Stephen King è una manna dal cielo per molti sceneggiatori e registi.Non sai che scrivere?Non sai che inventare?Pesca a caso uno dei suoi tanti racconti e avrai un film già bello che pronto.
Non tutti son riusciti,ma qualche chicca la trovate di sicuro- i radical chic,gli americanini rossi,i nando mericoni de noantri ,vi diranno sempre Shining.Fa figo,anzi come direbbero loro:cool!"- bè,io reputo questo film tra i migliori horror mai girati e nei primissimi posti tra i film tratti da King.
Il racconto lo trovate nella raccolta Scheletri ed sperling and kupfer,se non sbaglio.
Parliamo del film:dopo un temporale,un gruppo di persone si ritrova chiusa in un supermercato prigioniera di una misteriosa nebbia.Chi è scettico o gli imprudenti troveranno una orribile fine, ammazzati dalle spaventose creature che popolano quella diabolica foschia
Protagonista un disegnatore di manifesti cinematografici e il suo bambino.L'uomo cercherà di non fare precipitare la situazione all'interno del supermercato,perchè il pericolo rende crudeli e spietati gli uomini" colà" rinchiusi.Infatti una psicopatica ultrareligiosa conquisterà la fiducia di buona parte della gente.Lo scontro tra fondamentalisti e "laici" si farà pressante e duro.I secondi cercheranno pure una via di fuga,ma il loro furgone si bloccherà nella nebbia.Una pistola ,quattro proiettili e cinque persone a bordo.Chi dovrà sparare ?A chi?
Un finale che giudicare disperato,feroce,nerissimo,amarissimo,spietato è poco.Un grandissimo capolavoro,che merita più di una visione.
Il film parla dello smarrimento del genere umano,incapace di unirsi a fronteggiare un nemico comune
Una buona analisi della democrazia americanizzata occidentale,causa ella stessa del proprio male e incapace ipocritamente di riconoscerlo.La mancanza di ideologie sociali,anzi socialiste che diano una visione collettiva al popolo.Invece si punta sull'individualismo massificato-cioè tanti individui uniti da una visione al singolare della vita-alla religione come spiegazione di misteri per nulla misteriosi.La fine dell'occidente passa forse anche attraverso queste nebbie...
Film assai meritevole di esser visionato!
mercoledì 1 settembre 2010
fantasmi di don coscarelli
Piccolo e glorioso cult,questo "Fantasmi" . Prodotto del 1978,a testimonianza di quanto fosse vivo e vegeto il genere in quella decade.
Uno strano film,quasi una fiaba macabra. Narra la storia di Mike e Jody due fratelli orfani, a cui una misteriosa donna ha ucciso il fratello durante un rapporto sessuale al cimitero.
Da qui i due cominceranno ad indagare,sopratutto Mike,scoprendo che il becchino del paese Tall Man è il male in persona.Non solo egli uccide le persone e poi le rende sue schiave-peraltro facendole diventare nane!
Non mancano scene di tensione-la sfera che uccide,l'inseguimento del carro funebre,il finale macabro-e orrore,ma tutto è giocato sul confine tra il vero e il falso.Si sogna?Oppure è realtà?
Magnifiche le musiche,rammentano Halloween, e ottima la regia.
Il film ha ben altri tre seguiti
Da non perdere
Uno strano film,quasi una fiaba macabra. Narra la storia di Mike e Jody due fratelli orfani, a cui una misteriosa donna ha ucciso il fratello durante un rapporto sessuale al cimitero.
Da qui i due cominceranno ad indagare,sopratutto Mike,scoprendo che il becchino del paese Tall Man è il male in persona.Non solo egli uccide le persone e poi le rende sue schiave-peraltro facendole diventare nane!
Non mancano scene di tensione-la sfera che uccide,l'inseguimento del carro funebre,il finale macabro-e orrore,ma tutto è giocato sul confine tra il vero e il falso.Si sogna?Oppure è realtà?
Magnifiche le musiche,rammentano Halloween, e ottima la regia.
Il film ha ben altri tre seguiti
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Un'equipe di scienziati inventa una macchina che riesce a trasmettere emozioni,sensazioni,pensieri da una persona all'altra.Potrebbero usarla per collegare Gasparri a un macaco,riuscendo ad avere in questo modo una importante evoluzione della razza gasparriana...No!Cazzeggiano.Arrivano i soliti militari e scienziati pazzi-il cattivo mi è parso di capir che si chiami Marx,oh agli yankee Groucho proprio non piace!Forse,però,si riferiscono a karl-che vogliono usare la nuova creazione per scopi tuttaltro che pacifici.
Questo film,scritto da Bruce Joel Ruben-se non sbaglio ha scritto pure ghost,e non è un merito-è un po' il papà del cyberpunk in celluloide fatto per un certo mainstream.Tanto che sta invenzione è stata riproposta in Strange Days,offre una interessante riflessione sul controllo del pensiero.Cosa per me inevitabile,anche se come sempre gli ipocriti americani ci tengono a mostrarsi :democratici,liberi,buoni di natura.In realtà sappiamo quanto abbiano usato la guerra psicologica,il condizionamento mentale,la propaganda più fantasiosa,per cosa?Per controllare e dominare.
