Ci sono storie che non hanno bisogno di grandi effetti speciali, situazioni originali, colpi di scena su cui basare tutta la struttura
Raccontano un vecchia, dannata, sporca storia e i suoi personaggi non hanno nulla di eroico, non sono nemmeno tipi che vorremmo frequentare. Fanno cose sbagliate, vivono esistenze randagie. Vittime e carnefici di un sistema economico e sociale che ha messo in ginocchio le fasce meno abbienti, quelli che non sanno stare al passo coi tempi.
Non importa che sia una persona malata, non importa che si metta a repentaglio vite umane. Bisogna far cassa.
Questo non significa che i due fratelli rapinatori di codesta buona pellicola non abbiano colpe pesanti, non siano responsabili delle loro scelte, che rimangono assolutamente criminali e ingiustificabili, Ci viene solo fatto notare che l'ambiente e condizioni sociali, le dinamiche di classe o politiche sono fondamentali. Perché almeno uno dei due fratelli se non fosse costretto dalla "crisi" e dai rapporti di forza sfavorevoli, sarebbe sicuramente una persona onesta
E in fondo, come mostrano alcune scene del film, lo è rimasto.
Perché esser tra i buoni e cattivi non è cosa scontata. Basta poco per trovarsi dalla parte del pericolo pubblico. Ci vuole ancora meno a passar dal difendere la legge alla legge della vendetta.
I personaggi riescono sempre a farci un po' pena, proviamo compassione per costoro. Sono deboli e fanno scelte sbagliate, ma hanno anche una missione lodevole: i fratelli riprendere il loro ranch e donarlo ai figli di uno di loro due, l il Texas Ranger servire la legge, proteggere i cittadini.
Fra di loro: paesi di rara bruttezza, desolazione, città di cow boy pronti a sparare in ogni occasione, di cameriere che forse meriterebbe altra vita, rapporti famigliari in crisi.
A brillare in questo paesaggio di rabbia e violenza è la figura dell'anziano Texas Ranger, ormai giunto a un passo dalla pensione, e il suo rapporto di lavoro e personale con il suo collega di origine indiane: Alberto.
Per tutto il film l'anziano prenderà in giro,anche pesantemente, il suo collega. il loro rapporto è speculare a quello dei fratelli, in un certo senso è come se essi fossero testimoni della forza dei legami, l'unica cosa che ci salverebbe da un mondo altrimenti spietato.
In fin dei conti non succede nulla di nuovo, in questo film: dei tizi fanno delle rapine e una coppia di tutori della legge li insegue. Conta il come vengono messi in scena e scritti questi personaggi. In ultimo dagli attori.
Jeff Bridges è formidabile: il suo personaggio spicca sul resto del film e devo dire che sposta di gran lunga il giudizio sul terreno del "positivo".
Indolente, sornione, eppure efficiente al massimo. Un uomo che rudemente nasconde la sua profondissima umanità dietro gli sberleffi all'unico amico che ha: un collega. Un uomo solo, ormai sul viale del tramonto, senza gloria, senza passare per la via della leggenda. Un onesto lavoratore.
Certo la storia dei due fratelli ci commuove, ci interessiamo di loro, ma l'attenzione è tutta sul personaggio dell'uomo di legge.
Perché è quello che ha un brusco cambiamento a un certo punto.
Non c'è pace sulle strade soffocanti del Texas, i peccatori non sono perdonati e non subiscono nessuna redenzione. Rimane l'amarezza, la rabbia, il senso di perdita e sconfitta perché per riprendersi la vita, la casa, e donarla ai figli, si è perso troppo.
"Hell or high water" è una dolente ballata southern, una triste canzone country di cui conosciamo da generazioni il testo e la melodia
Cinema medio, non eccezionale o imperdibile, ma di grande qualità
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venerdì 27 gennaio 2017
lunedì 27 luglio 2015
STARMAN di JOHN CARPENTER
Ogni volta che mi capita di visionare codesta pellicola, penso, che più di un vero e proprio film , si tratta di una cover di lusso: Carpenter fa un film di Spielberg.. Operazione suggestiva, interessante, al limite del sarcasmo, come se il Maestro del New Horror degli anni 70, ma non solo perché il buon John è un regista di spessore totale e assoluto, volesse mostrare al collega che non ci voglia molto a far un film di sentimenti. Anzi di buoni sentimenti. Se l'intento fosse questo, però, John sbaglierebbe. Non c'è nulla di più difficile, da portare sullo schermo, che i sentimenti umani. L'amore e la compassione, per primi.

