domenica 15 luglio 2012

MA DAVVERO TI PIACE QUESTA MERDA (NON FARE L'INTELLETTUALE..IL SOTTOTITOLO TRA PARENTESI E' X NON PAGARE IL COPYRIGHT)

Ogni cinefilo da strapazzo ha una sua biografia,una sua particolare odissea che lo vede naufragare dal mare dolce delle celestiali visioni  cinematografiche a quello putrido e latrinoso delle critiche.Derisioni.
Quello che vedi è quello che sei,qualcuno dovrebbe magari anche pensare di vivere una situazione problematica,magari lo sa e cerca di rompere i coglioni a te.Però io non credo nelle vittime,anzi anche il più puccioso degli individui non potrebbe lesinare attacchi smodati a quella parte di umanità che vede come ostile.Dopo tutto l'ostilità e la vittoria sopra gli altri sono un po' i pilastri del nostro libero e democratico mondo-e chiaramente libero e democratico lo scrivo con il senso del sarcasmo che il buon dio mi ha dato.Forse anche troppo visto che ho le scorte che mi occupano casa ,come il pane occupava quella di Fantozzi),quindi qualsiasi cosa facciamo inevitabilmente scateniamo un piccolo conflitto con la gente che ci sta intorno.Questo non sarebbe male,se condotto con il dono leggiadro e nobile dell'ironia,ahimè ,non è quasi mai così.Anzi,spesso noi riteniamo i nostri gusti discutibili in fatto di arte e spettacolo più importanti e da difendere con ogni mezzo,rispetto-a che ne so...Le nostre idee politiche?Cosa?Cosa?Si!Ho scritto :idee.E fammi pensare..mmm...si ho anche scritto politiche.Ora sapete che siamo tutti portati a fare le vittime e questo capita spesso nel nostro paese.Parli con una persona a caso e si sentire circondata da nemici che come zombi famelici la vogliono fare a pezzi.Questa fragilità è legata al bisogno di fare gruppo ,di appartenere a qualcosa o qualcuno.Non siamo persone,non è un male potremmo essere tanti simpatici militanti per la costruzione del socialismo..no!Siamo i nostri indirizzi sessuali,con discriminazioni,recriminazioni,isolamenti e accerchiamenti vari.Che non sono posizioni sessuali ,ma l'identità legata al modo in cui usiamo il pisello e la paperella e di come questo possa farci apparire cool in quel determinato periodo storico e politico.Siamo anche i libri che leggiamo,la musica che ascoltiamo,il cinema che vediamo.Ci attacchiamo a queste cose perchè ci donano emozioni ,sensazioni,fantasie sulle nostre vite.Dimenticandoci che ne abbiamo una di fianco che vorrebbe essere vissuta,magari sporcarsi anche le mani e farsi male,piangere per la disperazione di non vedere via di uscita e poi ridere quando ti accorgi che era lì davanti a te.La fantasia è importante,ma non quella colonizzata dalla sotto cultura americana,quella che ci spinge a non migliorare noi stessi nello scontro concreto,ma perderci nell'aspettare che arrivi un supereroe in calzamaglia a salvarci.Si,si,potrai protestare ,ma io ieri sera ho parlato con il tuo Es,e fidati cocca o cocco ...è così!I nostri sogni ,le nostre fantasie,quando mai sono nostre?Appartengono a studios,case editrici,roba simile che con la scusa della wow che figata ti stanno istruendo a diventare un buon suddito dell'impero.E cazzo se ci riuscite bene,tra una lamentela e l'altra,chiaramente quando qualcuno ve lo fa notare che succede?Viviamo nel tempo della comunicazione,dialogo,del dibattito e delle opinioni.Per gli altri,per te che fantastichi tanto sui meccanismi del mondo,che leggi,ti informi,ti documenti,sei sempre impegnato tra riunioni,militanza,e non vuoi accontentarti del dolce riposo della mente che ti dicono?Smettila di fare l'intellettuale.E nel tono della voce comprendi anche quello che pensano:sto rincoglionito occhialuto rompicoglioni,ma chiavasse di più.Questo è il tenore del linguaggio e della discussione.E tu naturalmente vorresti discutere,anche animatamente,incazzatissimi,ferocemente,ma discutiamo.No.Vanno avanti a sognare la dolce propaganda mascherata da fantasia popolare.L'italia diventa un paese stretto,inutile,non è come l'ammmereggga o per i più raffinati l'inghilterra.Abbiamo una nostra epopea,un nostro mito,delle