Questo film,scritto da Bruce Joel Ruben-se non sbaglio ha scritto pure ghost,e non è un merito-è un po' il papà del cyberpunk in celluloide fatto per un certo mainstream.Tanto che sta invenzione è stata riproposta in Strange Days,offre una interessante riflessione sul controllo del pensiero.Cosa per me inevitabile,anche se come sempre gli ipocriti americani ci tengono a mostrarsi :democratici,liberi,buoni di natura.In realtà sappiamo quanto abbiano usato la guerra psicologica,il condizionamento mentale,la propaganda più fantasiosa,per cosa?Per controllare e dominare.
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martedì 5 maggio 2009
BERSAGLI di PETER BAGDANOVIC
Il debutto di Peter Bagdanovic, un ottimo trhiller /dramma sul cinema e la realtà spaventosa di una società che crea alienti e assassini banalmente terrificanti.Un attore famoso,ma ormai anziano decide di ritirarsi dalle scene,nel frattempo un giovane armato semina morte e terrore in città Un omaggio affettuoso e sentito a un grande del cinema non solo horror,cioè Boris Karloff da parte del regista debuttante, che offre alla stella ormai a un passo dalla fine di carriera un grande ruolo. Un ruolo -riflessione sul lavoro di attore e sul cinema. Un film che parla anche di un'america indebolita dalla guerra in vietnam ,sull'orlo della crisi sociale che genera paranoici e modesti assassini comuni. Il confine tra una paura letteraria e artistica e quella mediocre che nasce nel quotidiano. Il modo migliore per ricordare Karloff,grande film!
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YAKUZA di SIDNEY POLLACK
Un film anomalo per Sidney Pollack,ma a pensarci anche per i due ottimi sceneggiatori e a loro volta registi :Paul Schraeder e Robert Towne. Una sorta di poliziesco puro,sullo sfondo delle tradizioni giapponesi e in particolare della sua malavita.Un americano parte per il giappone,la sua missione salvare la figlia di un suo amico sequestrata da una banda di yakuza.Qui l'uomo incontra di nuovo una donna che aveva amato durante la guerra,sorella di un yakuza che non vede di buon occhio il legame della donna con lo straniero.Loro malgrado i due dovranno collaborare insieme contro dei nemici assai feroci e determinati. Un robusto dramma gangsteristico diretto con mano sicura da Pollack,lontano dai suoi classicismi romantici e dai suoi drammi sociali,un film assai interessante che si lascia vedere grazie anche a scene d'azione ben girate e una recitazione molto valida.Mitchum granitico e malinconico è una garanzia!
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domenica 3 maggio 2009
IO HO PAURA di DAMIANO DAMIANI
Damiano Damiani è un regista particolare ,perchè non è sicuramente un Stelvio Massi, ma nemmeno un Rosi. Si trova a metà strada tra cinema di impegno civile e cinema spettacolare e di azione.Per questo mi piace .
Questa pellicola del 1977- l'anno del movimento che enfatizzando il lato anarcoide e situazionista delle istanze politiche e sociali, è stato uno splendido canto del cigno per l'italia della contestazione- scritta da Nicola Balducco con lo stesso Damiani, si inserisce nel filone dei polizieschi che trattano di colpi di stato e stragi impunite.
Quindi un oggetto curioso che alcuni sostengono essere l'unico poliziottesco con Volontè.io non concordo con questa definizione. Però , si può cadere in tranello su questo punto.
La regia di Damiani è solida e attenta allo sviluppo della storia e dei personaggi, la sceneggiatura ricicla situazioni forse già viste,ma lo fa con grande mestiere e competenza quindi risulta assai valida.Gli attori:ognuno offre una buona interpretazione da Erland Johnson a Mario Adorf,fino ovviamente l'indimenticabile Volontè.
Lui fa la differenza in questa pellicola che potrebbe anche essere interpretata da un Merenda qualsiasi,ma grazie alle sfumature dell'attore milanese è qualcosa di più e meglio.
La storia del brigadiere Ludovico Graziano autista di un vecchio giudice-ossessionato dalla sovversione rossa e decisamente all'antica- il quale si trova coinvolto in una storia di servizi segreti per loro natura deviati,estremisti di destra, parti dell'esercito e della difesa intenzionati a creare -e con successo,direi- il clima di terrore necessario per fermare la rivoluzione socialista nel paese,ma con questa scusa anche schiavizzare le masse lavoratrici,disintegrare il dissenso e banalizzare i tentativi di rivalsa dei meno abbienti.Cose che son avvenute e funzionano molto bene in questo paese retto da una democrazia falsata e in realtà faccia modificata dell'antico fascismo-dopotutto non ci siamo mai liberati dei funzionari fascisti,anzi subito dopo la liberazione molti di essi ricoprivano ruoli chiave nella polizia,nell'esercito,nella magistratura.