Reggere per due ore il ritmo di un'opera che non vuole intrattenere con esplosioni, spari, omicidi, ma con due protagonisti chiusi in un'automobile, non è facile. Sopratutto se ti sei fatto un nome e una carriera parlando e mostrando altro. Molti storcerebbero il naso, pretenderebbero da te quello che son abituati ricevere: tensione, morte, piani sequenza vertiginosi. Invece tu ci proponi una storia d'amore. Essenzialmente codesta opera non è altro che un film sentimentale.

La storia di una donna che non ha superato uno dei peggiori traumi che ci possa capitare: la morte di una persona che amiamo tantissimo. Come è possibile sopravvivere? Come togliere quel peso nel cuore, che urla nello stomaco e ci devasta la mente? Penso sia pressoché impossibile. Non possiamo uscire; le gambe non si muovono. Non possiamo stare a casa: la voce, il volto, la presenza della persona amata ci tormenta. Vogliamo stare male, anche se il dolore ci terrorizza e tentiamo di cacciarlo. Ma mica puoi dargli uno sfratto! E te lo devi vivere tutto. Fino in fondo.
Così il personaggio interpretato benissimo da una meravigliosa Karen Allen, meravigliosa per l'umanità profonda che dona alla sua parte e per la rappresentazione di donna comune, normale, facile ritrovarsi in lei, vive la sua vita ripensando al marito morto

Fino a quando un alieno non giunge a casa sua. E prende le sembianze del coniuge. La scena dell'alieno che diventa adulto in un batter d'occhio, per quanto assai datata, è emozionante. Ci rendiamo conto di quanto la nostra vita, nell'universo, sia davvero un batter d'ali, di palpebre, una cosa piccolissima, ma non per questo minore o senza importanza.
Da questo momento parte il lungo viaggio verso il luogo dove l'alieno verrà ripreso dai suoi simili. E parte anche la caccia da parte del governo degli Stati Uniti, sempre pacifici e gentili: lo vogliono solo eliminare dopo che l'hanno bombardato, così tanto per dargli il benvenuto. Ovviamente c'è anche lo scienziato buono che facilita la fuga dell'extraterrestre. Questa è la parte debole del film. Utile per creare quel senso di allarme, di fuga, ma che in sostanza a mio avviso toglie il respiro a una bellissima storia d'amore
Si, perché durante la fuga, a poco a poco, la donna si innamora di quell'essere che ha preso le sembianze di suo marito.
E qui parliamo un po' di Jeff Bridges, questo straordinario attore, che ci offre una prova dolcissima, delicatissima, come se fosse un cucciolo, un bambi spaziale. Il tutto senza risultare stucchevole, manieristico,ma molto spontaneo.

Carpenter ci regala anche alcune sequenze davvero commoventi : la rinascita di un cervo, e di Jenny. In punta di piedi ci fa entrare nei cuori dei personaggi, ci porta ad amarli, senza strafare , senza urlare. Ora io sono per il melodramma spinto e per il sentimento debordante, ma apprezzo questo approccio del grande regista americano alla materia.
Starman è una bellissima storia d'amore. E ci insegna che pure quelli che hanno inventato Micheal Myers, The Fog, The Thing, tengono ' o core dint'e zucchero.
Reggere per due ore il ritmo di un'opera che non vuole intrattenere con esplosioni, spari, omicidi, ma con due protagonisti chiusi in un'automobile, non è facile. Sopratutto se ti sei fatto un nome e una carriera parlando e mostrando altro. Molti storcerebbero il naso, pretenderebbero da te quello che son abituati ricevere: tensione, morte, piani sequenza vertiginosi. Invece tu ci proponi una storia d'amore. Essenzialmente codesta opera non è altro che un film sentimentale.