nostre leggende?Si,ma chi se le ricorda.Le abbiamo svendute per acquistare e farci acquistare da ridicoli eroi per un paese ancora più ridicolo.Un paese fortunato è quello che non ha bisogno di eroi,perchè egli stesso lo è ogni giorno nella sua vita concreta.Un popolo che sta bene,la sua coscienza di classe è intatta,un popolo che vuole sapere,imparare,istruirsi,che vede la Cultura non come una brutta malattia da evitare,meglio fare il cafone anche se poi vai da mamà e mangi con le posate d'oro,anzi sono proprio questi borghesucci che alimentano la trivialità popolana.Dico un popolo che ha bisogno di eroi,chiaro che non stia bene,figurarsi se ha bisogno di supereroi.I quali se ci fossero sul serio penso che sarebbero un gruppo di fascisti,come mi ha detto il mio amico Paolo Motta citando Moore,Alan Moore.
Io da bambino guardavo i film western e quelli polizieschi.Bronson e Eastwood mi hanno tenuto a battesimo e mi hanno fatto crescere.Gli altri vedevano i film della disney.Io però non riuscivo a giocare con loro,odiavo la ricreazione,perchè dovevo fare qualcosa... tipo socializzare.Venivo dagli spazi aperti e infiniti della mia cascina.Mi hanno dato regole e un posto dove sedermi,così all'improvviso ,tra sconosciuti.E allora pensavo,pensavo,pensavo.Quindi la mia personalità da megalomane insicuro è nata lìMi piaceva la compagnia degli adulti,i discorsi dei grandi,mi sentivo indifeso,insicuro,annoiato dai miei coetanei.Ero anche figlio unico.I miei lavoravano:sono cresciuto con i miei zii,nonni e una signora del condominio,tutte persone davvero ottime.Ma ero comunque oltre che malaticcio un bambino malinconico.Quindi un perfetto occhialuto.Quanto di più vicino alla perfezione della purezza si possa vedere in giro nelle vostre città,eh!Insomma non ero tagliato per i giochi d'avventura e non mi piacevano nemmeno quei tipi di film.Tranne quelli titanici e violenti.No,vabbè:polzieschi e western,questi erano i film di genere che vedevo e quelli di guerra.Io sono passato attraverso le pellicole del nostro immaginario collettivo,ma non hanno lasciato nessuna traccia su di me,sulla mia fantasia,sulla mia voglia di pensare avanti.Rivisti oggi mi paiono delle devastanti merdate.Eh,ma tu vuoi fare l'intellettuale!E davvero ti piace quella merda svedese,danese,russa,cinese,quelle robe che guardi!Ma cazzo divertiti!Su forza!Come se fossi malato.Quello che è il mio bagaglio di immagini,sogni,affetti,non importa .Sono seghe cerebrali,quasi quasi una malattia mortale.Io non leggo fantasy,non mi perdo presso maghi e maghetti,chiedo venia.Ho letto però tantissimi saggi sulla SSSR,sulla Jugoslavia,sulla questione irlandese e israeliana.Che palle,sta politica!E ridono.Loro hanno fantasia:viaggiano avanti e indietro nel tempo,viaggiano sulle stelle,hanno superpoteri e poi tutti per far vedere che sono pure autoironici:ehi c'è KickAss che è il film per gli occhialuti che farei processare e fucilare:quelli che sognano di farsi accettare e amar diventando altro da sè.Stavo ascoltando cara moglie,ma lascia perdere che la musica italiana fa cagare e poi ste lagne ridicole sugli operai,roba vecchia vecchia e tu non hai ne i pad nè...ma non hai davvero un cazzo!Smettila di fare l'intellettuale.Quando voi orgasmavate per lo stronzo danese del ti spiezzo in due o per il belga,io mi rammentavo e proteggevo i veri duri dello schermo.Cazzo ma guardi solo film d'azione per vecchi!Lascia perdere guarda guarda che calcio volante.Vedevo e mi perdevo nelle immagini di Bergman,Visconti,ridevo come un matto con la nostra commedia degli anni gloriosi e mi commuovevo per quella legnate di malinconia straziante...perchè ve l'ho detto che son malinconico?Si,sono occhialuto e malinconico...il massimo del personaggio scontato.Non ho mai evitato il cinema di genere che mi piaceva e molto anche,ma il mio mondo nasceva tra l'ora del lupo,le onde del destino,un prato di Magnolia,le immagini di Ottobre e poi delle pellicole dei Kalatazov,Barnet,e tantissimi altri grandi maestri del cinema sovietico fino a stalker,solaris.E