Un commissario di polizia si ritrova ad investigare , suo malgrado, su un giro di prostituzione minorile che vede coinvolte donne dell'alta borghesia e i padroni della cittadina.
Lui procede fino in fondo,ma dovrà fermarsi quando il questore gli farà notare che son troppo importanti i personaggi coinvolti. Quindi di arrestare solo quelli minori,di poco conto.
Questo film, per alcuni, è un titolo minore nella cinematografia di Scola. Per me è un film assai interessante,perchè evidenzia i rapporti di forza esistenti anche in contesto giudiziario e d'indagine.
Cioè la legge è al servizio della borghesia e la difenderà , cercando altri esponenti facilmente eliminabili sopratutto nelle classi meno abbienti.
L'Italia del 1969, non è troppo diversa nel malcostume. Lo è nella resistenza delle classi meno abbienti e nella coscienza civile del suo cinema.
Un grande film ,con un ottimo tognazzi.
lunedì 27 aprile 2009
martedì 14 aprile 2009
PIC-NIC A HANGING ROCK
Uno dei migliori film di Peter Weir,con quel suo sottile e inquietante senso di mistero e morte che attraversa tutta la pellicola.
Tratto da una storia realmente accaduta in Australia nel 1900,il film narra le vicende di alcune studentesse scomparse durante una gita in una zona di montagna . Le ricerche partono subito e coinvolgono emotivamente , oltre che l'inflessibile direttrice, anche un giovane benestante inglese e il suo stalliere. Nonostante che due ragazze-una l'unica tornata dalla scampagnata e l'altra trovata dal giovane britannico- siano salve ,da loro non arriva nessun indizio prezioso.
Non si saprà mai cosa sia realmente successo.
Weir dirige un film tra il dramma e il misterioso,a suo modo carico di tensione e inquietante. Lascia intendere un discorso legato all'amore tra donne-nei personaggi di Miranda e Sara- traccia un delicato poema sulla morte,la scomparsa,la fragilità dell'esistente che si perde nei confronti di una natura criptica.
Lo stile lento e preciso,la recitazione fatta di piccoli sussulti emotivi e raggelanti inquadramenti etici e sociali,la disperazione della direttrice che vede crollare il suo college e la fine tristissima che farà. Uno di quei film che vivono oltre i generi e gli anni
Tratto da una storia realmente accaduta in Australia nel 1900,il film narra le vicende di alcune studentesse scomparse durante una gita in una zona di montagna . Le ricerche partono subito e coinvolgono emotivamente , oltre che l'inflessibile direttrice, anche un giovane benestante inglese e il suo stalliere. Nonostante che due ragazze-una l'unica tornata dalla scampagnata e l'altra trovata dal giovane britannico- siano salve ,da loro non arriva nessun indizio prezioso.
Non si saprà mai cosa sia realmente successo.
Weir dirige un film tra il dramma e il misterioso,a suo modo carico di tensione e inquietante. Lascia intendere un discorso legato all'amore tra donne-nei personaggi di Miranda e Sara- traccia un delicato poema sulla morte,la scomparsa,la fragilità dell'esistente che si perde nei confronti di una natura criptica.
Lo stile lento e preciso,la recitazione fatta di piccoli sussulti emotivi e raggelanti inquadramenti etici e sociali,la disperazione della direttrice che vede crollare il suo college e la fine tristissima che farà. Uno di quei film che vivono oltre i generi e gli anni
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domenica 12 aprile 2009
AMERICANI di JAMES FOLEY
Tratta da una commedia di David Mamet-che scrive la sceneggiatura di questo film- una pellicola di grande spessore artistico sopratutto per l'alto livello interpretativo del meraviglioso cast
Al Pacino,Jack Lemmon,Ed Harris,Alan Arkin.Kevin Spacey,Alec Baldwin-che in realtà è sempre stato un mediocre attore insieme ai suoi fratelli,più cani bagnati che star del grande cinema-per raccontare una società sull'orlo dell'esplosione,sul baratro di una follia lesionista che disgrega la forza di resistenza dei lavoratori,per trasformarli in singoli spaventati e disperati.In lotta contro un nemico non visibile e identificabile,ma anche no:il loro e nostro nemico si chiama Capitalismo
E questo film mostra un suo lato particolarmente selvaggio e oltraggioso di ogni etica o solidarietà tra e con colleghi.