La storia di una donna che non ha superato uno dei peggiori traumi che ci possa capitare: la morte di una persona che amiamo tantissimo. Come è possibile sopravvivere? Come togliere quel peso nel cuore, che urla nello stomaco e ci devasta la mente? Penso sia pressoché impossibile. Non possiamo uscire; le gambe non si muovono. Non possiamo stare a casa: la voce, il volto, la presenza della persona amata ci tormenta. Vogliamo stare male, anche se il dolore ci terrorizza e tentiamo di cacciarlo. Ma mica puoi dargli uno sfratto! E te lo devi vivere tutto. Fino in fondo.
Così il personaggio interpretato benissimo da una meravigliosa Karen Allen, meravigliosa per l'umanità profonda che dona alla sua parte e per la rappresentazione di donna comune, normale, facile ritrovarsi in lei, vive la sua vita ripensando al marito morto
Fino a quando un alieno non giunge a casa sua. E prende le sembianze del coniuge. La scena dell'alieno che diventa adulto in un batter d'occhio, per quanto assai datata, è emozionante. Ci rendiamo conto di quanto la nostra vita, nell'universo, sia davvero un batter d'ali, di palpebre, una cosa piccolissima, ma non per questo minore o senza importanza.
Da questo momento parte il lungo viaggio verso il luogo dove l'alieno verrà ripreso dai suoi simili. E parte anche la caccia da parte del governo degli Stati Uniti, sempre pacifici e gentili: lo vogliono solo eliminare dopo che l'hanno bombardato, così tanto per dargli il benvenuto. Ovviamente c'è anche lo scienziato buono che facilita la fuga dell'extraterrestre. Questa è la parte debole del film. Utile per creare quel senso di allarme, di fuga, ma che in sostanza a mio avviso toglie il respiro a una bellissima storia d'amore
Si, perché durante la fuga, a poco a poco, la donna si innamora di quell'essere che ha preso le sembianze di suo marito.
E qui parliamo un po' di Jeff Bridges, questo straordinario attore, che ci offre una prova dolcissima, delicatissima, come se fosse un cucciolo, un bambi spaziale. Il tutto senza risultare stucchevole, manieristico,ma molto spontaneo.
Carpenter ci regala anche alcune sequenze davvero commoventi : la rinascita di un cervo, e di Jenny. In punta di piedi ci fa entrare nei cuori dei personaggi, ci porta ad amarli, senza strafare , senza urlare. Ora io sono per il melodramma spinto e per il sentimento debordante, ma apprezzo questo approccio del grande regista americano alla materia.
Starman è una bellissima storia d'amore. E ci insegna che pure quelli che hanno inventato Micheal Myers, The Fog, The Thing, tengono ' o core dint'e zucchero.
giovedì 9 maggio 2013
FEARLESS di PETER WEIR
Scampato a un incidente aereo Max Klein vede la su vita rinnovarsi e sconvolgersi del tutto. In lui nasce un distacco verso la famiglia e gran parte delle persone,ma anche una profonda sensazione di onnipotenza. Ed è proprio questa che lo spinge ad aiutare Carla, una giovane donna di origine messicane che nel tragico incidente ha perso il suo bambino di appena un anno.
Sono due modi diversi di affrontare la sciagura che si incontrano e cercano faticosamente una sorta di equilibrio, un tentativo di ritorno alla vita, (Max parla spesso di "scomparire,siamo già morti,siamo fantasmi"),ma mentre l'uomo ha trovato una dimensione di esclusione e "strafottenza" quasi noncuranza nei confronti della vita e della morte, (ad esempio mangia fragole, frutto per lui pericoloso in quanto allergico),la donna si abbandona totalmente a un straziante dolore e un feroce senso di colpa.
Max è circondato dai media,da un avvocato delle assicurazioni cinico e invadente,da un bambino che ha salvato e che non lo molla mai,da un psichiatra abbastanza goffo che vuole psicanalizzarlo e sta vivendo una grossa crisi matrimoniale. La salvezza da una morte certa in realtà la legato fortissimamente alla stessa morte. Nel suo rapporto con Carla ritrova un vero motivo di esistenza, un reale scopo.