mi piaceva perdermi nelle disperazioni,nelle storie che parlano di Morte, e queste cose qui.Poi si corre a farsi una cura lodovico di polizieschi e post apocalittici e altre menate,ma solo per tornare a quel mondo,che molti disprezzano.Perchè una fantasia diversa,un'immaginazione non omologata sulle avventure di grana grossa,desta sospetti.Ti ritrovi per cui gente infelice che fa di tutto per dirti che sei tu quello livoroso e invidioso,ma io signori miei sto bene così come sto.Mi son fatto tante idee,perchè ho molto fantasticato su di me,ma sapendo benissimo cosa sono e dove andrò.Non riceverò nessuna brutta sorpresa quando mi accorgerò che.... cazzo sono diventato vecchio.Ho vissuto tutti i miei tempi,crescendo.Perchè si cresce,e va bene impegnatevi a difendere l'eterna adoescenza tarocca,fatelo e divertitevi.Ma non rompetemi i coglioni.Perchè non siete nemmeno in grado di farlo.Sono partito più o meno con il vostro immaginario collettivo,ma dopo me ne sono naturalmente sbarazzato.Perchè il figlio di operai non deve sapere?Perchè deve fare il pirla tutta la vita?Non assumersi le responsabilità e la maturità politica e sociale di ESSERE dentro il suo tempo vigile e pronto a combattere.Con la parola,lo scritto e la visione.Così mentre pecore ,muli,e altri animali di fattoria e macellazione andavano a godere di immagini costruite per educarli a essere omologati-pensando di essere speciali- io mi facevo i cazzi miei.Con le visioni che sceglievo io.Lars mi ha dato la forza di farmi male e anche tanto lavorando sulle mie emozioni,i Dardenne mi hanno donato un immaginario non domo legato al reale e al realismo che non sono bestemmie e maledizioni,perchè non avete scusanti quando il tempo arriva e voi ve ne siete fregati di vedere cosa è la nostra società.Bambocci,bamboccioni.E Bergman mi ha svelato il mistero della fede,della condizione umana,Petri e Volontè mi hanno formato come militante e cittadino,ne vado fierissimo.Il macabro orrorifico lo trovi nella sicilia devastata dalla mafia,nella vita in fabbrica,nel corpo e nella mente di un funzionario di polizia.Io volo alto signori miei e senza aspettare di indossare il costumino e il mantello per svullazzare.La mia mente è una fabbrica del piano quinquennale,il secondo direi,molto attiva e attenta.Lucidissima.Questo rimanere svegli nella notte lo metto anche nei miei racconti.Che usano il genere ma parlano della nostra vita quotidiana.
Quando ero ragazzo preferivo Happiness a Pretty Woman,Von Trier alle stallonate.Andavo in videoteca e quel film turco,egiziano,africano,me lo prendevo con gioia e lo guardavo.Lottavo per capire,mi sforzavo,una sfida per uno che non è nato in un posto di signori saputi,ma vuole diventarlo.La conoscenza,la cultura ci servono per rimanere svegli.Attivi.
Però ero il pirla di turno eh?Cioè mi volevano pure far passare per uno poco scrocco,sveglio.Loro che a 40 anni parlano ancora come degli incidentati gravi nella logica e nel pensiero,che non vanno oltre al :figoooo !
Io però sono sempre andato avanti sulla mia strada.Amo tutto il buon cinema oltre alle categorie,ma rivendico chiaro e tondo che si;mi piace questa merda,che me ne fotto delle vostre guerre stellari,dei vostri botti e botte,delle fottute albe rosse-perchè si è un film di merda e non vedere il messaggio chiarissimo,imperialista è un grave problema di miopia e non solo degli occhi,come si..fare un film con gli arabi idioti è una stronzata immane perchè coglione figlio di puttana e pezzo di merda-te lo scrivo anche in 3d-hai tanti terroristi imbecilli a casa tua o in Israele divertiti con loro pezzo di merda di un grande pezzo di merda,cagato in volo da uno stronzo volante-e  mi hanno rotto il cazzo le vostre giustificazioni da intellettualini snob dell'anti snob e della fantasia al potere popolare.
Quanto godo con il mio realismo,con il mio cinema d'autore,con il cinema politico e militante,fossi capace scriverei quelle cose.Non lo sono ,ripiego sul genere.
IO NON FACCIO L'INTELLETTUALE:LO SONO!L'AVETE CAPITO MASSA DI PIRLETTA?