Alcuni venditori hanno una settimana per fare delle buone vendite,altrimenti saranno licenziati
I contatti però sono scarsi,e presto si scatena una lotta dei singoli contro la paura del licenziamento. A complicare le cose il furto in ufficio dei nuovi contatti,che valgono molti soldi
Un grande film ,affilato come la lama di un rasoio,suadente come la musica jazz e con grandi interpretazioni
Da riscoprire
Al Pacino,Jack Lemmon,Ed Harris,Alan Arkin.Kevin Spacey,Alec Baldwin-che in realtà è sempre stato un mediocre attore insieme ai suoi fratelli,più cani bagnati che star del grande cinema-per raccontare una società sull'orlo dell'esplosione,sul baratro di una follia lesionista che disgrega la forza di resistenza dei lavoratori,per trasformarli in singoli spaventati e disperati.In lotta contro un nemico non visibile e identificabile,ma anche no:il loro e nostro nemico si chiama Capitalismo
E questo film mostra un suo lato particolarmente selvaggio e oltraggioso di ogni etica o solidarietà tra e con colleghi.
Alcuni venditori hanno una settimana per fare delle buone vendite,altrimenti saranno licenziati
I contatti però sono scarsi,e presto si scatena una lotta dei singoli contro la paura del licenziamento. A complicare le cose il furto in ufficio dei nuovi contatti,che valgono molti soldi
Un grande film ,affilato come la lama di un rasoio,suadente come la musica jazz e con grandi interpretazioni
Da riscoprire
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RAGTIME di MILOS FORMAN
Un ritratto amaro e duro della New York degli inizi secolo,attraverso la storia di alcuni personaggi:un uomo devastato dalla gelosia per la moglie che ha posato nuda per una statua uccide un milionario ,eviterà la condanna a morte grazie a una presunta infermità mentale.
Un pittore emigrato dall'est dell'europa abbandona la moglie che lo tradisce e parte con la figlioletta ,anni dopo sarà uno stimato regista.
Una famiglia alto borghese viene scossa dall'amore che il giovane fratello della moglie del padrone di casa prova per la ballerina rimasta senza marito perchè finito in prigione per aver ucciso un milionario, una ragazza accolta dalla famiglia ha un figlio,il padre è un pianista . L'uomo non sopportando una squallida offesa razzista e trovando la porta chiusa ogni volta che chiede giustizia .seminerà morte e terrore con una banda di neri incazzati per il razzismo che vivono ogni giorno.
A questa banda si unisce anche il fratello della donna sposata con il ricco possidente che ha preso in casa il figlio del pianista di colore.
Un film bellissimo,intreccio di storie e destini segnati dalla disgrazia o da una inaspettata fortuna dovuta a un incontro che cambierà molte vite.Forman dirige dando peso alle inquadrature sui volti dei protagonisti,sulle pause,sul tempo dilatato e sulla grande interpretazione del cast.
Personaggi dolenti e persi nei disegni del fato o che hanno la forza di cambiare pagando la libertà duramente o avendo un dono di radicale modificazione della loro esistenza.
Ultimo film interpretato da James Cagney,nel ruolo di un capo della polizia .
Un pittore emigrato dall'est dell'europa abbandona la moglie che lo tradisce e parte con la figlioletta ,anni dopo sarà uno stimato regista.
Una famiglia alto borghese viene scossa dall'amore che il giovane fratello della moglie del padrone di casa prova per la ballerina rimasta senza marito perchè finito in prigione per aver ucciso un milionario, una ragazza accolta dalla famiglia ha un figlio,il padre è un pianista . L'uomo non sopportando una squallida offesa razzista e trovando la porta chiusa ogni volta che chiede giustizia .seminerà morte e terrore con una banda di neri incazzati per il razzismo che vivono ogni giorno.
A questa banda si unisce anche il fratello della donna sposata con il ricco possidente che ha preso in casa il figlio del pianista di colore.
Un film bellissimo,intreccio di storie e destini segnati dalla disgrazia o da una inaspettata fortuna dovuta a un incontro che cambierà molte vite.Forman dirige dando peso alle inquadrature sui volti dei protagonisti,sulle pause,sul tempo dilatato e sulla grande interpretazione del cast.
Personaggi dolenti e persi nei disegni del fato o che hanno la forza di cambiare pagando la libertà duramente o avendo un dono di radicale modificazione della loro esistenza.
Ultimo film interpretato da James Cagney,nel ruolo di un capo della polizia .
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mercoledì 8 aprile 2009
LE COLLINE HANNO GLI OCCHI di WES CRAVEN
La famiglia sembra ormai essere diventata l'unico rifugio,l'unico posto,dove un essere umano possa crescere .
