo Tutti a casa,perchè il suo personaggio potrebbe essere un'evoluzione del tenente Innocenzi protagonista del capolavoro di Comencini. Inutile dire che io mi ritrovi totalmente in questa figura d'italiano:abbiamo idee precise e cerchiamo di vivere seguendole.Non siamo come gli altri e per questo talora la nostra vita è difficile perchè liberi dal colonialismo culturale yankee e capitalista,conosciamo l'arte della propaganda imperialista nascosta dietro lo stuporismo e la rapina a mano armata che è il capitale.Nelle disavventure e amarezze di silvio vediamo le nostre,nel suo coraggio anche suicida il nostro.Siamo orgogliosi di non essere degli italioti, o peggio ancora quella gente che ottusamente rifiuta la politica.La politica è la nostra vita,di tutti.Ogni gesto,parola,contraddizione.Per questo reputo fondamentale il senso critico  e di giudizio,certo io giudico e critico,perchè la forza me la dà il mio stile di vita e le mie idee.Posso farlo anche perchè critico e giudico me stesso.
Quando vedo questo film mi commuovo sempre moltissimo per quello che capita a un Uomo speciale e straordinario come Magnozzi. Il buono che c'è in Italia , ma è sempre soffocato dall'italietta meschina e cretina,destronza o democretina che sia.
Menzione speciale anche al resto del cast:Lea Massari bravissima nel portare sullo schermo una donna normale e i suoi limiti/ pregi,Elena è tra i migliori personaggi scritti per il cinema italiano.Poi il grande Franco Fabrizi ex compagno che si svende al capitale e Claudio Gora,padrone arrogante e simbolo del capitalista.
Visione per me obbligatoria eh!

domenica 7 ottobre 2012

L'OMBRA DEL NEMICO di OLE CHRISTIAN MADSEN

Nella Danimarca sotto occupazione nazista ,una squadra di "resistenti",sotto ordini inglesi uccidono spie,collaborazionisti,ss danesi e insomma le forze di sostegno e appoggio all'invasione teutonica.In particolare seguiamo la storia di due di loro:Flame e Citron. Due abili killers che però saranno anche pedine in un vasto gioco di inganni,tradimenti,subdole manovre.Oltre ai guai personali,uno si innamorerà di una donna ambigua e l'altro si allontanerà dalla famiglia.


Un buonissimo film che parte da un contesto storico e da una parte di storia della Danimarca,per approdare nel giro del solido cinema di genere,spionaggio-bellico-tracce di noir e di storicismo per masse,che analizza molto bene il periodo e le dinamiche interne ai gruppi di resistenza non comunista.Infatti,volutamente o no,si mostra come tra le file dei partigiani democratici di simpatie anglo-americane-il gruppo dei due protagonisti-vi siano infiltrati numerosi mascalzoni intenti a conquistarsi il loro posto al sole ,dopo la guerra.Non escono bene i servizi segreti danesi,i capi di questa squadra di ribelli,il tutto è raccontato senza gloria,ma solo polvere da sparo e sangue,dove il tradimento è dietro l'angolo e non sempre per ragioni disdicevoli..o forse si,forse la natura umana è quella delle carogne.Certe volte la regia zoppica un po',ma ha momenti visivamente molto belli,come l'assedio finale a uno dei due killer.Non è consolatorio e nemmeno cerca facili vie di commozione,o di empatia con i personaggi.Un buon prodotto di genere,dignitoso e ben fatto

mercoledì 12 ottobre 2011

LA COLLINA DEL DISONORE di SIDNEY LUMET

Sidney Lumet è forse il mio regista americano preferito,sicuramente un grandissimo autore che ha dato al cinema pellicole leggendarie e con una tensione sociale sempre viva,ancorata certamente a una visione liberal tipicamente americana,ma in quel tipo di società è il massimo che si possa richiedere agli intellettuali.
Usando i generi,spesso il poliziesco,ha descritto l'altra america e le distorsioni delle società capitalistiche,la corruzione delle istituzioni,insomma uno che portava sullo schermo storie di un certo peso e rilevanza

Questa pellicola è ambientata in un campo di prigionia inglese,in africa mi pare,atto a punire i soldati disertori,ladri,e così via.Il metodo di rieducazione è semplice e consiste in corse su una collina di sabbia,sotto il sole cocente.
Fra i vari aguzzini del campo il più crudele è sicuramente Williams, un ometto sadico che a causa della sua cattiveria causerà la morte di un detenuto.
Questo fatto scatenerà una guerra tra lui,alcuni suoi colleghi e un gruppo di detenuti,in particolare contro Martins.
Il finale sarà assai crudele

Questo è uno dei film più sadici,feroci,crudeli e spietati sulla repressione militare e non solo.Senza musica ,ma con il rumore interminabile di uomini che marciano,è una pellicola che parla di sottomissione psicologica ,di tortura,di idea distorta del dovere e della disciplina.Ottimo il cast con un grande Sean Connery,detenuto ribelle