oh,e se ci sono altri che han vissuto le mie stesse vicissitudini non siate timidi,non lasciate che altri si sentano i poveracci emarginati...Ma come?Ma cosa?Ma sopratutto:ma che cazzo!Ci avete sempre emarginato voi e ora facce di merda vi volete pure prendere quel posto!

ao,stasera so avvelenato eh!^_^

mercoledì 11 luglio 2012

ELEPHANT MAN di DAVID LYNCH

La dote maggiore,a mio avviso,per chiunque si avventuri nei sentieri selvaggi e ostici dell'arte ,spettacolo,cultura,è senza ombra di dubbio,una:la sensibilità.Più importante di fantasia,impegno,più importante di ogni cosa.Perchè un conto sono i filmatini delle vacanze fatte dallo zio pedante,ma un altro è FARE CINEMA.
Si devono avere antenne capaci di captare le sfumature,le distorsioni,e soffrire /gioire dieci volte di più rispetto alle persone "normali",(che poi la mancanza di sensibilità è un grosso handicapp eh!),e riuscire a trasportarle nel mondo che descriviamo sullo schermo.
Nel 1980 a Lynch capitò una grande fortuna,quale?Quella di trovarsi tra le mani la sceneggiatura di un film che affrontava la vera vita di Joseph Merrick-portato sullo schermo con il nome di John- un uomo nato con un'orribile aspetto per colpa di un incidente accorso alla madre quando era incinta.Il film venne prodotto da Mel Brooks, il quale sulle prime era abbastanza insicuro se affidare o meno la regia al giovane David,poi guardò l'opera di debutto di Lynch-La Mente che cancella,il titolo originale me lo son scordato eh!-e insomma ci vide del talento e quindi ecco che il giovane promettente si trovò a girare uno dei film più commoventi,toccanti,mai girati nel mondo.

L'opera mette per immagini la Tenerezza,la Compassione,la Pietà,l'Accettazione,con forza ma senza inutili sentimentalismi.All'inizio parlavo di sensibilità ed è proprio quello che questo film  porta sullo schermo.La capacità di fermarsi un attimo prima che una grande scena di commozione diventi una spielbergata-uno che avrebbe massacrato questa pellicola così struggente.Sofferto,doloroso,eppure anche portato a una sorta di toccante speranza.Che si sviluppa nel rapporto tra dottore e paziente.Grazie anche alla bravura  di due fuoriclasse ,due eccellenti interpreti come Anthony Hopkins e John Hurt.I quali rendono i loro personaggi qualcosa di speciale,che non ci abbanonano dopo la fine del film.Anzi non ci lasceranno mai,perchè impossibile scordarli

Ci viene mostrata anche l'ipocrisia,il cinismo,la crudeltà-anche se nella storia reale Merrick non venne rapito,ma andò lui in Belgio per continuare a vivere facendo Freakshow-degli uomini.Lynch mostra la diversità,la mostruosità,e ci dice:voi come vi comportereste?Il mostro è l'uomo elefante o la gente che lo assale in stazione?

In questi tempi siamo stati avvelenati da buonismo in salsa stuporista di bassa lega e peggio ancora dal cattivismo da happy hour.Riscopriamo la nostra umanità,buona o cattiva non importa,ma dobbiamo ricordarci che siamo esseri umani.

martedì 10 luglio 2012

LA STRADA di FEDERICO FELLINI

Eh,si ci ripetiamo:cosa è successo?Come mai c'è stato un periodo dove il nostro cinema sfornava autori,pellicole di spessore,opere artistiche,cinema d'autore con i controcazzi atomici.Rossellini,Visconti,Fellini,Antonioni,De Sica,Ferreri,Petri,Bolognini,e tanti altri.
Cioè il cinema della mia formazione da spettatore,quello che mi ha marchiato come "diverso",poichè invece di perdermi nell'universo dei vari Star Wars o leggere fumetti di supereroi e veder i relativi film.La cosa però non mi è mai pesata.Certo,che gente incapace di leggere e comprendere mi rompa le palle per i miei gusti e la mia voglia di apprendere,crescere,migliorarmi,culturalmente,un po' mi deprime.Sono i casini della democrazia.
Nondimeno io continuo a perdermi in questo mondo di immagini suggestive e ricercate.Un cinema che stimola lo spettatore a non essere solo un tizio che dice :wow!Ma riflette,si impegna,accetta una sfida stimolante.
Ecco,questo è il cinema d'autore e io lo amo.Totalmente