In realtà è proprio il contrario,il famigliarismo è un elemento assolutamente reazionario,la creazione di una rappresentanza di rapporti sociali in un microcosmo.Con regole e rapporti di forza come nella società,che poi è una serie di nuclei famigliari in presunta comunicazione tra di loro.
Enfatizzata dai politici della destra spesso,e sopratutto da quelli che ne hanno + di una, come massima rocca di difesa nei confronti dei problemi e rischi che vengono da fuori-mostrando in questo modo quanto la classe politica sia incapace di gestire e superare le problematiche del tessuto sociale-è purtroppo a volte una vera e propria prigione infernale:vuoi per i pessimi rapporti che avvelenano le vite dei singoli componenti,vuoi per violenze spesso tenute nascoste,vuoi per una profonda crisi a cui cerca di reagire chiudendosi in un clan.
Il film di Craven mette in mostra queste dinamiche attraverso lo scontro tra due famiglie :una di mostruosi assassini cannibali e l'altra di cittadini civilizzati e normali.
Finiti fuori strada in una zona desertica la famiglia dei civili verrà massacrata dalla forza brutale dei derelitti sadici e omicidi.Fino alla riscossa,che trasformerà i superstiti in feroci giustizieri ancora più barbari dei loro persecutori,da non sottovalutare la vendetta animalista-come simbolo di ricompensazione di tutte le torture e violenze spesso nemmeno tenute in considerazione dalla gente ,nei confronti dei cani e degli animali in genere-che vede il cane di famiglia trucidare due componenti della famiglia cannibale per vendicare la morte di una cagna.
Craven ci mostra il lato brutale e oscuro della provincia americana,quella dei pionieri,del vero spirito americano.
Una storia brutale e piena di sangue quella che si nasconde tra i paesaggi assolati e desolati della provincia,dove dietro la natura e i metodi franchi e diretti si nascondono follia e massacri.
Un bellissimo film che ha avuto otto anni dopo un seguito di minor fortuna diretto sempre da Craven e poi due remake ad opera di Araja.
Da vedere!
In realtà è proprio il contrario,il famigliarismo è un elemento assolutamente reazionario,la creazione di una rappresentanza di rapporti sociali in un microcosmo.Con regole e rapporti di forza come nella società,che poi è una serie di nuclei famigliari in presunta comunicazione tra di loro.
Enfatizzata dai politici della destra spesso,e sopratutto da quelli che ne hanno + di una, come massima rocca di difesa nei confronti dei problemi e rischi che vengono da fuori-mostrando in questo modo quanto la classe politica sia incapace di gestire e superare le problematiche del tessuto sociale-è purtroppo a volte una vera e propria prigione infernale:vuoi per i pessimi rapporti che avvelenano le vite dei singoli componenti,vuoi per violenze spesso tenute nascoste,vuoi per una profonda crisi a cui cerca di reagire chiudendosi in un clan.
Il film di Craven mette in mostra queste dinamiche attraverso lo scontro tra due famiglie :una di mostruosi assassini cannibali e l'altra di cittadini civilizzati e normali.
Finiti fuori strada in una zona desertica la famiglia dei civili verrà massacrata dalla forza brutale dei derelitti sadici e omicidi.Fino alla riscossa,che trasformerà i superstiti in feroci giustizieri ancora più barbari dei loro persecutori,da non sottovalutare la vendetta animalista-come simbolo di ricompensazione di tutte le torture e violenze spesso nemmeno tenute in considerazione dalla gente ,nei confronti dei cani e degli animali in genere-che vede il cane di famiglia trucidare due componenti della famiglia cannibale per vendicare la morte di una cagna.
Craven ci mostra il lato brutale e oscuro della provincia americana,quella dei pionieri,del vero spirito americano.
Una storia brutale e piena di sangue quella che si nasconde tra i paesaggi assolati e desolati della provincia,dove dietro la natura e i metodi franchi e diretti si nascondono follia e massacri.
Un bellissimo film che ha avuto otto anni dopo un seguito di minor fortuna diretto sempre da Craven e poi due remake ad opera di Araja.
Da vedere!
UN TRANQUILLO WEEK-END DI PAURA di JOHN BOORMAN
Quattro amici decidono di passare un week -end navigando su un fiume, in una zona che scomparirà presto per lasciare spazio a un lago.
I cittadini si mostrano estranei e un po'arroganti nei confronti dei paesani del luogo,ma questo non sembra sortire nessun problema particolare.
La tragedia scatta quando due cacciatori violentano uno dei cittadini e per difesa Lewis,quello che pare il capo della banda, uccide uno degli aggressori.