Un film che si lascia seguire e vedere,offre due ore di spettacolo e riflessione.Valido
Questa pellicola del 1977- l'anno del movimento che enfatizzando il lato anarcoide e situazionista delle istanze politiche e sociali, è stato uno splendido canto del cigno per l'italia della contestazione- scritta da Nicola Balducco con lo stesso Damiani, si inserisce nel filone dei polizieschi che trattano di colpi di stato e stragi impunite.
Quindi un oggetto curioso che alcuni sostengono essere l'unico poliziottesco con Volontè.io non concordo con questa definizione. Però , si può cadere in tranello su questo punto.
La regia di Damiani è solida e attenta allo sviluppo della storia e dei personaggi, la sceneggiatura ricicla situazioni forse già viste,ma lo fa con grande mestiere e competenza quindi risulta assai valida.Gli attori:ognuno offre una buona interpretazione da Erland Johnson a Mario Adorf,fino ovviamente l'indimenticabile Volontè.
Lui fa la differenza in questa pellicola che potrebbe anche essere interpretata da un Merenda qualsiasi,ma grazie alle sfumature dell'attore milanese è qualcosa di più e meglio.
La storia del brigadiere Ludovico Graziano autista di un vecchio giudice-ossessionato dalla sovversione rossa e decisamente all'antica- il quale si trova coinvolto in una storia di servizi segreti per loro natura deviati,estremisti di destra, parti dell'esercito e della difesa intenzionati a creare -e con successo,direi- il clima di terrore necessario per fermare la rivoluzione socialista nel paese,ma con questa scusa anche schiavizzare le masse lavoratrici,disintegrare il dissenso e banalizzare i tentativi di rivalsa dei meno abbienti.Cose che son avvenute e funzionano molto bene in questo paese retto da una democrazia falsata e in realtà faccia modificata dell'antico fascismo-dopotutto non ci siamo mai liberati dei funzionari fascisti,anzi subito dopo la liberazione molti di essi ricoprivano ruoli chiave nella polizia,nell'esercito,nella magistratura.
Un film che si lascia seguire e vedere,offre due ore di spettacolo e riflessione.Valido
sabato 2 maggio 2009
LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI di NANNY LOY
Strano il popolo italiano:ruffiano,meschino,menefreghista e cialtrone quasi sempre,ma ogni tanto ha un momento di grande dignità e compie gesti epici e straordinari:LA RESISTENZA.
Non importa se oggi i coglioni ne parlino male, essa è stata la liberazione del popolo nei confronti delle catene del nazi-fascismo. Questo capolavoro di Nanni Loy descrive le 4 giornate che videro la città e il popolo di napoli attaccare l'occupante tedesco e la resa di questi ultimi.
Il regista- su sceneggiatura scritta da Campanile,Franciosa,Pratolini e lo stesso Loy- offre una lezione di resistenza e rivoluzione.La sua genesi,la prassi per farla continuare,le prospettive di successo e gli errori che si possono commettere.Lo stile asciutto,senza retorica,ci porta subito al centro della rivolta. Partecipiamo con il popolo alla liberazione,comprendendo che la lotta armata è l'elemento di vera rottura schiavista contro chi sfrutta e umilia un popolo,pensate se avenisse anche oggi una cosa simile:il popolo in armi contro la camorra.Ovviamente questo non avverrà mai,per altri motivi più profondi e tragici.
Però rimane il fatto che la lezione delle 4 giornate è fondamentale per la costruzione della resistenza e del suo radicale attacco alla dittatura nazifascista.
Ottimo il cast:volontè,massari fra gli altri
Non importa se oggi i coglioni ne parlino male, essa è stata la liberazione del popolo nei confronti delle catene del nazi-fascismo. Questo capolavoro di Nanni Loy descrive le 4 giornate che videro la città e il popolo di napoli attaccare l'occupante tedesco e la resa di questi ultimi.
Il regista- su sceneggiatura scritta da Campanile,Franciosa,Pratolini e lo stesso Loy- offre una lezione di resistenza e rivoluzione.La sua genesi,la prassi per farla continuare,le prospettive di successo e gli errori che si possono commettere.Lo stile asciutto,senza retorica,ci porta subito al centro della rivolta. Partecipiamo con il popolo alla liberazione,comprendendo che la lotta armata è l'elemento di vera rottura schiavista contro chi sfrutta e umilia un popolo,pensate se avenisse anche oggi una cosa simile:il popolo in armi contro la camorra.Ovviamente questo non avverrà mai,per altri motivi più profondi e tragici.
Però rimane il fatto che la lezione delle 4 giornate è fondamentale per la costruzione della resistenza e del suo radicale attacco alla dittatura nazifascista.
Ottimo il cast:volontè,massari fra gli altri
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