La strada è un'opera del 1954.Pellicola assai nota e amata,narra la storia di due "artisti di strada":il rude Zampanò e Gelsomina.
I due attraversano un paese devastato dalla miseria,dalle rovine,popolata da gente povera.Nonostante lo squallore regni sovrano nell'ambiente,l'umanità affiora di tanto in tanto,per poi essere di nuovo ingoiata dalle tenebre di una civiltà sull'orlo della più nera e cupa tristezza.Non solo esistenziale,ma anche materiale.
Immagine di purezza,candore,di un riscatto legato alla più casta innocenza è il personaggio di Gelsomina.Un clown tenero e triste.Personaggio che molti vedranno come debole e succube dei fatti,degli eventi e degli uomini,ma che in realtà ha una sua forza e potenza nel non volersi far sporcare dalla bassezza,dall'aridità,dal cinismo e violenza.Infatti il film è una sorta di martirio laico e popolare di Gelsomina.
Zampanò viceversa è un vinto,uno che la vita ha sconfitto,non sogna,non pensa,è puro istinto animale,sempre sulla difensiva,racatta amore di seconda mano,usa la violenza perchè la sua forza è l'unica cosa che lo tenga a galla,il timore della sua reazione da parte di altri,la sua unica fonte di gioia.Gira per le strade,ma rimane sempre bloccato nel suo piccolo e grezzo mondo.Nondimeno,ha dei momenti di veloce e struggente umanità,Fellini ci mostra pochissimo di lui,ma è chiaro che egli sia un animale ferito.Rabbioso contro il mondo intero.
Pur essendo un film che potremmo definire NeoRealista se ne discosta per via di alcune soluzioni stranianti.Ad esempio non si comprende bene dove sia ambientata la vicenda:Roma,dicono vagamente.Certo nella periferia più povera e abbandonata,ma potrebbe essere qualsiasi parte del mondo.Entra in scena anche il mondo del circo.Uno di quelli fatiscenti,dove regna il pauperismo totale.Perchè la pellicola rappresenta in modo crudo,ma non sensazionalistico la povertà:materiale e umana,(non spirituale,che è roba da borghesi e da Ozpetk..dio ce ne scampi),dove ogni tentativo di rivalsa di Gelsomina viene sistemanticamente tradito e affondato.La tragedia scoppia quando un loro collega,detto il Matto,a furia di rompere i coglioni a Zampanò,muore.La donna impazzisce del tutto.Fino al tragico finale ,con il pianto disperatissimo ,l'umanità che trabocca e come una fottuta inondazione fa crollare le mura di difesa del duro Zampanò

Chiaro che parliamo di un film bellissimo,che te lo devo anche scrivere?Rimane la tristezza per quello che eravamo capaci di fare e per questo cinemino democretino,di gentaglia a modo,moralisticamente petulante,sinistrati da cocktail party,che con le loro puttanate dabbeniste hanno rovinato quello che è il Cinema Italiano:Commedia,Neorealismo,Cinema d'Autore.

Consoliamoci guardando i meravigliosi:Anthony Quinn-gigantesco- e Giuletta Masina-immensa.