Peter Weir è un grande regista, sopratutto nel suo periodo iniziale in Australia ha diretto dei classici legati a un cinema d'atmosfera inquietante come L'Ultima Onda tanto per citarne uno, in America si è sempre comportato più che bene: Witness, ad esempio.
Questa pellicola del 1993 per me è tra le sue migliori,un film complesso e intelligente sul lutto,la sopravvivenza a un grosso disastro,la perdita di un figlio,lo scontro e incomprensione tra chi è sopravissuto e gli altri,ma anche tra gli stessi che son usciti salvi dal funesto e terribile incidente,la casualità della vita,il senso di impotenza di fronte alla morte dei cari e quello di onnipotenza,il cinismo della società che sfrutta una vita per riempire giornali e tv o per prendere più soldi dall'assicurazione
Tratto da un romanzo di Raffael Yiglesias che firma anche la sceneggiatura della trasposizione cinematografica è un 'opera di lucidissimo dolore,che evita quasi sempre facili scivoloni nel sentimentalismo o nel ricatto emotivo, un'attenta indagine psicologica non solo dei due protagonisti,ma anche del mondo che li circonda
Il tema della morte per me è fondamentale,amo i film che l'affrontano e sopratutto quello che come si vive o supera un lutto,che trasformazione porta nelle persone e nella cerchia famigliare o il rapporto con la società. E questo lavoro del regista australiano, grazie a una buona sceneggiatura, affronta questi temi con la giusta misura di melodramma e dramma ,sa quando spinger un po' di più e quando fermarsi.
E poi è Cinema;grande Cinema. La scena iniziale con Jeff Bridges che esce dal campo di granoturco ha una potenza visiva meravigliosa,esattamente come l'incidente aereo che ci viene mostrato nel finale. Pare di essere su quel maledetto aeroplano, (io ho paura di volare e questo film mi conferma tutto eh!), ci si commuove anche per quella gente che muore o quella che sopravvive,per le mani che si cercano e non si trovano,veramente un pugno nello stomaco.
Il rapporto tra Max e Carla che non sfocia mai nella inutile sequenza di sesso o nella storiella sentimentale,ha un rigore morale raro nei film che in un modo o nell'altro sono comunque non relegati alla nicchia del cinema d'autore, ( e io amo le nicchie eh!),così come la scena dell'incidente di macchina che Max si procura per eliminare il senso di colpa a Carla è un momento di grandissimo cinema, per montaggio,suono,recitazione,tutto.
Fearless ha un grande cast che funziona alla meraviglia,da due memorabili e indimenticabili:Jeff Bridges e Rosie Perez, fino a Isabella Rossellini, John Torturro,Benicio Del Toro,Tom Hulce
Opera forse dimenticata e trascurata,ma validissima,da rivedere..Portate i fazzolettini perchè si piange e tanto eh!
ps : ringrazio tantissimo il mio amico Stefano Fallotico che ha postato sul suo blog la mia recensione,è un piacere sopratutto perchè il buon Stefano è un grande scrittore eh
http://www.geniuspop.com/blog/index.php/2013/05/fearless-di-peter-weir-recensione-di-davide-vigano/
ps : ringrazio tantissimo il mio amico Stefano Fallotico che ha postato sul suo blog la mia recensione,è un piacere sopratutto perchè il buon Stefano è un grande scrittore eh
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sabato 26 novembre 2011
ARLINGTON ROAD di MARK PELLINGTON
Questo è uno dei miei film preferiti ma del secondo girone,(insomma non parlo de Le onde del destino,goodbye lenin,la caduta di berlino,la sacra triade,ma di opere che mi piacciono molto),è un thriller a sfondo politico decisamente interessante,anche se con vistose cadute nei luoghi comuni che farebbero arossire i luoghi comuni.Anche vero che durante la visione,vedendo il buon Jeff Bridges che scappa di qui e scappa di là,la mia mente era occupata dalle strofe liriche della canzone di Elio e le storie tese "Lo stato a e lo stato b",precisamente quando il soggetto canta: "scappa...scappa..ah se ti prendo .zigo zago zigo".