Il gruppo si scontra e scioglie sul dilemma se dirlo o no alla polizia,apparte dexter il più razionale e onesto , tutti gli altri decidono di non dire nulla alla polizia e di seppellire il cadavere.
Dexter sopraffatto dalla propria coscienza non resiste e si uccide annegandosi,causa però i ribaltamento della sua canoa contro quella dei compagni. Risultato il ganassa Lewis,quello che dei 4 si sente più vecchio pioniere, si spezza una gamba. Tra paura di vendette da parte dei montanari,natura selvaggia e crudele, o forse solo indifferente, la paranoia aumenta e i baldi cittadini si scoprono essere bugiardi,assassini,primitivi.
Il tema dello scontro tra civilità e natura , è alla base di questo ottimo film che in realtà dice anche altro e di più. La natura reale degli esseri umani,così fragili e vittime/carnefici in balìa della pura istintivita conservatrice sia ad opera degli hillibillies che dei cittadini apparentemente civili. L'indifferenza totale e la profonda solitudine che colpisce l'uomo quando si trova sperduto nella natura,la paranoia che spinge la comitiva a credere di essere al centro di una possibile vendetta e che porta uno di loro ad uccidere uno sconosciuto.
Questo film rappresenta il lato oscuro della america di provincia e la sua anima nera.Esattamente come altri due capolavori del genere:"guerrieri della palude silenziosa", "le colline hanno gli occhi"
Molto valido il cast formato da :burt reynolds,jon voight,ronny cox, ned beatty
Boorman si mostra come un grande regista capace di creare un clima di disperazione e abbandono solo con pochi tocchi di regia
I cittadini si mostrano estranei e un po'arroganti nei confronti dei paesani del luogo,ma questo non sembra sortire nessun problema particolare.
La tragedia scatta quando due cacciatori violentano uno dei cittadini e per difesa Lewis,quello che pare il capo della banda, uccide uno degli aggressori.
Il gruppo si scontra e scioglie sul dilemma se dirlo o no alla polizia,apparte dexter il più razionale e onesto , tutti gli altri decidono di non dire nulla alla polizia e di seppellire il cadavere.
Dexter sopraffatto dalla propria coscienza non resiste e si uccide annegandosi,causa però i ribaltamento della sua canoa contro quella dei compagni. Risultato il ganassa Lewis,quello che dei 4 si sente più vecchio pioniere, si spezza una gamba. Tra paura di vendette da parte dei montanari,natura selvaggia e crudele, o forse solo indifferente, la paranoia aumenta e i baldi cittadini si scoprono essere bugiardi,assassini,primitivi.
Il tema dello scontro tra civilità e natura , è alla base di questo ottimo film che in realtà dice anche altro e di più. La natura reale degli esseri umani,così fragili e vittime/carnefici in balìa della pura istintivita conservatrice sia ad opera degli hillibillies che dei cittadini apparentemente civili. L'indifferenza totale e la profonda solitudine che colpisce l'uomo quando si trova sperduto nella natura,la paranoia che spinge la comitiva a credere di essere al centro di una possibile vendetta e che porta uno di loro ad uccidere uno sconosciuto.
Questo film rappresenta il lato oscuro della america di provincia e la sua anima nera.Esattamente come altri due capolavori del genere:"guerrieri della palude silenziosa", "le colline hanno gli occhi"
Molto valido il cast formato da :burt reynolds,jon voight,ronny cox, ned beatty
Boorman si mostra come un grande regista capace di creare un clima di disperazione e abbandono solo con pochi tocchi di regia
I COMPAGNI di MARIO MONICELLI
Nonostante qualcuno dica che si debba modernizzare la sinistra e le sue istanze ,portandola sul terreno di un'indignazione populista o facendola disperdere all'interno di un blando riformismo centrista, nella sostanza delle cose il rapporto di forza tra padronato e manodopera non è cambiato. Certo la società per scardinare la sovversione delle classi meno abbienti , ha dovuto dare una virata all'interno del metodo di applicazione del capitalismo,per scoordinare le direzioni di resistenza del proletariato. La disgregazione e dislocazione delle classi lavoratrici è il punto di partenza e di arrivo della fase di aggressione capitalista .
Quindi nascono nuove figure di marginali, che però hanno gli stessi problemi delle vecchie figure lavorative,peggiorate dalla dispersione di unità e soggetti.