domenica 8 luglio 2012

LA CASA DEL DIAVOLO di ROB ZOMBIE

Negli infernali anni 90,io, non facevo altro che tirare bestemmie,(altro che i lanciatori di giavellotto),perchè la musica faceva schifo.Non sono nati gruppi memorabili,leggende,e insomma che ci vuoi fare?Ascoltavo hard rock anni 80 e tantissima roba italiana:prog e cantautorato per la maggiore.
Chiaramente ,però,qualcosina mi piaceva.E così anche se la Gloria Gloria Hallelujia di Miss Gibson,ha voluto tenere lontano da casa mia roba come i Nirvana,Alice in Chains,Hole-fottutissime cocksuckers di fottutissimi cocksuckers dei cessi pubblici delle celebrità dimenticate,penso che dopo un insulto che pare il titolo di un film della Wertmuller,non valga la pena chiedermi:che pensi delle Hole?-e quello là,il Corvo..No,non il film,ma quello che canta gracchiando fastidiosamente:ah,Smashing Pumpkins.Insomma mi faceva schifo quasi tutto...Ma ti piacevano gli White Zombie?Ehhhhhhhh!Talmente mi piacciono che ho il loro secondo disco da qualche parte in casa.Comunque si,dai,non mi dispiacevano.
Zombie poi ha continuato a cantare da solo,e poi ha debuttato come regista.
Qualcuno lo ama,qualcuno lo odia.Quelli che lo amano,chiamano Fulci poeta del macabro,qualcosa mi fa capire che forse i secondi abbiano ragione.Detto con il dovuto rispetto e in totale amicizia,perchè lovvo più io il genere umano di tre gay pride messi insieme,okkeio?Quindi..Ho visto questo film:La Casa Del Diavolo.
Prima cosa che vedo di Zombie regista.Che dire?Buono.Non quel capolavoro,quell'opera imprescindibile,quel capitolo fondamentale del genere,perchè a me ad esempio non ha fatto venire la voglia di rivederlo subito e non mi ha dato quelle sensazioni di rottura dello schermo,di partecipazione totale che mi han dato altre opere.
Per via di alcuni passaggi a vuoto,perchè in certi momenti la storia pare un po' campata in aria.
Però,è una pellicola gustosissima per via dell'uso delle musiche,del montaggio,di un'atmosfera malsana e politicamente radicale che fa molto anni 70.Il problema è questo:fa non è..
Tuttavia la pellicola si lascia guardare,esalta,colpisce per alcune scene.Ha dei personaggi borderline ,ma non caricaturali o pompatissimi.Siamo a un passo dal tarantinismo-rodreguiziano,ma Zombie sa donare umanità ai suoi eroi ,e le citazioni sono vere e sentite.
In questo film troviamo la famiglia di disadattati sociali e feroci assassini della sua opera d'esordio ,braccati da uno sceriffo in cerca di vendetta.La famiglia viene quasi sterminata durante il conflitto alla fattoria,ma alcuni si salvano.La loro fuga seminerà morte,violenza,distruzione,fino allo scontro finale con i poliziotti.
Il finale è bellissimo,splendido,commovente.Riesce dove la pellicola fallisce clamorosamente durante la durata del film:creare Epica amarissima,polverosa,di sangue e piombo.Infatti si conclude sulle note di un capolavoro come FreeBird dei leggendari Lynyrd Skynyrd.Davvero quella parte è di applausi a scena aperta e lacrime.
Quindi non credo a chi lo definisce un capolavoro,ma è sicuramente un film molto ben fatto,a tratti davvero angosciante e inquietante in altre meno.Bill Mosley e compagni -sopratutto la bionda signora Zombie una bella fanciulla che mena da matti eh!Tra le migliori donne de menare che abbia mai visto-sono dei cattivi con i fiocchi,una famiglia di folli,ma con piccole tenerezze che non li fanno diventare dei ridicoli sterminatori da barzelletta.
Non male,non male,dai!

giovedì 5 luglio 2012

LE IDI DI MARZO di GEORGE CLOONEY

Dobbiamo dare atto a Clooney di essere un buon regista.Ha uno stile classico,placido,tradizionale,che a me piace assai.Il suo capolavoro rimane Good Night and Good Luck,girato in bianco e nero ,testimonianza del periodo maccartista.
Questo film tratto da una piece teatrale,ispirata alla campagna elettorale del 2004 del democratico Howard Dean, è uno sguardo lucido sulla politica americana.Su come funziona una campagna elettorale,i meccanismi,i ricatti,niente di nuovo eh?Perchè ne han fatti di film su questo tema,nondimeno è interessante perchè prende in considerazione la figura non tanto del politico,ma degli uomini che lavorano per lui.Un po' organizzatori,procacciatori di voti,intrallazzatori,tra fede in un partito-pochissima-e obbligatorietà a vincere.
Steven è giovane,entusiasta, a suo modo idealista.Sostiene un governatore per le presidenziali,che è quasi una sorta di "rivoluzionario",(all'americana cioè con la fissa di dominare il mondo),insomma il ragazzo è davvero uno fortunato.Poi si innamora di una stagista minorenne,la quale lo coinvolgerà in uno scandalo politico.
Caduto in disgrazia,per volere di un suo collega più anziano,sfrutterà una terribile tragedia per tornare al fianco del governatore.