La storia è la seguente:Micheal è un professore universitario specializzato in storia.Tiene un corso sul terrorismo,ma allora nel 96 era quello interno anti governativo e di destra,vedovo poichè la moglie ,un'agente fbi, è morta durante un'azione contro un presunto terrorista,(ma come capita sempre con gli amerikani,non hanno capito un cazzo e gli agenti fanno una strage inutile,rimanendo decimati giustamente dalla risposta delle loro vittime).Essendo Jeff Bridges e non Davide Viganò,povero lui dico,chiaramente ha trovato subito una nuova donna,infatti si è fidanzato con pinocc..ehm,Hope Davis!Vabbè un giorno salva un bimbo che si è ferito gravemente a un braccio,(questo film ha un incipt davvero strepitoso per montaggio,direi..ma io non mi son mai avvicinato a una moviola per il montaggio e comunque che ne so?Così a occhi mi piace come scorrono le immagini.Oltretutto ha dei bellissimi titoli di coda che mostrano chiaramente l'orrore dietro alla normalità yankee),e così fa amicizia con i suoi vicini.Insospettito da alcune stranezze ,indaga che manco il tenente colombo e scopre la vera identità del vicino.Un ex bombarolo di estrema destra.
Le cose si mettono decisamente male.
A me questo film piace parecchio perchè ha dei momenti,degli attimi,in cui si avverte un'atmosfera malsana ,di tragico gioco in cui a rimetterci è l'eroe e non i cattivi.Come se avessero preso un film horror tipo Society e poi l'abbiano rielaborato in chiave thriller,dove i mostri sono esseri umani,anzi:Veri Americani,cioè citando il titolo di un film italiano :i soliti idioti.
Abituati a vedersi innocenti e buoni,il film ci mostra il lato oscuro e come se le vadano a cercare con insistenza tutte le tragedie che gli capitano.
Ottimo Tim Robbins e Joan Cusack nel ruolo della coppia terrorista,bellissimo anche il finale nerissimo e tragico.
Non del tutto riuscito,ma vale la pena vederlo!
La storia è la seguente:Micheal è un professore universitario specializzato in storia.Tiene un corso sul terrorismo,ma allora nel 96 era quello interno anti governativo e di destra,vedovo poichè la moglie ,un'agente fbi, è morta durante un'azione contro un presunto terrorista,(ma come capita sempre con gli amerikani,non hanno capito un cazzo e gli agenti fanno una strage inutile,rimanendo decimati giustamente dalla risposta delle loro vittime).Essendo Jeff Bridges e non Davide Viganò,povero lui dico,chiaramente ha trovato subito una nuova donna,infatti si è fidanzato con pinocc..ehm,Hope Davis!Vabbè un giorno salva un bimbo che si è ferito gravemente a un braccio,(questo film ha un incipt davvero strepitoso per montaggio,direi..ma io non mi son mai avvicinato a una moviola per il montaggio e comunque che ne so?Così a occhi mi piace come scorrono le immagini.Oltretutto ha dei bellissimi titoli di coda che mostrano chiaramente l'orrore dietro alla normalità yankee),e così fa amicizia con i suoi vicini.Insospettito da alcune stranezze ,indaga che manco il tenente colombo e scopre la vera identità del vicino.Un ex bombarolo di estrema destra.
Le cose si mettono decisamente male.
A me questo film piace parecchio perchè ha dei momenti,degli attimi,in cui si avverte un'atmosfera malsana ,di tragico gioco in cui a rimetterci è l'eroe e non i cattivi.Come se avessero preso un film horror tipo Society e poi l'abbiano rielaborato in chiave thriller,dove i mostri sono esseri umani,anzi:Veri Americani,cioè citando il titolo di un film italiano :i soliti idioti.
Abituati a vedersi innocenti e buoni,il film ci mostra il lato oscuro e come se le vadano a cercare con insistenza tutte le tragedie che gli capitano.
Ottimo Tim Robbins e Joan Cusack nel ruolo della coppia terrorista,bellissimo anche il finale nerissimo e tragico.
Non del tutto riuscito,ma vale la pena vederlo!
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