Cosa potremmo mai capire di questa situazione ,se non abbiamo bene in mente la nostra storia di classe e di azione politica/sociale. La storia non ha scadenza e il presente , nonche il futuro sono frutti delle esperienze passate che passano attraverso una modificazione,ma non un vero e sostanziale cambiamento: il capitalismo che sfrutta la classe proletaria,oggi diventata precaria e perlopiù composta da stranieri. Cambia il quadro,ma non la cornice.O viceversa.
Per questo il film di Monicelli è assolutamente da vedere,perchè spiega e analizza come nasce,cresce e muore , una lotta di classe che vede nello sciopero uno dei suoi strumenti.
A Torino verso la fine del 1800, alcuni operai stanchi delle ore di lavoro- 14- e degli incidenti che colpiscono molti di loro,perchè stravolti dalla stanchezza, pensano di organizzarsi per far sentire le loro ragioni. Dopo un primo tentativo fallimentare,gli operai legano amicizia con un professore socialista ricercato dalla polizia,che si è rifugiato nel capoluogo piemontese.
L'uomo organizzerà uno sciopero lungo e faticoso da sostenere sia per i lavoratori,che per il padronato.
La pellicola analizza bene i pro e i contro delle lotte,l'importanza della figura carismatica e organizzativa,ma che non è nulla senza l'unione e la coscienza di classe. La debolezza di un popolo abituato a subire e a chiedere elemosina ai ricchi e potenti,che mina la riuscita delle lotte,la paura del padrone e il servilismo delle forze dell'ordine.Tutte cose che si notano anche ai giorni nostri.
Gli operai sacrificati alla produzione-1200 morti- e i migliaia di feriti,il caporalato mafioso e infame che fa parte delle impresi edili e per la raccolta di pomodori o altro,i contratti a tempo determinato e la paura di non vederli confermati,la ricerca ossessiva di stabilità nel lavoro e per averla una lotta tra poveri spietata e ridicola.
Questa è la magnifica società occidentale e questa la ridicola e falsa democrazia solo nella forma e vagamente.
Cosa è cambiato dalla Torino del 1800 , molte cose..Ma non sempre in meglio
Un film insomma da vedere assolutamente,perchè una bellissima riflessione politica,un trattato preciso sulla lotta e su come condurla.
Bravissimo Mastroianni.
Quindi nascono nuove figure di marginali, che però hanno gli stessi problemi delle vecchie figure lavorative,peggiorate dalla dispersione di unità e soggetti.
Cosa potremmo mai capire di questa situazione ,se non abbiamo bene in mente la nostra storia di classe e di azione politica/sociale. La storia non ha scadenza e il presente , nonche il futuro sono frutti delle esperienze passate che passano attraverso una modificazione,ma non un vero e sostanziale cambiamento: il capitalismo che sfrutta la classe proletaria,oggi diventata precaria e perlopiù composta da stranieri. Cambia il quadro,ma non la cornice.O viceversa.
Per questo il film di Monicelli è assolutamente da vedere,perchè spiega e analizza come nasce,cresce e muore , una lotta di classe che vede nello sciopero uno dei suoi strumenti.
A Torino verso la fine del 1800, alcuni operai stanchi delle ore di lavoro- 14- e degli incidenti che colpiscono molti di loro,perchè stravolti dalla stanchezza, pensano di organizzarsi per far sentire le loro ragioni. Dopo un primo tentativo fallimentare,gli operai legano amicizia con un professore socialista ricercato dalla polizia,che si è rifugiato nel capoluogo piemontese.
L'uomo organizzerà uno sciopero lungo e faticoso da sostenere sia per i lavoratori,che per il padronato.
La pellicola analizza bene i pro e i contro delle lotte,l'importanza della figura carismatica e organizzativa,ma che non è nulla senza l'unione e la coscienza di classe. La debolezza di un popolo abituato a subire e a chiedere elemosina ai ricchi e potenti,che mina la riuscita delle lotte,la paura del padrone e il servilismo delle forze dell'ordine.Tutte cose che si notano anche ai giorni nostri.
Gli operai sacrificati alla produzione-1200 morti- e i migliaia di feriti,il caporalato mafioso e infame che fa parte delle impresi edili e per la raccolta di pomodori o altro,i contratti a tempo determinato e la paura di non vederli confermati,la ricerca ossessiva di stabilità nel lavoro e per averla una lotta tra poveri spietata e ridicola.
Questa è la magnifica società occidentale e questa la ridicola e falsa democrazia solo nella forma e vagamente.
Cosa è cambiato dalla Torino del 1800 , molte cose..Ma non sempre in meglio
Un film insomma da vedere assolutamente,perchè una bellissima riflessione politica,un trattato preciso sulla lotta e su come condurla.
Bravissimo Mastroianni.
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