Mi piacciono i film politici,perchè amo la politica.Seguo sempre con interesse film di questo tipo perchè reputo che il metodo americano di fare campagna elettorale sia pacchiano assai.Non credo affatto nelle primarie.Un atto di falsificazione della democrazia,un modo per dividere ulteriormente i partiti,di creare correnti divise e in lotta interna per un po' di potere.Una carnavalata continua.
Io credo nel partito organizzato,disciplinato,che guida la nazione.

La pellicola non è male.Si guarda e ha alcuni momenti anche di sana riflessione,però rimane nel recinto del buon film.Non è poco,ma secondo me altre pellicole hanno detto e fatto di meglio.
Sicuramente qualora non si fosse visto nulla su queste cose,bè allora è perfetto.Perchè riassume velocemente tutte le regole del genere
Quindi se cercate un buon film,lo avete trovato.Se cercaste un capolavoro radicale,militante,feroce,allora guardatevi Bob Roberts di Tim Robinson

martedì 3 luglio 2012

QUARTO POTERE DI ORSON WELLS

Certe volte alcune pellicole smettono di essere film e vanno oltre leggenda.In un territorio dove solo i Giganti possono vivere abbastanza tranquillamente,e diciamo che pure per loro non è vita comoda.
Noi non siamo uguali in tutto e per tutto,in campo artistico -per esempio-ci sono i Geni e gli altri.Hanno pari dignità,nel senso che anche chi non è un Grande potrebbe regalarci opere gustose.Però sono colpi di culo eh?
La fine del senso critico,del giudizio,l'avanzata dell'opinionismo selvaggio,del fai da te,dei cvitici snob del cinema popolano e sguaito,quelli che vedono poeti e sottotesti nei film dei peggiori macellai italici,ci rende sempre più ostica la visione della grandezza.Piccoli tempi per piccoli film dedicati ai nani del pensiero.Una tristezza.

Quarto Potere,in originale Citazen Kane, è la prima opera di un uomo di nome Orson Wells,il padre del mito  e della leggenda.Uno non può-per legge-dichiararsi cinefilo,se non vede i film di questo uomo di spettacolo travolgente e spettacolare.

Dopo aver firmato un contratto importante con la R.K.O. ,che gli offre massima libertà artistica e controllo sulle sue opere,Wells si dedica a dei progetti che non vedranno però la luce,ad esempio una riduzione di Cuore di Tenebre da Condrad,per cui decide di debuttare portando sullo schermo quello che dovrebbe essere il suo terzo film.Oltretutto punta su un soggetto originale che scrive lui stesso con Herman J.Mankiewicz.Lo spunto iniziale è la figura reale del magnate del legno e dell'editoria Hearst,
Ci lavorarono duramente per oltre tre mesi,il povero Herman pure dal letto di ospedale dove era ricoverato.
Tra i tanti titoli scelti ,vi era da principio,quello decisamente più suggestivo di :American.In omaggio ,non so quanto ironico,al sogno americano che è anche uno-se non Il-tema di fondo di questo capolavoro.
Poi venne scelto:Citazen Kane.

Talmente era il fervore artistico di Wells,che decise di girare nonostante non solo le scenografie non fossero ancora del tutto realizzate,ma nemmeno il cast fosse del tutto costruito.Tanto che Joseph Cotten,bravissimo nel ruolo dell'amico di Kane,il critico drammatico Leland,appare come giornalista all'inizio del film.Dopo il cinegiornale.

Il film pur raccontando una storia classice e in altre mani forse anche pedante e didascalica-l'ascesa e la caduta di un potentissimo uomo d'affari- riesce a diventare una pellicola suggestiva e immortale grazie a una sceneggiatura scritta come dio comanda,al gioco ad incastri grazie alle memorie dei personaggi che intervengono per spiegarci chi sia Kane e cosa o chi è quella Rosabella,(Rosebud,in originale:bocciolo di rosa),che il magnate ha sospirato prima di morire.Sei flashback che descrivono un personaggio complesso,più grande delle vita ,certo,ma anche terribilmente arido,solo,disperato.Uomo che vive solo in funzione della gloria e della santificazione del denaro e del potere che egli offre alla gente.Parte come giornalista d'assalto in favore delle masse meno abbienti,si dedica alla politica,ne esce a pezzi per uno scandalo sentimentale.Si sposa con la nipote del presidente degli stati uniti,ma poi lascia moglie e figlio-che moriranno in un incidente stradale-per sposare una pessima e ridicola cantante di opera lirica.Rompe con l'unico vero amico,(subendo l'affronto del rifiuto da parte sua di ricevere il danaro che Kane gli elargisce ogni mese,per pulirsi la coscienza),viene abbandonato dalla moglie,da tutti.
Opera che potrebbe essere considerato come un noir filosofico e anche politico,se vogliamo.Visto che tutto si basa sull'indagine per la ricerca di Rosabella,ma è anche potente,titanica,gigantesca pellicola che parla dell'America e del suo Sogno.Esaltandoli e colpendoli duramente,senza sconti.
Spesso noi parliamo di capolavoro alla cazzo di cane.Questa opera è davvero qualcosa che va oltre a questo termine per entrare nell'Olimpo degli Dei.

domenica 1 luglio 2012

THE DAY AFTER di NICHOLAS MEYER

La storia del cinema è fatta spesso da nomi di artigiani che hanno scritto e diretto pellicola di successo o perlomeno note,che poi scompaiono dall'immaginario collettivo.Perchè troppo occupati a dar spazio ai Maicol Bei o Marco Nispier di sto cazzo di monno 'nfame!
Insomma Meyer è uno di questi.Cosa ha fatto?Come regista ha diretto L'Uomo Venuto Dall'Impossibile.Un fantathriller con protagonisti H.G Wells e Jack Lo Squartatore.Un piccolo classico,segnalerei per gli appassionati di Star Trek anche la regia dei capitoli due-quello con la morte di Spock- e il 4-rotta verso la terra.
A me la fantascienza fa abbastanza schifo,ma questi due film son notevoli.Per me.
Come sceneggiatore sciagure come SOMMERSBY e trashate clamorose come L'Invasione delle Api regine.
Quindi un robusto artigiano,che fa cinema nel bene e nel male.

Negli anni della guerra fredda il tema del conflitto atomico era alla base di pellicole girate da grandi maestri come Lumet ,ad esempio.Spesso il finale catastrofico simboleggiava la paura possibile di quello che potrebbe capitare.

Nel 1983,Meyer gira un film per la tv che ottiene un grande successo di pubblico e di critica:The day after.
Il film parla della crisi internazionale tra lo stato canaglia U.S.A. e la Grande Madre SSSR.A seguito dell'inasprirsi della crisi scoppia il patatrac:cazzo l'ammmereggga viene attaccata e distrutta con la bomba atomica.Dopo che le avevano lanciate contro l'U.R.S.S.

Cosa succederà il giorno dopo?

Reputo questa pellicola tra le migliori girate sul tema,anzi una specie di canto funebre del cigno drogato del genere.
La  costruzione è perfetta:ci vengono presentati nella prima mezzora i personaggi.Gente normale,come tutti noi.Poi scoppia la tragedia e son dieci minuti di apocalisse clamorosi.La potenza distruttrice dell'atomica,il vento che riduce in cenere le persone e le cose.
Poi la tragedia continua con la popolazione allo sbando.Colpita dalle radiazioni,con la massa ridotta un'armata di poveri cristi con le carni devastate.Un meraviglioso film post-apocalittico e una grande lezione di cinema del realismo.Un mix esplosivo:suggestivo a livello visivo e toccante nel suo umanismo straziante e dolente.Senza però scadere in sentimentalismi  stucchevoli..

Il finale con uno dei protagonisti ormai morenti che tornando nella sua casa la trova occupata da una famiglia distrutta dalle radiazioni,che prima vorrebbe allontanare e poi accetta è un inno alla grandezza dell'essere umano davvero commovente.

L'opera colpì duramente un popolo di bambocci come gli ammmeregggani,tanto che durante la visione ci fu anche un gruppo di psicologi ad assistere gli spettatori del Kansans e della cittadina di Lawrence,molti spettatori spaventati telefonarono all'Abc ,come se un centralinista ti possa salvare -che coglioni.

Rimane un grandissimo film,da vedere e tenere.Un piccolo classico dimenticato.

Ottimo il cast in particolare il protagonista Jason Robards,splendido il pessimismo sul destino di tutti i personaggi principali.